AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
90.1999.68
Data decisione, Autorità:
14.12.2001, TPT
Incarto n.
90.1999.00068
Lugano
14 dicembre
2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale della pianificazione del territorio
composto dai giudici:
Efrem Beretta,
presidente,
Lorenzo Anastasi, Stefano Bernasconi (in sostituzione di Raffaello Balerna,
astenuto)
Il segretario
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 12 luglio 1999 di
-
__________ __________, __________,
-
__________ __________, __________,
-
__________ __________, __________,
-
__________ __________, __________,
-
__________ __________, __________,
1.,2.,3.,4.,5.
avv. __________. __________, __________ __________,
6. avv. __________ __________,
__________,
contro
la decisione 10.3.1999 del Gran Consiglio che
approva il Piano generale per la realizzazione della galleria __________ -
__________ con i collegamenti allo svincolo autostradale __________ di
__________ __________ e raccordi alla rete stradale locale nel piano del
__________ in zona prati di __________ - _________ nell’ambito del piano dei
trasporti del __________ (_________).
visto le osservazioni 20.9.1999 della Repubblica e
Cantone del Ticino, Dipartimento del territorio - Servizi generali
letti ed esaminati gli atti,
esperiti i necessari accertamenti;
ritenuto in fatto
a. Allo scopo di individuare i problemi di mobilità della regione
del __________ e ristabilire "un equilibrio tra lo sviluppo insediativo
del territorio e la disponibilità di adeguate infrastrutture di trasporto"
(cfr. Obiettivi del Piano regionale dei trasporti, CIT, 1989), il 20 settembre
1988 tra 84 Comuni e lo Stato del Cantone Ticino è stata stipulata una
convenzione per istituire la Commissione intercomunale dei trasporti del
__________ (CIT), incaricata dell'allestimento di un Piano regionale dei
trasporti del __________ (_________).
Il
contenuto tecnico del Piano, elaborato sul principio della multimodalità e
sull'integrazione dei sistemi di trasporto, è stato approvato dalla CIT il 10
dicembre 1993, dopo la messa in consultazione delle proposte in tre occasioni
presso i Comuni, le Regioni del comprensorio, nonché presso enti e associazioni
interessati e la popolazione in generale. Gli indirizzi principali del Piano
possono essere così riassunti:
° nel
settore della viabilità: riconferma della rete stradale e autostradale
esistente e realizzazione, quali principali nuovi elementi, di un anello
tangenziale al polo di __________ (detto "__________" per la sua
forma aperta), di una circonvallazione di __________ e __________ con
prolungamento fino a __________, della sistemazione dell'asse __________ -
__________ __________ con una nuova dogana al __________ e costruzione di una
galleria di attraversamento di __________ __________. In particolare l'anello
tangenziale al polo avrebbe circoscritto l'agglomerato di __________ fra gli
snodi autostradali di __________ sud e di __________ nord per poi passare con
una galleria nella Valle del __________ e collegarsi tramite un'altra galleria
alla strada che porta al valico doganale di __________;
° nel
settore dei trasporti pubblici: rafforzamento del trasporto ferroviario
(_________ e _________), sia per le lunghe distanze sia per gli spostamenti nel
Cantone e nella regione, e riorganizzazione dei servizi, in collaborazione con
le autolinee, nella regione __________ e nell'area urbana; scelta della
stazione di __________ quale piattaforma di interscambio principale del
servizio pubblico urbano, regionale e cantonale; potenziamento e
modernizzazione dell'infrastruttura della _________ con creazione di una nuova
stazione sotterranea a __________ e prolungamento del tracciato verso
__________ e verso il __________ in __________; eventuale realizzazione di una
seconda funicolare dalla città a __________ e pianificazione di altri
collegamenti meccanizzati per raggiungere l'Ospedale e il centro studi di
__________;
° per
favorire l'intermodalità: realizzazione di una serie di nodi di interscambio
alle stazioni ferroviarie delle _________ e della _________ e di cinque grossi
posteggi posti in periferia attorno __________, collegati alla città da linee
di trasporto pubblico.
Da notare
che durante la sua elaborazione il _________ è stato sottoposto ad una verifica
di giustificazione ambientale complessiva, riferita alla sua realizzazione
completa (orizzonte temporale ca. 30 anni), che ha confermato l'effetto
globalmente positivo sull'ambiente del Piano (Giustificazione ambientale del
_________).
b. I contenuti del Piano sono stati ripresi nel PD cantonale:
il Consiglio di Stato con decisione 31 maggio 1994 ha adottato la scheda di
coordinamento n° __________concernente il _________, accompagnata da cinque
schede settoriali (1: Piano speciale per il Basso __________; 2: Infrastrutture
per i trasporti individuali su gomma; 3: Nodi intermodali, stazionamento e
misure urbanistiche; 4: I trasporti pubblici; 5: Piani del traffico comunali).
Secondo la scheda __________, i principi operativi del _________ sono:
° migliorare
nella Regione le condizioni di mobilità e dell'assetto territoriale nel
rispetto degli obiettivi generali del PD e dei contenuti del Piano di
risanamento dell'aria;
° incrementare
il riparto modale fra trasporto pubblico e trasporto privato a favore del
trasporto pubblico;
° migliorare
le condizioni di viabilità delle vie del centro dell'agglomerato urbano di
__________ e delle arterie ad esso affluenti;
° consentire
un'efficace mobilità sull'asse stradale principale del basso __________ e ai
suoi accessi doganali;
° agevolare
le condizioni di accessibilità verso e nelle regioni periferiche;
° porre
le basi per un'ordinata ristrutturazione urbanistica;
° ridurre
l'impatto ambientale del traffico privato in generale e nei Comuni
dell'agglomerato urbano di __________ in particolare;
° garantire
il coordinamento con il processo pianificatorio in corso per __________.
Da rilevare che, a seguito del progresso della pianificazione e
della progettazione dei diversi oggetti, le schede hanno subito un primo
aggiornamento, svoltosi in due fasi (19 dicembre 1997 e 25 novembre 1998).
c. Dopo il primo consolidamento pianificatorio del _________ nel PD
e lo stanziamento di un credito di progettazione per le opere e gli interventi
prioritari da parte del Gran Consiglio (21 giugno 1994), i lavori sono continuati
sostanzialmente in due direzioni: nell'allestimento di studi relativi
all'inserimento urbanistico del _________ nel contesto regionale e nella
progettazione delle opere prioritarie.
Per
quanto concerne gli studi di approfondimento urbanistico, con il Concetto di
Organizzazione territoriale dell'Agglomerato __________ (COTAL), il cui
Rapporto finale di prima fase è stato presentato nel febbraio 1996, è stato
esaminato l'aspetto dell'organizzazione territoriale e della gestione dello
sviluppo dell'agglomerato __________ con lo scopo di inserire il _________ in
un disegno urbanistico regionale. Va sottolineato che con il COTAL,
l'agglomerato urbano - inteso come l'area densamente insediata attorno a
__________, comprendente anche le zone di sviluppo del Piano del __________,
del Pian , dei __________ di __________ e del __________ __________
__________ - viene considerato per la prima volta nel suo insieme, oltre le
divisioni comunali, e le funzioni specifiche delle singole parti di territorio sono
messe in relazione tra loro per comporre il quadro di un'unica città,
efficiente e dinamica, denominata " __________ ".
Nel
luglio del 1998 è stato posto in consultazione il Piano dei trasporti
dell'agglomerato del __________ (PTA), che va considerato come
uno studio d'approfondimento del COTAL e contemporaneamente come un piano di
applicazione del : esso persegue lo scopo di precisare le componenti
del sistema dei trasporti per l'agglomerato di __________ con particolare
attenzione agli aspetti urbanistici ed ambientali ed alle misure
fiancheggiatrici e di moderazione del traffico. Lo studio comprende in sostanza
una definizione approfondita del modello urbanistico di riferimento elaborato
dal COTAL ("___________ "); la definizione degli obiettivi
ambientali e trasportistici segnatamente per quanto riguarda la viabilità, i
posteggi, i trasporti pubblici, il traffico pedonale e ciclistico e gli
indirizzi per il loro raggiungimento; l'individuazione delle aree e dei nodi
problematici e delle priorità di intervento; ed infine gli indirizzi e le
misure da attuare per il raggiungimento dei citati obiettivi.
Piano
generale della __________ __________ -__________
d. In base ai gradi di priorità stabiliti dal PD circa la realizzazione
delle infrastrutture per i trasporti individuali su gomma (cfr. scheda
settoriale ), la progettazione della __________ __________
- - intesa come uno dei principali segmenti del tracciato
dell'"__________", che dovrà raccordare i più importanti nodi
intermodali previsti dal progetto di mobilità allestito dal PTA in applicazione
di quanto già delineato dal _________ - è stata avviata nel maggio del 1995 con
la consegna degli incarti dei cinque gruppi interdisciplinari partecipanti al
concorso indetto dal Cantone. L'allestimento del piano generale (PG) è avvenuto
fra il luglio 1997 e il gennaio 1998. Il progetto proposto con il PG è
suddiviso in tre comparti:
° il
comparto __________ con la ristrutturazione dello svincolo di __________
nord assicura il raccordo alla __________,
° il
comparto galleria comprende la galleria propriamente detta da portale a
portale, le installazione tecniche ed elettromeccaniche di sicurezza, di
ventilazione e di espulsione (camino di ventilazione) e di segnaletica,
° il
comparto __________ con le opere di 1a fase ed i raccordi alla rete
viaria locale, il posteggio d'interscambio e i collegamenti con il trasporto
pubblico.
e. Nell'ambito dell'allestimento del PG è stata inoltre considerata
la necessità di garantire il collegamento con la futura galleria
"__________ -__________ ", che completerà la tangenziale
"", e di non precludere le esigenze di un riordino
urbanistico della fascia nord dell'agglomerato cittadino, oggetto di uno studio
particolare intercomunale, denominato Piano d'indirizzo urbanistico per il
comparto di __________ (). Da notare che l'opportunità di conferire
all'intero complesso dell'intermodale di __________ una particolare valenza
formativa del quartiere era stata rilevata nel quadro del PTA. La scheda n°
__________del PD demanda quindi al __________ il compito di definire l'assetto
viario definitivo del comparto di __________, con particolare riguardo al
previsto asse di penetrazione all'agglomerato urbano e al posizionamento della
struttura di __________; di formulare precise indicazioni circa l'attribuzione
alle singole componenti territoriali delle destinazioni d'uso specifiche, con
particolare riguardo alle zone di interesse pubblico e più in generale al
disegno degli spazi aperti; ed infine di enunciare precisi indirizzi per una
corretta composizione urbanistica, in particolare per quanto concerne la
viabilità secondaria e il suo aggancio alla viabilità principale. La prima
consultazione dei comuni in merito al __________ e alle due varianti da esso
contemplate è avvenuta il ____________________ 1998.
Nel frattempo questo settore è stato rivisto dal 2° aggiornamento della scheda
__________e dall’adozione della nuova scheda __________.
f. A sommi capi l'iter procedurale e progettuale seguito sino ad
oggi dal PG __________ __________ -__________ e sfociato con la presentazione
dei ricorsi che qui ci occupano, può venir riassunto come segue:
° l'8
luglio 1997 l'UFAFP preavvisa favorevolmente il rapporto preliminare d'impatto
ambientale e il capitolato d'oneri per gli esami di competenza federale (EIA n°
__________);
° dal
23 gennaio al 23 febbraio 1998 gli atti (piani di progetto, relazione tecnica,
indagine d'impatto ambientale preliminare e capitolato d'oneri, esame d'impatto
ambientale di 1a fase, giustificazione ambientale del _________) vengono
depositati per le osservazioni presso le cancellerie comunali;
° durante
il mese di marzo e giugno 1998: valutazione delle osservazioni e prima
ottimizzazione del progetto (progetto giugno 1998);
° il
19 giugno 1998 gli atti completi del PG (compreso l'EIA di 1a fase e la
giustificazione ambientale del _________ aggiornata) vengono trasmessi
all'USTRA e all'UFAFP, che li preavvisa favorevolmente il 9 ottobre 1998 (EIA
n° __________ -__________);
° nel
mese di ottobre 1998 il progetto viene ottimizzato per la seconda volta con
riguardo al comparto __________;
° il
27 ottobre 1998 la CIT approva il progetto ottimizzato; gli atti vengono aggiornati
con modifica della parte grafica e con l'allestimento dei rapporti aggiuntivi
alla relazione tecnica ed all'EIA di 1a fase (in particolare: perizia
__________);
° il
22 dicembre 1998 viene licenziato il Messaggio n° del Consiglio di
Stato per l'approvazione del PG della __________ __________ -
(__________) nell'ambito del _________;
° il
10 marzo 1999 il Gran Consiglio adotta il Decreto legislativo concernente
l'approvazione del PG della __________ __________ -__________ e relativi
raccordi alla rete viaria locale (__________) nell'ambito del _________;
° il
PG della __________ __________ -__________ viene pubblicato dal
____________________ al __________ __________ 1999 con facoltà di ricorso al
TPT. Da notare che, sebbene dal profilo procedurale solo le opere relative ai
comparti "" e "" siano rette, su rinvio
dell'art. 13 Lstr., dagli art.li 46 ss. LALPT, per completezza d'informazione
anche le opere del comparto "__________", che sottostanno alla Legge
federale sulle strade nazionali, sono state indicate nel PG.
g. I ricorrenti citati in ingresso sono proprietari di una serie di
particelle sulla piana di __________, in territorio giurisdizionale del Comune
di , sulle quali sorgono diversi fabbricati ospitanti attività di
varia natura, commerciali, artigianali, di deposito, nonché uno stabile di
appartamenti.
Il PG prevede che l’asse di penetrazione del traffico proveniente dal portale
orientale della galleria __________ - e diretto al centro città,
attraversi i fondi in questione.
Contro questa disposizione i ricorrenti insorgono in questa sede invocando
motivi di ordine pianificatorio, ambientali e inerenti alla garanzia della
proprietà e chiedendo che, accolto il loro ricorso, i progetti del Piano
generale siano ritornati al Dipartimento del Territorio, con l’invito a volerli
completare e modificare, sulla base delle considerazioni espresse nel gravame.
Tasse, spese e ripetibili protestate.
f. Il Dipartimento del Territorio, rappresentato dai Servizi generali,
respinge nella risposta del 20.9.1999 le censure ricorsuali e chiede il rigetto
del gravame.
h. Nell’udienza del 13 ottobre 1999 le parti si sono riconfermate nelle
rispettive allegazioni e domande.
in diritto
- Competenza,
legittimazione ricorsale
La
competenza del TPT è data dai combinati disposti degli art. 13 LStr e 49 cpv. 1
LALPT.
Il primo
dichiara applicabile ai piani generali delle strade (PG) la procedura prevista
dalla LALPT per i piani di utilizzazione cantonali (PUC); il secondo dà ricorso
al TPT contro la decisione del Gran Consiglio che approva il PUC, e quindi il
PG.
Per il
rimando dell’art. 13 LStr la legittimazione attiva dei ricorrenti, toccati nei
loro interessi di proprietari dal provvedimento impugnato, trova fondamento
nell’art. 49 cpv. 3 lett. c LALPT.
Interposto
nei termini di legge e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.
- Potere
cognitivo del TPT
Giusta
l’art. 49 cpv. 2 LALPT il ricorso al TPT è dato non solo contro la violazione
del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e
l’accertamento inesatto o incompleto di fatti rilevanti ma pure contro
l’inadeguatezza del provvedimento pianificatorio.
Al TPT
compete dunque, per il rimando dell’art. 13 LStr, pure il sindacato
dell’opportunità.
Questo
pieno potere di cognizione, eccedente la latitudine di giudizio che compete di
norma al giudice amministrativo, va esercitato con discrezione e misura. Il
ritegno s’impone segnatamente dovendosi dirimere questioni con forte valenza
tecnica o connotazione locale, dove le conoscenze degli specialisti,
rispettivamente delle autorità del posto costituiscono spesso un’insostituibile
base.
Né va
perso di vista che l’autorità decidente, in caso il legislativo cantonale,
assume con la sua decisione una responsabilità politica che il tribunale non ha
né può avere.
Se ora
poniamo mente al peso che le questioni tecniche hanno nella presente vertenza
ed alla pregnanza politica delle scelte pianificatorie fatte da Governo e
Parlamento, il riserbo è d’obbligo.
Il TPT
esaminerà con attento spirito critico gli aspetti controversi del piano
generale, ma è solo se vi scoprirà vizi rilevanti, inconciliabili col precetto
dell’adeguatezza, che lo annullerà e rinvierà all’autorità di adozione.
- Piano
generale - progetto definitivo
I Piani
generali, secondo l’art. 11 LStr, “concretano gli indirizzi della
pianificazione cantonale dei trasporti.” Essi “indicano in particolare: il
tracciato delle strade, con le opere principali, comprese quelle di protezione
esterna, gli allacciamenti e, se del caso, gli accessi ai fondi; le linee di
arretramento o di allineamento delle costruzioni; le attrezzature d’importanza
cantonale o regionale destinate al traffico veicolare, quali posteggi, aree di
servizio, centro di manutenzione e di polizia, posti doganali e centri per il
traffico pesante.”
I Progetti
definitivi, giusta l’art. 19 LStr, “precisano i particolari tecnici
dell’opera, quali l’ assetto, lo sviluppo planimetrico e altimetrico, gli
impianti accessori e la protezione esterna; essi indicano inoltre le linee di
arretramento o di allineamento.”
Mentre a
norma dell’art. 13 LStr i PG seguono la procedura prevista per i piani di
utilizzazione cantonali (PUC), l’art. 22 LStr, dispone che “per la procedura di
approvazione dei progetti definitivi e di espropriazione è applicabile la legge
di espropriazione.”
Con
l’avvertenza, fondamentale, che “non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi
con l’ approvazione dei piani generali, e in particolare sul principio
dell’espropriazione” (art. 22 cpv. 2 LStr). Il Tribunale di espropriazione
decide in via definitiva le domande intese ad ottenere modifiche dei progetti
definitivi ed approva gli stessi, al più tardi contestualmente alla decisione
di immissione in possesso (art. 22 cpv. 3 LStr).
Risulta
da questa ripartizione funzionale e procedurale il ruolo chiaramente
preponderante del PG nella definizione dell’opera e nella decisione di realizzarla.
Nella
seconda fase possono essere oggetto di contestazione, da dirimersi dal
Tribunale espropriativo solo modifiche del progetto definitivo e non se ciò
comporti modifiche del PG.
Poiché
dunque la pubblica utilità, il principio dell’espropriazione, sono stabiliti
con il PG e non possono essere sindacati nella procedura successiva (progetto
definitivo), è di importanza fondamentale che tutti gli accertamenti decisivi,
determinanti per la valutazione dell’opera, della sua giustificazione, della sua
compatibilità con le esigenze ambientali siano assunti in questa prima fase.
Si pone
in questo contesto il tema dell’esame dell’impatto ambientale.
(cfr. ca.
l’ammisibilità di procedure successive di autorizzazione, “nachlaufende Bewilligungsverfahren”:
DTF 22.12.1998, in re Métrailler consid. 8 d/aa; 124 II 146 consid. 2c/aa, 293 consid.
19b p. 335; 121 II 378 consid. 6b).
- Esame
d’impatto ambientale - EIA
4.1 Base
legale
“Prima di
decidere della pianificazione, costruzione o trasformazione di impianti che
possono gravare notevolmente l’ambiente, l’autorità ne esamina il più presto
possibile la compatibilità con le esigenze ecologiche; il Consiglio federale
designa questi impianti.” Così, testualmente, l’art. 9 LPAmb.
Il
Consiglio federale ha dato seguito al mandato emanando l’Ordinanza concernente
l’esame dell’impatto sull’ambiente (OEIA), il cui articolo primo statuisce che
i progetti per gli impianti figuranti nell’allegato dell’ordinanza sono
sottoposti all’esame dell’impatto sull’ambiente di cui al citato art. 9 LPAmb.
Sotto il
capitolo 1, Trasporti, il N. 11.2 assoggetta all’esame le strade principali,
costruite con il contributo della Confederazione; il N. 11.3 le altre strade a
grande traffico e altre strade principali.
In
concreto la Galleria appartiene alla prima categoria (contributi della
Confederazione) e adempie peraltro anche i requisiti della seconda (strada a
grande traffico).
E’ dunque
astretta all’obbligo dell’EIA.
4.2 Procedura
Secondo
l’art. 5 OEIA l’esame d’impatto ambientale è condotto dall’autorità che, nel
quadro della procedura d’autorizzazione, approvazione o concessione, decide
circa il progetto. E’ la cosiddetta autorità decisionale.
La
procedura decisiva nel cui quadro va svolto l’esame è determinata dall’allegato
dell’OEIA. Per gli impianti di cui ai N. 11.2 e 11.3 è designata dal diritto
cantonale.
Il
requisito minimo, giusta l’art. 5 cpv. 3 OEIA, è che la procedura “permetta un
esame tempestivo e circostanziato”. Con l’avvertenza che se per determinati
impianti i Cantoni prevedono un piano particolareggiato che consenta un simile
esame (piano regolatore di dettaglio), “la relativa procedura pianificatoria
vale quale procedura decisiva” (art. 5 cpv. 3 ultima frase OEIA).
Se poi
l’allegato o il diritto cantonale prevedono un esame ripartito in diverse fasi
procedurali (esame plurifase), l’art. 6 OEIA prescrive che lo si protragga
“fintanto che l’impatto sull’ambiente non sia accertato nella misura necessaria
per la decisione corrispondente.”
Nel Canton
Ticino la prassi ha adottato questa soluzione, nell’attesa che la procedura
decisiva sia definita nel Regolamento di applicazione della LPAmb, tuttora
inesistente.
L’EIA è
effettuata in due fasi: la prima in relazione al PG, la seconda al progetto
definitivo. Il TF ha convalidato tale procedimento nella sentenza 19 agosto
1998 WWF e LLCC c. GC e Comuni di __________, __________, __________,
confermata nella sentenza 13 gennaio 1999 in re __________ c. gli stessi
resistenti.
4.3 Arduo, certamente,
in una procedura plurifase è stabilire il grado di densità accertativa da
raggiungersi nei singoli stadi e segnatamente il grado di approfondimento
esigibile dall’EIA di prima fase. In quale misura occorre dare esauriente
risposta già in sede di PG ai quesiti riguardanti la tutela dell’ambiente; fino
a che punto la verifica può essere rimandata alla seconda fase?
In
proposito giova considerare che il PG, equiparabile nelle grandi linee ad un
piano regolatore (per la precisione a un piano d’utilizzazione cantonale), può
raggiungere già a quello stadio un considerevole grado di dettaglio.
Per
giunta, con la sua adozione la pubblica utilità dell’opera è riconosciuta e non
può più essere rimessa in discussione col progetto definitivo. Né in questa
procedura possono ancora discutersi i punti decisi dal PG.
Questo
carattere pregiudiziale, che gli va riconosciuto (cessato l’interregno della
norma transitoria dell’art. 56 a LStr sulla cui base le cennate sentenze del TF
avevano definito più che altro fattuale questa pregiudizialità), esige un
accertamento circostanziato degli elementi propri a giudicare la conformità
ecologica dell’opera in progettazione, e in genere a valutarne la fattibilità.
Se
l’accertamento di questioni vitali viene riportato alla successiva fase il
rischio è che si scopra solo allora un’incompatibilità ambientale sfuggita al
precedente EIA e che non vi si possa rimediare in quella sede, non essendovi
ammesse modifiche rilevanti del PG.
Il
progetto definitivo, che, pur conforme al PG, non rispetti le esigenze
ecologiche non potrà essere approvato e non potrà neppure essere modificato,
qualora ciò comporti una modifica del PG, se non previa variante del PG stesso.
Questa dovrà seguire la relativa procedura di adozione.
D’altra parte non può essere sottaciuto che l’esigenza di verificare
compiutamente la compatibilità ambientale del PG si urta con la necessità di
non rallentare oltre misura la procedura, appesantendo il piano con dettagli
che è compito di un progetto definitivo precisare e che solo in quell’ambito
possono essere conosciuti e valutati.
L’esperienza
insegna che diversi di questi punti non possono essere definiti già allo stadio
del PG. Certe misure costruttive od operative (disposizioni di cantiere, misure
fiancheggiatrici, ecc.) atte a ridurre l’impatto ambientale possono essere
messe a fuoco e adottate solo in quest’ultima fase.
Non si
può tuttavia dilazionare l’esame principale fino a quel momento: oltre che
circostanziato l’esame dev’essere tempestivo (art. 5 OEIA).
(v. in
tema DTF 124 II 293 consid. 24b pag. 343; 122 II 165 consid. 13).
4.4 Contenuto
Secondo
l’art. 3 cpv. 1 OEIA “nell’esame si accerta se il progetto è conforme alle
prescrizioni federali in materia di protezione dell’ambiente. Vi rientrano la LPAmb
e le prescrizioni concernenti la protezione della natura e del paesaggio, la
protezione delle acque, la salvaguardia delle foreste, la caccia e la pesca.”
Giusta il cpv. 2 “le conclusioni dell’esame costituiscono una base per la
decisione d’autorizzazione, approvazione o concessione nella procedura decisiva
(art. 5) nonché per ulteriori autorizzazioni in materia di protezione
dell’ambiente (art. 21).”
Autorità
decisiva è quella che decide circa il progetto (art. 5 OEIA). Essa esamina se
il progetto è conforme alle prescrizioni sulla protezione dell’ambiente e se
così non è chiarisce se lo si possa nondimeno autorizzare imponendo oneri o
condizioni (art. 18 cpv. 1 e 2 OEIA).
La
“coordinazione con altre autorizzazioni e con decisioni in materia di sussidi”
è così regolata dall’art. 21 cpv. 1 OEIA: se l’autorità decisionale accerta che
la realizzazione del progetto implica una delle autorizzazioni elencate di
seguito dall’articolo fa pervenire all’autorità competente a rilasciare l’autorizzazione
tutti i documenti necessari, la invita a esprimere il suo parere e trasmette
quest’ultimo al servizio della protezione dell’ambiente. Tra le autorizzazioni
citate dal disposto figura al cpv. 1 lett. a) l’autorizzazione per il
dissodamento secondo la legge forestale del 4 ottobre 1991 (così mod. dall’art.
68 OFo).
Da notare
che se il progetto dev’essere sottoposto all’EIA e la sua realizzazione implica
un’autorizzazione di cui al cpv. 1, questa è rilasciata solo dopo la
conclusione dell’esame (art. 21 cpv. 2 OEIA). L’autorità che la rilascia è
vincolata al parere che ha espresso all’autorità decisionale, a meno che nel
frattempo siano mutate le premesse per la valutazione (art. 21 cpv. 3 OEIA).
Si noti
inoltre che quando come in concreto l’EIA concerne impianti pubblici, il
rapporto deve contenere pure la giustificazione del progetto. Ciò significa che
occorre dimostrare l’interesse pubblico prevalente a realizzare l’opera
progettata.
- Censure
ricorsuali
I
ricorrenti sostengono che l’asse di penetrazione del traffico, previsto dal PG
attraverso i prati di __________, sia destituito di interesse pubblico e del
tutto sproporzionato.
Questa
soluzione, avvertono, è in contrasto con l’assetto viario definito dal Piano di
indirizzo del comparto di __________ (__________), col quale il PG va messo in
consonanza. Esso va quindi rinviato, perché vi provveda, al Dipartimento del
Territorio.
I
ricorrenti pretendono che il traffico in uscita dalla galleria possa essere
immesso direttamente su via __________, senza passare attraverso la bretella
prevista dal PG, con rinuncia alla costruzione del __________ provvisorio.
Invocano
a suffragio il Piano di indirizzo urbanistico del comparto di __________
(PICT), il quale, nella variante “tangenziale” scelta da tutti i comuni
interessati, contempla appunto il “riutilizzo dell’asse stradale di via
__________ ” (anche se con i “dovuti dimensionamenti del tracciato” e la sua
“deviazione per l’inserimento su via __________i”) e fissa l’ubicazione definitiva
del __________ nella zona di __________.
Questa
soluzione, che non tocca la loro proprietà, evita costi importanti oltre a
garantire un uso più parsimonioso del suolo. Di ciò non terrebbe conto il PG,
che violerebbe quindi l’obbligo della ponderazione globale degli interessi in
gioco e di converso il principio della garanzia della proprietà.
Questo
concetto è stato ribadito nello scritto del 26 ottobre 2001, in cui
dall’intenzione del Cantone di pubblicare un nuovo PG, lasciando che la
bretella viaria venga definita dal PICT con un tracciato diverso da quello
inizialmente previsto e senza __________ provvisorio, deduce la mancanza a
tutt’oggi di “un indirizzo urbanistico e pianificatorio serio e vincolante, che
peraltro non è nemmeno coordinato con la volontà degli enti comunali
direttamente interessati all’elaborazione del progetto definitivo”.
“In
queste circostanze, conclude lo scritto, è ovvio che il Cantone non può
vincolare la proprietà privata al solo fine di garantirsi tutte le migliori e
più opportune possibilità di intervento urbanistico e pianificatorio.” Tanto
meno, visto il lungo tempo che la proprietà è in balia del Cantone.
- Violazione
della garanzia della proprietà
7.1 In narrativa
abbiamo ripercorso le tappe attraverso le quali è maturata la pianificazione
della mobilità del __________, in un processo di sintesi tra le esigenze
viabilistiche e quelle urbanistiche.
In questo
quadro viene a inserirsi il PG della __________ __________ -__________, oggetto
a sua volta di ripetuti affinamenti. La trasformazione più radicale è
intervenuta con la versione attuale che rivoluziona il sistema viabilistico nel
comparto di __________ rispetto alla versione del PG pubblicata pochi mesi
prima (giugno ’98).
La
differenza principale sta nella rinuncia alle due rotonde sull’asse principale
e nello spostamento ad est dell’asse di penetrazione n. __________. La nuova
soluzione, precisa il Complemento alla Relazione tecnica e all’EIA I.a fase del
15.12.98, “prevede un sistema principale di smistamento dei flussi da e per la
galleria, __________ e la valle del __________ organizzato a regime
parzialmente rotatorio attorno ai comparti commerciali esistenti. Questo
sistema, che oltre al nuovo asse n. __________fa capo alla via __________ sostituisce
la rotonda principale (di attestamento) e la rotonda secondaria (di smistamento
dei flussi locali) inizialmente previste. A questo sistema si aggiunge la rete
viaria secondaria, conforme al carattere urbano attuale e futuro dell’area e
quindi dalle caratteristiche geometriche adeguate”. Questa soluzione “permette
uno sfruttamento più parsimonioso del territorio, limitando al minimo gli
interventi che potrebbero avere un’influenza sull’assetto finale dell’intero
comparto, ancora in fase di allestimento da parte dei pianificatori dei diversi
comuni interessati.”
Altra
importante modifica è la sostituzione del P&R a raso con un autosilo
edificato, costruito con elementi prefabbricati smontabili, della capienza di
ca. 350 posti auto. “L’organizzazione degli accessi, della circolazione
interna e di posteggi verrà approfondita in una fase successiva del progetto”,
avverte il documento, sottolineando il “concetto di provvisorietà
del__________ sui __________ di __________ che solo inizialmente avrà il compito
di captare una parte del traffico diretto a __________, permettendo agli utenti
di raggiungere il centro di __________ con i trasporti pubblici, riducendo così
il grado di carico dell’asse di penetrazione principale durante la punta
mattutina.”
E’
previsto che il nodo di interscambio “trovi una collocazione definitiva nella
zona di Cornaredo, in un luogo di prossima definizione nell’ambito degli studi
pianificatori in corso. A questo punto l’impianto dei __________ di __________
potrà essere smontato e riutilizzato in altra sede.”
Come già
riferito in narrativa, la definizione dell’assetto viario definitivo del
comparto, con particolare riguardo all’asse di penetrazione verso la città è
stata demandata dalla scheda __________ (stato dicembre 1998) al
Piano di indirizzo del comparto di __________ (__________). In tale ambito si
dovranno pure formulare precisi indirizzi per individuare una corretta
composizione urbanistico-pianificatoria circa le possibili destinazioni d’uso
nel comparto con particolare riferimento alle zone di interesse pubblico, quali
attrezzature e edifici pubblici, aree di svago e aree di protezione della
natura e del paesaggio (area del Parco di __________).
Il
Consiglio di Stato ha dunque incaricato, il 19.12.97, il pianificatore dei
Comuni di __________, , __________ e __________ e l’urbanista del
gruppo “ __________”, coordinati dall’ Ufficio del Circondario del
__________ della SPU, di elaborare il suddetto piano d’indirizzo.
Gli
obiettivi dello studio sono così riassunti nel Rapporto esplicativo del
febbraio 2000: “il PICT, assumendo dal PD come elemento vincolante l’asse di
uscita orientale della galleria, indicazione poi ripresa e sviluppata a livello
di PG, ha inteso porre le necessarie premesse pianificatorie per individuare un
corretto disegno urbanistico con particolare riferimento:
-
all’asse di
penetrazione da e verso il centro cittadino;
-
al
definitivo posizionamento del nodo intermodale:
-
alle
possibili destinazioni d’uso del suolo del comparto e
conseguente
contenibilità del nuovo quartiere, compatibilmente
con
l’effettivo funzionamento della galleria.
Il Piano
d’indirizzo che ne risulta, frutto di un’approfondita sintesi del DT, propone
gli elementi essenziali che si intende tradurre nel PD quale base di
riferimento per i futuri sviluppi delle pianificazioni dei comuni interessati.
In quanto Piano d’indirizzo, lo studio in questione risulta essere
contraddistinto da ipotesi progettuali di valore generale, il cui approfondimento
ed affinamento è demandato alle successive fasi di pianificazione locale e di
progettazione.”
Il
rapporto definisce quindi gli Indirizzi generali di viabilità. A livello di viabilità
principale, il __________ “propone di suddividere il carico veicolare in
uscita dalla galleria verso la città secondo due flussi precisi, distinguendo
tra il traffico diretto verso il centro cittadino e quello invece determinato
dal futuro nuovo quartiere. Riprendendo l’asse di uscita della galleria
individuato dal PG e proponendone la sua continuazione in galleria verso
__________, il progetto individua nel potenziamento dell’attuale tracciato di
via __________, debitamente corretto in funzione del suo diretto inserimento su
via __________, l’asse di penetrazione del traffico che, in uscita dalla
galleria verso il Centro cittadino, non può essere contenuto dal filtro di
__________. Rispetto a tale indirizzo di ordine generale, risulterà quindi
essere oltremodo importante il successivo approfondimento progettuale volto ad
individuare l’adeguato dimensionamento del tracciato di via __________ in
funzione di:
- rendere
immediato ed attrattivo l’accesso al nodo intermodale
di
__________.
- risolvere
convenientemente le sovrapposizioni di traffico su via
in corrispondenza dei suoi incroci con la futura
direttrice
verso __________, l’entrata al nuovo quartiere e
l’aggancio
su via __________.”
Quanto
alla viabilità interna al nuovo quartiere il __________ prevede che “il
traffico relativo al nuovo quartiere … graviterà essenzialmente sul nuovo asse
di scorrimento interno che, posto in corrispondenza della bretella di
accesso al __________ provvisorio prevista dal PG, risulterà essere
l’elemento ordinatore del futuro quartiere. Nell’ambito del presente Piano di
indirizzo, la viabilità secondaria interna al quartiere viene, evidentemente,
demandata ai successivi studi di approfondimento.”
Sotto il
profilo procedurale il rapporto rileva che nel __________ “trovano (…)
definitiva soluzione diverse problematiche finora individuate nell’ambito dello
studio del PG del progetto della galleria __________ -__________:
. lo
spostamento verso via __________ del portale della Galleria e la
conseguente
copertura del tracciato;
. la
provvisorietà del __________ ai prati di __________ e la conferma del
nodo
intermodale di __________;
. la
salvaguardia dei valori ambientali del __________ di __________;.
l’indicazione
degli elementi ordinatori di una futura rivalutazione urbanistica di questo
comparto della ‘nuova città’. Alla luce di queste considerazioni, il PG della
galleria __________ -__________, adottato dal Consiglio di Stato ed approvato
dal Gran Consiglio, risulta essere una prima fase attuativa dello scenario
urbanistico determinato dal __________ (rilievo nostro).”
Il
__________ è stato pubblicato nel febbraio 2000 ai sensi dell’art. 15 LALPT.
7.2 Il 14.3.2001
il Consiglio di Stato ha adottato il II. aggiornamento della scheda __________
e la nuova scheda __________La pubblicazione è avvenuta dal __________al
__________.2001.
Tramite
il II° aggiornamento si integrano nel PD i risultati degli studi di
approfondimento del _________ (COTAL, PTA, PICT) e si completa il PD con il
Modello di organizzazione territoriale dell’agglomerato luganese comprensivo
delle misure fiancheggiatrici.
Questo
Modello è costituito essenzialmente da due componenti: quella trasportistica e
ambientale, di cui trattano specificamente le schede __________, e quella
urbanistica, comprendente gli indirizzi relativi ai quartieri, formante oggetto
della nuova scheda di coordinamento __________
Va
considerato che, in consonanza col concetto di aree strategiche e aree
sensibili teorizzato dal COTAL, l’agglomerato luganese è stato suddiviso in 18
parti urbane omogenee, denominate quartieri, indipendenti dai confini
giurisdizionali). Dotati di proprie individualità e qualità sono stati
raggruppati in 5 categorie a seconda delle loro caratteristiche insediative:
city, quartieri intensivi, misti di servizio, di produzione e di servizio
specializzati (v. scheda __________).
Il quartiere
di __________, delimitato a N dal __________ di __________, a E dal fiume
__________e, a S da via __________ e a O da via __________ (e quindi
corrispondente nelle grandi linee al comparto __________ del PG) è definito
quartiere specializzato per attività sportive, educative, culturali e di
servizio.
La
relativa scheda (__________) riprende gli indirizzi pianificatori generali già
abbozzati dal PTA e quindi approfonditi dal __________ consentendo di formulare
soluzioni pianificatorie più precise in merito all’allacciamento della galleria
alla viabilità principale, alla localizzazione del nodo intermodale di
__________, alla viabilità interna del nuovo quartiere e alla composizione urbanistico-pianificatoria
del nuovo quartiere.
La scheda
__________si occupa specificamente di quest’ultimo aspetto, definendo, in
particolare, gli indirizzi attinenti alle destinazioni d’uso dei singoli
settori territoriali identificati e illustrati nella rappresentazione grafica
ripresa dal __________. Per contro le componenti trasportistiche del PICT sono
state integrate nelle schede - oggetto __________ e __________alle quali la
scheda __________rimanda.
L’assetto
viabilistico è definito come segue dalla scheda __________ (Infrastrutture
per i trasporti individuali su gomma) che la riprende dal __________ (cfr.
l’allegato cartografico).
“L’uscita
al portale del __________ è prevista all’estremo
nord della zona dei __________ di __________. Lo sbocco della galleria è stato
spostato verso Via __________, come indicato nella planimetria allegata. Al
fine di meglio tutelare la qualità insediativa delle aree residenziali situate
a monte si prevede, dal portale naturale della galleria, all’intersezione con l’asse
orientatore interno al quartiere, un tratto di strada ambientalmente protetta
con copertura.
L’allacciamento
alla viabilità principale è assicurato dall’attuale
tracciato di via __________, debitamente corretto in funzione del suo diretto
inserimento su via __________; esso costituirà l’asse di penetrazione del
traffico che, in uscita dalla galleria verso il centro cittadino, non può
essere contenuto dal filtro del nodo intermodale di __________.
La
viabilità interna al quartiere di __________ graviterà
sul nuovo asse interno che, posto in corrispondenza della bretella di accesso
al Posteggio di interscambio di , __________ () (v.
scheda-oggetto __________), risulterà essere l’elemento ordinatore del futuro
insediamento.”
Dopo una
breve cronistoria del PG il capitolo Tempi modalità e attuazione del
coordinamento precisa che “il progetto è coordinato con il Modello
territoriale dell’agglomerato __________ (scheda __________) in particolare con
gli indirizzi urbanistici per il quartiere di __________ (oggetto __________).
Il progetto ha tenuto conto dei risultati degli studi di approfondimento del
_________, segnatamente il Concetto territoriale dell’agglomerato del
__________ (COTAL) e il successivo Piano dei trasporti dell’agglomerato
__________ (PTA) i cui risultati sono integrati nel PD tramite il II.
aggiornamento del PD in relazione al _________.”
Importante
per il presente giudizio è il passaggio relativo all’attuazione del
coordinamento:
“Il
Cantone si pone come obiettivo prioritario la realizzazione dell’assetto
dell’area di __________ così come descritto al capitolo “situazione e
descrizione” di questa scheda e la realizzazione del
nodo
intermodale di __________ (v. scheda oggetto __________) contemporaneamente alla
messa in esercizio della Galleria __________ - __________e. Tuttavia, nel
caso si rendesse necessaria una realizzazione a tappe, sarà garantita, in tutta
la misura tecnicamente possibile, la copertura dell’intera tratta dal portale
naturale della galleria fino all’intersezione con il nuovo asse interno di
scorrimento, con adeguate protezioni foniche.”
7.3 Non appena
questa scheda-oggetto sarà cresciuta in giudicato dal profilo cantonale, il
Cantone provvederà ad avviare le procedure necessarie per conferire la pubblica
utilità alle opere relative all’allacciamento dello sbocco est della galleria
alla viabilità principale (sbocco della galleria spostato verso Via __________,
allacciamento alla viabilità principale tramite via __________ e Via __________).
A tale scopo potranno essere percorse la proceduta di PG o quella del PUC.
Allo
stesso tempo, i Comuni di __________ e __________ avviano la procedura di
modifica dei loro PR al fine di conferire la pubblica utilità al nodo
intermodale di __________ -__________, conformemente alle modalità di
coordinamento definite nella scheda oggetto __________
I Comuni
di __________, __________a, __________ e __________ avviano da subito uno
studio pianificatorio intercomunale al fine di affinare la viabilità interna al
nuovo quartiere (Questo studio comunale dovrà altresì affinare la composizione urbanistica-pianificatoria
del nuovo quartiere così come definito nella scheda __________ oggetto
__________). Essi dovranno inoltre adeguare i loro PR in modo da poter realizzare
la viabilità interna al nuovo quartiere entro la messa in esercizio della
__________ __________ - __________. (…) La procedura di PR dev’essere conclusa
entro la messa in esercizio della __________ __________ - __________.
Nel
Complemento alla Relazione tecnica e all’EIA I.a fase è sottolineando il
“concetto di provvisorietà del __________ sui __________ di __________ che solo
inizialmente avrà il compito di captare una parte del traffico diretto a
__________, permettendo agli utenti di raggiungere il centro di __________ con
i trasporti pubblici, riducendo così il grado di carico dell’asse di
penetrazione principale durante la punta mattutina.”
7.4 Altro
elemento basilare del sistema viabilistico è il Posteggio di interscambio di
, __________ () di cui si occupa la scheda-oggetto
__________ (DA). Vi è previsto che al momento della realizzazione della
__________ __________ - __________ venga realizzato un posteggio di
interscambio nelle immediate vicinanze dell’uscita della galleria. Il posteggio
sarà collegato alla rete stradale principale e alla rete dei trasporti pubblici
su gomma. Si prevedono ca. 350 posti-auto. Il dimensionamento di questo
posteggio tiene conto degli 800 posteggi esistenti a __________ (ex-termica e stadio)
che potranno continuare ad essere utilizzati anche dopo l’apertura della
galleria, per un totale di 1150 posti-auto, con funzione di filtro per il
traffico pendolare.
Il
posteggio di interscambio di __________ -__________ () sarà sostituito
al momento della realizzazione del nodo intermodale di __________ -
(v. scheda-oggetto __________b).
Al
capitolo Tempi, modalità e attuazione del coordinamento stessa
considerazione che alla scheda __________ Pure qui il Cantone “si pone quale
obiettivo prioritario la realizzazione dell’assetto dell’area di __________
definito al capitolo ‘situazione e descrizione’ della scheda-oggetto
__________. e la realizzazione del nodo intermodale di __________ (v. scheda
oggetto __________) contemporaneamente alla messa in esercizio della Galleria
__________ - __________. Nel caso si rendesse necessaria una
realizzazione a tappe, verrà in una prima fase realizzato il posteggio di
interscambio di __________ che verrà successivamente sostituito al momento
della realizzazione del nodo intermodale di __________ (v. scheda - oggetto
__________).
Il
progetto è coordinato con il Modello territoriale dell’agglomerato luganese
(scheda __________), in particolare con gli indirizzi urbanistici per il
quartiere di Cornaredo (oggetto __________).
Tenuto
conto dello stato attuale della procedura, per quel che attiene al
coordinamento, si rimanda alla procedura di esame di impatto ambientale, in
particolare al contenuto del preavviso dell’UFAFP del 9 ottobre 1998 (EIA n.
__________).
7.5 Da quanto
precede emerge il fermo proposito del cantone di realizzare direttamente, senza
fasi intermedie, l’assetto viario e urbanistico previsto dal __________ e fatto
suo dal PD.
A questo
scopo la scheda __________ha indicato le diverse procedure che il cantone e i
comuni interessati devono portare a termine entro la messa in esercizio della
galleria.
Se ciò
non fosse possibile si procederà a tappe e si realizzerà in prima fase il
posteggio di interscambio di __________.
Questa
possibilità non solo non è stata esclusa con l’adozione nel PD della nuova
versione dell’assetto stradale ma ha formato oggetto di una specifica scheda.
Il motivo
sta nell’estrema importanza che riveste nel quadro generale del _________ la
realizzazione della galleria e nell’urgenza di intraprendere i lavori.
Se si
dovesse dar loro avvio solo dopo che tutte le procedure pianificatorie e
progettuali fossero terminate si dovrebbe rinviare di anni l’inizio dei lavori.
Per
evitare che ciò avvenga occorre che __________ provvisorio e sistema viario di
supporto siano realizzabili nel più breve tempo possibile. Allo stato attuale
delle procedure solo la soluzione prevista dal PG è in grado di garantirlo.
Appena il
PG cresce in giudicato è possibile allestire il progetto definitivo, col
relativo EIA di II.a fase, da eseguirsi assieme a quello, monofase, del
progetto esecutivo dello svincolo autostradale (settore Vedeggio, soggetto alla
procedura federale). Ottenuti i sussidi federali, si parte con lo scavo. Nel
contempo si allestisce pure il PG finale e il progetto definitivo e si
modificano i PR comunali. Impossibile prevedere il tempo che ci vorrà: se tutto
va bene si salta la fase intermedia e si continua subito con la soluzione
finale. Se però, ultimato lo scavo, si prospetta una lunga pausa, si potrà far
capo, senza por tempo di mezzo, alla soluzione dell’attuale PG.
Solo a
quel momento si potrà valutare con cognizione di causa cosa conviene fare:
aspettare che la soluzione definitiva sia pronta o attuare quella provvisoria.
Una cosa
è certa: se si vuole realizzare, e nei tempi più stretti possibili, il
complesso __________ -__________ il solo modo di risparmiare tempo è di
iniziare subito lo scavo. Per questo bisogna però disporre del progetto
definitivo e non solo della galleria ma dell’intero comparto, col relativo EIA.
E’ solo se vi è questa progettazione complessiva che verranno erogati i sussidi
federali. Ora, se non si può avere in tempo utile il progetto per la soluzione
definitiva bisogna almeno averlo per quella provvisoria. A ciò sopperisce
l’attuale PG.
Ricordiamo
in proposito che il PD I° aggiornamento riservava una sistemazione finale
viaria e urbanistica del comparto __________ diversa da quella prevista dal PG
e ne demandava lo studio al __________. Mutando radicalmente l’impostazione
originale, il __________ ha soppresso la penetrazione del traffico principale
attraverso i prati di __________ e l’ha dirottato su via __________ che verrà
allargata di conseguenza. Al suo posto passerà lungo lo stesso asse, ma con un
calibro ridotto (non ci saranno le tre piste) la strada di scorrimento interno
al quartiere, riservata al traffico di quartiere. Non sarà quindi possibile,
né è previsto, affiancarvi un __________ provvisorio, per filtrare una parte
dei 25.000 veicoli/giorno in uscita dalla galleria e convogliare il resto verso
la City.
Per il
settore __________ il PG da piano principale, fondante si riduce a piano di
riserva, necessario tuttavia, come sopra evidenziato, per evitare lunghi
ritardi nell’inizio dei lavori. Facilmente 4-5 anni, durante i quali si deve
aspettare che siano allestiti e divengano definitivi i piani e i progetti della
soluzione finale.
Il PG
dev’essere mantenuto perché solo se si dispone di questa valvola di sicurezza
si può iniziare subito i lavori (appena si avrà il progetto definitivo e i
finanziamenti federali).
L’obiettivo,
usciti con lo scavo dalla galleria, è di poter continuare i lavori sulla base
della nuova pianificazione e progettazione, conformemente all’ultimo
aggiornamento del PD; tuttavia, se vi sono degli intoppi e la soluzione finale
non è ancora matura, è importante poter disporre di un’alternativa
immediatamente agibile. Tale è quella offerta dal PG, che è passata attraverso
il vaglio dell’EIA e dei competenti servizi cantonali e federali ed è stata
preavvisata favorevolmente dal BUWAL.
7.6 Per queste
ragioni il PG mantiene il suo interesse non più come soluzione definitiva, non
conforme oramai alle nuove disposizioni del PD, ma quale sistemazione
intermedia, provvisoria, di cui occorre subito preparare le premesse attuative,
anche se l’obiettivo principale è di realizzare direttamente l’assetto viario
finale, circuitando l’attuale PG.
Visto
l’importanza del progetto, parte costitutiva, fondamentale del _________,
l’interesse dello Stato a disporre di una simile soluzione è considerevole e
soverchia l’interesse dei proprietari a evitare che, ove essa si realizzi, la
loro proprietà subisca un danno irreparabile.
7.7 Non solo il
progetto è sorretto da un interesse pubblico prevalente ma rispetta pure il
principio della proporzionalità.
Va tenuto
presente, in proposito, il potenziale carattere provvisorio del progetto. Se la
sua attuazione provoca nondimeno un pregiudizio definitivo alla proprietà dei
ricorrenti, lo sfruttamento dell’investimento da parte dello Stato è, per
ipotesi, di durata limitata. Secondo le circostanze l’interesse statale
potrebbe quindi non essere in ragionevole proporzione con il danno arrecato ai
ricorrenti. Impossibile però stabilire a priori dei parametri. Dipenderà
soprattutto da questioni temporali se e soprattutto in quale misura lo Stato
avrà interesse a impegnarsi in un investimento cospicuo ma temporaneo. Certo è
che non si sbizzarrirà a drizzare sui prati di __________ un parcheggio,
smontabile, di 3 piani, per 350 macchine e a improvvisare sugli stessi prati un
circuito stradale provvisorio, a tre piste, quando l’obiettivo finale è di
scendere su via __________, allargarla e situare un vero __________ definitivo
a __________; lo farà solo se vi sarà spinto da un interesse chiaramente
superiore. E’ nella logica delle cose che lo Stato non intraprenderà un’impresa
del genere se non costrettovi da reale necessità, ad esempio di fronte a un
imprevisto, importante allungamento dei tempi di maturazione del progetto. In
siffatte circostanze la proporzionalità è rispettata. In quell’ipotesi il
provvedimento è idoneo a conseguire lo scopo, non si vede quale altro mezzo
meno incisivo possa raggiungerlo e infine la ragionevolezza del rapporto tra
scopo e mezzo è garantita a priori dall’interesse dello Stato di attuare il PG
solo se le circostanze concrete lo giustificheranno.
In
quest’ottica il sacrificio chiesto ai proprietari appare in un rapporto
accettabile con l’importanza della posta in gioco, non ultimo tenuto conto che
allo stato attuale della pianificazione l’attraversamento della proprietà
__________ è previsto non solo dal PG ma pure dal __________ -PD (schede
__________e __________), anche se in quest’ultimo caso con un minor calibro
stradale. Se poi la proprietà verrà meglio o del tutto risparmiata
dall’ordinamento conclusivo lo si saprà a pianificazione terminata. Questa è in
gestazione ed è per ora prematuro azzardare pronostici.
Motivo,
peraltro, per cui non abbiamo ritenuto utile sentire i sindaci interessati né i
responsabili dell’Amministrazione strade nazionali, come proposto dai
ricorrenti.
Alla luce
delle pregresse considerazioni la violazione della garanzia della proprietà non
può essere ammessa.
- Violazione
dell'obbligo di coordinamento e di ponderazione
Le
considerazioni sopra svolte valgono pure mutatis mutandis per la censura di
inosservanza dell’obbligo di ponderazione e coordinamento. E’ già nella
procedura di allestimento dei piani di utilizzazione, avvertono i ricorrenti,
che vanno approfonditi tutti gli aspetti territoriali determinanti ed
effettuata una valutazione globale di tutti gli interessi in gioco (DTF 123 II
88 consid. 2). “Prima di definire dei percorsi viari all’uscita della galleria
occorreva approfondire i concetti di sviluppo territoriale del comprensorio
interessato che appunto dovevano essere definiti nel contesto del PICT”.
Principi che sarebbero disattesi in concreto. Inopportuna è poi ritenuta, per
lo stesso motivo, “la costruzione di un parcheggio provvisorio sul territorio
del Comune di __________.”
Rispondiamo
in ordine al parcheggio provvisorio ricordando che la nuova scheda
__________del PD ne consacra il principio. Giustamente, aggiungiamo, per i
motivi sopra svolti in merito alla necessità di non ritardare l’avvio dei
lavori.
Per il
resto, abbiamo sopra ricordato come il I° aggiornamento del PD avesse demandato
ad un piano di indirizzo (__________) la definizione dell’assetto viario
definitivo del comparto di __________, da integrare nel quadro di una sua
corretta ricomposizione urbanistico-pianificatoria in cui le diverse esigenze
territoriali trovassero equilibrata soddisfazione.
Con ciò
la definizione del sistema viario prevista dal PG è posta potenzialmente nella
situazione di non essere quella finale, tranne se il PICT la riprendesse nel
suo concetto, cosa che puntualmente non è avvenuta. Il PG sopravvive quindi,
per i motivi sopra esposti, come soluzione provvisoria. L’approccio globale
preconizzato dai ricorrenti costituisce certo la via più congeniale a una
moderna pianificazione e risponde idealmente all’esigenza di coordinamento,
offrendo la piattaforma per eccellenza alla ponderazione di tutti gli interessi
in gioco.
Già col
_________ si era posto il problema dei limiti di un approccio settoriale e si
era corso ai ripari col COTAL, poi tradotto nel piano dei trasporti
dell’agglomerato (PTA).
Chiaramente,
il procedere per fasi verso l’integrazione, anziché raccogliere prima le fila e
annodarle pazientemente ad una ad una fino ad avere la visione globale
dell’intera problematica e poter quindi adottare la soluzione che meglio
contemperi le diverse esigenze, non è il procedimento più sicuro per evitare
errori da doversi poi correggere per strada o peggio a bocce ferme, con tutti i
costi che ciò comporta e alle volte l’impossibilità del rimedio.
D’altra
parte un grande progetto trasportistico, che abbraccia un’intera regione, può
incontrare dei punti di resistenza ad una pianificazione integrata, e porre
dinnanzi al dilemma: si aspetta che tutte le componenti, viarie e urbanistiche
possano essere risolte assieme o si progetta per cominciare la parte stradale,
assumendo il rischio che la sua integrazione in chiave urbanistica si riveli
problematica.
E’,
questo, il procedimento seguito nel caso concreto e valgano in proposito le
considerazioni sviluppate in precedenza sulla giustificazione di questa scelta.
Si
potrebbe vedere nella fattispecie un’analogia, in chiave pianificatoria, con
quello che sono in campo edilizio le” Stammbewilligungen mit nachträglicher Projektänderungen”
(v. Arnold Marti, Koordinationspflicht bei Gewerbe-und Industriebauten - Der Ruf
nach Flexibilität, in URP 2001 Heft 6 pag. 563 ss.).
L’altra
soluzione, consistente nell’attendere per l’inizio dei lavori che
pianificazione e progettazione del nuovo assetto siano concluse, non è
proponibile per la necessità, qui ripetutamente sottolineata, di risolvere
senza ulteriori tergiversazioni la disastrata situazione in cui versa la
mobilità del __________, in particolare della Città di __________. Essa esige
una risposta, non più differibile, che concluda il travagliato processo di
elaborazione, adozione e approvazione del PG.
- Impatto
ambientale
Sotto il
profilo ambientale i ricorrenti fanno presente che l’uscita dalla
galleria, il posteggio di interscambio e la nuova bretella creeranno ulteriori,
importanti fonti di inquinamento, a tutto pregiudizio delle pregiate zone
residenziali circostanti. Chiedono che il tribunale verifichi se il progetto
rispetta i limiti dell’inquinamento fonico e atmosferico.
Va qui
preliminarmente osservato come nel ricorso contro l’approvazione del piano
generale non ci si possa limitare a porre la domanda se gli elementi di
giudizio (ambientali o altri) siano stati esaminati dall’autorità decidente e
chiedere che in caso contrario vi provveda il tribunale. Il tribunale non è
autorità di vigilanza sulla pianificazione.
Il
ricorso deve contestare la decisione di approvazione, censurandone le eventuali
carenze. In quel caso il tribunale esamina la fondatezza della censura, ma non
interviene in via eventuale, indagando se per caso l’autorità abbia omesso
l’esame di quegli aspetti del problema o li abbia mal valutati.
Possiamo
comunque rassicurare i ricorrenti rinviandoli al rapporto di giustificazione
ambientale del giugno ’98 nonché al coevo REIA rispettivamente al REIA
complementare dell'ottobre dello stesso anno. E ricordiamo il preavviso
favorevole 9.10.98 del BUWAL.
La
conclusione è che il _________ è compatibile con la protezione dell’ambiente, a
condizione di garantire l’esecuzione di una serie di misure fiancheggiatrici
(v. l’approfondito esame della problematica nella STPT in re Soldini del 26
ottobre 2001).
A
proposito di inquinamento giova poi considerare che l'assetto stradale allo
studio richiederà una variante del PG per la copertura ambientale all’uscita
dalla galleria e un nuovo PG per l’intervento su via __________, entrambi
corredati da esame d’impatto ambientale. I qui ricorrenti potranno far valere
le loro ragioni in materia ambientale in quella sede.
- Dato
l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e
dall'assegnazione di ripetibili (art. 28 e 31 LPAmm).
Per questi motivi,
dichiara e pronuncia
-
Nella
misura in cui non è divenuto privo di contenuto il ricorso è respinto.
-
Non si
prelevano tasse di giustizia e non si assegnano ripetibili.
-
Intimazione: -
avv. __________ __________, __________
- Consiglio di Stato, Bellinzona
- Dipartimento del territorio,
amministrazione immobiliare e strade
nazionali, Bellinzona
Tribunale della pianificazione del territorio
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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