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Numero d'incarto:
15.2002.00084
Data decisione, Autorità:
24.06.2002, CEF
Incarto n.
15.2002.00084
Lugano
24 giugno
2002
/JC/fc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Rusca
segretario:
Jaques, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 21 maggio 2002 di
contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti
di Locarno, e meglio contro il sequestro n. __________ dell’importo di fr.
25'000.-- versato al ricorrente dalla __________, provvedimento eseguito a
favore di
viste le
osservazioni 3 giugno 2002 di quest’ultima e 11 giugno 2002 dell’UEF di
Locarno;
esaminati
atti e documenti
ritenuto
in fatto e considerando in diritto:
che
il ricorrente si aggrava contro il sequestro dell’importo di fr. 25'000.--
versatogli dalla __________, che reputa assolutamente impignorabile ai sensi
dell’art. 92 cpv. 1 n. 9 LEF, sussidiariamente relativamente impignorabile
giusta l’art. 93 LEF, allegando che tale importo è stato versato quale
riparazione del danno subito dal ricorrente nella vertenza che lo oppone al
Comune di __________;
che
la resistente si oppone al ricorso, facendo valere che dalla convenzione sul
versamento delle prestazioni di assicurazione versata agli atti dal ricorrente
a sostegno della sua impugnazione (doc. D) non risulta a che titolo la
__________ ha versato l’importo sequestrato, circostanza che dovrà essere
dimostrata dal sequestrato nell’ambito di una causa giudiziaria;
che,
come lo rileva a giusto titolo l’UEF di Locarno, l’ufficio di esecuzione
deve di principio eseguire il decreto di sequestro senza stare ad esaminarne la
validità materiale;
che in particolare, non
gli compete verificare la verosimiglianza delle condizioni del sequestro ai
sensi dell’art. 272 LEF (cfr. CEF 6 marzo 2001 [15.01.18], cons. 2);
che
tuttavia, se il decreto di sequestro, riservati i casi di nullità ex art. 22
LEF, può essere contestato unicamente mediante opposizione ai sensi dell’art.
278 LEF, il ricorso ex art. 17 LEF è invece possibile contro l’esecuzione del
sequestro, poiché essa avviene a cura dell’ufficio di esecuzione (cfr. art. 274
cpv. 1 LEF);
che in
particolare l’impignorabilità dei beni sequestrati ai sensi degli art. 92 e 93
LEF (ai quali rinvia l’art. 275 LEF) va fatta valere con ricorso ex art. 17 LEF
(cfr. Dominik Gasser, Das
Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem SchKG, ZBJV 1994, p.
610 ad g; Pierre-Robert Gilliéron, Le séquestre dans la LP
révisée, in BlSchK 1995, p. 140 ad B; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6a ed., Berna 1997, n. 50
ad § 51; Walter A. Stoffel,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 26 ad
art. 274; Hans Reiser,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 65 ad
art. 275 e 14 ad art. 278; Louis Dallèves,
Le séquestre, Fiche Juridique n. 740, Genève 1999, p. 12 ad B 2°; Pierre-Robert
Gilliéron, Commentaire de la
LP, vol. II, Losanna 2000, n. 49 ss. ad art. 92; n. 11 ad art. 93; di altro
parere: Yvonne Artho von Gunten,
Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, nota 17, p. 130, e p. 157 s., secondo
la quale il ricorso ex art. 17 LEF sarebbe sussidiario rispetto all’opposizione
ex art. 278 LEF; poiché il giudice dell’opposizione può esaminare la questione
della pignorabilità solo prima facie, essendo la stessa di competenza esclusiva
dell’ufficio di esecuzione, l’opposizione appare in tal caso un rimedio
incongruo, cfr. Gasser,
op. cit., loc. cit.);
che in
virtù dell’art. 92 cpv. 1 n. 9 LEF sono impignorabili le rendite, indennità in
capitale e altre prestazioni elargite alla vittima o ai suoi parenti per
lesioni corporali, danno alla salute o morte d’uomo, in quanto costituiscano
indennità a titolo di riparazione morale, o risarcimento per le spese di cura o
per l’acquisto di mezzi ausiliari;
che
siffatte prestazioni sono impignorabili indipendentemente dal carattere
pubblico o privato dell’ente che le eroga (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 164 ad art. 92, e per quanto
concerne le assicurazioni private: n. 174 ss. ad art. 92);
che le
indennità per perdita di guadagno sono invece relativamente pignorabili ai
sensi dell’art. 93 LEF (cfr. Georges Vonder
Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol.
II, n. 33 ad art. 92; Gilliéron, op.
cit., n. 170 ad art. 92);
che nel
caso di specie la somma di fr. 25'000.-- è stata versata al ricorrente dalla
__________ per conto del proprio assicurato, il Comune di __________, quale
liquidazione della pratica di sinistro “in connessione con l’infortunio del
07.04.1999 avvenuto nell’area cimiteriale” (cfr. doc. D);
che la
liquidazione, forfetaria, si riferisce ai pregiudizi patiti dall’escusso, ossia
torto morale e perdite di guadagno avvenuti in passato (cfr. dichiarazione 17
giugno 2002 della __________, prodotti dall’escusso il 19 giugno 2002);
che
risulta impossibile distinguere quanto dell’indennità è impignorabile e quanto
è relativamente pignorabile;
che la
questione può comunque essere rimanere indecisa;
che
infatti, le indennità destinate a risarcire una perdita di guadagno, seppur in
forma di capitale ‑ quand’anche dal profilo terminologico non possano
essere qualificate come “redditi” ‑, sono relativamente pignorabili, in
virtù del testo stesso dell’art. 93 cpv. 1 LEF;
che
appare quindi condivisibile l’opinione di Gilliéron
(op. cit., n. 81 ad art. 93), secondo la quale l’ufficio, in caso di
pignoramento di indennità in capitale contemplate dall’art. 93 cpv. 1 LEF,
dovrebbe autorizzare l’escusso ad acquisire una rendita vitalizia immediata a
mezzo del capitale, per limitare il pignoramento alla parte della rendita
eccedente il minimo di esistenza;
che nel
caso di specie, tenuto conto del fatto che la somma rimanente effettivamente
sequestrata è di fr. 8’606,35, è ovvio che un’eventuale rendita vitalizia
calcolata su un capitale così esiguo risulterebbe inferiore al minimo di
esistenza dell’escusso, che può essere stimato prima facie in almeno fr.
1'863,30 (minimo di base: fr. 1'100.--; affitto: fr. 700.--; premio di base per
la cassa malati al netto del sussidio cantonale: fr. 63,30 [cfr. domanda di
sostegno sociale 25.7.01, all. 14]; spese di trasferte: fr. 0.--, visto che
l’escusso non ha attività lucrativa);
che la
questione della (limitata) pignorabilità della rimanente indennità assicurativa
potrebbe certo porsi in termini diversi qualora l’escusso dovesse ottenere il
pagamento di rendite AI arretrate per il periodo posteriore all’esecuzione del
sequestro (8 maggio 2002), anche se un versamento diretto di parte
dell’arretrato alla sequestrante non sembra possibile ai sensi degli art. 50
cpv. 2 LAI e 85bis OAI;
che allo
stadio attuale non si può però privare l’escusso della sua sola fonte di
reddito;
che può
così essere lasciata indecisa la questione di sapere se è compatibile con il
principio della buona fede l’affermazione dell’escusso secondo la quale la
somma di fr. 8'606,35 rappresenta la parte – impignorabile – dell’indennità
destinata a risarcire il torto morale, la parte relativa alla perdita di
guadagno essendo già stata utilizzata per il proprio sostegno;
che
pertanto il ricorso è da accogliere;
che
occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al
sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17
LEF (Jean-François Poudret/Suzette
Sandoz-Monod, Commentaire de
la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 ad art.
81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del
legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF
125 III 383 cons. 2a);
che per
lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati
gli art. 17, 92 cpv. 1 n. 9, 93, 275, 278 LEF; 61 e 62 OTLEF
pronuncia:
Il ricorso 21 maggio 2002 __________, è
accolto.
1.1. Di
conseguenza, l’esecuzione del sequestro n. __________ decretato dalla Pretura
di Locarno-Campagna il 29 aprile 2002 è annullata e l’importo sequestrato è
liberato a favore di __________
-
Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione a: - __________;
Comunicazione
all’UEF di Locarno.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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