AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 52.1999.181
Data decisione, Autorità: 10.08.1999, TRAM
Incarto n. 52.99.00181
Lugano 10 agosto 1999
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretaria:
Lorenza Ponti Broggini, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 18 giugno 1999 di
__________, __________, patr. da: Studio legale __________,
contro
la decisione 2 giugno 1999, no. 2399, del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa dell'insorgente avverso la risoluzione 18 marzo 1999, no. E 130, della Sezione degli stranieri in materia di rifiuto del rilascio del permesso di dimora per il figlio __________ (ricongiungimento famigliare);
viste le risposte:
25 giugno 1999 della Sezione dei permessi e dell'immigrazione;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. __________, cittadina brasiliana nata l'11 gennaio 1967, divorziata, è madre di quattro figli, segnatamente: __________ (1983), __________ (1985), __________ (1991) e __________ (1993), che risiedono tutti in __________ con il padre di questi ultimi due.
Essa ha soggiornato in Svizzera una prima volta dal 13 gennaio a maggio 1997 ed in seguito da settembre 1997 a gennaio 1998. La ricorrente ha poi fatto ritorno nel nostro paese nell'aprile 1998 per unirsi in matrimonio con il cittadino svizzero __________. Le nozze sono state celebrate solo il 3 novembre 1998, in quanto da luglio ad ottobre __________ è stato incarcerato nell'ambito di un'inchiesta penale. All'insorgente è dunque stato rilasciato un permesso di dimora annuale, valido fino al 25 ottobre 1999.
Dopo la celebrazione del matrimonio il signor __________ è nuovamente stato tradotto in carcere presso il penitenziario La Stampa.
B. Il 25 novembre 1998 __________ è stata raggiunta dall'ultimogenito __________. Con istanza 30 novembre l'insorgente ha postulato il rilascio di un permesso di dimora annuale in favore del figlio, precisando nel contempo di non avere alcuna intenzione di richiedere un permesso di soggiorno per gli altri suoi tre figli.
Il 18 marzo 1999 la Sezione degli stranieri (ora: Sezione dei permessi e dell'immigrazione) ha respinto la richiesta, osservando che __________ non aveva alcun diritto ad ottenere un siffatto permesso e che inoltre la madre non disponeva di sufficienti mezzi finanziari per far fronte al suo mantenimento.
C. Contro tale risoluzione __________ si è aggravata davanti al Consiglio di Stato, postulando il suo annullamento ed il rilascio del permesso richiesto.
Con decisione 2 giugno 1999 l'Esecutivo cantonale ha respinto il gravame. A mente del Governo non sarebbero dati i presupposti per richiamarsi all'art. 8 CEDU, in quanto le circostanze non giustificano un ricongiungimento parziale. L'autorità cantonale ha inoltre messo in evidenza che __________ è entrato nel nostro paese senza essere in possesso del relativo visto giusta l'art. 4 cpv. 2 OEntr e che, di principio, non è rilasciato alcun permesso in mancanza di tale visto.
D. __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, ribadendo le richieste formulate in precedenza. Afferma che è stato un impiegato dell'ufficio stranieri di __________ ad indicarle l'iter procedurale da seguire per ottenere il rilascio del permesso, senza peraltro informarla che era pure necessario richiedere un visto. Non le si può dunque rimproverare ora di aver violato la legge. Asserisce inoltre di essere aiutata finanziariamente dai suoceri e che a partire dal 1. giugno 1999 essa lavora presso una casa per anziani in qualità di ausiliaria di pulizie. Inoltre a partire da luglio il marito riprenderà l'attività lavorativa, provvedendo in questo modo alla sussistenza della propria famiglia. Sostiene di aver chiesto di poter tenere presso di sé soltanto uno dei suoi quattro figli, in quanto solo __________ ha vissuto in modo traumatico la lontananza dalla madre, cadendo in uno stato di apatia, mentre ora si è integrato molto bene nel seno della nuova famiglia e si è ripreso.
E. All'accoglimento del gravame si oppongono la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ed il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato, delle cui argomentazioni se ne dirà, per quanto necessario, nel seguito.
Considerato, in diritto
1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii).
1.3. L'art. 17 cpv. 2 LDDS dispone, tra l'altro, che se lo straniero possiede il permesso di domicilio, il coniuge ha diritto al rilascio ed alla proroga del permesso di dimora fintanto che i coniugi vivono insieme; i figli celibi d'età inferiore a 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel permesso di domicilio se vivono con i genitori. Ne consegue che __________, essendo titolare di un permesso di dimora, non ha alcun diritto di farsi raggiungere in Svizzera dal figlio in virtù dell'art. 17 cpv. 2 LDDS. Infatti il ricongiungimento familiare è retto dagli art. 38 ss. OLS che, tuttavia non conferiscono alcun diritto alla ricorrente (DTF 115 Ib 3 consid. 1b).
1.4. Non esiste alcun trattato tra la Svizzera ed il Brasile, dal quale scaturisca un diritto al rilascio di un permesso di dimora.
1.5. La ricorrente può invece richiamarsi all'art. 8 CEDU. Affinché tale norma sia applicabile, occorre - in particolare - che il membro della famiglia, con il quale lo straniero afferma d'intrattenere una relazione stretta, intatta ed effettivamente vissuta, abbia il diritto di risiedere in Svizzera: in altre parole, è necessario che questa persona sia al beneficio di un permesso di domicilio oppure possieda la cittadinanza svizzera (DTF 118 Ib 157, consid. c). Lo straniero titolare di un permesso di dimora non può prevalersi dell'art. 8 CEDU. Una deroga è consentita quando, in determinate circostanze, lo straniero titolare di un permesso di dimora abbia il diritto di risiedere in Svizzera, ossia abbia la certezza di vedersi accordato un permesso di dimora (DTF 111 Ib 163 consid. 1a), ciò che è il caso della ricorrente. Difatti, __________ è sposata con un cittadino svizzero: conformemente all'art. 7 cpv. 1 LDDS, essa ha il diritto al rilascio ed alla proroga del permesso di dimora e ha quindi il diritto di soggiornare in Svizzera.
Nell'ambito dell'art. 8 CEDU, se il legame di parentela è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle autorità cantonali di rifiutare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è limitata e contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b no. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93 consid. 1c) e, di riflesso, a questo Tribunale attraverso il rinvio di cui all'art. 10 lett. a LALPS. Ciò vale pure quando il ricorso è presentato da un membro della famiglia, in specie la madre, avente diritto di risiedere in Svizzera (DTF 119 Ib 84 consid. 1c). Nella fattispecie, la ricorrente sostiene esplicitamente di avere mantenuto con il figlio un legame vivo ed intenso. Per la soluzione della vertenza non è ad ogni buon conto necessario esaminare più a fondo la natura e l'intensità del legame familiare che lega la ricorrente al figlio. Infatti il ricorso va comunque respinto nel merito per le ragioni che seguono, nella misura in cui esso è ricevibile.
1.6. Il gravame è tempestivo (art. 46 PAmm) e la legittimazione dell'insorgente certa (art. 43 PAmm). L'impugnativa può essere decisa sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Questo tribunale non ritiene infatti di dover sottoporre __________ ad una perizia psicologica, in ogni caso non espressamente richiesta dalla ricorrente, in quanto non porterebbe alcun nuovo elemento di giudizio.
2.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la relazione familiare tra genitori e figli. Secondo costante giurisprudenza (DTF 122 II 385 consid 4b, 119 Ib 81 consid. 2c) il genitore che si è separato di sua spontanea volontà dalla propria famiglia per risiedere in un altro paese, non può dedurre dall'art. 8 CEDU alcun diritto assoluto volto ad ottenere un'autorizzazione di soggiorno in favore della propria prole, se ha dei rapporti meno stretti rispetto a quelli intrattenuti con l'altro genitore o con la persona affidataria e se non sussistono ostacoli al mantenimento dei rapporti esistenti. Il ricongiungimento di un figlio con il genitore che vive nel nostro Paese presuppone, da un lato, che sia con quest'ultimo che egli ha intrattenuto le relazioni famigliari più intense, dall'altro, che sia accertata la necessità della sua venuta in Svizzera. Per valutare tali aspetti, non si deve tener conto soltanto della situazione passata, ma anche di eventuali cambiamenti intervenuti e delle prospettive future. Pertanto, l'autorizzazione di soggiorno in favore della prole di un genitore residente in Svizzera va rifiutata, quando sono adempiuti i seguenti presupposti (DTF 122 II 385 consid. 4b, 119 Ib 81 consid. 4b, nonché 118 Ib 153 consid. 2b per quanto concerne l'art. 17 cpv. 2 LDDS):
la separazione della famiglia risulta dalla libera scelta o volontà del genitore residente in Svizzera;
non sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una modifica delle relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa imperativa;
la continuazione delle relazioni familiari non siano ostacolate dall'autorità.
3.1. Si deve innanzitutto considerare che __________ si è separata volontariamente dalla propria prole, che ha lasciato in __________. La ricorrente non è stata costretta ad allontanarsi dai propri figli, bensì ha scelto la via della separazione per cercare di ricostruirsi una vita all'estero, dopo aver avuto dei legami affettivi non duraturi, tra i quali vi è da annoverare un matrimonio sfociato in un divorzio (cfr. ricorso 18 giugno 1999, cifra 12.2).
3.2. Non è inoltre stato dimostrato che durante tale periodo essa abbia mantenuto contatti intensi con i quattro figli, o quantomento con __________. Infatti a partire dalla sua prima venuta in Svizzera nel gennaio 1997 essa li ha rivisti solo per brevi periodi: tre-quattro mesi nel 1997 e solo altri due mesi nel 1998, rispettivamente tre per __________. Durante tali periodi i ragazzi sono stati accuditi dal padre dei due più piccoli. Dal canto suo la madre non se ne è occupata, lasciando la loro cura, educazione e mantenimento per intero nelle mani del padre. Infatti non solo agli atti non figura alcuna prova in tal senso, ma anche la ricorrente non lo ha mai sostenuto. Ciò dimostra che il legame tra l'insorgente e la sua prole, ed in particolare con __________, non è così strettamente vissuto come essa asserisce. Neppure la dichiarazione sottoscritta dal padre di __________, che acconsente a lasciar risiedere il figlio presso la madre, è atta a provare che la relazione tra questi è preponderante.
A mente della ricorrente l'aver richiamato a sé soltanto il più piccolo dei propri figli sarebbe dettato da problemi psico-fisici avuti dal bambino a seguito della lontananza. Ora è risaputo che soprattutto nei primi anni di vita di un bambino, il rapporto con i genitori è molto importante. Sulla scorta delle tavole processuali non si può tuttavia trarre la conclusione che una nuova separazione dalla madre possa nuocere in maniera rilevante al bambino. Lo stesso medico che ha visitato __________ ha sì asserito che il bambino "mostra uno stato di salute psicofisica nettamente migliorato rispetto al momento del suo arrivo in Svizzera". Egli non si è tuttavia espresso né sullo stato di salute che il bambino aveva in __________ ed eventualmente sulle cause di tale stato, limitandosi a riportare che il bambino era caduto in uno stato di apatia rilevante "secondo quanto asserito dalla madre", né in merito ai motivi dell'asserito susseguente miglioramento. Egli ha infatti solo avanzato l'ipotesi che il miglioramento sia dovuto al nuovo ambiente familiare ("Sembra che (…)."). Inoltre va considerato che la prima separazione dalla madre risale al gennaio-maggio 1997. Se il bambino avesse vissuto così male la lontananza, l'insorgente non si sarebbe certamente più separata dal figlio oppure avrebbe ridotto al minimo indispensabile i periodi di lontananza. I ritorni in patria sono invece stati sporadici rispetto al tempo trascorso in Svizzera. Nel periodo in cui __________ si trovava in carcere, nulla la tratteneva in Svizzera. Appare infatti logico ritenere che se __________ avesse mostrato problemi dovuti alla separazione, essa avrebbe fatto ritorno in __________ per stare con lui fino alla celebrazione del matrimonio.
Non risulta pertanto che rispetto al passato l'attuale situazione famigliare di __________ abbia subìto delle modifiche tali da impedirgli di continuare a vivere nel proprio paese d'origine e costringerlo a stabilirsi in Svizzera dalla madre, unico legame che ha nel nostro paese. Quest'ultima non è stata in grado, nel corso di tutta la procedura, di dimostrare l'esistenza di circostanze particolari e plausibili che impongano ciò. Benché la procedura amministrativa sia retta dalla massima inquisitoria (art. 18 cpv. 1 PAmm), secondo la quale spetta di principio all'autorità accertare d'ufficio e in modo completo i fatti determinanti per la causa, va comunque ricordato che, soprattutto laddove una parte abbia introdotto una domanda nel suo interesse o si trovi in condizione di meglio conoscere i fatti, la medesima è tenuta a collaborare attivamente all'accertamento della fattispecie, fornendo informazioni al giudice e indicando i mezzi di prova posti a sostegno delle sue allegazioni (STF inedita 23 febbraio 1996 in re Carrupt-Pontes consid. 4a). Collaborazione che, in concreto, è mancata da parte dell'insorgente, la quale, malgrado le varie argomentazioni sollevate nel gravame, non ha saputo comunque dimostrare l'esistenza di circostanze atte a giustificare l'accoglimento della domanda di ricongiungimento con il figlio.
Visto quanto precede, ritenuto pure che la ricorrente non adduce nemmeno di aver incontrato ostacoli di rilievo nel recarsi in Brasile, si deve concludere che le autorità inferiori, rifiutando di accordare l'autorizzazione d'entrata ad __________ per stabilirsi in Svizzera, non hanno violato l'art. 8 CEDU.
Sulla scorta di quanto esposto può dunque restare indecisa la questione relativa all'iter procedurale seguito dalla ricorrente per farsi raggiungere dal figlio, in quanto la risoluzione del Consiglio di Stato dev'essere comunque confermata.
La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 4, 7 cpv. 1 e 17 cpv. 2 LDDS; 38 segg. OLS; 10 lett. a della LALPS 1 ss. PAmm;
dichiara e pronuncia:
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.
La tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 800.-- sono poste a carico dell'insorgente.
Contro la presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale nel termine di 30 giorni dall'intimazione.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
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