AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.1999.78
Data decisione, Autorità:
02.03.2000, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
35.1999.00078
mm/tf
Lugano
2 marzo 2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La
vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Giovanna Roggero-Will
con redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 9 luglio 1999 di
__________,
rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 29 aprile 1999 emanata
da
__________,
rappr. da: avv. __________,
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 8
giugno 1995, __________ - allora alle dipendenze della ditta __________ di
__________, in ragione, mediamente, di 2 giorni alla settimana - è rimasta
vittima di un infortunio professionale interessante l'arto superiore destro.
Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha pure regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.
1.2. Con
pronunzia 4 febbraio 1998, questo TCA - fondandosi essenzialmente sulle
risultanze della perizia giudiziaria allestita dal Prof. dott. __________
dell'Ospedale cantonale di __________ - ha condannato l'Istituto assicuratore
ad assumere il caso a titolo di lesione parificata ai postumi d'infortunio ai
sensi dell'art. 9 cpv. 2 lett. g OAINF (doc. _ - inc. _).
La
suddetta sentenza è cresciuta in giudicato incontestata.
1.3. Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l'assicuratore LAINF, con
decisione formale 15 marzo 1999, ha negato a __________ il diritto tanto ad una
rendita d'invalidità quanto ad un'indennità per menomazione dell'integrità
(doc. _ - inc. _).
A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurata,
l'__________, in data 29 aprile 1999, ha sostanzialmente confermato il
contenuto della sua prima decisione (doc. _ - inc. _).
1.4. Con
tempestivo ricorso, l'assicurata, sempre patrocinata dall'avv. , ha
chiesto che l' venga condannato a corrisponderle una rendita
d'invalidità del 71.15% a contare dal 13 luglio 1998 ed un'IMI del 5% (I).
Queste,
in particolare, le considerazioni espresse dall'insorgente a sostegno delle
proprie pretese ricorsuali:
"
Come già detto, la ricorrente è di professione parrucchiera
diplomata.
In tale professione, a dipendenza di
informazioni assunte presso l'Associazione Svizzera dei lavoranti __________,
__________ connection (), __________, __________, una __________ diplomata
dell'età di 55 anni dovrebbe poter percepire uno stipendio di Fr. 3'200.--
all'incirca, pari a Fr. 41'600.-- annui (13 mensilità).
Si tratta pertanto del reddito che la
signora __________ avrebbe potuto percepire senza il danno alla salute di cui è
responsabile l'__________ prima dell'evento assicurato.
Trattasi pertanto del guadagno da sana
conformemente all'art. 18 cpv. 2 in fine LAINF.
Al momento attuale le possibilità di
impiego della signora __________, a dipendenza della perizia del dott.
__________ (doc. I) sono assai limitate.
Anche in attività leggera essa non può
raggiungere che una capacità lavorativa del 50%.
Solo in attività del tutto ipotetiche, e
per le quali in realtà non esiste alcun mercato del lavoro equilibrato, essa
potrebbe ottenere un rendimento del 100%.
Si tratta quindi di un'ipotesi per assurdo,
in quanto non esiste un'attività tagliata su misura per la signora __________,
così da permetterle di raggiungere un rendimento totale, né la __________
indica simili ipotetiche attività.
In realtà, la signora __________ ha
effettuato delle ricerche di lavoro.
Ha potuto essere impiegata presso un
chiosco con una retribuzione mensile di Fr. 1'000.--. Nel frattempo tuttavia
anche tale attività ha dovuto essere abbandonata in quanto troppo pesante.
Si ritiene comunque che, a dipendenza delle
menomazioni riportate dalla signora __________, la sua capacità di guadagno sia
limitata a Fr. 1'000.-- mensili.
La cosa andrà comunque peritalmente
chiarita in caso di contestazione da parte della __________, in quanto che non
esistono a tutt'oggi degli accertamenti agli atti che chiariscano
obiettivamente la capacità di guadagno residua.
In considerazione di quanto precede,
l'incapacità al guadagno della signora __________ raggiunge il grado del 71,15%
in base all'art. 18 LAINF, secondo il calcolo seguente:
Fr. 12'000.-- :
Fr. 41'600.-- x 100 = 28'85% Þ 100% -
28.85% = 71.15%
Allo stesso risultato si arriva
considerando in base alla perizia __________, che la signora __________ è
capace al lavoro in attività leggere nella misura del 50%.
Orbene, il reddito femminile in attività
leggere svolto al 100% permette un guadagno di Fr. 24'000.--.
Conseguentemente il 50% corrisponde pure a
Fr. 12'000.--, vale a dire Fr. 1'000.-- mensili.
(…)
In considerazione del fatto che prima
dell'infortunio la signora __________ lavorava unicamente a tempo parziale per
la __________ con uno stipendio mensile di Fr. 850.--, l'ammontare della sua
rendita mensile, in applicazione in particolare dell'art. 20 LAINF e della DTF
119 V 475 ss., dev'essere calcolato come segue:
Fr. 850.-- x 80% per 71.15% = Fr. 483.80
mensili.
Si chiede pertanto che alla signora
__________ venga concessa una rendita di invalidità in tale misura.
(…)
Per quanto riguarda l'indennità per
menomazione dell'integrità fisica si chiede il pagamento dell'importo
corrispondente ad un'IMI del 5% conformemente alla valutazione del 26.05.1999
del dott. __________ (doc. _) ed all'art. 25 LAINF." (I)
1.5. L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (IV).
1.6. In replica,
__________ ha, fra l'altro, chiesto l'esecuzione di una perizia medica
giudiziaria (VII).
1.7. Pendente
causa, il TCA ha interpellato l'avv. __________, allo scopo di sapere,
segnatamente, sino a quando l'assicurata aveva esercitato l'attività di
parrucchiera (IX).
La
risposta è pervenuta in data 17 gennaio 2000 (X).
1.8. In data 24
gennaio 2000, questa Corte ha chiesto all'ex datore di lavoro dell'insorgente
ragguagli circa il guadagno senza infortunio (XI).
La ditta
__________ ha risposto il 28, rispettivamente, il 31 gennaio 2000 (XII e XIII).
Alle parti è stata data facoltà di formulare delle osservazioni (XIV).
in
diritto
In ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C.).
Nel
merito
2.2. Oggetto
della lite é il diritto di __________ a beneficiare di una rendita d’invalidità
e di un'IMI e, se del caso, la loro entità.
2.3. Rendita
d’invalidità
2.3.1. Definizione
dell'invalidità
L'art. 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Lo stesso
concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali e nello
stesso senso va letto l'art. 18 cpv. 1 LAINF secondo cui "è considerato
invalido chi è presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in
modo permanente o per un periodo rilevante."
Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
-
il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
-
la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico)
Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il
danno alla salute e l'infortunio.
2.3.2. Commisurazione
dell'invalidità
Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
seconda.
L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.
Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.
Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.
Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe.
Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti,
risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione attuale che nelle altre relativamente confacenti.
La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e all'occorrenza al giudice.
L'invalidità,
evento di natura essenzialmente economica, si misura raffrontando il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili
in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI
1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).
I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici (RAMI 1993 pag.
100; Ghélew, Ramelet et Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents, Losanna 1992, pag. 99; A. Rumo-Jungo, Bundesgesetz über
die Unfallversicherung, 2a ed., pag 98ss.). L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo. In particolare, la determinazione
dei redditi non deve fondarsi su ipotesi d'impiego irrealistiche (RAMI 1993
pag. 103; RCC 1991 pag. 332 consid 3b; RCC 1989 pag. 331 consid 4a).
La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il TFA ha
ancora recentemente avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno
effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo
eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui
da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994
in re P.).
La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che utilizza al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
p. 270ss. consid 4a; conferma di giurisprudenza).
Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 cit., consid 4d).
I.
Termine: reddito da invalido
La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss,
consid 5a, b).
Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (RAMI 1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re
P.).
Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:
"
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono
determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che potrebbe
eseguire un assicurato di mezza età vittima di una danno alla salute della
stessa gravità."
(cfr., per la
conferma della costituzionalità e della legalità di tale disposto, RAMI 1997 146ss).
Va, qui,
sottolineato che, secondo costante giurisprudenza, l'assicurato deve compiere
ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (DTF 123 V
96 consid 4c; RAMI 1996, U240, pag 96; SVR 1995 UV35, pag 106 consid 5b e
riferimenti).
II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità
Nel
determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si
sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G.I.M., non
pubbl.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per
modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se
particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile
(RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).
Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.
2.3.3. Dalle tavole
processuali emerge immediatamente che diversi
specialisti hanno avuto modo di chinarsi sulla questione dell'esigibilità
lavorativa.
Rispondendo
al quesito n. 8, il Prof. dott. __________, attivo presso l'Ospedale cantonale
di __________ - designato perito giudiziario nell'ambito della precedente
procedura ricorsuale - aveva categoricamente negato l'esistenza di
un'incapacità lavorativa, in assenza di qualsivoglia limitazione funzionale a
livello dell'articolazione della mano destra:
"
Ich kann keine funktionelle Störung am handgelenk
feststellen. Die Muskelvermehrung am rechten Unterarm zeugt auch von einem
Arbeitseinsatz der rechten Hand. Wenn die Hand so schmerzhaft wäre, dass sie
tatsäschlich geschont würde, würde bei einer Rechtshänderin eine
Muskelminderung am rechten Arm erkennbar sein. Dies ist zum Zeitpunkt der
Untersuchung aber nicht feststellbar. Insofern glaube ich, eine
Einsatzunfühigkeit der rechten Hand nicht. Nach den klinischen Befunden sind
alle Greifformen durchzuführen. Ich kann keine Ursache für eine
Arbeitsunfähigkeit feststellen" (doc. _ - inc.
_ - la sottolineatura è del redattore).
A seguito
di quanto questa Corte ha deciso con sentenza 4 febbraio 1998, __________, in
data 1° luglio 1998, è stata sottoposta ad una visita medica di controllo
presso il dottor , spec. FMH in chirurgia, attivo presso la Divisione
medica dell' a __________.
Il
suddetto specialista si è, fra l'altro, pronunciato in merito all'esigibilità
lavorativa, esprimendo una valutazione più articolata rispetto a quella
manifestata dal Prof. __________r:
"
Trotz möglicher leichter Restbeschwerden im rechten
Handgelenk (ohne wesentliches Korrelat) ist der Versicherten jede leichte
industrielle Frauenarbeit (gewichte bis 5 kg) weiterhin ganztags und mit
normaler Leistung zumutbar. Es sei an die Schadenminderungspflicht erinnert.
Dies würde also auch für die letzte Tätigkeit bei der __________ SA zutreffen
sowie der erlernten Beruf als Coiffeuse. Von Faktoren wie Alter,
Arbeitslosigkeit, ungünstige Arbeitsmarkt-Situation muss die __________
abstrahieren" (doc. _ - inc. _).
In data
17 dicembre 1998, la qui ricorrente ha privatamente consultato il dottor
, __________ del reparto di chirurgia della mano presso l'
di __________. Dal relativo referto, datato 15 febbraio 1999, risultano le
seguenti considerazioni sempre riferite all'esibilità al lavoro:
"
In gegenwärtigen Zustand ist die Patientin in
ihrem ursprünglich erlernten Beruf (Coiffeuse) nicht arbeitsfähig, als
Fabrikarbeiterin bei schwerer Belastung, indem Gewichte von 20 kg und darüber
bewegt werden müssten, ist Frau __________ ebenfalls nicht einsetzbar. Für
leichte manuelle Arbeiten, die grösstenteils einhändig durchgefürt werden
können, mit Zuhilfenahme der rechten Hand, ist die Patientin sicherlich
ganztags einsetzbar, der Behinderungsgrad würde abhängen von der Notwendigkeit
des Einbezuges der rechten Hand sowie sich bei Bimanuellen leichten Arbeiten in
reduziertem Arbeitstempo niederschlagen. Hierbei ist durchaus eine
Arbeitfähigkeit von mindestens 50% denkbar. Naturgemäss könnte die theoretische
Erwerbsfähigkeit in einem optimal angepassten Beruf (einhändiges Führen von
Maschinen, Ueberwachen von Arbeitsvorgängen, Bedienen von Testaturen,
Telefonverkauf, etc.) idealweise gar 100% erreichen. Im Haushalt wirkt sich die
Behinderung auf obligat bimanuelle Arbeiten negativ aus (Brotschneiden,
Wäscheaufhängen, Staubsaugen, Wasser abgiesen, etc.). Durch geeignete
Hilfsmittel lässt sich diese Behinderung zu einem gewissen Punkt obtemperieren,
sicherlich jedoch nicht vollständig, so dass von einem Behinderungsgrad im
Haushalt von schätzungsweise 20% ausgegangen werden kann" (doc. _ - inc.
_).
Infine,
con rapporto 3 marzo 1999, il dottor __________ così ha preso posizione
riguardo all'apprezzamento espresso dal dottor __________:
"
Die Beurteilung der theoretisch zumutbaren
Arbeitsfähigkeit durch Herrn Dr. __________ unterscheidet sich nicht relevant
von unserer Stellungnahme vom 01.7.98. Eine leichte Frauenarbeit (rechts bis 5
kg), speziell natürlich administrativer natur, bleibt ganztags und mit normaler
Leistung zumutbar, und zwar spätestens ab 13.07.98 (Schreiben der Agentur vom
06.07.98)" (doc. _ - inc. _).
2.3.4. L'Istituto
assicuratore convenuto ha negato a __________ il diritto alla rendita
d'invalidità, facendo valere che essa, malgrado i postumi residuali a livello
dell'arto superiore destro, potrebbe riprendere, a tempo pieno e con un
rendimento completo, l'attività svolta al momento in cui è rimasta vittima
dell'infortunio 8 giugno 1995, ossia quella d'operaia presso la ditta
__________, oppure qualsiasi altra attività di fabbrica leggera, conseguendo
così un guadagno almeno equivalente a quello che avrebbe realizzato qualora non
fosse sopraggiunto l'evento traumatico assicurato, da qui l'assenza di un
discapito economico.
La
ricorrente, da parte sua, ha fermamente contestato la tesi difesa
dall'assicuratore LAINF convenuto, sostenendo che, in ragione degli impedimenti
funzionali legati al danno alla salute di natura infortunistica, essa
riuscirebbe ad esercitare un'attività leggera soltanto in misura del 50%,
realizzando, al massimo, un reddito mensile pari a fr. 1'000.--. Quest'ultimo
dato, sempre secondo l'insorgente, andrebbe raffrontato con quanto percepisce
sul mercato del lavoro una parrucchiera diplomata dell'età di 55 anni,
ovverosia fr. 3'200.--/mese circa.
2.3.5. Per quel che
riguarda il reddito da non invalido, l'assicurata, così come
indicato al precedente considerando, pretende che venga preso in considerazione
il reddito che realizzerebbe una parrucchiera diplomata dell'età di 55 anni,
posto come la sua originaria professione fosse appunto quella di parrucchiera.
Per
contro, a mente dell'__________, il raffronto va fatto utilizzando il reddito
che __________, senza l'infortunio, avrebbe conseguito continuando a lavorare
presso la ditta __________.
Questa
Corte non può condividere il parere manifestato dalla ricorrente.
Determinante,
allo scopo di stabilire il reddito da non invalido, è, di regola, l'attività
che l'assicurato avrebbe esercitato qualora non fosse sopravvenuto
l'infortunio. Quale indizio e punto di partenza per valutare gli sviluppi
professionali senza l'infortunio, s'impone l'attività esercitata al momento
dell'evento traumatico. Vi è, in effetti, la presunzione che l'assicurato, nel
futuro, avrebbe continuato a svolgere quest'ultima, in particolare quando essa
corrisponde alla sua formazione e/o quando l'assicurato l'ha esercitata per
lungo tempo. Eccezioni, ovverosia cambiamenti di professione, devono venire
dimostrati secondo il criterio della verosimiglianza preponderante. Per
ammettere un preteso cambiamento professionale, la giurisprudenza esige che vi
siano degli indizi concreti che l'assicurato, qualora non fosse rimasto vittima
dell'infortunio, avrebbe effettivamente cambiato la propria attività. Questi
presupposti potrebbero essere realizzati se l'attività al momento
dell'infortunio rappresentava una scelta temporanea oppure forzata. Ammettere
un ritorno alla professione originariamente imparata si giustifica soltanto
nella misura in cui esista ancora un certo legame, così che vi sia una reale
possibilità di ritorno (cfr. P. Omlin, Die Invalidität in der
obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 169s. e giurisprudenza
ivi menzionata).
In
casu, al momento in cui è sopraggiunto l'infortunio assicurato, __________
si trovava alle dipendenze della ditta __________ da circa un anno (cfr. doc. _
- inc. _). Dalla documentazione prodotta pendente causa, si evince che essa
aveva conseguito l'attestato di capacità quale pettinatrice nel lontano 1962
(doc. _). Per sua stessa ammissione, l'assicurata ha definitivamente
abbandonato quest'attività nel corso del 1980, dopo averla esercitata,
inizialmente, a tempo pieno, successivamente, soltanto a tempo parziale (X).
In
siffatte circostanze, questa Corte ritiene poco probabile che l'insorgente,
senza l'infortunio, avrebbe ripreso ad esercitare l'attività di parrucchiera:
ciò rientra nell'ordine delle possibilità, ma tale eventualità non s'impone
certo secondo il grado della verosimiglianza preponderante. È, per contro,
infinitamente assai più probabile che l'assicurata avrebbe continuato a
svolgere l'attività esercitata al momento dell'infortunio, ossia quella
d'operaia di fabbrica presso la suddetta ditta luganese.
Alla luce
di quanto precede, determinante, ai fini della fissazione del grado
d'invalidità, è, pertanto, il reddito che __________ avrebbe percepito
lavorando presso la ditta __________, qualora essa non fosse rimasta vittima
dell'evento infortunistico 8 giugno 1995.
Dalla
decisione su opposizione 29 aprile 1999, emerge come l'Istituto assicuratore
convenuto abbia considerato, quale reddito da non invalido, quanto guadagnato
dall'assicurata nel 1995, riprendendo i dati figuranti nell'annuncio
d'infortunio LAINF 31 ottobre 1995 (salario annuo di fr. 8'833.-- + 8.3% per la
tredicesima - cfr. doc. _ inc. _).
In
realtà, ciò si rivela essere manifestamente errato (cfr., del resto, P. Omlin,
op. cit., p. 179: "In zeitlicher Hinsicht ist das hypothetische
Einkommen im Zeitpunkt der Rentenverfügung bzw. des Rentenbeginns massgebend. Das Valideneinkommen deckt sich somit nicht mit dem Lohn im Zeitpunkt
des Unfalles"). La nostra
Alta Corte federale ha, in effetti, costantemente stabilito che il giudice
delle assicurazioni sociali è tenuto ad esaminare una decisione sulla base
delle circostanze esistenti al momento in cui la stessa è stata emanata (cfr.
DTF 116 V 248 consid. 1a e riferimenti ivi menzionati). Trattandosi
dell'assicurazione contro gli infortuni, il TFA ha precisato che determinanti
sono le circostanze esistenti al momento dell'emanazione della decisione su
opposizione (STFA 31 agosto 1993 in re W. R., consid. 1, non pubblicata,
citata da P. Omlin, op. cit., p. 290 nota 36; cfr., pure, STCA 14.7.1998 in re
N. c. Winterthur Assicurazioni, non pubblicata, consid. 2.7.).
In
casu, la decisione litigiosa è stata emanata dall'__________ in data 29
aprile 1999, ragione per cui rilevante, allo scopo di stabilire l'entità della
rendita d'invalidità spettante a __________, è il reddito da non invalido che
lei avrebbe realizzato nel 1999.
Interpellato
in merito dal TCA, l'ex datore di lavoro ha attestato che - qualora fosse
rimasta, senza interruzioni, alle proprie dipendenze - la ricorrente, nel 1999,
avrebbe percepito una retribuzione pari a fr. 6'543.35 (400 ore di
lavoro a fr. 15.10/h + tredicesima) (cfr. XII).
Pertanto
- lavorando a tempo pieno - il guadagno annuo da non invalido, nel 1999,
sarebbe stato di fr. 34'015.-- (fr. 15.10/ora x 40 ore/settimana x 52
settimane + 8.3% di tredicesima).
2.3.6. Trattandosi
del reddito da invalido, il TCA deve, dapprima, risolvere la
questione di sapere quali attività, ed in quale misura, la ricorrente è ancora
in grado d'esercitare, malgrado i postumi infortunistici di cui è portatrice.
__________,
a questo preciso riguardo, ha chiesto l'esecuzione di una perizia giudiziaria
(cfr. VII).
Da parte
sua, lo scrivente TCA ritiene, tuttavia, che la documentazione all'inserto già
contenga tutti gli elementi di valutazione oggettivi utili per vagliare la
vertenza sub judice, senza, quindi, che si riveli necessario dar seguito al
richiesto provvedimento probatorio. Al proposito, va ricordato che, per
costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad
assumere altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del 27 ottobre
1992 in re A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.; sentenza TFA
del 13 maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274) senza che ciò costituisca
una lesione del diritto di essere sentito (RCC 1986 p. 202, consid. 2d; DTF 106
Ia 162 consid. 2b).
Ora, pur
non volendo seguire il parere, "estremista", manifestato dal Prof.
__________ in sede di perizia giudiziaria 25 aprile 1997 (cfr. doc. _ - inc.
_), a mente del quale l'assicurata sarebbe in grado d'esercitare qualunque
genere d'attività professionale, questa Corte è dell'opinione che
__________ - e su questo punto i pareri medici appaiono univoci - sia ancora in
grado d'esercitare attività ausiliarie femminili, leggere da un profilo
dell'impegno fisico, in cui la mano destra non esplica che una funzione
ausiliaria.
La
ricorrente, al proposito, ha sostenuto trattarsi di "… attività del tutto
ipotetiche, e per le quali in realtà non esiste alcun mercato del lavoro
equilibrato, …" (I, p. 5).
Lo
scrivente TCA considera, per contro, che vi sia una sufficiente offerta di
occupazioni, segnatamente nel ramo impiegatizio, del commercio o dell'industria
(sorveglianza, controllo), esercitabili da manodopera femminile, che implichino
lo svolgimento di mansioni non comportanti aggravi fisici e che, come nelle
circostanze concrete, consentano, di regola, di risparmiare l'estremità
superiore destra. Si deve, pertanto, ritenere che le opportunità di reperire
un'attività che sia conciliabile con i disturbi accusati dall'assicurata, non
devono essere considerate irrealistiche o eccezionali ai sensi della
giurisprudenza federale (cfr. RCC 1991, p. 332 consid. 3c).
Certo,
non possono essere ignorati gli sforzi e gli inconvenienti che la messa a
profitto della residua capacità lavorativa comporterà per __________. Ciò
nondimeno, essi non appaiono sproporzionati né inesigibili, ricordato ancora
che per un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali,
l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui essere
ragionevolmente esatto per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze
delle sue affezioni invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti ivi
citati; cfr., pure, STFA 10.9.1998 in re S. inedita e DTF 123 V 96 consid. 4c).
Se, malgrado tale impegno, un'occupazione confacente non è reperibile in
concreto, questo è dovuto alla congiuntura del momento, per la quale,
considerata la nozione di mercato equilibrato del lavoro, l'assicurazione
contro gli infortuni non è tenuta a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, op. cit., p. 83).
Del resto, nella sentenza inedita 12 novembre 1996 in re INSAI c.
F., il TFA ha, ad esempio, ritenuto realistica la possibilità di mettere a
frutto la restante capacità lavorativa in attività cosiddette sostitutive,
trattandosi di un assicurato cinquantacinquenne che - a causa dei postumi
infortunistici interessanti, in particolare, la spalla destra - era impedito
nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità
era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più possibili, come ad esempio,
il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo che il braccio destro poteva
unicamente servire come aiuto per il braccio adominante.
La nostra
Corte federale è pervenuta ad un'analoga conclusione, nella sentenza non
pubblicata 23 marzo 1998 in re UAI c. P., fattispecie riguardante un'assicurata
in grado d'esercitare unicamente delle attività leggere non comportanti il
sollevamento di pesi superiori ai 10 kg o l'assunzione di posizioni statiche
per periodi prolungati, in particolare quella seduta, rispettivamente
sollecitazioni alla colonna vertebrale.
2.3.7. Posto come il
TCA non veda ragioni per dubitare che __________ sia in grado d'esercitare - a
tempo pieno e con pieno rendimento - un'attività leggera di tipo ausiliario,
tesi quest'ultima avvalorata dall'insieme della documentazione medica agli atti
e, specificatamente, dai referti allestiti dal Prof. __________ (doc._ - inc.
_) e dai dottori __________ (doc. _ e _ - in. _) e __________ (doc. _ - inc.
_), si tratta ora di stabilire l'entità del reddito da invalido.
Al fine
di determinare il reddito ipotetico da invalido conseguibile da manodopera
maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate, svolte a
tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato,
questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti ed analizzando
approfonditamente la giurisprudenza federale in materia, ha stabilito, in una
sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag. 183, che il reddito
annuo ammonta:
per il
1992 fr. 34'000.--
per il
1993 fr. 34'500.--
per il
1994 fr. 35'000.--
per il
1995 fr. 35'000.--
Il TCA ha
inoltre escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996,
l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.M.). Un aumento è stato
escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.), per il 1998 (STCA
19.6.1998 in re E. M.) e per il 1999 (STCA 28.1.2000 in re B. C. c. INSAI).
Questi
parametri sono stati approvati dal TFA in diverse sentenze, in particolare in
quella pubblicata in RAMI 1998 U292 pag 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.).
Questa Corte
ha, inoltre, stabilito che, per il personale femminile, tenuto conto delle
divergenze salariali tra uomo donna emerse in diversi studi (cfr. OCST,
"Salari in Svizzera e in Ticino", I dati del 1996, Lugano 1999), tale
importo deve essere ridotto del 30 % (cfr. STCA del 30 aprile 1999 nella
causa M. S. e sentenze ivi citate; STFA del 23 marzo 1998 nella causa L. P. [I
306/97], non pubblicata, pag. 3: salario base considerato dall'UAI fr.
26'380.-- annui, ulteriormente ridotto del 40% da parte dell'amministrazione,
ciò che ha portato il TFA ad affermare che si trattava di una "…
valutazione invero assai generosa se confrontata con i percentuali correttivi
finora riconosciuti dalla giurisprudenza per tener conto dei fattori che
possono ripercuotersi negativamente sull'utilizzazione ragionevole della
residua capacità di lavoro dell'invalido …", pag. 6).
Recentemente,
con sentenza 27 ottobre 1999 in re S. c. UAI [inc. n. 32.98.00038], riguardante
un'assicurata ritenuta in condizione di lavorare in attività adeguate soltanto
nella misura del 50%, il TCA ha avuto ancora modo di testare - alla luce della
più recente giurisprudenza emanata dal TFA in materia di reddito da invalido -
la suesposta sua prassi, pervenendo, finalmente, alla conclusione che quest'ultima
è senz'altro meritevole d'essere ulteriormente seguita.
A notare
ancora che, nell'ambito della suddetta procedura ricorsuale, l'autorità
amministrativa, per il tramite di un suo orientatore professionale, ha
esplicitamente riconosciuto che l'importo di fr. 24'500.-- - ritenuto, per
prassi, da questo Tribunale in relazione a personale femminile costretto, per
ragioni di salute, a riciclarsi in attività leggere di tipo ausiliario -
rappresenta "… la cifra più vicina alla realtà della nostra regione"
(cfr. STCA succitata, consid. 1.8. in fine - la sottolineatura è del
redattore).
Sulla
scorta delle conferme scaturite dal suesposto riesame, questa Corte non vede
alcun motivo per scostarsi dalla sua ormai consolidata giurisprudenza,
ritenendo, quindi, che __________, con l'esercizio, a tempo pieno, di
un'attività alternativa, possa realizzare un reddito annuo attorno a fr.
24'500.--.
2.3.8. Il grado
d’invalidità di __________ - ottenuto confrontando i fr. 24'500.-- al reddito
che essa avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e
cioè fr. 34'015.-- - risulta essere del 28% (arrotondamento conforme a quanto
statuito dal TFA nel considerando non pubblicato della DTF 122 V 335).
2.4. Indennità
per menomazione dell'integrità
2.4.1. Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità
fisica o mentale.
Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.
Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.
Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).
2.4.2. L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente
sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.
In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 pag. 438).
La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il
pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew,
Ramelet, Ritter, op. cit., pag. 121).
2.4.3. Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato
3 dell'OAINF.
Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale
di indennizzazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicurato.
Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U48 pag. 235 consid. 2a e
sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).
Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti
tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).
La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità
risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).
Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).
Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.
2.4.4. L'__________
ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che
integrano quella dell'ordinanza.
Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. DTFA 7.12.1988 in re A. P.; RAMI 1989, U71, pag.
221ss.).
Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987, U21, pag. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).
2.4.5. In concreto,
l'assicuratore LAINF convenuto ha negato all'assicurata il diritto ad
un'indennità per menomazione dell'integrità, riferendosi all'apprezzamento
manifestato dal proprio medico di fiducia, il dottor __________, spec. FMH in
chirurgia, in occasione della visita di controllo 1° luglio 1998. Queste le sue
considerazioni in merito:
"
Ein eindeutiges traumatisches Substrat liegt an der
rechten Hand nicht vor. Die arthroskopischen Befunde werden zwar nicht
bestritten, ihre Relevanz darf aber nicht überbewertet werden (identischer
Röntgen-Befund auch an der asymptomatischen linken Hand). Klinisch kann man
jedenfalls nichts Erhebliches feststellen, insbesondere nicht eine
offensichtliche Instabilität. Alle Finger-Griffe sind intakt. Auch der Experte
konnte am Handgelenk keine funktionelle Störung nachweisen. Das Aussmass der
geklagten Schmerzen ist unso weniger plausibel, als die Trophik der Hand
unauffällig ist und keine Muskelatrophie besteht (trotz angeblicher Schonung
der Hand). Radiologisch sind heute beide Handgelenke unverändert seitengleich,
auch rechts normale Knochen mineralisation, keine reaktiven Veränderungen, kein
karpaler kollaps, keine Arthrose. Die SL-Distanz liegt noch im Normbereich.
Neurologische Ausfälle haben nie bestanden. Für die "Ausstrahlungen"
bis zum Nacken gibt es am Handgelenk keine Erklärung. Die im März 1998
diagnostizierte Cervico-Brachialgie war auch indirekt keine wahrscheinliche
"Unfallfolge".
Eine erhebliche Integritätsschaden liegt
nach objektiven Kriterien auch brutto nicht vor, abgesehen davon, dass netto
überhaupt keine Entschädigung möglich wäre (Kausalanteil des Vorzustandes 99%)" (doc. _ - inc. _ - la sottolineatura è
del redattore).
Da parte
sua, __________ ha preteso che le venga assegnata un'IMI del 5%, fondandosi sul
certificato 26 maggio 1999 del suo medico curante, il dottor __________, spec.
FMH in chirurgia della mano:
"
… il danno residuale permanente della suddetta è
da paragonare ad una instabilità articolare del carpo a destra a causa della
rottura del ligamento scafolunare destro e parzialmente del ligamento tra il
semilunare e il triquetro. Una tale instabilità è considerata pure una
situazione favorevole per lo sviluppo di un'artrosi.
La valutazione del danno residuale
permanente la valuto secondo le tabelle Suva estratte dalla Legge Federale
sull'Assicurazione Incidenti del 20 marzo 1981 e dell'Ordinanza
sull'Assicurazione Incidenti (OLAA) del 20 dicembre 1992 cap. 2 sez. 4:
indennità in caso di non raggiungimento dell'integrità fisica art. 36 annesso
tabella 6.1.
Lesione dell'integrità fisica in caso
d'instabilità articolare: polso instabilità moderata-grave. Una valutazione del
5%" (doc. _).
Ora, si
tratta d'osservare come, già nel corso della precedente procedura ricorsuale,
fossero sorti seri dubbi circa l'origine squisitamente traumatica del danno
accusato dalla ricorrente a livello della mano destra.
Rispondendo
al quesito peritale n. 3, il Prof. __________ aveva, infatti, affermato che
"nach der Schilderung des Arthroskopiebefundes ist zumindest ein
erheblicher Teil der Veränderung degenerativ bedingt. Dies gilt
insbesondere für die zentrale Läsion an der Fibrokartilago triangularis und für
die Chondromalazie 3. Grades an den beobachteten Gelenkflächen. Auch die
Lockerung der Bänder ist wohl eher degenerativ bedingt" (doc. 46, p. 5 -
la sottolineatura è del redattore). Preso visione della videoregistrazione
dell'artroscopia eseguita dal dottor ______ il 18 ottobre 1995, l'esperto
giudiziario aveva ancora avuto modo di precisare che: "die Arthroscopie
zeigt eine sehr stark ausgefranzelte und zerschlissene Bandstruktur zwischen
Skaphoid und Lunatum. Man kann aus der Arthroskopie nicht ableiten, ob diese
Bandzerstörung unfallbedingt oder degenerativ entstanden ist. Ebenso sind
degenerative Veränderungen in den übrigen Bandteilen des Handgelenkes
festzustellen. Aus der Arthroskopie ist eine Unfallursache des aktuellen
Arthroskopiebefundes nicht ableitbar" (doc. _ - inc. _ - la
sottolineatura è del redattore).
Con
pronunzia 4 febbraio 1998, questa Corte - in ossequio alla giurisprudenza
giusta la quale le affezioni menzionate all'art. 9 cpv. 2 lett. b-h OAINF
devono essere assimilate ad infortunio, anche se la loro causa prima è da
ricercarsi, in tutto od in parte, in una malattia o in fenomeni degenerativi
(cfr., ad esempio, in RAMI 1989 U67 p. 160ss. consid. 3c) - aveva ammesso l'esistenza
di una lesione parificata ai postumi d'infortunio, ritenendo impossibile
"… concludere che la rottura del legamento sia avvenuta esclusivamente
a causa di un processo degenerativo …" (doc. _, p. 11 - inc. _).
Il TCA ha
così lasciato intendere che i disturbi accusati da __________ sono - almeno in
parte - di natura morbosa, conclusione avallata, del resto, anche dal dottor
__________, specialista in chirurgia della mano direttamente consultato
dall'assicurata (cfr. doc. _, p. 7s. - inc. _).
In forza
dell'art. 36 cpv. 2 prima frase LAINF le rendite d'invalidità, le
indennità per menomazione all'integrità e le rendite per i superstiti sono
adeguatamente ridotte se il danno alla salute o la morte è solo in parte
imputabile all'infortunio. Il TFA, nella DTF 113 V 54 consid. 2, ha, peraltro,
stabilito che la disposizione di cui all'art. 36 cpv. 2 seconda frase
LAINF concerne esclusivamente la rendita d'invalidità e, quindi, non è
applicabile all'indennità per menomazione dell'integrità.
In
casu, la documentazione medica acquisita agli atti dimostra, al di là di
ogni ragionevole dubbio, come il reperto a livello della mano destra si trovi
soltanto parzialmente in una relazione di causalità con l'infortunio dell'8
giugno 1995. Ora - pur ritenendo corretta, per ipotesi di lavoro, la
valutazione espressa dal dottor __________ (cfr. doc. _) - in applicazione
della riduzione prevista dal succitato art. 36 cpv. 2 prima frase LAINF,
appare evidente come la menomazione dell'integrità di cui è portatrice __________
- considerando il suo valore al "netto" - non possa affatto
raggiungere il tasso minimo del 5% (cfr. cifra 1 cpv. 3 dell'Allegato 3
all'OAINF).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é parzialmente accolto.
Di conseguenza,
l'__________ è condannato a versare all'assicurata una rendita d'invalidità del
28%.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L'__________
verserà alla ricorrente fr. 1'200.-- a titolo di ripetibili.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
La
vicepresidente Il segretario
Giovanna Roggero-Will Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster