AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.1995.313
Data decisione, Autorità: 06.06.1995, TRAM
Incarto n. 52.95.00313 DP 94/95 cm
Lugano 6 giugno 1995
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 3 aprile 1995 di
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione 15 marzo 1995, no. 1503, del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 21 dicembre 1994 con cui il municipio di __________ le nega il permesso di trasformare in abitazione primaria un ripostiglio situato sulla part. no. __________RFD;
viste le risposte:
7 aprile 1995 del Consiglio di Stato;
11 aprile 1995 del municipio di __________;
18 aprile 1995 di __________;
27 aprile 1995 del Dipartimento del territorio;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 30 marzo 1993 __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di destinare ad uso abitativo il piano terreno del magazzino / ripostiglio situato accanto alla sua casa d'abitazione (part. no. __________RFD). L'intervento prevedeva di istallarvi una cucina ed i servizi igienici. Il piano superiore (sottotetto) avrebbe dovuto restare inutilizzato sintanto che non fosse entrato in vigore il nuovo PR con conseguente aumento dell'indice di sfruttamento da 0,3 a 0,4.
Alla domanda, pubblicata soltanto nel 1994 dopo vicissitudini procedurali che non occorre qui rievocare, si è opposta __________ , proprietaria di un fondo vicino a quello dedotto in edificazione.
B. Con decisione 21 dicembre 1994 il municipio di __________ ha respinto la domanda, ritenendo che la costruzione esistente non potesse essere oggetto di un simile cambiamento di destinazione poiché non rispettava la distanza minima prescritta dall'art. 10 NAPR dall'antistante strada comunale.
C. Con giudizio 15 marzo 1993 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo a sua volta l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________.
Il Governo ha anzitutto escluso che la ricorrente potesse pretendere il rilascio del permesso prevalendosi del principio della buona fede. La licenza accordata in passato per riattare e sopraelevare il magazzino non era atta suscitare legittime aspettative in ordine ad una futura concessione dell'autorizzazione a cambiare la destinazione del fabbricato.
Esclusa anche la possibilità di concedere una deroga alle distanze dalla strada, il Consiglio di Stato ha poi ritenuto che la prevista trasformazione eccedesse i limiti degli interventi autorizzabili in base all'art. 39 RLE.
D. Contro il predetto giudizio governativo la soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio della licenza rifiutata.
Rievocati i fatti, l'insorgente ripropone e sviluppa in questa sede le censure sollevate senza successo davanti alla precedente istanza con riferimento alla tutela delle situazioni acquisite ed al principio della buona fede.
E. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, il municipio di __________ e la resistente __________ senza formulare particolari osservazioni.
Considerato, in diritto
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti integrati dalla documentazione fotografica prodotta dalla ricorrente. Il sopralluogo richiesto non appare invero atto a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti e circostanze rilevanti per il giudizio.
Riallacciandosi alla garanzia costituzionale della proprietà, intesa come tutela delle situazioni esistenti (Besitzstandsgarantie), la norma permette il mantenimento delle opere edilizie legittimamente realizzate, ma venute a trovarsi in contrasto con il diritto entrato in vigore in epoca successiva. A differenza del previgente art. 33 RE 1974, che escludeva i lavori di trasformazione sostanziali, ovvero atti ad alterare l'identità della costruzione, la nuova disposizione permette ora anche modifiche di un certo rilievo.
Questa facilitazione, travalicante i limiti della tutela delle situazioni acquisite, è soprattutto volta a permettere il recupero di costruzioni ancora sufficientemente integre, adattandole per quanto possibile al nuovo diritto. Non è intesa a perpetuare o addirittura ad aggravare i momenti di contrasto con il diritto posteriore. Essa va quindi accordata con riserbo, valutando attentamente l'importanza di tale contrasto dal profilo dell'interesse pubblico e di quello dei vicini. (cfr. STA 9.12.93 in re M. = RDAT 1994 II N. 46).
2.2. Nel caso in esame, l'edificio che la ricorrente intende trasformare in casa d'abitazione non rispetta la distanza minima di 4 m prescritta dall'art. 10 NAPR di __________ dal ciglio dell'antistante strada comunale. Buona parte dell'edificio (22 mq su 57) viene infatti a trovarsi ad una distanza inferiore.
Incontestabilmente, lo stabile in esame va quindi configurato come una costruzione esistente in contrasto con il diritto applicabile.
Invano reputa l'insorgente che l'esistenza dell'opera possa essere legittimata mediante concessione di una deroga alle distanze prescritte dall'art. 10 NAPR.
Deroghe possono essere concesse giusta l'art. 48 NAR soltanto alle linee di arretramento fissate dal piano del traffico. Qualora queste manchino, stabilisce l'art. 10 NAPR, deve comunque essere rispettata una distanza minima di 7 m dall'asse delle strade di quartiere ed una distanza di 4 m dal bordo esterno del campo stradale: parametri, questi, che l'edificio in contestazione disattende in misura oltremodo significativa.
2.3. Accertato che il fabbricato che l'insorgente intende rendere abitabile non è conforme al diritto vigente (né a quello futuro), si deve recisamente escludere che la trasformazione possa essere autorizzata giusta l'art. 39 RLE. In quanto volto a sovvertire radicalmente le modalità di utilizzazione del fabbricato, l'intervento travalica manifestamente i limiti posti da tale norma. Esso incide infatti sulla sostanza della costruzione, alterandone in modo inammissibile l'identità funzionale (cfr. in tal senso STA 17.10.90 in re C.; M. Pfisterer, Die Anwendung neuer Bauvorschriften auf bestehende Bauten und Anlagen, 1979, pag. 199 seg.).
Da questo profilo, il ricorso va quindi respinto siccome infondato.
Rilasciandole la licenza per sopraelevare il vecchio magazzino/deposito, il municipio non ha infatti assunto alcun atteggiamento che potesse far nascere nell'insorgente legittime aspettative in ordine alla disponibilità dell'esecutivo ad autorizzare in un secondo tempo anche il cambiamento di destinazione di cui si discute. Nessuna assicurazione è stata rilasciata in tal senso: nemmeno l'insorgente del resto lo pretende.
Anche da questo profilo l'impugnativa va quindi disattesa.
Ferme queste premesse, la decisione governativa impugnata, immune da violazioni del diritto, va quindi senz'altro confermata.
Spese e tassa di giustizia seguono la soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 21 LE; 39 RLE; 10, 48 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;
dichiara e pronuncia:
Il ricorso è respinto.
La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- (mille) è a carico della ricorrente.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo:
Il presidente: Il segretario:
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
| Informazioni legali | Requisiti minimi | Contatta il webmaster