Art. 59 BV; possessory actions under Arts. 927-928 CC and damages claims joined thereto; territorial venue. The domicile forum of Art. 59 BV protects only personal claims and does not extend to real actions, in particular possessory actions, which may be brought at the place of the property. A claim for damages caused by an interference with possession remains a personal claim even if asserted together with possessory relief; joinder does not transform it into a real action nor create venue at the situs of the land (consid. 2-3). The connection between principal and accessory claims cannot override the constitutional venue guarantee unless the court competent for the main claim is also competent for the accessory claim under the relevant rules.
St .... tsrecht. Bedeutung un kommt dem Herausgabeort Zürich als Anfangs- und Mittelpunkt der Verbreitung nahe. St. Gallen ist desh ,lb neben Zürich als Erscheinungsort der Ausgabe des Guggu )) vom 25. Mai 1939 zu betrachten und es durften die Rekurrenten entweder in Zürich ode; in St. Gallen zur Verantwortung gezogen werden. . Die Anerkennung eines zweiten Erscheinungsortes führt DIcht etwa zurück zum fliegenden Gerichtsstand, der auf Grund von Art, 55 BV weiterhin ausgeschlossen bleibt. Sie hängt ab vom Vorliegen ganz bestimmter V oraus- setzungen, die insbesondere bei periodischen Presse- erzeugnissen nicht ausdehnend ausgelegt werden dürfen. IH. GERICHTSTAND FOR 42. Semenza 29 novembre 1940 neUa causa BIom c. S. A. Monte Verita. I. I! ri :OJ:'so di diritto pubblico per vioiazione dell'art. 59 CF e c vlbIle contro ? i tno deI giudice che appaia come eser- ClZlO della sua glUrIsdlZlOne, anche se non siano state adite tutte le istanze cantonali. 2. L'a .. 9 CF non garantisce al convenuto iI giudice deI suo domICiIlO quando si tratti di azioni reali, come quelle previste a tunela deI possesso (art. 927 e 928 CO). L'art. 59 CF e invece a:pphcnble all'azione di risarcimento deI danno causato dalla vlOlanlOne deI possess?, anche se promossa cumulativamente con I aZlOne possessorla. I. Die taats tliche Bnhwe:de wngen Verletzung von Art. 59 BV "!!"t ZulasSlg gegnn Jede rlC!Iterhche Handlung, die sich als Au bung der GerIChtsbarkeIt darstellt; die vorherige Er- schopfung des kannonalen Instanzenzuges ist nicht erforderlich. 2. Art. 59. BV garantIert dem Beklagten nicht den Richter seines WohnsItZes, wenn es sich wie bei den zum Schutze des Besitzes vongesehenen (Art. 927 f. ZGB) um dingliche Klagen handelt; er :.st dagegen amyendbar auf die Klage auf Ersatz des durch die Storung des BeSItzes verursachten Schadens auch wenn sie zusammen mit der Besitzesschutzklage erhoben wird. I. Le recours de droit public pour violation de l'art. 59 CF est recevable contre tout acte par lequelle juge exerce son pouvoir, Gerichtsstand. N0 42.
meme si les degras de juridiction cantonaux n'ont pas tous ete parcourus. 2. L'art. 59 CF ne fixe pas le for des actions reelles et notam- ment des actions possessoires (art. 927 et 928 CC) au domicile du defendeur. Il s'applique, en revanche, a l'action en domma- ges-interets intenMe a raison d'un trouble que le demandeur a souffert dans sa possession, meme lorsque cette action est jointe a une action possessoire . A. -11 dott. Alberto Blum, domiciliato a Zurigo, ha una figlia minorenne Margherita, la quale, convivente oon lui e soggetta alla sua potesta, e proprietaria di una villa con annesso terreno ad Ascona. La proprieta e com- pIetamente circondata dal parco della S. A. Monte Verita, nel quale si trovano numerosi alberi di alto fusto, i cui rami e talora anche una parte deI ronco sporgevano in misura oonsiderevole sul fondo Blum e vi penetravano altresi con le loro radici; inoltre, a quanta pare, questi alberi non erano piantati alla distanza legale. Con lettera 6 maggio 1940 Blum diffidava, in virtu dell'art. 687 ce, la S. A. Monte Verita a togliere, entro il 18 maggio, gli alberi, i rami e le radici in questione ; altrimenti avrebbe fatto eseguire egli stesso tale lavoro da un giardiniere Questa diffida essendo rimasta infrut- tuosa, il dott. Blum incaricava della bisogna un certo Vanetti, il quale, nelle prime ore mattutine deI 3 giugno 1940, penetrava con una squadra di operai nel fondo della S. A. Monte Verita. Mentre il Vanetti e i suoi operai erano aneora intenti al lavoro, la S. A. Monte Verita presentava al Pretore di Loearno una petizione incidentale, con la quale, in virtu degli art. 927 e 928 CC, chiedeva quanto segue :
i1 convenuto e condannato al pagamento di 3000 fchi a titolo di risareimento dei dannL
Riguardo all!'J. domanda I l'attrice chiedeva ehe fosse emanato un decretoprovvisionale per la durata della Iite. H Pretore di LOearno emanava, il 3 giugno 1940, questo decreto e, nello stesso tempo, invitava il convenuto ad inoltrare la risposta di. merito entro il termine di dieci giorni. Rispondendo, il eonvenuto, eontestava la competenza ratione loei della Pretura di Locarno, poiche egli abita Zurigo. Anche in sede d'interrogatorio il dott. Blum confermava questa eccezione. Con sentenza 9 luglio 1940 la Pretura di Loearno si dichiarava competente ratione loei per esaminare la petizione di causa,. osservando in sostanza quanto segue : Giusta il suo tenore e la situazione di fatto, la domanda I e quella di un'azione possessoria volta ad ottenere la tutela deI giudice contro atti d'illecita violenza eompiuti da un terzo su una cosa. Una tale azione ha quindi earat- tere reale e puö essere promossa al Iuogo ove si trova la cosa. DeI resto, in sede di discussione, il dott. Blum ha limitato la sua eccezione d'incompetenza ratione loci alla domanda 2 e ha con ein ammesso la legalita deI foro giudiziario di Locarno per quanto concerne la domanda l. Ma anche riguardo alla domanda 2 l'eccezione d'incom- petenza ratione loci va respinta. La pretesa di risarcimento dei danni e fondata sulla subita manomissione deI possesso delI'attrice e sostituisce la pretesa di ripristino dello stato anteriore di fatto, il quale none possibile in concreto. Il legislatore tratta il risarcimento dei danni, sia nel caso delI'art. 927 CC, sia nel caso delI'art. 928 ce, quale parte o forma della protezione deI possesso. Questa connessione risultante dalla legge stessa esclude che la domanda di risarciment.o possa essere trattata, per quanto concerne Ia competenza ratione loei, altrimenti ehe la domanda di reintegra deI possesso (art. 927 CC) 0 di cessazione della turbativa deI possesso e di divieto di ulteriori turbative (art. 928 CC), B. -Da tale sentenza il dott. Blum si e tempestiva- Gerichtsstand. N0 42. 231 mente aggravato al Tribunale federale mediante ricorso di diritto pubblico, adducendo in soatanza quanto segue: Il quesito di sapere se la domanda di cessazione della turbativa deI possesso (art. 928 CC), come e formulata dall'attrice neUa sua petizione, abbia earattere reale, puö restare indeciso. Infatti, quando fu promossa l'azione, l'asserta turbativa deI possesso era cessata, poiche erano gia eseguiti i tagli accertati dal Pretore, ne ulteriori tagli erano previsti. E' quindi mallcato ab initio l'oggetto per promuovere un'azione di cessazione della turbativa. Una domanda di reintegra deI possesso (art. 927 CC) non e stata peru formulata; l'attrice ha chiesto soltanto ehe fosse pronunciato il divieto di rimuovere i rami e gli alberi tagliati. Ad un tale divieto non sono applicabili ne l'art. 927, ne l'art. 928 CC; esso e una semplice misura prov- visionale da ordinarsi d'offieio 0 su istanza delle parti per la durata della causa. Anche indipendentemente da ciö, non ci si trova in presenza di un'azione di manutenzione 0 di reintegra deI possesso, ma si e di fronte ad ml easo di applicazione del- l'art. 687 ce, ecioa si tratta disapere : a) se il ricorrente, quale rappresentante della sua figlia minorenne, avesse 0 no il diritto di ordinare il taglio dei rami sporgenti, ossia se in fatto esistesse una tale spor- genza e se cagionasse danno alla proprieta Blum ; b) se l'incaricato Vanetti, per ragioni sconoseiute a Blum, abbia ecceduto nell'esecuzione deI suo mandato, ossia abbia tagliato piu di quanto fosse leeito. Il diritto di taglio previsto dall'art. 687 CC non ha peru carattere reale, ma soltanto personale. Il vieino non ha ehe questo diritto di farsi ragione : se egli non taglia 0 non fa tagliare per proprio conto i rami sporgenti 0 dannosi, non potra adire il giudiee con un'azione di tutela deI possesso (art. 927 CC) na con un'azione negatoria (art. 641 CC) per costringere il proprietario a rimuovere i rami. Per eser- eitare il diritto di taglio, il vicino puö penetrare nel terreno appartenente al proprietario degli alberi'; ciö non costi-
tuisee una turnativa deI possesso a' sensi degli art. 927 o 928 CC. Qualora il vieino eeeedesse nell'esereizio deI suo diritto, ossia proeedesse ad un taglio maggiore di quello coneessogli dalla legge, si renderebbe colpevole non di una turbativa dell'altrui possesso, ma unicamente di un atto illecito giusta l'art. 41 CO, ehe l'obbligherebbe a risareire il valore degli alberi. In tale senso si esprimono anehe i eommentatori deI Codice civile germanieo. Il diritto di farsi J;agione previsto dall'art. 687 CO divente- rebbe illusorio, se, al momento di esereitarlo, il proprietario delle piante sporgenti ne potesse prevenire 0 impedire ° disturbare l'esercizio con una delle azioni stabilite per la difesa deI possesso. L'azione promossa dalla S. A. Monte Verita e quindi effettivamente un'azione ordinaria di risar- eimento dei danni e solo in apparenza e un'azione posses- soria. L'azione di risareimento dei danni deve pero essere promossa in virtu dell'art. 59 OF al domieilio deI convenuto, ehe, neI fattispeeie, e Zurigo. Irrilevante a il fatto ehe una tale azione eoneerna un immobile situato in un eantone diverso da quello in cui il convenuto a domieiliato. La sentenza deI Pretore. di Locarno va quindi annullata. O. -La S. A. Monte Verita ha proposto il rigetto deI rieorso di diritto pubblico. Oonsiderando in diritto :
-Secondo la costante giurisprudenza deI Tribunale federale (RU 51 I 49, 337 ; 52 I 133, 268), il rieorso di diritto pubblico, ehe eensura la violazione dell'art. 59 OF, e ricevibile eontro ogni atto deI giudice ehe appaia eome esereizio della sua giurisdizione, anehe se non siano state adite tutte le istanze eantonali. Oontrariamente a quanto opina la S. A. Monte Verita, e quindi irrilevante ehe la sentenza pronunciata il 9 luglio 1940 dal Pretore di Loearno potesse essere aneora impu- gnata davanti al Tribunale di appello, na importa ehe essa non sia una sentenza definitiva, ma soltanto inter- locutoria. Gerichtsstand. No 42.
-L'art. 59 OF garantisce al eonvenuto il giudice deI suo domieilio in quanto si tratti di pretese personali. Tale garanzia non si estende a pretese reali, in partieolare non abbraeeia Ia rivendicazione, ne l'azione negatoria deI proprietario (art. 641 cp. 2 00), eome pure non puo essere invoeata per i mezzi ehe il legislatore ha previsti a tutela deI possesso : l'azione di reintegra contro chi ha tolto altrui una cosa con atto dnillecita violenza (art. 927 OO) e l'azione di eessazione della turbativa deI posS'esso a' sensi dell'art. 928 00 (RU 9 pag. 38 eonsid. 3 ; pag. 43). La domanda 1 della petizione di causa mira anzitutto, almeno nella sua prima parte, ad ottenere Ia protezione deI possesso. Basandosi sul possesso di un fondo iscritto a suo nome nel registro fondiario, Ia S. A. Monte Verita chiede ehe il dott. Blum si astenga dal turbare questo possesso mediante il taglio illeeito degli alberi piantati su questo fondo, deI quale essi sono elementi integranti (art. 667 CO). A dir vero, l'azione prevista dall'art. 928 00 presuppone ehe minacci una turbativa deI possesso 0 si produea una situazione tale da determinare una turbativa permanente deI possesso; non e quindi proponibile per togliere gli effetti dannosi ehe un atto gia terminato ha avuti sul possesso, nel quale caso il possessore puo ehiedere soltanto il risarcimento dei danni (HOMBERGER, Kommentar z. sehw. Zivilgesetzbuch, ad art. 928, note 18-21). Il ricor- rente afferma ehe nel fattispecie i tagli degli alberi erano gia eseguiti allorehe fu promossa causa ed altri tagli non erano previsti. Ma si tratta anzitutto di una semplice affermazione eontestata dalla parte avversa e non suffra- gata da nessuna prova. In particolare e inesatto che l'impugnato giudizio ammetta una tale situazione di fatto; esso non contiene nessun aeeertamento ehe giusti- fiehi questa conelusione. Inoltre, ne seguirebbe tutt'al piu ehe l'azione di eessazione della turbativa deI possesso dovrebbe essere respinta perehe infondata nel merito, in quanto ehe non esisteva motivo di promuoverla ; ma Ia
eompetenza ratione l Jci per pronuneiarsi su di essa non sarebbe eselusa.. Oio vale anehe per la questione di sapere se il possessore di un fondo possa opporsi, mediante un'azione a' sensi dell'art. 928 00, al minaeeiato esereizio deI diritto di taglio dei rami sporgenti ehe l'art. 687 ep. 1 ce eonferisce al vieino. DeI resto, 1'0pinione professata al riguardo dal rieorrente e tutt'altro ehe deeisiva. Sta bene ehe, seeondo una eerta dottrina, il vieino dispone soltanto deI mezzo della ragion fattasi a' sensi dell'art. 687 ep. 1 CO e non puo quindi ehiedere mediante azione negatoria 0 azione basata sull'art. 928 00 ehe il proprietario degli alberi tolga i rami sporgenti (LEEMANN , Kommentar z. schw. Zivilrecht, ad art. 687, nota 12). Ma anche se si aceogliesse questa dottrina, che certi autori respingono (efr. HAAB, Kommentar z. sehw. Zivilgesetzbuch, ad art. 687, nota ll), non ne seguirebbe e contrario ehe al proprietario degli alberi non spetti una tale azione per evitare il minacciato taglio. La ragion fattasi a' sensi dell'art. 687 ep. 1 00 e ammissibile soltanto alla duplice condizione ehe i rami sporgenti danneggino il fondo deI vieino e ehe un termine conveniente per toglierli sia assegnato al proprietario. Se il vieino proeede al taglio, beneM queste condizioni non siano adempiute, la ragion fattasi non e permessa e puo considerarsi eome un atto d'illeeita violenza a' sensi dell'art. 92800, eontro la cui minaeeia puo essere promossa . l' azione di eessazione prevista da questo articolo (cfr. IIAAB, ibidem, nota 6). Aggiungasi ehe il diritto di farsi ragione a' sensi dell'art. 687 ep. 1 00 si estende a rami sporgenti, non al tronco di un albero ereseiuto eurvo e quindi spor- gente, e nemmeno ad alberi non piantati aHa distanza legale dal eonfine (HAAB, ibidem, nota 1). Le eonelu- sioni ehe in eonereto il rieorrente vorrebbe trarre da questo diritto son quindi, prescindendo dal resto, senz'altro irrilevanti, in quanto, eome pretende l'attrice, siano stati abbattuti interi alberi coi loro tronehi. Anehe la seeonda parte della domanda petizionale 1, seeondo eui devesi vietare al eonvenuto la rimozione della Gerichtsstand. N° 42. 235 legna spaeeata, e volta alla cessazione di una minaeeiata turbativa deI possesso, in quanto la legna in parola si trovi ancora sul fondo della parte attrice. NeUa misura pero ehe si tratti di legna giacente sul fondo Blum, la domanda cennata e diretta ad ottenere una misura provvi- sionale per proteggere la proprieta ehe l'attrice pretende di avere su tale legna. Il diritto di appropriazione a' sensi dell'art. 687 ep. 1 00 esiste solo in quanto esista il diritto di taglio, ossia solo in quanto si verifiehino i presupposti legali. Maneando questi presupposti, i rami tagliati restano in proprieta deI proprietario degli alberi e possono essere rivendieati (LEEMANN, ibidem, nota II ; HAAB, ibidem, nota 9) ; il ehe vale senz'altro per tronehi ed alberi interi abbattuti, poieM in loro eonfronto e escluso un diritto di taglio e quindi anehe di appropriazione a' sensi dell'art. 687 ep. 100. Ma eome la rivendieazione non benefieia dell'art. 59 OF, eosi ne e di una misura provvisionale ehe mira a tutelare un'eventuale rivendieazione. Non oecorre quindi indagare se il rieorrenteabbia rinun- eiato ad invoeare l'art. 59 OF per quanta eoneerne la domanda petizionale 1, aVEmdola diseussa senza riserva davanti al Pretore di Loearno. 3. - AbuOll diritto iIivece impugna il rieorrente la competenza ratione lod deI Pretore di Loearno relativa- mente alla domanda petizionale 2. Tale domanda non mira ad esigere dal eonvenuto un determinatoatteggiamento nei eonfronti di una deter- minata eosa, sulla quale l'attrieevanta la proprieta 0 un altro diritto reale 0 il possesso, ma tende ad ottenere dal eonvenuto una prestazione peeuniaria (e piu preeisamente 3000 frehi.) a risareimento di una diininuzione patita dalla sostanza dell'attriee. Oi si trova quindi di fronte non piu ad un'azione reale, . ma ad una pretesa personale a' sensi dell'art. 59 OF. Ohe l'atto illeeito, dal quale deriva 1'0bbligo di risar- eimento, eonsista nella violazione della proprieta 0 deI possesso di una eosa, non muta il contenuto della presta- zione riehiesta, ne la natura della pretesa sollevata. 11
Tribunale fedEirale ha sempre considerato come azioni personali le pretese di risarcimento dei danni arrecati a cose (mobili od immobili) mediante atti illeciti, anche se l'attore basi le sue pretese di risarcimento sulla propriem o sul possesso delle cose danneggiate (RU 3 pag. 626 e seg., in particolare pag. 633 consid. 3 ; 17 pag. 563, consid. 1 e 2 ; 30 I 296). E tale giurisprudenza si attaglia anche al caso in cui il convenuto sia proprietario di un fondo vicino ed abbia compiuto l'atto illecito nell'esercizio deI diritto di propriem sul suo fondo 0 in' connessione con 10 sfrutta- mento di quest'ultimo. A dir vero, l'art. 927 CC non si limita aporre il principio che chi ha tolto altrui una cosa con atti d'illecita violenza e tenuto a restituirla, anche se pretende avere su di essa un diritto prevalente. -E nemmeno l'art. 928 ce dispone soltanto ehe, quando il possessore sm turbato nel suo possesso da un atto di illecita violenza, egli puo proporre l'azione di manutenzione contro l'autore della turbativa anche se qUE:'-sti pretende di agire con diritto. Infatti, sia l'art. 927, sia l'art. 928 prevedono espressamente un'ag- giunta, il prima nel senso che l'azione ha per oggetto la restituzione della cosa e il risarcim.ento aet danno , il secondo nel senso che l'azione ha per iscopo la cessazione della turbativa, il divieto di turbative ulteriori ed il . risarcim.ento dei danni . Ma una tale aggiunta significa unicamente che gia l'illecita manomissione deI possesso, non soltanto della propriem 0 di un diritto reale su una cosa, costituisce un atto illegale che, secondo la norma generale dell'art. 41 CO, obbliga al risarcimento deI danno. Il legislatore non ha voluto equiparare una tale pretesa di risarcimento deI danno ad una pretesa reale, ne ha inteso stabilire per essa il medesimo foro previsto per la reintegra e la manuten- zione deI possesso (cfr. VON Tmm, Allgemeiner Teil des schw. Obligationenrechts, vol. 1, pag. 10, nota 21 ; HOM- BERGEH, Kommentar z. schw. Zivilgesetzbuch, ad art. 927, nota 25), altrimenti egli avrebbe fatto figurare tale aggiunta Gerichtsstand. N0 42.
anche all'art. 641 CC: infatti anche il proprietario di una cosa, che un terzo detiene senza diritto 0 sulla quale un terzo esereita un'indebita ingerenza, puo chiedere il risar- cimento dei danno e nessuna ragione giustificherebbe di trattare, per quanto riguarda il foro, il proprietario in modo peggiore deI possessore. DeI resto, la domanda di risareimento formulata dal- l'attriee, la quale si estende al valore degli alberi e al deprezzamemto deI fondo, poggia effettivamente sulla propriem e non sul possesso. Ora, in base agli art. 927 e
CC, si puo far valere soltanto il risarcimento deI danno causato dall'illecita violenza, non lninteresse alla conser- vazione della cosa (OSTERTAG, Kommentar z. schw. Zivil- gesetzbuch, ad art. 927, nota 22, e ad art. 928, nota 20 ; HOMBERGER, Kommentar z. sehw. Zivilgesetzbuch, ad Mt. 927, nota 26). Ai fini della eompetenza ratione loci e inoltre irrilevante che la pretesa di risarcimento deI danno non sia formulata ase, ma congiuntamente con una domanda diastensione da ulteriori turbative 001 possesso. La connessione invo- cata dal Pretore per giustificare la sua sentenza c, secondo la prassi relativa all'art. 59 CF, un requisito per l'ammis- sibilita di una riconvenzione al1uogo ove e stata introdotta la domanda principale: anche chi ha promosso azione altrove che al proprio domicilio, deve lasciarsi convenire in quel luogo riconvenzionalmente per una pretesa perso- nale soltanto se questa riconvenzione poggi sullo stesso motivo giuridico ehe la domanda principale 0 almeno si basi su una situazione di fatto comune a quest'ultima. Inoltre, prescindendo dal caso in cui nella procedura penale e fatta valere adesivamente una domanda di risar- cimento fondata su un atto punibile, la connessione puo avere, di fronte all'art. 59 CF, efficacia costitutiva di foro soltanto se il giudice competente per pronunciarsi sull'og- getto principale sia considerato come competente anche per giudicare su quello aecessorio (RU 58 I 170 consid. 4 e sentenza ivi citate). Ora, nel caso concreto, appare anzi-
tutto dubbio Se esista eonnessione, poiche la domanda di risareimento deI danno concerne una turbativa gia cessata, mentre la domanda di protezione deI possesso mira eselusivamente all'astensione da future analoghe turbative. Ad ogni modo, una pretesa di risareimento deI danno per un importo di 3000 fehi. non puo essere consi- derata, rispetto a questa domanda di astenersi da ulteriori turbative, come un semplice punto aecessorio, ma rappre- senta, data la sua importanza, l'oggetto principale (RU 58 I 171), tanto piu ehe l'attrice non ha nemmeno preteso ehe, avuto riguardo alla situazione di fatto dopo i tagli gia eseguiti, dalla quale e derivata la pretesa di risarci- mento, siano da temere ulteriori tagli di entita approssi- mativamente uguale 0 anche maggiore dei primi. Che, in concreto, l'amministrazione delle prove relative all'atto illecito e al danno si presenti meno agevole di quanto sarebbe se il processo fosse eondotto alluogo ov'e situato il fondo, e esatto, ma appare irrilevante. Altrimenti, per analoghi motivi, si dovrebbe ammettere in generale il forum delicti oommissi per le pretese di risarcimento dei danno derivato da atti illeciti, anche se una procedura penale, nel corso della quale esse potrebberoesser fatte valere adesivamente, non fosse stata aperta ; il ehe la giurisprudenza deI Tribunale federale ha sempre rifiutato . di ammettere siecome ineonciliabile eon la garanzia san- eita dall'art. 59 CF. Il Tribunale federale pronuncia : 11 ricorso e respinto per quanto riguarda la domanda n. 0 1 della petizione incidentale 3 giugno 1940 inoltrata alla Pretura di Locarno dalla S. A. :Monte Verita contro il dott. Alberto Blum. Relativamente alla domanda n. 0 2 della suddetta petizione, il ricorso e invece ammesso nel senso ehe i tri- bunali tieinesi non sono competenti a giudieare tale domanda. Eigentumsgarantie. No 43. IV. EIGENTUMSGARANTIE GARANTIE DE LA PROPRIETE 43. Urteil vom 13. Dezember 1940
i. S. Kindhauser und Konsorten gegen Zürich, Regiemnßsrat. Ehehafte Tavernenrechte im Kanton Zürich geben heute nicht mehr Anspruch auf teilweise Befreiung von der zürcherischen Wirtschaftsabgabe im Sinne des Entscheides Bd. 48 I NI'. 48. Les droits de taverne qui existent encore dans le Canton de Zurich ne donnent plus droit, aujourd'hui, a l'exoneration partielle de l'impöt zurichois Bur les auberges, comme il avait eM dit dans l'arret Schellenberger (RO 48 I 412). I cosiddetti ( diritti di taverna che sussistono ancora nel Cantone di Zurigo non danno piu diritto, oggi, all'esonero parziale dall'imposta zurigana sugli alberghi, come era stato deciso precedentemente (RU 48 I 412). A. -Der Kanton Zürich wurde durch den BGE 48 I Nr. 48 angehalten, die Inhaber ehehafter Tavernen- rechte von der Wirtschaftsabgabe (WA) gemäss dem Wirtschaftsgesetz (WG) vom 31. Mai 1896, 24 H., teil- weise zu entlasten. Die Entlastung erfolgte so, dass die Ehehaften nicht die Abgabe der Klasse, in die sie einge- reiht waren, sondern die Taxe der nächst niedrigeren Klasse zu bezahlen hatten (BGE vom 19. Juli 1923 i.S. Kaspar und Mitbeteiligte ). Diese Entlastung wurde von der Finanzdirektion des Kantons Zürich für die Jahre 1940-1942 nicht mehr gewährt mit der Begründung, dass sie nach dem neuen WG vom 21. Mai 1939 nicht mehr begründet sei. Auf Rekurs hin hat der Regierungsrat den Entscheid der Finanzdirektion bestätigt. Die Begründung ist im wesentlichen die Folgende: Eine neuere Unter- suchung über die ehehaften Tavernenrechte habe ergeben, dass die WA des WG von 1896 entgegen der Annahme des BGE 48 I N0 48 ninht zum Teil noch die Natur einer Konzessionsgebühr, d. h. eines Entgeltes für das mit dem