AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2000.12
Data decisione, Autorità:
17.04.2000, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
35.2000.00012
mm
Lugano
17 aprile 2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La
vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Giovanna Roggero-Will
con redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 3 febbraio 2000
di
__________,
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione del 22 novembre 1999 emanata
da
__________,
rappr. da: __________,
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 24
marzo 1996, __________, all'epoca alle dipendenze della ditta __________ in
qualità di carpentiere, nel sollevare una pesante persiana, ha lamentato un
dolore lancinante al ginocchio sinistro ed è caduto a terra.
Accertamenti
diagnostici eseguiti successivamente al suddetto evento, hanno permesso di
mettere in luce lesioni meniscali e legamentarie.
Il caso è
stato assunto dall'__________ a titolo di lesione parificata ai postumi
d'infortunio giusta l'art. 9 cpv. 2 lett. c OAINF (cfr. doc._).
1.2. Alla
chiusura del caso, __________ è stato posto al beneficio di una rendita
d'invalidità del 35% a contare dal 1° maggio 1999 nonché di un'indennità per
menomazione dell'integrità del 20% (doc. _).
A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'Istituto assicuratore ha, in data 22 novembre 1999,
sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. _).
1.3. Con
tempestivo ricorso 3 febbraio 2000, ____________, sempre patrocinato dall'avv.
, ha chiesto il riconoscimento di una rendita d'invalidità d'entità
indeterminata e di un'IMI del 30% (cfr. I, p. 11). A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali, l'insorgente ha fatto valere di non essere affatto in grado
d'esercitare attività sostitutive nella misura indicata dall', e su
questo specifico aspetto egli ha chiesto che il TCA abbia ad ordinare una
perizia medica giudiziaria. __________ ha, inoltre, censurato il reddito da
invalido ritenuto dall'assicuratore LAINF convenuto.
1.4. L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (III).
1.5. In replica,
rispettivamente in duplica, le parti si sono essenzialmente riconfermate nelle
proprie allegazioni e conclusioni (cfr. VIII e X).
in
diritto
In ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 in re D.
C.).
Nel
merito
2.2. L'oggetto
della lite è circoscritto all'entità della rendita d'invalidità e dell' IMI
spettanti a __________.
2.3. Rendita
d'invalidità
2.3.1. Definizione
dell'invalidità
L'art 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Lo stesso
concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali e nello
stesso senso va letto l'art. 18 cpv. 1 LAINF secondo cui "è considerato
invalido chi è presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in
modo permanente o per un periodo rilevante."
Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
-
il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
-
la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico)
Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il
danno alla salute e l'infortunio.
2.3.2. Commisurazione
dell'invalidità
Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
seconda.
L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.
Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.
Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.
Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe.
Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti,
risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione attuale che nelle altre relativamente confacenti.
La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e all'occorrenza al giudice.
L'invalidità,
evento di natura essenzialmente economica, si misura raffrontando il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili
in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI
1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).
I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici (RAMI 1993 pag.
100; Ghélew, Ramelet et Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents,
Losanna 1992, pag. 99; A. Rumo-Jungo, Bundesgesetz über die Unfallversicherung,
2a ed., pag. 98ss.). L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un
fondamento oggettivo. In particolare, la determinazione dei redditi non deve
fondarsi su ipotesi d'impiego irrealistiche (RAMI 1993 pag. 103; RCC 1991 pag.
332 consid 3b; RCC 1989 pag. 331 consid 4a).
La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il TFA ha
ancora recentemente avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno
effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo
eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui
da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994
in re P.).
La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che utilizza al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).
I.
Termine: reddito da invalido
La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss, consid
5a, b).
Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (RAMI 1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re
P.).
Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:
" Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività
lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è
essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il
grado d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età
vittima di una danno alla salute della stessa gravità"
(cfr., per la
conferma della costituzionalità e della legalità di tale disposto, RAMI 1997
146ss).
Va, qui,
sottolineato che, secondo costante giurisprudenza, l'assicurato deve compiere
ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (DTF 123 V
96 consid 4c; RAMI 1996, U240, pag 96; SVR 1995 UV35, pag 106 consid 5b e
riferimenti).
II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità
Nel
determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si
sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G.I.M., non
pubbl.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per
modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se
particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile
(RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).
Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.
2.3.3. In concreto,
in data 7 dicembre 1998, ha avuto luogo la visita medica di chiusura eseguita
dal medico di circondario dell'__________, il dottor __________, spec. FMH in
chirurgia.
Questo lo
status oggettivamente costatato dal dottor __________ a livello dell'arto
inferiore sinistro:
"
Oggettivamente
esiste un'instabilità complessa rotatoria del ginocchio sinistro con
instabilità nel piano frontale e sagittale e nell'asse verticale. Esiste un
deficit di flessione di 25°. Esistono segni di risparmio della gamba sinistra.
Il paziente è costretto a portare una ginocchiera
per la deambulazione.
Il paziente non vuole più farsi operare. Crede
che deve cambiare mestiere" (doc.
_).
Il medico
di circondario ha poi discusso, nel dettaglio, la questione relativa
all'esigibilità lavorativa:
"
L'assicurato riscontrerà difficoltà alla
deambulazione e quando dovrà portare pesi.
Il paziente può ancora molto spesso camminare
fino e oltre 50 metri, talvolta camminare per lunghi tragitti, ma non più
camminare sul terreno accidentato. Talvolta può salire e scendere scale, ma non
può più salire scale a pioli. L'assicurato può ancora molto spesso maneggiare
attrezzi di leggera entità, spesso maneggiare attrezzi di media entità e di
rado maneggiare attrezzi di pesante entità, ma non è più in grado di maneggiare
attrezzi di molto pesante entità.
Può ancora molto spesso sollevare e portare pesi
fino a 5 kg fino ai fianchi, talvolta sollevare pesi da 5 fino a 10 kg fino ai
fianchi, di rado portare pesi da 10 fino a 25 kg fino ai fianchi, ma non più
portare pesi da 25 fino a 45 kg e oltre fino ai fianchi.
Talvolta può ancora sollevare pesi sopra
l'altezza del petto fino a 5 kg. Solamente di rado può ancora sollevare pesi
sopra il petto oltre i 5 kg" (doc. _, p. 4s.).
L'Istituto
assicuratore convenuto ha, quindi, stabilito il grado d'invalidità facendo
riferimento al mercato generale del lavoro, in applicazione del metodo
ordinario del raffronto dei redditi. Seguendo le indicazioni fornite dal dottor
__________ - il quale, con rapporto 7 dicembre 1998, ha, come visto, descritto
gli impedimenti funzionali che l'assicurato presenta, a fronte dei postumi
dell'evento del marzo 1996 - l'__________ ha ritenuto che __________ possa
ancora svolgere, a tempo pieno e con un completo rendimento, attività
professionali fisicamente leggere, quali l'autista addetto al servizio benne
presso la __________, l'impiegato presso la __________, il bobinatore presso la
__________, l'impiegato presso la __________ e, infine, il venditore presso il
Garage __________ (cfr. doc. _).
Con il
proprio gravame, l'insorgente ha fatto valere che i postumi dell'evento 24
marzo 1996, rispettivamente, la propria formazione professionale, non gli
consentirebbero di svolgere, a tempo pieno e con un completo rendimento, le
attività alternative indicate dall'__________. In particolare, relativamente
all'attività d'autista, egli ha osservato di non essere in possesso della
richiesta patente di tipo "C". Riguardo, invece, alle professioni
d'impiegato d'ufficio presso la __________, rispettivamente, presso la
Fondazione __________, l'assicurato ne ha contestato l'esigibilità, avendo egli
frequentato soltanto la scuola dell'obbligo (cfr. VIII).
Lo
scrivente TCA non può che condividere il parere secondo cui non è
ragionevolmente esigibile che ______________ eserciti la professione
d'impiegato presso la ditta __________, e ciò nella misura in cui "… si
richiede la capacità di scrivere a macchina, di saper usare il computer e di
avere conoscenze commerciali" (cfr. DPL 4790). A questo riguardo, va
rammentato che la formazione scolastica dell'assicurato si è interrotta alla
terza media e che, successivamente, egli ha sempre svolto delle attività di
tipo manuale (cfr. doc. _).
Altrettanto
non può essere detto a proposito della professione d'impiegato presso la
Fondazione __________: dalla descrizione del posto di lavoro risulta, in
effetti, che saper utilizzare il computer non è assolutamente indispensabile,
poiché i cosiddetti "lavori di supporto informatico" sono chiaramente
alternativi ai "semplici lavori d'ufficio come classare o
imbustare", questi ultimi senz'altro esigibili dall'assicurato (cfr. DPL
2443).
Trattandosi
delle attività di venditore presso il Garage __________ e di bobinatore presso
__________, questa Corte - attentamente esaminate le relative descrizioni -
ritiene che le stesse siano senz'altro compatibili tanto con gli impedimenti
fisici, quanto con l'istruzione e le conoscenze professionali del ricorrente (cfr.
DPL 2454 e 2308).
A questo
punto, può anche rimanere insoluta la questione di sapere sapere se da
___________ si possa o meno esigere il conseguimento della patente di tipo
"C", allo scopo di svolgere l'attività di autista presso la ditta
__________ (cfr. DPL 5015).
Non va,
infatti, dimenticato che le opportunità per un adeguato reinserimento
professionale dell’assicurato, non si esauriscono certo nelle occupazioni
elencate - a titolo esemplificativo - dall’__________. A questo preciso
proposito, il TFA ha stabilito che - trattandosi di lavoratori esercitanti,
prima di divenire invalidi, un’attività manuale - entrano generalmente in linea
di conto soltanto dei lavori di manovalanza oppure altre attività fisiche (Omlin,
Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p.
206; RCC 1989, p. 331 consid. 4a). Nella sentenza non pubblicata 3 febbraio
1999 in re INSAI c. H. e H. c. INSAI, la nostra Corte federale ha, ciò
nondimeno, precisato che il mercato del lavoro accessibile a questi
assicurati non é limitato a tali attività. Nell’industria e
nell’artigianato, i lavori manuali, che richiedono l’impiego della forza
fisica, sono sempre più eseguiti da macchine mentre acquistano viepiù
importanza le funzioni di sorveglianza (RCC 1991, p. 321; STFA 23.5.1995
in re G.; STFA 31.7.1996 in re S.). Anche in questo ambito, sono aperte
delle opportunità di lavoro per lavoratori ausiliari, così come é il caso per
il settore delle prestazioni di servizio.
A mero
titolo d'esempio, possono essere citate le seguenti attività sostitutive,
confacenti ad un assicurato che presenta delle difficoltà deambulatorie nonché
nel trasporto, rispettivamente, nel sollevamento di pesi relativamente
importanti: l’attività di addetto all'assemblaggio di componenti elettroniche
presso la ditta ________ (cfr. DPL 2488), quella d'operaio addetto
all'assemblaggio di orologi presso la ditta __________ (cfr. DPL 2417) oppure,
ancora, quella d'operaio addetto al controllo delle punte dei trapani per
dentisti presso la ditta __________ (cfr. DPL 2597).
A notare
che il concetto di mercato del lavoro equilibrato non sottintende soltanto un
certo equilibrio fra l’offerta e la domanda in materia di manodopera, ma anche
un mercato del lavoro che presenta un ventaglio d’attività le più diverse, e
precisamente per ciò che concerne le condizioni professionali e intellettuali
richieste, così come la prestazione fisica (RCC 1991, p. 332 consid. 3b).
sembrerebbe rimproverare all'Istituto assicuratore convenuto d'aver ottenuto
soltanto a posteriori l'avallo del proprio medico di circondario, quo
all'adeguatezza delle attività sostitutive proposte (cfr. I, p. 7s. e VIII).
Tale
obiezione - anche qualora dovesse rivelarsi fondata - non potrebbe, comunque,
essere di nessun soccorso all'insorgente. Compito del medico è, in effetti,
quello di valutare lo stato di salute dell’assicurato e d’indicare in quale
misura egli é capace d’esercitare le attività che possono ragionevolmente
essere esatte da parte sua (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 100).
Spetta però all’assicuratore indicare le possibilità di lavoro concrete
entranti in considerazione per l’assicurato, per poi determinare, fondandosi
sulle stesse, il guadagno che questi potrebbe realizzare sul mercato generale
del lavoro (Estr. INSAI delle sentenze del TFA 1989 n. 3; 1984 n. 4).
Relativamente
alle attività ancora esigibili nonostante i postumi infortunistici occorre,
dunque, far capo alle valutazioni - circostanziate ed approfondite - __________
senza che si riveli necessario dare seguito al provvedimento probatorio chiesto
dall'assicurato (cfr., per la valutazione anticipata delle prove, RCC 1986 pag.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 in re A. B. P., STFA del 13 febbraio
1992 in re M. O., STFA del 13 maggio 1991 in re A. A., STCA del 25 novembre
1991 in re G. M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser,
Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 212; Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag 39 e
pag. 177; per l’attendibilità dei rapporti medici interni all’amministrazione e
facoltà per il giudice di basare il suo giudizio su tali rapporti: cfr. DTF 104
V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re S., 5 aprile 1984 in re M. e 2
novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
BJM 1989 pag. 30ss.; DTF 122 V 157ss.; RAMI 1996 U252, pag. 191ss.).
2.3.4. Secondo
l’assicuratore LAINF convenuto, con l’esercizio delle attività enumerate al
precedente considerando, il ricorrente potrebbe conseguire - a dipendenza del
fatto che vengano o meno prese in considerazione le DPL 4790 e 5015 - un
reddito annuo situato fra i fr. 40'266.-- ed i fr. 41'087.-- (cfr. X).
L'assicurato, da parte sua, contesta fermamente tale dato, postulando
l'applicazione di un reddito annuo pari a fr. 35'000.--.
Per
determinare il reddito da invalido, l’__________ ha compiuto degli accertamenti
presso alcune ditte del Cantone (cfr. doc. _: la __________, la __________, la
__________, la Fondazione __________ ed il Garage __________), appurando che i
dipendenti di tali aziende conseguono un reddito medio appunto attorno a fr.
40'000.--.
Il TCA,
nella causa sfociata nella sentenza 13 luglio 1995 in re B. (pubblicata in SVR
1996 UV Nr 55 p. 183ss.), ha esaminato in modo approfondito la tematica
relativa al guadagno ancora conseguibile da una persona costretta a riciclarsi,
per motivi di salute, in attività leggere e non qualificate, stabilendo che in
attività leggere quali quelle accessibili all'assicurato, svolte a tempo pieno
e con rendimento completo, un uomo, in un mercato del lavoro equilibrato, può
conseguire i seguenti redditi:
per il
1992 fr. 34'000.--
per il
1993 fr. 34'500.--
per il 1994
fr. 35'000.--
per il
1995 fr. 35'000.--
Lo
scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto,
anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.
M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in
re Y. O. c. H.), per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M. c. H.) e per il 1999
(cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re B. C. c. INSAI).
Rispondendo
a critiche rivolte a tale determinazione da ambienti assicurativi, il TCA,
nella sentenza 28.4.1998 in re M. L. c. I., ha ricordato quanto segue:
"
...l’esame operato dal TCA nel 1995 si era reso
necessario a causa delle costanti e concordanti critiche rivolte alla
quantificazione del reddito operata dall’__________ (secondo una prassi sostanzialmente
analoga a quella ora adottata) e confermata dal TCA dai patrocinatori dei
diversi ricorrenti e, in particolare, dagli ambienti sindacali.
Ritenuto che tali critiche non apparivano
prive di fondamento e, vista anche la nuova giurisprudenza federale relativa
alla coordinazione, nella valutazione dell'invalidità, dell'assicurazione
invalidità e dell'assicurazione contro gli infortuni (cfr. RAMI 1995 p. 107;
DTF 119 V 468 consid. 3; STFA del 1° luglio 1994 nella causa F.B.do.C., U
188/93, non pubblicata; vedi pure STFA del 28 luglio 1993 nella causa R.B. non
pubblicata, U 37/93 e STFA del 5 ottobre 1994 nella causa F.G., non pubblicata,
U 73/93), il TCA ha riesaminato l'intera problematica relativa alla
determinazione del reddito da invalido.
Il TCA ha allora chiesto un rapporto al
responsabile dell'Ufficio regionale di integrazione professionale AI. Da questo
rapporto è emerso che, tenuto conto del fatto che le attività leggere e non
qualificate vengono svolte prevalentemente da personale femminile, i redditi
ipotetici in attività leggere abitualmente considerati nell'ambito
dell'assicurazione invalidità coincidevano con i salari medi delle operaie. Si
trattava, allora, di fr. 24.100.-- per il 1991, fr. 25.200.-- per il 1992 e fr.
26.700.-- per il 1993.
L’AI considerava, dunque, per la
valutazione del grado di invalidità, salari nettamente inferiori a quelli
ritenuti dall’INSAI e dal TCA in ambito LAINF, senza che nessuna circostanza
particolare giustificasse tale differenza.
Esaminando, poi, i dati statistici raccolti
dall'UFIAML per il 1992 e 1993 alla luce della giurisprudenza federale secondo
cui, per determinare il reddito da invalido in attività leggere, é sufficiente
riprendere dai dati dell'UFIAML i salari medi versati al personale ausiliario
nel cantone in cui opera l'assicurato e ridurlo di un quarto per tener conto
del fatto che il personale non qualificato e con problemi di salute
difficilmente riesce a conseguire il salario medio figurante nelle statistiche
(STFA 28.7.1993 in re V.R. non pubbl. I 249/92; STFA 6.6.1994 in re A.B. non
pubbl. U 189/93; STFA 4.5.1993 in re X , non pubbl. I 243/92; STFA 7.12.1994
in re P. non pubbl. U 50/94; STFA 6.2.1995 non pubbl. U 95/94), il TCA ha
concluso che salari sin lì ritenuti corrispondevano, in sostanza, soltanto a
quelli che un dipendente non qualificato poteva ottenere in alcune aziende in
circostanze estremamente favorevoli. Essi non erano, invece, corrispondenti ai
salari mediamente versati a operai o impiegati non qualificati con
problemi di salute.
Inoltre, in tale occasione, il TCA era
rivenuto sul meccanismo di adeguamento al rincaro dei salari rilevando che,
negli ultimi anni, i salari (soprattutto quelli del personale ausiliario) non
erano aumentati oppure, nella migliore delle ipotesi, avevano subito un
adeguamento al rincaro soltanto parziale.
Pertanto, il TCA ha ottenuto gli importi
suindicati sulla scorta dei dati contenuti nelle pubblicazioni UFIAML ridotti
secondo le indicazioni del TFA e in considerazione del fatto che il reddito
ritenuto dagli organi dell'AI era (e, nonostante tutto, rimane) regolarmente
notevolmente più basso di quello considerato in ambito LAINF senza che ciò
fosse giustificato da circostanze particolari.
L’INSAI propone, ora, di modificare i
parametri così ottenuti sulla scorta dell’inchiesta di cui s’é detto.
Tale richiesta non può essere accolta. Se é
vero che i dati raccolti dall’Istituto convenuto e riassunti nel doc. _ danno
come media un salario maggiore rispetto a quello ritenuto dal TCA, é anche vero
che tale media é stata rilevata in sole 5 ditte. Niente indica che quanto
rilevato in queste 5 aziende sia generalizzabile all’intero mercato del lavoro
ticinese.
Se si deve dare atto all’__________ del
notevole sforzo indagatorio profuso per rilevare le diverse caratteristiche
dell’attività analizzata così da verificare se essa é o meno effettivamente
esigibile dal profilo delle indicazioni mediche, si deve pur sempre rilevare
che i dati relativi al salario sono insufficienti a dimostrare che, in genere,
il mercato del lavoro ticinese offre a persone costrette da motivi di salute a
riciclarsi in attività leggere e non qualificate salari dell'entità rilevata.
In queste condizioni, lo scrivente TCA
ritiene di doversi attenere ai redditi suindicati, ancora, e per i motivi
elencati, ritenuti essere più conformi alla realtà. Dati che, occorre
ricordarlo, sono stati a più riprese confermati dal TFA (STFA 7.1.1997 in re I.c.D.;
STFA 24.6.1997 in re W.c.M.) ...".
A questo
proposito, va, altresì, ricordato che i parametri utilizzati dal TCA sono stati
approvati dal TFA ancora nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292, pag.
223ss. (= SVR 1998 UV6, p. 15s.).
Parimenti,
nella sentenza 2 luglio 1998 in re UAI c. M. D.S.B., il TFA ha confermato la
prassi seguita dallo scrivente TCA affermando quanto segue:
" ...
in sostanza, nella specie é contestata l'ormai affermata prassi istituita dal
TCA del Canton Ticino per la valutazione dell'invalidità, nell'assicurazione
contro gli infortuni così come in quella per l'invalidità, posto come di
principio la nozione d'invalidità sia identica in tutti i settori delle
assicurazioni sociali (cfr. DTF 119 V 470 consid. 2b; 116 V 248 consid. 1b).
Secondo tale giurisprudenza, fanno stato i salari che la medesima autorità
giudiziaria ha accertato in base alle tabelle dell'Ufficio federale
dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro, tenendo conto del
particolare mercato del lavoro ticinese (cfr. SVR 1996 UV no 55, pag. 183-186).
Ora, la pertinenza
di tale prassi é già stata più volte ammessa da questa Corte, da ultimo in una
pronuncia resa lo scorso 27 novembre 1997 in re R (U100/96) e parzialmente
pubblicata in RAMI 1998 no U292 pag. 223 (cfr. anche sentenze inedite 24 luglio
1997 in re M., U156/95; 7 gennaio 1997 in re D., U152/95; 12 novembre 1996 in
re F., U69/96; 15 ottobre 1996 in re C., U60/96). Dalla medesima, e quindi dai
redditi ipotetici determinati in quel contesto, non v'é ragione di scostarsi
..." (STFA 2.7.1998 in re
UAI c. M. D. S. B. consid. 3c).
Questa
Corte, con la sentenza 27 ottobre 1999 in re S. c. UAI, concernente
un'assicurata ritenuta in condizione di lavorare in attività adeguate soltanto
nella misura del 50%, ha avuto ancora modo di testare - alla luce della più recente
giurisprudenza emanata dal TFA in materia di reddito da invalido (la stessa
indicata dall'__________ in sede di risposta di causa) - la suesposta sua
prassi, pervenendo, finalmente, alla conclusione che quest'ultima è senz'altro
meritevole d'essere ulteriormente seguita:
"
2.8.In una sentenza del 28 settembre 1998 nella
causa A.H pubblicata cfr. DTF 124 V 32ss (= Pratique VSI 1999 p. 51 = SVR 1999
IV no. 11) il TFA ha ribadito che, per determinare il reddito da invalido, ci
si può riferire ai salari deducibili da tabelle statistiche. Ciò è il caso
soprattutto nell’ipotesi in cui, dopo l’insorgenza del danno alla salute,
l’assicurato non ha più ripreso a svolgere attività lucrativa o per lo meno
l’attività lucrativa esigibile (Pratique VSI 1999 p. 54 consid. 3b.aa e
giurisprudenza citata).
Preso inoltre atto del fatto che
l’inchiesta sui salari pubblicata dall’UFIAMIL è stata pubblicata per l’ultima
volta nel 1993, il TFA ha dichiarato applicabile l’inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari (ISS), che, a partire dal 1994 viene pubblicata ogni due
anni.
Secondo l’Alta Corte l’obiettivo primario
di questa inchiesta è quello di fornire informazioni sui salari con valore
rappresentativo per tutta la Svizzera. In proposito il TFA
ha precisato che:
" Elle englobe les salariées travaillant dans des entreprises de
tout format et dans les banches extérieures au secteur agricole (industrie,
arts et métiers, commerce, services, professions libérales, assurances
sociales, organisations sans but lucratif), y compris l'horticulture. Pour
l'enquête de 1994, l'administration publique n'est représentée que par les
services de la Confédération (PTT et CFF inclus). Contrairement à l'ancienne
enquête sur les salaires d'octobre, l'ESS enregistre les salaires individuels
des travailleurs en lieu et place des sommes salariales; elle englobe aussi -
et c'est une nouveauté - les personnes travaillant à temps partiel et les
cadres de tous de échelons. Les résultats de l'ESS mettent en évidence que le
montant du salaire est déterminé en majeure partie par le niveau des exigences
du poste de travail, mais aussi par la formation, la situation professionnelle
et le genre d'activité. Une analyse des données recueillies souligne d'autre
part l'influence des critères personnels tels que le sexe, les années de
service, l'âge et la nationalité sur le niveau du salaire (ESS p. 17 ss).
Enfin, le tableau 13* de l'ESS montre que, d'une manière générale, les
personnes travaillant à temps partiel sont proportionnellement moins bien
rémunérées que celles qui ont une activité à plein temps.
La partie
réservée aux tableaux figurant en annexe de l'ESS contient, outre la
statistique des montants salariaux (salaires réels nets, groupe B), une
statistique des taux salariaux, c.-à-d. des salaires bruts standardisés, pour
le groupe des tableaux A. Ce sont ces dernières données qu'il faut prendre en
considération pour effectuer la comparaison des revenus, en se basant toujours
sur la valeur médiane (moyenne), qui est généralement moins élevée que la
moyenne arithmétique ("salaire moyen") et relativement solide par
rapport à la moyenne incluant des valeurs extrêmes (très bas et très hauts
salaires; voir ESS p. 9). Pour l'application du groupe de tableaux A, il
convient de voir que l'on s'est généralement basé sur un horaire hebdomadaire
de 40 heures, ce qui est légèrement inférieur à l'horaire moyen usuel de 41,9
heures pratiquée en 1994 (voir p. 42 de l'ESS).
bb. Selon le
tableau A 1.1.1 de l'ESS 1994, la valeur moyenne de la rémunération pour des
hommes chargés de tâches simples et répétitives (niveau des exigences 4) dans
le secteur privé (avec horaire hebdomadaire de 40 heures) s'élevait à 4127
francs en 1994, ce qui correspond, pour un horaire moyen hebdomadaire de 41,9
heures, à 4323 francs par mois ou à 51876 francs par année. (...)"
(Pratique VSI 1999 pag. 54-55).
Il TFA ha inoltre precisato che, nel
calcolo del reddito da invalido, si deve tener conto del fatto che le persone
invalide, che sono limitate anche nell’adempimento di attività ausiliarie leggere,
sono pure svantaggiate sul piano della remunerazione nei confronti dei
lavoratori in possesso della piena capacità di lavoro e perfettamente atti ad
essere assunti. Di conseguenza queste persone possono pretendere un salario
proporzionalmente meno elevato:
" (...) Il convient aussi de considérer que
les personnes atteintes dans leur santé, qui sont handicapées même dans
l'accomplissement de travaux auxiliaires légers, son désavantagées sur le plan
de la rémunération par rapport à des travailleurs en pleine possession de leur
capacité de travail et parfaitement aptes à être engagés, et qu'elles doivent
généralement tabler sur un salaire proportionnellement moins élevé (voir ATF
114 V 310 consid. 4b non publié; VSI 1998 p. 181 consid. 3a; arrêts non publiés
en la cause A. du 11 août 1997 [A 99/95] consid. 4b. bb et en la cause O. du 27
mars 1996 [I 38/96] consid. 4b). Dans le cas présent, il semble justifié
d'admettre une réduction de 15% du revenu par rapport au salaire de référence
du fait que le recourant est gêné dans l'exécution des travaux que l'on peut
encore exiger de lui en raison des troubles de la motricité fine et de la
coordination affectant les extrémités droites. De ce fait, le revenu qu'il
pourrait encore réaliser en dépit de son invalidité s'élève à 26 457 francs
pour une capacité de travail de 60%. Comparé au revenu hypothétique de 82 865
francs qu'il aurait obtenu sans son invalidité, il en résulte un degré
d'invalidité de 68%, qui était déjà acquis au moment où la décision litigieuse
a été rendue (le 20 octobre 1995). (...)"
(Pratique VSI 1999 pag. 55-56).
In un'altra sentenza del 24 marzo 1999,
pubblicata in Pratique VSI 1999, pag. 182 seg., il TFA ha inoltre sviluppato le
seguenti considerazioni:
"b. Pour déterminer le revenu que le recourant peut encore
raisonnablement réaliser en dépit de son atteinte à la santé, l'administration
et l'autorité de première instance se sont référées à l'Enquête suisse sur la
structure des salaires (ESS) en 1994; selon cette étude, la valeur moyenne des
salaires pour des hommes occupés à des tâches simples et répétitives (niveau
d'exigence 4) dans le secteur privé et public (pour un horaire hebdomadaire de
40 heures) s'établit à 4225 francs (tableau A 1.3.1). Sur la base d'un horaire
hebdomadaire moyen de 41 h 9 et compte tenu d'une hausse nominale annuelle de
1,3 % en 1995 et 1996 (Die Volkswirtschaft, 1998 cahier 1, annexe p. 27,
tableaux B 9.2 et B 10.2), le revenu de 1996 se monte à 4541 francs par mois ou
54 492 francs pour l'année. Si l'on admet avec le recourant qu'il peut encore
travailler dans l'industrie et les arts et métiers, mais pas dans le secteur
public, le tableau A 1.1.1 de l'ESS (valeur moyenne des salaires pour des
hommes occupés à des tâches simples et répétitives dans le secteur privé)
indique un montant de 4127 francs, ce qui correspond, pour un horaire
hebdomadaire moyen de 41 h 9, à un revenu de 4323 francs par mois. Compte tenu
de l'évolution nominale des salaires, on arrive ainsi pour 1996 à un montant
mensuel de 4436 francs ou annuel de 53 232 francs. Il faut en outre considérer
que les personnes atteintes dans leur santé, qui sont handicapées même pour accomplire
des tâches auxiliares légères, sont désavantagées sur le plan de la
rémunération par rapport aux travailleurs jouissant d'une pleine capacité de
travail et pouvant être engagés comme tels; c'est pourquoi ces personnes
doivent généralement compter sur des salaires inférieurs à la moyenne (ATF 124
V 321 ss consid. 3b/bb = Pratique VSI 1999 p. 51; ATF 114 V 310 consid. 4b non
publié; VSI 1998 p. 179 consid. 3a). Cette réduction de salaire concerne aussi bien les assurés qui exercent
à plein temps une activité adaptée à leur handicap que ceux qui sont engagés à
temps partiel (RCC 1989 p. 483 consid. 3b). Si l'on admet un taux de rémunération situé au-dessous des valeurs de
l'Enquête sur la structure des salaires de l'Office fédéral de la statistique,
la réduction doit être déterminée dans chaque cas concret sur la base du hadicap
réel que subit l'assuré dans le domaine d'activité qui lui est encore accessibile,
à l'exclusion de toute réduction générale de 25% (VSI 1998 p. 179 consid. 3a). C'est ainsi que, par ex., une réduction du
revenu de 10% seulement par rapport au salaire indiqué dans le tableau
statistique pour un assuré qui pouvait encore effectuer des travaux auxiliaires
légers à mi-temps sans autre handicap a été considérée comme appropriée (VSI
1998 p. 177 consid. 3a; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung,
Zurich 1997, p. 210; voir aussi Jürg Scheidegger, Rechtliche Rahmenbedingungen für
die Verwendung von Tabellenlöhnen bei der Invaliditätsgradermittlung, St-Gallen
1999, p. 113). Dans le cas d'espèce, il y a lieu au surplus de tenir compte du
fait que le recourant à besoin d'effectuer plus de pauses qu'un travailleur en
bonne santé. D'autre part, le recourant fait remarquer à bon droit que l'assuré
qui a perdu sa place de travail pour de raisons de santé ne peut obtenir un
salaire moyen dans une activité adaptée à son état, car le marché du travail qui
lui reste ouvert ne peut être que celui des personnes qui débutant dans une
entreprise (voir ESS p. 81ss). Au demeurant, l'importance des années de service
diminue dans le secteur privé en fonction de l'appauvrissement du profil des
exigences (ESS p. 21). Une réduction du revenu de 25% par rapport au salaire
statistique moyen, telle que l'ont admise l'administration et l'autorité de
première instance, paraît appropriée dans le présent cas compte tenu de toutes
les circostances. De ce fait, le revenu hypothétique annuel avec invalidité
s'élève à 40 869 francs (secteur privé et public) ou 39 924 francs (secteur
privé), ce qui donne un taux d'invalidité de 47%. Partant le jugement attaqué
doit être confirmé dans son ensemble (cfr. Pratique VSI 1999 pag. 184-186)".
Sulla riduzione da applicare per tenere
conto del fatto che il personale non qualificato con problemi di salute sarà
difficilmente in grado di conseguire il salario medio figurante nelle
statistiche, vedi pure: SVR 1999 IV no. 55 p. 185 consid. 2.9 e giurisprudenza
citata; SVR 1998 IV no. 8 pag. 33; SVR 1999 IV no. 6 pag. 16; SVR 1998 AHV no.
15 pag. 53; RAMI 1993 no. U 168 pag. 103 consid. 5; RCC 1989 pag. 485 consid.
3b; Plädoyer, 1995 no. 1 pag. 67 consid. 5c e d; sentenze non pubblicate 31 dicembre
1997 in re F., I 428/96 e 3 maggio 1996 in re B., I 251/95.
2.9. Il TCA ha quindi chiesto all'UAI di
indicare quale sarebbe il reddito da invalido dell'assicurata applicando
esclusivamente le citate tabelle.
Il consulente __________ ha fornito al riguardo
una significativa risposta integralmente riprodotta al consid. 1.8.
Egli ha in particolare sottolineato,
illustrandone i motivi, perchè gli orientatori non utilizzano puramente e
semplicemente le statistiche nazionale ISS.
Il consulente professionale ha poi
affermato che la collaudata prassi giudiziale cantonale (cfr. consid. 2.5)
"è risultata sostanzialmente aderente alla situazione effettiva del
mercato del lavoro (riferito ad attività non qualificate o leggere) dovendosi
caso mai osservare, negli ultimi tempi, un'ulteriore spinta al ribasso dei
redditi reperibili".
Egli ha inoltre sottolineato che il valore
medio di fr. 24'500.-- per le donne, viene utilizzato quale parametro di base,
rispetto al quale vengono eventualmente applicate ulteriori riduzioni
giustificate dalla situazione concreta dell'assicurata. Il consulente __________
ha poi ancora affermato che il metodo elaborato dalla Suva (descrizione del
posto di lavoro) non è considerato affidabile dalla maggior parte degli orientatori,
anche di altri Cantoni (per maggiori dettagli, cfr. consid. 1.8).
Egli ha poi così risposto al quesito posto
dal TCA:
" L'applicazione della giurisprudenza citata nella richiesta
impone quindi l'adozione di particolari cautele, che complicherebbero
enormemente il calcolo finale, in quanto diverrebbe necessario elaborare
adeguamenti ulteriori e specifici per rendere aderente alla realtà
l'interazione inabilità - redditi cantonali - invalidità finale.
(...)
Nel caso in
esame ci riferiamo alle tabelle dei salari (ISS) in particolare ai dati sui
redditi in occupazioni non qualificate, semplici, ripetitive.
Le relative
tabelle sono state preparate sulla base dei redditi in attività che sono ripetitive
e semplici senza tenere conto del fattore "leggero",
importante e condizionante il rendimento e quindi il salario corrispondente.
Comunque nel
1996, nella categoria indicata, il salario calcolato (quartile inferiore)
sarebbe stato di fr. 2344.-- mensili, che permette di definire un importo annuo
di fr. 30472.--.
Per le lacune
del dato statistico e per correttezza nei confronti del portatore di handicap,
riteniamo giusto applicare un coefficiente di riduzione di almeno il 20%
che dia un'immagine più vicina alle realtà di guadagno da invalido in lavoro
semplici, ripetitivi, non qualificati e leggeri.
Avremmo pertanto un salario di fr.
24377.--"
In realtà questi dati devono essere
modificati in fr. 28'128.--, rispettivamente in fr. 22'502.--, come
sottolineato anche dall'UAI nello scritto del 7 settembre 1999 (cfr. consid.
1.9 e Pratique VSI 1999 pag. 185 in cui il salario mensile è stato moltiplicato
per 12 e non per 13).
2.10. Chiamato ora a pronunciarsi nel caso
concreto, il TCA constata che, applicando la propria giurisprudenza (cfr.
consid. 2.5 e 2.6), si giungerebbe ad un reddito da invalido di fr. 12'200.--
(grado di invalidità del 68%).
Applicando invece le tabelle ISS, con una
riduzione del salario medio per i motivi indicati dalla giurisprudenza federale
(cfr. consid. 2.8) si otterrebbe invece un reddito di fr. 11'251.-- (fr. 22'502
: 2) (grado di invalidità del 70,66%).
In simili condizioni, viste anche le
positive considerazioni di coloro che si trovano ad operare sul terreno e sono
dunque direttamente a contatto con il mercato del lavoro, questo Tribunale conferma
nella presente fattispecie la propria giurisprudenza.
Infatti, il consulente professionale ha
chiaramente precisato che, da una parte, i dati delle tabelle ISS non sono
adeguati alla situazione ticinese e, d'altra parte, che le attività semplici e
ripetitive, non sempre sono anche leggere.
La necessità di adattare i salari medi
nazionali alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella
risposta del Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione
dell'On. __________ del 14 agosto 1999 "Bassi salari e reddito
famigliare" con la quale chiedeva di pubblicare dati disponibili per
documentare la situazione relativa al reddito e alle condizioni sociali delle
famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati aggiornati sui livelli salariali
nel nostro Cantone:
" (..)
Su scala
federale la statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di
conoscere l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.
A livello
regionale, le informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano
unicamente la struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni.
Si ricorda il lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda
revisione, e per quell'anno, eccezionalmente, il Ticino ha potuto disporre di
informazioni supplementari.
Il calcolo dei
dati regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione
dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche
importanti rispetto al Ticino. Non si è certi tuttavia in che misura questo
accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.
Per i prossimi
anni è inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in
questione, riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato
di informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai
dati lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale".
La riconferma della nota giurisprudenza si
giustifica tanto più se si considera che il risultato ottenuto tramite
l'applicazione delle tabelle non si scosta di molto dai redditi stabiliti dal
TCA e che tali redditi sono stati confermati dal TFA" (STCA 27.10.1999 in re S. c. UAI, p.
15ss.).
Sulla scorta delle conferme scaturite dal suesposto
riesame, questa Corte non vede alcun motivo per scostarsi dalla sua ormai
consolidata giurisprudenza, ritenendo, quindi, che ____________ , con
l'esercizio, a tempo pieno, di un'attività alternativa, possa realizzare un
reddito annuo attorno a fr. 35'000.--.
2.3.5. Il grado
d’invalidità di ___________ - ottenuto confrontando i fr. 35'000.-- al reddito
che esso avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e
cioè fr. 63'032.-- (doc. _), dato rimasto assolutamente incontestato - risulta
essere del 44% (arrotondamento conforme a quanto statuito dal TFA nel
considerando non pubblicato della DTF 122 V 335).
2.4. Indennità
per menomazione dell'integrità
2.4.1. Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità
fisica o mentale.
Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.
Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.
Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).
2.4.2. L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente
sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.
In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 pag. 438).
La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium
doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet,
Ritter, op. cit., pag. 121).
2.4.3. Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato
3 dell'OAINF.
Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale
di indennizzazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicurato.
Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U48 pag. 235 consid. 2a e
sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).
Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente
per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).
La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità
risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).
Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).
Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.
2.4.4. L'__________
ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che
integrano quella dell'ordinanza.
Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. DTFA 7.12.1988 in re A. P.; RAMI 1989, U71, pag.
221ss.).
Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987, U21, pag. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).
2.4.5. In casu,
l'assicuratore LAINF convenuto ha riconosciuto all'insorgente un'indennità per
menomazione dell'integrità del 20%, fondandosi sull'apprezzamento espresso dal
proprio medico di circondario in data 4 febbraio 1999:
"
REPERTO
Come esiti importanti e durevoli dopo iniziale
distorsione del ginocchio sinistro del 24 marzo 1996, con lesione del legamento
crociato anteriore, lesione della cartilagine e lesione del menisco mediale
sinistro, trattata cruentemente a diverse riprese, esiste oggi un'instabilità
complessa del ginocchio sinistro.
Esiste uno stato dopo artroscopia del ginocchio
sinistro con sutura del menisco mediale il 3 maggio 1997, uno stato dopo
artroscopia con meniscectomia parziale mediale e diagnosi di una condropatia
femorale-mediale il 20 luglio 1996, uno stato dopo medializzazione della
tuberositas tibiale sinistra su base di una patella instabile, uno stato dopo
lussazione traumatica il 12 dicembre 1996, uno stato dopo plastica del
legamento crociato anteriore mediante un terzo del legamento patellare il 22
luglio 1997, uno stato dopo osteotomia di valgizzazione di 8° con
interposizione con due trapianti cortico-spongiosa della cresta iliaca
sinistra, applicazione di una placca Oroszco modificata, una plastica del
legamento crociato anteriore, una plastica del legamento crociato posteriore
con semi-tendinoso, rispettivamente tendine Grazilis e una plastica del
legamento collaterale esterno con tendine di quadricipite con blocco osseo il
26 maggio 1998.
VALUTAZIONE
20%
GIUSTIFICAZIONE
L'instabilità complessa del ginocchio sinistro
con insufficienza dei legamenti crociati anteriori e posteriori e del legamento
collaterale esterno comporta una menomazione all'integrità del 20%, secondo la
tabella 6.2 delle Informazioni mediche sulla menomazione all'integrità del
1990" (doc. _).
La
suesposta valutazione è stata criticata da_____________, a mente del quale egli
sarebbe portatore di un'instabilità complessa e grave del ginocchio, ciò
che gli darebbe diritto ad un'IMI del 30%, in ossequio alla tabella 6.2 edita
dalla Divisione medica dell'__________ (cfr. I, p. 10).
Il TCA,
da parte sua, non scorge alcun motivo che gli impedisca di fare proprio
l'apprezzamento del dottor __________, tanto più che l'assicurato ha sì chiesto
un'IMI del 30%, tuttavia senza riuscire a sostanziare, in maniera convincente,
questa sua pretesa.
Al
ricorrente, che sostiene essere portatore di un'instabilità complessa e
grave al ginocchio sinistro - circostanza, peraltro, riconosciuta pure
dall'assicuratore medesimo (cfr. III, p. 6) - si fa notare che l'evocata
tabella 6.2 prevede, in casi del genere, la corresponsione di un'IMI variante
fra il 20 ed il 30%: il medico di circondario dell', valutando nel
20% la menomazione presentata da___ , è, pertanto, rimasto entro i
limiti fissati. D'altro canto, l'affermazione secondo cui un aggravamento della
menomazione a livello del ginocchio sinistro, sarebbe da ritenere "più che
prevedibile" (VIII, p. 2), non trova alcun riscontro nella documentazione
medica all'inserto. A questo riguardo, si rammenta che, qualora, nel futuro,
dovesse effettivamente insorgere un aggravamento a livello del ginocchio
sinistro (leggi, ad esempio, sviluppo di fenomeni degenerativi), l’assicurato
sarebbe senz’altro legittimato a chiedere all'__________ una revisione
dell’indennità per menomazione dell’integrità assegnatagli, e ciò dal momento
in cui tale peggioramento non ha potuto essere con verosimiglianza pronosticato
e, quindi, debitamente considerato (cfr. RAMI 1991 U132 p. 308s. consid. 4b e
dottrina ivi menzionata). In questo senso, quindi, i suoi diritti rimangono
salvaguardati.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é parzialmente accolto.
Di conseguenza, l'__________ è condannato a versare
all'assicurato una rendita d'invalidità del 44% a decorrere dal 1° maggio 1999.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L'__________
verserà al ricorrente fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
La
vicepresidente Il segretario
Giovanna Roggero-Will Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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