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Numero d'incarto:
16.1998.67
Data decisione, Autorità:
24.09.1998, CCC
Incarto n.
16.98.00067
Lugano
24 settembre 1998/kc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
cassazione civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Cocchi e Giani
segretaria:
Petralli Zeni, vicecancelliera
sedente per giudicare il ricorso per
cassazione 19 maggio 1998 presentato da
(patr. dall’avv. _____________)
Contro
la sentenza 8 maggio 1998
del Giudice di pace del circolo della Riviera nella causa civile inappellabile
promossa con istanza 4 marzo 1998 da
con la quale l’istante ha
chiesto l’accertamento del suo diritto di proprietà sulla vettura Chevrolet Camaro
Typ LT oggetto del pignoramento no. ________ eseguito dall’UEF di Riviera, domanda
accolta dal primo giudice,
letti ed esaminati gli atti,
considerato
in fatto e in diritto:
- Nell’ambito
dell’esecuzione promossa dalla _____________ nei confronti di _____________ per
l’incasso di fr. 8’392.20 per pigioni arretrate e altre spese in relazione alla
locazione, a tutela del diritto di ritenzione della locatrice l’UEF di Riviera
ha allestito l’inventario dei beni che si trovavano nell’ente locato, tra i
quali una vettura Chevrolet Camaro Typ LT che _____________ ha rivendicato
essere di sua proprietà.
Con
istanza 4 marzo 1998 _____________ ha quindi promosso nei confronti di
_____________ un’azione giudiziaria giusta l’art. 107 cpv. 5 LEF rivendicando
il suo diritto di proprietà su quest’oggetto. A comprova del suo buon diritto
egli ha prodotto il contratto denominato “incarico di vendita” (doc. B) e la
licenza di circolazione a lui intestata (doc. C).
La
convenuta si è opposta alla pretesa avversaria prevalendosi del suo diritto di
ritenzione sulla vettura che si trovava presso la conduttrice.
-
Con
il querelato giudizio il giudice di pace, basandosi sulle prove documentali
dalle quali ha dedotto la prova del diritto di proprietà dell’istante sul bene
rivendicato, ha accolto l’istanza ordinando lo stralcio dall’inventario della
vettura.
-
Con
il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo,
_____________ è insorta contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento
sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. La
ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le
risultanze istruttorie ed erroneamente applicato il diritto materiale, in
particolare per essersi pronunciato sul diritto di proprietà dell’istante sul
bene inventariato –di principio non oggetto di controversia– anziché esprimersi
sulla prevalenza del diritto di ritenzione.
Al
ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di
pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di
diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata
di atti di causa o di prove.
Per
costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria
quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso
o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non
sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III
130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).
- Controverso
nella fattispecie è essenzialmente il fatto di sapere se il diritto di
ritenzione della convenuta prevalga sul diritto di proprietà dell’istante, di
per sé non contestato.
L’art.
268 CO concede al locatore di locali commerciali un diritto di ritenzione sui
mobili che si trovano nei locali, a garanzia del pagamento della pigione e
delle spese accessorie. Questo diritto si estende anche ai beni di proprietà di
terzi (Higi, Commentario zurighese, 1995, n. 51 ad art. 268–268b CO; Lachat,
Le bail à loyer, 1997, pag. 214 segg. n. 6; SVIT Kommentar, n. 4 segg.
ad art 268–268b CO). A tutela del suo diritto di ritenzione il locatore può
domandare l’assistenza dell’ufficio di esecuzione (art. 283 cpv. 1 LEF), il
quale procederà all’allestimento di un inventario degli oggetti vincolati al
diritto di ritenzione e fisserà al locatore un termine per promuovere
l’esecuzione in via di realizzazione del pegno (art. 283 cpv. 3 LEF). Le
pretese di terzi sui beni oggetto del diritto di ritenzione non ne impediscono
l’inventario, ma possono essere oggetto di una procedura di rivendicazione ex art.
106–109 LEF (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs–und Konkursrechts,
1997, § 34 n. 27 p. 277). Nell’ambito di questa procedura di rivendicazione,
vanno risolte eventuali contestazioni tra locatore e terzo rivendicante (DTF
104 III 27, 96 III 69 consid. 1).
Contrariamente
a quanto concluso dal primo giudice, in questa procedura non basta che il terzo
provi che il bene inventariato gli appartiene, ma deve altresì provare che
questo suo diritto di proprietà prevale su quello di ritenzione del locatore.
Secondo
l’art. 268a cpv. 1 CO questa circostanza si verifica nel caso in cui il terzo
riesce a provare che il locatore sapeva o doveva sapere che l’oggetto conteso
non apparteneva al conduttore.
È
infatti al terzo che compete l’onere della prova su questa circostanza
specifica, poiché la buona fede del locatore è presunta (Higi, op.cit.,
n. 52 segg. ad art. 268–268b; SVIT, op.cit., n. 8 ad art. 268–268b CO).
Nel
caso di specie, poiché l’istante si è limitato a contestare in modo generico il
diritto di ritenzione della convenuta senza minimamente indicarne i motivi, –in
particolare per quanto riguarda la buona fede della locatrice in rapporto
all’attività della conduttrice, rimasta inespressa nella controversia– è il
diritto di ritenzione del locatore che prevale sul suo diritto di proprietà
sulla vettura Chevrolet Camaro, inventariata presso la conduttrice
_____________, ancorché in sé pacifico.
Ne
discende che il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione invocato,
con particolare riferimento alla manifesta, erronea applicazione del diritto
sostanziale da parte del primo giudice, deve essere accolto.
Accogliendo
il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC,
la Camera decide il merito della controversia.
- Tasse
e spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC).
Per
la prima sede alla convenuta non viene riconosciuta nessuna indennità per
ripetibili, siccome non richiesta.
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 327 segg. CPC,
per le spese l'art. 148 CPC e la LTG
pronuncia: I. Il
ricorso per cassazione 19 maggio 1998 di _____________ è accolto.
Di
conseguenza la sentenza 8 maggio 1998 del Giudice di pace del circolo di
Riviera è annullata e sostituita dal seguente giudicato:
L’istanza è respinta.
Non si prelevano tasse di giustizia. Le spese, totale fr. 20.–,
sono poste a carico dell’istante.
II. Le
spese e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 150.– già anticipate dalla
ricorrente, sono poste a carico di _____________ il quale verserà alla
ricorrente fr. 200.– a titolo di ripetibili per questa sede ricorsuale.
III. Intimazione
a:
Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo della Riviera.
Per la Camera di cassazione civile
del Tribunale d’appello
Il presidente
La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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