AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.1999.103
Data decisione, Autorità: 21.06.1999, TRAM
Incarto n. 52.99.00103
Lugano 21 giugno 1999
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretaria:
Lorenza Ponti Broggini, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 14 aprile 1999 di
__________,
Contro
la decisione 10 marzo 1999 del Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa del ricorrente avverso la risoluzione 12 gennaio 1999, no. a.114108, con la quale la Sezione della circolazione gli ha revocato la licenza di condurre veicoli a motore per una durata di due mesi;
vista la risposta 19 aprile 1999 del servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. __________, classe 1957, ha ottenuto la licenza di condurre veicoli a motore della categoria B il 19 novembre 1975. Nel seguito egli è stato più volte oggetto di provvedimenti amministrativi. Nel 1975 e nel 1976 gli è stata revocata la licenza di condurre per la durata di due rispettivamente quattro mesi. È poi seguito un lungo periodo senza che il suo comportamento desse adito a lagnanze, interrottosi nel 1994, quando gli è stata revocata la licenza di condurre per una durata di due mesi per aver circolato a 183 km/h laddove vige il limite di 120 km/h.
B. Il 5 gennaio 1998 alla guida della propria vettura il ricorrente ha effettuato una manovra di sorpasso in luogo vietato, rientrando repentinamente sulla destra, obbligando così il conducente della vettura superata a frenare bruscamente. Tali fatti sono poi stati seguiti da una violenta discussione tra i due conducenti.
C. Con decreto d'accusa 26 ottobre 1998 il procuratore pubblico ha messo in stato d'accusa __________ siccome ritenuto colpevole di:
· vie di fatto: per aver colpito al volto il conducente superato;
· danneggiamento dell'automobile dell'altro conducente (con calci);
· infrazione grave delle norme della circolazione: sorpasso in luogo vietato e rientro repentino, inducendo l'altro automobilista a rientrare bruscamente per evitare una collisione;
· coazione: per aver intralciato la circolazione del conducente superato.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 126 cpv. 1, 144 cpv. 1, 181 CP; 90 cifra 2 LCStr.
Non essendo stata interposta alcuna opposizione, la condanna a 10 giorni di detenzione è cresciuta in giudicato.
D. Il 9 dicembre 1998 la Sezione della circolazione ha comunicato al ricorrente che in considerazione dei fatti summenzionati erano dati gli estremi per procedere nei suoi confronti con l'adozione di una misura amministrativa di revoca della licenza di condurre. Il termine assegnatogli per presentare eventuali osservazioni è scaduto infruttuoso.
Ritenuto che l'insorgente aveva commesso una grave infrazione, con decisione 12 gennaio 1999 la Sezione della circolazione gli ha revocato la licenza di circolazione per la durata di due mesi ai sensi dell'art. 16 cpv. 3 lett. a LCStr.
E. a) Contro tale risoluzione __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato postulandone l'annullamento. Ha contestato di aver compromesso in modo grave la circolazione stradale e di aver agito intenzionalmente. Al massimo il suo comportamento potrebbe essere qualificato come negligenza lieve, per aver valutato erroneamente le distanze nel procedere al rientro dal sorpasso. Non sarebbero dunque dati i presupposti per procedere ad una revoca obbligatoria giusta l'art. 16 cpv. 3 LCStr, bensì sarebbero adempiuti soltanto gli estremi dell'art. 16 cpv. 2 LCStr concernente i casi di lieve entità, passibile di un ammonimento.
b) Il 10 marzo 1999 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame, ritenendo la misura adottata legittima e giustificata.
F. __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo riproponendo le stesse richieste formulate in precedenza. In sostanza egli ha ribadito le giustificazioni espresse davanti all'Esecutivo cantonale ed inoltre ha contestato che la manovra di sorpasso sia avvenuta in un luogo dove il sorpasso è vietato.
G. Il servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato non ha formulato particolari osservazioni, riconfermandosi nelle conclusioni contenute nella decisione impugnata.
Considerato, in diritto
Il gravame - tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm) - è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, integrati dal complemento istruttorio esperito da questo giudice ai sensi dell'art. 18 cpv. 1 PAmm (richiamo incarto penale).
La licenza di condurre può essere revocata al conducente che, violando le norme della circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi. In casi di lieve entità, può essere pronunciato un ammonimento (art. 16 cpv. 2 LCStr). La licenza di condurre o la licenza per allievo conducente devono essere revocate, se il conducente ha compromesso gravemente la sicurezza della circolazione (art. 16 cpv. 3 lett. a LCStr). La durata della revoca della licenza di condurre e della licenza per allievo conducente è stabilita secondo le circostanze (art. 17 cpv. 1 LCStr). In particolare l'autorità deve tener conto della colpa, della reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a motore e della sua necessità professionale a fare uso del veicolo (art. 33 cpv. 2 OAC).
3.1. L'autorità amministrativa competente ad ordinare la revoca della licenza di condurre non può di principio scostarsi dagli accertamenti di fatto contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato. Deve attenervisi anche se la stessa è stata emanata nell'ambito di una procedura sommaria, più precisamente qualora si fondi unicamente su di un rapporto di polizia ed eventuali testimoni siano stati uditi soltanto dagli agenti di polizia in assenza del prevenuto. L'interessato non può pretendere che in sede amministrativa si proceda ad ulteriori accertamenti quando sapeva o poteva prevedere, in ragione della gravità dei fatti che gli sono stati rimproverati, che sarebbe pure incorso in una procedura di revoca della licenza di condurre e, ciò malgrado, abbia omesso nell'ambito della procedura penale di fare valere i suoi diritti o vi abbia rinunciato (DTF 121 II 217 riportata anche in JdT 1996, pag. 698).
3.2. Nel caso in esame, gli accertamenti di polizia, sulla base dei quali è stata resa la condanna penale, sono senz'altro sufficienti e completi anche ai fini della procedura amministrativa.
__________ contesta i fatti così come sono stati esposti nel decreto d'accusa 26 ottobre 1998. A suo dire, nel luogo in cui ha effettuato il sorpasso non vi è alcun segnale che vieti tale manovra e sull'asfalto è demarcata la linea di direzione e non di sicurezza.
Tale affermazione è pretestuosa. Se egli avesse realmente ritenuto che la decisione poggiava su fatti errati avrebbe dovuto impugnarla. Egli fraintende lo scopo del ricorso contro una decisione penale. Esso non costituisce infatti un mezzo discrezionale da prendere in considerazione a dipendenza di eventuali provvedimenti amministrativi che potranno essere pronunciati, bensì ha significato soltanto laddove il condannato contesta di avere violato la legge e non si trova quindi d'accordo con la procedura penale e il relativo giudizio di condanna. In tale evenienza il ricorso dev'essere sempre interposto, indipendentemente dalle procedure amministrative che potranno ancora seguire.
Considerata la gravità dei fatti in questione, che in effetti sono poi stati deferiti al ministero pubblico e non semplicemente al Dipartimento, l'insorgente doveva presupporre che le infrazioni commesse avrebbero comportato anche l'adozione di una misura amministrativa (DTF 121 II 218).
Non essendosi opposto contro il decreto d'accusa, __________ ne ha riconosciuto il contenuto. Pertanto, alla luce della predetta giurisprudenza, in questa sede gli è preclusa ogni possibilità di mettere nuovamente in discussione fatti già definitivamente accertati in ambito penale.
Perciò il Tribunale cantonale amministrativo statuisce sul ricorso in esame con pieno potere di cognizione, identico a quello di cui dispone nella giurisdizione disciplinare (art. 70 PAmm), con facoltà quindi di rivedere anche la commisurazione della sanzione. I limiti posti dall'art. 61 PAmm in relazione al controllo dell'apprezzamento non trovano applicazione, siccome contrari alle prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU.
Se in un singolo caso il comportamento del conducente di un veicolo ha dato luogo o meno ad una tale situazione di pericolo, dev'essere valutato non tanto con riferimento alle norme della strada violate, quanto piuttosto in base alle precise circostanze di fatto (DTF 118 IV 285 ss.).
5.2. Dai verbali d'interrogatorio del coprotagonista __________ e della passeggera che era con lui si evince che il ricorrente ha dapprima tentato di superare sulla destra il veicolo __________, poi sulla sinistra senza tuttavia riuscirci ed infine di nuovo sulla sinistra, su un tratto di strada demarcato con la linea di sicurezza. Non appena terminata la manovra di sorpasso, l'insorgente si è riportato bruscamente sulla corsia di destra, costringendo l'altro conducente ad una brusca frenata per evitare la collisione. __________ è poi sceso dalla propria vettura ed ha cominciato a dare violenti calci alla vettura del coprotagonista e pugni a quest'ultimo, che non ha reagito.
Ora, il comportamento tenuto dal ricorrente durante il litigio non è direttamente di rilievo per il presente giudizio, in quanto questo tribunale è chiamato a giudicare sul comportamento tenuto dal ricorrente al volante e non una volta abbandonata la guida. Tuttavia gli accadimenti susseguenti all'arresto delle due vetture confermano la veridicità delle affermazioni del coprotagonista, secondo cui il ricorrente nell'effettuare i primi due tentativi di sorpasso (uno addirittura sulla destra!) si è avvicinato notevolmente al veicolo che lo precedeva ed ha azionato più volte i fari, cagionando dunque un serio pericolo. Il comportamento violento tenuto dal ricorrente rende pertanto inverosimile la versione da lui portata, secondo cui il seguente sorpasso, effettuato dove è demarcata la linea di sicurezza, ed il successivo temerario spostamento a destra siano avvenuti a causa di un'errata valutazione delle distanze nell'operare il rientro. Se così fosse stato il ricorrente non avrebbe frenato bruscamente e non sarebbe sceso dalla propria automobile per iniziare la lite con il __________, bensì si sarebbe limitato a fare un cenno di scuse all'indirizzo di quest'ultimo ed avrebbe proseguito per la sua strada.
Il comportamento assunto dal ricorrente denota un'assoluta mancanza di prudenza e sprezzo per l'incolumità altrui. Soltanto grazie ai pronti riflessi dell'altro conducente o forse solo per pura fortuna è stata evitata la collisione, che avrebbe potuto avere gravi conseguenze.
L'atteggiamento dell'insorgente è ancor più riprovevole, avendo egli agito intenzionalmente: è infatti chiaro che egli voleva "dare una lezione" all'altro conducente. Appare dunque priva di ogni fondamento l'affermazione che la violazione delle norme della circolazione sarebbe avvenuta per negligenza lieve. Il ricorrente voleva e sapeva quello che stava facendo.
A giusta ragione dunque la Sezione della circolazione ha adottato un provvedimento di revoca ai sensi dell'art. 16 cpv. 3 lett. a LCStr.
5.3. Resta ora da valutare l'estensione temporale del provvedimento amministrativo in questione.
Sulla scorta delle considerazioni sopra esposte la colpa del ricorrente è da considerarsi grave. Considerato inoltre che egli è stato oggetto di una misura di revoca nell'aprile 1994 della durata di due mesi, questo tribunale ritiene che la Sezione della circolazione, fissando la durata della revoca in due mesi, non ha violato il principio della proporzionalità. La sanzione tutt'al più pecca per eccessiva mitezza.
Il ricorso va pertanto respinto, con seguito di tassa di giustizia e spese.
Per questi motivi,
visti gli art. 126 cpv. 1, 144 cpv. 1, 181 CP; 16 cpv. 3 lett. a, 90 cifra 2 LCStr; 33 cpv. 2 OAC; 1 ss. PAmm;
dichiara e pronuncia:
Il ricorso è respinto.
La tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 800.-- sono posti a carico del ricorrente.
Contro la presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
Intimazione a:
__________;
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
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