N
7 octobre 1994
1924
Interpellation Pini
In seinem Bericht 90 über die Sicherheitspolitik der Schweiz hat der Bundesrat darauf hingewiesen, dass der Einsatz von Massenvernichtungsmitteln weiterhin möglich ist. Die Exper- ten beurteilen aber die Wahrscheinlichkeit eines Nuklearwaf- feneinsatzes als «eher gering», die Hauptbedrohung liegt heute bei konventionellen Waffen. Die Möglichkeit eines Nemp besteht damit aber weiterhin, und die EMP-Bedrohung muss auch in Zukunft in die Schutzbautenplanung einbezo- gen werden.
Der EMP hat eine flächendeckende Wirkung. Aus techni- schen und finanziellen Gründen wird es nie möglich sein, alle betroffenen Netze (Stromversorgung, Telefon-, Telefax-, TV- und Radionetze, Rechenzentren, Computersysteme sowie Führungs- und Übermittlungsanlagen) gegen EMP zu schüt- zen. Nach dem Verzicht auf das Not- und Sicherheitsnetz geht es darum, klare Vorstellungen über die sicherheitspolitischen Prioritäten im Fall eines EMP zu gewinnen; es müssen die Sy- steme und Objekte definiert werden, die im Rahmen der Ge- samtverteidigung des EMP-Schutzes bedürfen, weil sie für die Aufrechterhaltung der Führungs- und Verteidigungsfähigkeit unabdingbar notwendig sind. Entsprechende Arbeiten sind eingeleitet worden.
Erklärung des Interpellanten: befriedigt Déclaration de l'interpellateur: satisfait
94.3191
Interpellation Pini Bundesverwaltung. Dezentralisierung Interpellanza Pini Servizi federali. Decentralizzazione Interpellation Pini Administration fédérale. Décentralisation
Wortlaut der Interpellation vom 31. Mai 1994
Der Interpellant fragt den Bundesrat, ob er sich weiterhin dafür einzusetzen gedenkt, dass sich das Projekt, einige Dienststel- len des Bundes zu dezentralisieren, auch für das Tessin positiv auswirkt.
Welche der in Frage kommenden Dienststellen könnten allen- falls in der von einer Wirtschafts- und Beschäftigungskrise ge- zeichneten Region der drei oberen Täler des Kanton Tessins ihren neuen Sitz erhalten?
Testo dell'interpellanza del 31 maggio 1994
Il sottoscritto interpellante chiede al Consiglio federale se in- tende o meno proseguire gli sforzi intesi a confermare, anche nel Ticino, il progetto di decentralizzazione di alcuni servizi fe- derali.
Quali dei servizi rilevati, eventualmente, potrebbero trovare nuova sede operativa nella «disastrata» regione economica ed occupazionale delle Tre Valli superiori del Cantone Ticino?
Texte de l'interpellation du 31 mai 1994
L'interpellateur soussigné demande au Conseil fédéral s'il en- tend continuer à décentraliser certains services fédéraux et à en faire bénéficier aussi le Tessin.
Quels sont en particulier les services qui pourraient éventuel- lement avoir leur nouveau siège opérationnel dans la région des trois vallées supérieures du Tessin, région que l'on peut qualifier de «sinistrée» sur les plans de l'économie et de l'em- ploi?
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires: Keine - Nes- suno - Aucun
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit
L'autore rinuncia alla motivazione e desidera una risposta scritta.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates
vom 14. September 1994 Risposta scritta del Consiglio federale
del 14 settembre 1994 Rapport écrit du Conseil fédéral
du 14 septembre 1994
Nel messaggio sui progetti di costruzione e l'acquisto di ter- reni e immobili per l'amministrazione federale nell'agglome- rato di Berna e nell'ambito della decentralizzazione (messag- gio sulle costruzioni civili 1991) è stato definito in dettaglio il progetto di decentralizzazione. Successivamente il Parla- mento ha approvato i crediti d'impegno di 160,610 milioni di franchi richiesti per i progetti di decentralizzazione. In questo contesto si trattava di progetti di costruzione dell'Ufficio fede- rale di statistica a Neuchâtel, dell'Ufficio federale delle abita- zioni a Grenchen e dell'Ufficio federale dell'economia delle ac- que a Bienne.
Fuori Berna sono inoltre ubicati l'Ufficio federale delle comuni- cazioni (a Bienne), parte dell'Ufficio federale dei rifugiati (a Fri- burgo) nonché parte dell'Amministrazione centrale del DMF (a Thun). A livello di amministrazione generale della Confedera- zione circa il 10 percento dei posti di lavoro (1200 ca. ) è quindi decentralizzato. A Manno (TI) è stato inoltre installato il «Cen- tro svizzero di calcolo scientifico» della SPFZ, e a Bellinzona sono occupati circa 10 traduttori della sezione italiana del ser- vizio linguistico centrale della Cancelleria federale.
Con l'adozione del «Piano 2002» concernente l'insediamento dell'amministrazione generale della Confederazione nell'ag- glomerato di Berna, il Consiglio federale intende, in questo pe- riodo di pianificazione, rinunciare ad un'ulteriore decentraliz- zazione di uffici esistenti. Per contro, esso ha in precedenza già assicurato, e confermato nella sua presa di posizione del 4 marzo 1994 sul Rapporto delle Commissioni della gestione delle Camere federali riguardo alla «Pianificazione e gestione dei locali nell'Amministrazione federale generale», che in caso di creazione di nuovi uffici esaminerebbe anche la possibilità di loro decentralizzazioni. Nel 1985, nell'ambito del predetto progetto di decentralizzazione, tenuto conto della necessaria valutazione delle ubicazioni, il Consiglio federale ha pubbli- cato un bando di gara sul dislocamento di alcuni uffici federali. Oltre ad una dettagliata descrizione dei singoli uffici federali esso ha pure definito come segue le esigenze delle loro future ubicazioni nonché le esigenze in materia di qualità della siste- mazione:
Esigenze inerenti all'ubicazione
Si prestano quali luoghi di decentramento siti con impianti centrali che debbano adempire importanti funzioni nell'ambito dei nuclei decentralizzati dell'abitato. Tali sedi devono di- sporre di strutture qualitativamente buone e diversificate per un valido apporto economico, sociale e culturale.
Le ubicazioni degli uffici federali devono essere facilmente ac- cessibili agli utenti tramite i mezzi di trasporto pubblici. Perciò devono essere trasmessi preferibilmente i nominativi di sedi che dispongano di un collegamento ferroviario, possibilmente con fermata di treni diretti. Ovviamente si presuppone la fun- zionalità dei raccordi all'interno dei Comuni.
La Confederazione adotterà i seguenti criteri fondamentali per la valutazione delle sedi:
collegamenti ottimali in termini di trasporto per dipendenti e visitatori degli uffici;
costruzione e sfruttamento economici degli uffici dell'ammi- nistrazione;
sistemazioni diversificate con dotazioni sociali, economiche e culturali.
Inolte si terrà conto delle seguenti richieste del Parlamento al momento della valutazione:
promozione delle regioni sfavorite economicamente e de- mograficamente;
rafforzamento della componente latina nell'Amministrazione federale.
Interpellation Scheurer Rémy
1925
Esigenze circa la qualità della sistemazione
E' importante per il personale la presenza nelle nuove ubica- zioni degli uffici federali, a livello regionale e locale, di impianti centrali come scuole, istituzioni sanitarie e culturali, centri sportivi e ricreativi, strutture commerciali e prestazioni di ser- vizi. All'atto di candidatura bisogna inoltre prestare particolare attenzione ad un'adeguata sistemazione del personale.
Tenuto conto di questo catalogo di esigenze, in occasione della creazione di nuovi uffici il Consiglio federale è disposto ad esaminare le possibilità di un loro insediamento anche, fra l'altro, nella regione Tre Valli.
Il Consiglio federale ricorda inoltre che per l'adempimento di compiti federali nella regione Tre Valli si contano oggi circa 500 posti di lavoro (DMF, PTT, FFS).
Erklärung des Interpellanten: teilweise befriedigt Déclaration de l'interpellateur: partiellement satisfait
93.3390
Interpellation Scheurer Rémy Französische Gänseleber und Schweizer Schokolade Foie gras français et chocolat suisse
Wortlaut der Interpellation vom 20. September 1993
Der Nationalrat hat vor kurzem einen Vorstoss, worin das Ein- fuhrverbot für Gänseleber verlangt wird, in ein Postulat umge- wandelt. Inzwischen hat Herr Henri Emmanuelli, Präsident des Departementsrates der Landes und Abgeordneter in der Na- tionalversammlung, mit Gegenmassnahmen gedroht: Frank- reich soll die Einfuhr von Schweizer Schokolade verbieten. Der strittige Punkt ist die Tiermisshandlung: auf der einen Seite das Stopfen von Gänsen und Enten und als Folge davon die Hypertrophie der Lebern dieser Tiere, auf der anderen Seite das Melken mit der Maschine und die damit zusammen- hängenden Verletzungen der Euter und die Frustrationen der Kühe.
Für den Fall, dass wir auf dem eingeschlagenen Weg weiter- gehen wollen, ersuchen wir den Bundesrat zu prüfen,
ob diese Sache unsere traditionell ausgezeichneten Bezie- hungen mit Frankreich nicht erheblich stören könnte;
ob den Räten nicht ein Gesetzentwurf folgenden Inhalts zu unterbreiten sei:
Der Gänse- und Entenleberverkauf ist innerhalb der exterri- torialen Gebiete in den Bahnhöfen von Genf, Lausanne, Neu- enburg, Delsberg, Freiburg und Sitten nach wie vor gestattet.
Unbeschränkte Mengen dieses Produktes können Perso- nen kaufen, die ihre Bestellungen im Baskischen, Gasconi- schen, Occitanischen, Französischen, Elsässischen oder Baslerischen vortragen.
Die Milch, die zur Schokoladeherstellung verwendet wird, kommt, sofern sie nicht in Pulverform eingekauft wird, aus- schliesslich aus Betrieben von Bergbauern, die noch von Hand melken.
Im Bestreben, möglichst rasch eine gemeinsame Verständi- gungsgrundlage zu schaffen, schlagen wir vor, eine franzö- sich-schweizerische Kommission zu ernennen. Diese müsste sich aus französischen Köchen, die auf Gänseleber an einer Trüffelsauce spezialisiert sind, und aus den besten Schweizer Produzenten für Schokoladetrüffel zusammensetzen. Die Kommission, der auch die Damen Catherine Wahli und Betty Bossi sowie Herr Paul Bocuse angehörten, hätte als Neben- aufgabe, zu untersuchen, ob für die Röstizubereitung - zumin- dest für das Frühstück - anstelle von Schweineschmalz nicht besser Gänseschmalz verwendet würde.
Nebenbei ersuchen wir den Bundesrat, das Bundesamt für Kultur mit der Untersuchung der Frage zu beauftragen, ob die Umwandlung dieses Vorstosses in ein Postulat nicht bedeu- ten könnte, dass die ehemals starke Anziehungskraft, die der Südwesten Galliens auf die Helvetier ausübte (Caesar, De bello gallico, I, X-XI), sich bei deren Nachkommen nicht stark abgeschwächt hat oder sogar ganz verschwunden ist. Andernfalls wäre zu untersuchen, ob diese Abschwächung auf die germanische Invasion, speziell jene der Alemannen, zurückzuführen ist.
Da offenbar Confits, Gänserillettes, gefüllte Gänsehälse und Entenbraten an einer Dodinesauce nicht zur Streitsache gehö- ren, stellt der Interpellant keinen Antrag auf dringliche Behand- lung.
Texte de l'interpellation du 20 septembre 1993
Récemment le Conseil national a transformé en postulat une pétition demandant l'interdiction de l'importation en Suisse du foie gras. Depuis, des menaces de rétorsion ont été émises par M. Henri Emmanuelli, président du Conseil général des Landes et député à l'Assemblée nationale, tendant à interdire l'importation en France du chocolat suisse. Est en cause le traitement cruel des animaux: d'une part le gavage et ses ef- fets hypertrophiques sur le foie des oies et des canards; d'au- tre part la traite mécanique et ses effets traumatisants sur les mamelles et frustratoires pour les vaches.
Au cas où nous persisterions dans la démarche entreprise, nous demandons au Conseil fédéral:
s'il considère que cette affaire risque de faire aller de pis en pis nos relations traditionnellement excellentes avec la France,
si un projet de loi ne devrait pas être soumis aux Chambres fédérales. Ce projet devrait prévoir qu'en tout état de cause:
la vente du foie gras devrait rester libre sur des emplace- ments exterritorialisés dans les gares des villes de Genève, Lausanne, Neuchâtel, Delémont, Fribourg et Sion;
aucune limitation de quantité ne devrait intervenir pour les personnes effectuant leurs achats en basque, en gascon, dans toutes les formes de la langue d'oc, en franco-provençal, en français, ainsi qu'en alsacien et en dialecte bâlois;
le lait utilisé pour la fabrication du chocolat, dans la mesure où il n'est pas en poudre, devrait provenir exclusivement des exploitations de paysans de montagne dans lesquelles on pratique la traite manuelle.
Enfin, pour qu'un terrain d'entente soit plus rapidement trouvé, nous suggérons la nomination d'une commission franco-suisse, formée, pour la partie française, de cuisiniers spécialistes du foie gras au jus de truffes, et, du côté suisse, des meilleurs producteurs de truffes au chocolat. Cette com- mission, à laquelle seraient alors adjoints Mesdames Cathe- rine Wahli et Betty Bossi ainsi que M. Paul Bocuse, pourrait re- cevoir le mandat annexe d'évaluer si la graisse d'oie ne rem- placerait pas avantageusement le saindoux dans la prépara- tion des röstis, du moins au petit déjeuner.
Accessoirement, le Conseil fédéral est-il prêt à charger l'Office fédéral de la culture de déterminer si la transformation de cette pétition en postulat signifie un affaiblissement extrême, voire la disparition chez les descendants, du vif sentiment d'attrait exercé sur les Helvètes par le Sud-Ouest de la Gaule (César, De bello gallico, I, X-XI); le cas échéant de déterminer l'éven- tuel effet sur cette disparition des invasions germaniques, en particulier celles des Alamans.
Comme les confits, les rillettes d'oie, les cous d'oie farcis, la dodine de canard, pas plus que les pralinés ne semblent en cause, l'urgence n'est pas demandée.
Mitunterzeichner - Cosignataires: Eggly, Friderici Charles, Graber, Gros Jean-Michel, Leuba, Narbel, Poncet, Sandoz (8)
Schriftliche Begründung - Développement par écrit L'auteur renonce au développement et demande une réponse écrite.
82-N
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Interpellation Pini Bundesverwaltung. Dezentralisierung Interpellation Pini Administration fédérale. Décentralisation Interpellanza Pini Servizi federali. Decentralizzazione
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Nationalrat
Conseil
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Consiglio nazionale
Sitzung
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Datum 07.10.1994 - 08:00
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