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Numero d'incarto:
52.1999.264
Data decisione, Autorità:
13.10.1999, TRAM
Incarto n.
52.1999.00264
Lugano
13 ottobre 1999
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna, Alessandro Soldini, quest'ultimo in sostituzione del
giudice Stefano Bernasconi, astenutosi
segretario:
Leopoldo
Crivelli
statuendo
sul ricorso 22 settembre 1999 della
patr.
da: avv. __________
contro
la
decisione 10 settembre 1999 con cui il consiglio di amministrazione dell'Ente
Ospedaliero Cantonale ha deliberato alla __________ le opere di rivestimento
di pavimenti e pareti dell'ala est dell'ospedale regionale __________ di
__________;
viste le risposte:
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Con bando apparso sul FU del
__________ la direzione dell'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) ha messo a
concorso le opere di rivestimento dei pavimenti e delle pareti dell'ala est dell'Ospedale
__________ di __________, di cui è in atto la ricostruzione.
Il bando pubblicato si richiamava al concordato intercantonale
sugli appalti pubblici (CIAP).
Al concorso hanno partecipato cinque ditte, fra cui la
ricorrente __________ di __________ con un'offerta di fr. 287'635.60 e la
__________ di __________ con una di fr. 289'610.40.
B. Con decisione 10 settembre
1999 il consiglio d'amministrazione dell'EOC ha deliberato i lavori alla
__________. L’offerta della ricorrente è stata scartata siccome inficiata da
una correzione del prezzo unitario esposto alla posizione 651.001 del modulo
d'offerta.
C. Contro la predetta
risoluzione la __________ insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che i lavori le vengano
aggiudicati.
L'insorgente nega che la correzione suindicata costituisca un
valido motivo per escluderla dal concorso. A suo avviso, il provvedimento
sarebbe viziato da formalismo eccessivo.
D. Il ricorso è avversato dall'EOC,
che sottolinea l'inammissibilità della correzione. L’estromissione dal concorso
non costituirebbe un formalismo eccessivo, ma una cautela doverosa, volta ad
evitare che le offerte vengano manomesse dopo la loro apertura nell'ambito
della procedura di verifica.
Ad identica conclusione perviene la __________, limitandosi a
rilevare di aver già preso disposizioni in vista dell'esecuzione dei lavori
previsti.
Considerato, in
diritto
- La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo è data dagli art. 7 cpv. 2 e 15 CIAP e 4 DLACIAP. Il
valore globale delle commesse riferite alla ricostruzione dell'ala est
dell'Ospedale __________ di __________ supera infatti abbondantemente il valore
soglia di fr. 9'575'000.-- fissato dall'art. 7 cpv. 1 CIAP (BU 1998, 410; cfr.
STA 27.10.1997 in re __________). La legittimazione attiva della ricorrente,
partecipante al concorso e quindi direttamente e personalmente toccata dal
provvedimento impugnato, è certa. Il ricorso, tempestivo (art. 15 cpv. 2 CIAP)
è dunque ricevibile in ordine.
Data la natura della contestazione, il giudizio può essere
reso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).
- 2.1. Il CIAP non contiene
particolari disposizioni volte a disciplinare la forma e le modalità di
redazione delle offerte. Il § 21 delle direttive d’esecuzione (DirCIAP) si
limita a stabilire che l’offerta completa deve essere inoltrata per iscritto.
E' comunque certo che le offerte devono essere allestite in
modo chiaro ed univoco al fine di permetterne un raffronto oggettivo, assicurando
così la parità di trattamento fra i concorrenti e consentendo l'aggiudicazione
all’offerente economicamente più vantaggioso. Certo è pure che le offerte non
possono essere modificate dopo la loro apertura (art. 11 lett. c CIAP). Vengono
unicamente corretti errori evidenti, quali errori aritmetici o di ortografia (§
24 cpv. 2 DirCIAP). Certo è infine che la correzione dell’offerta prima del suo
inoltro non è annoverata fra i motivi di esclusione previsti dal § 23 DirCIAP.
2.2. Costituisce eccesso di formalismo l’applicazione
rigorosa di norme procedurali che non appare giustificata da un interesse degno
di protezione, che risulta fine a se stessa o che complica in modo
insostenibile l’attuazione del diritto sostanziale (DTF 115 Ia 17, 112 Ia 308 e
rimandi; Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd.,
N. 80 B IV; Scolari, Diritto amministrativo, vol. I N. 138).
- Nel caso in esame, il
modulo d'offerta prevedeva alla posizione 651.001 (pag. 30) la fornitura e la
messa in opera di 10 m di profilo d’alluminio tra due diversi tipi di rivestimento.
Nella colonna riservata al prezzo unitario, scritto con inchiostro nero dalla
stessa mano che ha compilato il modulo, figura esposto un prezzo di fr. 20.--.
Accanto a questa indicazione v'è una macchia formata da ripetuti tratteggi
ravvicinati, apposti con la stessa penna ad inchiostro nero. Sotto questa
macchia, in controluce, si intravvede uno zero, che sembra preceduto dalla
cifra "1 ". Nella colonna adiacente, scritto con la stessa
penna ad inchiostro nero e con la stessa grafia, è invece esposto un prezzo di fr. 200.--; importo, che
corrisponde al prodotto del quantitativo previsto (10 m), moltiplicato per il
prezzo unitario (fr. 20.-) rettificato nel modo appena illustrato.
L’insieme delle circostanze porta a concludere che la
predetta macchia nera sia stata apposta da chi ha compilato il modulo al
semplice scopo di cancellare un prezzo esposto per errore. L’assenza di
correzioni al prezzo totale di fr. 200.- indicato nella colonna adiacente
permette di ritenere che la rettifica sia stata apportata prima dell’inoltro
dell’offerta. Nulla indica che il modulo d’offerta sia stato manomesso dopo la
scadenza del concorso.
Su preavviso dell’Ufficio appalti e lavori sussidiati, il
consiglio d’amministrazione dell'EOC ha comunque ritenuto che la correzione
apportata costituisse un vizio tale da pregiudicare irrimediabilmente la
validità dell’offerta inoltrata dalla __________. Di conseguenza l’ha scartata.
In sede di osservazioni al ricorso il committente ha giustificato il
provvedimento con l'esigenza di garantire la correttezza del concorso,
escludendo qualsiasi sospetto di manomissione delle offerte nella fase che
segue la loro apertura.
La decisione pecca di formalismo eccessivo e disattende al
tempo stesso il principio di proporzionalità.
Nelle circostanze del caso concreto, l'esigenza di assicurare
uno svolgimento della procedura di concorso conforme ai principi sanciti dall’art.
11 CIAP non costituisce in effetti un motivo sufficiente per estromettere
un’offerta che presenta una semplice correzione di natura redazionale, volta a
rettificare in modo chiaro ed univoco un’erronea indicazione di prezzo. Vero è
che la procedura di concorso deve essere disciplinata in modo da escludere qualsiasi
possibilità di alterare le offerte dopo la loro apertura. Questa esigenza non
rende tuttavia necessaria ed inevitabile l'estromissione delle offerte che
presentano correzioni di semplici errori di scritturazione. Per scongiurare il
pericolo di eventuali, illecite manomissioni delle offerte dopo la loro apertura
è invero sufficiente conservarle in luogo sicuro, apponendovi un contrassegno
(timbro, punzonatura) prima di sottoporle a verifica.
Riservato il caso, che qui non ricorre, in cui la documentazione
del concorso allestita dal committente mette a disposizione dei partecipanti un
apposito modulo per le correzioni, negare ai concorrenti la possibilità di
procedere a rettifiche come quella in esame significherebbe d’altra parte
costringerli a procurarsi un nuovo modulo d'offerta ogni qualvolta incorrono in
un errore di scritturazione o di calcolo nella compilazione dello stesso. Conseguenza,
questa, che appare, da un lato eccessiva per rapporto ai termini generalmente
brevi fissati dai concorsi per l’inoltro delle offerte e, dall’altro, inidonea
a conseguire lo scopo divisato, considerato che non è comunque atta a
precludere ad eventuali malintenzionati la possibilità di sostituire l’intero documento,
anziché manomettere quello inoltrato.
Non essendo sorretta da un interesse sufficientemente degno
di protezione, l'estromissione dal concorso dell’offerta inoltrata dalla
ricorrente, corretta in modo chiaro ed univoco, non può pertanto essere
tutelata.
-
In esito alle
considerazioni che precedono, il ricorso va quindi accolto nella misura in cui
postula l'annullamento della controversa delibera e della pregressa decisione
di escludere l'insorgente dall'aggiudicazione. Non potendo questo tribunale
sostituirsi al committente nell’esercizio delle prerogative che gli competono
in ordine alla scelta dell’offerta economicamente più vantaggiosa, va invece
respinta la richiesta di attribuire alla ricorrente i lavori messi a concorso.
-
La tassa di giustizia e le
ripetibili sono poste a carico dell'EOC e della resistente __________ in
ragione di metà ciascuno.
Per
questi motivi,
visti
gli art. 7, 15 CIAP; 4 DLACIAP; § 21 DirCIAP; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 Pamm.
dichiara e pronuncia:
- Il ricorso è accolto.
§. di conseguenza:
1.1. la decisione 10 settembre 1999 del consiglio d'amministrazione
dell'EOC è annullata.
1.2. gli atti sono rinviati al consiglio d'amministrazione dell'EOC
per nuova decisione.
-
La tassa di giustizia di fr.
600.-- è posta a carico dell'EOC e della __________ in ragione di metà
ciascuno.
-
L’EOC e la __________
rifonderanno fr. 800.- alla ricorrente in ragione di metà ciascuno a titolo di
ripetibili.;
-
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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