AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 15.1998.186
Data decisione, Autorità: 15.03.1999, CEF
Incarto n. 15.98.00186
Lugano 15 marzo 1999/B/fp/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Pellegrini, vicepresidente Zali e Giani (quest'ultimo in sostituzione del giudice Cometta, assente)
segretario:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 21 settembre 1998 di
ambedue patr. dall'avv. Luca __________
contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Riviera e meglio contro l’attestato di carenza di beni 7 settembre 1998 risp. il provvedimento 28 settembre 1998 confermante l’attestato di carenza di beni emesso nell’esecuzione n. __________ promossa dai ricorrenti contro
viste le osservazioni 28 ottobre 1998 dell’UEF di Riviera;
completata l’istruttoria;
ritenuto
in fatto:
A. __________ e __________ procedono contro __________ per l’incasso di loro crediti.
B. Dal verbale delle operazioni di pignoramento 1. settembre 1998 risulta che __________ ha dichiarato di percepire uno stipendio lordo di fr. 2’000.-- al mese e fr. 1’360.-- dall’assistenza sociale, per un totale di fr. 3’360.-- - che l’UEF di Riviera ha fissato in fr. 3’060.-- netti -, di non possedere alcun bene e di avere venduto immobili nel 1992 alla __________ di __________. Il minimo di esistenza del debitore è stato calcolato dall’UEF come segue:
minimo base fr. 1’370.--
affitto fr. 1’045.--
cassa malati fr. 213.--
figlia fr. 300.--
spese fr. 200.--
totale fr. 3’128.--
Ritenuto che di fronte ad un introito netto di fr. 3’060.--, non risultava eccedenza pignorabile, il 7 settembre 1998 l’UEF di Riviera ha emesso a favore dei ricorrenti un attestato di carenza di beni per l’importo di fr. 44’577.10.
C. Con ricorso 21 settembre 1998 __________ e __________ si sono aggravati contro il predetto provvedimento, sostenendo che dall‘atto non risulta alcuna indicazione in merito agli introiti del debitore, per cui non è dato sapere se egli svolge un’attività, se è disoccupato, oppure invalido. Inoltre non traspare alcun elemento in merito alla sostanza, a prescindere dall’affermazione di non possedere immobili. I ricorrenti hanno rilevato che __________ dovrebbe essere l’unico azionista della __________ con sede a __________, della quale è pure amministratore unico. A questo riguardo hanno chiesto che venisse verificato chi ha sottoscritto l’aumento del capitale sociale da fr. 50’000.-- a fr. 100’000.--, avvenuto nel corso del 1997 e, se del caso, di procedere al pignoramento delle azioni.
I creditori hanno poi chiesto che venissero esaminate le condizioni di vendita del diritto di superficie concesso dal Patriziato di __________ a __________ nell’ottobre 1987. Dal Registro fondiario, hanno rilevato, risulta che l’escusso ha venduto alla __________ il diritto di superficie nel 1992 per l’importo di fr. 400’000.--. Parte del prezzo di vendita è stato saldato tramite l’assunzione degli oneri ipotecari. Per la rimanenza, ossia per oltre fr. 121’000.--, __________ è rimasto creditore nei confronti della società. I ricorrenti hanno quindi preteso che venisse verificato se, quando ed in che modo la ditta ha onorato il suo debito. Nella misura in cui non potesse venire accertato l’avvenuto pagamento dell’intero prezzo, essi hanno chiesto di procedere al pignoramento del credito.
e __________ hanno poi chiesto all’UEF di Riviera di procedere, dopo avere eseguito i necessari accertamenti, ad emettere un nuovo provvedimento. In caso contrario essi hanno postulato la trasmissione del ricorso all’Autorità di vigilanza.
D. Con provvedimento 28 settembre 1998 l’UEF di Riviera ha confermato l’attestato di carenza di beni 7 settembre 1998.
E. Con scritto 2 ottobre 1998 i ricorrenti hanno confermato all’UEF di Riviera di avere ricevuto copia della lettera 7 maggio 1998 della __________ e __________ (doc. O), rilevando che sulla base di tale scritto l’UEF ha ritenuto di non pignorare né le azioni di __________, né il credito vantato nei confronti della __________. I creditori si sono dichiarati in disaccordo con l’operato dell’UEF, riconfermandosi nel loro ricorso 21 settembre 1998.
F. Con le sue osservazioni 28 ottobre 1998 l’UEF di Riviera ha rilevato quanto segue:
è amministratore unico della __________ di Iragna, di cui è unico dipendente, con un salario lordo mensile di fr. 2’000.--, risp. netto di fr.1’875.95 (doc. E);
la moglie è casalinga;
i coniugi __________ hanno una figlia undicenne;
le spese di cassa malati per tre persone ammontano a fr. 206.50 al mese (doc. F);
le spese di locazione ammontano a fr. 890.-- al mese più fr. 155.-- di spese accessorie mensili (doc. G);
ha fatto valere un debito per una nota di onorario 30 settembre 1997 nei confronti dell’avv. __________ (doc. H) e due PE di ca. fr. 6’000.-- (doc. I);
l’Ufficio di assistenza sociale di __________, su avviso del Municipio di __________, ha accordato a __________ un importo di fr. 900.-- al mese dal 1. agosto 1998 fino alla fine del 1998 (doc. L);
il debitore non possiede beni immobili;
il furgoncino e l’autovettura (entrambi in leasing) sono intestati alla __________.
G. Interrogato formalmente __________ ha confermato le sue dichiarazioni all’UEF di Riviera e la relativa documentazione. Egli ha poi dichiarato che il sussidio mensile dall’Assistenza sociale lo percepisce dall’ottobre 1996 a tutt’oggi. Inoltre riceve un assegno integrativo di fr. 470.-- al mese per sua figlia. L’aumento di capitale della __________ da fr. 50’000.-- a fr. 100’000.-- è stato effettuato dopo avere ottenuto un prestito bancario privato, garantito dai suoi suoceri. Per questo debito paga un interesse del 4% oltre fr. 3’000.-- di ammortamento all’anno. L’escusso ha poi affermato di avere venduto l’edificio situato a __________ con il diritto di superficie alla __________ per fr. 400’000.--. Il prezzo di vendita è stato soluto con la ripresa da parte della __________ delle ipoteche esistenti di ca. fr. 250’00.--. A quel tempo egli aveva un credito di ca. fr. 120’0000.-- nei confronti della società acquirente. Per quel che riguarda questo suo credito l’escusso ha rinviato alla lettera 7 maggio 1998 della __________ e __________ (doc. O). Egli ha poi rilevato di avere donato le azioni al portatore per una quota del 55% a sua figlia al momento dell’aumento del capitale, senza che sia stato stipulato né un contratto e nemmeno siano state pagate tasse di successione. Il rimanente 45% delle azioni erano fino al biennio 97/98 di sua proprietà. Egli ha poi rilevato che come si evince dalla predetta lettera doc. O le azioni non hanno ormai più alcun valore, poiché la perdita supera il capitale. __________ ha dichiarato di non essere a conoscenza di procedure esecutive nei confronti della __________. L’automobile marca Ford, del valore al momento dell’acquisto circa tre anni prima di fr. 24’000.--, è in leasing a nome della società, mentre il furgoncino, pure dapprima in leasing, appartiene ora alla società. __________ ha dichiarato che attualmente sua moglie non lavora.
Considerato
in diritto:
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
a) Dalle dichiarazioni di __________ risultanti dal verbale per le operazioni di pignoramento sottoscritto dal debitore il 1. settembre 1998, dalla relativa documentazione, così come dalle sue dichiarazioni, rilasciate durante l’interrogatorio formale, emergono i seguenti dati concernenti il suo introito e le sue spese:
Introito
salario __________ fr. 1’875.--
sussidio dall’assistenza sociale + assegno figlia fr. 1 370.--
totale fr. 3’245.--
Minimo di esistenza
minimo base fr. 1’370.--
affitto fr. 1’045.--
cassa malati fr. 213.--
supplemento figlia fr. 300.--
spese fr. 200.--
totale fr. 3’128.--
L’eccedenza mensile pignorabile ammonta pertanto a fr. 117.-- al mese.
b) Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento 1. settembre 1998, steso dall’UEF di Riviera e sottoscritto dal debitore, di cui alla narrativa fattuale sub B, emerge __________ ha dichiarato di essere stato edotto che la dissimulazione di beni, l’arbitraria disposizione di oggetti pignorati e l’incompleta indicazione dei beni che gli appartengono è punibile secondo gli art. 164, 169 e 323 n. 2 del Codice penale. Egli ha poi dichiarato che le indicazioni contenute nel predetto verbale sono esatte. Interrogato formalmente, sotto la comminatoria dell’art. 306 Codice penale, il debitore ha dichiarato per quel che concerne l’aumento del capitale sociale della __________ da fr. 50’000.-- a fr. 100’000.--, avvenuta nel corso del 1997, di avere ottenuto un prestito bancario grazie alla garanzia prestata dai suoi suoceri. Il 55% delle azioni della predetta società le ha donate a sua figlia. Il debitore ha poi rinviato alla lettera 7 maggio 1998 della società di revisione della __________ (doc. O). In questo scritto la __________ e __________ ha confermato che per la tassazione biennio 97/98 il capitale di __________ ammontava a fr. 1’411.--. Il bilancio della società al
Orbene sulla base di queste dichiarazioni, non risultano elementi atti a ritenere che __________ al momento del pignoramento disponeva di ulteriori beni pignorabili, oltre all’eccedenza mensile di fr. 117.--.
L’accertamento d’ufficio dei fatti avviene infatti nei limiti delle allegazioni delle parti e di quanto emerge oggettivamente dagli atti. In caso di dubbio sulla veridicità di tali dichiarazioni e della documentazione prodotta, i ricorrenti devono adire le vie penali, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in tal senso, pur dovendo dar atto ai creditori che lascia alquanto perplessi il fatto che secondo quanto dichiarato da __________, amministratore unico della __________, contro quest’ultima non vi sono procedure esecutive in corso, nonostante le sue perdite superino il valore del capitale azionario.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 17 e 93 LEF
pronuncia
1.1. Di conseguenza l’attestato di carenza di beni 7 settembre 1998 emesso dall’UEF di Riviera per fr. 44’577.10 a favore __________ e di __________ nei confronti di __________ è annullato.
1.2. L’UEF di Riviera procederà al pignoramento dell’importo di fr. 117.-- al mese dal salario di __________.
Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.
Contro questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
Intimazione:
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il vicepresidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
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