Art. 260 SchKG; standing and time limit for maintaining an assignment of the right to sue. A creditor who, through an excusable mistake, initially seised an incompetent judge is not barred from invoking a grace period; a subsequent action filed within that period is timely even if the period is short (consid. 1). The debtor or opposing party cannot interfere with the bankruptcy administration's internal decisions concerning the assignment, its duration, revocation, or alternative realization; these are internal matters of the bankruptcy estate (consid. 2). The absence of an available dividend for a possible recourse claim does not preclude upholding the assignment, as set-off issues remain reserved (consid. 3).
Schuldbetreibungs-und Konkursrecht. No 27. Absicht, sondern aus einem nicht schlechthin unent- schuldbaren Irrtum vorerst einen unzuständigen Richter angerufen haben, die Benutzung einer Nachfrist nicht verwehrt werden, und diese ist mit der schon vier Tage nach der ersten Sühnverhandlung vom 13. Januar 1941 erhobenen neuen Klage eingehalten, auch wenn sie nur kurz bemessen wird. Das übereilte Vorgehen der Konkurs- verwaltung dürfte darauf zurückzuführen sein, dass sie, statt von den Zessionaren selbst Berichte und Ausweise über eine erfolgte Klagerhebung zu verlangen, sich auf eine vom Anspruchsgegner vorgelegte, vom 17. Januar 1941 datierte Bescheinigung des Einzelrichteramtes Zürich verliess. In die Bemessung und eine allfällige Erstreckung der Geltungsdauer einer im Sinne von Art. 260 SchKG vorgenommenen Abtretung hat sich der Anspruchsgegner nicht einzumischen; der Verzicht der Konkursmasse, selbst Prozess zu führen, die Abtretung des Prozess- führungsrechtes an einzelne Konkursgläubiger wie auch der Widerruf dieser Massnahme und allenfalls eine andere Art der Verwertung (vgl. Art. 79 der Konkursverordnung) sind innere Angelegenheiten des Konkursverfahrens (BGE 65 III 1). Der Gutheissung des Rekurses steht nicht entgegen, dass die dem Anspruchsgegner für die eventuelle Rück- griffsforderung zukommende Konkursdividende nicht mehr zur Verfügung steht. Er mag im Prozesse mit dem Divi- dendenanspruch als eventueller Gegenforderung verrechnen (vgl. BGE 41 III 240). Demnach erkennt die Sch'lddbetr.-u. Konkurskammer : Der Rekurs wird gutgeheissen und das Konkursamt Zürich-Altstadt angewiesen, die den Rekurrenten am 20. November 1940 ausgestellte Abtretung aufrechtzuerhalten. Schuldbetreibungs-und Konkursrecht. No 28.
das Betreibungsamt selbst den fehlerhaften Zuschlag binnen der nämlichen Frist widerrufen. Art. 141 al. 1 et 17 al. 2 LP. Lorsque l'adjudication a ete prononcee en violation de Ia regle qui veut que l'offre soit superieure a Ia somme des creances garanties par I 'immeuble preferabies a celle du poursuivant, tout interesse a qualite pour en demander l'annulation par voie de plainte dans Ies dix jours qui suivent. En pareil cas, il est loisible a I'office, dans Ie meme delai, d'annuler lui meme l'adjudication. A. -Nell'esecuzione 25335 promossa contro la Massa ereditaria fu Giovanni Torregiani e fu Teresa Morosoli I'Ufficio di Lugano, su istanza della ereditrice iporecaria di prima grado, fissava pel 26 novembre 1940 l'incanto deI pegno immobiliare. L'Ufficio sospendeva per ' l'incanto in virtiI di una dilazione (art. 123 LEF e 19 dell'Ordinanza 17 ottobre 1939 deI Consiglio federale ehe mitiga temporaneamente le disposizioni sull'eseeuzione forzata), ma 10 indiceva nuovamente pel 22 aprile 1941, poiehe gli eseussi non avevano versato gli acconti promessi. La cifra 1 delle condizioni d'incanto stabiliva ehe l'aggiu- dicazione sarebbe stata fatta dopo tre chiamate al maggior offerente senza riguardo al valore di stima 1 quantunque nell'elenco degli oneri figurasse iscritto in grado privile- giato un eredito di fr. 255,90 assistito da un'ipoteca legale sui beni messi in vendita.
90 Schuldbetreibungs. und Konkursrecht. N° 28. All'ineanto Giuseppe Cappello si rendeva deliberatario per fr. 100.-degli stabili messi all 'asta, stimati offieial- mente fr. 5180,-. Contro questa delibera inoltrava reelamo, il 25 aprile, la ereditriee ipotecaria di primo grado, adducendo ehe il bando apparso sul Foglio officiale deI Cantone Ticino l'aveva indotta in errore, poiche non indicava con suffi- eiente chiarezza ehe si trattava d'un incanto unico. Con deeisione 9 maggio 1941 l'Autorita eantonale di vigilanza annullava l'aggiudieazione su proposta del- l'Ufficio di Lugano, il quale per isvista non aveva tenuto conto ehe, siccome la vendita era stata ehiesta dalla ereditrice ipotecaria di prima grado, il prezzo di aggiudi- eazione doveva superare il credito privilegiato di fr. 255,90. B. -Giuseppe Cappello ha. interposto tempestivo rieorso alla Camera esecuzioni e fallimenti deI Tribunale federale, ohiedendo l'annullamento della suddetta deci- sione. Oonsiderando in diritto : E' pacifico ehe in conereto l'aggiudicazione viola la regola secondo cui l'offerta aceettata deve eccedere l'im- porto deI credito pignoratizio poziore a quello deI oreditore procedente. Una tale aggiudicazione non e pero radioalmente nulla e non puo nemmeno essere annullata sn reclamo in ogni tempo, ossia indipendentemente dall'osservanza deI ter- mine previsto dall'art. 17 cp. 2 LEF (cfr. RU 26 I 138 Ed. sep. 3,26). Direttamente interessati ad aggravarsi da un'aggiudi- cazione ehe urti contro la norma snmmenzionata sono il creditore pignoratizio di grado poziore eildebitore, 801 quaIe, giusta gIi art. 127 ep. 3 e 142 cp. 3 LEF (rispetti- vamente l'art. 71 cp. 1 RRF e l'art. 26 cp. 2, ultima frase, dell'Ordinanza CF deI 24 gennaio 1941), l'oggetto non puo essere tolto in easo di offerta insufficiente. Ci si puo Schuldbetreibung". und Konkursrecht. Nu 28. (11 chiedere se la facolta d'aggravarsi non sia limitata a eostoro. Ma una tale soluzione porterebbe seco il perieolo ehe in progresso di tempo il Comune di Cagiallo neUa sua qualita di ereditore privilegiato, 0 il rappresentante della massa: debitrice, il quale abita nel Marocco, inoltrino un reclamo aneora tempestivo, perche venuti a conoseenza dell'irregolarita dell'aggiudicazione soltanto piu tardi, e ne ottengano l'annullamento. Ora quest'annullamento pronunciato moito tempo dopo l'ineanto arreeherebbe un grav pregiudizio 801 deliberatario. E' infatti omo l'inte- resse di costui a ehe il reclamo sia interposto entro breve tempo dall'incanto: avvertito in tale modo ehe la sua proprieta sulla eosa aggiudicatagli e incerta, egli si asterra da atti didisposizione (sia in fatto, sia in diritto) ehe potrebbero essergIi eventualmente di danno. Occorre adunque ehe la veste per aggravarsi sia ricono- sciuta a qualsiasi interessato ehe, come. in conereto, interponga reclamo entro i dieci giorni dall'incanto per ottenere l'annullamento dell'aggiudicazione fatta in urto con la regola secondo cui i crediti pignoratizi poziori devono essere coperti dall'offerta. Anzi si deve aceordare all'ufficio ehe ha proceduto all'aggiudieazione irregolare la faeolta di annullarla entro il termiDe di dieci giorni dall'incanto. Una tale facolta si giustifiea anche pel fatto ehe l'aggiudicazione irregolare mette in gioco la respon- sabilita dell'uffieio e quella dello Stato. In conereto la deIibera ha avuto luogo il 22 aprile ed e stata impugnata tre giorni dopo dalla creditrice ipotecaria di prima grado. n reclamo ara quindi ricevibile. Nel merito, Giuseppe Cappello non eontesta l'insuffieienza illegale dell'offerta, ma si diehiara disposto a correggerla (almeno secondo eio ehe sembra risultare dal ricorso), assumendo anehe il pagamento di fr. 255,90 ehe rappre- sentano l'importo deI eredito privilegiato. Ma questa di )hiarazione non basta per assegnare al deliberatario un onere garantito da pegno immobiliare e ehe eecede il prezzo di delibera. Infatti ei si trova in presenza di un'ipo-
92 Schuldbctreibungs. und KonkUl'Sl"Ccht (Zivilabwilungen). N0 29. t.eea legale che; non rappresenta un credito non ancora scaduto al momento dell'incanto (vedi cifra 8 delle condi- zioni d'incanto.e art. 49 lett. b deI RRF). La Camera esuuzioni e tallimenti pronuncia .- Il ricorso e respinto. H. ENTSCHEIDUNGEN DER ZIVILABTEILUNGEN ARR:11lTS DES SECTIONS CIVILES 29. Extrait de I'arret de la lIe Seetion eivUe du 27 mars 1941 dans Ia cause Jaceoud contre Roto-Sadag S. A. L'action de l'art. 273 LP n'apparlient qu'au debiteur. Le tiers proprietaire des biens sequestres qui entend demander la reparation du dommage qua lui a eausa le sequestre ne dispose que de l'action des art. 41 et suiv. CO et eneore la responsa- billte du creaneier n'est-elle engagee qu'en cas de dol ou de negligence grave. Die Klage aus Art. 273 SchKG steht nur dem Schuldner u. Der DritteigentÜIner der arrestierten Sachen kann Schadenersatz wegen der Arrestierung nur allenfalls auf Grund von Art. 41 ff. OR. verlangen, und dies nur bei Arglist oder grober Fahr- lässIgkeit des Arrestgläubigers. . L'azione delI'art. 273 LEF spetta soltanto al debitore. Il terzo proprietario dei beni sequestrati puo chiedere la riparazione deI ?anDO ehe gIi ha causato il sequestro solamente in virtl! degh art. 41 e seg. CO, e ci soltanto in caso di dolo 0 di negli- genza grave a carico deI creditore. Resume des taits : La Societe anonyme Roto-Sadag a fait executer en 1936 plusieurs sequestres contre son d6biteur Albert Jaccoud. Ces sequestres ont porte sur toutes pretentions, creances, etc. de M. Albert Jaccoud et eventuellement de M. Arthur J accoud sur divers tiers a Lausanne et a Ge- neve . Ces ereanees ayant ete revendiquees par Arthur Jaccoud, frere du debiteur, Roto-Sadag a introduit contre lui plusieurs aetions en contestation de revendication. De Schuldbetreibungs. und Konkursrecht (Zivilahteilungen). N0 29. 93 son ente, Albert Jaccoud a intente contre Roto-Sadag des actions en contestation du cas de sequestre qui ont ete reconnues fondees. Des actions intentees par Arthur Jaccoud, une seule a ew jugee, mais suivant un accord intervenu entre les parties, ce jugement devait valoir egalement dans les autres causes. Le 7avril 1938, Arthur Jaccoud a assigne Roto-Sadag en payement da 10000 fr. a titre de dommages-interets pour 1e prejudice materiel et moral qui 1ui avait ete cause par les sequestres. Roto-Sadag s'est opposee a la demande. Invoquant la collusion qui aurait exisw entre les deux frares, elle a soutenu qu'elle ne disposait, au moment des sequestres, d'aucun element lui permettant d'admettre les revendications du demandeur. Elle n'avait jamais eu l'intention de faire realiser des biens d'Arthur Jaccoud et n'avait done commis aucune faute. Par avis du 7 janvier 1941, confirmant le jugement rendu par le Tribunal de premiere instance, la Cour de Justice civile de Geneve a d6boute le demandeur de ses conclusions et l'a condamne aux depens. Arthur Jaeeoud a recouru en r6forme en reprenant ses conclusions. Considerant en droit .-