Transitional building law: demolition order not time-barred

52.1998.201Übriges Gericht28.10.1998Partially Granted

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The municipality appealed against the State Council’s annulment of its demolition order against an unauthorized shed built in 1992. The cantonal administrative court held that the former five-year lapse rule did not bar the restoration action, because the municipal order was issued after the new building law entered into force and the limitation period had not already expired. The appeal was therefore partly upheld: the State Council’s decision was annulled and the case remanded for a new decision on the merits after further investigation. No court costs were levied.

Omnilex-Regeste

Art. 52 LE 1991; Art. 57 LE 1973; transitional application of building-law restoration measures: decisions on unlawful works rendered after 1 January 1993 are governed by the new law, even if the works were carried out earlier, unless the lapse period under former law had already expired before the new law entered into force. The five-year period of Art. 57 cpv. 5 LE 1973 does not apply to pending restoration proceedings that had not yet been decided by the municipality or the State Council. Where the action to restore legality is not time-barred, the appellate authority must annul a contrary decision and remit the matter for a merits determination (consid. concerning transitional law and lapse).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1998.201

Data decisione, Autorità: 28.10.1998, TRAM

Incarto n. 52.98.00201

Lugano 28 ottobre 1998

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 24 luglio 1998 del

Comune di __________

contro

la decisione 7 luglio 1998, no. 3178, del Consiglio di Stato che dichiara nulla la decisione 11 maggio 1998 con cui il municipio di __________ ha ordinato la demolizione della baracca sovrastante il posteggio coperto situato sulla part. no. __________ RFD;

viste le risposte:

  • 5 agosto 1998 del Consiglio di Stato;

  • 11 settembre 1998 di __________ e __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

che nel corso del mese di giugno del 1992 i resistenti __________ e __________ hanno costruito senza alcuna autorizzazione una piccola baracca (m 2.70 x 2.50) sulla soletta del posteggio coperto situato a valle della loro proprietà (part. no. __________ RFD) lungo la strada comunale a __________;

che il 1º ottobre 1993 il municipio ha segnalato ai resistenti che il manufatto non era conforme all'art. 20 NAPR;

che, quattro anni dopo, il 26 gennaio 1998 l'esecutivo comunale ha notificato ai resistenti un rapporto di contravvenzione, sollecitandoli ad inoltrare una domanda di costruzione in sanatoria;

che non avendo ottenuto riscontro alcuno, l'11 maggio 1998 il municipio ha ordinato ai resistenti di demolire la baracca, ritenendola contraria all'art. 20 NAPR, che limita a 3 m l'altezza delle costruzioni accessorie;

che con giudizio 7 luglio 1998 il Consiglio di Stato ha dichiarato nullo il provvedimento, accogliendo il ricorso contro di esso inoltrato da __________ e __________;

che il Governo ha in sostanza ritenuto che l'azione di ripristino fosse perenta, essendo trascorso il termine quinquennale previsto dall'art. 57 cpv. 5 LE 1973, applicabile al caso in esame siccome riferito ad un'opera abusiva realizzata prima dell'entrata in vigore della nuova LE;

che contro il predetto giudizio governativo il comune soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo il ripristino dell'ordine di demolizione annullato dal Consiglio di Stato;

che l'insorgente contesta l'applicabilità della LE 1973 con argomenti di cui si dirà semmai più avanti;

che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni;

che ad identica conclusione pervengono __________ e __________ con succinte considerazioni;

considerato, in diritto

che il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta l'art. 21 LE e può essere deciso sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);

che le opere eseguite senza permesso in contrasto insanabile con il diritto materialmente applicabile richiamano l'adozione di provvedimenti di ripristino (art. 57 1973; 43 LE 1991);

che l'art. 57 cpv 5 LE 1973 stabiliva che l'ordine di demolizione doveva in ogni caso essere emanato, pena la decadenza, entro cinque anni dall'esecuzione dell'opera;

che la nuova LE ha rinunciato a fissare termini di perenzione dell'azione di ripristino (cfr. Scolari, Commentario, II ed., ad art. 43 LE, N. 1313);

che le regole di diritto transitorio sono stabilite dall'art. 52 LE 1991, che assoggetta al nuovo diritto le decisioni concernenti le opere abusive non ancora decise dalle istanze inferiori o dal Consiglio di Stato quale autorità di ricorso;

che in base a questa disposizione di diritto intertemporale le decisioni dei municipi adottate dopo l'entrata in vigore della nuova LE (1.1.93) con riferimento ad opere abusive realizzate in precedenza sono per principio rette dal nuovo diritto;

che ciò significa che l'art. 57 LE 1973 ed i termini decadenziali istituiti da tale norma sono inapplicabili agli abusi edilizi perpetrati prima dell’entrata in vigore della nuova LE che non hanno ancora formato oggetto di decisione da parte del municipio o del Consiglio di Stato;

che una riserva va fatta unicamente per i casi in cui la perenzione dell’azione di ripristino fosse già subentrata prima dell’entrata in vigore della nuova LE;

che nell'evenienza concreta la controversa baracca è stata posata nel 1992, ovvero prima dell'entrata in vigore della LE 1991;

che a quel momento non era ancora subentrata la perenzione dell’azione di ripristino prevista dall’art. 57 LE 1973;

che di conseguenza la decisione del municipio, resa dopo il 1º gennaio 1993, soggiace al nuovo diritto;

che, non essendo l'azione di ripristino affatto perenta, la decisione del Consiglio di Stato va annullata, con conseguente rinvio degli atti all'istanza inferiore (art. 65 PAmm), affinché - esperiti i dovuti accertamenti - statuisca nel merito dell'impugnativa;

che entro questi limiti il ricorso va accolto;

che date le circostanze si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia;

visti gli art. 57 LE 1973; 21, 43 LE 1991; 3, 18, 28, 60, 61, 65 PAmm

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è parzialmente accolto.

§. di conseguenza:

1.1. la decisione 7 luglio 1998, no.3178, del Consiglio di Stato è annullata;

1.2. gli atti sono rinviati al Consiglio di Stato per nuovo giudizio, previa istruttoria.

  1. Non si prelevano né spese né tasse di giustizia.

  2. Intimazione a:


Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

planning lawunauthorized constructiondemolition ordertransitional lawtime barrestoration measureremandcourt costs

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the 1998 demolition order was barred by the five-year time limit under the former building law.

Extrahierter Entscheid

No. Because the municipal decision was issued after 1 January 1993 and the lapse period had not yet expired before the new law entered into force, the new law applied and no time bar existed.

Extrahierte Begründung

Under the transitional rule, post-1993 decisions concerning earlier illegal works are governed by the new law unless the lapse had already occurred. Here, the five-year period had not expired by the time the new law took effect.

Kernrechtsfrage

Whether the State Council’s annulment of the demolition order should be upheld.

Extrahierter Entscheid

No. The State Council’s decision was annulled and the matter sent back for a new decision after further fact-finding.

Extrahierte Begründung

Since the restoration action was not time-barred, the merits still had to be examined by the lower authority.

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