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Numero d'incarto:
52.1997.77
Data decisione, Autorità:
30.05.1997, TRAM
Incarto n.
52.97.00077
Lugano
30 maggio 1997
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo
Crivelli
statuendo
sul ricorso 15 aprile 1997 di
patrocinato
da: avv. __________
contro
la
decisione 12 marzo 1997, no. 1176, del Consiglio di Stato che annulla la
licenza edilizia 20 dicembre 1996 rilasciatagli dal municipio di __________
per trasformare in un locale svago comune il sottotetto di una casa
d'abitazione plurifamiliare (part. no. __________ RFD);
viste le risposte:
- 13 maggio 1997 del municipio di
__________;
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il 1° dicembre 1993 il
municipio di __________ ha rilasciato al ricorrente __________ il permesso di
posare un tetto a falde sul tetto piano di una casa d'appartamenti situata a
__________ in località __________ (part. no. __________ RFD). Il vano ricavato
nel sottotetto avrebbe dovuto essere adibito per metà a solaio e per il resto a
lavanderia. La licenza era subordinata alla condizione che i locali del
sottotetto non fossero abitabili e che il timpano rivolto verso valle (S)
venisse chiuso con una parete in muratura.
Scostandosi dai piani approvati, __________ ha realizzato tre
aperture nel timpano in questione e posato nel tetto alcuni lucernari
supplementari.
Con decisione 25 marzo 1995 il municipio di __________ ha
negato il rilascio della licenza in sanatoria per le opere eseguite
abusivamente. Nel contempo ha ordinato al ricorrente di chiudere le aperture
sul frontone S, di eliminare i lucernari e di togliere il riscaldamento dal
sottotetto al fine di assicurarne l'inabitabilità e la conseguente esclusione
dal computo dell'i.s.
Con giudizio 17 luglio 1995 il Consiglio di Stato ha
confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso interposta
da __________.
Contro questo giudizio il soccombente si è aggravato davanti
al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venisse annullato assieme
al controverso ordine di rettifica. La procedura di ricorso è sfociata in una
transazione in virtù della quale __________ si impegnava ad eliminare due dei
lucernari abusivi, a chiudere il timpano con un tavolato di mattoni in cotto e
ad astenersi dalla posa di corpi riscaldanti nel sottotetto.
L'impegno assunto non è mai stato onorato.
B. Il 7 ottobre 1996 __________
ha chiesto al municipio di __________ di realizzare nel sottotetto un locale di
svago comune al posto della lavanderia prevista sino a quel momento.
Alla domanda si sono opposti i vicini qui resistenti,
obiettando che il ricorrente non aveva messo in opera gli accorgimenti concordati
in sede di transazione giudiziale e paventando l’inserimento di contenuti
abitativi nel sottotetto, con conseguente aumento dell’i.s.
Con decisione 17 dicembre 1996 il municipio di __________ ha
rilasciato al ricorrente la licenza richiesta, respingendo l'opposizione dei
vicini.
C. Con giudizio 12 marzo 1997
il Consiglio di Stato ha tuttavia annullato il provvedimento, accogliendo
l'impugnativa contro di esso inoltrata dagli opponenti.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che la licenza non
potesse essere accordata senza che venissero preventivamente adottati gli
accorgimenti concordati nell'ambito della transazione conclusa davanti a questo
Tribunale. A suo avviso, l’inabitabilità del sottotetto avrebbe dovuto essere
assicurata anche dopo la trasformazione in un locale di svago.
D. Contro il predetto giudizio
governativo il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino della
licenza rilasciatagli dal municipio di __________.
Il ricorrente rileva di aver dato seguito alla transazione,
chiudendo le aperture sulla facciata a valle ed astenendosi dal posare di corpi
riscaldanti nel sottotetto. Ammette di non aver chiuso i lucernari, ma reputa che
tale omissione non osti al rilascio della licenza per trasformarlo in un locale
di svago.
E. All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.
Ad identica occlusione pervengono i vicini opponenti, sottolineando
come il ricorrente non abbia ancora dato seguito alle modifiche concordate in
sede di transazione.
Il municipio di __________, dal canto suo, si limita a
confermare quest'ultima circostanza.
Considerato, in
diritto
- Il ricorso, tempestivo, è
senz'altro ricevibile in ordine.
La competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la legittimazione
attiva dell'insorgente sono invero pacifiche (art. 21 LE).
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti. La
situazione dell'oggetto della contestazione è infatti perfettamente nota a
questo Tribunale (art. 18 PAmm).
- Giusta l'art. 37 LE,
l'indice di sfruttamento (i.s.) è il rapporto fra la superficie utile lorda
(SUL) e la superficie edificabile del fondo.
La SUL è la somma della superficie dei piani sopra e
sottoterra degli edifici, che può essere utilizzata per l'abitazione od il lavoro.
Determinante, come rettamente ricorda il Consiglio di Stato
rifacendosi alla dottrina ed alla giurisprudenza, è la natura intrinseca dei
locali e non l'indicazione data dal proprietario circa l'uso previsto. Sono
quindi escluse dal computo della SUL tutte le superfici non utilizzate e non
utilizzabili per l'abitazione ed il lavoro, come le cantine, i solai, gli
essiccatoi e le lavanderie delle abitazioni; i locali per il riscaldamento, per
il combustibile e per i serbatoi; i locali per i macchinari degli ascensori,
della ventilazione o della climatizzazione; i locali comuni per lo svago
nelle abitazioni plurifamiliari.
Per essere esclusi dal computo della SUL i cosiddetti
"locali hobby" non devono soltanto essere destinati ad attività del
tempo libero, ma devono anche essere al servizio di un'abitazione
plurifamiliare. Devono inoltre essere locali comuni, ovvero a libera
disposizione di tutti gli appartamenti e non riservati ad una singola unità
abitativa. Locali hobby di abitazioni monofamiliari non sono quindi esclusi dal
computo della SUL.
Non è per contro richiesto che si tratti di locali non
utilizzabili per l'abitazione. Possono quindi beneficiare dell'eccezione
prevista dall'art. 38 cpv. 1 LE a favore dei locali di svago anche vani che
per le loro caratteristiche intrinseche si presterebbero ad essere utilizzati a
scopo abitativo, in quanto rifiniti con cura, riscaldati e convenientemente
illuminati.
- Nel caso concreto, il
ricorrente chiede di essere autorizzato a destinare a locale per lo svago metà
dell'ampio sottotetto che ha ricavato mediante la posa di un tetto a falde
sulla sua casa d'appartamenti.
Dal profilo del diritto edilizio, nulla si oppone al rilascio
della licenza richiesta. Il locale è infatti ubicato in un'abitazione plurifamiliare
e l'uso comune è assicurato dall'assenza di porte o di separazioni verso la
parte di sottotetto riservata ai solai degli appartamenti.
Le rifiniture e l'illuminazione naturale assicurata dai
lucernari aperti abusivamente nel tetto non ostano al riconoscimento della
qualifica e della destinazione proposte dal ricorrente. I locali comuni, a
differenza degli altri vani esclusi dal computo della SUL, possono infatti
presentare caratteristiche oggettive che li fanno apparire idonei ad un uso
abitativo. E' sufficiente che si tratti di locali d'uso comune, situati in
un'abitazione plurifamiliare (casa d'appartamenti, condominio).
A torto il Consiglio di Stato ha ritenuto che dovessero
anzitutto essere apportate le modifiche concordate nell'ambito della transazione
giudiziale del 21 dicembre 1995. Quegli accorgimenti erano destinati ad
assicurare l'inabitabilità di una lavanderia che di fatto si presentava come un
locale perfettamente abitabile, rifinito accuratamente, ben illuminato e dotato
vista panoramica sul lago __________. Per un locale di svago quelle modifiche
non sono tuttavia necessarie, poiché, contrariamente a quanto assume il
Governo, i locali comuni sono esclusi dal computo della SUL anche se sono
abitabili. E’ sufficiente che siano al servizio di un'abitazione plurifamiliare
e siano destinati all'uso comune.
Ne discende che la licenza rilasciata dal municipio di
__________ al ricorrente va ripristinata siccome conforme al diritto.
Per scongiurare possibili abusi essa va comunque assoggettata
alla condizione che il locale venga effettivamente messo a disposizione degli
appartamenti e che la sua funzione venga garantita da un esplicito divieto di
separarlo dai solai mediante porte, cancelli od ostacoli d'altro genere.
Entro questi limiti il ricorso va accolto ed il giudizio
governativo annullato.
- La tassa di giustizia e le
ripetibili seguono la soccombenza.
Per
questi motivi,
visti
gli art. 21, 37, 38 LE; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm
dichiara e pronuncia:
- Il ricorso è accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 12 marzo 1997 del
Consiglio di Stato, n. 1176, è annullata;
1.2. la licenza 20 dicembre 1996
rilasciata dal municipio di __________ al ricorrente è ripristinata alle
condizioni di cui al considerando no. 3.
-
Le spese e la tassa di
giustizia di fr. 800.-- sono a carico dei resistenti, che rifonderanno al
ricorrente fr. 1'200.-- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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