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Numero d'incarto:
52.2000.28
Data decisione, Autorità:
18.04.2000, TRAM
Incarto n.
52.2000.00028
Lugano
18 aprile
2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi
segretario:
Thierry Romanzini, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 16 dicembre 1999 di
patr. dall'avv. __________
contro
la risoluzione 7 dicembre 1999 (n. 5225) del
Consiglio di Stato, in materia di rifiuto dell'assistenza giudiziaria e di
un'indennità per ripetibili;
richiamato il decreto 12 gennaio 2000 del Presidente
della II Corte di diritto pubblico del Tribunale federale svizzero;
viste le risposte:
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. __________,
cittadino della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), naturalizzato
italiano, è titolare di un permesso di domicilio con prossimo termine di controllo
fissato al 30 luglio 2000.
B. Con
decisione 5 agosto 1999, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento
delle istituzioni ha respinto la domanda presentata da __________ volta ad
autorizzare l'entrata in Svizzera della moglie __________, cittadina della Repubblica
Democratica del Congo, e dei figli di nazionalità italiana __________ e
__________, soggiornanti a quel momento in Germania, segnatamente per motivi
finanziari. L'autorità ha posto in rilievo il fatto che lo Stato del Cantone
Ticino doveva anticipare gli alimenti che il ricorrente non versava ad un suo
figlio nato da una precedente relazione. Al 30 giugno 1999 l'importo
complessivo versato dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento del
Dipartimento delle opere sociali ammontava a fr. 19'966.35 e, secondo la
Sezione dei permessi e dell'immigrazione, non vi erano elementi atti a ritenere
che il ricorrente potesse rimborsare il debito.
C. a) Contro
la predetta decisione __________ è insorto il 31 agosto 1999 dinanzi al
Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio di un
permesso di dimora alla moglie e ai suoi due figli nonché la concessione di
un'indennità per ripetibili. Egli ha asserito che era disposto ad estinguere il
debito avviando una propria attività lucrativa e cedendo parte del salario.
b) Il 21 settembre 1999 la Sezione dei
permessi e dell'immigrazione, ritenendo che fossero adempiute le condizioni per
rilasciare il permesso, ha annullato la propria decisione in virtù dell'art. 50
PAmm.
c) Il 22 settembre 1999 il ricorrente ha
chiesto al Consiglio di Stato di essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio.
d) L'8 ottobre 1999 il Servizio dei ricorsi
del Consiglio di Stato ha stralciato dai ruoli il gravame e ha rifiutato di
concedere al ricorrente un'indennità per ripetibili, ritenendo che la revoca
della decisione dipartimentale si fondasse sulla base di nuove argomentazioni
presentate per la prima volta in sede ricorsuale. Anche la domanda di
assistenza giudiziaria è stata respinta, in quanto successiva all'inoltro del
gravame.
D. Il 7
dicembre 1999 il Consiglio di Stato ha confermato su ricorso tale decisione.
Alla cifra 3 del dispositivo della risoluzione veniva indicato che la stessa
era definitiva.
E. a) Contro la
predetta pronunzia governativa __________ si è aggravato davanti al Tribunale
federale mediante ricorso di diritto pubblico, chiedendone l'annullamento e
postulando che gli venisse concessa l'assistenza giudiziaria nonché
un'indennità di fr. 1'000.– per ripetibili per il lavoro svolto fino a quel
momento dal suo legale. Ha in sostanza sottolineato di aver dovuto ricorrere ad
un avvocato al fine di ottenere il ricongiungimento dei propri famigliari in
Svizzera.
b) Dopo aver interpellato il Consiglio di Stato
e questo Tribunale, con decreto 12 gennaio 2000 il Presidente della II Corte di
diritto pubblico del Tribunale federale ha stralciato la causa dai ruoli e ha
trasmesso gli atti al Tribunale cantonale amministrativo per competenza e per
l'emanazione del giudizio.
F. All'accoglimento
del gravame si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni. Il
Dipartimento delle istituzioni, preso atto delle argomentazioni ricorsuali, si
rimette in sostanza al giudizio del Tribunale.
Considerato, in
diritto
- 1.1.
Contro le decisioni relative all'assistenza giudiziaria è dato lo stesso
rimedio di diritto previsto per impugnare il merito della causa (art. 30 cpv. 3
PAmm; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano
1997, N. 2 ad art. 30). In concreto, la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo a statuire nel merito della vertenza è data, dal momento che la
decisione dipartimentale poteva essere impugnata sino al Tribunale federale
mediante ricorso di diritto amministrativo (cfr. art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG e contrario; 10 lett. a LALPS). Il ricorrente, titolare di un
permesso di domicilio, aveva infatti diritto, in linea di principio, al rilascio
di un permesso di dimora in favore di sua moglie e dei suoi figli in virtù
dell'art. 17 cpv. 2 LDDS. Ad analoga conclusione si può giungere anche per
quanto riguarda la competenza di questo Tribunale a decidere sulla mancata assegnazione
di ripetibili al ricorrente.
1.2. Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1
PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43
PAmm), è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
- 2.1.
Secondo l'art. 30 PAmm, gli istanti od i ricorrenti privati possono essere dispensati
dal pagamento delle spese e dalla prestazione di anticipi, qualora giustifichino
di non possedere mezzi sufficienti per sopperirvi e l'istanza o il ricorso non
siano manifestamente infondati. Inoltre qualora le circostanze di fatto e di diritto
lo giustifichino, essi possono ottenere il gratuito patrocinio. La domanda di
assistenza può essere presentata in ogni stadio della procedura ma, in linea di
principio, non può essere concessa con effetto retroattivo. Unicamente
particolari motivi di equità permettono all'istante di chiedere l'assistenza
per la procedura seguita presso le istanze precedenti (Borghi/Corti, op. cit.,
loc. cit.).
2.2. In concreto, a ragione il Consiglio di
Stato ha rifiutato di concedere all'insorgente l'assistenza giudiziaria. Ci si
può invero chiedere se il ricorrente non abbia presentato la relativa domanda
del 22 settembre 1999 dopo aver preso atto dell'annullamento della risoluzione
(v. decisione di annullamento 21 settembre 1999 della Sezione dei permessi e dell'immigrazione
all'avv. __________). A quel momento egli era infatti certo delle possibilità
di esito favorevole della causa e la sua situazione di indigenza non rischiava
più di compromettere il rilascio del permesso. Sia come sia, il quesito può
rimanere indeciso. Il giudizio impugnato va confermato, in quanto l'insorgente
ha inoltrato il proprio allegato ricorsuale senza postulare l'assistenza giudiziaria
e sostenendo altresì di essere in grado di rimborsare il debito di ca. fr.
20'000.– che egli aveva accumulato nei confronti dello Stato. Il ricorso, su
questo punto, si rivela pertanto infondato.
- Il
ricorrente critica inoltre il Governo per avergli negato un'indennità a titolo
di ripetibili, che egli aveva regolarmente protestato.
3.1. Il Consiglio di Stato e il Tribunale
cantonale amministrativo, quali autorità di ricorso, condannano la parte
soccombente al pagamento di una indennità alla controparte (art. 31 PAmm). In
caso di modificazione della decisione, l'autorità di ricorso deve decidere non
solo sulle spese intese in senso stretto (art. 50 cpv. 4 PAmm), ma anche sulle
ripetibili, in quanto alla soccombenza è equiparata l'adesione dell'autorità
inferiore alle domande del ricorrente (Borghi/Corti, op. cit., N. 4 ad art. 50
con rinvii).
3.2. Nell'evenienza concreta, il Consiglio
di Stato ha negato al ricorrente l'attribuzione di un'indennità per ripetibili
senza indicarne i motivi, violando in tal modo il suo diritto di essere sentito
(art. 29 Cost; 26 cpv. 1 e 53 PAmm). Ne consegue che, su questo punto, la
risoluzione governativa va annullata già per carenza di motivazione. Il
dipartimento ha invece obiettato che il ricorrente avesse provocato un'inutile
procedura ricorsuale. A torto. Dall'inserto di causa non risulta che
l'insorgente abbia presentato delle nuove argomentazioni per la prima volta in
sede ricorsuale. Prima della decisione emanata dal dipartimento, __________
aveva infatti già avuto modo di dichiarare alla Polizia comunale di __________,
tra l'altro, che lavorava a __________ presso la ditta __________ e che "è
mia intenzione di restare ancora impiegato presso questa ditta succitata ancora
per un po' di tempo, fino a quando non avrò trovato una sistemazione lavorativa
nel canton Ticino e dopo aver unito definitivamente la mia famiglia (moglie e
figli che abitano in Germania)… Al momento non ho ancora trovato nessun tipo di
lavoro a __________ " (verbale d'interrogatorio 12 aprile 1999). Ciò è
stato ribadito dall'insorgente nel suo scritto 28 maggio 1999 indirizzato alla
Sezione dei permessi e dell'immigrazione. Nel ricorso del 31 agosto 1999 al
Consiglio di Stato (ad 3) l'interessato si era del resto limitato ad affermare
di essere "già sin d'ora disposto a far fronte a detto impegno e ad iniziare
una propria attività lavorativa ed a cedere parte del suo salario".
Sulla base di questi ultimi argomenti, il dipartimento ha ritenuto possibile
evadere la questione assistenziale ed ha quindi revocato la propria decisione.
In realtà, l'insorgente non ha apportato nulla di nuovo rispetto alle sue precedenti
dichiarazioni. Il ricorso, su questo punto, si rivela pertanto fondato.
-
Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va quindi parzialmente
accolto, annullando la decisione impugnata nella misura in cui nega al ricorrente
l'assegnazione di adeguate ripetibili. Il Tribunale non può tuttavia
sostituirsi al Consiglio di Stato nella determinazione del quantum delle
ripetibili. Il Governo, anche sotto questo profilo, fruisce infatti di un
esteso potere discrezionale, il cui esercizio può essere censurato da parte di
questo Tribunale unicamente nella misura in cui integri gli estremi di una
violazione del diritto (STA 15 aprile 1998 in re G., pag. 3 e 4). Gli atti
devono essere pertanto retrocessi all'Esecutivo cantonale, affinché provveda a
fissare l'indennità cui ha diritto l'insorgente.
-
Dato
l'esito, le ripetibili relative alla procedura avanti a questo Tribunale sono
compensate con la tassa di giustizia a carico dell'insorgente, parzialmente soccombente
(art. 28 e 31 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 29 Cost; 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS; 100 cpv.
1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 18, 26, 28, 30, 31, 43, 46, 53, 60, 60, 65
PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
è parzialmente accolto.
§. Di
conseguenza la decisione 7 dicembre 1999 (n. 5225) del Consiglio di Stato è
annullata nella misura in cui priva il ricorrente dell'assegnazione di un'adeguata
indennità per ripetibili.
§§. Gli
atti vanno rinviati al Consiglio di Stato affinché proceda a fissare l'importo
delle ripetibili.
-
Non si
prelevano tassa di giustizia né spese. Non si assegnano ripetibili per questa
sede.
-
Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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