Neighbor tree removal upheld; no arbitrariness in proof assessment

16.1999.68Übriges Gericht22.12.1999Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The Civil Cassation Chamber of the Ticino Court of Appeal dismissed a cassation appeal against a first-instance order requiring removal of two spruce trees planted too close to a boundary. The appellant argued that the neighbors’ 26 November 1991 letter was not a valid objection and that the trees had been planted in the late 1970s, so they should be protected by the ten-year tolerance rule of Art. 160 LAC. The court held that the letter clearly expressed opposition and that the appellant failed to prove the relevant planting date. The appeal was rejected and costs were imposed on the appellant.

Omnilex-Regeste

Art. 327 lett. g CPC; arbitrary assessment of evidence and manifest violation of law in cassation proceedings; cassation is limited to clear, immediately recognizable errors. A written objection under Art. 160 LAC need not follow any special form; it is sufficient if, construed objectively, it clearly expresses the neighbor’s refusal to tolerate the unlawful planting and a request for removal. The party invoking the ten-year tolerance period bears the burden of proving the facts establishing its expiry. Where only generic assertions, undated photographs, or an expert opinion on the age of trees are produced, but not proof of the planting date, the finding that the burden of proof was not discharged is not arbitrary (consid. 5-8).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1999.68

Data decisione, Autorità: 22.12.1999, CCC

Incarto n. 16.1999.00068

Lugano 22 dicembre 1999/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli Zeni, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 12 luglio 1999 presentato da


rappr. __________

contro

la sentenza 1° luglio 1999 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 18 febbraio 1997 da

__________ e __________

con la quale gli istanti hanno chiesto venisse fatto obbligo al convenuto di eliminare

due piante di abete rosso situate sul suo fondo a confine con la proprietà degli istanti,

domanda accolta dal primo giudice,

letti ed esaminati gli atti,

considerato

in fatto e in diritto:


e __________ sono proprietari della particella n. __________ RFD __________ mentre il __________ è proprietario della contigua particella no. __________ sulla quale si trovano alcune piante tra le quali due abeti rossi che distano rispettivamente 6,60 e 3,60 metri dal confine del fondo __________.

Con istanza 18 febbraio 1997 __________ e __________ hanno convenuto in giudizio il __________ chiedendo l'abbattimento di queste due piante siccome situate a una distanza inferiore di quella legale minima di 8 metri prevista dall’art. 155 LAC. In via subordinata hanno chiesto la loro sostituzione con altri esemplari più giovani.

Il convenuto, pur non contestando che gli abeti si trovino a una distanza inferiore rispetto a quella prevista dalla LAC, si è opposto alla domanda avversaria osservando che gli stessi sono in quel luogo da oltre dieci anni dal primo reclamo degli istanti e devono quindi essere tollerati, beneficiando della protezione decennale di cui all’art. 160 LAC.

  1. Con il querelato giudizio il primo giudice, accertato che gli abeti rossi in discussione sono piante d’alto fusto che devono distare almeno 8 metri dal confine del vicino (art. 155 LAC), ritenuto che gli istanti si sono opposti per la prima volta al mantenimento della piantagione con scritto 26 novembre 1991, ha accolto l’istanza e quindi ordinato il loro abbattimento. In particolare ha rimproverato al convenuto di non aver fatto fronte all’onere della prova in merito all’intervenuta decorrenza del termine decennale di protezione di cui all’art. 160 LAC.

  2. Con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo con decreto 13 luglio 1999, il __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le prove, in particolare per aver dedotto dallo scritto 26 novembre 1991 degli istanti una valida opposizione al mantenimento degli abeti controversi e per non aver ritenuto provata, sulla base della perizia __________ (doc. 3), la loro messa a dimora già verso la fine degli anni ‘70 di modo che

gli stessi sarebbero in ogni caso soggetti alla protezione decennale di cui all’art. 160 LAC.

Con osservazioni 30 luglio 1999 la controparte postula la reiezione del gravame.

  1. Così richiesto da questa Camera, il __________ ha fatto pervenire il 22 dicembre 1999 regolare autorizzazione a stare in lite da parte del Consiglio comunale.

  2. Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale il ricorrente fonda implicitamente il proprio gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 316 consid. 4a).

  1. Secondo l’art. 160 LAC qualora siano state piantate o lasciate crescere senza diritto delle piante a una distanza inferiore da quella prevista, il vicino danneggiato può, in qualunque tempo ma entro dieci anni dal giorno in cui l’abuso si è prodotto, opporsi allo stesso e chiedere la rimozione delle piante. Caso contrario, ovvero se lascia trascorrere infruttuoso questo termine, egli sarà obbligato a tollerarle senza indennità (Rep 1979, 297 e 1982, 108). Per quanto attiene alle modalità secondo le quali deve essere formulata l’opposizione, la legge non prescrive nessuna forma particolare a condizione che la stessa venga espressa in modo chiaro (Rep 1979, 279).

Nel caso di specie, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, il giudizio del pretore, secondo cui lo scritto 26 novembre 1991 degli istanti costituisce una valida opposizione al mantenimento dei due abeti rossi in discussione, non è arbitrario. Dal medesimo emerge infatti l'intenzione di non tollerare le piante a causa della distanza ridotta dal fondo degli istanti e l’invito rivolto al convenuto a voler abbatterne una parte. Che questa lettura dello scritto in questione possa essere conforme alle esigenze di una richiesta di abbattimento è peraltro confortato dall'atteggiamento dello stesso Municipio di __________ che, nella sua lettera 4 dicembre 1996 agli istanti (doc. 4, p. 2) ha esplicitamente considerato lo scritto 26 novembre 1991 come "vostra prima richiesta di abbattimento" per il calcolo del periodo decennale di tolleranza.

  1. Nemmeno la seconda censura ricorsuale può trovare accoglimento. Infatti, il convenuto, pur avendo ripetutamente sostenuto che gli alberi in questione sono stati piantati prima del 26 novembre 1981 e devono quindi essere tollerati dai vicini (Rep 1982 110), non ha offerto nessun elemento di prova al riguardo. Come correttamente concluso dal primo giudice, il convenuto non è andato oltre l'indicazione generica che gli abeti rossi sarebbero stati messi a dimora verso la fine degli anni 70 (cfr. in particolare risposta 24 aprile 1997). Anche se può essere difficile disporre di una prova certa del fatto, nell'incarto non sono stati versati nemmeno elementi indiziari, cui non possono supplire né la documentazione fotografica non riferibile a data certa, né il parere dell'esperto fitosanitario __________ (doc. 3) che attesta unicamente l’età degli abeti; questione irrilevante dal momento che -come osserva il primo giudice- essi non sono cresciuti spontaneamente lì dove si trovano, ma vi sono stati piantati.

  2. Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione in particolare non quello dell’arbitraria valutazione delle prove ad opera del primo giudice, deve essere respinto.

Per questi motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG

pronuncia:

  1. Il ricorso 12 luglio 1999 __________ respinto.

  2. La tasse di giustizia e le spese del presente giudizio, per complessivi fr. 300.-, già anticipate dal ricorrente rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere alla controparte un’indennità di fr. 60.-.

  3. Intimazione a:


Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

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Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the first-instance court arbitrarily treated the 26 November 1991 letter as a valid objection under Art. 160 LAC.

Extrahierter Entscheid

No. The letter clearly expressed refusal to tolerate the trees because of their insufficient distance and requested cutting them back.

Extrahierte Begründung

A valid objection under Art. 160 LAC requires no special form, only a clear expression. The letter met that standard, and the municipality had itself treated it as the first removal request for calculating the ten-year period.

Kernrechtsfrage

Whether the owner proved that the trees were planted before the ten-year tolerance period expired and were therefore protected under Art. 160 LAC.

Extrahierter Entscheid

No. The owner provided no sufficient proof or even concrete indicia that the trees had been planted before 26 November 1981.

Extrahierte Begründung

The asserted late-1970s planting remained unsubstantiated. Photographs without a reliable date and the expert report on age did not prove the planting date, which was the relevant issue.

Kernrechtsfrage

Whether the cassation complaint showed a ground for annulment under Art. 327 lett. g CPC.

Extrahierter Entscheid

No. The appellant failed to demonstrate any manifest violation of law or manifestly erroneous assessment of evidence.

Extrahierte Begründung

The challenged reasoning was not arbitrary under the strict federal standard; another possible view would not suffice.

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