(art. 2 cpv. 2 lett. b)
PremessaI termini sono elencati in ordine alfabetico.
Apparecchi o dispositivi nei quali sono accelerati esclusivamente elettroni e che generano raggi X senza essere destinati a tale scopo. Sono considerati apparecchi che emanano radiazioni parassite anche i microscopi elettronici.
Schermatura di un impianto che, durante l’esercizio dell’impianto, confina completamente le radiazioni dirette, diffuse e parassite, escluse le aperture per l’introduzione dei campioni, e le scherma in modo tale da ridurre l’intensità di dose ambientale a 10 cm di distanza dalla superficie dell’impianto a meno di 1 µSv l’ora e da impedire che, in ogni punto accessibile, i limiti di dose per gli individui della popolazione siano superati.
Schermatura di un impianto o di un’unità d’irradiazione che confina completamente le radiazioni dirette, diffuse e parassite e le scherma in modo tale da ridurre l’intensità di dose ambientale a 10 cm di distanza dalla superficie dell’impianto a meno di 1 µSv l’ora e da impedire che, in ogni punto accessibile, i limiti di dose per gli individui della popolazione siano superati.
Dosimetro personale elettronico che permette di visualizzare direttamente la dose accumulata nonché, a dipendenza della finalità dell’impiego, altre informazioni dosimetriche.
L’indice di concentrazione di attività I risulta dalla seguente formula:
I =C Ra226/300 Bq/kg +C Th232/200 Bq/kg +C K40/3000 Bq/kg
doveC Ra226,C Th232eC K40corrispondono alle concentrazioni di attività in Bq/kg dei rispettivi radionuclidi nel materiale da costruzione.
Vincoli di dose a fini di ottimizzazione nelle esposizioni mediche diagnostiche o interventistiche oppure, nel caso di radiofarmaci, valori dell’attività. I livelli diagnostici di riferimento vengono fissati per esami tipici su un gruppo di pazienti di corporatura standard o su fantocci standard per tipi di apparecchi definiti in via generale.
Procedimento di misurazione volto a rilevare incorporazioni, senza stabilire la dose efficace corrispondente. In caso di superamento di un valore soglia prefissato, si deve eseguire una misurazione dell’incorporazione, stabilendo la dose efficace impegnata.
Impianti a raggi X con tensione del tubo non superiore a 70 kV, con corrente del tubo non superiore a 15 milliampere (mA) e con un diametro del campo di radiazioni ≤6 cm.
Procedimento grazie al quale è fabbricato un prodotto finale radiofarmacologico seguendo le disposizioni di marcatura conformi all’autorizzazione di uno strumento di marcatura per la diagnostica.
Medicinali contenenti radionuclidi le cui radiazioni trovano un’applicazione diagnostica o terapeutica. Sono considerati radiofarmaci ai sensi della presente ordinanza soprattutto:
Interventi diagnostici o terapeutici ai quali si procede, sotto controllo delle immagini, mediante radiazioni ionizzanti. Ne fanno parte anche interventi di altre branche specialistiche al di fuori della radiologia, p. es. angiologia, chirurgia, gastroenterologia, cardiologia, ortopedia, terapia del dolore o urologia.
Isotopo radon-222.
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