AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.2001.150
Data decisione, Autorità:
07.05.2001, CEF
Incarto n.
15.2001.00150
Lugano
7 maggio 2001
/EC/fc/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Rusca
segretario:
Cassina, vicecancelliere
statuendo
sul ricorso 31 marzo 2001 di
contro
l’operato dell’ Ufficio di esecuzione e fallimenti di Riviera e
meglio contro l’avviso di pignoramento nell’esecuzione n. __________ promossa
nei confronti del ricorrente da
richiamata l’ordinanza presidenziale 4 aprile 2001, con la quale al
ricorso non è stato concesso l’effetto sospensivo;
viste
le osservazioni:
–
19 aprile 2001 del __________;
–
27 aprile 2001 dell’UEF del distretto di Riviera;
esaminati
atti e documenti;
ritenuto
in fatto: A. Con
PE n. __________ del 23/24 agosto 2000 dell’UEF di Riviera, il Patriziato di
__________ ha proceduto nei confronti di __________ per fr. 20’000.– oltre accessori.
B. Con
pronunciato 25 ottobre 2000, cresciuto in giudicato, il Pretore di Riviera ha rigettato
in via definitiva l’opposizione interposta dall’escusso.
C. Il
26 febbraio 2001 il Patriziato di __________ ha presentato la domanda di proseguimento
dell’esecuzione nei confronti di __________. Il creditore ha allegato alla
domanda di proseguimento dell’esecuzione la sentenza di rigetto
dell’opposizione del 25 ottobre 2000 della Pretura di Riviera. Sulla scorta di
tale documentazione, il 23 marzo 2001 l’UEF di Riviera ha trasmesso
all’escusso l’avviso di pignoramento datato 15 marzo 2001, indicando che il 25
aprile 2001 nel pomeriggio avrebbe proceduto al pignoramento per un credito di
fr. 21'156.45 oltre interessi e spese.
D. Con
tempestivo ricorso 31 marzo 2001 __________ si è aggravato contro l’avviso di
pignoramento postulandone in sostanza l’annullamento, atteso che:
– “in qualità di
mandatario di tale pignoramento figura __________ in uno con tale __________,
che devo presumere essere persone o rappresentanti del Patriziato o delegate
del medesimo. Chiedo a codesto spettabile Ufficio di voler verificare (…) quali
siano i titoli del precitato __________ (eventualmente in uno con il parimenti
indicato __________) per operare a nome del Patriziato di __________ ”;
– “con riferimento al
presunto credito insinuato, posso immaginare (…) che esso si riferisca ad una
garanzia bancaria da prestarsi in ragione del contratto di affitto della
masseria “La __________ ”;
– “per decenni (…) ho
regolarmente prestato ogni garanzia bancaria richiesta dai legali
rappresentanti dell’organo con cui conclusi i contratti d’affitto”;
– “il mancato deposito
della garanzia bancaria (…) fu dovuto non già a negligenza o a inosservanza
delle scadenze proposte, ma al fatto che il Patriziato di __________ non
rispettò né ha rispettato i termini del contratto così come stabiliti”;
E. Ritenuto
che al gravame non è stato concesso l’effetto sospensivo, il 25 aprile 2001
l'UEF di Riviera ha effettuato presso l’escusso il pignoramento preavvisato con
l’atto impugnato.
F. Con
tempestive osservazioni 19 aprile 2001 il Patriziato di __________ si è opposto
al gravame asseverando che la pretesa dedotta in esecuzione trova il suo fondamento
nel contratto di affitto del 7 aprile 1988 stipulato tra il Patriziato di
__________ e __________.
G. Delle
osservazioni 27 aprile 2001 con le quali l’UEF di Riviera postula la reiezione
del gravame si dirà, se per quanto necessario, in seguito.
Considerato
in diritto: 1. La
domanda di proseguimento dell’esecuzione nei confronti di __________ del 26
febbraio 2001 è stata presentata, munita del sigillo patriziale, per il
Patriziato di __________ dal proprio Ufficio patriziale e sottoscritta da colui
che a quel momento era il Presidente di tale ufficio, __________, e dalla
Segretaria __________. Presidente e Segretaria possono rappresentare a non
averne dubbio l’Ufficio patriziale, che per legge è l’organo esecutivo del
Patriziato (art. 92 lett. a della Legge organica patriziale). L’eccezione
d’ordine sollevata dal ricorrente e relativa alla valida rappresentanza del
Patriziato deve pertanto essere respinta, ritenuto che è irrilevante il fatto
che l’UEF abbia erroneamente indicato il Presidente ed un altro membro
dell’Ufficio patriziale quali mandatari del procedente e non quali
rappresentanti dell’Ufficio patriziale, organo del Patriziato medesimo (art. 64
LOP), non arrecando tale imprecisione nocumento alcuno all’escusso.
- a. Se il debitore è soggetto all’esecuzione in via di pignoramento
l’ufficio d’esecuzione, ricevuta la domanda di continuazione, procede senza
indugio al pignoramento o vi fa procedere dall’ufficio del luogo dove si
trovano i beni da pignorare (art. 89 LEF). Il debitore deve essere avvisato del
pignoramento almeno il giorno prima (cfr. art. 90 primo periodo LEF).
b. L'Ufficio di
esecuzione non è tenuto a esaminare l'eventuale inesistenza del credito posto
in esecuzione. L'escusso può ricorrere ex art. 17 LEF contro la continuazione
dell'esecuzione unicamente se il precetto esecutivo è scaduto, se non è stata
fatta domanda di prosecuzione o se l'opposizione non è stata rigettata in via
definitiva (cfr. André E.
Lebrecht in: Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, 1998, n. 6 ad art. 88 LEF).
All'escusso che intendesse ottenere l'annullamento dell'esecuzione a seguito
dell’inesistenza del credito rimane aperta la via dell'azione ex art. 85a LEF.
- Orbene,
nel caso in esame il Patriziato di __________ ha chiesto il 26 febbraio 2001 il
proseguimento dell’esecuzione n. __________ sulla base della sentenza del
Pretore di Riviera del 25 ottobre 2000, cresciuta in giudicato. Di conseguenza
l’UEF di Riviera ha agito correttamente emettendo dapprima in data 15/23 marzo
2001 l’avviso di pignoramento e poi procedendo in data 25 aprile 2001
all’allestimento del relativo verbale di pignoramento.
In
concreto dunque nessuna censura può essere rivolta nei confronti dell’Ufficio
di esecuzione e fallimenti di Riviera, avendo quest’ultimo agito in ossequio a
quanto previsto dalla LEF: la contestazione sollevata dal ricorrente secondo
cui il Patriziato di __________ non vanterebbe alcuna pretesa nei suoi
confronti, concerne unicamente una questione di merito sottratta al potere di
cognizione di questa Autorità di vigilanza.
Il
ricorso è di conseguenza respinto.
- Sulle
tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art.
17 LEF (Jean–François Poudret /
Suzette Sandoz–Monod, Commentaire
de la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10
all’art. 81, pag. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà
del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF
125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62
cpv. 2 OTLEF).
richiamati
gli art. 17, 89 e 90 LEF, art. 61 e 62 OTLEF, art. 64 e 92 lett. a LOP
pronuncia: 1. Il
ricorso 31 marzo 2001 di __________, è respinto.
-
Non
si prelevano tasse, né si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione
a:
– __________
Comunicazione all’UEF di
Riviera.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il
presidente
Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster