AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
17.1999.55
Data decisione, Autorità:
27.01.2000, CCRP
Incarto n.
17.1999.00055
Lugano
27 gennaio 2000/rf
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Corte
di cassazione e di revisione penale
del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
G.A. Bernasconi e Cometta
segretario:
Isotta, cancelliere
sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 7
settembre 1999 presentato dal
Procuratore pubblico del Cantone Ticino
contro
la sentenza emanata il 28 luglio 1999 dalla Corte delle assise criminali in Lugano
nei confronti di
____________,
(patrocinato dall'avv. __________);
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti di questione: 1.
Se dev'essere accolto il ricorso per cassazione;
Il giudizio sulle spese.
Ritenuto
in fatto: A. Il
20 settembre 1998 alle ore 8.30 ____________, cittadino croato domiciliato a
Fiume (Rijeka), si è presentato al valico doganale di Chiasso su una Mercedes
"230 E" con targhe croate appartenente a ____________, pure risiedente
in Croazia. Partito da Fiume il giorno prima, egli era intenzionato – a suo
dire – a raggiungere la Germania passando dalla Svizzera. Insospettiti dalla
recente data di emissione del passaporto e da numerosi timbri d'entrata e di
uscita apposti da vari Stati balcanici, le guardie di confine hanno ispezionato
il veicolo. Rinvenute nel bagagliaio una tanica vuota e due pompe elettriche
della benzina nuove, esse hanno sospettato la manomissione del serbatoio.
Smontato il sedile posteriore, gli agenti hanno spostato leggermente il
serbatoio dalla sua sede e con l'ausilio di uno specchio hanno visto dietro di
esso alcuni involucri avvolti con nastro adesivo marrone. ____________, che
durante l'ispezione del veicolo aveva dato segni di nervosismo, è stato ammanettato
e condotto negli uffici, dove è stato guardato a vista e spogliato degli
effetti personali, tranne i vestiti. Nel frattempo le guardie hanno prelevato
uno degli involucri. Analizzatone il contenuto per mezzo di reagenti, esse
hanno riscontrato la presenza di eroina. Il serbatoio è stato perciò rimosso,
ciò che ha consentito di ricuperare 35 “pani” di circa 0.5 kg l'uno contenenti
eroina. La quantità complessiva di eroina sequestrata, con un grado di purezza
media del 30%, è risultata di circa 16.5 kg. Smontato il serbatoio della
Mercedes, è stato possibile scoprire anche un sistema elettrico che consentiva
l'apertura del ricettacolo contenente i “pani” grazie a un'apertura della
lamiera dietro lo schienale del sedile.
B. Con sentenza del 28 luglio 1999 la Corte delle assise criminali in
Lugano ha prosciolto ____________ dall'accusa di violazione aggravata della
legge federale sugli stupefacenti. Essa ha ritenuto che l'imputazione di avere
detenuto, trasportato e trafugato in Svizzera dalla Croazia, d'intesa con
____________ (proprietario del veicolo), transitando dalla Slovenia e
dall'Italia, l'eroina rinvenuta dalle guardie di confine durante il controllo
eseguito al valico di confine la mattina del 20 settembre 1998 non era sorretta
da prove sufficienti.
C. Contro la sentenza di assise il Procuratore pubblico ha presentato
il 28 luglio 1999 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di
revisione penale. Nei motivi del gravame, presentati il 7 settembre successivo,
egli chiede che ____________ sia riconosciuto colpevole di violazione aggravata
della legge federale sugli stupefacenti e sia condannato a 10 anni di reclusione
con espulsione a vita dal territorio svizzero. In subordine egli postula,
l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti a un'altra Corte
di assise per nuovo giudizio. Nelle sue osservazioni del 5 ottobre 1999
____________ propone di respingere il ricorso.
Considerando
in diritto: 1. Il
Procuratore pubblico rimprovera alla prima Corte di non avere correttamente apprezzato
gli indizi a carico dell'imputato, in particolare di averli vagliati
singolarmente e non nel loro insieme, giungendo in tal modo a una conclusione
insostenibile e pertanto arbitraria. In sostanza, egli censura l'accertamento
dei fatti e la valutazione delle prove operati dalla Corte di assise. Ora, la
Corte di cassazione e di revisione penale è abilitata a rivedere gli
accertamenti di prima sede solo con cognizione circoscritta all'arbitrio (art.
288 lett. c CPP). L'accertamento può essere censurato, quindi, solo ove risulti
manifestamente insostenibile o in aperto contrasto con gli atti (DTF 124 I 208
consid. 4, 174 consid. 2g, 123 I 5 consid. 4a, 121 I 114 consid. 3a, 120 Ia 40
consid. 4b).
- Fondandosi su quanto ha raccontato l'accusato, i primi giudici hanno
rilevato che la fattispecie aveva preso avvio all'inizio di settembre del 1998,
quando ____________ aveva chiesto allo stesso accusato di accompagnarlo in
Macedonia – lui e sua figlia Renata – fungendo da autista, poiché gli era stata
ritirata la patente. ____________ intendeva raggiungere suoi parenti profughi
dal Kosovo per aiutarli. Dato che aveva tempo e che il viaggio era pagato,
l'imputato ha accettato e ha compiuto insieme con loro la trasferta a bordo
della Mercedes, appena acquistata da ____________, partendo da Fiume, passando
dall'Ungheria, dalla Romania e poi dalla Bulgaria. Giunti in Macedonia, l'imputato,
sua figlia e ____________ si sono fermati per una decina di giorni a Ohrid, una
località poco distante dal confine albanese. A quel momento il prevenuto è
rimasto per qualche tempo solo o in compagnia di sua figlia e di un cameriere
che lavorava in un bar vicino al luogo dove egli alloggiava. Il rientro a fiume
– sempre secondo il prevenuto – è avvenuto tra il 16 e il 17 settembre 1998
lungo lo stesso percorso dell'andata. Sia alla dogana bulgara sia a quella
ungherese l'automobile è stata sottoposta a controlli (una volta anche con
l'ausilio di un cane), senza esito. In Ungheria, il motore della Mercedes si è
improvvisamente spento. Il prevenuto e ____________ hanno in un primo momento
creduto che fosse finita la benzina. Era notte e pioveva. Fattosi giorno, essi
hanno rifornito la Mercedes di carburante con una tanica, ma il motore non
partiva. Un meccanico del luogo ha poi individuato il guasto nella rottura
della pompa della benzina; egli ha quindi proceduto alla riparazione (sentenza,
pag. 7 e 8).
La Corte
di assise ha in seguito accertato che prima di lasciarsi a Fiume, ____________
aveva chiesto all'imputato se fosse disposto ad accompagnarlo come autista in
Germania, dove egli si sarebbe dovuto incontrare con altri parenti profughi,
bisognosi di assistenza. Dato che il viaggio non sarebbe durato più di due o
tre giorni, egli aveva acconsentito. Era partito così dalla sua abitazione, al
volante della Mercedes, la mattina di sabato 19 settembre 1998, da solo. Al
momento di consegnargli l'automobile, ____________ gli aveva detto infatti che
avrebbe raggiunto l'Italia con un amico, dandogli appuntamento in prossimità di
un parcheggio poco oltre il confine con la Slovenia. Incontratosi con il lui
nel pomeriggio di quel sabato, quegli lo aveva pregato di partire verso la
Svizzera, in modo da raggiungere la Germania o la Francia. ____________ – così
ha riferito l'accusato – non conosceva ancora la destinazione esatta, poiché
doveva prima incontrarsi a Trieste con amici che l'avrebbero orientato sul
paese ove si trovavano i profughi che intendeva soccorrere. In quella città
____________ avrebbe appreso che tali persone erano reperibili dalle parti di
Milano. Percorrendo l'autostrada Trieste-Udine-Milano, il prevenuto e
____________ hanno raggiunto verso sera i dintorni della metropoli lombarda.
L'accusato ha però sbagliato uscita autostradale, perdendosi. I due hanno pertanto
deciso di trascorrere la notte in automobile, in un parcheggio occupato anche
da altri veicoli, con gente che dormiva. Ripartiti la mattina presto, essi si
sono fermati, su indicazione di ____________, in un bar di Como, dove hanno
bevuto un caffè senza incontrarsi con nessuno. Ripreso il viaggio e percorsi alcuni
chilometri in direzione di Chiasso-strada, ____________ ha chiesto all'accusato
di fermarsi. Sceso dall'automobile, egli ha detto che doveva incontrare le
persone che non aveva visto a Trieste, dando appuntamento al prevenuto in
Svizzera, in un bar situato sulla destra a tre o quattro chilometri dal
confine. ____________ ha lasciato all'accusato anche un telefono cellulare,
assicurandogli che lo avrebbe richiamato in Svizzera per l'incontro. Giunto al
valico doganale – come visto – il prevenuto è stato arrestato, dopo che le
guardie di confine avevano rinvenuto l'eroina nascosta nella Mercedes (sentenza,
pag. 8 e 9).
- Il Procuratore pubblico si duole che la Corte di assise non abbia ritenuto
inverosimile la versione dei fatti data dall'imputato, nonostante le palesi e
significative contraddizioni in cui il quegli è caduto nel corso dell'inchiesta
e del dibattimento. Egli censura pertanto di arbitrio la conclusione dei primi
giudici, per i quali non vi sono fondati motivi di non credere all'accusato.
a) Stando alla sentenza impugnata, il ricorrente si è in effetti più
volte contraddetto. Soltanto dopo avere preso atto della deposizione delle
figlia – hanno rilevato i primi giudici – egli si è ricordato di avere
raccontato una bugia alla moglie, facendole credere, al momento della partenza
per la Macedonia, che essi si sarebbero recati in Italia per la vendemmia.
Sempre secondo la Corte di assise, mentre durante l'inchiesta l'imputato ha
affermato che da Ohrid (Macedonia) ____________ si era recato in Albania con la
Mercedes, al dibattimento egli ha riferito che in realtà non ne era sicuro,
visto che per alcuni giorni egli non aveva più notato l'automobile nel posto
dove era stata posteggiata all'arrivo e che ____________ gli aveva riferito di
averla prestata a un parente e, in seguito, di averla portata in un'autorimessa
per una riparazione. D'altro canto, solo grazie alla deposizione della figlia
il prevenuto si era ricordato che ____________ gli aveva proposto di accompagnarlo
in Germania non dopo essere ritornati dalla Macedonia, come in un primo momento
aveva sostenuto, ma già durante il viaggio di ritorno. Secondo la Corte di
assise l'accusato si sarebbe infine ulteriormente contraddetto, facendo credere
in un primo tempo che la tanica trovata nella Mercedes era stata acquistata da
____________ prima della partenza per la Macedonia e dicendo in seguito di
avere pensato che si trattava di un accessorio in dotazione dell'automobile (sentenza,
pag. 9).
b) I primi giudici non hanno tuttavia considerato determinanti tali
contraddizioni e imprecisioni. Rilevato che l'esperienza insegna come spesso
sia difficile rievocare con precisione fatti passati, essi hanno rilevato che
non soltanto non erano emersi fatti suscettibili di smentire apertamente
l'accusato, ma che su più di un punto il racconto trovava conforto nelle
risultanze istruttorie. Ad ____________ – secondo la Corte di merito – era
stata effettivamente ritirata la licenza di condurre, tant'è che anche nei
viaggi precedenti si era fatto accompagnare da un terzo (il tassista
____________). Che il prevenuto sia stato ingaggiato proprio perché
____________ non aveva più la patente è stato anche confermato da ____________
e dallo stesso ____________, che in tal modo evitava di pagare il citato
tassista. Sempre per i primi giudici, anche il motivo che ____________ avrebbe
addotto per giustificare la trasferta in Macedonia (il soccorso a famigliari
profughi) trovava conferma nelle deposizioni dello stesso ____________, che
confermava di essersi assentato per tre giorni da Ohrid, e di __.
____________ e ____________ – a mente della Corte di assise – hanno pure
confermato sia i controlli doganali, sia il guasto alla pompa di benzina della
Mercedes sulla via del ritorno A loro volta, ha soggiunto la Corte di merito,
il titolare e la cameriera del bar “ ” hanno confermato che,
effettivamente, durante la sosta a Como per bere un caffè il prevenuto e il suo
compagno di viaggio non si sono incontrati con altre persone. Pur rilevando
infine che ____________ contestava di avere accompagnato l'imputato in Italia,
facendo valere di essersi limitato a prestargli l'automobile per due giorni, in
modo da permettergli di raggiungere la Germania, la Corte di assise non ha
creduto a costui, sia perché egli aveva avanzato la proposta di farsi
accompagnare in Germania davanti a ____________, sia perché proprio la sera del
20 settembre 1998 verso mezzanotte, egli aveva telefonato a ____________
pregandolo di andare a prenderlo con il suo taxi a Trieste, sia perché è stato
possibile accertare che i due avevano varcato il passaggio doganale tra la
Slovenia e la Croazia alle ore 1.30 del 21 settembre successivo, sia perché
____________ ha riferito che uno o due giorni dopo la partenza del padre e di
____________, costui le aveva telefonato dicendole di essere in Italia e che
sarebbe arrivato presto in Italia (sentenza, pag. 10 e 11).
c) Il
Procuratore pubblico rimprovera alla prima Corte di essere caduta in arbitrio
considerando quale elemento di conferma della versione dell'imputato il fatto
che ____________ era sprovvisto della patente, circostanza che non è stata
oggetto di alcuna inchiesta. La doglianza non può essere condivisa. A prescindere
dal fatto che incombeva se mai al Ministero pubblico verificare la fondatezza
della contestata allegazione, i primi giudici non hanno ciecamente creduto al
prevenuto, ma si sono fondati su elementi di rilievo, come la traduzione della
decisione 14 aprile 1998 con la quale l'autorità croata ha ritirato
all'accusato la patente (infliggendogli pure una multa di 11 mila kune), sulla
circostanza che già nei suoi viaggi precedenti ____________ si era fatto
accompagnare dal tassista ____________ e sulle deposizioni di ____________ e di
____________, che hanno confermato quanto riferiva lo stesso imputato
(sentenza, pag. 10). Ritenendo l'accusato credibile sui motivi che avrebbero
spinto ____________ a ingaggiarlo, la Corte di assise non ha pertanto violato
il divieto dell'arbitrio.
d) A
mente del Procuratore pubblico, la Corte di merito sarebbe caduta in arbitrio
anche dando credito all'affermazione, secondo cui l'imputato e ____________ non
si sono incontrati con altre persone a Como. Le testimonianze della cameriera e
della gerente dell'esercizio ove i due si sarebbero fermati – egli assevera –
hanno potuto riferire unicamente di ciò che è avvenuto all'interno del locale
per il tempo necessario alla consumazione di due caffè. È quindi possibile che
un incontro abbia potuto avere luogo altrove. Se non che, l'argomento è di
chiara connotazione appellatoria e, come tale, inammissibile in un ricorso per
cassazione fondato sul divieto dell'arbitrio.
e) Il
Procuratore pubblico fa valere che non può neppure essere condivisa la conclusione
della Corte di assise, secondo cui l'affermazione dell'imputato di avere
saputo solo durante il viaggio di ritorno dalla Macedonia della successiva
partenza per la Germania, troverebbe conferma nella testimonianza della figlia
__________. Sia quest'ultima sia ____________ – egli obietta – hanno fornito
versione discordanti. Il Procuratore pubblico trascura però che i primi giudici
hanno avvertito il problema, rilevando che soltanto dopo avere sentito la deposizione
della figlia il prevenuto si è ricordato che la proposta di accompagnarlo in
Germania gli era stata fatta da ____________ non dopo essere ritornati dalla
Mecedonia, come in un primo momento aveva sostenuto, ma già durante il viaggio
di ritorno (sentenza, pag. 9). Come si è visto, essi hanno però precisato che
le contraddizioni emerse al riguardo – come pure su altri episodi – non erano
tali da minare la credibilità del soggetto, ove si consideri che l'esperienza insegna
come non sia sempre facile rievocare il passato su dettagli di contorno, specialmente
ove chi li ripropone non vi attribuisce particolare importanza, e che, per il
resto, non sono emersi fatti suscettibili di smentire l'accusato. Il ricorrente
considera arbitrarie anche tali considerazioni, facendo carico ai primi giudici
di avere sottovalutato le contraddizioni fondandosi sull'esperienza giudiziaria
anziché valutarne il significato nell'ambito delle versioni fornite dal
prevenuto. A torto, giacché la Corte di assise non si è accontentata di
esaminare la credibilità dell'accusato sulla sola scorta delle considerazioni
richiamate nel ricorso (ossia limitandosi a rilevare che le contraddizioni in
cui l'accusato sarebbe caduto potevano essere finanche scusabili), ma ha
valutato l'affidabilità del soggetto anche alla luce di altri riscontri
oggettivi – esenti da arbitrio – suscettibili a suo giudizio di confermarne i
contenuti essenziali (sentenza, pag. 11). Anche su questo punto la sentenza
impugnata è pertanto esente da arbitrio.
- Il Procuratore pubblico rimprovera alla Corte delle assise criminali
di avere errato manifestamente, ritenendo che l'assenza di ____________ al
momento di varcare le frontiere non costituisse ancora un elemento idoneo a
rendere poco credibile la giustificazione addotta dal compagno di viaggio,
segnatamente quella di voler incontrare persone che fossero in grado di
orientarlo sul paese in cui si trovavano i profughi. ____________ – soggiunge
il Procuratore pubblico – era per l'imputato un albanese del Kosovo, uno
"spitar", ovvero una persona sgradita e inaffidabile. L'argomentazione
non dimostra però la manifesta insostenibilità dell'opinione espressa dalla
prima Corte, stando alla quale l'assenza di ____________ alla partenza da Rijeka
e in prossimità dei passaggi di confine, segnatamente nei pressi della dogana
svizzera, non doveva necessariamente insospettire l'imputato. La prima Corte ha
infatti considerato a suo favore che anche durante la precedente trasferta in
Macedonia ____________ non lo aveva coinvolto nei suoi spostamenti e negli
incontri con le persone ivi incontrate e che già poche ore dopo il fermo in
dogana egli aveva rivelato la presenza nella zona dello stesso ____________,
fornendone i connotati, ciò che mal si concilia con una collusione tra i due
(sentenza, pag.12). Domandandosi inoltre se i pretesi amici
"italiani" esistessero soltanto nella fantasia di ____________ –
escludendo comunque che il prevenuto lo potesse supporre – i primi giudici
hanno rilevato altresì che il tassista ____________ aveva riferito di avere
accompagnato nel corso dell'estate precedente lo stesso ____________ alla stazione
dei bus di Trieste, dove costui avrebbe dovuto incontrare una persona che
arrivava da Milano e dove, senza averla vista, costui ha ricevuto sul cellulare
una telefonata alla quale aveva risposto in albanese, per poi chiedergli di
riportarlo a Fiume passando da Kopra e non da Kuzine (sentenza, pag. 12). Senza
incorrere in arbitrio di sorta i primi giudici hanno dunque saputo spiegare le
ragioni che li hanno spinti a credere all'imputato.
Il
Procuratore pubblico fa valere dipoi che durante il viaggio in Macedonia, il
cui scopo era identico a quello successivo culminato nell'arresto
dell'accusato, ____________ si era comportato diversamente, nel senso che aveva
passato anch'egli i valichi doganali insieme con l'accusato. L'obiezione non è
insignificante, ma nemmeno decisiva. Anche in Macedonia infatti l'accusato
soleva rimanere da solo quando si incontrava con altre persone. Non è quindi
arbitrario ritenere che ____________ non si sia comportato in modo così
diverso, dicendo all'imputato che lo avrebbe raggiunto più tardi e scendendo
dall'automobile in prossimità del valico doganale di Chiasso per incontrare le
persone che, a suo dire, lo avrebbero aiutato nel trovare i profughi che
intendeva aiutare. Secondo il Procuratore pubblico la giustificazione addotta
da ____________ (l'intenzione di incontrarsi con persone che gli fornissero
informazioni) non impediva al prevenuto di accompagnare lo stesso ____________
all'incontro lungo il tragitto che essi erano intenzionati a compiere insieme
e, quindi, di riprendere insieme il viaggio una volta sistemata la questione.
Nondimeno – egli rileva – la Corte di assise non si è seriamente chiesta perché
il prevenuto non si sia insospettivo di fronte al comportamento tenuto da
____________, sebbene fosse più logico rimanere insieme anziché separarsi alla
partenza e prima di entrare in Svizzera, per ritrovarsi qualche chilometro più
oltre. La doglianza è però appellatoria e in ogni modo non consente ancora di
ravvisare estremi dell'arbitrio nella conclusione alla quale la Corte di assise
è giunta vagliando gli elementi favorevoli e sfavorevoli all'imputato (sentenza,
pag. 11 e 12).
- A mente del Procuratore pubblico è arbitrario ritenere che l'imputato
non dovesse insospettirsi per l'assenza di ____________ ai passaggi alle
frontiere solo perché già in Macedonia costui non lo aveva coinvolto nei suoi
spostamenti e nei suoi incontri con terzi, tanto meno se si pensa che
l'accusato non si è mai fondato su tale motivo. Neppure tale argomentazione può
essere condivisa. È vero che l'imputato non ha preteso di non avere considerato
sospetto il comportamento di ____________ alla partenza da Fiume e presso il
confine con l'Italia solo perché in Macedonia ____________ si era comportato
analogamente. Non si vede però perché la Corte di merito avrebbe errato manifestamente,
domandandosi se il comportamento tenuto da costui in Macedonia fosse diverso da
quello assunto successivamente e quindi se l'imputato potesse ancora credere di
trovarsi nella medesima situazione.
Il
Procuratore pubblico considera pure arbitraria l'opinione della Corte di
assise, secondo cui ____________ avrebbe dato all'accusato anche presso il
valico doganale svizzero una soluzione che poteva stare, ovvero quella
dell'incontro con amici "italiani". Nel verbale del 17 novembre 1998
(act. 48/10, pag. 3) – egli assevera – l'accusato ha dichiarato che gli
sarebbe andato bene di aspettare ____________ dappertutto e che egli nulla si
era domandato sul comportamento del compagno. Il ricorrente trascura nondimeno
che nel verbale del 23 marzo 1999 (class. 1, act. 6, pag. 4) l'imputato ha
saputo illustrare nel dettaglio le ragioni (riportate nella sentenza impugnata)
che lo avevano indotto a non indagare oltre sul comportamento di ____________
alla partenza da Fiume e in prossimità dei valichi doganali.
Il
Procuratore pubblico si duole anche che la Corte di merito ha escluso una collusione
tra i due unicamente per il fatto che l'imputato ha informato gli inquirenti
della presenza in zona di ____________ poche ore dopo dopo il suo fermo. I
primi giudici avrebbero trascurato infatti il reale motivo di tale rivelazione,
ossia che l'imputato non poteva escludere che la polizia sapesse già della
presenza di ____________ per averlo nel frattempo arrestato e che costui,
interrogato, avesse già fatto affermazioni compromettenti. In occasione
dell'interrogatorio del 21 settembre 1998 l'accusato – sempre secondo il
Procuratore pubblico – ha peraltro chiesto al Giudice dell'istruzione e
dell'arresto se __________ fosse stato a sua volta arrestato; ciò dimostrerebbe
che egli temporeggiava. La natura appellatoria dell'argomentazione risulta però
evidente, donde la sua inammissibilità. Nel seguito del gravame, il Procuratore
pubblico insiste invero su questo punto, contestando che la chiamata in causa
di ____________ da parte dell'imputato costituisca un indizio suo favorevole.
Se non che, di nuovo egli fa capo ad argomenti improponibili in un ricorso per
cassazione fondati sul divieto dell'arbitrio, limitandosi a prospettare una
diversa valutazione delle risultanze processuali come se la Corte di cassazione
e di revisione penale fosse un'autorità munita di pieno potere cognitivo anche
nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove. Ciò non è tuttavia
il caso.
-
Alla Corte di assise il Procuratore pubblico rimprovera di non
avere sufficientemente approfondito, accanto all'assenza di ____________ sulla Mercedes
al passaggio delle frontiere, la delega rilasciata dallo stesso ____________ al
prevenuto per condurre il veicolo. A suo parere essa avrebbe inspiegabilmente
dimenticato che, interrogato sul motivo per cui era stato redatto tale
documento, l'imputato non era stato in grado di dare spiegazioni, quando invece
sapeva già dal 4 settembre 1998, giorno del rilascio della delega e della
partenza per la Macedonia, che avrebbe guidato il veicolo da solo.
L'argomentazione del Procuratore pubblico è però, una volta ancora,
appellatoria, mirante unicamente a prospettare una diversa versione
dell'accaduto. Per tacere del fatto che, come risulta dal verbale del 9 gennaio
1999 (act. 48/11 pag. 7), il ricorrente aveva spiegato che la delega era il
documento che lo abilitava a guidare legalmente. Inoltre il documento
costituisce se mai un indizio a favore di lui, giacché egli poteva supporre
senza arbitrio che ____________ non gli avrebbe consegnato un tale
compromettente scritto se avesse occultato nel veicolo sostanze stupefacenti.
-
Riferendosi al considerando 4.2 della sentenza impugnata, il
Procuratore pubblico fa valere che le contraddittorie e incredibili
dichiarazioni dell'accusato sul serbatoio della Mercedes, la sua capacità e il
numero dei rifornimenti eseguiti durante il tragitto, come pure sulla persona
che si sarebbe occupato di questi ultimi e sui litri di volta in volta immessi,
sono state arbitrariamente vagliate dalla Corte di assise con motivazioni che
non trovano riscontro negli atti. Ora, considerati i pochi litri di carburante
versati nel serbatoio a ogni rifornimento (da 16 a 25, quando il pieno è di 70
litri), può invero suscitare qualche perplessità la conclusione dei primi
giudici, stando ai quali cui le contraddizioni emerse porterebbero in fin dei
conti a una doppia interpretazione, nel senso che esse potrebbero costituire
indizio di malafede, ma anche di difficoltà mnemonica e quindi di buona fede,
ove si consideri che il prevenuto avrebbe potuto eludere il problema se appena
si fosse limitato ad affermare che dei rifornimenti si era sempre occupato il
proprietario dell'automobile (sentenza, consid. 13). Dubbi può destare il
fatto, in particolare, che l'imputato si sia fermato in Italia due o tre volte
a far benzina quando la lancetta dell'indicatore segnava ancora press'a poco la
metà. Ciò potrebbe far pensare ch'egli fosse consapevole della ridotta capacità
del serbatoio (da 70 a 40 litri). Senza incorrere in arbitrio i primi giudici
hanno spiegato però perché la prudenza di cui ha dato prova l'accusato non può
ancora essere considerata come indizio a suo carico. Rilevato che il prevenuto
non è persona particolarmente cognita di automobili, essi hanno ritenuto credibile
che costui ignorasse che il serbatoio poteva contenere fino a 70 litri di
benzina; quanto alla previdenza dimostrata nei frequenti rifornimenti, essi
hanno ricondotto tale comportamento proprio al senso di prudenza stesso o
semplicemente al fatto di profittare delle pause-caffè per rifornirsi di
benzina, senza attendere che la lancetta dell'indicatore si avvicinasse alla
riserva (sentenza, pag. 13). Trattasi di argomentazioni magari opinabili, ma
sicuramente non insostenibili.
Il
Procuratore pubblico evoca affermazioni che l'accusato avrebbe proferito
durante l'inchiesta per quanto attiene alla quantità di carburante immessa nel
serbatoio, affermazioni suscettibili di denotare malafede e inaffidabilità, lo
stesso accusato nemmeno avendo addotto tutte le giustificazioni riportate nella
sentenza impugnata. Per il ricorrente, l'imputato non poteva ignorare l'esatta
capacità del serbatoio, né la prima Corte non poteva dimenticare la tanica di
benzina rinvenuta nel bagagliaio, la cui presenza è stata giustificata
dall'imputato con motivazioni contraddittorie. Egli richiama pure il
comportamento dell'accusato durante il viaggio di ritorno dalla Mecedonia,
asseverando che costui, a differenza di quanto era avvenuto in Italia e in Ungheria,
ha viaggiato con l'indicatore della benzina poco sopra lo zero. Una volta di
più tuttavia il pubblico Ministero confonde il ricorso per cassazione fondato
sul divieto dell'arbitrio con un atto di appello, insistendo nel contrapporre
alla fattispecie accertata dalla Corte di assise una diversa ricostruzione
degli accadimenti fondata su riscontri che consentirebbero di giudicare il caso
in altro modo. Ma ciò non basta per dimostrare che i primi giudici siano
trascesi in arbitrio ritenendo che gli indizi raccolti non fossero concludenti,
in particolare che essi potevano essere risolti sia a sfavore, sia a favore del
prevenuto, onde l'applicazione del principio in dubio pro reo. In altri
termini alla Corte di merito può essere fatto carico tutt'al più di avere emanato
un giudizio discutibile; ciò non è ancora sufficiente, tuttavia, per accogliere
una doglianza di arbitrio.
-
Secondo il Procuratore pubblico, la Corte di assise sarebbe ulteriormente
incorsa in arbitrio rilevando che "non desta incredulità il fatto che
quando il motore dell'automobile si spense in Ungheria ____________ e
____________ abbiano in un primo tempo pensato all'assenza di carburante
sebbene l'indicatore non era completamente a zero". L'unica
interpretazione plausibile – egli assevera – è quella di un guasto da
attribuire al serbatoio modificato durante la trasferta in Macedonia, ove si
considerino la presenza della figlia dell'imputato (assente invece durante il
viaggio in Germania), la presenza di ____________ ai passaggi di frontiera in
occasione della prima trasferta (assente per contro durante il viaggio
culminato con il sequestro della droga) e i controlli cui i tre erano stati
sottoposti alle dogane durante il viaggio di ritorno dalla Macedonia. Di fronte
a tali riscontri, la consapevolezza del prevenuto sulla modifica del serbatoio
risulterebbe evidente, a meno di incorrere in arbitrio. Anche su questo punto
il ricorso dimostra però la sua netta appellatorietà, il Procuratore pubblico
dolendosi bensì di arbitrio, ma motivando le sue censure come se si rivolgesse
a una corte munita di pieno potere cognitivo. Ciò vale anche quando il ricorrente
dissente anche dalla conclusione della prima Corte, per la quale l'imputato
avrebbe potuto scansare ogni responsabilità affermando che dei rifornimenti si
era occupato ____________. Il prevenuto – egli obietta – non sapeva se anche
____________ fosse stato fermato e interrogato, ragione per cui egli avrebbe
potuto riferire in quel modo anche per non rischiare di essere contraddetto.
L'argomento è una volta ancora appellatorio. Di nuovo l'ammissibilità del
ricorso non è pertanto data.
-
Il Procuratore pubblico richiama le contraddizioni in cui il prevenuto
sarebbe caduto indicando l'ora di partenza da Fiume e il tempo impiegato per
raggiungere ____________ in Italia presso del valico doganale con la Slovenia.
Egli fa carico alla prima Corte di essere trascesa in arbitrio nel non avere
conferito la giusta rilevanza a tali riscontri, ma ancora una volta il ricorso
è destinato all'insuccesso. In effetti la Corte di assise non ha disconosciuto
la durata del citato spostamento né l'ipotesi che durante tale lasso di tempo
l'imputato avrebbe potuto caricare o far caricare eroina nel serbatoio
modificato in Macedonia, né ha scartato a priori l'evenienza che l'accusato
possa avere "spostato" gli orari di incontro con ____________ per non
ammettere che il carico della droga è avvenuto in Italia. Essa ha semplicemente
concluso per l'impossibilità di accertare quanto era realmente avvenuto e al
riguardo non le si può rimproverare arbitrio.
Il
Procuratore pubblico assume che la mancanza di un compenso per i servizi prestati
costituirebbe un'ulteriore prova della malafede dell'accusato, non potendosi
spiegare allora domandare come mai una persona che da anni non lasciava la Croazia,
disoccupata, senza disponibilità finanziaria, uscita da poco da prigione, senza
concrete prospettive, abbia speso denaro per un nuovo passaporto al solo scopo
di compiacere ad ____________, persona di cui nemmeno si fidava. Tali obiezioni
mirano però a dimostrare, una volta ancora, che sarebbe stato possibile
giudicare la fattispecie in modo diverso. Gli estremi dell'arbitrio connotano
però un errore qualificato dei primi giudici, non solo un ragionamento
opinabile.
Il
Procuratore pubblico censura infine le considerazioni dei primi giudici sul
modo con cui ____________ aveva agito verso la fine di agosto del 1998,
ingaggiando come autista ____________ in un viaggio del tutto analogo a quello
in esame, sia per quanto riguarda i movimenti e gli incontri con persone in
Macedonia, sia per quanto concerne il motivo dell'assunzione di quell'autista
(____________ era sprovvisto di patente di guida), sia per quanto attiene alla
presenza di ____________ nel solo viaggio In Macedonia, sia per quel che è del
viaggio in Germania, intrapreso senza ____________ (sentenza, pag. 15). Anche
in proposito non è possibile però individuare estremi di arbitrio solo perché
la Corte di assise ha richiamato tale circostanze esaminando l'ipotesi che un
trafficante di droga profitti dell'ignoranza di un autista per mandare tale
autista allo sbaraglio, senza chiedersi se un tale atteggiamento sia consono ad
____________ (sentenza, loc. cit.).
-
Il Procuratore pubblico asserisce infine che l'arbitrario accertamento
dei fatti e l'arbitraria valutazione delle prove comportano anche la violazione
dell'art. 18 cpv. 2 CP (dolo). In realtà quel che l'autore di un reato sa o non
sa, quello che vuole o l'eventualità delittuosa cui egli consente è una
problema legato solo all'accertamento dei fatti e alla valutazione delle prove
(DTF 121 IV 92 consid. 2b con rinvii). Valutando globalmente le risultanze
processuali, la Corte di assise ha ammesso di essere rimasta nel dubbio circa
la consapevolezza dell'imputato nel trasportare droga. Come si è rilevato, tale
conclusione potrà fors'anche apparire discutibile, ma non è l'esito di accertamenti
arbitrari. Certo, l'ipotesi che il prevenuto abbia agito consapevolmente, o
almeno non abbia escluso la possibilità di infrangere la legge è tutt'altro che
remota, ove si pensi che in prossimità dei valichi doganali – ovvero in vista
di controlli – ____________ si è comportato in modo sospetto, scendendo dalla
Mercedes e lasciando proseguire l'accusato da solo. Inoltre le contraddizioni
in cui il prevenuto è caduto descrivendo i fatti e le perplessità espresse
dalla Corte delle assise sul tempo impiegato dall'accusato per raggiungere il
confine italiano passando dalla Slovenia getta ombre lunghe sulla buona fede
conclamata dall'accusato. Non a torto la Corte di assise ha rilevato però che
gli indizi raccolti non l'avevano convinta, non potendosi sufficientemente escludere
che i fatti si fossero svolti come pretendeva l'imputato. Prosciogliendo
quest'ultimo per insufficienza di prove, essa non ha quindi violato il diritto
federale.
-
Gli oneri del giudizio odierno vanno a carico dello Stato (art. 9
cpv. 4 e 15 cpv. 1 CPP).
Per questi motivi,
visto sulle spese l'art. 39 lett. d LTG,
pronuncia: 1. Nella
misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.
- Gli
oneri processuali, consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 1'000.–
b)
spese fr. 100.–
fr.
1'100.–
sono
posti a carico dello Stato.
- Intimazione:
– ____________,
c/o avv. __________;
– Procuratore
Pubblico avv. __________;
- Corte
delle Assise Criminali di Lugano;
– Comando
della polizia cantonale, 6501 Bellinzona;
– Dipartimento delle istituzioni, Casellario, 6501 Bellinzona;
– Dipartimento delle istituzioni, Ufficio esecuzione pene e misure,
casella postale 238, 6807 Taverne;
– Ufficio giuridico della circolazione, 6528 Camorino;
– Dipartimento delle opere sociali, 6501 Bellinzona;
– Ufficio cantonale degli stranieri, 6501 Bellinzona;
- Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano;
– Ministero pubblico della Confederazione, 3003 Berna;
– Ufficio centrale svizzero di polizia, Sezione stupefacenti, 3003
Berna.
Per la Corte di cassazione e di revisione
penale
Il presidente Il
segretario
N.B.: l'indicazione dei rimedi di diritto è avvenuta con la
comunicazione del dispositivo.
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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