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Numero d'incarto:
14.2002.00017
Data decisione, Autorità:
16.05.2002, CEF
Incarto n.
14.2002.00017
Lugano
16 maggio
2002
B/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta,
presidente,
Pellegrini, Chiesa (in sostituzione del giudice Rusca, assente)
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 15 gennaio 2002 presentata da
contro
patr. dall'avv. __________
sulla quale istanza la Pretore del Distretto di
Lugano, Sezione 5, con sentenza
12 febbraio 2002 ha così deciso:
"1. È
pronunciato il fallimento della __________a far tempo da martedì 12 febbraio
2002 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis."
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla
__________ che con atto
25 febbraio 2002 ne postula l'annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 1. marzo
2002 all'appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto:
A. Con istanza 15 gennaio 2002 la __________ ha chiesto il fallimento
della __________ per l'importo di fr. 1'070.-- oltre accessori e dedotti
eventuali acconti.
B. All'udienza
di contraddittorio del 6 febbraio 2002 nessuna delle parti è comparsa.
C. Il 12 febbraio 2002 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5,
ha pronunciato il fallimento della __________ a far tempo da martedì 12
febbraio 2002 alle ore 14.00.
D. Con atto di appello 25 febbraio 2002 la __________ ha postulato la
declaratoria di nullità del pronunciato pretorile, adducendo di avere saldato
il suo debito nei confronti della __________ con il pagamento il 14 febbraio
2002 all'UE di Lugano di fr. 1'296.40 (doc. D). L'appellante ha poi affermato
che l'ulteriore importo posto in esecuzione dalla parte appellata (esecuzione
n. ) sarebbe stato saldato quanto prima e che alla Cassa di
compensazione AVS e all'Amministrazione federale delle contribuzioni aveva chiesto
la possibilità di pagare gli arretrati con versamenti di fr. 300.-- al mese
(doc. F e G). La __________ ha inoltre rilevato di operare nella ristorazione e
di avere assunto la conduzione del __________, avvalendosi in
particolare della collaborazione di __________. Quest'ultima, nella primavera
dell'anno 2000, si è rotta una spalla ed in seguito ha dovuto subire tre
operazioni, l'ultimo intervento è stato eseguito nell'agosto 2001. L'assenza di
__________ ha prodotto una contrazione nell'andamento dell'esercizio pubblico.
Inoltre è stato necessario assumere altro personale, che ha dovuto essere
istruito alle nuove funzioni. In seguito alla scarsa liquidità sono state
promosse diverse procedure esecutive. La situazione è però in via di risanamento
e di lenta, ma progressiva ripresa. L'appellante ha poi aggiunto che per ogni
credito posto in esecuzione sono stati presi accordi con i creditori. Inoltre a
suo carico non sono stati emessi attestati di carenza di beni. Con scritto 18
marzo 2002 la debitrice ha prodotto una ricevuta 6 marzo 2002 per fr. 427.10
relativa al saldo dell'esecuzione n. promossa da __________
considerato
in diritto:
a) Ex
art. 174 cpv. 2 LEF l'Autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
-
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
-
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum
SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des
Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla
ricevuta 14 febbraio 2002 dell'UE di Lugano (doc. D) emerge che il debito della
__________ nei confronti dell'appellata __________, di cui all'esecuzione in
oggetto n. __________è stato saldato, per cui risulta adempiuto il presupposto
previsto dall'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il presupposto della solvibilità va osservato che
dall'estratto delle esecuzioni 14 febbraio 2002 (doc. E), prodotto
dall'appellante, risulta che per due esecuzioni promosse dalla Cassa cantonale
di compensazione AVS per fr. 6'338.55 risp. fr. 1'513.95 e per un'esecuzione
della Confederazione Svizzera, Amministrazione federale delle contribuzioni per
fr. 5'448.60 l'UE di Lugano ha già emesso i relativi avvisi di pignoramento e
diffidato la debitrice a presentarsi all'Ufficio, dopo che gli avvisi non hanno
potuto esserle notificati. Due ulteriori procedure esecutive della Cassa
cantonale di compensazione per fr. 1'496.90 risp. per fr. 1'479.85 sono giunte,
una allo stadio di domanda di proseguimento dell'esecuzione e l'altra alla
notifica del PE. Alla notifica del PE è pure pervenuta un'ulteriore esecuzione
promossa dall'Amministrazione federale delle contribuzioni per fr. 3'973.95,
così come un'ulteriore esecuzione n. __________della __________ per fr.
1'145.70.
L'appellante
ha sostenuto di avere raggiunto un accordo di rateazione per il pagamento dei
suoi debiti ed ha versato agli atti le sue richieste 23 gennaio 2002 (doc. F e
G), inviate alla Cassa cantonale di compensazione AVS e all'Amministrazione
federale delle contribuzioni, per ottenere pagamenti rateali di fr. 300.-- al
mese, il che significa che fondamentalmente essa non contesta gli importi posti
in esecuzione. La __________ non è stata però in grado di produrre alcuna
concessione di rateazione da parte delle predette creditrici per gli arretrati
ammontanti a complessivamente fr. 21'397.50.
In
via abbondanziale va poi rilevato che dall'estratto delle esecuzioni 29 aprile
2002, richiesto all'UE di Lugano, emerge che nell'ulteriore esecuzione n.
__________promossa pure dalla parte appellata __________, il 6 marzo 2002 è
stata emessa la comminatoria di fallimento.
Sulla
base dei predetti documenti e considerazioni può essere ritenuto che
l'appellante si trova in uno stato d'illiquidità e che non è grado di far
fronte ai suoi impegni, per cui il presupposto della solvibilità non appare
come reso sufficientemente verosimile. L'art. 174 cpv. 2 non é quindi
applicabile e di conseguenza il fallimento della __________ non può essere
annullato.
- L'appello
25 febbraio 2002 della __________ va quindi respinto.
Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174
cpv. 2 LEF
pronuncia:
- L'appello
25 febbraio 2002 __________, è respinto.
1.1. Di conseguenza è
dichiarato il fallimento della __________ a far tempo da
mercoledì 22 maggio 2002 alle ore 10.00.
-
La
tassa di giustizia in fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a
carico della __________. Non si assegnano indennità.
-
Intimazione: -
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente: La
segretaria:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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