Sentenza del 30 agosto 2006 Corte dei reclami penali Composizione Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presidente, Barbara Ott e Tito Ponti, Cancelliere Luca Fantini
Parti
A., rappresentato dall’avv. Anne Schweikert, Reclamante
contro
MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, Controparte
Oggetto Reclamo contro rifiuto di accesso agli atti (art. 105 cpv. 2, 116 e 214 PP)
Bundesstrafgericht Tribunal pénal fédéral Tribunale penale federale Tribunal penal federal Numero dell’incarto: BB.2006.37
Fatti:
A. A. è oggetto di un’indagine preliminare di polizia giudiziaria per titolo di rici- claggio di denaro (art. 305bis CP). L’indagine concerne in tutto una dozzina di persone, fisiche e giuridiche, denunciate per riciclaggio di denaro, falsità in documenti ed altri reati ed è condotta dall’antenna di Lugano del Ministe- ro Pubblico della Confederazione (MPC).
B. Con scritto del 31 maggio 2006, il patrocinatore di A. ha chiesto al MPC di poter consultare i documenti “spontaneamente forniti” dal suo cliente trami- te i precedenti patrocinatori, e questo per meglio prepararsi ad un interro- gatorio indetto per il 2 giugno successivo. Nella sua risposta del 1° giugno 2006, anticipata via fax, il magistrato inquirente ha però negato al difensore l’accesso agli atti del procedimento, adducendo quale motivi della sua op- posizione il segreto dell’inchiesta e il pericolo di collusione.
C. Avverso questa decisione, il 6 giugno 2006 A. è insorto con un reclamo dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chie- dendone l’annullamento. A sostegno della sua impugnativa il reclamante censura una violazione degli art. 118 PP e del diritto di essere sentiti sanci- to all’art. 29 Cost.; il diniego opposto dal MPC all’accesso a certi atti pena- lizzerebbe inoltre ingiustamente il suo nuovo difensore, che non ha potuto – contrariamente al precedente – vedere gli atti da lui forniti all’autorità inqui- rente.
D. Con decreto del 21 giugno 2006 il Presidente della Corte dei reclami penali ha respinto la domanda di effetto sospensivo contenuta nel gravame.
E. Con osservazioni del 3 luglio 2006 il MPC postula la reiezione del reclamo giudicandolo inammissibile ed infondato. Per l’autorità inquirente il gravame sarebbe superato dagli avvenimenti, giacché il previsto interrogatorio del 2 giugno scorso ha potuto avere luogo senza difficoltà e senza riferimento alcuno alla documentazione richiesta. Nel merito, la decisione impugnata non violerebbe il diritto di essere sentiti, mentre il fatto di non aver fatto o conservato copia della documentazione fornita agli inquirenti costituirebbe una chiara negligenza da parte dell’indagato e del suo precedente patroci- natore.
F. Nella replica del 14 luglio 2006, A. ha sostanzialmente ribadito le proprie allegazioni e conclusioni, contestando l’esistenza in concreto di un pericolo di collusione tale da impedirgli la possibilità di accedere agli atti del proce- dimento istruito a suo carico. Non è stata richiesta una duplica al MPC. Diritto:
La Corte dei reclami penali esamina d’ufficio l’ammissibilità del rimedio e- sperito senza essere vincolata, in tale ambito, dalla denominazione dell’atto o dall’autorità indicata come competente nello stesso (DTF 122 IV 188 consid. 1 e giurisprudenza citata). 1.1. Giusta l’art. 105bis cpv. 2 PP gli atti e le omissioni del Procuratore generale della Confederazione possono essere impugnati con ricorso alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, seguendo le prescrizioni pro- cedurali degli art. 214-219 PP. La decisione impugnata è stata spedita via fax il 1° giugno 2006; il reclamo datato 6 giugno 2006 è pertanto tempesti- vo, essendo stato introdotto nel termine di cinque giorni di cui all’art. 217 PP. La legittimazione attiva del reclamante, imputato nel procedimento in esame, adempie i requisiti di cui all’art. 214 cpv. 2 PP.
Il potere cognitivo della Corte dei reclami penali differisce a seconda della natura delle impugnative esaminate. Nei casi relativi a misure coercitive (quali, ad esempio, i sequestri penali o le detenzioni) la Corte esamina l’insieme degli elementi sottoposti al suo giudizio con piena cognizione, ne- gli altri casi essa si limita a controllare se l’autorità inquirente ha reso la sua decisione rispettando i limiti del proprio potere di apprezzamento o se inve- ce ha ecceduto tali limiti. In specie, il reclamante lamenta una violazione del suo diritto di essere sentito in relazione alla mancata concessione dell’accesso agli atti deciso dal procuratore federale; non trattandosi di una misura di natura coercitiva, la CRP esaminerà pertanto la censura con un potere cognitivo ristretto (TPF BB.2005.93 + BB.2005.96 del 24 novembre 2005, consid. 2, e riferimenti ivi citati).
l’autorizzazione di consultare dei documenti volontariamente trasmessi dall’imputato non dovrebbe di principio essere mai negata se non in pre- senza di un chiaro e preponderante interesse pubblico alla non consulta- zione, poggiante su di elementi concreti e dovutamente sostanziati dall’autorità inquirente (v. a questo proposito VERNIORY, Les droits de la dé- fense dans les phases préliminaires du procès pénal, Berna 2005, pagg. 398-399). Nella fattispecie, il MPC si limita ad invocare un potenziale rischio di collusione omettendo di evidenziare in che modo l’accesso a questi particolari atti - necessariamente già conosciuti almeno nelle grandi linee dall’imputato - possa realmente nuocere all’inchiesta in corso. Il po- tenziale rischio di collusione, già di per sé piuttosto ipotetico vista la durata delle indagini, può inoltre essere ulteriormente ridotto concedendo ad e- sempio al reclamante unicamente la possibilità di visionare gli atti senza poterli fotocopiare, così come prospettato dallo stesso reclamante nel suo reclamo (v. reclamo del 6 giugno 2006, pag. 3). 3.3. Non può infine nemmeno essere condiviso l’argomento del MPC secondo cui la domanda di accesso agli atti del reclamante del 31 maggio/1°giugno 2006 fosse unicamente funzionale alla preparazione dell’interrogatorio pre- visto per il 2 giugno successivo e che per questo l’atto di reclamo sarebbe divenuto privo di oggetto. Si rileva innanzitutto che il reclamante nelle sue richieste del 31 maggio e del 1°giugno 2006 non ha mai dichiarato di volere accedere agli atti in questione unicamente in vista della preparazione dell’ imminente interrogatorio. Egli ha semplicemente richiesto di potere visiona- re tali atti prima di comparire davanti al MPC. Questa richiesta, oltre ad es- sere perfettamente comprensibile, non pregiudica in niente il diritto dell’imputato ad avere accesso agli atti della causa per i quali non esiste un interesse alla non consultazione durante l’intero procedimento. 3.4. Alla luce delle considerazioni precedenti le limitazioni imposte alla consul- tazione degli atti violano il principio della proporzionalità. Di conseguenza il MPC ha abusato del suo potere discrezionale nell’applicare l’art. 116 PP (v. consid. 2, supra).
derale (RS 173.711.31). Giusta il suo art. 3 cpv. 3, se entro l’udienza finale il patrocinatore non fa pervenire la sua nota delle spese, l’onorario è fissato secondo il libero apprezzamento del Tribunale. Nelle procedure davanti alla Corte dei reclami penali, la data della decisione fa stato e sostituisce quella della chiusura dei dibattimenti. Tenuto conto del presumibile e necessario dispendio causato dalla presente causa, in concreto viene assegnata al re- clamante un’indennità forfetaria (IVA inclusa) di fr. 1’500.-- a titolo di ripeti- bili, da porre a carico del MPC. Al reclamante, infine, deve essere restituito l’anticipo delle spese di fr. 1’000.-- da lui versato.
Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia:
Bellinzona, il 31 agosto 2006
In nome della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale
Il Presidente: Il Cancelliere:
Comunicazione a:
Informazione sui rimedi giuridici
Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.