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Numero d'incarto:
90.1998.22
Data decisione, Autorità:
29.07.1999, TPT
Incarto n.
90.98.00022
Lugano
29 luglio 1999
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale della
pianificazione del territorio
composto dai giudici:
Efrem Beretta, presidente,
Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca
vicecancelliera
Matea Pessina
statuendo
sul ricorso del 21 gennaio 1998 di
_________ _________ _________, _________
rappr. da: avv. __________
__________, __________ __________,
contro
la
risoluzione __________ dicembre 1997 (n° _) del Consiglio di Stato,
che approva la revisione 1995 del PR di _________ e il PP del nucleo tradizionale di _________ (PP
viste le osservazioni 1°
aprile 1998 del Consiglio di Stato e 29 aprile 1998 del Municipio di
__________;
letti ed esaminati gli
atti;
esperiti i necessari
accertamenti,
r i t e n u t o
in fatto
a. Il _________
____________________è proprietario a __________dei mapp. n° _________,
_________e _________RFD, situati nella frazione di _________. Salvo per gli
edifici ai mapp. n° _________e _________RFD, attribuiti alla zona Nucleo
tradizionale NT, il vecchio PR inseriva la proprietà in zona R6a.
b. Nelle sedute del 1° e
2 aprile 1996 e del 25 luglio 1996 il Consiglio comunale di _________ ha
approvato la revisione del PR e il PP-_________: quest’ultimo prevede
l’attribuzione degli edifici ai mapp. n° _________e _________RFD all’Area di
mantenimento dell’edificazione, definendo la loro parte libera quale Area verde
di contorno. Per il mapp. n° _________RFD e per quello contiguo (mapp. n°
_________RFD) è stata creata un’Area di edificazione speciale, vincolata
all’elaborazione di un piano di quartiere.
c. Avverso tale
ordinamento, ritenuto penalizzante e contrario alla preesistenza e allo
sviluppo storico del nucleo, è insorto davanti al Consiglio di Stato il
_________ _________, postulandone la revisione.
Il Municipio ne ha chiesto
invece l’integrale conferma.
d. Con ris. gov.
__________ dicembre 1997, n° ________, il Consiglio di Stato ha approvato la
revisione del PR e il PP-_______, respingendo il ricorso in parola.
e. Il _________
_________ insorge ora davanti al TPT, riproponendo le censure sollevate in
prima sede e lamentando una violazione del diritto di essere sentito.
f. Nelle loro osservazioni
il Municipio di _________ e il Consiglio di Stato chiedono la reiezione del
gravame.
g. In data 4 giugno 1998
è stato esperito il sopralluogo in contraddittorio, durante il quale le parti
convenivano di sospendere il procedimento per lo studio di una variante.
Allo scritto 14 giugno
1999 del Municipio, che chiedeva la riattivazione della procedura vista
l’assenza di motivi sufficienti per procedere all’elaborazione di una variante,
ha fatto seguito la presa di posizione 8 luglio 1999 del _________ _________.
c o n s i d e r a t o
in diritto
1.1 La competenza di
questo tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG, introdotto con la
Legge concernente l'istituzione del Tribunale della pianificazione del
territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992.
A norma dell’art. 38 LALPT
contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale della
pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.
L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il Comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), i proprietari dei fondi la cui situazione è stata modificata
dalla decisione del Consiglio di Stato (cpv. 4 lett. c).
In concreto, la
legittimazione attiva del _________ _________, già insorto in prima sede, per
gli stessi motivi, giusta l’art. 35 LALPT, è pacifica (art. 38 cpv. 4 lett. b)
LALPT).
Presentato nei termini di
legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.
1.2 Corrisponde a principi
generali del diritto pubblico e in particolare al diritto di essere sentito,
che i motivi della decisione debbano essere noti all’interessato. “S’egli
infatti non conosce i fatti e le norme ritenute decisive dall’autorità
decidente non potrà spesso farsi un quadro dell’effettiva portata della
decisione. Per di più non potrà adeguatamente impugnarla, giacché né lui né
l'autorità ricorsuale avranno gli elementi per controllarne la fondatezza“
(DTF 98 Ia ss, trad. ns.). In linea con questo principio, l’art. 26 LPamm,
applicabile in forza del richiamo dell’art. 38 cpv. LALPT, prescrive di
motivare ogni decisione, esigendo per giunta la forma scritta. Non occorre che
la motivazione si esprima su tutti gli argomenti di fatto o di diritto toccati
dal ricorso. L’autorità può limitarsi ai punti essenziali ai fini del giudizio
(cfr. DTF 112 Ia 110). E’ quanto è avvenuto nel presente caso. Il Consiglio di
Stato ha esposto nelle linee essenziali i motivi per i quali ha respinto il
gravame ed approvato, malgrado le censure ricorsuali, l'impostazione pianificatoria
prevista per la proprietà del ricorrente dal PP-. Ciò è d’altronde
bastato al _________ _________ per presentare un più che circostanziato
ricorso. Per tutti questi motivi la censura risulta quindi priva di fondamento.
- Il comune gode di
autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).
L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv.
3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle
autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i
loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire
il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Il
Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la
soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente
insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni
che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto
federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione
esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con
l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua
autonomia (DTF 116 Ia 226 seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie
in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 e segg.,
in part. 55).
Il TPT non dispone,
contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in
applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una
modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la
violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione
di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa,
l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere,
la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro l’accertamento
inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3
LALPT).
3.1 Giusta l'art. 22quater
cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire dei piani
d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una
razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT.
Secondo quest'ultima legge
la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto PR
- viene adottato, secondo le indicazioni del PD (art. 6 segg., 26 cpv. 2 LPT),
sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv. 1 2a frase, 2
cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica
(art. 33 seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina
l'uso ammissibile del suolo (art. 14 segg. LPT): rende vincolante verso i
privati detto ordinamento oltre che il contenuto del PD (art. 21 cpv. 1 LPT).
3.2 Nel diritto ticinese
il comune gode di un’ampia autonomia nella pianificazione del suo territorio.
Questa avviene essenzialmente attraverso il PR (art. 24 seg. LALPT). Ai sensi dell’art.
26 LALPT, il PR si compone di un rapporto di pianificazione, di
rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un programma di
realizzazione. Le rappresentazioni grafiche comprendono (art. 28 LALPT) i piani
del paesaggio, delle zone, del traffico, delle attrezzature e costruzioni di
interesse pubblico e il piano indicativo dei servizi pubblici. In particolare
esse fissano i fondi la cui utilizzazione è subordinata a un piano
particolareggiato, a un piano di quartiere o ad un'operazione di ricomposizione
particellare (art. 28 cpv. 2 lett. c).
Il piano particolareggiato
organizza e disciplina nel dettaglio l'uso ammissibile di una parte esattamente
delimitata del territorio comunale, quando particolari obbiettivi di promozione
urbanistica o socio-economica lo giustificano oppure interessi inerenti alla
protezione naturalistica o ambientale, di monumenti, nuclei o centri storici lo
richiedono. Esso deve essere previsto nell'ambito di un piano regolatore
comunale (art. 54 LALPT).
Con ciò il legislatore
cantonale ha confermato la competenza del comune a regolamentare la materia. La
base legale del querelato PP non è revocabile in dubbio.
4.1 Assodata la
sussistenza di una sufficiente base legale, in concreto rimane quindi da
esaminare se l’assetto previsto dal PP-_________ per la proprietà del
ricorrente è sorretto da un eminente interesse pubblico, e in caso di risposta
affermativa, se la restrizione della proprietà è proporzionata al fine
perseguito. Infatti, per prassi costante del Tribunale federale una restrizione
di diritto pubblico della proprietà è compatibile con la garanzia della
proprietà sancita dall'art. 22ter Cost. solo se si fonda su di una base legale
(che deve essere chiara ed esplicita quando la limitazione è particolarmente
grave, DTF 114 Ia 117 consid. 3), è giustificata da un interesse pubblico
preponderante, rispetta il principio della proporzionalità, non viola la
garanzia della proprietà quale istituto e dà luogo a piena indennità ove
equivalga ad una espropriazione (DTF 10 febbraio 1992 in re Micheli, consid.
5b; DTF 115 Ia 29 consid. 4, 114 Ia 249 consid. 5a, 114 Ia 337 consid. 2, 113 Ia
364 consid. 2). A tale proposito va sottolineato che in linea generale è
pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione
significativa che compete al potere pubblico promuovere nell’esercizio delle
sue funzioni. V’è interesse pubblico a un provvedimento di pianificazione del
territorio quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante,
chiaramente avvertito dalla collettività (G. Müller, Commentaire del la Cost. féd.,
art. 22ter n. 34). Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi
pubblici e privati in giuoco.
Nella fattispecie il
problema della violazione della garanzia della proprietà quale istituto non si
pone. I problemi espropriativi esulano invece da questa procedura.
4.2 Per valutare la
sussistenza di un sufficiente interesse pubblico occorre premettere che dal
profilo territoriale il Comune di _________ può essere considerato parte integrante
dall'agglomerato di __________; lo caratterizzano la natura spiccatamente
cittadina degli insediamenti e della rete degli spazi pubblici. Poiché, salvo
per l'area boschiva sulla collina di Praccio, il territorio comunale risulta
interamente edificato e poiché i dati statistici attestano una situazione di
saturazione delle possibilità insediative (cfr. Rapporto di pianificazione p.
14 e allegati 1-5), il PR all'esame prevede fra gli obiettivi principali della
revisione una densificazione delle zone edificabili, che tenga conto della
caratterizzazione dei diversi quartieri a seconda delle loro specifiche qualità
urbanistiche (cfr. Rapporto di pianificazione, p. 21). La revisione ha poi
identificato quei punti del territorio comunale, rispettivamente quegli
elementi del tessuto edificato, che necessitano di una progettazione
urbanistica particolareggiata o delle regolamentazioni speciali ai fini di una
riqualifica del paesaggio urbano. Fra questi il nucleo di _________ e quello di
__________ __________, ritenuti i luoghi della memoria storica dell’antico
paese di _________ (cfr. Rapporto di pianificazione, p. 21).
4.3 A differenza del
quartiere di __________ Lucia, dove l’antico nucleo è stato profondamente
alterato dagli sventramenti avvenuti nel corso dei decenni e per il quale il PR
prevede una radicale ristrutturazione urbanistica, il nucleo tradizionale di
, sebbene immerso in un contesto spiccatamente cittadino, ha
conservato buona parte delle caratteristiche spaziali e del tessuto edilizio
tradizionale. Gli obiettivi perseguiti con il PP- consistono quindi
nella ricomposizione spaziale e architettonica del nucleo mediante possibilità
di ristrutturazioni e di nuove costruzioni, che integrino il tessuto edificato
originario e ricompongano le alterazioni risalenti agli anni ‘50 e ‘60; nella
sua valorizzazione quale polo di quartiere con contenuti relazionati al
carattere residenziale della zona; nella definizione di una cornice non
edificata d’immediato contorno, costituita da giardini privati e aree verdi
d’interesse pubblico; nella pedonalizzazione di __________ __________ e nella
ricucitura della rete di percorsi pedonali che vi fanno capo: “In sostanza
si tratta di gestire le trasformazioni dell’esistente e le sostituzioni degli interventi
alteranti, allo scopo di ricucire un tessuto che ripresenti una sua unitarietà
di scala e d’immagine senza voler ad ogni costo ricuperare uno stato antico non
più proponibile” (cfr. Rapporto di pianificazione PP-_________, p. 2).
4.4 La proprietà del
ricorrente è posta nel settore nord/est del PP: sui mappali n° _________e
_________RFD sorgono due edifici contigui, che delimitano il fronte est di
__________ __________. Verso valle, sulla parte libera delle due particelle e
sul mapp. n° _________RFD, è situato il giardino delle abitazioni, che si
estende per una profondità compresa fra ca. ml 16.00 e ml 32.00 fino alla
Gradinata __________ __________, oltre la quale prende inizio la zona R16 del
Comune.
La proprietà, costituita
originariamente da un’unica particella, fu acquistata nel 1949 e frazionata nel
1988. Salvo per la demolizione dei rustici che sorgevano sul mapp. n°
_________RFD e la ristrutturazione degli edifici principali eseguita nel 1959,
essa ha mantenuto fino ad oggi il suo assetto originario: sulla scorta dei
documenti acquisiti agli atti si evince infatti che almeno dal 1843 fino al
1922 un giardino italiano del settecento era situato davanti alla sede delle
__________ __________ __________ di __________ ivi residenti dal 1898. Nell’ambito
dei lavori di ristrutturazione il muro di cinta che costeggia la Gradinata
__________ __________ e il portale verso __________ sono stati mantenuti.
4.5 Il PP-_________
prevede ora l’attribuzione degli edifici ai mapp. n° _________e RFD
all’Area di mantenimento dell’edificazione, dove sono ammesse unicamente la riattazione,
la ristrutturazione, la trasformazione degli edifici, nonché piccoli
ampliamenti e sopraelevazioni intesi a completare planimetricamente e volumetricamente
la continuità del tessuto edificato esistente (art. 6 cpv. 1 e 2 NAPP). La
parte libera delle due particelle viene definita quale Area verde di contorno,
dov’è vietata l’edificazione di nuove costruzioni e di accessori (art. 10
NAPP). Per compensare tale vincolo, nell’area che costeggia la scalinata San
Carlo - definita inizialmente quale Area di raccordo alle zone edificabili
limitrofe (cfr. Rapporto di pianificazione PP-, p. 3, e decisione
impugnata, p. 23) - viene infine contemplata la possibilità di inserire nuovi
volumi costruiti, staccati dal tessuto del nucleo. A tal scopo è stata emanata
un’Area di edificazione speciale, comprendente anche il mapp. n° _________RFD
che dal confine con il mapp. n° _________RFD digrada verso la scalinata. Giusta
l’art. 9 NAPP in quest’area l’edificazione è subordinata alla presentazione di
un piano di quartiere da elaborare sulla base dei seguenti parametri:
- a) indice
di sfruttamento massimo: 1.2;
b) indice
di occupazione massimo: 35%;
c) altezza
massima delle costruzioni:
d) distanza
minima dai confini:
verso i confini esterni: m. 5.50
- Le nuove costruzioni
devono sorgere come volumi distinti dal tessuto edificato esistente del nucleo;
in particolare deve essere rispettato il rapporto spaziale esistente fra gli
edifici ai mappali n° _________e _________e il loro giardino; verso la
Gradinata __________ __________ è ammessa la costruzione a confine.
4.6 Secondo il ricorrente
un’edificazione in questi termini renderebbe praticamente impossibile la
lettura, sia dal versante nord che dalla parte a valle (lato est) del comparto
edificato, di quel che ancora rimane del vecchio nucleo tradizionale di
_________, e ciò in contrasto con gli scopi di salvaguardia perseguiti con il
PP: “Osservando il primo piano catastale redatto dal geometra __________.
__________ nel 1861 risulta evidente che il giardino prospiciente gli stabili
ora di proprietà della famiglia _________ è un elemento importante sia rispetto
al nucleo sia di per sé (...). L’asse principale di questo antico giardino
quello orientato verso il paesaggio della valle del __________ corrisponde
all’attuale asse della particella n° __________. L’attuale particella n°
_________era edificata con dei rustici legati al tessuto edificato del nucleo
di _________ (...). Il nuovo PR contraddicendo la preesistenza impedisce
l’edificazione sulla part. n° _________imponendo di fatto di concentrare
l’eventuale nuova edificazione su di un luogo che storicamente era giardino
(...). Un altro elemento caratterizzante la morfologia del nucleo è
l’allineamento di tutti i volumi sul fronte nord, elemento ancora oggi
chiaramente leggibile e non contraddetto da tutte le altre disposizioni del
nuovo PR. Solo il nuovo art. 8a (recte: 10 NAPP) che impone una fascia
di rispetto in particolare sul fronte est degli edifici alla particella n°
_________mette in crisi il valore dell’allineamento menzionato lasciando un
varco tra esistente e nuovo talmente ridotto da essere insignificante. Meglio
sarebbe poter addossare la nuova edificazione all’edificio a nord della
parcella n° _________così da liberare ulteriormente il giardino e inoltre
coerentemente continuare l’allineamento del nucleo sul fronte nord” (cfr.
Considerazioni dell’arch. __________ __________, settembre 1996, prodotte dal
ricorrente in prima sede).
Di tutt’altro avviso il
Municipio, il quale osserva come l’ordinamento previsto dal PP non imponga
l’edificazione del mapp. n° _________RFD, ma lasci al proprietario la libertà
di proporre soluzioni architettoniche consone alla protezione del nucleo.
Inoltre le argomentazioni storiche del ricorrente non potrebbero venir
condivise perché l’assetto pianificatorio contemplato dal PR precedente
prevedeva per quanto attiene i terreni in discussione la destinazione R6a. Con
il PR il Comune avrebbe quindi inteso garantire ancora una notevole quantità
edificatoria per i mapp. n° _________e _________RFD nel rispetto del nucleo
esistente.
4.7 Alla luce di quanto
finora addotto si deve convenire che alla base della vertenza si scontrano due
letture completamente opposte del tessuto del nucleo di _________ e dei
provvedimenti atti a salvaguardarlo: da un lato quella del ricorrente che,
partendo da un’analisi morfologica e storica del nucleo, vorrebbe veder
privilegiato l’aspetto inerente al recupero integrale e alla valorizzazione
dell’area su cui sorge il suo giardino, ritenuto un elemento architettonico e
urbanistico importante sia di per sé che in relazione al nucleo. Dall’altro il
Comune che attraverso un’analisi più estesa del comparto ritiene preponderante
l’interesse a delimitare verso nord/est la parte costruita del nucleo, tramite
la definizione di una fascia inedificata d’immediato contorno, e a garantire un
raccordo corretto tra il nucleo e la circostante zona R16 tramite l’inserimento
di un nuovo tassello edificato sull’ampio spazio libero costituito dai mapp. n°
_________e _________RFD. In questa impostazione il giardino della proprietà
_________ non viene considerato quale elemento di pregio, caratterizzante la
morfologia del nucleo. Anzi nell’assetto finale preconizzato dal PP lo spazio
occupato dal giardino viene ridotto ad una fascia verde di stacco fra il lato
est del nucleo e il comparto di nuova edificazione. La realizzazione di tale
assetto viene demandata ai privati, i quali sono chiamati a garantire sui mapp.
n° _________e _________RFD il soddisfacimento dal profilo costruttivo delle
esigenze di riferimento al tessuto edificato del nucleo tramite l’elaborazione
di un piano di quartiere.
Dello stesso avviso il
Governo, secondo cui l’interesse pubblico al provvedimento andrebbe ricercato “(...)
nella volontà di mantenere un distacco tra il tessuto edificato del nucleo e le
nuove costruzioni ammesse sui fondi n° _________e __________. Questo distacco è
finalizzato al rispetto del rapporto spaziale fra gli edifici sui mappali n°
_________e _________(che definiscono il fronte sud-est del nucleo) e il loro
giardino in modo tale da mantenere attorno al nucleo tradizionale un’area
aperta continua (area verde di contorno)” (cfr. decisione impugnata, p.
23).
4.8 In base a quanto
sinora esposto non si può non rilevare nell’impostazione scelta dal Comune una
certa discrepanza fra gli obiettivi generali perseguiti con il PP e la loro
espressione concreta. Anzitutto se da un lato si vorrebbe offrire una soluzione
dinamica, che non cerchi ad ogni costo di ricuperare uno stato antico non
più proponibile (cfr. Rapporto di pianificazione PP-_________, p. 2),
dall’altro proprio la soluzione prevista col PP risulta la più artefatta, nella
misura in cui tende a evocare un’immagine idealizzata del nucleo di _________,
cancellando ciò che invece è ancora autentico. In tal senso, come giustamente
rileva l’arch. __________, gli elementi che caratterizzano ancora oggi la
morfologia del nucleo sono l’allineamento delle costruzioni a nord e
l’orientamento verso valle tramite l’apertura costituita dal giardino del
_________ _________. Non va infatti dimenticato che fino agli anni ‘50
l’abitato era privo di piazza e quindi di un centro. Orbene con la soluzione
proposta dal PP la funzione di __________ __________, piazza ricavata nel 1951
dall’abbattimento di alcune costruzioni, verrebbe esaltata secondo un modello
che sembrerebbe rifarsi ai vecchi nuclei tradizionali ticinesi, raccolti
intorno alla piazza e alla chiesa. L’orientamento del nucleo di _________
verrebbe così stravolto e la rilevanza urbanistica del vuoto costituito dal
giardino ignorata da un’edificazione a valle secondo il piano di quartiere. In
questa impostazione alla fascia verde di contorno perverrebbe la funzione di
completare il nuovo assetto previsto per il nucleo, delimitandolo verso nord e
verso est ma ignorandone la preesistenza e lo sviluppo. Il tassello formato dal
giardino del _________ _________ verrebbe sacrificato a favore del nuovo ordine
e la forte cesura formata dalla Scalinata __________ __________, la quale
introduce il visitatore proveniente da Via __________ nell’atmosfera del
nucleo, relativizzata da un’edificazione a monte.
4.9 Come anticipato, la
scelta del Comune è giustamente motivata anche dalla volontà di garantire verso
nord/est il raccordo tra il nucleo e la circostante zona R16 tramite una
corretta gestione dell’ampio spazio libero costituito dai mapp. n° _________e
_________RFD. Tale compito è demandato ai proprietari dei due fondi i quali
dovranno elaborare un piano di quartiere, che rispetti fra l’altro il
rapporto spaziale esistente fra gli edifici ai mappali n° _________e _________e
il loro giardino. A questo proposito giova ricordare che l'obbligo di
edificare in base a un piano di quartiere costituisce un vincolo gravoso per i
fondi che vi sono assoggettati: esso costringe infatti i proprietari da un lato
a riunire i loro fondi ed a proporre un progetto unitario, che si qualifichi
dal profilo architettonico e urbanistico e che faccia se del caso astrazione
dai rapporti di proprietà, "rimodellando" l'area, e dall'altro a
rendersi promotori dell'intera operazione. Orbene nel caso concreto la
disciplina prevista all’art. 9 NAPP risulta fortemente censurabile dal profilo
della proporzionalità: anzitutto perché il vincolo colpisce due particelle che
si rapportano in modo molto diverso rispetto al nucleo: da un lato il giardino
pianeggiante del _________ _________, che ne rappresenta un elemento
importante, e dall’altro il fondo al mapp. n° _________RFD, situato ad una
quota inferiore, che costituisce a non averne dubbio una vera e propria area di
raccordo con la limitrofa zona R16. Ma soprattutto perché gli interessi dei
proprietari circa la realizzazione del piano potrebbero divergere in modo
sostanziale.
Per tutti questi motivi
l’assetto previsto dal Comune per i mapp. n° __________, __________, _________e
_________RFD non appare idoneo al raggiungimento dello scopo di salvaguardia
del nucleo di _________ perseguito con il PP. Gli atti vanno rinviati al Comune
affinché riesamini la situazione del settore, vagliando attentamente anche la
variante abbozzata in sede di sopralluogo, che prevedeva per la proprietà
_________ il ripristino della situazione originaria tramite il mantenimento
integrale del giardino e la concentrazione dell’edificazione sul mapp. n°
_________RFD.
Le spese, le tasse di
giudizio nonché le ripetibili seguono la soccombenza.
Poiché il Comune è
intervenuto non a difesa di interessi patrimoniali ma nell'esercizio delle sue
funzioni pubbliche va esente da spese e tassa di giudizio.
Per questi motivi,
visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,
dichiara e pronuncia
- Il ricorso è accolto.
§ La
decisione impugnata viene annullata e gli atti rinviati al Comune affinché
proceda ai sensi dei considerandi.
-
Il Comune di _________
rifonderà al ricorrente fr. 1’000.-- (mille) a titolo di ripetibili.
-
Intimazione: -
avv. __________ __________, ____________________;
Municipio di _________;
_________ _________, _________;
Sezione pianificazione urbanistica,
Bellinzona.
Tribunale della pianificazione del territorio
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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