AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
52.1995.215
Data decisione, Autorità:
06.06.1995, TRAM
Incarto n.
52.95.00215
52.95.00216
DP 84-85/95
cm
Lugano
6 giugno 1995
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi,
presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi:
a) 22
marzo 1995 di
b) 23
marzo 1995 del
contro
la decisione 7 marzo 1995, no. 1250, del Consiglio di Stato che annulla la licenza edilizia
14 novembre 1994 rilasciata dal municipio di __________ a __________,
__________, __________ e __________ per la costruzione di cinque case a
schiera sulla part. no. __________ RFD;
viste le risposte:
-
28 marzo 1995 del municipio di
__________;
-
28 marzo 1995 del Consiglio di
Stato;
-
7 aprile 1995 del Dipartimento del
territorio;
-
24 aprile 1995 di __________;
al ricorso di __________;
-
28 marzo 1995 di __________;
-
28 marzo 1995 del Consiglio di
Stato;
-
7 aprile 1995 del Dipartimento del
territorio;
-
24 aprile 1995 di __________;
al ricorso del comune di Intragna;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Nel corso del mese di luglio
del 1994 __________, __________, __________ e __________ hanno chiesto al
municipio di _________ il permesso di costruire cinque case a schiera in località
_________ (part. no. __________RFD, zona R2).
Il complesso residenziale si compone di cinque edifici
strutturati su tre livelli (PT, 1. piano e sottotetto) e collegati fra loro a
PT da un corpo largo 3 m e lungo 5, destinato a cucina o servizi igienici.
Alla domanda si è opposto __________ contestando l'intervento
dal profilo delle distanze, dell'i.s., dei posteggi e dei rifugi PC.
B. Raccolto il preavviso
favorevole dell'autorità cantonale, il 14 novembre 1994 il municipio di
__________ ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione
di non destinare il sottotetto a scopi abitativi (1), di ottenere dal
patriziato di ________ una deroga alle distanze dalla sottostante strada
patriziale (2), di ottenere il permesso per la costruzione dei rifugi PC (3),
di mantenere il muro di sostegno a valle all'altezza di m 1.50 (4), di ridurre
a m 1.50 l'altezza del terrapieno della casa no. 5 (5), di versare un
contributo sostitutivo di fr. 5'600.-- per 4 posteggi mancanti.
Con decisione di ugual data, l'autorità comunale ha inoltre respinto
l'opposizione di __________.
C. Con giudizio 7 marzo 1995 il
Consiglio di Stato ha annullato la predetta licenza, accogliendo il ricorso
contro di essa inoltrato da __________.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che il complesso edilizio
disattendesse la distanza prescritta dall'art. 9 NAPR dal confine verso la
part. no. __________RFD. Delle ulteriori censure, esaminate a titolo meramente
abbondanziale, è stata ritenuta fondata soltanto quella relativa al superamento
dell'i.s. Secondo il Consiglio di Stato, il vano sottotetto sarebbe abitabile e
quindi computabile nella SUL.
D. Contro il predetto giudizio
governativo insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino della licenza in
contestazione.
a. __________ nega che la costruzione violi la distanza prescritta
dalle NAPR verso la part. no. __________RFD. A suo avviso, su questo versante,
fronteggiante il lato minore della costruzione, non sarebbe applicabile il
supplemento di distanza prescritto per facciate lunghe più di 16 m.
Le questioni relative alla distanza dalla strada patriziale,
soggiunge, sarebbero superate dal fatto che il sedime di tale opera è tuttora
parte integrante del fondo dedotto in edificazione.
Il sottotetto, conclude, non sarebbe infine computabile nella
SUL, poiché l'altezza media del vano non supera quella prescritta dall'art. 35
RLE per i locali abitabili.
b. Analoghe censure vengono sollevate dal comune ricorrente.
E. All'accoglimento dei ricorsi
si oppongono il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, ed
__________, che contesta succintamente le tesi degli insorgenti.
Considerato, in
diritto
- La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dei ricorrenti e la
tempestività dei gravami sono indiscutibilmente date dagli art. 21 LE, 43 e 46
PAmm.
I ricorsi sono dunque ricevibili in ordine e possono essere
decisi con un unico giudizio (art. 52 PAmm), senza complementi istruttori (art.
18 PAmm).
- Distanza dalla part. no.
__________RFD
2.1. Giusta l'art. 9.2. NAPR "la
distanza minima di un edificio dal confine è così stabilita:
- se la facciata non supera i 16 m di lunghezza:
·
m 3 per edifici sino a m 7 di altezza;
·
m 4 per edifici sino a m 9.50 di altezza;
·
2/3 dell'altezza per edifici di altezza superiore;
- se
la facciata supera i 16 m di lunghezza, le distanze minime di cui al precedente
capoverso devono essere aumentate di m 0.30 ogni metro di maggior lunghezza,
fino a che sia raggiunta una misura complessiva pari all'altezza dell'edificio".
Per il calcolo della distanza dal confine si considera la
facciata prospiciente (cfr. in tal senso art. 8.2. NAPR).
2.2. Nell'evenienza concreta, la costruzione avversata è
lunga m 41.50, larga m 9 ed alta m 7.
La distanza minima dai confini è quindi di 3 m per le
facciate di lunghezza inferiore ai 16 m (E ed W). Per le facciate più lunghe (N
e S) va invece aumentata nella misura prescritta dall'art. 9.2. NAPR.
La facciata E, rivolta verso il confine con la part. no.
__________RFD è lunga m 9. Essa deve quindi distare almeno m 3 da tale limite:
condizione, questa, che in concreto è perfettamente soddisfatta.
Palesemente insostenibile appare quindi la pretesa del
Consiglio di Stato di imporre anche per questa facciata il supplemento di
distanza applicabile giusta l'art. 9.2. NAPR alle facciate adiacenti: sotto
questo profilo, i ricorsi vanno pertanto accolti.
- Distanza dalla strada
forestale
3.1. Giusta l'art. 9.5.2 NAPR, la distanza verso strade e
piazze con linee di arretramento è quella stabilita sui piani grafici (lett.
a). Se non è prevista alcuna linea di arretramento, la distanza verso strade e
piazze è di m 7 dall'asse stradale, ritenuto un minimo di m 4 dal ciglio
stradale o marciapiede (lett. c).
Deroghe a questi arretramenti possono essere concesse dal
municipio in caso di trasformazione, riattamento o sopraelevazione di
fabbricati esistenti, a condizione che sia salvaguardata la sicurezza del
traffico.
3.2. Nel caso concreto, il fondo del ricorrente è
attraversato longitudinalmente da una strada forestale asfaltata, larga circa 3
m e lunga circa 1 km, realizzata anni orsono dal patriziato per rendere
accessibile la zona dei monti di __________. L'opera viaria è aperta al
pubblico transito. A RF risulta tuttavia ancora intavolata come proprietà del
ricorrente, perché il patriziato non ha sinora avviato le procedure necessarie
per acquisirla.
Il piano del traffico si limita a registrarne l'esistenza
senza classificarla in una delle categorie previste dall'art. 32 NAPR. Il piano
delle zone la distingue invece chiaramente dall'area edificabile della zona
circostante.
Controversa in concreto è la distanza della casa n. 5 (angolo
NW) dalla strada in questione: distanza, che secondo il progetto ammonta a m
4.50 dall'asse, rispettivamente a m 3 dal ciglio stradale.
Abdicando alle competenze conferitegli dall'art. 9.5.2 il
municipio ha subordinato la licenza alla concessione, da parte del patriziato,
di una deroga alle distanze prescritte dalle NAPR.
La tesi non può essere condivisa, perché il patriziato non
detiene alcuna competenza in tema di rilascio di permessi di costruzione.
Ritenendo, erroneamente, che la strada forestale non fosse
aperta al pubblico il Consiglio di Stato l'ha invece assimilata ad un semplice
fondo privato di proprietà del patriziato. Ha quindi ritenuto necessaria la
stipulazione di una convenzione di deroga alle distanze da confine.
Anche questa tesi non può essere accreditata, poiché, palesemente
a torto, considera l'opera viaria in discussione alla stregua di una qualsiasi
strada privata. Vero è che il tratto di strada che attraversa il fondo del
ricorrente appartiene tuttora a quest'ultimo. Tale circostanza non permette tuttavia
di prescindere dall'inequivocabile funzione pubblica attribuita all'opera con
il consenso di chi ne era proprietario al momento in cui è stata costruita. Né
permette di fare astrazione dall'altrettanto indiscutibile collocazione della
stessa a livello di PR.
Contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato, la
strada è infatti aperta al pubblico. Pur essendo ancora di proprietà privata,
essa è nondimeno destinata all'uso comune (cfr. Rhinow Krähenmann, Schweiz.
Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd. N 116 B II). In considerazione di questa
sua destinazione essa è inoltre inserita nel piano delle zone come tutte le
altre strade di _________ assegnate all'uso comune. A differenza delle strade
private, che si integrano senza soluzione di continuità nella zona circostante,
essa si limita in effetti ad attraversare la zona edificabile di _________
senza tuttavia farne parte.
Così stando le cose, ben si deve ammettere che le distanze
dalla strada prescritte dall'art. 9.5.2 NAPR (7 m dall'asse ed almeno 4 dal
ciglio) valgono anche per la strada in esame. Ne discende che la casa n. 5,
posta a m 4.50 dall'asse, rispettivamente a m 3 dal ciglio della stessa non
rispetta le distanze minime prescritte da tale norma. A torto, reputa il
municipio che il difetto sia emendabile mediante concessione di una deroga. Deroghe
alle distanze dalle strade possono essere concesse soltanto in caso di
trasformazione, riattamento o sopraelevazione di fabbricati esistenti: ipotesi,
queste, che in concreto non sono per nulla date.
Trattandosi di un difetto facilmente emendabile mediante soppressione
della casa n. 5, i ricorsi possono nondimeno essere parzialmente accolti,
ripristinando la licenza alla condizione di eliminare tale edificio.
- Numero di piani
4.1. Giusta l'art. 31 NAPR di __________, nella "zona
residenziale estensiva 2 piani, R2" sono ammesse soltanto costruzioni di
due piani al massimo. "E' inoltre permesso il seminterrato con sporgenza
massima di m 1.20".
A differenza di analoghe disposizioni di altri comuni, il numero
di piani indicato dalla norma non serve soltanto a caratterizzare la zona, ma
assume valore di prescrizione vincolante. Lo si deduce chiaramente dal testo di
legge.
Secondo l'art. 44 RLE i sottotetti sono computati come piani
quando la loro superficie (utile lorda) supera i due terzi di un piano intero.
4.2. Oltre a due piani abitabili le costruzioni in
contestazione disporrebbero di un vasto sottotetto dotato di ampie finestre sui
lati N e S.
Secondo il Consiglio di Stato, questo vano sarebbe computabile
come piano abitabile in quanto dotato di una superficie superiore ai due terzi
di quella del piano tipo. Il ricorrente contesta questa deduzione, rilevando
che il locale non è abitabile poiché l'altezza media è inferiore a quella
prescritta dall'art. 35 RLE (m 2.30).
Le obiezioni del ricorrente meritano di essere accolte,
poiché se è vero che il sottotetto, dotato di balcone e di ampie finestre,
presenta caratteristiche che permettono di considerarlo abitabile, non è men
vero che dal profilo dell'altezza del vano meno di 2/3 della superficie (36 mq
su 54) dispone di un'altezza media superiore al minimo prescritto dall'art. 35
RLE (m 2.30).
Dal profilo degli art. 35 e 44 RLE, rispettivamente 31 NAPR i
ricorsi possono quindi essere accolti, poiché i piani computabili sono soltanto
due.
- Indici di sfruttamento /
SUL
5.1. Giusta l'art. 37 LE, quale SUL si considera la
superficie dei piani sopra e sottoterra degli edifici. Non vengono tuttavia computate
tutte le superfici non utilizzate o non utilizzabili per l'abitazione o il
lavoro, come le cantine, i solai, gli essiccatoi e le lavanderie delle
abitazioni. Decisive ai fini dell'inclusione della superficie di un determinato
locale nella SUL non sono le indicazioni fornite dai piani circa la sua destinazione:
determinante è la sua configurazione, valutata secondo criteri oggettivi nell'ottica
di una sua possibile utilizzazione a scopi abitativi o lavorativi.
5.2. In concreto, il fondo dedotto in edificazione ha una
superficie di 1926 mq. Dedotta la superficie della strada (mq 227), resta una
superficie edificabile di 1699 mq. In base all'i.s. della zona R2 (0,4) può
quindi essere realizzata una SUL di 680 mq: superficie suscettibile di
aumentare sino a 770 mq in caso di applicazione dell'art. 38 cpv. 2 § LE, che a
determinate condizioni permette di computare come superficie edificabile anche
la superficie vincolata dal PR per la strada attraversante il fondo.
Ogni unità abitativa dispone di due piani abitabili di 54 mq
l'uno (6 x 9) e di un sottotetto abitabile nella misura di 36 mq.
A questa SUL va aggiunta quella dei corpi intermedi (15 mq
l'uno). Considerando che la casa n. 5 non può essere realizzata perché troppo
vicina alla strada, la SUL complessiva delle quattro unità abitative e dei tre
corpi intermedi ammonta pertanto a: 54 + 54 + 36 mq = 144 x 4 = 576 mq + 15 x 3
= 45 mq = 621 mq.
Essendo contenuta nei limiti prescritti (mq 680), nulla osta
da questo profilo al ripristino della licenza.
- Posteggi
Dato che una casa, anche per motivi legati all'i.s., non può
essere realizzata, il numero dei posteggi mancanti si riduce da 4 a 2. Di
conseguenza, il contributo sostitutivo chiesto dal municipio (fr. 5'600.--) va
dimezzato.
- Conclusione
In esito alle considerazioni sin qui esposte, i ricorsi vanno
parzialmente accolti, annullando la decisione governativa impugnata e
ripristinando la licenza in esame alla condizione che venga soppressa la casa
n. 5.
La tassa di giustizio e le ripetibili seguono la soccombenza.
Per
questi motivi,
visti
gli art. 21, 37 LE; 35, 44 RLE; 9, 31 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61, 65
PAmm
dichiara e pronuncia:
- I ricorsi sono parzialmente
accolti.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 7 marzo 1995 del Consiglio di Stato (n. 1250) è
annullata;
1.2. la licenza edilizia 14 novembre 1995 rilasciata dal
municipio di _________ per l'edificazione della part. no. __________ RFD è
confermata limitatamente alle case da 1 a 4; il contributo sostitutivo per posteggi
mancanti è ridotto a fr. 2'800.--.
-
La tassa di giustizia di fr.
1'600.-- (milleseicento) è a carico del resistente __________ nella misura di
fr. 1'200.-- (milleduecento) e del ricorrente _________ nella misura di fr.
400.-- (quattrocento).
-
Il resistente __________
rifonderà fr. 1'000.-- (mille) al ricorrente _________ a titolo di ripetibili
di entrambe le istanze.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo:
Il presidente: Il
segretario:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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