Art. 651 CO; Art. 462 ff. CO; delegation of authority to bind a corporation. Statutory representatives of a company may, by mandate or procuration, confer commercial powers on third persons, whether generically or for specific transactions, including by tacit conduct. Such delegation is not excluded by the fact that the company is statutorily represented only by certain board members. The existence of a commercial mandate is inferred from the organization of the business and the conduct of the persons concerned; the scope of the mandatary’s powers depends primarily on the nature of the business, not on the amount of the transactions (consid. 2-4).
Obllgationenrecbt. N° 46. bröckeln würde, auch sei es nicht Vertragsmeinung: gewesen, dass er sofort mit dem Gipsabbau beginnen solle. Letztere Auffassung ist durch das bereits Gesagtt' und durch den Hinweis auf die Bestimmung über die Vertragsdauer widerlegt. In ersterer Hinsicht ist wiede- derum auf 6 des Vertrages zu verweisen, -wonach Unrentabilität im Betriebe dem Kläger wohl ein Recht zum Rücktritt, keineswegs aber ein Recht, die Aus- beutung hinauszuschieben und den Beklagten als Ver- pächter bei der Verpflichtung zur Ueberlassung der nutzbaren Sache zu behaften, gab. Die pachtweise Ueberlassung der Grundstücke war in der Hauptsach;.' gedacht zur GipsaUSbeute, der Wiesen-und Obstertrag war ganz offenbar Nebensache. Wenn für den Pachtzins auf die Ausbeute abgestellt wurde, so beweist dies nichts dafür, dass der Kläger sie beliebig hinausschieben durfte; der erste Pachtzins war vielmehr am 1. Juli 1915, nach . dem ersten Halbjahr, fällig auf Grund der damaligen Ausbeute. Dass der Beklagte nicht damals schon eingt - schritten ist, nahm ihm das Recht, nach Art. 294 vo f- zugehen, nicht. Er hat als Eigentümer das überwiegende Interesse daran, in der Verfügung über die Grundstückt' wieder frei zu werden, gegenüber dem Interesse des Klägers, ihn auf unabsehbare Zeit an den Vertrag zu binden und an der Verfügung über sein Land zu hindern. Dazu kommt, dass Von einer auch nur subjektiven Un- möglichkeit der Vertragserfüllung durch den Klägel" nicht gesprochen werden kann, worüber auf die schlüssi- gen Ausführungen der Vorinstanz verwiesen werden kann, die der Kläger nicht entkräftet hat. Demnach erkennt das Bundesgericht : Die Berufung wird abgewiesen und das Urteil des Obergerichts des Kantons Aargau vom 22. Dezember
bestätigt. fl. Sentenza. 15 giugno 1918 della. 1 e sezione dvile neUn eansa Trüb eie eont.ro S. A. Polus. L'arl. 651 CO nOll esclude, ehe chi 11a facoltit statularia di rappresentare una societa per azioni possa incaricare altri di un negozio determinato, 0 di una serie di ariari,o delegan' altrui i suoi poteri in modo generico 0 speciale, 0 prepofl' ' un terzo ad un'azienda,od aparte di essa. Tale delegaziOllt' puö costituire conferimento di procura commerciale 0 anclh' solo queHo di mandato commerciale, secondo le circostanzl' deI caso. (Art. 4t)2 e seg. CO.) Estensione delle faeoltil dei mandatario eommerdale. Con petiziollc' 20 ottobre 1914. proposta direttamnllll' in appello,l'attricc Trüb Ci" in Aarau conveniva ill giudizio la S. A. Polus in Balerna per il pagamento rli 9785fr. 85. Questa somma dipende da diverse forni- I ure residue di commission i maggiori. NeUa sua risposta del 9 giugllo 1914 In convcllul l. pur ammettendo l'inten:enuto rapporto di affari, e ehe parte della merce ordinata fu ricevuht (:' pag:1ta, COI'- ehiuse al rigetto della petizione. In linea prillcnpale essa afferma di LluHa ave!' sa- puto delle ordintlzioni, meutre, d 'altro canto, chi pretese agire in suo norne (Kradolfer, event. Bernas- coni) non aveva veste par farlo. Kradolfer. giü direttore commerciale deHa eOllvenula (mentre Bernas- coni ne era e ne e direttore tecl1ico), non poteva vill- colarla. assevera essa, se non in coneorso di almenn un membro deI Consiglio di mnministrazione, COnCOfS(l che non fu mai ne richiestro ne ottenuto. In Iinea subol'- dinata contesta il prezzo della merce t'. il suo l uall- titativo, che eensura di esorbitanli: assevera ehe la mere :' non fu fornita a riehiesta. ma illtempestivamente. prim:t o dopo : che una parte deHa meree fu pagata con dul' cheques di 4863 fr., che debbollo. esse re dedotti: e final- mente, ehe l'attrice non mantenne i patti, ehe la loro esc-
euziOllC HOll fu cOllforme alle stipulaziolli e conchiude col dichiararli rescissi per colpa dell'attrice. Dagli atti dell'inearto e dalle constatazioni di fatto deI giudizio querelato risultano assodate Ie cireostanzc seguenti : La S. A. Polus, con sede in Balerna (Cant. Ticino), foudata per il commercio dei tabaechi e la fab- brieazione e vendita di sigari, fu eostituita nel maggio 1912 eon un capitale di 200,000 fr., portato poi, nel llovembre 1913 a 500,000 fr. Secolldo le pubblicaziolli nel registro di eommercio (gli statut i stessi non si tro- val10 all'inearto), Ia societa e rappreselltata dalla firma collettiva di due membri deI consiglio di amministra- zione 0 di un membro deI eOllsiglio edel direttorc. A eomporre il primo consiglio di amministrazione ven- nero chiamati : Vittore Wilczek, domieiliato in Zurigo, presidente, Carlo Landtwing in Zugo, eonsigliere dele- gato, e Francesco Maeder, parimenti in Zugo. Il 3 no- vembre 1913, Landtwing e Maeder cessano di far partt' deI eonsiglio di amministrazione c vengono sostituiti da Alberto Eberle in S. Gallo e Luigi Simmler in Zurigo, quest'ultimo eome eonsigliere delegato. Nella sua se- duta deI 10 ottobre 1913 il consiglio di amministra- zione eonfermava neUa earica di .direttore tecnieo ) Federieo Bernasconi in Lugano e ehiamava a eoprire la carica di direttore eommerciale Fritz Kradolfer ) in Balerna, ehe deve firmare-eoUettivamente eon un membro deI eonsigJio e ciö seeondo 10 statuto, ehe prevede ehe ogni direttore puö vineolare la societil ) in eoneorso eon un consigliere di amministrazione. r Con sentenza 10 luglio 1917 il Tribunale di Appello deI Cantone Tieino respinse la petizione, dOllde ricorso al Tribujmle federale. Considerando in diritto :
E paeifico in causa, dichiara l'istanza eantonale, ehe le ordinazioni furono date all'attriee dal direttore commerciale Kradolfer e ehe il direttore tecnico e inter- ! Obligationcnrecht. N° .17.
venuto, talvolta; neUe discussioni di dettaglio c, ta1'al- tra,per il ritiro della meree. Queste diehiarazioni non corrispondono esattamente ane emergenze processuali, sono Ipro, in parte. eontrarie. e vogliono essere retti- ficate. NOll solo il eodirettore Bernaseoni e intervenuto neUa discussione di dettaglio. ma ha, ad esempio, fir- mato eon Kradolfer la eonferma della commissione deI 25 llovembre 1913 : esso ha sottoscritto, inoltre, div-erSt' eorrispondenze, ha ordinato e eooperato, talvolta, aJ ritiro della meree. L'insieme delle risultanze proeessuali per- suadono questa Corte, ehe se l'iniziativa fu presa da1 direttore eommerciale Kradolfer, il ehe e affatto natu- rale, aHa eonclusione degli affari di eui si tratta Bernaseoni. cheeche egli possa ora addurre, non fu estraneo : il quale anehe, ove non firmo la eon- fernla dei eontratti direttamente, eooperö pero aUa loro eseeuzione: si puo quindi eonehiudere, ehe chi agi nei eonfronti dell'attriee, non iu, insomma, solo Kra- Qolfer, ma anehe Bernaseom. Indarno questI 1l1Voca in eontrario di essersi disinteressato di questi affari e di aver sottoscritto le eorrispondenze ehe li eoneerne- wno maeehinalmente , senza leggerle. Chi firma un atto e presunto averne letto e approvato il eontenuto.
Cio ammesso, ehiedesi se Kradolfer e Bernasooni abbiano potuto obbligare validamente Ia societa di fronte all'attriee. L'istanza eantonale 10 contesta e accerta, in fatto, ehe seeondo Ie pubblieazioni nel registro di commereio, la rappresentanza statutaria d-ella societa spettava a due membri deI consiglio di amministrazione od a un membro eongiuntamente a1 direttore. 11 fatto e esaUo, ma non risolve pienamente la questione : da esso non segue necessariamente ehe, in niun easo, altre persane all'infuori di quelle nominate neUe pubblicazioni abbiano potuto agire in modo vin- colativo per la convenuta. L'art. 651 CO non esclude, ehe chi ha faeolta statutaria di rappresentare Ia societa poss.'l incaricare altri di un negozio detenninato 0 di
Ohligationeurcchl. o J'i. una serie di affari, delegare altrui i suoi poteri in modo speciale 0 generico. preporre un terzo ad un'azienda. od aparte di essa ecc : se il mandato e generico ed avvenne con conferimento di procura, si avra Ia figura giuridica deI procuratore commerciale : altrimellti quella deI man- dat.ario commerciale 0 institore (art. 462 c seg. CO): Ia cui seelta non e soggetta a prescrizioni di forma, pu6 essen' fatta anche tacitamente 0 per atti conchiudenti, e da mandato statutario si diversifica in ciö ehe revo- cabile in ogni tempo da chi l'hn conferita. Chiedesi pertanto se, neUn faUispecie, il cOllferimcllto di un mandato generico a conchiudere gli affari della sede di Balerna, da parte degli orgalli competenti deHa societa a chi per essa agiva possa ritenersi dimostrato. La risposta non puo essere dubbia : essa emerge dall'or- ganizzazione stessa deI consiglio di amministrazione t' dei rappresentanti statutari. Risulta infatti dagli atti, che nessuno dei eonsiglieri di amministrazione aveva domicilio in Balerna: gli uni abitavano Zugo, gli aItri Zurigo 0 San Gano. Risulta, inoltrl:'. ehe poeo (I nulla i eonsiglieri di amministrazione si oeeupavano degli affari della sede. in Balerna. Il direttore Bernasco1ü, ehe l)ure undava giornalmt'Jltc in fabbric3, non sa se U11 delegato deHa societa venisse mai aHa sede. Ove si eOll- siderit ehe Ia gestione di nna fabbriea e di un commereio di siffatta aatura, ehe pure e di qualeht' rilievo (ca pi- laIe .social 50?,OOO fr.), non solo SUPPOllC 11 disbrigo eontmuo dl ath amministral.iYi 0 Ili trafila, ma Ja eou- clusioue, auche immediata, di yeri coutratti bilaterali di. stipnlazioni di ogni gUlere (nomina e congedo dcgli ImplegatI ed operai, contratti compera-vendita deHn merce ü natura e degli arheoli fabbricati ece.), ne segue necess3namente ehe, onde aUuare Ia rappresentanza ill stretta corrispondenza eogli statuti c eolle 101'0 pubbli- cazioni, Ia societa avrebbe dovuto provvederc ehe almeno il eonsigliere delegato avesse stunza in Balerna o nei dintorni 0 col1a sede potesse stare in continuo cd Obligationcllwcht o 47. 21.'1 jmmediato eOlltatto. E dunque giuoeoforza ritenere. ehe il consiglio di amministrazione, ammettendo ehe ne rosse altrimenti, ha dovuto tacitamente e per atti con- ehiudenti conferire alle persone, che per Ia societa agi- ,-ano in Balerna, i piiI ampi poteri, le piiI estese faeolta di eontrarrc: preporle, in altri termini, all'azienda in flualita di institori 0 mandatari eommerciali: circos- lanza, deI resto, ammessa direttamente dal delegato Landtwing, il quale ha deposto ehe Kradolfer e Ber- Ilasooni possedevano pro eu ra eollettiva, oecorrendo tut- lavia ritenere ehe non si trattava di una vera procura !leI sellSO giuridieo della parola, ma di un mandato com- mcrciale a stregua degli art. 462 e seg. CO. Invano si opporrebbe ehe, a modo di vedere di altri iesti, Kradolfer ha agito all'infuori delle sue compe- lenze. Questa e anzilutto una questione di diritto, da deddcrsi dal giudice, non dai testi. Inoltre, essa sembra rilerirsi piuUosto aIla quantita delle merci ordinate da Kradolfer (' Bernasconi ehe non aHa natura dei rela- ! ivi negozi. Ln dichiarazionc di Landtwing, ehe Kra- dnlfe!' HOll 3H'''H autorizzazione per agire de mo tu pro- prio, :-eonlraddetta da esso stesso laddove diehiara ein' KradoUt,!, e 13ernascolli possedevano proeura : deve ftündi essert' intesa nel senso che, anche ad avviso deI lt'ste, KradoUer non avesse qualitil. per agire da solo. , alidi ('ssendo invece gli afIari eOllchiusi da Kradolfer " Hernasconi ;ongiuntarnente. Nulla importa deI resto eil .', specialmcllte in riguardo ai negozi in questiol1l il COllsiglio HOIl fosse stato tenulo al corrente e li igno- n:ssc, eom(' la eonvenuta intende dedurre dalle deposi- zinni Bcrnasconi. Landl Willg e altre: poiche si tratta di maudato generico ehe, come tale, non richiede l'auto- rinzazioJle 0 la ratifica di ogni singolo affare. Invano Ia eOl1venuta sostiene ancora in eontrario cht: k onlinazioni furono grandemente esagerate, ben al di lü deI fabbisogno cec. Le facolta deI mandatario eom- 1l1,!:rcialt, sono determinate anzitutto dalla natura dei
278 Obligationenrecbt. No 4'i. negozio. non dal suo quantitativo (art. 462 a1. 2). Ora, e incontestabile, ehe il provvedere per gli involti della merce e per la reelame, rientra nell'ambito diehi e pre- posto all'amministrazione ed alla parte commerciale dell'azienda. DeI resto, anehe il quantitativo della merce in litigio non sembra deI tutto all'infuori deI fabbisoqu( normale di una fabbrica. ehe lavora con un capitale sociale di 500,000 fr. e dalla quale il COllsiglio si ripro- metteva un prospero avvenire, come risulta appunto dall'aumento deI eapitale sociale: avvenire ehe puo essere poi stato compromesso dalle conseguenze della guerra. Da queste consideraziolle emerge ehe Kradolfer e Bemasconi avevano veste per eontrarre in norne e per conto della societa. Cade' quindi Ia tesi principale della convenuta e cadono, con essa, anehe Ie illazioni ehe si intende dedrirre dai disposti deI CO sul valore delle pubblicazioni eommerciali, la loro efficaeia giuridiea eec: poiehe appunto, non in tali pubblicazioni e non direltamente negli statuti, i poteri di Kradolfer e Bernas- coni avevano origine, sibbene in una delegazione di mandato da parte degli organ i dnna soeieta.
Ond'e ehe, dimostrata inammissibile la tesi in base alla quale l'istanza cantonale Iia respinta l'azione, 1a causa deve esserle rinviata per istruzione e decisioHl' di tutte Ie altre eccezioni accampate dalla convenuttl; 11 Tribunale federale pronuncia: L'appello e ammesso. Obligationt:nrt cht. N° 48.- -ts. Auszug aus dem Orteil der Ir. ZiviIabtellung vom 27. Juni 1918 i. S. Xonkursm sse J. Jost-Rüedi gegen Stitfler. 279" Kompensation. Geltendmachung. Die G gcnforderung muss ziffernmässig bestimmt sein. Der Beklagte bestreitet nicht, der Klägerin aus einem VOm Gemeinschuldner ihm gewährten Darlehen 2178 Fr., gleich der Nachlassdividende von 40 % des ursprünglichen Darlehensbetrages von 5000 Fr. nebst Zins zu 4 % % vom Maimarkt 1913 bis zum 15. Mai 1915 schuldig zu sein. Die Gegenforderung, welche der Beklagte erhebt. war aber, soweit sie die Klageforderung nicht übersteigt. nicht auf dem Wege der Widerklage, sondern als Tilgungs- grund durch Einrede gegenüber der Klage geltend zu machen. Der Beklagte hat sie implicite auch durch Ein- rede geltend gemacht, indem er auf Abweisung der Hauptklage anträgt, ohne ihr andere als die Klagetat- sachen der Widerklage als Schuldbefreiungsgrund eut- gegenzuhalten, woraus zu schliesseu ist, dass er auch die E i 11 red e der Kom p e 11 s a t ion erheben wolle. Allein die Kompensationseinrede ist nicht begründet. Schon die Unmöglichkeit einer ziffernmässig bestimmten Geltendmachung der Gegenforderung spricht gegen die Möglichkeit der Verrechnung; denn ohne sie kann die Hauptforderung nicht in einem bestimmten Betrag getilgt erklärt werden; solange die Hauptforderung aber nicht getilgt ist, besteht keinerlei rechtlicher Grund dafür, ihre Geltendmachung aufzuschieben bis zur ziffennässigen Feststellung der Gegenforderung, die in einem neuen Prozesse erfolgen müsste.