AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
11.1996.201
Data decisione, Autorità:
07.02.1997, ICCA
Incarto n.
11.96.00201
Lugano,
7 febbraio 1997/gb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La prima Camera
civile del Tribunale d’appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo,
presidente,
G. Bernasconi e Giani
segretaria:
Gianinazzi,
vicecancelliera
sedente
per statuire nella causa ..__________ (azione di divorzio) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna
promossa con petizione del 27 gennaio 1995 da
__________ __________, ora in __________
(patrocinata
dall’avv. __________ __________, __________)
contro
__________, __________
(patrocinato
dall’avv. __________ __________, __________);
esaminati
gli atti,
posti
i seguenti
punti di
questione: 1. Se dev’essere accolto l’appello del 23 dicembre 1996 presentato
da __________ __________ contro la sentenza emessa il 5 dicembre 1996 dal
Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna;
-
Se
dev’essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria introdotta
dall’appellante il 23 dicembre 1996;
-
Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. __________
__________ (1971), cittadino del Kossovo __________ (____________________di
__________), e __________ __________ (1969) si sono sposati a __________ il
__________ 1992. Il marito lavorava come manovale per l’impresa di costruzioni
__________ __________ __________ di __________, la moglie ha continuato a
esercitare la propria attività lucrativa anche dopo il matrimonio. Dall’unione
non sono nati figli. Il 18 ottobre 1994 __________ __________ __________ ha
chiesto al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna il tentativo di
conciliazione, che è decaduto infruttuoso il 15 novembre successivo. I coniugi
si sono separati quello stesso mese.
B. Il 27 gennaio 1995
__________ __________ __________ ha promosso causa di divorzio, rivendicando in
liquidazione del regime dei beni la proprietà dell’intero mobilio e degli
oggetti che si trovavano nell’abitazione coniugale. __________ __________ si è
opposto al divorzio, invocando una colpa preponderante della moglie. Esperita
l’istruttoria, con memoriali conclusivi del 7 e del 15 novembre 1996 l’attrice
e il convenuto hanno mantenuto le rispettive conclusioni. Il Pretore, statuendo
il 5 dicembre 1996, ha accolto la petizione, ha sciolto il matrimonio per
divorzio e ha attribuito all’attrice l’intero arredamento coniugale in
liquidazione del regime dei beni. Le spese del processo, compresa una tassa di
giustizia di fr. 1000.–, sono state poste a carico di __________ __________,
tenuto a rifondere all’attrice fr. 1500.– per ripetibili.
C. Contro la sentenza
del Pretore il convenuto è insorto con un appello del 23 dicembre 1996 nel
quale chiede che, accordatogli il beneficio dell’assistenza giudiziaria, il
giudizio predetto sia riformato nel senso di respingere l’azione di divorzio e
di addebitare all’attrice tutti gli oneri del processo. Nelle sue osservazioni
del 21 gennaio 1997 __________ __________ __________ si oppone al conferimento
dell’assistenza giudiziaria e conclude per il rigetto dell’appello.
Considerando
in diritto: 1. Ognuno dei coniugi
può domandare il divorzio quando le relazioni coniugali siano così
profondamente turbate e scosse che non si possa ragionevolmente esigere da essi
la continuazione dell’unione coniugale; se tale stato dipende da colpa preponderante
di uno dei coniugi, il divorzio può essere domandato soltanto dall’altro (art.
142 CC). Per colpa preponderante si intende un comportamento colpevole
che sia più grave di tutti gli ulteriori elementi di dissidio, ovvero che
superi per causalità le eventuali colpe dell’altro coniuge cumulate ai fattori
oggettivi di disunione (Bühler/Spühler
in: Berner Kommentar, 3ª edizione, note 120 e 122 ad art. 142 CC con numerosi
richiami di dottrina e giurisprudenza; Deschenaux/Tercier/Werro,
Le mariage et le divorce, 4ª edizione, pag. 124 n. 622; v. anche Hinderling/Steck, Das schweizerische Ehescheidungsrecht,
Zurigo 1995, pag. 60 segg.).
-
A parere dell’appellante
la disunione – di per sé incontroversa – si riconduce in concreto al
comportamento della moglie, che ha allacciato una relazione con un terzo
proprio nell’autunno del 1994, poco prima di instare per il tentativo di
conciliazione. Nessun’altra causa giustificherebbe la richiesta di divorzio,
tant’è che i rimproveri a lui rivolti per presunti atteggiamenti anticoniugali
non hanno trovato il minimo riscontro in sede istruttoria. La sua opposizione
al divorzio sarebbe quindi legittima, ben lungi dall’abuso di diritto, e iniquo
apparirebbe finanche il dispositivo pretorile sulle spese e le ripetibili, la
causa di stato ricollegandosi al deliberato contegno della moglie, la quale
vive oggi insieme con il terzo.
-
Il Pretore ha
ritenuto insufficienti le prove intese a dimostrare la colpa preponderante
della moglie nella disunione. Egli ha rilevato che i testimoni assunti hanno
detto bensì di avere visto talune volte l’attrice in compagnia di un altro
uomo, fra il settembre del 1994 e il gennaio del 1995, tuttavia ciò non bastava
a provare una relazione extraconiugale antecedente la separazione. Il fatto che
al tentativo di conciliazione il convenuto si sia dichiarato “disposto a
modificare il suo comportamento seguendo i desideri della moglie” lasciava intendere
piuttosto che il dissidio coniugale dovesse ascriversi ad altre ragioni. La
fattispecie non denotava, di conseguenza, estremi che giustificassero l’opposi-zione
del marito al divorzio (art. 142 cpv. 2 CC). Donde, in sintesi, lo scioglimento
del matrimonio.
-
Non sembra potersi
revocare in dubbio che l’attrice viva oggi – come si desume dalla deposizione
__________ __________ (verbale del 2 luglio 1996, secondo foglio) – con un
altro uomo. Essa contesta in modo generico tale fatto, ma non lo nega seriamente
(le osservazioni all’appello sono, al punto 7, del tutto evasive). Litigioso è
il momento in cui simile relazione ha avuto inizio: se prima o dopo il
verificarsi della turbativa coniugale. Stando al convenuto, il periodo sarebbe
proprio quello dell’autunno 1994, quando sono emerse le incomprensioni e i
dissidi che hanno portato alla separazione del novembre 1994 (interrogatorio
formale del convenuto, verbale del 20 marzo 1996, primo foglio). L’attrice ha
sempre evitato di esprimersi al riguardo, limitandosi a ribadire che nessuna
prova attesta una sua colpa preponderante (da ultimo: osservazioni all’appello,
punto 3). Sia come sia, l’esistenza di una relazione extraconiugale può
configurare colpa preponderante solo se precede la disunione; se è successiva,
la sua causalità viene meno. Incombeva evidentemente al convenuto – che si
prevale dell’art. 142 cpv. 2 CC – recare tale prova (Bühler/Spühler, op. cit., nota 118 ad art. 142 CC).
-
Dall’istruttoria
risulta che l’attrice è stata vista con un altro uomo una volta transitare in
automobile, nel settembre-ottobre 1994, due volte in circostanze imprecisate,
nel dicembre del 1994, e un’altra volta in pizzeria, nel dicembre 1994-gennaio
1995 (deposizione __________, loc. cit.; deposizione __________ __________,
verbale del 20 marzo 1996, terzo foglio). Il teste __________ ha sentito dire dipoi,
fra il settembre e il dicembre del 1994, che l’attrice “aveva una relazione”
con un terzo, fatto riferitogli a più riprese – non si sa quando – anche dalla
moglie di quell’uomo (deposizione __________, loc. cit.). Nulla si conosce
tuttavia sulla natura e l’intensità di tale relazione prima del
tentativo di conciliazione, chiesto il 18 ottobre 1994. Che l’attrice sia stata
vista transitare una volta in automobile con il terzo nel settembre-ottobre
1994 ancora non permette di capire, in effetti, se a quell’epoca i due fossero
semplici conoscenti, normali amici, oppure se avessero allacciato una relazione
contraria ai doveri di matrimonio (ipotesi che non può semplicemente essere presunta).
Gli altri elementi addotti dal convenuto sono tutti successivi al periodo in
cui lo stesso appellante fa risalire la turbativa coniugale (settembre-ottobre
1994: verbale del 20 marzo 1996, primo foglio). Non permettono dunque di accertare
che, nel settembre-ottobre 1994, la moglie avesse (già) una relazione con il
terzo. Quanto al rammarico manifestato dall’appellante – e sottolineato nel
ricorso – per il naufragio del matrimonio, esso non basta manifestamente a
suffragare eventuali responsabilità della moglie.
-
Ne discende che, non
risultando nella fattispecie una colpa preponderante dell’attrice (a norma dell’art.
142 cpv. 2 CC), l’oppo-sizione al divorzio si rivela destituita di buon
fondamento. Il matrimonio non essendo stato sciolto per colpa dell’uno o
dell’altro coniuge, non occorre nemmeno domandarsi se – come reputa il Pretore abbondanzialmente
– possa essere intravista un’even-tuale responsabilità del convenuto nel fatto
che questi si sia dichiarato disposto, durante il tentativo di conciliazione, a
modificare il proprio comportamento.
-
Gli oneri
processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), né è il caso di
riformare – fosse solo per equità – il dispositivo sulle spese processuali di
prima sede, come propone l’appellante. Egli si vede respingere infatti
l’opposizione al divorzio, unico argomento a sostegno della sua resistenza.
Destinata all’insuccesso è pure la richiesta di assistenza giudiziaria in appello.
Ammesso e non concesso che il convenuto versi in gravi ristrettezze finanziarie
(circostanza neppure resa verosimile), al ricorso mancava sin dall’inizio una
reale parvenza di esito favorevole (art. 157 CPC). Non soccorrono dunque le
premesse per un esonero dalle spese processuali né per una concessione del
gratuito patrocinio.
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,
pronuncia: 1. L’appello è respinto e la
sentenza impugnata è confermata.
-
La richiesta di assistenza
giudiziaria è respinta.
-
Gli oneri processuali, consistenti
in:
a) tassa di
giustizia fr. 350.–
b) spese fr.
50.–
fr.
400.–
sono
posti a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 900.– per
ripetibili di appello.
- Intimazione:
– avv. __________
__________, __________;
– avv. __________
__________, __________.
Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.
Per la prima Camera civile del Tribunale
d’appello
La presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster