Municipal waste fine annulled; cleanup costs partly recoverable

52.1999.131Altro tribunale24 nov 1999Partially Granted

Estratto da Omnilex

Sintesi Omnilex

The commune appealed against the State Council’s annulment of a municipal fine and a cost order arising from repeated improper disposal of glass waste by a disco-bar. The court held that the administrator’s personal fault was not proven, so the fine remained annulled. However, the company, as the party causing the unlawful condition, had to reimburse the municipality’s restoration expenses even without express statutory wording. The original CHF 2,900 cost order was reduced to CHF 1,000. The appeal was therefore only partly successful, and the commune had to pay party costs.

Massima Omnilex

Art. 145 LOC; art. 37 cpv. 2 RSRER; public-law fines and restoration costs in municipal waste enforcement. A municipal fine requires proof of both the objective elements of the offence and the accused’s personal fault; fault may exceptionally derive from a breach of supervisory duties by a person with a guarantor position, but this cannot be presumed. Public-law restoration costs may, however, be charged to the person or company that caused the unlawful situation as a perturbator by conduct, even absent an express statutory basis, provided the amount is fixed on a reasoned and equitable assessment. The identification costs under art. 37 cpv. 2 RSRER presuppose successful pursuit of the actual contravener, not merely the perturbing party (consid. 2-3).

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AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.1999.131

Data decisione, Autorità: 24.11.1999, TRAM

Incarto n. 52.99.00131

Lugano 24 novembre 1999

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretaria:

Ursula Züblin, vicecancelliera

statuendo sul ricorso 3 maggio 1999 di

__________,

Contro

la risoluzione 13 aprile 1999 (n. 1616) del Consiglio di Stato, che annulla la decisione 10 marzo 1999 con cui il municipio di __________: (a) ha inflitto una multa a __________, quale amministratore unico della __________, per violazione del regolamento comunale per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti, e (b) ha posto a carico della __________ le spese di indagine, di raccolta ed eliminazione dei rifiuti;

viste le risposte:

  • 12 maggio 1999 del Consiglio di Stato;

  • 2 giugno 1999 di __________ per sé e per la __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. A partire dal 1996 il municipio di __________ ha constatato che ignoti depositavano periodicamente ingenti quantitativi di bottiglie di vetro nei pressi dell'apposito contenitore per la raccolta di questo genere di rifiuti, situato vicino al sottopassaggio FFS di __________. Per motivi di ordine e di decoro del luogo l'autorità comunale si vedeva regolarmente costretta ad evacuare i rifiuti depositati.

Nella primavera del 1998, funzionari del comune hanno sorpreso un dipendente del disco-bar __________ di __________ mentre era intento a scaricare dall’auto alcuni sacchi di bottiglie di vetro vuote, provenienti da quell'esercizio pubblico, per depositarle presso il suddetto contenitore. Avuta da questi conferma che si trattava di un'operazione effettuata da tempo a scadenze mensili, l'autorità comunale ha convocato in cancelleria __________ amministratore unico della __________, che gestisce il bar, prospettandogli l'intenzione di avviare un procedimento contravvenzionale a suo carico e di recuperare le spese sostenute per lo smaltimento del vetro. Questi ha verbalmente ammesso i fatti, limitandosi a contestare i quantitativi di vetro depositati.

B. Il 24 novembre 1998 il municipio ha posto in contravvenzione __________, addebitandogli una violazione degli art. 1, 3, 9 ed 11 del regolamento comunale per il servizio di raccolta ed eliminazione dei rifiuti (RSRER). Invitato a giustificarsi, il prevenuto è rimasto silente.

Con decisione 10 marzo 1999, l'autorità comunale ha quindi inflitto al prevenuto una multa di fr. 200.- per aver ripetutamente abbandonato presso il contenitore di __________ rilevanti quantitativi di scarti di vetro, provenienti dal disco-bar __________ di __________.

Con la stessa decisione il municipio ha inoltre posto a carico della __________ l'importo di fr. 2'900.- a titolo di rimborso delle spese d’indagine (fr. 200.-) e di quelle di raccolta ed eliminazione dei rifiuti (fr. 2'700.-).

C. Con giudizio 13 aprile 1999 il Consiglio di Stato ha annullato la predetta decisione municipale, accogliendo l’impugnativa contro di essa interposta da __________ e dalla __________.

Relativamente alla multa, Il Governo ha ritenuto che l'autorità comunale non avesse dimostrato la colpevolezza dell’ammini-stratore unico della __________ in ordine al perfezionamento dell’infrazione ascrittagli.

Il risarcimento addebitato alla società è invece stato annullato in considerazione dell’irresponsabilità penale delle persone giuridiche.

D. Contro il predetto giudizio governativo, il comune di __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo il ripristino della decisione municipale annullata.

A mente dell’insorgente, omettendo di presentare osservazioni al rapporto di contravvenzione, __________ avrebbe implicitamente ammesso gli addebiti. La sua colpa sarebbe da ricercare nella violazione del dovere di dare al personale precise indicazioni in merito alle modalità di eliminazione dei rifiuti e di vigilare sulla corretta esecuzione dei compiti affidatigli.

La __________ sarebbe invece tenuta, in quanto perturbatrice, a rifondere le spese cagionate dall’infrazione commessa.

E. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e da __________, che ne propongono la reiezione. Delle relative argomentazioni si dirà, per quanto necessario, in seguito.

Considerato, in diritto

  1. 1.1. La competenza del Tribunale amministrativo discende dagli art. 148 cpv. 3 e 208 LOC.

A torto il resistente contesta la legittimazione attiva dell'insor-gente ad impugnare il giudizio di annullamento della multa. Da quando la procedura contravvenzionale non è più retta dalla LPContr, ma dalla LOC, l'art. 208 LOC permette infatti di riconoscere al comune la qualità per impugnare dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo le decisioni del Consiglio di Stato su ricorsi inoltrati contro le multe inflitte dal municipio (cfr. RDAT 1990 n. 10; STA 21 luglio 1994 in re comune di C., consid. 1; STA 17 aprile 1998 in re comune di G., consid. 1).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza ulteriori accertamenti (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Soprattutto nell’ambito di un procedimento contravvenzionale, non è in effetti compito specifico di questo tribunale quello di porre rimedio alle lacune istruttorie poste in essere dall’autorità detentrice dell’azione penale.

  1. 2.1. Giusta l'art. 145 cpv. 1 LOC, il municipio punisce con la multa le contravvenzioni ai regolamenti comunali, alle ordinanze municipali o alle leggi la cui applicazione gli è affidata.

La multa è una pena pecuniaria, pronunciata a carico di un singolo a titolo di sanzione per la violazione di un obbligo sancito dalla legge. Essa deve fondarsi su una base legale e ricollegarsi ad un comportamento colpevole del trasgressore. La colpa può configurarsi sotto forma di dolo o di negligenza. Può quindi anche consistere nella violazione di un obbligo di diligenza posto a carico di persone con compiti dirigenziali, che hanno veste di garante per il comportamento corretto dei loro subordinati nei confronti di terzi.

Spetta comunque sempre all'autorità provare il perfezionamento degli elementi oggettivi costitutivi dell'infrazione e la colpa del prevenuto, che beneficia della presunzione di innocenza.

2.2. Nella fattispecie in esame il municipio di __________ ha multato __________, in qualità di amministratore unico della società che gestisce il disco-club __________ di __________, per aver violato gli art. 1, 3, 9, e 11 RSRER, abbandonando a più riprese presso l'apposito contenitore di __________ scarti di vetro provenienti dall'attività di quell'esercizio pubblico. Non essendo il resistente autore materiale dell'illecito, in sede di ricorso, l'autorità comunale ha precisato che l'infrazione addebitatagli consiste nella violazione degli obblighi di istruzione e di controllo del personale incaricato di evacuare gli scarti di vetro.

Dal profilo materiale, l'infrazione va ricondotta ad una disattenzione delle prescrizioni che disciplinano le modalità di consegna degli scarti di vetro (art. 11 RSRER), in particolare di quella che impone di immetterli negli appositi contenitori, separandoli per colore, dopo averli lavati e privati di tutti i corpi estranei.

Non istituendo altri obblighi a carico del cittadino all'infuori di quello della consegna dei rifiuti (art. 1 cpv. 4), le ulteriori norme richiamate dal municipio nel decreto di multa servono soltanto a precisare i limiti dell'infrazione per la quale si procede. Il fatto che i rifiuti provengano da un altro comune non è di per sè costitutivo di reato, poiché nessuna norma del regolamento in esame limita l'accesso al contenitore ai rifiuti prodotti dagli abitanti del comune od alle ditte che vi hanno sede.

Dal profilo materiale, si può ritenere sostanzialmente provato che accanto al contenitore in oggetto sono stati ripetutamente depositati rilevanti quantitativi di scarti di vetro provenienti dal disco-bar __________, gestito dalla __________, che venivano trasportati sul posto da personale subalterno del locale notturno. Non v'è motivo di dubitare dell'attendibilità di questo riscontro.

Ai fini del giudizio si può anche ritenere che gli scarti di vetro venivano depositati accanto al contenitore, invece che nel contenitore. Le obiezioni sollevate dal resistente non convincono. Il dipendente del locale notturno che è stato colto sul fatto stava depositando bottiglie accanto al contenitore. Non nel contenitore. E l'esperienza insegna che ciò fosse avvenuto anche in precedenza.

Ora, il deposito di bottiglie accanto al contenitore, invece che nel contenitore, perfeziona gli estremi materiali di un'infrazione dell'art. 11 RSRER, che impone di immetterveli, previo lavaggio e previa rimozione delle parti non vetrose.

Resta da verificare se quest’infrazione, commessa da personale subalterno dell'esercizio pubblico, possa essere addebitata al resistente nella sua qualità di amministratore unico della società che gestisce il locale.

La risposta a quest’interrogativo dipende essenzialmente dalla questione a sapere se il resistente, in questa sua veste, abbia violato gli obblighi di diligenza che incombono a qualsiasi datore di lavoro in ordine alla scelta del personale, alla relativa istruzione ed alla vigilanza. In altre parole, si tratta di stabilire se il resistente possa essere ritenuto garante per il comportamento corretto del suo personale nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti di vetro prodotti dall’esercizio pubblico gestito dalla società di cui è amministratore unico.

Posta la questione in questi termini, è di meridiana evidenza che da questo profilo non può essere mosso al resistente alcun rimprovero. Non appare invero ragionevole pretendere dall’ammini-stratore unico di una società specializzata nella gestione di esercizi pubblici che si preoccupi delle modalità concrete con cui vengono eliminati gli scarti di vetro prodotti dal singolo locale, dando, in particolare, disposizioni al personale affinché questi rifiuti vengano immessi nell’apposito contenitore e non soltanto depositati a fianco. Né si può pretendere che l’ammini-stratore di una simile società verifichi se il dipendente incaricato dello smaltimento di tali rifiuti si attiene a particolari prescrizioni del RSRER. Una simile pretesa ancor più fuori luogo se si considera che la predetta società di gestione dispone di un direttore () e che la gerenza del locale in questione è affidata ad un gerente titolare di un certificato di capacità ().

Ne discende che la decisione del Consiglio di Stato di annullare la multa, prosciogliendo il qui resistente dagli addebiti mossigli non presta il fianco a critiche di sorta. In quanto riferito alla multa il ricorso del comune di __________ va quindi respinto.

  1. 3.1. Giusta l'art. 37 cpv. 2 RSRER, il municipio può addebitare al contravventore le spese sostenute per la sua identificazione. La norma presuppone che il contravventore venga individuato e perseguito con successo. Non è sufficiente rintracciare il perturbatore, ovvero colui che per situazione o comportamento porta la responsabilità oggettiva dell'illecito. Occorre reperire il contravventore, ossia la persona che per colpa è tenuta a rispondere dal profilo penale dell'infrazione riscontrata.

3.2. Con la decisione annullata dal Consiglio di Stato, il municipio ha anzitutto posto a carico della __________ la somma di fr. 200.- a titolo di rimborso delle spese sostenute per la ricerca del contravventore. Il procedimento contravvenzionale in esame è stato promosso nei confronti dell'amministratore della __________ ed è sfociato nell'assoluzione dell'accusato. La società qui resistente non vi ha nemmeno partecipato. Non avendo ricoperto alcun ruolo nel procedimento in questione, è evidente che le spese d'indagine non possono esserle addebitate.

3.3. Con la stessa decisione il municipio ha inoltre posto a carico della __________ l'importo di fr. 2'700.- a titolo di rimborso delle spese amministrative e delle spese sostenute dal comune per lo sgombero e lo smaltimento degli scarti depositati accanto al contenitore per il vetro. Il Consiglio di Stato l'ha annullata, ritenendo in sostanza che l'art. 37 cpv. 2 RSRER permettesse di addebitare al contravventore soltanto le spese sostenute per la sua identificazione.

Orbene, contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato, le spese sostenute dal comune per ristabilire una situazione conforme al diritto possono essere poste a carico della società qui resistente anche in assenza di un'esplicita base legale. La __________ è infatti tenuta a rispondere in quanto perturbatrice per comportamento. Depositando, per il tramite di un suo collaboratore, ingenti quantitativi di scarti di vetro accanto al contenitore, invece che nel contenitore, la __________ ha creato una situazione non conforme al diritto, che chiama in causa la sua responsabilità, indipendentemente dall'esistenza di una colpa. Da questo punto di vista, nulla osta ad addebitarle le spese sostenute dal comune per le misure di esecuzione anticipata adottate dal municipio allo scopo di ristabilire l'ordine (cfr. Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., N. 135 B I seg. e rimandi). L'eccezione di prescrizione sollevata dalla società resistente va respinta, poiché trattandosi di una pretesa fondata sul diritto pubblico fa stato il termine quinquennale e non a quello annuale del diritto privato (Imboden Rhinow, op. cit., 34 B III a).

Per la quantificazione di questi costi occorre considerare che il deposito irregolare si è protratto sull'arco di circa due anni con frequenza mensile e che il volume degli scarti di vetro è quello che poteva essere trasportato con un'auto.

Valutando con prudenza sulla base delle scarse indicazioni fornite dal ricorrente in merito all'onere lavorativo ingenerato dal deposito difforme, appare tutto sommato ragionevole fissare a fr. 1'000.- il risarcimento dovuto dalla __________ a titolo di copertura dei costi sostenuti per ripristinare una situazione conforme al diritto.

Entro questi limiti, il ricorso va pertanto accolto, riformando di conseguenza le decisioni delle precedenti istanze.

  1. Dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia.

Le ripetibili sono invece poste a carico del comune proporzionalmente al grado di soccombenza (art. 31 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 3, 9, 11 e 37 RSRER del comune di __________; 145, 208 LOC; 18 CP; 3, 18, 28, 31, 43, 60 e 61 PAmm,

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è parzialmente accolto.

§ di conseguenza:

1.1. il dispositivo 1.2 della decisione 13 aprile 1999 (n. 1616) del Consiglio di Stato è annullato e riformato nel senso che:

1.2. il dispositivo 2 della decisione 10 marzo 1999 del municipio di __________ è riformato nel senso che la __________ è condannata a versare al comune di __________ la somma di fr. 1'000.- a titolo di risarcimento delle spese di ripristino di cui al considerando 3.2.

  1. Non si preleva una tassa di giustizia. Il comune di __________ rifonderà al resistente Fr. 500.-- a titolo di ripetibili.

  2. Intimazione a:

__________;

__________.

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Parole chiave

municipal fineswaste disposalfaultsupervisory dutyperturbator liabilityrestoration costsadministrative appealparty costs

Estratto da Omnilex

Questione giuridica chiave

Whether the municipal fine against the administrator for violating the waste regulations was lawful.

Decisione estratta

The fine could not stand because the administrator’s personal culpability was not proved; the duty to instruct and supervise staff was not breached on the facts.

Motivazione estratta

The material violation was proved, but it was committed by subordinate staff. The record did not justify imputing fault to the sole administrator, especially given the existence of a director and a certified manager.

Questione giuridica chiave

Whether the company could be charged with the investigation costs under the waste regulations.

Decisione estratta

No; those costs presuppose successful identification and prosecution of the contravener, and the company did not take part in that procedure.

Motivazione estratta

The company was not the person investigated or prosecuted, so it could not be asked to bear the search costs.

Questione giuridica chiave

Whether the company had to reimburse the municipality’s cleanup and restoration costs.

Decisione estratta

Yes, but only in part: as the perturbing party by conduct, the company had to bear the costs of restoring lawful conditions, reduced to CHF 1,000.

Motivazione estratta

Even without express statutory authorization, the party causing an unlawful situation may be held liable for public-law restoration costs. On equitable assessment, CHF 1,000 was reasonable.

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