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Numero d'incarto:
14.1995.00168
Data decisione, Autorità:
18.03.1996, CEF
Incarto n.
14.95.00168
Lugano
18 marzo 1996/C/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta
dei giudici:
Cometta,
presidente
Pellegrini e Zali
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 31 maggio
1995 da
contro
tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell’opposizione interposta al PE n. __________del 18/22 maggio 1995 dell’UE di
Lugano;
sulla quale istanza la Pretore di Lugano, Sezione 5,
con sentenza 25 settembre 1995 ha così deciso:
“1. L’istanza è parzialmente accolta e
di conseguenza l’opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è
respinta in via provvisoria per Fr. 40’000.-- oltre interessi al 7 % dal
1.10.94.
- La tassa di giustizia in Fr.
300.--, da anticipare dalla parte istante, è posta a carico della parte istante
in ragione di 2/3 e della parte convenuta in ragione di 1/3, compensate le
ripetibili.”
Decisione tempestivamente dedotta in appello
dall’istante che con atto 2 ottobre 1995 ha postulato l’integrale accoglimento
dell’istanza, con protesta di spese e ripetibili;
mentre la parte appellata non ha presentato
osservazioni;
esaminati atti e documenti,
ritenuto
in fatto:
A. Con PE n. __________ in via ordinaria del 18/22 maggio
1995 dell’UE di Lugano __________ ha escusso __________ per l’incasso di Fr.
200’000.-- più interessi al 7 % dal 1.10.1994, indicando quale titolo di
credito: “importo dovuto come da accordo transattivo del 14.1.1994 firmato”.
Interposta
tempestiva opposizione dall’escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto
provvisorio alla Pretore.
B. Il procedente fonda la sua pretesa su un “accordo
transattivo” del 14 gennaio 1994 (doc. A), con il quale __________ si è
riconosciuto debitore di __________ dell’importo di Fr. 230’000.-- valuta al
1.1.1994, di cui Fr. 30’000.-- versati alla sottoscrizione del doc. A e i rimanenti
Fr. 200’000.-- da versare in cinque rate annuali di Fr. 40’000.-- cadauna, la
prima volta il 31 dicembre 1994. Le parti hanno previsto che sul saldo residuo
di Fr. 200’000.-- è dovuto un interesse del 7% a decorrere dal 1. gennaio 1994
e che gli interessi sono da pagare trimestralmente il 31 marzo, il 30 giugno,
il 30 settembre e il 31 dicembre di ogni anno.
Il procedente
produce pure quale doc. C lo scritto 5 maggio 1995 con il quale ha diffidato
l’escusso a volergli “versare l’importo di Fr. 7’000.-- relativo agli interessi
per il periodo 1.10.94-31.3.95 e Fr. 40’000.-- quale ammortamento che sarebbe
dovuto pervenirci entro il 31 dicembre 1994”.
C. All’udienza di contraddittorio l’escusso si è opposto
all’istanza, asseverando che “con il creditore era stata pattuita una dilazione
per il pagamento della rata relativa all’anno 1994, pattuizione avvenuta
verbalmente, ciò che ha per conseguenza che attualmente egli è debitore nei
confronti dell’istante per Fr. 40’000.-- oltre interessi e non dell’intero
debito come invece posto in esecuzione”.
D. Con sentenza 25 settembre 1995 la Pretore di Lugano,
Sezione 5, ha accolto parzialmente l’istanza, argomentando che il
riconoscimento di debito giustifica il rigetto provvisorio dell’opposizione per
i crediti che erano esigibili al momento in cui è stata presentata la domanda
di esecuzione. Nel caso di specie risulta “che il debitore venne diffidato a
pagare il 5 maggio 1995, l’intero credito residuo diveniva quindi esigibile,
secondo quanto pattuito al n. 6 dell’accordo transattivo, al più presto il 5
giugno successivo, ovvero trascorso il termine di trenta giorni dalla ricevuta
della diffida. Ne viene che l’intero credito non era ancora esigibile al
momento in cui fu promossa l’esecuzione (...) motivo per il quale il rigetto
dell’opposizione può essere accordato limitatamente all’importo di Fr.
40’000.-- corrispondente alla rata di ammortamento scaduta il 31.12.1994 e agli
interessi contrattualmente pattuiti”.
E. Contro il giudizio pretorile si è tempestivamente
aggravato __________ __________, asseverando che secondo il n. 7 del doc. A
l’intero capitale diveniva esigibile in caso di mancato pagamento di due trimestralità
di interesse. L’appellante rileva che nel precetto esecutivo è indicata la
decorrenza degli interessi moratori dal 1. ottobre 1994 e l’accordo doc. A
“fissa la scadenza del pagamento degli interessi trimestrali al 31 dicembre, 31
marzo, 30 giugno e 30 settembre di ogni anno”. Ritenuto che l’escusso “non ha
affermato di aver pagato gli interessi moratori, né tantomeno ha contestato la
decorrenza indicata nel precetto esecutivo”, non vi può essere dubbio
“sull’esigibilità in data 31 marzo 1995 dell’intero importo capitale di Fr.
200’000.--”.
Considerato
in diritto:
a) La nozione di riconoscimento di debito constatato
mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla
legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del
suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta
sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza
e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà
delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio
dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338
con riferimenti). Anche un contratto può costituire in linea di principio
riconoscimento di debito, ritenuto l’ossequio delle peculiarità del caso di
specie.
b) La dichiarazione di riconoscimento di debito è una
dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa
somma di denaro; deve essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o
soggetta a interpretazione (Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo
1980, § 1 n. 7 p. 3).
c) Il riconoscimento di debito giustifica il rigetto
provvisorio dell’opposizione solo per crediti già esigibili al momento
dell’invio della domanda d’esecuzione (cfr. Cometta, op. cit. in Rep
1989 p. 347).
d) Il giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni
stadio di causa (quindi anche in sede d’appello) se la documentazione prodotta
costituisce valido riconoscimento di debito (Cometta, op.cit. in Rep
1989 p. 331 con riferimenti).
-
Il procedente fonda la sua pretesa
sull’accordo transattivo del 14 gennaio 1994 (doc. A) nel quale l’escusso si è
riconosciuto, con una dichiarazione di volontà chiara, esplicita, non equivoca
e non discutibile, debitore nei confronti del procedente dell’importo di Fr.
230’000.-- valuta al 1.1.1994, di cui Fr. 30’000.-- versati alla sottoscrizione
del doc. A. Nel noto accordo le parti hanno pattuito che l’importo di Fr.
200’000.-- doveva essere versato in cinque rate annuali di Fr. 40’000.--
cadauna, la prima volta il 31 dicembre 1994 (doc. A n. 3.1.), che sul saldo
residuo di Fr. 200’000.-- è dovuto un interesse del 7% a decorrere dal 1.
gennaio 1994 e che gli interessi sono da pagare trimestralmente il 31 marzo, il
30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre di ogni anno (doc. A n. 3.2.).
-
La prima giudice ha argomentato che
in concreto l’intero importo posto in esecuzione non è esigibile, perché solo
il 5 maggio 1995 il debitore è stato diffidato a pagare Fr. 7’000.-- di
interessi per il periodo 1.10.94-31.3.95 e Fr. 40’000.-- per l’ammortamento
scadente al 31 dicembre 1994. Quindi, per il n. 6 del doc. A, che prevede che
in caso di mora nel pagamento di una rata di ammortamento il creditore dovrà
diffidare il debitore a pagare entro un mese dalla ricevuta della diffida e
trascorso infruttuoso questo termine l’intero credito residuo diventerà
esigibile, il credito residuo è divenuto esigibile solo il 5 giugno 1995, ossia
posteriormente alla presentazione della domanda di esecuzione.
-
Dall’esame dell’accordo transattivo
del 14 gennaio 1994 emerge che in caso di mancato pagamento di due trimestralità
consecutive di interessi l’intero credito diventerà esigibile senza ulteriore
avviso (doc. A n. 7).
Il
5 maggio 1995 il procedente ha sollecitato il debitore a pagare l’ammortamento
scaduto al 31 dicembre 1994 e gli interessi per il periodo dal 1 ottobre 1994
al 31 marzo 1995 (doc. C).
Malgrado
ciò, conformemente al n. 7 dell’accordo doc. A, l’intero credito era a quel
momento esigibile, ritenuto che -come emerge dal doc. C e dal verbale d’udienza
dove __________ non ha contestato di essere in arretrato con il versamento
degli interessi- l’escusso dal 1. ottobre 1994 non ha più pagato gli interessi
dovuti. Ne consegue dunque l’esigibilità del credito al 18 maggio 1995, data di
emissione del precetto esecutivo in questione. La sentenza della Pretore va
dunque riformata nel senso che l’opposizione interposta da __________ al PE n.
__________dell’UE di Lugano va rigettata per l’importo capitale di Fr.
200’000.-- oltre agli interessi a decorrere dal 1. ottobre 1994 al tasso del 7
% conformemente a quanto riconosciuto dall’escusso nell’accordo transattivo
(doc. A).
- L'appello 2 ottobre 1995 di __________ è dunque
accolto.
Tassa di
giustizia e indennità seguono la soccombenza in ambo le sedi di __________ (art.
51, 54, 67 e 68 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamato l’art. 82 cpv. 1
LEF
PRONUNCIA:
I. L’appello 2 ottobre 1995 di __________, è accolto.
Di
conseguenza la sentenza 25 settembre 1995 della Pretore di Lugano, Sezione 5, è
così riformata:
“1. L’istanza
di rigetto provvisorio dell’opposizione del 31 maggio 1995 di
____________________è accolta.
Di
conseguenza è rigettata in via provvisoria l’opposizione interposta da
__________, __________, al PE n. __________ del 18/22 maggio 1995 dell’UE di
Lugano.
- La
tassa di giustizia di Fr. 300.--, già anticipata dalla parte istante, è a
carico di __________ che rifonderà a __________ Fr. 800.-- di indennità.”
II. La tassa di giustizia del presente giudizio di Fr.
450.--, già anticipata dall’appellante, è a carico di __________ che rifonderà
a __________ Fr. 1’200.-- a titolo di indennità.
III. Intimazione a: _________
Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il
presidente: La
segretaria:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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