AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
39.2001.58
Data decisione, Autorità:
11.06.2002, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
39.2001.00058
rs/cd
Lugano
11 giugno 2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella
Sartoris
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 1 ottobre 2001 di
__________,
rappr. da: __________,
contro
la decisione del 30 agosto 2001 emanata
da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione 6 maggio 1999 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di
seguito la Cassa) ha attribuito a __________, a favore dei figli __________
(12.02.1985), __________ (30.09.1991) e __________ (28.11.1993), un assegno
integrativo di fr. 1'191.-- mensili con effetto dal 1° maggio 1999 (cfr. doc. _
agli atti dell'amministrazione).
Dal 1°
marzo 2000 l'importo dell'assegno è stato ridotto a fr. 939.-- (cfr. doc. _
agli atti dell'amministrazione), poiché il figlio
__________,
che il 12 febbraio 2000 ha compiuto 15 anni, non può più beneficiare
dell'assegno integrativo (cfr. art. 25 LAF).
1.2. La Cassa,
con decisione 21 giugno 2001, ha ordinato a __________ di restituire l'importo
di fr. 7'356.-- percepiti indebitamente nel periodo dal 1° gennaio al 31
dicembre 2000. A motivazione della richiesta la Cassa ha precisato che:
" con
decisione del 6 maggio 1999 la nostra Cassa le ha accordato un assegno
familiare integrativo mensile di fr. 1'191.- a decorrere dal 1. maggio 1999
tenendo in considerazione un salario netto di fr. 39'586.- (cfr. dichiarazione
della ditta __________ del 23 luglio 1998). Tale assegno è stato diminuito a
fr. 939.- con effetto 1. marzo 2000.
In data 28 marzo 2001 le trasmettiamo il formulario per la
revisione degli assegni familiari che ci viene ritornato il 17 aprile 2001.
Dalla dichiarazione del 16 maggio 2001 della ditta __________
rileviamo che il salario lordo 2000 dei signor __________ ammonta a fr.
55'807.65 (assegni familiari di base esclusi), pari ad un salario netto di fr.
49'587.98.
Questo aumento è dovuto ad un elevato numero di ore straordinarie effettuate
durante l'anno 2000 e mai comunicate alla nostra Cassa.
L'articolo 41 della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) dispone
che il titolare del diritto o il beneficiario sono tenuti ad informare
tempestivamente la Cassa competente su ogni cambiamento rilevante per il
diritto all'assegno.
Ne consegue che per il periodo 1. gennaio 2000 al 31 dicembre 2000
ha percepito a torto l'importo di fr. 7'356.- come da seguente
conteggio:
Assegno integrativo percepito:
dal 01.01.2000 al 29.02.2000/02
mesi a fr. 1'191.- fr. 2'382.-
dal 01.03.2000 al 31.12.2000/10
mesi a fr. 939.- fr. 9'390.- fr.11'772.-
Assegno integrativo di diritto
(cfr. tabella allegata):
dal 01.01.2000 al 31.12.2000/12
mesi a fr. 368.- fr. 4'416.-
Totale assegno integrativo a
nostro favore fr. 7'356.- "
========
(Doc. _)
1.3. In data 19
luglio 2001 l'interessata, tramite l'organizzazione __________, ha inoltrato
una domanda di condono alla Cassa, sostenendo la propria buona fede e una situazione
economica problematica (cfr. doc. _).
Con
decisione 30 agosto 2001 la Cassa ha respinto la domanda di condono e, in
particolare, ha osservato:
"
(…)
Gli assegni familiari riscossi a torto devono essere restituiti:
il rimborso non può essere chiesto se l'interessato era in buona fede e se la
restituzione costituisse un onere troppo grave (cfr. art. 44 cpv. 3 LAF).
Le condizioni legali citate devono pertanto essere ambedue
soddisfatte.
La "buona fede" non è riconosciuta dalla legge quando il
versamento a torto della prestazione è dovuto a negligenza della persona
tenuta alla restituzione. Agisce con negligenza chi, al momento della
richiesta, non ha prestato quel minimo di accuratezza che si poteva pretendere
da lui, tenendo conto delle sue capacità e del suo grado d'istruzione,
nell'adempimento dell'obbligo d'informare o accettando gli assegni familiari
versatigli a torto.
La condizione legale dell'onere troppo grave deve essere assolta
dalla persona obbligata alla restituzione e viene accertata in base alle
condizioni di esistenza di questa persona: di norma si ammette questa
condizione quando il reddito determinante non supera i limiti massimi stabiliti
dall'articolo 2 cpv. 1 e 3 LPC.
Sulle nostre decisioni per assegni di famiglia citiamo:
"Obbligo di annunciare ogni cambiamento della situazione
personale o economica; ogni cambiamento delle condizioni personali ed
economiche dei beneficiari indicati nella decisione deve essere
annunciato immediatamente all'Istituto delle assicurazioni
sociali, Via Ghiringhelli 15 a, 6500 Bellinzona (anche l'inizio o la fine di un
termine quadro della disoccupazione o di un'attività lucrativa).
In caso di inosservanza di questo obbligo, l'assicurato dovrà
restituire le prestazioni indebitamente percepite".
Nel presente caso la buona fede non è riconosciuta poiché non ci
ha annunciato tempestivamente l'aumento del salario (da fr. 39'586.- a fr.
49'587.-) dovuto all'elevato numero di ore straordinarie effettuate dal marito
presso la ditta __________.
Mancando la prima condizione cumulativa per ottenere il condono,
non è necessario esaminare l'altra, quella dell'onere troppo grave."
(Doc. _)
1.4. Contro
questa decisione l'assicurata ha inoltrato, sempre tramite la __________ (cfr.
doc. _), un tempestivo ricorso nel quale si è così espressa:
"
Non so da dove devo cominciare, forse dal maggio
1998, quando mio figlio si è ammalato dopo poco tempo per le cure della sua
malattia che anche oggi è instabile (glicemie alte e basse), ho dovuto lasciare
il mio posto di lavoro per poter star dietro a mio figlio e curarlo. La sua
malattia e la mia perdita di lavoro ci hanno portato gravi perdite finanziarie.
Abbiamo chiesto il riconoscimento dell'AI delle spese di partecipazione della
cassa malati e della dieta che deve eseguire tutti i giorni. Ma senza risultati
positivi, entrambe le volte loro hanno alzato le mani, anche la cassa malati
invece di venirci incontro ci carica di franchigie e partecipazioni. Così siamo
rimasti sulle spalle di mio marito, io e i nostri tre figli, visto che tutti
hanno alzato le mani l'unico a non poter farlo è mio marito che ha lavorato
tutte le sere, tutti i sabati, le feste e anche durante le vacanze quando tutti
si riposano lui doveva lavorare per poter affrontare le spese che gli sono cadute
sulle spalle. Egregi signori dopo i rifiuti dell'AI non abbiamo cercato più
aiuto da nessuno. Mio marito si è messo a lavorare 10 e 13 ore al giorno per
affrontare le necessità della famiglia. Questo anno ci hanno chiesto i
documenti per revisione dell'assegno integrativo, che noi gli abbiamo mandato
tutto il necessario. La risposta, arrivata dopo 1 mese, è che mio marito ha
guadagnato di più del previsto della legge e che come potete vedere mi chiedono
indietro dei soldi. Malgrado la decisione negativa dell'AI e il certificato
medico, la signora __________ ha rifiutato di riconoscere le spese di mio
figlio malato e di fare i calcoli del bisogno con la famiglia con figlio malato
che ci costa ogni mese dai 700.-- ai 1000.-- franchi. Egregi signori, noi non abbiamo
nascosto niente, mio marito ha solo cercato di portare il pane per la famiglia.
Non è andato a lavorare in nero come tanti, invece è tutto bianco su nero.
Purtroppo questo anno la ditta dove lavora mio marito, non hanno tanto lavoro
come l'anno scorso, per questo anche lo stipendio è molto meno. Non facendo le
ore straordinarie non so come faremo ad affrontare le spese della vita, e la
cura e dieta del figlio. Se la signora __________ anche questa volta non ci
riconosce le spese del figlio malato non sappiamo più cosa dobbiamo fare e dove
dobbiamo andare per poter affrontare le spese.
Egregi signori è tutto quello che vi ho da dire
su questo foglio di carta.
Egregi signori, siamo nelle vostre mani,
giudicateci voi se mio marito ha sbagliato ad andare a lavorare per poter
sfamare la famiglia o ha infranto la legge." (Doc. _)
1.5. Con risposta
2 novembre 2001 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha rilevato:
"
(…)
Dalla documentazione agli atti sono rilevabili i seguenti
elementi:
a) con decisioni
del 12 agosto 1998 fu respinto il riconoscimento dell'assegno integrativo per
il periodo dal 1. luglio 1997 al 31 dicembre 1997 e riconosciuto un assegno
integrativo dal 1. gennaio 1998 di fr. 26.- al mese;
b) con
istanza del 10 marzo 1999 l'assicurata,
dimostrando di capire perfettamente il meccanismo di
calcolo dell'assegno, ne chiese l'adeguamento per intervenuta sua
cessazione dell'attività lucrativa: la famiglia poteva contare solo sul reddito
del
lavoro del marito per cui i redditi erano passati da fr. 53'211.- a fr.
39'586.-;
c) con
decisione del 6 maggio 1999 la Cassa stabilì il diritto ad un assegno
integrativo di fr. 1'191.- al mese con effetto 1. maggio 1999 mese seguente la
cessazione dell'attività lucrativa della ricorrente;
d) ad inizio
anno 2000 la Cassa inviò alla ricorrente una tabella di calcolo che, oltre a
tenerla informata sulla base di calcolo della prestazione erogatale, le
ricordava l'obbligo di annunciare ogni cambiamento della situazione personale
ed economica;
e) in data
18 febbraio 2000, causa il compimento dei 15 anni di __________ l'assegno
integrativo fu ridotto a fr. 939.- che rappresentava il massimo erogabile per i
loro restanti due figli in età da poter beneficiare dell'assegno. Pure con la
notifica di questa decisione fu ricordato l'obbligo di annunciare ogni
cambiamento della situazione personale ed economica;
Da quanto precede si possono trarre le seguenti conclusioni:
a) l'assoluta
comprensione dei meccanismi di calcolo delle prestazioni da parte della ricorrente
che aveva ben chiaro il rapporto diretto fra redditi del lavoro e commisurazione dell'assegno;
b) l'assoluta
consapevolezza che il forte incremento del reddito del marito, dovuto
all'effettuazione di ore straordinarie nell'intero anno 2000, doveva influenzare
negativamente l'entità dell'assegno integrativo di diritto.
La Cassa, in considerazione di quanto sopra e delle segnalazioni
fatte sull'obbligo di annunciare i cambiamenti economici, non ritiene sia
soddisfatto il requisito della buona fede. Era preciso compito della ricorrente
segnalare l'aumento del reddito da lavoro del marito. Non ottemperando a tale
obbligo ha commesso perlomeno una
negligenza grave incompatibile con il riconoscimento della buona
fede." (Doc. _)
in
diritto
2.1. Oggetto del
contendere è il condono della restituzione di prestazioni presumibilmente
percepite a torto da __________ a titolo di assegni integrativi dal 1° gennaio
al 31 dicembre 2000.
L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:
"
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all'assegno (integrativo), per il figlio, se cumulativamente:
a) ha la custodia
del figlio;
b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni
complementari all'AVS/AI.
Se entrambi i
genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha
diritto all'assegno.
Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."
Per
l’art. 27 LAF
"
1 L'importo
dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base nonché gli eventuali obblighi
alimentari, è pari alla differenza fra il reddito disponibile ai sensi della
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI ed i limiti minimi.
2 In ogni caso
l'importo dell'assegno non può superare il limite del o dei figli per i quali
l'assegno è riconosciuto.
3 L'assegno
integrativo non è versato se il suo importo annuo è inferiore all'importo
mensile dell'assegno di base per un figlio."
Secondo
l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF
"
Per l’accertamento ed il calcolo sono
applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI.
Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15.
Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazioni nel calcolo.”
Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25
anni (art. 34 Reg.LAF).
2.2. Per l’art.
29 LAF
"
1 L'assegno
integrativo deve essere aumentato, ridotto o soppresso in caso di cambiamento
del reddito disponibile dei genitori o della composizione della famiglia.
2 Il regolamento disciplina i particolari.
3 L'aumento avviene con il primo giorno del mese in cui la domanda di
revisione è stata inoltrata.
4 La riduzione o la soppressione interviene:
a) se il cambiamento è stato annunciato tempestivamente, il primo
giorno del mese successivo la notifica della decisione;
b) se l'interessato ha ottenuto le prestazioni indebitamente,
retroattivamente dalla data in cui avvenne la modifica determinante."
In
proposito l’art. 35 RegLAF precisa che
"
1 Per
cambiamento della composizione della famiglia si intende ogni variazione nella
comunione di persone che è alla base del calcolo della prestazione.
2 L'assegno integrativo è aumentato o ridotto in caso di cambiamento
importante del reddito disponibile dei genitori.
3 Il cambiamento del reddito disponibile è importante quando esso
provoca una modifica di almeno fr. 500.- all'anno dell'assegno erogato."
Secondo
l’art. 36 RegLAF inoltre
"
L'assegno integrativo è soppresso in qualsiasi
momento se non sono più adempiute le condizioni legali."
2.3. Secondo
l’art. 41 LAF
"
Il titolare del diritto o il beneficiario sono
tenuti ad informare tempestivamente il datore di lavoro, rispettivamente la
Cassa competente, su ogni cambiamento rilevante per il diritto
all'assegno."
In
proposito l'art. 70 del RegLAF precisa che
"
Il titolare del diritto o il beneficiario
informano immediatamente la Cassa cantonale per gli assegni familiari di ogni
cambiamento rilevante per il diritto all'assegno, in particolare:
a) ogni mutamento delle condizioni personali o familiari del titolare
del diritto o del beneficiario;
b) ogni variazione della situazione economica del titolare del diritto
o del beneficiario, rispettivamente dei loro familiari."
Anche
secondo l'art. 42 LAF
"
Il titolare del diritto o il beneficiario e i
loro familiari, i datori di lavoro, le Autorità amministrative cantonali e
comunali, le Autorità giudiziarie, le Assicurazioni sociali e private sono
tenuti a fornire tutte le informazioni utili all'accertamento del diritto agli
assegni ed al pagamento dei contributi."
2.4. Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e del condono l’art. 44 LAF prevede che
"
1
L'assegno indebitamente percepito deve essere restituito.
2 Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui la Cassa ha avuto conoscenza dell'indebito ma, in ogni caso,
dopo cinque anni dal pagamento dell'assegno.
3 La restituzione è condonata da parte della Cassa competente, in
tutto od in parte, se il richiedente ha percepito la prestazione indebita in
buona fede e se, tenuto conto delle sue condizioni economiche al momento della
restituzione, il provvedimento costituirebbe per lui un onere troppo
grave."
Dal
tenore del Messaggio alla LAF emerge che la norma è stata formulata
analogamente all’art. 27 OPC, applicabile in materia di prestazioni
complementari (Messaggio p. 54).
Per l’art.
76 RegLAF:
"
1 In caso di
violazione dell'obbligo di informare, la Cassa cantonale per gli assegni
familiari emette un ordine di restituzione nei confronti del titolare del
diritto o del beneficiario dell'assegno.
2 La richiesta
di condono è presentata dalla persona tenuta alla restituzione alla Cassa
cantonale per gli assegni familiari.
3 La richiesta
è presentata, debitamente motivata, nel termine di 30 giorni dalla notifica
della decisione di ordine di restituzione della Cassa."
Secondo
l’art. 47 LAF, infine,
"
Per quanto non previsto dalla legge, sono
applicabili le disposizioni della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia ed i superstiti e la legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI."
2.5. Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
anche alla LPC e quindi in materia LAF, in base al rinvio di cui all’art. 47
LAF, la richiesta di restituzione è subordinata ai presupposti della revisione
processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una
decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un
controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha
un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi
o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente.
Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre
2000 nella causa C., C 25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63;
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. E’ infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
E' tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20
ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).
Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS
e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et
survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 44 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.4.).
2.6. Nel caso in
esame, a giusto titolo__________ non ha contestato l'obbligo di restituzione
fatto valere dalla Cassa.
Dagli
atti di causa risulta infatti che il marito della ricorrente, il quale lavora
presso la __________, durante l'anno 2000, e meglio nei mesi di febbraio,
marzo, maggio, luglio, settembre, ottobre e novembre 2000, ha effettuato molte
ore di lavoro straordinario (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Egli ha
così percepito un salario annuo complessivo più elevato rispetto a quello degli
anni precedenti.
La Cassa
nel nuovo conteggio dell'assegno integrativo relativo all'anno 2000 ha tenuto
conto di un guadagno al netto dei contributi sociali (AVS 5,05%, AD 1,5%;
infortuni non professionali 1,8%, LPP) di fr. 49'587.-- (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione; doc. _).
E'
pacifico che l'importo di fr. 49'587.-- era superiore al reddito considerato
dalla Cassa ai fini del calcolo dell'assegno integrativo (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione), la quale si era basata unicamente su quanto il marito
della ricorrente aveva percepito negli anni 1997, 1998 effettuando le normali
ore di lavoro, ovvero fr. 39'586.-- (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
Pertanto
risulta chiaramente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile dell'assicurata (cfr. art. 35 Reg.LAF), il calcolo
dell'assegno integrativo andava rivisto in base al nuovo reddito più elevato.
In simili
condizioni, dunque, l'assicurata ha effettivamente, da un profilo oggettivo,
percepito a torto gli assegni integrativi che le sono stati erogati a favore
dei figli. Essi vanno così restituiti (cfr. consid. 2.5.).
2.7. Riguardo ai
presupposti del condono va innanzitutto ricordato che la giurisprudenza,
relativamente al concetto di buona fede, distingue la mancanza di coscienza
dell’irregolarità commessa, dalla questione a sapere se, nelle circostanze
concrete, l’interessato poteva invocare la buona fede o avrebbe dovuto, facendo
prova dell’attenzione da lui esigibile, riconoscere l’errore di diritto
commesso. La problematica relativa alla coscienza dell'irregolarità commessa è
una questione di fatto, per contro quella concernente l'attenzione esigibile è
di diritto (cfr. Pratique VSI 1994 p. 126; DTF 122 V 221 = Pratique VSI 1996
pag. 269).
La buona
fede non è infatti compatibile con un comportamento di grave negligenza da
parte dell'assicurato (U. Meyer-Blaser, "Die Rückerstattung von
Sozialversicherungsleistungen, in RSJB 1995, pag. 481).
Secondo
l'art. 3 cpv. 2 CCS, che è applicabile analogicamente,
" nessuno
può invocare la propria buona fede quando questa non sia compatibile con
l'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lui."
Compete
al Giudice inoltre, sulla base di un criterio oggettivo, cioè indipendentemente
dalle conoscenze e dalle attitudini particolari della parte, determinare il
grado dell’attenzione richiesta (DTF 79 II 59).
La buona
fede deve essere quindi esclusa, qualora i fatti che hanno determinato l'obbligo
di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) sono
imputabili a comportamento doloso o negligenza grave dell'interessato.
Viceversa,
l'assicurato può prevalersene quando l'atto o l'omissione colpevole siano
costitutivi unicamente di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di
informare (Pratique VSI 1994, pag. 125ss; DTF 118 V 218, 112 V 105, 110 V 180
consid. 3 c, 102 V 245 consid. a) oppure se non ha violato tale obbligo (U.
Meyer-Blaser, op. cit., 481/482).
Infatti,
la buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è
versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può avvalere se la stessa
è stata determinata da sua negligenza (STFA non pubbl. del 31 agosto 1993 in re
I. R p. 3).
2.8. Il requisito
dell'onere gravoso è intimamente legato alla situazione economica della persona
tenuta a restituire l'indebito e deve essere valutato in base alle sue capacità
finanziarie.
Dovrà
pertanto essere stabilito concretamente, tenendo conto della particolare
situazione patrimoniale dell'obbligato al momento di restituire.
2.9. Nell'evenienza
concreta la Cassa ha respinto la domanda di condono inoltrata dall'assicurata,
in quanto alla medesima, non avendo annunciato tempestivamente l'aumento di salario
dovuto all'elevato numero di ore straordinarie effettuate dal coniuge nel 2000
presso la ditta __________, non può essere riconosciuta la buona fede (cfr.
consid. 1.3.).
L'interessata
sostiene che il marito non ha beneficiato di un aumento mensile dello
stipendio, bensì di maggiori introiti dovuti alle ore supplementari svolte
dallo stesso nel 2000 al fine di far fronte alle ingenti spese insorte a
seguito della malattia - diabete mellito - di cui soffre il loro figlio minore,
_______. Il numero di ore straordinarie compiute da __________ variava di mese
in mese, per cui egli non sapeva che avrebbe dovuto informarne la Cassa (cfr.
consid. 1.4., doc. _).
A metà
del mese di aprile 2001 la ricorrente ha trasmesso alla Cassa il formulario di
revisione degli assegni di famiglia (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione).
L'amministrazione
ha conseguentemente proceduto a effettuare degli accertamenti da cui sono
emerse le maggiori entrate della famiglia __________ durante l'anno 2000.
2.10. L'art. 41 LAF
prevede espressamente che ogni cambiamento rilevante per il diritto agli
assegni familiari deve essere comunicato alla Cassa competente (cfr. consid.
2.3.).
Inoltre
l'art. 70 Reg.LAF enuncia, in relazione all'assegno integrativo, che è proprio
la Cassa cantonale per gli assegni familiari che deve essere informata (cfr.
consid. 2.3.).
Lo scopo
dell'obbligo di informare consiste nel permettere alla Cassa di eventualmente
modificare l'assegno di famiglia erogato a favore di un assicurato, ovvero di
adeguarlo alla situazione reale dell'interessato.
L'art. 25
cpv. 1 lett. c OPC concernente la modificazione della prestazione complementare
annua, al quale la LAF rinvia in modo generale (cfr. art. 28 e 47 LAF), prevede
che:
"
ad ogni
diminuzione o aumento delle spese riconosciute dalla LPC, dei redditi
determinanti e della sostanza, se durerà prevedibilmente per un periodo di
tempo abbastanza lungo: determinanti sono i nuovi redditi e le spese
duraturi, calcolati su un anno, e la sostanza presente alla sopravvenienza del
cambiamento, se il cambiamento è inferiore a 120 franchi l'anno, si può
rinunciare all'adattamento."
Per la
modifica dell'assegno di famiglia è dunque determinante che l'incremento dei
redditi duri per un lasso di tempo abbastanza lungo.
Nel caso
di specie per contro l'aumento del salario non era stato stabilito in maniera
precisa, per un periodo di tempo di durata indeterminata e con effetto a
partire da una data definita.
Il
numero di ore da compiere oltre il normale orario di impiego non era poi stato
precisato.
Il datore
di lavoro aveva semplicemente chiesto agli operai se erano disposti a svolgere,
in un momento di necessità, ore supplementari. Come precisato dalla __________,
il lavoro straordinario non è in generale programmabile (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione), per cui era impossibile essere al corrente
anticipatamente del numero di ore che i lavoratori avrebbero effettuato.
Dalla
documentazione agli atti emerge in effetti che il marito dell'assicurata ha
iniziato a compiere ore straordinarie soltanto dal mese di febbraio 2000 e che
la quantità delle stesse mutava ogni mese.
ha effettuato complessivamente 147.10 ore di lavoro nel mese di gennaio 2000,
193.53 ore nel mese di febbraio 2000, 202.56 ore nel mese di marzo 2000, 162.70
ore nel mese di aprile 2000, 215.93 ore nel mese di maggio 2000, 148.41 ore nel
mese di giugno 2000, 199.43 ore nel mese di luglio 2000, 85.78 ore nel mese di
agosto 2000. 208.26 ore nel mese di settembre 2000, 195.70 ore nel mese di
ottobre 2000, 196.46 nel mese di novembre 2000, 142.20 ore nel mese di dicembre
2000 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Nei mesi
di aprile, giugno, agosto e dicembre 2000 egli non ha quindi svolto del lavoro
supplementare.
Prima
della fine di ogni mese, __________ non sapeva pertanto né se avrebbe
effettuato delle ore straordinarie, né il relativo numero. Egli quindi ignorava
se ed eventualmente di quanto il suo stipendio mensile sarebbe aumentato.
Solamente
alla fine dell'anno 2000, valutando complessivamente le entrate di cui ha
beneficiato, il marito della ricorrente ha, o perlomeno avrebbe, potuto
rendersi conto dell'effettivo incremento del suo reddito.
si è reso disponibile a lavorare oltre il normale orario di impiego per tentare
di guadagnare di più, al fine di provvedere in modo adeguato alle necessità
della sua famiglia, in primo luogo al pagamento delle accresciute spese causate
dalla malattia del suo bambino, che, non essendo congenita, non è stata presa a
carico dall'AI (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Un'eventuale
comunicazione alla Cassa della semplice volontà del coniuge dell'assicurata di
aumentare il suo reddito sarebbe tuttavia stata ininfluente, in quanto gli
assegni integrativi vengono calcolati computando gli effettivi redditi e la
reale sostanza, che nella fattispecie non erano ancora definiti (cfr. per casi
analoghi DTF 122 V 224 = Pratique VSI 1996 pag. 267; STCA del 9 ottobre 2001
nella causa M.M., 39.2001.16).
Anche il
fatto che l'assicurata non abbia informato la Cassa alla fine di ogni mese in
cui suo marito ha svolto ore supplementari di lavoro è irrilevante, visto che
per il mese concernente l'annuncio essa aveva comunque già percepito l'assegno
integrativo, che è versato all'inizio di ogni mese (cfr. art. 38 cpv. 3 LAF),
ignara dell'ammontare dello stipendio mensile del coniuge e che per i mesi
successivi non era possibile procedere a una modifica dell'assegno, poiché
l'aumento del reddito non era durevole ai sensi dell'art. 25 cpv. 1 lett. c
OPC.
Si tratta
evidentemente di un caso limite (cfr. STFA del 29 gennaio 2001 nella causa R.,
I 144/98; STCA del 24 aprile 2001 nella causa M.-S., 39.2000.39).
Di
conseguenza occorre concludere che, nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre
2000, non sapendo in anticipo se e in che misura al coniuge sarebbe stata data
la possibilità di effettuare delle ore straordinarie, la ricorrente ha
percepito in buona fede gli assegni integrativi erogatile.
2.11. Alla luce di
quanto sopra esposto la decisione emanata dalla Cassa il 30 agosto 2001 va
annullata e l'incarto va rinviato alla Cassa affinché esamini se sono dati i
presupposti dell'onere troppo grave e possa così essere condonata la somma di
fr. 7'356.--, corrispondenti agli assegni integrativi percepiti a torto nel
lasso di tempo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2000.
2.12. Per inciso e
indipendentemente dalla presente vertenza va osservato che l'art. 28 cpv. 3 LAF
sancisce:
"
Il premio per l'assicurazione sociale ed obbligatoria
contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel
calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazioni nel
calcolo."
La LAF
dunque esclude il computo delle spese mediche e dentistiche dal conteggio degli
assegni di famiglia, così come della franchigia prevista dall'assicurazione
malattia, essendo quella porzione di spese di cura e malattia a carico
dell'assicurato (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 della
Commissione della gestione e delle finanze sul messaggio 19 gennaio 1994
relativo all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di famiglia pag.
36).
Anche il
sistema delle prestazioni complementari all'AVS/AI non tiene conto di tali
spese nel calcolo delle PC, tuttavia prevede il rimborso delle spese di
malattia e invalidità per l'anno civile in cui ha avuto luogo la cura nei
limiti di determinati importi (cfr. art. 3 lett. b LPC art. 3d LPC; art. 2
OMPC).
Va
segnalato che a tutto quanto non è possibile far fronte tramite i costi speciali
previsti dalla legge, si deve sopperire mediante l'importo destinato a coprire
il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse
telefoniche, acqua, luce, ecc.; cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea
1998).
Pertanto,
pur comprendendo la difficile situazione della famiglia della ricorrente
confrontata con la malattia del figlio _________, nel calcolo degli assegni
integrativi non possono essere computate le spese per la cura e la dieta del
bambino.
2.13. Di regola, le
ripetibili sono assegnate al ricorrente vincente in causa che è rappresentato
da un'organizzazione Sindacale (DTF 122 V 278; STFA non pubblicata dell'8
luglio 1997 in re D., I 73/96; STFA non pubblicata 3 febbraio 1998 in re M.P.,
I 7/97; STFA non pubblicata del 30 settembre 1998 in re A.C.F.R., I 462/97 e
STFA non pubblicata del 13 gennaio 2000 in re K.K., U 284/99 circa il diritto a
ripetibili della persona cognita in materia) anche in assenza di una esplicita
richiesta (DTF 118 V 139).
Pure un
insorgente patrocinato dall'organizzazione _________ ha diritto a ripetibili
nel caso in cui il suo ricorso sia accolto.
Al
proposito, il Tribunale federale delle assicurazioni, nella sentenza pubblicata
in DTF 126 V 11, ha avuto occasione di ricordare che:
"
Dans un arrêt du 12 juillet 1996 (ATF 122 V
278), le Tribunal fédéral des assurances a changé sa jurisprudence en matière
de droit aux dépens. Il a jugé qu'une partie représentée par l'Association
suisse des invalides (ASI) et qui obtient gain de cause a droit à une indemnité
de dépens, tant pour la procédure de recours fédérale
(ATF 122 V 280 consid. 3e/aa) que pour la
procédure cantonale (VSI 1997 p. 36 consid. 5). A cette occasion, la Cour de
céans a laissé indécis le point de savoir si cette réglementation est
applicable lorsque d'autres organismes offrent une représentation qualifiée aux
assurés (ATF 122 V 280 consid. 3e/bb).
Selon la jurisprudence, peuvent également prétendre
des dépens les assurés qui sont représentés par le Service juridique de la
Fédération suisse pour l'intégration des handicapés (SVR 1997 IV n° 110 p.
341), Pro infirmis (arrêt non publié K du 30 avril 1998), l'Union Helvetia
(arrêt non publié B. du 3 février 1995), le Syndicat industrie et bâtiment
(arrêt non publié S. du 18 octobre 1982), un médecin (consid. 7 non publié de
l'arrêt ATF 122 V 230), la rédaction du Schweizerischer Beobachter (arrêt non
publié H. du 15 février 1999), le Patronato INCA (arrêt non publié G. du 19
novembre 1998), CARITAS (arrêt non publié P. du 28 mai 1998), diverses
communautés de travail de malades et d'invalides (consid. 4 non publié dans
Praxis 1998 n° 59 p. 374; arrêts non publiés S. du 28 novembre 1989 et H. du 7
mars 1986), l'avocat d'une assurance de protection juridique (arrêt non publié
H. du 27 janvier 1992), le Centro Consulenze (arrêt non publié F. du 6 avril
1990) et l'association Schweizerische Multiple Sklerose (arrêt non publié S. du
3 février 1999)."
In
applicazione della giurisprudenza citata e visto l'esito della procedura, la
Cassa verserà all'assicurata, rappresentata dalla __________, fr. 100.-- a
titolo di ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è accolto.
§ La
decisione impugnata è annullata.
2.- E'
riconosciuta la buona fede di __________ per il periodo dal 1° gennaio al 31
dicembre 2000.
Di
conseguenza l'incarto è rinviato alla Cassa cantonale per gli assegni familiari
affinché esamini il presupposto dell'onere troppo grave concernente la
restituzione dell'importo di fr. 7'356.- e pronunci una nuova decisione.
3.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa
verserà alla ricorrente fr. 100.-- a titolo di ripetibili.
4.- Intimazione
alle parti.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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