AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2000.20
Data decisione, Autorità:
07.09.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
32.2000.00020
MB/nh
Lugano
7 settembre 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guff, Ivano Ranzanici
redattrice:
Michela Bürki
Moreni
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 17 febbraio 2000
di
__________,
rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 27 dicembre 1999 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 7
ottobre 1999 __________ ha presentato istanza all'Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) tendente all'assegnazione di provvedimenti sanitari.
Nel
rapporto redatto all'attenzione dell'UAI il medico curante, a sostegno della
richiesta, ha posto la diagnosi di "miopia per magna di 22.5 diotrie OD e
18.5 diotrie OS", che necessita di un "impianto di una lentina
fachica bilaterale per correzione di una miopia per magna, in paziente che ha
sviluppato un'intolleranza alle lenti a contatto e presenta con gli occhiali un
visus insufficiente per guidare".
1.2 Con proposta
di decisione 23 novembre 1999 l'UAI ha respinto la richiesta dell'interessata
precisando che
"
conformemente all'art. 12 della legge federale
sull'assicurazione invalidità i provvedimenti sanitari sono assunti dall'AI
soltanto se, a conclusione della cura di un processo patologico, si è
instaurato uno stato relativamente stabilizzato e INOLTRE se il trattamento
richiesto è atto a migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità di
guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di tale capacità.
I provvedimenti sanitari destinati alla cura vera
e propria di altri danni alla salute, come infezioni o altri processi
patologici, non possono essere riconosciuti dall'assicurazione invalidità.
Sulla base della documentazione medica agli atti
le premesse per il diritto a prestazioni secondo l'art. 12 LAI non sono
assolte."
Dopo aver
sentito il marito dell'assicurata, con provvedimento formale 27 dicembre 1999
l'UAI ha confermato la proposta di decisione (doc. _ atti amm.)
1.3 Con ricorso
17 febbraio 2000 l'assicurata, rappresentata dall'avvocata __________, ha
impugnato la decisione dell'amministrazione chiedendo l'assunzione, da parte
dell'AI, dei costi relativi all'intervento per l'impianto di una lentina
fachica bilaterale. A motivazione del ricorso l'interessata ha evidenziato che
" La
situazione della ricorrente è ormai praticamente immutata da anni, si può
pertanto affermare che il suo stato patologico sia senz'altro stabilizzato,
prima condizione per l'ottenimento delle misure di reinserimento di cui agli
art. 8 ss. LAI.
La ricorrente ritiene di aver diritto all'assunzione da parte
dell'Al dei costi relativi all'intervento sopra descritto, quale provvedimento
sanitario ai sensi dell'art. 12 LAI.
A norma dell'art. 2 cpv. 1 OAI, sono ritenuti provvedimenti
sanitari, secondo l'art. 12 LAI, in particolare gli interventi chirurgici fisio
e psicoterapeutici, intesi a sopprimere o ad attenuare i postumi d'una
infermità congenita, d'una malattia o d'un infortunio ‑caratterizzati
da una diminuzione della motilità del corpo, delle facoltà sensoriali o delle
capacità di contatto ‑ per migliorare in modo duraturo e notevole la
capacità di guadagno, oppure preservarla da una diminuzione importante. I
provvedimenti devono essere considerati come indicati secondo le conoscenze
mediche esperimentate, e permettere di integrare l'assicurato
in modo semplice ed adeguato.
Nella fattispecie che ci occupa, come illustrato, il
prospettato intervento chirurgico è senza dubbio otto a sopprimere o attenuare
i postumi della malattia della ricorrente, che è evidentemente caratterizzata
da una diminuzione (in realtà praticamente dall'annullamento) delle facoltà
sensoriali, segnatamente della vista.
Vista la nozione prettamente economica di invalidità, che irradia
tutto il nostro ordinamento giuridico, occorre a questo punto chinarsi sulle
conseguenze che il danno alla salute cui è affetto la ricorrente implica sulla
suo capacità di guadagno e sull'eventuale incremento della stessa che potrebbe
implicare l'intervento prospettato.
Evidentemente, la quasi‑cecità della ricorrente le impedisce
completamente di svolgere la sua attività di casalinga e mamma diurna, che
potrebbe tranquillamente riprendere (addirittura nella misura del 100%) a
seguito dell'intervento di cui sopra, ciò che la perizia giudiziario non potrà
che confermare.
La ricorrente accudisce un nucleo famigliare di 4
persone (di cui due figli di 12 e 15 anni), occupandosi di una casa
monofamigliare con giardino.
Il danno economico della casalinga (detto danno normativo) è una
nozione unanimamente riconosciuta da giurisprudenza e dottrina, sulla quale non
occorre soffermarsi oltre.
Pure l'attività accessoria di mamma diurna della ricorrente è
notevolmente pregiudicata dal suo danno alla salute: ella necessita infatti di
condurre un'autovettura, ciò che le è evidentemente impossibile nelle sue
condizioni attuali.
Va inoltre rilevato che, condizioni di salute permettendo, la
ricorrente prevedeva, una volta cresciuti i figli, di incrementare la propria
attività lavorativa riprendendo la propria professione di assistente
infermiera.
Considerato il fatto che i provvedimenti sanitari di cui
all'art. 12 LAI vengono accordati già quando appaiono idonei anche solo a
migliorare la capacità di guadagno (cfr. art. 2 cpv. 1 OAI), non vi è chi non
veda come gli stessi vadano assunti dall'Al a maggior ragione nella
fattispecie, essendo in grado di restituire alla ricorrente la sua pieno
capacità di guadagno,
nonché la facoltà di incrementare la stessa.
Appare importante far rimarcare che il suddetto intervento
permetterebbe di preservare la ricorrente dal rischio di diventare
definitivamente invalida, ciò che le darebbe diritto ad una rendita di
invalidità ex art. 28 ss. LAI.
Le misure di reinserimento previste dalla LAI hanno precisamente
lo scopo di permettere alla persona affetta da un danno alla salute di
recuperare la sua capacità di guadagno, essendo la rendita di invalidità
considerato l'ultima ratio: in casu, esiste un intervento, senz'altro indicato
secondo le conoscenze mediche esperimentate, che permetterebbe con ogni
probabilità la reintegrazione professionale della ricorrente.
Tale intervento, perfettamente in sintonia con l'ottica della LAI
che consiste nel dare la precedenza al reinserimento professionale rispetto
alla concessione della rendita di invalidità, va pertanto senz'altro assunto
dall'Al."
1.4 Con risposta
7 aprile 2000 l'UAI ha proposto di respingere il gravame con le seguenti
motivazioni
" Con
riferimento al ricorso in oggetto, tenendo presente quanto espresso nella nota
del medico UAI di cui all'all. 10 in relazione alla generale problematica
sanitaria, vorremmo precisare che gli interventi di chirurgia rifrattiva, e fra
questi l'impianto di lenti a contatto intraoculari, vengono al momento
considerati come tecniche nuove e non abbastanza sperimentate, non essendo così
garantiti né il successo dell'intervento, né la durata e la stabilità della
reintegrazione.
In questi termini, l'intervento non può essere finanziato
dall'Assicurazione Invalidità, in quanto non verrebbe perseguito con certezza
lo scopo fondamentale dell'integrazione."
1.5 Pendente causa il TCA ha
chiesto alcuni chiarimenti all'UFAS ed ha sottoposto alcuni quesiti al dottor
__________, specialista in oftalmologia e presidente dell'accademia svizzera di
chirurgia oculare e invitandolo a trasmettere la documentazione atta a
dimostrare che il provvedimento medico proposto è riconosciuto
scientificamente. Le risultanze processuali sono state sottoposte alle parti
per le osservazioni.
L'assicurata,
tramite la propria patrocinatrice, ha trasmesso la propria presa di posizione
il 24 novembre 2000.
Il TCA ha
quindi chiesto al dottor __________ di trasmettergli la documentazione
scientifica relativa al prospettato intervento chirurgico e sottoposto al
dottor __________, come suggerito dal medico curante, il caso, per presa di
posizione. Le parti si sono espresse sui nuovi mezzi di prova in data 26
gennaio e 7 febbraio 2001.
1.6 Con scritto
del 27 agosto 2001 il dottor __________ ha precisato di aver sottoposto con
successo la ricorrente all'operazione, mentre quest'ultima ha esposto alcune
osservazioni alla presa di posizione del dottor __________.
in
diritto
2.1. Oggetto del
contendere è l'assunzione, da parte dell'UAI, a titolo di provvedimenti
sanitari d'integrazione, dei costi per l'intervento relativo all'impianto di
una lentina fachica bilaterale, proposto dal medico curante dell'interessata.
L'amministrazione
ha respinto la richiesta adducendo da un lato che la situazione di salute
dell'assicurata non sarebbe relativamente stabilizzata o stabile e dall'altro,
che la tecnica proposta è nuova e non abbastanza sperimentata, per cui non è
garantito né il successo dell'intervento né la durata.
Giusta
l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi hanno diritto ai provvedimenti
d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o
avvalorare la capacità di guadagno (cfr. SVR 1995 IV Nr. 47 p. 131ss.; SVR
1996 IV Nr. 79 p. 229 consid. 1a) e meglio a
a) provvedimenti sanitari;
b) provvedimenti professionali (orientamento professionale, prima
formazione e riformazione professionale, collocamento);
c) istruzione scolastica speciale e l'assistenza ai minorenni grandi
invalidi;
d) somministrazione di mezzi ausiliari;
e)
pagamento di indennità giornaliere.
I
provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire
un posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute,
trovano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente
arrischiano di esserne escluse per il futuro.
Si può
ritenere che la reintegrazione è necessaria, quando l'assicurato, a causa
della sua invalidità, non è in grado di esercitare un'attività professionale o
non si può ragionevolmente esigere da lui che eserciti alla lunga una simile
attività (RCC 1970, p. 521), senza l'applicazione di un provvedimento
reintegrativo.
Va
inoltre precisato che, per ottenere le prestazioni (re-) integrative, di regola
non è necessario che l'invalidità dell'assicurato abbia raggiunto un
determinato grado (per la riformazione professionale, vedi tuttavia RCC 1984,
pag. 95: esigenza di una incapacità di guadagno del 20%).
L'art. 8
cpv. 1 LAI conferisce infatti un diritto ai provvedimenti d'integrazione sia agli
assicurati invalidi che a quelli "direttamente minacciati
d'invalidità".
In altre
parole, è sufficiente che il danno alla salute possa causare, in un prossimo
futuro, un’incapacità al guadagno.
Il grado
d'invalidità quindi (come definito dagli art. 4 e 28 LAI, che si riferiscono
alla rendita AI) può essere minimo o addirittura non ancora rilevabile, che già
all'assicurato dev’essere riconosciuto il diritto ai provvedimenti
d'integrazione.
Nondimeno,
l'art. 8 al cpv. 1 LAI pone due condizioni essenziali per l'ottenimento dei
provvedimenti d'integrazione, e meglio:
a) il provvedimento deve essere idoneo "a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno";
b) il diritto ai provvedimenti reintegrativi deve essere stabilito
"considerando tutta la durata di lavoro prevedibile" (cfr. art. 8
cpv. 1 LAI)
Per quel
che concerne in particolare i provvedimenti sanitari, l’assicurato può
pretendere solo quei provvedimenti che sono atti a migliorare notevolmente la
capacità di guadagno o a preservarla da un peggioramento rilevante (DTF 115 V
199 consid. 5a; DTF 101 V 58).
2.2. L'art. 12
LAI conferisce agli assicurati un diritto ai provvedimenti sanitari destinati
non alla cura vera e propria del male, ma direttamente all'integrazione
professionale e atti a migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità di
guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di tale capacità (cfr. VSI
2000 p. 304 consid. 1a; SVR 1995 IV Nr. 47 p. 132).
2.2.1 La norma
persegue in particolare lo scopo di circoscrivere il campo d'applicazione
dell'AI da quello delle assicurazioni sociali contro le malattie e gli infortuni.
Questa distinzione si fonda sul principio secondo cui la cura di una malattia o
degli esiti infortunistici appartiene principalmente alla LAMal, senza tener
conto della durata dell'affezione (Rapporto della Commissione degli esperti per
la revisione dell'AI del 1° luglio 1966, pag. 31; Valterio, Droit et pratique
de l'assurance-invalidité, pag. 93; DTF 104 V 81s. consid. 1).
La legge
definisce provvedimenti sanitari, che non sono assunti dall'AI, quelli tesi
alla "cura vera e propria del male". Fintanto che sussiste uno stato
patologico labile, che può essere trattato con provvedimenti sanitari volti
alla cura causale o sintomatica dell'affezione di base o delle sue conseguenze,
quindi i provvedimenti sono considerati, dal profilo del diritto delle
assicurazioni sociali, come cura vera e propria del male (T. Locher,
Bundessozialversiche- rungsrecht, Basilea Francoforte 1994, p. 189). La
giurisprudenza ha sempre parificato lo stato patologico labile a un danno alla
salute, avente carattere di malattia, non ancora stabilizzato (Greber, Droit
suisse de la sécurité sociale, pag. 217).
Pertanto
tutti i provvedimenti che tendono alla cura, rispettivamente alla guarigione di
malattie evolutive non rientrano nella sfera di competenza dell'AI (SVR 1995 IV
Nr. 34 p. 90 consid. 1a).
In tale
contesto il TFA ha stabilito che, una terapia continua, che è necessaria per
impedire la progressione di una malattia, deve essere considerata come una cura
vera e propria del male (SVR 1995 IV Nr. 34 consid. 1a; ZAK; 1989 p. 451ss.;
RCC 1988 pag. 96 consid. 1; STFA 5 gennaio 1993 in re A.M., STFA 9 novembre
1992 in re M.F.M.).
Una volta
terminata la fase evolutiva dell'affezione, sia essa primaria o secondaria, e
subentrato uno stato relativamente stabilizzato, ci si può porre il quesito,
nel caso di assicurati maggiorenni, se una misura terapeutica debba essere
ritenuta un provvedimento d'integrazione (VSI 2000 p. 304; SVR 1995 IV Nr. 34
p. 90 consid. 1a; DTF 115 V 194 consid. 3; DTF 112 V 349 consid. 2; DTF 105 V
19, 149; DTF 104 V 82 consid. 1; RCC 1975 pag. 392; Valterio, Droit et pratique
de l'assurance-invalidité, pag. 94-95).
2.2.2 Di regola
l'AI assume unicamente provvedimenti tendenti direttamente all'eliminazione o
correzione di un difetto stabile oppure di un deficit funzionale, nella misura
in cui, dalla prognosi, si possa presumere un notevole successo reintegrativo.
Quest'ultimo, preso a sé, non costituisce un criterio determinante nel quadro
dell'art. 12 LAI, poiché, praticamente, ogni provvedimento sanitario che abbia
esito positivo influenza favorevolmente la capacità lucrativa (SVR 1995 IV Nr.
34 p. 90; DTF 112 V 349; DTF 105 V 19; DTF 100 V 101 consid. 1a, 98 V 208
consid. 2).
Se quindi
un provvedimento serve a curare una malattia, non può essere assunto dall’AI
malgrado migliori la capacità di guadagno (SVR 1995 IV Nr. 34 p. 90).
2.2.3 Se vi è
possibilità di miglioramento duraturo e sostanziale della capacità al guadagno
va esaminato da un punto di vista del caso concreto (DTF 115 V 199 consid. 5a;
Maurer, op. cit., p. 152). Sostanziale è l’effetto del provvedimento se, in un
determinato lasso di tempo, raggiunge un grado rilevante (VSI 2000 p. 305
consid. 1b; DTF 115 V 199 consid. 5a; DTF 98 V 211).
Entro un
certo lasso di tempo il risultato ottenuto, da un punto di vista della capacità
di guadagno, deve raggiungere una certa importanza minima (DTF 115 V 199
consid. 5a).
La
rilevanza dipende anche dalla gravità dell’affezione e dal tipo di attività
esercitata o che potrà esserlo dopo l’avvenuta integrazione (VSI 2000 p. 305;
DTF 115 V 199 consid. 5a)
Miglioramenti
esigui non vengono invece presi in considerazione (DTF 115 V 199 consid. 5a;
Locher, op. cit. P.190).
Di
conseguenza l’AI non si assume provvedimenti sanitari se la capacità lavorativa
viene migliorata solo in misura minima. In questo ambito la legge non prevede
infatti dei provvedimenti che perseguono lo scopo di mantenere un piccolo e
insicuro residuo di capacità lavorativa (VSI 2000 p. 305; DTF 115 V 200 consid.
5c; DTF 101 V 52 consid. 3c). Ciò è spesso il caso per coloro i quali
percepiscono una rendita intera con un grado di invalidità di almeno 2/3.
2.3 L'art. 12
cpv. 2 LAI inoltre
"
Il Consiglio federale ha la facoltà di
delimitare i provvedimenti previsti nel capoverso 1 da quelli destinati alla
cura vera e propria del male. A tale scopo, esso può segnatamente precisare la
natura e l'estensione dei provvedimenti a carico dell'assicurazione e
disciplinare l'inizio e la durata del diritto."
Per l'art.
2 OAI
" 1
Sono ritenuti provvedimenti sanitari, secondo l'articolo 12 LAI, in
particolare gli interventi chirurgici, fisio e psicoterapeutici, intesi a sopprimere
o ad attenuare i postumi d'una infermità congenita, d'una malattia o d'un
infortunio ‑caratterizzati da una diminuzione della motilità del corpo,
delle facoltà sensoriali o delle capacità di contatto ‑ per migliorare in
modo duraturo e notevole la capacità di guadagno, oppure preservarla da una
diminuzione importante. I provvedimenti devono essere considerati come indicati
secondo le conoscenze mediche esperimentate, e permettere d'integrare
l'assicurato in modo semplice e adeguato.
4 Non sono considerati
provvedimenti sanitari, secondo l'articolo 12 LAI, in specie le cure per
ferite, infezioni e malattie interne o parassitarie.
5 Se la cura è
eseguita in uno stabilimento, l'assicurazione assume anche le spese per i
trattamenti destinati alla cura vera e propria del male per il periodo di
degenza in quanto questa serva prevalentemente all'esecuzione di provvedimenti
integrativi."
Un metodo
di cura va considerato scientificamente riconosciuto, se lo è su larga scala da
parte dei ricercatori e degli operatori medici. Decisivi sono quindi i
risultati delle esperienze e il successo di una determinata terapia (cfr. DTF
121 V 289
consid.
7a; Meyer-Blaser, op. cit. p. 81; cfr. Maurer, Bundessozialversicherungsrecht,
2a ed. 1994, pag. 154; DTF 120 V 122 consid. 1a; DTF 114 V 23; DTF
113 V 45). Questa definizione valida per l'assicurazione malattia è parimenti
applicabile ai provvedimenti sanitari dell'AI (cfr. DTF 114 V 23; STFA inedita
del 27 aprile 1979 in re F.).
2.4 In concreto
va esaminato se il danno alla salute di cui soffre l'assicurata è relativamente
stabilizzato e quindi il provvedimento sanitario ipotizzato dal medico non è
teso alla cura vera e propria del male, ma agisce direttamente
sull'integrazione professionale rispettivamente se si può presumere che vi sarà
un successo integrativo notevole.
Poiché
inoltre non è chiaro se, nella risposta di causa, l'amministrazione ha
sostituito i motivi indicati nella decisione impugnata oppure ne ha aggiunto
uno supplementare a sostegno del proprio provvedimento, dev'essere pure
stabilito se il provvedimento è indicato secondo le conoscenze mediche.
2.5 Secondo la
cifra 2.7, D13.19 delle Direttive sui provvedimenti sanitari integrativi, edite
dall'UFAS nella versione in vigore dal 1 gennaio 2000 si legge che
"
le mesures de chirurgie réfractive (laser
Excimer, implantation de lentilles intraoculaires pour la myopie, cristallins
de lentilles intraocuraires pour la myopie, cristallins Iris-Claw, "clear
lens extraction" etc) ne représentent pas des actes médicaux a prendre en
charge en vertu de l'art. 12 LAI"
(La
versione in lingua italiana non è ancora stata pubblicata).
La cifra
4.4, 1218 (G 6) ribadisce i concetti di misura indicata tenuto conto dello
stato attuale delle conoscenze mediche, e di reintegrazione semplice e
adeguata (art. 2 cpv. 1 OAI).
2.6 Secondo la
giurisprudenza le direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e
non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 27). Egli ne
deve tuttavia tener conto nella misura in cui permettono un'interpretazione
giustificata delle disposizioni legali applicabili nel caso di specie.
D'altro
canto, il giudice si deve scostare dal tenore delle direttive quando esse sono
incompatibili con le norme legali in esame (DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992
pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16, DLAD 1992, p. 91, DTF 117 V 284 consid.
4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a,
DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; Bois, "Procédures
applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber,
"La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale
en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II
pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", pag. 296-297).
Tramite
le direttive, infine, non si possono essere introdurre limitazioni ad una
pretesa materiale, che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32; DTF 109 V 169 consid. 3b).
2.7 Pendente
causa questa Corte ha chiesto all'UFAS di indicare i motivi per cui l'impianto
di lenti intraoculari per la miopia non viene riconosciuto dall'AI quale
provvedimento sanitario, ritenuto che le ragioni non sono deducibili dalla
direttiva.
L'amministrazione
federale ha risposto come segue:
"1. L'implantation
de lentilles intraoculaires est encore en phase d'évaluation, elle ne fait pas
encore partie des mesures prises en charge par les assurances sociales (AI et
LAMal).
-
Une myopie importante est souvent accompagnée d'autres
affections secondaires qui pourraient compromettre le succès durable de la
réadaptation de manière que l'art. 12 LAI ne peut pas être appliqué.
-
Ce genre d'intervention est généralement pratiqué pour des
raisons de confort sans qu'une invalidité existe.
-
Ces mesures n'ont pas encore fait la preuve de leur efficacité,
on ne peut pas supposer avec suffisamment de vraisemblance que le succès de la
réadaptation sera durable."
2.8 Dal
certificato del dottor __________, specialista in oftalmologia, risulta che
l'assicurata soffre di
"miopia
per magna di 22.5 diotrie OD e 18.5 diotrie OS".
L'intervento
tendente all'impianto di una lentina fachica bilaterale, per correzione di una
miopia per magna, è stato proposto dal medico curante, in quanto la paziente ha
sviluppato un'intolleranza alle lenti a contatto e presenta, tramite l'utilizzo
degli occhiali, un visus insufficiente per guidare.
In
precedenza il visus con le lenti a contatto era di 0.3 a destra e 0.8 a
sinistra.
In tale
contesto il medico ha precisato che è impossibile dire se vi sarà un
peggioramento dello stato di salute in futuro e concluso che il provvedimento è
volto a migliorare la capacità lavorativa del paziente che potrebbe continuare
a svolgere l'attività lavorativa di mamma di giorno.
2.9 Pendente
causa il medico curante ha risposto come segue ad alcuni quesiti riguardanti la
situazione stabile o relativamente stabilizzata dell'affezione, il
riconoscimento scientifico del provvedimento e la probabilità di successo sia
dal punto di vista della salute che integrativo:
" come
preambolo mi sembra importante sottolineare che ho potuto partecipare venerdì
27 ottobre a Bellinzona alla riunione dei medici Assicurazione Invalidità
Svizzeri Francesi e Ticinesi dove, durante questo simposio, si è di nuovo
chiarito come l'Assicurazione Invalidità tenda a pagare operazioni
reintegrative in un substrato sia oculare sia generale, quanto a gravi malattie,
stabile e non pregiudizievole per la reintegrazione dell'intervento stesso.
Verosimilmente questo porterà in futuro ad una diminuzione della
presa a carico delle operazioni di cataratta qualora importanti malattie
oculari o generali non permettono la reintegrazione del paziente: d'altro canto
per quanto concerne le operazioni di correzione della miopia, si assisterà ad
una tendenza positiva, nel senso che queste operazioni, come nel caso della
nostra paziente, possono veramente portare ad una reintegrazione nel mondo del
lavoro.
Il trend per questo tipo di informazioni è quindi senz'altro
positivo.
Domanda 1:
L'affezione di cui soffre l'assicurata può senz'altro essere
considerata stabile e non solo relativamente stabilizzata, nel senso che le
difficoltà visive della paziente sono dovute alla sua miopia magna che
attualmente è stazionaria da anni.
Domanda 2:
L'intervento da me proposto di inserimento di una lentina fachica
bilaterale è senz'altro considerato scientificamente riconosciuto nel senso che
lo è su larga scala da parte di studiosi e pratici della scienza medica.
A questo proposito rimango a disposizione per fornirvi tutta la
letteratura necessaria a proposito di tale procedura.
Domanda 3:
La probabilità di successo dell'intervento nei casi accuratamente
scelti è altissima.
Domanda 4:
Da un punto di vista integrativo si prevede evidentemente un
risultato non solo rilevante ma molto rilevante perché lo scopo dell'operazione
é di reintegrare completamente la paziente nel mondo del lavoro con l'ausilio
di eventualmente solo una lieve correzione di occhiali del difetto refrattivo
residuo."
2.10 Alla luce
delle risposte del curante questa Corte ha nuovamente interpellato sia l'UFAS
che il dottor __________, chiedendo loro di suffragare con la necessaria
documentazione le affermazioni circa l'efficacia rispettivamente il
riconoscimento scientifico dell'intervento proposto per la ricorrente.
In
proposito l'autorità di vigilanza ha evidenziato che
"
Il ne peut pas avoir encore des rapports
médicaux concernant l'efficacité de cette mesure médicale qui est utilisée
depuis peu de temps (4-5 ans). Pour avoir des rapports médicaux relatifs à
l'efficacité à long terme, une mesure médicale doit être appliquée depuis 10 à
15 ans au minimum. C'est justement parce que le résultat à long terme n'est pas
encore connu que les ophtalmologues demandent aux patients qui désirent subir
cette intervention de leur signer une décharge."
Il
dottor __________ ha dal canto suo precisato che
"
Al fine di giudicare se un intervento è in
medicina scientificamente riconosciuto si cerca nella letteratura e nelle
riviste scientifiche più serie e a politica editoriale molto controllata, se
appaiono studi favorevoli su di un determinato procedimento.
A questo proposito penso sia molto probante
l'articolo apparso sulla rivista Ophtalmology dell'agosto del 2000: la
rivista Ophtalmology è senza alcun dubbio una delle più autorevoli nel
nostro campo.
Troverà un riassunto dell'articolo di Allemann
nell'allegato 1; nell'allegato 2 e 3, a complemento, le fornisco due altri
riassunti trattanti lo stesso tema.
Ho fatto pure fotocopiare le pagine del programma
del Congresso Europeo di Bruxelles del settembre 2000 dove ben si evince
l'importanza data a questa procedura e i numerosi conferenzieri internazionali
che non solo parlano di questa operazione ma ne riferiscono in dettaglio dopo
aver operato su larga scala.
Per aver un parere più neutro, essendo io
implicato nel procedimento, le vorrei dare le referenze del past President
dell'accademia Svizzera di chirurgia oculare, dottor __________."
2.11 Come
suggerito dal dottor __________a, il caso è stato sottoposto al dottor
__________, il quale ha risposto come segue ai quesiti postigli:
"
Entschuldigen Sie bitte die sehr späte Antwort
welche aufgrund der totalen Überlastung meiner Praxis aufgrund des Ausfalls
meiner Praxispartnerin zurückzuführen ist.
Ich habe deshalb leider nicht die Möglichkeit
eine wissenschaftlich fundierte und belegte Antwort auf Ihre Fragen zu stellen,
möchte aber zumindest meine Meinung über den Fall von Frau __________
weitergeben.
Als Vorbemerkung muss ich wohl erwähnen dass der
Gesetzgeber für die Korrektur der Fehlsichtigkeit im KVG eine Spezialsituation
geschaffen hat. Die Korrektur mit Brillen, welche sowohl wissenschaftlich
belegt gute Resultate, sowie dauernd anhaltende Resultate zeigt und auch
kostenmässig günstig ist wird mit einer Pauschale von 200.‑‑/5
Jahre von der Grundversicherung übernommen.
Dazu ist zu erwähnen, dass ein Patient ohne
Brille ebenfalls nicht arbeitsfähig ist, es aber bis jetzt noch nicht
vorgesehen worden ist das die Brille von der IV übernommen werden muss.
Ich denke dass deshalb auch alle anderen
Möglichkeiten der FehIsichtigkeitkorrektur unter diesem Blickpunkt behandelt
werden müssen.
Zu Ihrer Frage 1: Ob der Eingriff die
Arbeitsfähigkeit dauernd verbessert möchte ich wie folgt beantworten.
Die gleiche Frage wird bei der Kataraktoperation
ebenfalls gestellt und bei sehr hohen Kurzsichtigkeiten wie bei dieser
Patientin wird die Kostenbeteiligung an der Kataraktoperation wegen den
Möglichkeiten von Komplikationen bei der hohen Myopie abgelehnt. Ebenso ist
auch nach Operation der Kurzsichtigkeit mit Einpflanzung einer Linse nicht
sicher voraussagbar ob nicht aufgrund der Komplikationen bei hoher Myopie
(Makulopathie, Netzhautablösungen) die Sehschärfe dauernd und langzeitig
verbessert werden kann. Zudem hat Herr Dr. __________ belegt, dass es sich
aufgrund der wissenschaftlichen Arbeiten welche er beigelegt hat zwar um eine
wissenschaftlich anerkannte Methode handelt. Die Resultate dieser Methode sind
aber aufgrund des immer wieder wechselnden Linsendesigns nicht lange Zeit
voraussagbar. Insbesondere befürchtet man auf lange Zeit die Dekompensation des
Endothels und das auftreten eines Glaukoms was bis jetzt aufgrund der noch
nicht sehr langen Beobachtungszeit noch nicht wissenschaftlich abgesichert
werden konnte.
Zu Frage 2 ist zu sagen: Dass die durchgeführte Therapie wissenschaftlich sicher anerkannt
ist wie dies die beigelegten Arbeiten von Dr. __________ in renommierten
Augenzeitschriften zeigen. Es handelt sich dabei aber um eine Technik welche
noch nicht sehr lange angewandt wird und die Resultate sind erst für kurze
Beobachtungszeiten belegt."
2.12 Secondo la
giurisprudenza nel caso in cui vi siano rapporti medici contraddittori il
giudice non può risolvere la vertenza senza valutare il materiale probatorio
nel suo insieme e indicare le ragioni per cui si fonda su una tesi piuttosto
che su un'altra. Per quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto medico
va quindi stabilito se è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si
riferisce a esami approfonditi, se tien conto delle censure sollevate dal
paziente, se è stato redatto con conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria
(anamnesi) se è chiaro nella presentazione del contesto medico e se le
conclusioni cui perviene sono fondate. Elemento determinante dal profilo
probatorio non è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la
designazione del materiale probatorio quale rapporto o di perizia, bensì il suo
contenuto (DTF 122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S. F).
2.13 Alla luce
degli accertamenti esperiti questa Corte deve concludere che i presupposti per
porre a carico dell'AI, a titolo di provvedimenti sanitari, i costi
dell'intervento ventilato dal medico curante, non sono adempiuti.
Infatti,
in base a quanto affermato dal dottor __________, che cura personalmente
l'assicurata da anni, si deve ritenere dimostrato (SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269;
SVR 1996 LPC Nr. 22 p. 263ss; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI 1994 p. 210/211)
che lo stato di salute è stabile, rispettivamente relativamente stabilizzato, e
quindi si può affermare che il provvedimento non è volto alla cura vera e
propria del male.
Tuttavia
tale provvedimento non può essere ritenuto indicato secondo le
conoscenze mediche esperimentate, ai sensi dell'art. 2 cpv.1
OAI e della relativa giurisprudenza.
In
effetti se è vero, da un lato, che il dottor __________, interpellato su consiglio
del curante, ha confermato che la terapia è riconosciuta scientificamente, come
emerge anche dalla documentazione prodotta dal dottor __________ (consid. 2.9),
questo specialista ha d'altro canto evidenziato che si tratta di una tecnica
applicata da breve tempo, i cui risultati sono comprovati da brevi periodi di
osservazione, per cui le conseguenze di questo intervento non sono ancora
prevedibili a lungo termine. Al riguardo il dott. __________ ha precisato che,
essendo le osservazioni di corta durata, non si può ancora affermare se a lungo
termine, si potrebbe realizzare un evento temuto e meglio lo scompenso dell'
"Endhotel", come pure la manifestazione di un glaucoma (XXVII, cfr.
consid. 2.11).
Da questo
punto di vista quindi il rapporto dello specialista conferma quanto dichiarato
dal medico dell'UFAS, secondo cui non esisterebbero ancora rapporti medici atti
a confortare il successo della tecnica, essendo il provvedimento applicato da
troppo poco tempo.
Alla luce
di una valutazione globale degli atti medici è verosimile che il provvedimento
proposto, malgrado il successo concreto ottenuto (XL) non può essere
considerato come indicato secondo le conoscenze mediche sperimentate come
richiesto dalla legge.
In simili
condizioni anche il successo reintegrativo del provvedimento e in particolare
il miglioramento duraturo e sostanziale della capacità di guadagno appare
perlomeno dubbio.
La
decisione impugnata deve così essere confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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