AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
11.1998.170
Data decisione, Autorità:
28.12.1998, ICCA
Incarto n.
11.98.00170
Lugano
28 dicembre 1998/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La prima Camera
civile del Tribunale d’appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo,
presidente,
G. A. Bernasconi e Giani
segretaria:
Gronchi
Pozzoli, vicecancelliera
sedente
per statuire nella causa .._____ (azione di divorzio) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa
con petizione del 10 aprile 1996 da
__________ __________, __________
(patrocinata
dall’avv. __________ __________, __________)
contro
__________.
__________ __________,
__________;
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti di
questione: 1. Se deve essere accolto l’appello del 19 ottobre 1998 presentato
da __________ __________ contro la sentenza emessa il 9 settembre 1998 dal
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6;
Il giudizio sulle spese e le ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. __________ __________ (1949)
e __________ nata __________ (1959) si sono uniti in matrimonio il __________
1985 a __________. Dall’unione è nato __________, il __________ 1987. Il
marito, __________, è alla dipendenza della __________ ____________________
__________ di __________, della quale è amministratore unico, mentre la moglie
lavora presso la __________ __________ __________ di __________. Dopo il
fallimento di un primo tentativo di conciliazione, anche quello chiesto da
__________ __________ il 29 agosto 1995 è decaduto infruttuoso il 10 novembre
1995. I coniugi vivono separati della fine del 1995, quando la moglie e il figlio
si sono trasferiti in un altro appartamento.
B. Con petizione del 10
aprile 1996 __________ __________ ha postulato il divorzio, l’affidamento del
figlio (riservato il diritto di visita del padre), un contributo alimentare
scalare per il figlio e uno di fr. 6’000.– mensili per sé, lo scioglimento
della comproprietà relativa a un immobile appartenente ai coniugi, il versamento
di un importo pari al 25% del valore di un’autovettura e di fr. 5’000.– per
l’arredamento della camera matrimoniale. Nella sua risposta dell’11 giugno 1996
__________ __________ ha aderito al divorzio e all’affidamento del figlio, ma
ha offerto un contributo alimentare scalare per il figlio inferiore a quello
richiesto e uno di fr. 1’854.– mensili per la moglie, oltre a un importo pari
al 25% del valore della citata automobile. Nei successivi allegati ogni parte
ha ribadito le proprie tesi. All’udienza preliminare del 29 novembre 1996 i
coniugi hanno dichiarato di essersi accordati su un importo pari al 25% del
valore dell’autovettura e su un’indennità di fr. 5’000.– per l’arredamento
della camera matrimoniale.
C. Il 18 settembre 1997
__________ __________ ha adeguato le sue domande, riducendo in particolare a
fr. 2’300.– mensili il contributo alimentare per sé e chiedendo che fosse
accertato un suo credito di fr. 118’830.– verso il marito. Quest’ultimo non ha
preso posizione. Ultimata l’istruttoria, con memoriale conclusivo del 18 giugno
1998 __________ __________ ha confermato le domande di petizione così com’erano
state adeguate in pendenza di causa. __________ __________ non ha presentato conclusioni
né è comparso al dibattimento finale del 26 giugno 1998.
D. Statuendo il 9
settembre 1998, il Pretore ha pronunciato il divorzio, ha affidato il figlio
alla madre (riservato il diritto di visita del padre), ha imposto a __________
__________ un contributo alimentare mensile per il figlio di fr. 1’217.–
mensili fino al 30 settembre 1999, di fr. 1’317.– mensili fino al 30 settembre
2003 e di fr. 1’577.– mensili fino al 30 settembre 2005, oltre un contributo di
fr. 2’300.– mensili all’ex moglie, e ha riconosciuto l’attrice creditrice nei
confronti del convenuto per fr. 118’830.–. Le spese, con una tassa di giustizia
di fr. 2’000.–, sono state poste per un decimo a carico dell’attrice e per il
resto a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 6’000.–
per ripetibili.
E. Con appello del 19
ottobre 1998 __________ __________ impugna la citata sentenza, chiedendo di
essere esonerato dal versamento di contributi alimentari per moglie e figlio.
Nelle sue osservazioni del 2 dicembre 1998 __________ __________ propone di
respingere l’appello in ordine, subordinatamente nel merito.
Considerando
in diritto: 1. L’appellata chiede di
dichiarare irricevibile il gravame per mancanza di requisiti formali. Ora,
l’atto di appello deve contenere la dichiarazione di appellare con
l’indicazione precisa dei punti della sentenza che si intendono impugnare, le domande,
come pure i motivi di fatto e di diritto sui quali l’appello si fonda (art. 309
cpv. 2 lett. d, e, f CPC). Se tali requisiti mancano il gravame è nullo (art.
309 cpv. 5 CPC). La sanzione della nullità va nondimeno applicata con cautela:
non è nullo l’appello dal cui contenuto, sebbene impreciso, risulti chiara
l’intenzione di impugnare la sentenza di primo grado nella misura in cui sia
sfavorevole all’appellante e dalla cui irregolarità formale non derivi alcun
pregiudizio alla controparte (Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile annotato, Lugano 1993, nota 13 ad art. 309 CPC).
In concreto, per quanto
riguarda le domande di giudizio, il ricorso denota senza equivoco la volontà
dell’appellante di essere esonerato da qualsiasi contributo alimentare a favore
di moglie e figlio, come pure da qualsiasi prestazione pecuniaria a favore
della moglie, e di ottenere una diversa ripartizione dei costi del processo.
Sotto tale profilo l’appello è ricevibile. Per contro, il gravame è del tutto
carente sotto il profilo della motivazione, l’appellante non confrontandosi
affatto con la dettagliata motivazione del Pretore. Ciò basterebbe per
respingere l’appello in ordine (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il
cpv. 5; Rep. 1985 pag. 338). Sia come sia, si volesse anche prescindere da tale
insufficienza, l’appello non sarebbe destinato a miglior sorte per le ragioni
che seguono.
-
Il Pretore,
accertata la colpa del marito nella disunione dei coniugi, ha disciplinato le
conseguenze accessorie del divorzio fondandosi su entrate del convenuto per fr.
9’514.15 mensili e su introiti della moglie per fr. 2’264.–. Calcolato il
fabbisogno minimo del marito in fr. 5’168.50 (compreso il contributo alimentare
di fr. 1’300.– per il figlio) e quello della moglie in fr. 3’486.80, egli ha
obbligato il convenuto a versare alla moglie una rendita di fr. 2’300.– mensili
giusta l’art. 151 cpv. 1 CC.
-
L’appellante
sostiene, in estrema sintesi, di non avere autorizzato il suo precedente
patrocinatore a stipulare un accordo con la controparte durante l’udienza del
29 novembre 1996 e di non essere l’unico responsabile della disunione; egli
rileva inoltre di conseguire un reddito mensile di soli fr. 6’000.–,
contestando che il reddito dell’ex moglie, argomentando che il di lei convivente
dovrebbe contribuire agli oneri correnti e rivendicando un orologio “__________
” regalatogli a suo tempo dall’attrice.
a) Contrariamente
a quanto pretende l’appellante, all’udienza del 29 novembre 1996 egli era
personalmente presente e ha sottoscritto il verbale dal quale risulta che le
parti si sono accordate nel senso di fissare il contributo per il figlio in fr.
1’300.– mensili e quello per la moglie in fr. 2’400.– mensili (inc.
..__________). Che il convenuto fosse assente alla
precedente udienza del 29 ottobre è pertanto di alcun rilievo.
b) Sulle
cause della disunione, risulta dagli atti che durante i due tentativi di conciliazione
l’appellante ha ammesso di intrattenere relazioni extraconiugali. Tenuto conto
del fatto che l’istruttoria non ha permesso di dimostrare i rimproveri mossi
dall’appellante alla moglie, l’accertamento di una colpa causale a carico del marito
è del tutto corretto.
c) In
merito al reddito, giovi ricordare che il giudizio sulle pensioni alimentari,
conseguenza accessoria del divorzio, è soggetto nel Cantone Ticino alla massima
dispositiva e al principio attitatorio (Rep. 1987 195; Spühler/Frei-Maurer
in: Berner Kommentar, Ergänzungsband 1991, n. 84 ad art. 151). Incombeva pertanto
all’interessato allegare e provare i fatti su cui fonda le sue pretese. Dal fascicolo
processuale non si evince alcun elemento che attesti una riduzione delle sue
entrate, né i motivi per i quali rispetto a un reddito dichiarato di fr.
10’500.– mensili (risposta, pag. 4 e doc. 1) egli percepirebbe ora soltanto fr.
6’000.–. Ciò vale anche per il reddito dell’attrice, non intravedendosi sulla
scorta di quale elemento andrebbe rimesso in discussione l’ammontare di fr.
2’264.– mensili (doc. N).
d) Per
quel che concerne l’eventuale partecipazione alle spese correnti da parte del
convivente dell’ex moglie, è appena il caso di ricordare che l’interessato ha
smentito la pretesa convivenza (deposizione __________ __________). Non
soccorrono quindi le premesse per modificare il fabbisogno della moglie considerato
dal Pretore.
e) Quanto
infine alla rivendicazione dell’orologio “__________ ”, a prescindere dalla
circostanza che la domanda non è nemmeno stata presentata in prima sede (onde
la sua irricevibilità: art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), l’appellante non ha
addotto alcuna prova al riguardo. Anche tale richiesta si rivela perciò
inconsistente.
f) In
definitiva, con un’eccedenza mensile di fr. 5’645.65 (fr. 9’514.14 meno fr.
3’868.50), il convenuto è in grado di versare i contributi di fr. 1’217.–
mensili per il figlio e di fr. 2’300.– mensili per l’attrice.
-
L’appellante chiede
di porre i costi del processo a carico delle parti in ragione di metà ciascuno
e di essere esonerato dal pagamento di ripetibili. Egli dimentica però che
l’attrice, salvo una lieve riduzione del contributo alimentare per il figlio,
esce vincente su quasi tutta la linea, di modo che la ripartizione decisa dal
primo giudice non configura né abuso né eccesso di apprezzamento.
-
Gli oneri
processuali del presente giudizio vanno posti a carico dell’appellante (art.
148 cpv. 1 CPC), che rifonderà alla controparte un’adeguata indennità per
ripetibili.
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,
pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile,
l’appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.
- Gli oneri processuali,
consistenti in:
a) tassa di
giustizia fr. 300.–
b) spese fr.
50.–
fr.
350.–
sono
posti a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 500.– per
ripetibili di appello.
- Intimazione a:
– __________. __________ __________, __________;
– avv. __________
__________, __________.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.
Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster