versicherte Person, sofern sie mit einem Entscheid des Versicherers nicht einverstanden ist, verlangen, dass dieser innerhalb von 30 Tagen eine schriftlich begründete Verfügung ausstellt. Die Be- schwerdeführerin ersuchte am 27. Oktober 2000 um Erlass einer solchen Verfügung, da sie mit der ihr durch Schreiben vom 5. Ok- tober 2000 angekündigten Leistungseinstellung per 1. August 2000 nicht einverstanden war. Die Versicherung hätte es in der Hand ge- habt, die Verfügung umgehend zu erlassen und die Leistungen ent- sprechend früher einzustellen.Trotz zwei Erinnerungsschreiben der Beschwerdeführerin vom 11. Dezember 2000 und vom 12. März 2001 wurde die anbegehrte Verfügung jedoch erst fünf Monate spä- ter, nämlich am 6. April 2001 ausgestellt. Für die Nichteinhaltung der gesetzlichen Frist von Art. 80 Abs. 1 KVG werden von der Versi- cherung keine rechtfertigenden Gründe genannt. Die Leistungsein- stellung auf einen früheren Zeitpunkt als das Verfügungsdatum wäre deshalb mit dem Grundsatz der Rechtssicherheit nicht ver- einbar. Im Dispositiv der Verfügung vom 6. April 2001 ist im Übri- gen das Datum des 1. August 2000 nicht explizit vermerkt, sondern es wird nur die «weitere Kostenübernahme für die Myombehand- lung» abgelehnt. Lediglich aus der Verfügungsbegründung geht hervor, dass die Leistungseinstellung rückwirkend per 1. August 2000 erfolgen soll.
Zusammenfassend ist festzuhalten, dass die Versicherung ab dem 6. April 2001 nicht mehr zur Kostenübernahme verpflichtet war, da die Myombehandlung ab diesem Zeitpunkt rechtsgenüg- lich als nicht mehr wirksam, zweckmässig und wirtschaftlich im Sinne von Art. 32 Abs. 1 KVG ausgewiesen war. Die Beschwerde ist deshalb teilweise gutzuheissen.
S 01 260Urteil vom 3. Mai 2002
Assicurazione malattie.Costi delladegenza ospedalieraa carico dell’assicuratogiusta l’art.64 cpv.5 LAMale l’art.104 OAMal.Interpretazione dellenozioni di«famiglia» edi
«oneri di famiglia.»
**Il vecchiopadre chevive nell’economiadomestica della figliaè esoneratodal contributoal costodi degenza ospedalieragiusta quanto****stabilito all’art.104 OAMal(cons. 1,**5).
**Principi che regolano l’interpretazione di una disposi- zione legale (cons.**2).
**Concetto difamiglia edi oneri****familiari (cons.**3).
**Interpretazione conformeanche aidisposti della****LAINF (cons.**4).
**Krankenversicherung. Beitragan dieKosten desSpitalauf- enthalts zulastendes Versicherten****gemäss Art.**64 Abs.5 KVGund Art.104 KVV.Interpretation derBegriffe «Fami-lie» und«finanzielle Belastungder Familie».
**Der bejahrteVater, derbei derFamilie seinerTochter wohnt,ist vomBeitrag andie Kostendes Spitalaufent- halts****gemäss Art.104 KVVbefreit (E.1,**5).
Grundsätze, die die Interpretation einer gesetzlichen Norm regeln (E.2).
**Begriff der «Familie»**und der «finanziellen Belastung der Familie» (E.3).
Interpretation in Übereinstimmung auch mit dem UVG**(E.4).**
Considerandi:
1. Giusta l’art. 64 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni ottenute (cpv. 1). Essi pagano inoltre un contri- buto ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5). Per quanto attiene ai costi della degenza, l’art. 104 OAMal stabilisce che il contributo ammonta a fr. 10.– al giorno e che sono esonerati dal pagamento dello stesso gli assicurati che vivono in comunione domestica con una o più persone, con le quali hanno un rapporto attinente al diritto di famiglia. Nell’eve- nienza si pone propriamente la questione di sapere se il padre, che vive nella famiglia della figlia in qualità di persona anziana biso- gnosa di cure e di assistenza, possa per questo fatto essere eso- nerato dal pagamento del contributo giusta i disposti sopra richia- mati. Mentre per la convenuta, il termine famiglia va inteso in senso stretto, cioè genitori e figli con obblighi di mantenimento ri- sultanti dal diritto civile, il ricorrente considera che anche il padre che vive con la figlia nella stessa economia domestica debba es- sere considerato come un membro della famiglia, questa volta in- tesa in un senso più ampio.
2. Nell'applicazione del diritto, il Giudice deve eruire il con- cetto della disposizione legale attenendosi in primo luogo al si- gnificato letterale della norma. Solo quando, a causa di concetti generali o indefiniti, la legge codificata può dar adito a diverse in- terpretazioni, il Giudice, investendosi parzialmente del ruolo di le-
gislatore, può interpretare il senso della norma avvalendosi dei metodi riconosciuti da prassi e giurisprudenza quali metodi di interpretazione di una disposizione legale (Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 1. Volume, no. 20, pag. 127 ss). Nell’evenienza concreta, si tratta di stabilire cosa il le- gislatore abbia inteso con il termine «oneri familiari» o chi siano gli assicurati che vivono nella stessa economia domestica e che hanno per di più «un rapporto attinente al diritto di famiglia». Grammaticalmente, la nozione di famiglia si riferisce sia al nucleo sociale rappresentato da due individui uniti tramite il vincolo del matrimonio e la loro discendenza, oppure come il complesso di persone che discendono dalla stessa stirpe. In termini giuridici, a seconda dei campi di regolamentazione in discussione, il concetto può riferirsi all’accezione più ampia o più restrittiva (DTF 121 V 128), per cui di riflesso anche il termine familiare può riferirsi all’una o all’altra situazione. Per stabilire quale fosse l’idea a fon- damento degli art. 64 LAMal e 104 OAMal occorre in primo luogo consultare i lavori preparatori. Nel proprio messaggio al Parla- mento (FF del 28 gennaio 1992, no. 3, pag. 196), il Consiglio fe- derale ribadiva di non voler rinunciare completamente al principio stando al quale l’assicurato era tenuto a versare un contributo ai costi del soggiorno e di vitto per la degenza. Detto principio vigeva infatti anche nell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (art. 17 cpv. 2 LAINF e art. 27 cpv. 2 OAINF). Per questo, in asso- nanza a questa regola, il Consiglio federale proponeva, da un lato, di mantenere un contributo, il cui ammontare sarebbe stato fis- sato dall’esecutivo federale, e, d’altro canto, di scalare detto con- tributo a seconda degli oneri familiari. Maggiori ragguagli su quanto si intendesse con il termine oneri di famiglia il citato mes- saggio non ne fornisce.
1. a) L’idea a fondamento delle disposizioni riguardanti la partecipazione ai costi della degenza ospedaliera è quella stando alla quale, la persona avrebbe comunque dovuto assumersi delle spese per il proprio mantenimento anche se fosse rimasta a casa (cfr. A. Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, 1996, pag. 150, e Dieter Widmer, Die Sozialversicherung in der Schweiz, 3. edi- zione, pag. 156). Evidentemente il relativo risparmio di non dover portare avanti per detto periodo un’economia domestica non riguarda che le persone che vivono da sole. Per le altre, l’assenza di un membro che altrimenti convive nell’economia domestica non comporta lo stesso vantaggio in termini di risparmio. Per questo motivo, l’esonero dalla partecipazione riguarda pure solo quei
membri che vivono nella stessa economia domestica. Scopo quin- di della disposizione non è in primo luogo il promovimento della famiglia, ma un’equa assunzione di parte dei costi che avrebbero comunque pesato sul bilancio anche senza l’ospedalizzazione. Giusta il parere espresso da Gebhard Eugster, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Krankenversicherung, marginale no. 347, la riduzione di cui all’art. 64 cpv. 5 dovrebbe estendersi a tutte le persone che vivono nell’economia e per le quali vige un dovere di assistenza tra parenti, dovere che non dovrebbe essere solo eco- nomico ma che potrebbe anche tradursi in prestazioni in natura. Questa tesi è per questo Giudice meritevole di protezione. Giusta la formulazione di cui all’art. 104 cpv. 2 OAMal, l’esonero si estende alle persone con le quali esiste un rapporto attinente al diritto di fa- miglia. Questo rapporto esiste manifestamente sia in virtù di quanto previsto agli art. 163 (obbligo di mantenimento della fami- glia) e 273 (obbligo di mantenimento dei genitori verso i figli) CC, ma parimenti per quanto sancito all’art. 328 CC. A mente di detto disposto, che regola la comunione di famiglia, chi vive in condi- zioni agiate è tenuto a soccorrere i parenti in linea ascendente e di- scendente quando senza di ciò essi cadessero nel bisogno.
1. Nell’evenienza in parola, il padre bisognoso di cure vive nell’economia domestica della figlia, la quale lo assiste e ac- cudisce. Già in virtù del dovere di assistenza tra parenti tale aiuto che la figlia profonde al padre non può essere considerato estra- neo ad un rapporto attinente al diritto di famiglia, ma appare vero propriamente il contrario. Non vada poi dimenticato che negli ul- timi anni, e precisamente con l’introduzione della decima revi- sione della LAVS, la presa a carico da parte dei figli dei genitori anziani è stata dal legislatore riconosciuta come un compito fon- damentale del nostro sistema sociale, meritevole quindi di essere pure corrispondentemente onorato in termini finanziari (accrediti per compiti assistenziali). Inoltre è stata operata una parificazione tra i due principali compiti che vengono assunti dalla famiglia. Sia chi svolge compiti assistenziali che chi assume compiti educativi ha diritto alle stesse prestazioni in materia di LAVS. La relativa- mente recente normativa in materia di LAMal (entrata in vigore nel 1996) non può in questo senso essere senz’altro reputata igno- rare l’assistenza tra parenti. Scegliendo una formulazione voluta- mente ampia come quella di cui all’art. 104 cpv. 2 OAMal, il legisla- tore ha probabilmente voluto operare una certa coordinazione tra i vari compiti attinenti al diritto di famiglia riconosciuti anche in materia di AVS. In questo contesto si giustifica pertanto operare
un’interpretazione del testo legale conformemente agli indirizzi ed allo scopo delle parallele normative in materia di sicurezza so- ciale.
1. Effettivamente, il testo di cui all’art. 64 cpv. 5 LAMal, nella versione tedesca, si riferisce agli oneri familiari, facendo es- presso riferimento all’aspetto finanziario di questi. In questo senso potrebbe perlomeno sorgere il dubbio che l’ampia formu- lazione scelta a livello di ordinanza vada oltre quanto il testo di legge intendesse delegare al Consiglio federale. A questo riguar- do è però d’obbligo fondarsi sulle tre versioni ufficiali della legge, le quali hanno per principio uguale valore. Infatti, la formulazione tedesca dell’art. 64 cpv. 5 LAMal con «nach der finanziellen Bela- stung der Familie» diverge dalle versioni italiana e francese, le quali tralasciano il riferimento all’aspetto finanziario degli oneri per parlare solo di «oneri familiari» o di «charges de famille». Per questo, non è neppure dato concludere che corrispondesse ad una chiara volontà del legislatore tenere in considerazione, per giustificare l’esonero dai costi di ospedalizzazione, solo quelle re- lazioni familiari che potessero comportare degli oneri meramente finanziari, anziché anche delle prestazioni in natura.
1. Anche il riferimento, fatto a livello di lavori preparatori e in Maurer (op. cit. pag. 150), alle disposizioni conosciute dalla LAINF non si oppone ad una interpretazione del concetto di fami- glia nel senso qui operato. Infatti, le disposizioni in materia di in- fortuni graduano la partecipazione ai costi della degenza a se- conda della questione di sapere se la persona è sola o sposata, se ha obblighi di mantenimento o di assistenza verso terzi e se infine ha o meno dei figli, nel qual caso è esonerata da qualsiasi obbligo (cfr. art. 17 cpv. 2 LAINF e art. 27 OAINF). In questo senso quindi, se il legislatore avesse voluto ridurre la nozione di oneri familiari al solo rapporto tra coniugi o tra genitore e figli, egli avrebbe con probabilità proceduto alle dovute precisazioni e non scelto una formulazione volutamente alquanto ampia. Per il Tribunale ammi- nistrativo, il riferimento alla legislazione in materia di assegni fa- miliari o per figli (LAF) che la convenuta fa per contestare il con- cetto di oneri familiari nel caso concreto è invece poco pertinente. Indiscussamente, l’idea a fondamento degli assegni familiari e per figli è il promovimento della famiglia in senso stretto. In questo senso lo scopo della normativa in materia di malattie e quella sugli assegni familiari è essenzialmente diverso, per cui nulla la- scia apparire giustificato la ripresa del concetto di famiglia valido in ambito LAF nel presente contesto.
1. Ne discende che l’assicurato ha diritto di essere esone- rato dal contributo preteso per le spese di ricovero, motivo per cui il ricorso deve essere accolto e la decisione del 13 novembre 2001 annullata. S 02 23Sentenza del 16 aprile 2002
Arbeitslosenversicherung. Erfüllung der Beitragszeit.
Assicurazione contro la disoccupazione. Adempimento del periodo di contribuzione.
Sachverhalt:
1. Per 1. Juni 2000 stellte X. Antrag auf Arbeitslosenentschä- digung, wobei sie sich zuerst als 80% und später als 100% vermit- telbar meldete. Aufgrund des Scheidungsurteils fielen ihre Alimente in der Höhe von monatlich Fr. 500.– per 1. Oktober 2000 weg. Eben- falls auf jenen Zeitpunkt entfielen die Unterhaltsbeiträge für den jüngeren Sohn, welcher bei der Mutter wohnte, da diese von dessen Volljährigkeit an bis zum Ende der Lehrzeit direkt an ihn überwiesen wurden.
Aufgrund dieser Tatsachen und weil sie nicht mit Fr. … mo- natlich leben könne, stellte die Versicherte am 24. April 2001 bei der Arbeitslosenkasse Antrag auf Erhöhung des anrechenbaren Ein- kommens auf 100% während der gesamten Beitragszeit.
1. Mit Verfügung vom 21. November 2001 teilte die Kasse der Versicherten mit, dass sie kein Anrecht auf Erhöhung der Ar- beitslosenentschädigung von 70% auf 100% habe, weil sie die volle