AIUTO RICERCA
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Numero d'incarto: 52.1995.379
Data decisione, Autorità: 23.09.1997, TRAM
Incarto n. 52.95.00386-385-384 383-382-381-380-379
Lugano 23 settembre 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi
a) 4 agosto 1994 di
b) 19 agosto 1994 di
patr. dall'avv. __________
c) 29 agosto 1994 del
patr. dall'avv. __________
d) 29 agosto 1994 della
patr. dall'avv. __________;
contro
la decisione 6 luglio 1994 (no. 6326) del Consiglio di Stato, che ha parzialmente accolto l'impugnativa presentata dalla __________ avverso le risoluzioni 25 agosto 1993 e 3 settembre 1993 con le quali il Dipartimento del territorio, rispettivamente il municipio di __________, le hanno negato il permesso in sanatoria per la formazione di un deposito di inerti ai mapp. no. __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________ RFD di __________;
e) 24 agosto 1994 del
patr. dagli avv. __________
f) 29 agosto 1994 della
patr. dall'avv. __________
contro
la decisione 6 luglio 1994 (no. 6325) del Consiglio di Stato, che da un lato ha parzialmente accolto l'impugnativa presentata dal comune di __________ avverso la risoluzione 20 luglio 1990 con la quale il Dipartimento delle pubbliche costruzioni ha concesso alla __________ l'autorizzazione a formare un deposito di inerti al mapp. no. __________ RFD di __________ e dall'altro ha parzialmente accolto il ricorso inoltrato dalla __________ avverso la risoluzione 2 dicembre 1991 con la quale il municipio di __________ le ha negato la licenza edilizia per realizzare quell'impianto;
g) 21 luglio 1994 del
patr. dall'avv. __________ h) 29 agosto 1994 della
patr. dall'avv. __________
contro
la decisione 6 luglio 1994 (no. 6327) del Consiglio di Stato, che ha "evaso come ai considerandi" l'impugnativa presentata dalla __________ avverso la risoluzione 28 marzo 1994 con la quale il municipio di __________ ha ordinato alla predetta società di sospendere immediatamente ogni attività di trasporto, deposito, asportazione e lavorazione di materiale inerte sui mapp. no. __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________ RFD di __________;
viste le risposte:
24 agosto 1994 del Consiglio di Stato,
30 agosto 1994 del comune di __________,
30 agosto 1994 della __________,
4 ottobre 1994 del Dipartimento del territorio,
al ricorso sub a);
30 agosto 1994 del comune di __________,
9 settembre 1994 della __________,
6 ottobre 1994 del Dipartimento del territorio,
12 ottobre 1994 del Consiglio di Stato,
al ricorso sub b);
6 settembre 1994 del Consiglio di Stato,
15 settembre 1994 della __________,
6 ottobre 1994 del Dipartimento del territorio,
al ricorso sub c);
6 settembre 1994 del Consiglio di Stato,
12 settembre 1994 di __________,
15 settembre 1994 del comune di __________,
3 ottobre 1994 del Dipartimento del territorio,
al ricorso sub d);
6 settembre 1994 del Consiglio di Stato,
12 settembre 1994 della __________,
29 settembre 1994 del Dipartimento del territorio,
al ricorso sub e);
6 settembre 1994 del Consiglio di Stato,
29 settembre 1994 del Dipartimento del territorio,
10 ottobre 1994 del comune di __________,
al ricorso sub f);
8 agosto 1994 di __________,
9 agosto 1994 del Dipartimento del territorio,
12 agosto 1994 del Consiglio di Stato,
30 agosto 1994 della __________,
al ricorso sub g);
6 settembre 1994 del Consiglio di Stato,
7 settembre 1994 del comune di __________,
al ricorso sub h);
esperiti i dovuti accertamenti nell'ambito di un'unica istruttoria ex art. 51 PAmm;
preso atto delle conclusioni:
26 novembre 1996 del comune di __________,
4 dicembre 1996 della __________,
4 dicembre 1996 di __________,
4 dicembre 1996 del comune di __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Tra il 1951 ed il 1982 la famiglia __________ ha acquisito la proprietà di alcuni terreni contermini intavolati a RF come campi, segnatamente:
nel 1951 il mapp. no. __________ di __________, di mq 2991;
nel 1953 il mapp. no. __________ di __________, di mq 854;
nel 1962 il mapp. no. __________ di __________, di mq 11'703;
nel 1963 il mapp. no. __________ di __________, di mq 1597;
nel 1963 il mapp. no. __________ di __________, di mq 787;
nel 1963 il mapp. no. __________ di __________, di mq 754;
nel 1963 il mapp. no. __________ di __________, di mq 733;
nel 1963 il mapp. no. __________ di __________, di mq 1410;
nel 1982 il mapp. no. __________ di __________, di mq 2576.
Tutti questi fondi - attualmente intestati a __________, __________, __________, __________ e __________ in ragione di 1/5 ciascuno - formano un'unica, estesa proprietà (23'405 mq) di forma somigliante ad una "T" posta esattamente a cavallo del confine giurisdizionale tra i comuni di __________ e __________. In effetti, la porzione settentrionale, ampia 11'702 mq e formata da otto sottili particelle sovrapposte, è sita in territorio di __________, mentre quella meridionale, vasta 11'703 mq e costituita da un solo mappale, si trova in territorio di __________, comune sul quale occorre peraltro transitare per accedere al possedimento, raggiungibile da S mediante una carrozzabile sterrata che si diparte da via __________.
La proprietà è esclusa dal comprensorio delle zone edificabili e del PGC.
Il PR di __________ approvato dal Governo cantonale il 5 ottobre 1976 colloca infatti il mapp. __________ in zona residua (ZR), mentre il PR di __________ entrato in vigore il 25 marzo 1986 in sostituzione di un piano DEPT emanato il 24 settembre 1980 include i mapp. __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________ nella zona senza destinazione specifica.
Il Piano direttore cantonale (scheda di coordinamento 3.1. adottata dal Consiglio di Stato il 5 giugno 1990) attribuisce i fondi __________ e la regione circostante al territorio agricolo, segnatamente alle superfici per l'avvicendamento colturale (SAC).
Locataria di tutti i terreni inedificabili di cui trattasi è la __________ di __________, una ditta attiva nel settore dell'edilizia, specializzata in scavi, demolizioni e trasporti, che senza alcuna autorizzazione li utilizza da anni per il deposito e la lavorazione di inerti (materiale da scavo, sabbia, ghiaia, ecc.).
B. Conseguentemente alla chiusura della cava __________ in __________ avvenuta nel 1989, l'attività della ditta si è maggiormente concentrata in quel di __________ /__________ ed ha raggiunto un'intensità tale da suscitare la reazione dei vicini e delle autorità locali.
In effetti, il 18 luglio 1989 il municipio di __________ ha ingiunto ai proprietari di sospendere i lavori esigendo nel contempo la presentazione di una domanda di costruzione. Adito dai destinatari del provvedimento, con giudizio 10 gennaio 1990 il Consiglio di Stato ha annullato la risoluzione municipale e autorizzato la continuazione dell'attività di deposito e ritiro di materiale inerte nei limiti dei volumi esistenti a quel momento; nel contempo è stato fatto ordine ai proprietari di recintare la deponia con una rete metallica alta almeno 1.80 ml, di posare un cancello camionabile e di presentare una regolare domanda di costruzione.
Il 2 febbraio seguente è intervenuto anche il municipio di __________, notificando alla famiglia __________ un ordine di sospensione dell'attività esercitata sui fondi siti nel suo comprensorio. La susseguente procedura ricorsuale promossa dai proprietari si è risolta con una transazione, proposta l'8 marzo 1990 dal giurista delegato del Dipartimento dell'interno, in forza della quale i ricorrenti si sono impegnati ad inoltrare entro trenta giorni una domanda di costruzione in sanatoria per l'utilizzazione e la regolamentazione dell'uso dei terreni quale deponia di materiali naturali provenienti da scavi e estrazioni, ad adottare le misure atte a limitare le dispersioni di polvere (installazione di un impianto acqua), a provvedere all'esecuzione di un'adeguata piantumazione all'interno della recinzione e ad accedere al deposito unicamente dall'entrata posta in territorio di __________. Il municipio di __________ ha dal canto suo autorizzato la prosecuzione dei lavori fino all'emanazione di una decisione definitiva in ordine alla domanda di costruzione.
C. La domanda, corredata di piani e rilievi riferiti alla situazione esistente ed alle quote massime prospettate (+ 3/4 ml dal livello naturale dei terreni circostanti), è stata inoltrata dalla __________ il 14 febbraio 1990 per il mapp. __________ di __________, rispettivamente il 30 marzo 1990 per le otto particelle site in territorio di __________. A quest'ultima si sono opposti __________ e __________, proprietari di due fondi vicini, contestandola soprattutto dal profilo della sua conformità con l'OIF e l'OLA.
I municipi di entrambi i comuni hanno rifiutato il rilascio della licenza edilizia (__________il 2 dicembre 1991 perché il deposito si poneva in contrasto con l'art. 34 NAPR che vieta scarichi e deponie di ogni genere al di fuori di zone appositamente riservate all'uopo, __________ il 3 settembre 1993 perché i fondi si situavano in zona inedificabile e l'intervento prospettato avrebbe potuto aggravare l'inquinamento fonico ed atmosferico della regione), mentre l'autorità cantonale ha accordato la propria autorizzazione per l'attività svolta nel comune di __________ (decisione 20.7.1990 del Dipartimento delle pubbliche costruzioni), negandola invece per quella esercitata in quel di __________ (decisione 25.8.1993 del Dipartimento del territorio fondata sugli art. 22 e 24 LPT, nonché 71 e 72 LALPT).
D. Mediante ricorso 30 agosto 1990 il comune di __________ ha impugnato innanzi al Consiglio di Stato l'autorizzazione cantonale 20.7.1990 concessa alla __________, invocando una manifesta disattenzione dell'art. 24 LPT.
Il 2 gennaio 1992 la società è dal canto suo insorta contro la mancata concessione della licenza edilizia da parte del municipio di __________, vantando un diritto acquisito al mantenimento della deponia siccome esistente da tempo immemorabile.
Argomentazioni analoghe sono state addotte il 20 settembre 1993 per contestare davanti al Governo la risoluzione di diniego del permesso pronunciata dal municipio di __________.
E. Con due separati giudizi prolati il 6 luglio 1994 (no. 6325 e 6326) il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto tutti i ricorsi e retrocesso gli atti ai municipi interessati e al Dipartimento del territorio per il rilascio delle rispettive autorizzazioni "ai sensi dei considerandi...".
Vagliate le risultanze istruttorie e dedotto dalle stesse che in loco esisteva da tempo (anni '30) una cava poi trasformata in deponia (a partire dagli anni '60), il Governo ha ritenuto in sostanza che l'attività esercitata dalla __________ dovesse beneficiare della tutela delle situazioni acquisite; sul mapp. __________ di __________ ha dunque ammesso un deposito di 60'000 mc (presunta situazione agli inizi del 1989, prima dell'aumento di volume che aveva provocato l'intervento del municipio) e sui fondi di __________ - ad eccezione del mapp. __________, da ripristinare - un accumulo di materiale fino ad una quota massima di + 1 ml rispetto al livello del terreno originale (situazione del marzo 1990).
F. Lo stesso giorno (6 luglio 1994, ris. no. 6327) il Governo ha evaso "come ai considerandi" il ricorso inoltratogli dalla __________ avverso una risoluzione 28 marzo 1994 con la quale il municipio di __________ - a seguito di reiterate lamentele degli abitanti della zona e di controlli dai quali era emerso che in loco venivano regolarmente svolti lavori comportanti un andirivieni di autocarri e l'uso di escavatrici - le aveva ordinato di interrompere ogni e qualsiasi attività di trasposto, deposito, asportazione e lavorazione di materiale inerte sui mappali __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________.
Richiamati i termini dell'accordo transattivo siglato tra le parti l'8 marzo 1990 e costatato come la ricorrente non avesse adempiuto l'impegno di approntare le misure atte a limitare la dispersione di polvere, il Consiglio di Stato ha per finire tutelato la controversa ingiunzione municipale, specificando tuttavia che l'ordine di sospensione dei lavori sarebbe diventato esecutivo nel caso in cui la __________ non avesse installato un impianto di erogazione dell'acqua suscettibile di ridurre in modo apprezzabile le immissioni di polvere sui fondi viciniori entro quindici giorni dal rilascio della relativa concessione da parte del comune.
G. Tutte le parti interessate hanno impugnato le predette pronunzie governative innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone vuoi l'annullamento integrale, vuoi la riforma parziale.
a) Contro la decisione 6 luglio 1994, no. 6326, del Consiglio di Stato sono insorti __________ (il 4 agosto 1994), __________ (il 19 agosto 1994), il comune di __________ e la __________ (entrambi il 29 agosto 1994).
aa) __________ ha in sostanza stigmatizzato la creazione abusiva di un deposito di inerti in zona agricola e l'alterazione del paesaggio che ne è derivata, denunciando l'inquinamento prodotto dall'utilizzazione dell'impianto e sollecitando il ripristino della situazione quo ante.
ab) __________, puntualizzata la portata dell'accordo transattivo datato 8 marzo 1990 ed evidenziate le carenze istruttorie poste in essere dal Governo nell'accertare l'epoca in cui è iniziato lo sfruttamento dei terreni di __________ così come il genere di attività ivi svolta, ha sostenuto la tesi secondo cui l'art. 24 LPT osterebbe irrimediabilmente al rilascio del controverso permesso; d'altro canto, motivi di polizia quali l'igiene, la sicurezza e la tutela dalle immissioni foniche eccessive dovrebbero comunque prevalere sull'interesse dei proprietari dei fondi al mantenimento di una situazione creata posteriormente all'adozione del PR e della LPT e contraria all'attuale azzonamento dei fondi stessi.
ac) Il comune di __________ ha ribadito con vigore la fondatezza delle decisioni di diniego del permesso adottate dal suo municipio e dal Dipartimento del territorio. Criticato il Consiglio di Stato per non aver assunto le prove offerte e per l'accertamento inesatto dei fatti che ne è conseguito, il ricorrente ha posto in risalto le incongruenze delle risultanze istruttorie, sottolineando come in realtà i fondi di __________ - posti in zona agricola (SAC) - siano diventati fonte di molestie intollerabili a partire dal 1989, anno in cui la __________ vi ha trasferito il grosso della propria attività violando l'ordinamento giuridico vigente in quel momento.
ad) La __________ ha riaffermato che i terreni di __________ sono utilizzati da innumerevoli anni per il deposito, l'estrazione e la lavorazione di inerti, donde la sua soddisfazione per la valutazione giuridica operata dal Governo in merito alla legittimità della deponia e dell'attività ad essa connessa.
L'insorgente si è lamentata tuttavia delle limitazioni imposte in sentenza dall'autorità di ricorso di prime cure (altezza dei cumuli di materiale non superiore ad 1 ml, ripristino del mapp. __________). A suo parere, questi vincoli disattenderebbero il principio di proporzionalità, non tenendo sufficientemente conto degli interessi dell'azienda in contrapposizione con l'inesistente interesse pubblico alla restrizione dell'attività. La riduzione forzata del volume depositato e l'impossibilità di aggiungerne altro proveniente dai cantieri - ha soggiunto - avrebbero conseguenze finanziarie disastrose per la ditta, che si vedrebbe costretta ad affrontare ingenti spese per gettare in discariche autorizzate prezioso materiale in esubero. Un simile spreco di risorse non gioverebbe neppure agli interessi economici ed ecologici dell'intera regione.
In conclusione, la __________ ha chiesto di poter utilizzare la deponia, compreso il mapp. __________, come prospettato in sede di domanda di costruzione.
b) Il giudizio 6 luglio 1994 (no. 6325) reso dall'Esecutivo cantonale è stato impugnato sia dal comune di __________ che dalla ditta __________.
ba) Con ricorso 24 agosto 1994 il comune di __________ ha avversato fermamente la concessione del permesso disposta dal Governo. Data per scontata l'impossibilità di autorizzare il controverso insediamento in base all'art. 24 LPT (la deponia non esige un'ubicazione fuori dalla zona edificabile ed alla stessa si oppongono interessi preponderanti), l'insorgente ha negato che la "Besitzstandsgarantie" possa essere applicata alla fattispecie. A suo parere, una tale garanzia esplicherebbe i suoi effetti solo sui valori stabilmente incorporati nel terreno destinati a durare nel tempo; non tutelerebbe invece le modalità di utilizzazione di un fondo sul quale si depone e si asporta in continuazione del materiale.
bb) Nel suo gravame 29 agosto 1994 la __________ ha riproposto le argomentazioni riassunte sub ad), sollecitando per finire il rilascio di un'autorizzazione che le consenta di depositare sul mapp. __________ di __________ fino a 87'693 mc di materiale.
c) Contro la decisione 6 luglio 1994 (no. 6327) del Consiglio di Stato si sono aggravati il comune di __________, da un lato, e la __________, dall'altro.
ca) Mediante atto ricorsuale 21 luglio 1994 il comune di __________ ha propugnato ancora una volta la bontà del proprio agire; a suo avviso, l'ordine di sospensione dei lavori impartito il 28 marzo 1994 alla __________ era assolutamente giustificato, poiché la ditta - aumentando l'attività svolta e omettendo di installare l'impianto d'acqua, così come di mettere seriamente a dimora le piante di nocciolo
Impraticabile si avvererebbe per contro la censurata decisione del Governo, adottata senza assumere i rilevanti mezzi di prova offerti e senza imporre alla ditta __________ un preciso termine per inoltrare la domanda di concessione dell'acqua; domanda peraltro difficilmente accoglibile, vuoi perché l'AAP non è tenuta per regolamento (art. 27) a fornire l'acqua al di fuori della zona edificabile, vuoi perché occorrerebbe ampliare la rete di distribuzione, ponendo le relative spese e l'onere di ottenere le servitù necessarie per attraversare fondi di terzi a carico del richiedente (art. 27 e 35 regolamento per la distribuzione dell'acqua potabile). Per ragioni tecniche, la fornitura massima possibile non potrebbe essere d'altronde superiore a 1.5 mc orari.
cb) Con ricorso 29 agosto 1994 la __________ ha negato fermamente di aver disatteso l'accordo del marzo 1990. La condizione di adottare le misure atte a limitare il massimo possibile le dispersioni di polvere convenuta a suo tempo sarebbe stata infatti ampiamente ossequiata facendo uso di un sistema di irrigazione mobile tramite autocisterne. Metodo, questo, addirittura più efficace di un qualsiasi impianto fisso, tant'è che ha permesso di innaffiare tempestivamente e copiosamente (10-15 mc di acqua all'ora) le piste di transito degli autocarri impedendo alla polvere di sollevarsi.
Donde la pretestuosità dell'ordine di sospensione dei lavori emanato dal municipio di __________ e l'inadeguatezza del provvedimento deciso dal Consiglio di Stato.
H. All'accoglimento di tutti i ricorsi si è opposto il Consiglio di Stato, il quale ha postulato la conferma dei giudizi impugnati senza formulare particolari osservazioni.
Il Dipartimento del territorio si è rimesso al giudizio del Tribunale, non senza annotare che la proliferazione indiscriminata di piccole discariche private su tutto il territorio posto fuori dalle zone edificabili contravviene ai disposti pianificatori, ambientali, della protezione della natura e del paesaggio ed è inoltre in aperto contrasto con l'obbligo per i Cantoni di pianificare le discariche, mediante l'assegnazione di comprensori di raccolta e la delimitazione delle necessarie zone di utilizzazione. Atteso che la deponia __________ si trova fuori zona edificabile ed i comuni interessati non sembrano intenzionati ad inserirla in un'apposita zona di PR, continui potenziamenti dell'attività di deposito non possono essere ammessi né tollerati, essendo in contrasto con la legislazione in vigore.
__________, __________, il comune di __________ e quello di __________ hanno avversato compatti le impugnative della __________, ribadendo integralmente le proprie argomentazioni ricorsuali. Lo stesso dicasi della società, che ha sistematicamente proposto la reiezione di ogni gravame presentato dalle controparti.
I. La fase istruttoria, preceduta da un'udienza preliminare tenutasi il 27 gennaio 1995, è stata contraddistinta dalla raccolta delle seguenti prove:
· il sopralluogo (effettuato in contraddittorio il 27 gennaio 1995);
· una planimetria e 9 estratti censuari aggiornati dei fondi di proprietà __________ occupati dalla deponia;
· un estratto del piano delle zone e delle NAPR di __________ entrati in vigore il 9.3.1978;
· la copia di una fotografia della regione scattata il 18.6.1958;
· 12 fotografie dell'Ufficio federale di topografia, segnatamente:
due fotografie della regione scattate il 23.9.1950
due fotografie della regione scattate il 18.6.1958
due fotografie della regione scattate il 19.5.1967
due fotografie della regione scattate il 16.6.1977
due fotografie della regione scattate il 9.4.1983
due fotografie della regione scattate il 13.6.1989;
· 5 fotografie della __________, segnatamente:
una fotografia della regione scattata il 14.8.1962
una fotografia della regione scattata il 22.6.1979
una fotografia della regione scattata il 19.6.1981
una fotografia della regione scattata il 23.7.1992
una fotografia della regione scattata il 30.6.1994;
· l'incarto no. 12530 della Pretura di Mendrisio-Nord relativo alla vertenza ex art. 679 ss. CCS L./R.;
· il piano delle zone e le NAPR di __________, con la risoluzione di approvazione del PR emanata il 25 marzo 1986 dal Consiglio di Stato;
· l'audizione, il 25 ottobre 1995, dei testi __________, __________, __________ e __________;
· l'audizione, il 14 novembre 1995, dei testi __________, __________, __________ e __________;
· una copia degli scritti 12 ottobre 1995 che il municipio di __________ ha indirizzato a __________ e alla ditta __________;
· due fotografie cm 30 x 30 raffiguranti la deponia __________ negli anni 1967 e 1977 (ingrandimenti dell'Ufficio federale di topografia);
· due ricostruzioni altimetriche (planimetrie con curve di livello scala 1:1000) della deponia __________ relativamente agli anni 1967 e 1977 eseguite in via peritale dallo studio ing. __________;
· il calcolo della differenza volumetrica della deponia tra il 1967 ed il 1977 (cubatura del materiale depositato) allestito nel maggio 1996 dallo studio ing. __________;
· cinque fotografie, prodotte da __________, concernenti alcuni dettagli della deponia __________ (situazione maggio 1996);
· un accertamento presso la Polizia cantonale di __________ volto a verificare se la notte del 1° giugno 1996 la Gendarmeria è intervenuta su segnalazione di __________ per far cessare dei lavori in corso (carico di materiale) nella proprietà __________;
· un complemento peritale 14 giugno 1996 dello studio __________ sul volume di materiale depositato tra il 1967 ed il 1977;
· la valutazione 12 settembre 1996 dello studio __________ in ordine alla volumetria del deposito nel 1977 partendo dalla situazione del 1958.
Di tutte le risultanze istruttorie e delle osservazioni formulate dalle parti in sede conclusionale si dirà, per quanto necessario, nei considerandi che seguono.
Considerato, in diritto
La tematica (ordine di sospensione dei lavori) oggetto della pronunzia 6 luglio 1994 no. 6327 del Governo soggiace invece al nuovo diritto, per cui la competenza di questo Tribunale ad esaminare i gravami presentati avverso quel giudicato si fonda sull'art. 21 cpv. 1 LE 1991 (cfr. art. 52 cpv. 2 ed il rinvio di cui all'art. 45 LE 1991).
1.2. La legittimazione attiva di tutti coloro (istanti in licenza, opponenti e comuni interessati) che sono insorti contro il rilascio dei permessi disposto dal Consiglio di Stato è palese (art. 49 cpv. 3 LE 1973).
Lo stesso dicasi della potestà ricorsuale di cui godono il comune di __________ e la __________ laddove hanno contestato la pronunzia governativa no. 6327 (art. 21 cpv. 2 e 45 LE 1991).
1.3. I ricorsi in oggetto, tempestivi (taluni per effetto delle ferie giudiziarie di cui all'art. 13 PAmm) e correttamente formulati (art. 46 PAmm), sono pertanto ricevibili in ordine e possono essere evasi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti, integrati dalle risultanze degli accertamenti esperiti nel corso dell'istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
La famiglia __________ ha acquistato il mapp. __________ di __________ e i mapp. __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ di __________ tra il 1951 e il 1963. Nel 1962 quei terreni e la zona adiacente erano ancora allo stato vergine. La natura prativa dei fondi è desumibile con certezza dalla fotografia aerea della regione scattata il 14 agosto 1962 dalla __________ (doc. 14 d'istruttoria).
E' altrettanto certo che nel 1967 una metà circa della part. __________ di __________ e buona parte dei mappali posti in territorio di __________ (ad eccezione del mapp. __________, comperato solo nel 1982) erano già occupati dalla deponia. Lo testimoniano le fotografie prodotte dall'Ufficio federale di topografia risalenti al 19 maggio 1967 (doc. 15 e 31). Quel giorno il volume di materiale depositato si aggirava sugli 11'450 mc (accertamenti peritali dello studio ing. __________ = doc. 36 e 38) malgrado la presenza di profonde escavazioni (doc. 31).
Dieci anni più tardi, il deposito occupava la quasi totalità dei terreni di cui trattasi (cfr. fotografie del 16 giugno 1977 = doc. 15 e 32) e accoglieva circa 73'950 mc di inerti (doc. 36 e 38). Sulla proprietà non erano presenti macchinari o utensili di qualsivoglia natura per la lavorazione dei prodotti ivi stoccati.
Nel 1989, allorquando la __________ ha intensificato lo sfruttamento dell'impianto di __________ suscitando la reazione dei vicini e delle autorità locali, il deposito ingombrava l'intera proprietà (cfr. fotografie del 13 giugno 1989 = doc. 15). Dalle sezioni allegate alle domande di costruzione si desume chiaramente che il possedimento era stato oggetto di intensi scavi (cfr. pure il verbale di sopralluogo 6.9.1990 nella causa E. R. e llcc c. comune di __________; inc. CdS no. 640) ed accoglieva un volume di materiale di gran lunga superiore ai 100'000 mc; sul solo mapp. __________ di __________ erano accumulati oltre 70'000 mc di inerti (cfr. calcolazioni allestite dall'UTC di __________ in ordine alla situazione esistente nel dicembre 1989).
A fronte di queste prime, sommarie constatazioni, appare evidente come l'attività di deposito sia iniziata tra il 1962 ed il 1967. Quando esattamente non è stato possibile accertarlo, ma dal complesso dei dati a disposizione si può arguire che l'occupazione della proprietà sia cominciata a piccoli passi tra il 1963 ed il 1964 (dopo il massiccio acquisto di terreni operato nel 1963 dalla famiglia __________) e sia poi continuata - senza alcun permesso - sino ai nostri giorni.
La __________ locataria dei fondi è un'importante azienda attiva nel settore dell'edilizia, specializzata in scavi, demolizioni e trasporti. Per dirla in termini semplici, essa commercia in inerti provenienti da cave o da scavi e demolizioni effettuati al momento dell'apertura di un cantiere; di norma, il materiale è dapprima trasportato e poi lavorato in depositi a cielo aperto, dai quali viene infine prelevato e venduto a dipendenza delle richieste del mercato. Le deponie così formate hanno un assetto continuamente variabile. Il loro volume tende infatti a crescere se il mercato produce più inerti di quanto ne assorba, a decrescere nell'ipotesi contraria. Di riflesso, anche l'attività di trasposto e lavorazione è soggetta a mutamenti notevoli: intensa quando la clientela chiede o fornisce materiale, praticamente nulla in assenza di lavoro.
Dopo la chiusura della cava in __________, la ditta __________ ha concentrato il grosso della sua attività a __________, ove vengono stoccati e lavorati tramite appositi macchinari materiali di recupero (humus, roccia, misti granulari naturali) e inerti da cava (sabbia, ghiaietto, ghiaia, frantumati). Ma non solo. Il fatto che con il trascorrere degli anni gli enormi scavi siano stati in gran parte colmati e che la quantità di materiale sia aumentata in maniera costante e progressiva dimostra come l'impianto non sia utilizzato soltanto come semplice deposito transitorio, ma assolva in gran parte a funzioni di vera e propria discarica. Inevitabilmente, poiché le esigenze del mercato in termini qualitativi e quantitativi, così come le caratteristiche petrografiche e granulometriche degli inerti autoctoni, non consentono il riciclaggio integrale del materiale proveniente da cave, scavi e demolizioni (cfr. Antonini, La politica ticinese in materia di gestione dei rifiuti, Bollettino PT 1/89, p. 37 ss.); donde il continuo accrescimento della deponia, dovuto al graduale deposito definitivo degli scarti e dei prodotti non commerciabili.
Tutte le attività svolte a __________ comportano un considerevole traffico veicolare (gli autocarri in dotazione alla società possono trasportare in media 10 mc di materiale; cfr. deposizione 25 ottobre 1995 teste __________ = doc. 20 d'istruttoria) ed evidenti disagi di natura ambientale. Sulla questione si avrà modo comunque di ritornare in appresso.
In applicazione di questi concetti, il Tribunale federale ha stabilito che cave, deponie e discariche di una certa importanza non possono essere autorizzate in base all'art. 24 LPT, ma devono essere preventivamente oggetto di una specifica procedura di pianificazione; questo inequivocabile indirizzo giurisprudenziale, inaugurato con l'ormai celebre sentenza "Chrützlen" (DTF 116 Ib 50), ha trovato ampia conferma nelle più recenti decisioni dell'Alta Corte federale (cfr. DTF 120 Ib 212 consid. 5 e rinvii, ZBl 1995 p. 519 ss.).
4.2. L'art. 30e LPAmb (che ha ripreso i contenuti dell'or abrogato art. 30 LPA) prevede l'obbligo di ottenere un'autorizzazione cantonale per sistemare o gestire una discarica. Il predetto disposto di diritto federale vieta implicitamente le discariche selvagge, ovvero non autorizzate (Trösch, Kommentar zum Umweltschutzgesetz, N. 32 e 59 ad art. 30).
I materiali di scavo e di demolizione sono considerati alla stregua di rifiuti edili (art. 9 dell'Ordinanza tecnica sui rifiuti del 10 dicembre 1990, già in vigore al momento in cui le autorità cantonali e comunali si sono pronunciate sulle domande di costruzione della __________). Quest'ultima normativa d'applicazione della LPAmb e della LPAc regolamenta la riduzione ed il trattamento dei rifiuti, nonché la sistemazione e la gestione degli impianti di trattamento (art. 2 OTR). A tale scopo essa istituisce per i Cantoni l'obbligo di pianificare (art. 15 ss. OTR) attraverso l'allestimento, segnatamente, di un piano di gestione dei rifiuti (art. 16 OTR). Conformemente al citato piano i Cantoni decidono quindi l'ubicazione degli impianti di trattamento, in particolare delle discariche, mediante la trascrizione delle ubicazioni scelte nei piani direttori ed inoltre mediante la delimitazione delle necessarie zone di utilizzazione (art. 17 OTR). I Cantoni fissano infine dei comprensori di raccolta (art. 18 OTR). L'art. 16 cpv. 3 OTR prescrive, tra i principi informatori del piano di gestione dei rifiuti, il riciclaggio (lett. a) e l'impiego nei terreni coltivabili (lett. d) dei rifiuti edili. Qualora ciò non fosse possibile, i materiali di scavo possono essere depositati nelle discariche per materiali inerti (cifra 12 cpv. 2 dell'allegato 1 all'OTR). Tali discariche devono in principio avere un volume utile di almeno 100'000 mc (art. 31 cpv. 1 OTR), con facoltà per i Cantoni di autorizzare la sistemazione di discariche per materiali inerti con una capacità inferiore "se opportuno viste le condizioni geografiche" (art. 31 cpv. 2 OTR). Le discariche per materiali inerti possono infine essere autorizzate - come gli altri tipi di discariche - solo se la loro necessità è comprovata ed inoltre se esse figurano nel piano di gestione dei rifiuti (art. 25 cpv. 1 lett. b OTR).
4.3. In concreto, non v'è dubbio che la deponia __________ - ampia 23'400 mq e capace di accogliere 300'000 mc di inerti riciclabili e di rifiuti edili (cifra stimata dalla ditta medesima; cfr. ricorso 20.9.1993 al Consiglio di Stato) - presenta, unitamente all'attività ivi svolta, notevoli ripercussioni sull'ambiente ed il territorio che la ospita. Sotto questo profilo, la sua ammissibilità esige un esame approfondito esperibile unicamente nell'ambito di un adeguato processo pianificatorio ai sensi della LPT o di un procedimento autorizzativo ex art. 30e LPAmb e 21 ss. OTR.
Sennonché l'impianto si trova in piena zona agricola pregiata (cfr. scheda di coordinamento 3.1. e rappresentazione grafica no. 15 del Piano direttore cantonale), al di fuori dei comprensori edificabili dei PR di __________ e __________. Pur essendo presente sul territorio da almeno un trentennio, la discarica non è mai stata presa in considerazione dalla pianificazione: è riprodotta sui piani del PD (rappresentazione grafica no. 15), ma all'interno di una vasta zona SAC che contrasta stridemente con la sua attuale utilizzazione. Il PD prevede invero diverse grosse discariche controllate di classe I/II (cfr. scheda di coordinamento 5.4.), ma in altri luoghi, ritenuti idonei per collocare gli ingenti quantitativi di materiale prodotto dalle attività edilizie esercitate nel cantone.
Per la deponia __________ manca insomma una qualsivoglia pianificazione che abbia valutato tutti i suoi aspetti rilevanti nell'ottica della sistemazione del territorio e della protezione dell'ambiente. Processo, questo, necessario per garantire il coordinamento nell'applicazione delle diverse prescrizioni di diritto cantonale e federale decisive ai fini dell'eventuale autorizzazione dell'impianto (DTF 119 Ib 178, 118 Ib 333, 117 Ib 48).
5.1. In materia edilizia, il nuovo diritto non si applica di regola alle costruzioni ed impianti preesistenti alla sua entrata in vigore. In effetti, la garanzia costituzionale della proprietà sancita dall'art. 22 ter Cost., unitamente ai principi della non retroattività delle leggi e della buona fede discendenti dall'art. 4 Cost., assicura una protezione dei diritti acquisti (Besitzstandsgarantie) che in ambito edilizio si estrinseca attraverso la possibilità di mantenere costruzioni ed impianti realizzati legittimamente in base ad un determinato ordinamento giuridico e di conservare i valori così incorporati nei fondi a dispetto di successivi cambiamenti normativi suscettibili di comprometterne l'esistenza (Schürmann/Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschützrecht, p. 267; Pfisterer, Die Anwendung neuer Bauvorschriften auf bestehende Bauten und Anlagen, p. 93 ss.; Zimmerlin, Das Baugesetz des Kanton Aargau, § 224 N. 3 ss.; Scolari, Commentario, N. 507 ss.; DTF 113 Ia 119, 109 Ib 119; ZBl 1990 p. 354, 1982 p. 447; RDAT II-1993 N. 31 e 32). Tale garanzia non è però assoluta. Può venir meno in presenza di un'adeguata base legale e di un interesse pubblico qualificato, prevalente su quello del proprietario dell'opera al mantenimento dell'uso e del possesso di valori reali costituiti legalmente in base alla fiducia risposta in una precedente disciplina edilizia o pianificatoria. L'obbligo di adattare al nuovo diritto costruzioni ed impianti realizzati in assenza di normative o in base ad un ordinamento successivamente abrogato può essere imposto segnatamente al cospetto di ragguardevoli ed imprescindibili motivi di polizia, quali la sicurezza, l'igiene o la prevenzione da immissioni gravemente nocive per l'uomo e l'ambiente (Hallen/Karlen, Raumplanungs- und baurecht, p. 204; Pfisterer, op. cit, p. 48 ss.; Scolari, op. cit., N. 507; DTF 117 Ib 247, 113 Ia 122). In ogni modo, la garanzia della proprietà non dispensa il beneficiario dal rispettare i disposti della LPAmb e dell'OLA (URP 1988 p. 13).
5.2. La "Besitzstandsgarantie" tutela unicamente le situazioni acquisite lecitamente che vengono a porsi in contrasto con il nuovo diritto; costruzioni ed impianti realizzati abusivamente non beneficiano di alcuna protezione (DTF 111 Ib 225).
L'attività di deposito in quel di __________ è iniziata prima del 1972, anno in cui è entrato in vigore il DFU (decreto federale del 17 marzo 1972 su alcuni provvedimenti urgenti nell'ambito della pianificazione del territorio) e la LIA (legge federale dell'8 ottobre 1971 contro l'inquinamento delle acque), primi strumenti varati a livello federale per regolare l'attività edificatoria (cfr. art. 4 DFU, 19-20 LIA e 24 ss. OPA) e limitare l'insediamento sparso. In effetti, se il DFU ha introdotto il divieto di realizzare costruzioni ed impianti che contrastassero con lo scopo della pianificazione (nei territori protetti erano tutt'al più ammesse costruzioni ad ubicazione vincolata, a condizione che non alterassero il paesaggio), la LIA ha sancito il divieto di costruzione fuori dalle zone edificabili o, in assenza di queste, dal perimetro del progetto generale delle canalizzazioni, riservate le eccezioni del bisogno oggettivamente fondato.
Questo, in breve, per dimostrare come a prescindere dal mancato inoltro di una domanda di costruzione volta ad ottenere il permesso di adibire i fondi a deponia, la __________ abbia iniziato ad occupare la proprietà di __________ in modo fondamentalmente legittimo e questo non perché l'intervento era come tale ammissibile, ma perché allora (1963/1964) mancava un ordinamento giuridico che lo vietasse. Una delle premesse per riconoscere alla famiglia __________ la tutela delle situazioni acquisite sembra pertanto data.
5.3. A mente del comune di __________, la protezione delle situazioni acquisite esplicherebbe i suoi effetti solo sui valori stabilmente incorporati nel terreno destinati a durare nel tempo; non tutelerebbe invece le modalità di utilizzazione di un fondo sul quale si depone e si asporta in continuazione del materiale.
La tesi affacciata in causa dall'ente pubblico è condivisa dalla giurisprudenza cantonale grigionese (cfr. PVG 1996 N. 30). Nel caso di specie occorre però considerare che i fondi di __________ accolgono da anni materiale che non è più stato oggetto di asportazione alcuna (donde la connotazione di discarica parzialmente attribuibile al possedimento) e si trova quindi incorporato nel terreno in maniera relativamente stabile. D'altro canto, la tutela delle situazioni acquisite protegge anche le modalità d'utilizzazione della proprietà, modalità che per la famiglia __________ hanno oltretutto un valore patrimoniale intrinseco non trascurabile.
Ad ogni buon conto, il quesito a sapere se la "Besitzstands-garantie" sia teoricamente applicabile alla fattispecie può restare indeciso, poiché quand'anche lo fosse gli istanti in licenza non ne potrebbero beneficiare comunque; in casu, al riconoscimento della tutela delle situazioni acquisite ostano infatti pressanti interessi pubblici prevalenti legati alla conservazione della natura e del paesaggio, alla salvaguardia del territorio agricolo ed alla protezione dell'ambiente.
5.3.1. La legislazione federale, segnatamente gli art. 1 cpv. 2 lett. a e 3 cpv. 2 LPT, attribuisce al rispetto del paesaggio un'importanza considerevole. Il termine paesaggio va inteso in senso lato e non limitatamente alla sua accezione corrente, estetica, di sito caratteristico (DFGP/UPT, Commento LPT, N. 22 ad art. 1).
La deponia __________ è adagiata in una vasta area verde e pianeggiante posta tra gli agglomerati di __________ e __________. La sua presenza nel bel mezzo di questo territorio agricolo comporta un effetto notevolmente sfavorevole sul quadro del paesaggio; la deturpazione è talmente violenta da risultare evidente (e urtante) persino sulle fotografie aeree della regione.
5.3.2. I cantoni sono tenuti a destinare all'agricoltura sufficienti aree coltive idonee (art. 3 cpv. 2 lett. a e 6 cpv. 2 lett. a LPT) e devono curare che le superfici per l'avvicendamento delle colture siano attribuite alle zone agricole (art. 20 cpv. 1 OPT). Devono inoltre garantire che la quota dell'estensione totale minima delle SAC loro attribuita dalla Confederazione sia assicurata costantemente (art. 20 cpv. 2 OPT).
Il Consiglio federale ha adottato l'8 aprile 1992 il decreto concernente il piano settoriale delle superfici per l'avvicendamento delle colture. Esso ha fissato l'estensione totale minima delle SAC a livello nazionale in 438'500 ettari. Al Ticino è stata attribuita una quota minima di 3'500 ha.
Il contingente SAC faticosamente reperito in Ticino ammonta a 3'497 ettari, dedotte le superfici non arabili e gli 834 ha. compresi nel catasto viticolo (cfr. PD, scheda di coordinamento 3.1. e messaggio 2.6.1992 del Consiglio di Stato concernente l'approvazione delle schede di coordinamento e le rappresentazioni grafiche del piano direttore relative al territorio agricolo e l'evasione dei ricorsi presentati contro il contenuto delle stesse, p. 13 ss.). Di questi 3'497 ha., circa 70 si trovano in territorio di __________, 105 nel comune di __________.
Il deposito di inerti della ditta __________ sottrae alle SAC nelle quali è inserito oltre 23'000 mq di terreno coltivabile e quindi pregiudica in modo non indifferente gli interessi dell'agricoltura e la stessa pianificazione agraria del cantone.
5.3.3. Giusta l'art. 3 cpv. 3 lett. b LPT, occorre preservare quanto possibile i luoghi destinati all'abitazione e al lavoro da immissioni nocive o moleste come l'inquinamento dell'aria, il rumore e gli scotimenti. L'interesse pubblico alla tutela di questi valori è stato ribadito dal legislatore federale al momento della promulgazione della legge sulla protezione dell'ambiente, tant'è che l'art. 11 LPAmb sancisce il principio secondo cui gli inquinamenti atmosferici, il rumore, le vibrazioni e le radiazioni devono essere limitati da misure applicate alla fonte (cpv. 1); e questo, indipendentemente dal carico inquinante esistente, nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalla condizioni d'esercizio e dalle possibilità economiche (cpv. 2). Il cpv. 3 della medesima norma impone d'altronde di inasprire le limitazioni delle emissioni se è certo o probabile che gli effetti, tenuto conto del carico inquinante esistente, divengano dannosi o molesti (cfr. pure art. 2 cpv. 5 OLA).
L'attività esercitata a __________ presuppone un considerevole andirivieni di automezzi pesanti. Il movimento giornaliero dipende ovviamente dalle contingenze del mercato ed è quindi di difficile quantificazione; le risultanze istruttorie consentono tuttavia di affermare che nei momenti di punta la ditta __________ ha effettuato in direzione della discarica non meno di quaranta trasporti al giorno (cui vanno aggiunti i viaggi di ritorno; cfr. le dichiarazioni 25.10.1995 dei testi __________ e __________ = doc. 20). Il materiale ivi deposto viene inoltre selezionato e miscelato tramite appositi macchinari utilizzati in parte anche per interventi di escavazione.
L'inquinamento fonico ed atmosferico ingenerato dall'utilizzo di questi mezzi, così come dal traffico pesante che si muove da e verso la discarica attraverso il comprensorio di __________, è rilevante: le fotografie allegate agli atti e le constatazioni operate dalle autorità locali a seguito delle numerose reclamazioni sollevate da coloro che abitano nelle vicinanze testimoniano del disagio ambientale creato dall'esercizio della deponia __________. Disagio che persiste tuttora, giacché a prescindere dai provvedimenti di recente adottati per contenere perlomeno il fenomeno della polvere nulla è mai stato intrapreso per moderare l'inquinamento a carico delle zona circostanti l'impianto e le vie d'accesso al medesimo.
5.3.4. Pendente causa la __________ ha sempre sostenuto l'estrema importanza della deponia dal punto di vista della propria gestione economica.
Per quanto degne di considerazione possano essere (DTF 112 Ib 31), le preoccupazioni finanziarie esplicitate dalla società non consentono di approdare ad una conclusione diversa circa l'impossibilità di applicare alla fattispecie la tutela delle situazioni acquisite e di accordare all'istante le chieste autorizzazioni in sanatoria.
La ditta __________ dispone di altri sedimi sui quali potrà depositare il suo materiale riciclabile. In Ticino esistono d'altronde diverse discariche per inerti nelle quali è possibile gettare rifiuti edili. L'aggravio finanziario derivante dall'utilizzo di questi impianti autorizzati va relativizzato alla luce dei risparmi conseguiti con il trentennale sfruttamento abusivo della deponia di __________ e comunque non potrebbe influire in modo decisivo sull'esito del contenzioso in atto (cfr., a quest'ultimo proposito, URP 1995 p. 519).
Altrettanto ininfluente ai fini della presente decisione si avvera la tolleranza che le autorità preposte alla vigilanza sulla polizia delle costruzioni hanno dimostrato sino al 1989 nei confronti dell'attività abusiva esercitata dalla __________; tale passività non conferisce alla ditta alcun diritto all'ottenimento delle chieste licenze in sanatoria.
Sulla scorta di quanto precede, questo Tribunale - contrariamente al Consiglio di Stato - ritiene che la __________ non possa beneficiare della tutela delle situazioni acquisite per ottenere dalle competenti autorità cantonali e comunali i permessi in sanatoria domandati nella primavera del 1990. Al mantenimento di una situazione legittimamente creata nella prima metà degli anni '60 ma del tutto incompatibile con l'ordinamento giuridico successivamente entrato in vigore si oppongono interessi pubblici prevalenti individuabili nella necessità di difendere la natura e il paesaggio, preservare il territorio agricolo e proteggere l'ambiente.
Questa conclusione è peraltro confortata da una giurisprudenza cantonale secondo la quale l'art. 30 cpv. 1 e 3 LPAmb (l'attuale art. 30e) non consentirebbe di riconoscere diritti acquisiti al mantenimento e all'impiego di una discarica mai autorizzata (BR 1/95 N. 54 = RVJ 1994 p. 56).
Con giudizio no. 6327 del 6 luglio 1994 il Governo ha confermato il provvedimento, specificando tuttavia che l'ordine di sospensione dei lavori sarebbe diventato esecutivo solo se la __________ - conformemente all'impegno assunto l'8 marzo 1990 - non avesse installato un impianto di erogazione dell'acqua suscettibile di ridurre in modo apprezzabile le immissioni di polvere sui fondi viciniori entro quindici giorni dal rilascio della relativa concessione da parte del comune.
6.1. Giusta l'art. 42 cpv. 1 LE 1991, il Municipio deve far sospendere i lavori eseguiti senza o in contrasto con la licenza edilizia. Trattasi di una misura di natura cautelare, volta di regola ad assicurare il mantenimento dello status quo in attesa che l'autorità conceda un permesso in sanatoria per le opere eseguite senza autorizzazione o in contrasto con il permesso accordato, oppure ordini il ripristino di una situazione conforme al diritto (Scolari, Commentario, N. 1261 ad art. 42 LE).
6.2. Nell'evenienza concreta, la controversa decisione del municipio di __________ si configura alla stregua di un divieto d'uso provvisionale dipendente dall'assenza della necessaria licenza edilizia; in quanto tale si appalesa conforme alla legge e non presta il fianco a critiche di sorta (RDAT II-1993 N. 27).
La ditta __________ si rifà tuttavia all'accordo transattivo stipulato l'8 marzo 1990 per contestare il provvedimento adottato nei suoi confronti. A torto, vuoi perché la società non ha affatto ossequiato l'obbligo di installare un impianto fisso di irrigazione al fine di limitare la dispersione di polvere, vuoi perché il municipio si era impegnato a non intervenire ulteriormente solo fino al momento dell'evasione delle domande di costruzione da parte delle competenti autorità cantonali e comunali (escluse quindi le procedure ricorsuali). Il municipio era d'altronde tenuto ad adottare il provvedimento censurato: la legge (art. 42 cpv. 1 LE) è a riguardo imperativa ed alla stessa non si può derogare con convenzioni di dubbia portata, ancorché suggerite da un'autorità di ricorso.
L'ordine di sospensione dei lavori emanato dall'esecutivo di __________ va pertanto confermato siccome legittimo, senza che occorra indagare sulla fondatezza delle argomentazioni addotte dal comune in ordine all'impossibilità tecnico-giuridica di realizzare l'impianto d'irrigazione imposto dal Consiglio di Stato.
La tassa di giustizia, le spese (fr. 6'730.-) e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 28 e 31 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 4, 22 ter, 22 quater Cost.; 4 DFU; 19, 20 LIA; 24 ss. OPA; 1, 2, 3, 4, 6, 14, 22, 24, 26, 33 LPT; 20 OPT; 11, 30e LPAmb; 2 OLA; 2, 15, 16, 17, 18, 21, 25, 31 OTR; 49 LE 1973; 21, 42, 45, 52 LE 1991; 13, 18, 28, 31, 43, 51 e 61 PAmm,
dichiara e pronuncia:
§. Di conseguenza sono annullate:
1.1. le decisioni 6 luglio 1994 (no. 6325, 6326 e 6327) del Consiglio di Stato;
1.2. l'autorizzazione cantonale a costruire 20 luglio 1990 del Dipartimento delle pubbliche costruzioni.
Sono confermate:
1.3. la risoluzione di diniego della licenza resa il 2 dicembre 1991 dal municipio di __________;
1.4. la risoluzione di diniego dell'autorizzazione cantonale a costruire resa il 25 agosto 1993 dal Dipartimento del territorio;
1.5. la risoluzione di diniego della licenza resa il 3 settembre 1993 dal municipio di __________;
1.6. la risoluzione di sospensione dei lavori resa il 28 marzo 1994 dal municipio di __________.
La tassa di giustizia di fr. 3'000.- e le spese di fr. 6'730.-, per complessivi fr. 9'730.-, sono poste a carico della __________.
A titolo di ripetibili la __________ verserà la somma di:
fr. 1'500.- a __________;
fr. 2'500.- al comune di __________ (a valere per entrambe le istanze);
fr. 3'000.- al comune di __________ (a valere per entrambe le cause dedotte in giudizio innanzi a questo Tribunale).
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
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