AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
52.2002.133
Data decisione, Autorità:
27.05.2003, TRAM
Incarto n.
52.2002.133-129
Lugano
27 maggio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano Bernasconi, Werner Walser
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi 28 marzo 2002 di
patrocinato da: avv. __________
contro
A
B
la decisione 12 marzo 2002 del Consiglio di Stato
(n. 1173), che:
- annulla la risoluzione 22
ottobre 2001, con la quale il municipio di __________ ha revocato l'ordine di
sospensione di lavori di costruzione promossi dal ricorrente in relazione
alla transazione giudiziale 24 ottobre 1997, conclusa davanti al Tribunale
cantonale amministrativo e gli ha intimato di portarli a termine secondo determinate
modalità;
- trasmette gli atti al
municipio affinché diffidi il ricorrente ad eseguire i lavori previsti dalla
suddetta transazione;
la decisione 12 marzo 2002 del Consiglio di Stato
(n. 1174), che:
- annulla la risoluzione 12
novembre 2001 con cui il municipio di __________ ha ordinato a __________ di
allacciare lo scarico delle acque meteoriche del suo fondo alla part. n.
__________ di proprietà di __________;
- trasmette gli atti al
municipio affinché diffidi il ricorrente a ripristinare la canalizzazione di
evacuazione delle acque piovane;
viste le risposte:
-
9 aprile 2002 del
Consiglio di Stato;
-
15 aprile 2002 del
municipio di __________;
-
21 maggio 2002 di
__________;
al ricorso sub A,
-
9 aprile 2002 del
Consiglio di Stato;
-
15 aprile 2002 del
municipio di __________;
-
15 aprile 2002 di
__________;
-
21 maggio 2002 di
__________;
al ricorso sub B,
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il 6
settembre 1995 il municipio di __________ ha rilasciato a Jean-__________ la
licenza edilizia in sanatoria per diversi interventi eseguiti nell'ambito del
riattamento della casa d'abitazione (part. n. __________ RF) di proprietà delle
figlie, sul quale egli vanta un diritto di usufrutto unitamente alla moglie.
Con giudizio 18 giugno 1997 il Consiglio di
Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso
inoltrata dal vicino opponente, __________, proprietario di un fondo contermine
(part. n. __________ RF).
B. Contro tale
giudizio, __________ è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo.
In questa sede, le parti hanno concluso
una transazione giudiziale del seguente tenore:
" 1. Il signor __________ riduce la
porta della rimessa sotterranea alla larghezza di 1 m, chiudendo in muratura la
porzione restante verso la casa ed applicando una porta ad anta in legno.
-
La costruzione sotterranea verrà
completata all'esterno con una copertura applicata al cemento armato largo al
massimo 5 cm. Il piano della soletta verrà completato con lastricato in beole
dello spessore di 10 cm al massimo.
-
Il signor __________
provvederà a posare a sue spese una canaletta di raccolta delle acque piovane
all'altezza dell'angolo della sua casa, collegandola al pluviale del suo tetto.
-
Il ballatoio verrà realizzato
smussando l'angolo in modo che disti al massimo 80 cm dall'angolo della casa
del signor __________.
-
Il corpo scale verrà terminato
intonacando le pareti.
-
L'angolo del tetto sporgente
sull'abitazione del signor __________ verrà tagliato ad una distanza di 5 cm
dalla trave salendo in linea retta in direzione del colmo, che rimarrà immutato.
-
La canna fumaria rimane com'è
adesso e verrà pulita.
-
La terrazza sopra la costruzione
sotterranea verrà tenuta libera da depositi di materiale vario salvo una
legnaia di dimensioni non superiori al ballatoio. Verso la strada e lungo la
scaletta verrà costruito un parapetto in sasso non più alto di 90 cm verso la
strada e 60 cm verso la scala.
-
Il signor __________ si impegna ad
eliminare il grill che ha iniziato a costruire verso la strada.
-
Il signor __________ e il signor
__________ si impegnano a portare a termine i lavori entro la fine del 1998.
-
Il signor __________ ripristina a
sue spese la scala verso la strada nella situazione in cui si trovava prima
dello spostamento eseguito dal signor __________.
Il signor __________ non solleva
obiezioni riferite al confine in merito a questo intervento;
-
Il signor __________ ritira il
ricorso;
-
Il Tribunale cantonale amministrativo
stralcerà la causa dai ruoli senza spese e senza assegnazione di
ripetibili."
Con sentenza 24
ottobre 1997 il Tribunale cantonale amministrativo ha dichiarato il ricorso
evaso come alla transazione.
C. I
lavori che il ricorrente __________ si era impegnato ad eseguire sono stati eseguiti
soltanto in parte.
Il 20
aprile 2001 il tecnico comunale ha constatato che l'insorgente al posto del previsto
parapetto in sasso stava costruendo un muretto con mattoni BKS, alto 70 cm, sul
quale aveva applicato dei montanti in granito di 45 cm di altezza. Il 30 di
quel mese il municipio gli ha pertanto intimato di sospendere i lavori.
D. a) Il 26
giugno 2001 l'autorità comunale ha esperito un sopralluogo alla presenza dell'interessato
e delle proprietarie del fondo.
In relazione ai lavori previsti dalla
transazione è stato accertato quanto segue:
"1. È stata eseguita una porta larga 90 cm
con a lato un'apertura dim. 30x130 cm chiusa con vetrocemento.
-
Lavori non ancora terminati a causa
della sospensione dei lavori intimata dal municipio
-
A seguito della posa del termine catastale la
griglia deve essere accorciata. Il tubo per le acque meteoriche proveniente da
monte non funziona e causa rigurgito nella griglia; è consigliabile allacciarli
direttamente sul tubo a valle della canaletta.
-
Il ballatoio è stato eliminato tranne
una campata di ca. 200 cm fra il corpo scale e la canna fumaria. Il resto del
ballatoio non verrà ricostruito.
-
Eseguito.
-
Smusso solo in
corrispondenza del tetto __________ e su una lunghezza di ca. 120 cm.
-
Eseguito.
-
Non ancora terminato
a causa della sospensione dei lavori intimata dal municipio.
-
Trasformato in vano
bucalettere.
-
Non rispettato.
-
Eseguito.
b)
Ritenendo che le modifiche apportate fossero di poco conto, accettabili da un
punto di vista estetico, rispettose delle NAPR e non lesive di interessi
pubblici o privati, il 22 ottobre 2001 il municipio ha revocato l'ordine di
sospensione lavori ed ha intimato a __________ di portare a termine le seguenti
opere entro due mesi dall'intimazione della decisione:
-
"chiusura in muratura intonacata e a filo facciata dell'apertura
con vetrocemento eseguita abusivamente a lato della porta di accesso alla
rimessa sotterranea;
-
completamento del piano della soletta sopra la costruzione
sotterranea con la posa di lastre di granito incollate sul betoncino esistente;
-
completamento dell'intonaco del parapetto della terrazza sopra la
costruzione sotterranea, posa delle copertine e delle stanghe nei caracci;
anche la parte di costruzione sotterranea verticale sporgente dal terreno dovrà
essere intonacata."
L'ordine è stato intimato con la
comminatoria dell'esecuzione d'ufficio in caso d'inadempienza e dell'art. 292
CP.
__________ ha impugnato il provvedimento
davanti al Consiglio di Stato.
E. Conformemente
all'impegno assunto con la transazione (punto 3) __________ ha realizzato il
collegamento tra i pluviali della sua casa di abitazione e la canalizzazione
retrostante la casa dell'insorgente. In epoca imprecisata, quest'ultimo ha
tuttavia eliminato il pozzetto e la canalizzazione per l'evacuazione dell'acqua
piovana. Non potendo più defluire, le acque meteoriche si disperdono ora in
superficie, creando disagi agli stabili confinanti.
Preso atto di tale situazione, il 12
novembre 2001 l'autorità municipale ha quindi ordinato a __________ di posare
una nuova canaletta sul sedime di proprietà del vicino __________ per
permettere alle acque di defluire.
__________ ha impugnato anche questa
decisione davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento e
postulando il ripristino dello scarico soppresso da __________.
F. a) Con
giudizio 12 marzo 2002 il Consiglio di Stato ha accolto il primo dei due ricorsi,
annullando la risoluzione 22 ottobre 2001 del municipio e disponendo il rinvio
degli atti all'autorità comunale, affinchè "diffidi inappellabilmente
il signor __________, unitamente alle proprietarie del fondo, a voler
ossequiare alla lettera la transazione giudiziaria conclusa (esplicando tutte
le condizioni in questa contenute che non sono state rispettate) entro un
termine ultimo di 30 giorni a partire dalla crescita in giudicato della
presente sentenza, avvertendo gli obbligati che, in caso di inadempienza, i
lavori saranno eseguiti direttamente dal Comune a spese degli obbligati, e con
la comminatoria dell'applicazione dell'art. 292 CP".
In sostanza, il Governo ha escluso che il
municipio potesse modificare i termini della transazione giudiziale conclusa
davanti al Tribunale cantonale amministrativo. Varianti entrerebbero in
considerazione soltanto in caso di importanti modifiche delle circostanze.
b) Con separata decisione di uguale data, il
Consiglio di Stato ha annullato anche la decisione 12 novembre 2001, con cui il
municipio ha ordinato a __________ di allacciarsi alla canalizzazione del
vicino __________. Gli atti sono stati rinviati all'autorità comunale affinchè
diffidi innappellabilmente __________, unitamente alle proprietarie del fondo,
a ripristinare lo scarico preesistente entro un termine di 15 giorni a partire
dalla crescita in giudicato della sentenza, con la comminatoria dell'esecuzione
d'ufficio in caso d'inadempienza e dell'art. 292 CP.
Accertato che la canalizzazione è stata
chiusa dal ricorrente, l'Esecutivo cantonale ha in sostanza ritenuto che lo
stesso fosse tenuto a ripristinarla.
G. Con
distinti ricorsi __________ deduce ora entrambi i giudizi davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
Riproposta l'eccezione di carenza di legittimazione
passiva, che aveva sollevato invano davanti al Consiglio di Stato con riferimento
alla sua qualità di semplice usufruttuario del fondo, con il primo ricorso (A)
l'insorgente rileva che il municipio ed il Dipartimento del territorio hanno
approvato le opere eseguite in contrasto con il tenore della transazione
conclusa. Non essendo stata inoltrata alcuna domanda di costruzione in tal
senso, l'unica responsabile di eventuali violazioni del diritto sarebbe
l'autorità comunale, alla quale andrebbero addossati gli oneri processuali.
Quanto eseguito, conclude, sarebbe conforme agli impegni assunti in sede di
transazione giudiziale.
Con la seconda impugnativa (B), l'insorgente
sostiene invece che trattandosi di una vertenza di natura civile, il Consiglio
di Stato era incompetente a dirimere la questione. Afferma inoltre di non avere
l'obbligo di tollerare il deflusso sul proprio fondo delle acque provenienti
dalla particella di proprietà di __________.
H. All'accoglimento
delle impugnative si oppongono il Consiglio di Stato e __________, che contesta
succintamente le tesi dell'insorgente. Il municipio si è limitato ad osservare
di aver agito su indicazione dell'autorità cantonale.
Considerato, in
diritto
-
La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli art. 45 e 21
cpv. 1 LE. Le impugnative tempestive (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentate da una
persona legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm) sono ricevibili in ordine e
possono essere evase sulla base degli atti (art. 18 PAmm), con un unico
giudizio (art. 51 PAmm).
-
Giusta
l'art. 27 PAmm, la transazione conclusa davanti all'autorità giudicante ha forza
di sentenza.
Come rettamente rileva il Consiglio di
Stato, la transazione giudiziale si configura come un contratto di diritto amministrativo,
mediante il quale le parti si accordano sulla soluzione di un litigio per mezzo
di concessioni reciproche. Essendo la transazione giudiziale equiparata ad una
sentenza, la sua esecuzione è di principio retta dall'art. 34 PAmm (M. Borghi /
G. Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 27 PAmm, n.
1). L'inadempienza può quindi dar luogo ad un'esecuzione forzata (M. Borghi /
G. Corti, op. cit., ad art. 34 PAmm, n. 1 in fine; B. Knapp, Précis de droit
administratif, IV. ed., n. 1540 seg. in particolare n. 1548). Trattandosi di
pagamento di somme di denaro secondo la LEF, altrimenti mediante esecuzione
d'ufficio a spese dell'obbligato o mediante coercizione diretta (art. 34 cpv. 3
PAmm). Competente ad eseguire le decisioni delle autorità di ricorso è
l'istanza che ha preso il provvedimento impugnato (art. 34 cpv. 2 PAmm).
- Nell'evenienza
concreta, le parti hanno risolto di evadere mediante transazione giudiziale
l'impugnativa interposta da __________ contro la licenza edilizia 6 ottobre
1995, rilasciata in sanatoria dal municipio di __________ a __________ per
opere che questi aveva eseguito nell'ambito del riattamento della casa
d'abitazione di proprietà delle figlie, della quale è usufruttuario. La licenza
edilizia è stata riformata di conseguenza.
Nella misura in cui l'insorgente si è
impegnato ad eseguire alcune opere ed a rettificarne altre che ledevano
soprattutto i diritti di vicinato (sporgenza del tetto), la transazione
stipulata dalle parti ha un valore analogo a quello di una sentenza che conferma
un ordine di ripristino, impartito dal municipio in forza dell'art. 43 LE.
Nella misura in cui un vicino qui resistente ha invece ottenuto il diritto di
allacciarsi alla canalizzazione del ricorrente per immettervi le acque meteoriche,
l'accordo ha il valore di un patto di servitù. Esso è quindi retto dal diritto
privato (servitù di condotta). Si tratta infatti di una concessione, destinata
a favorire il ritiro del ricorso interposto da __________ contro la licenza
edilizia, che non riguarda minimamente l'intervento edilizio promosso dal ricorrente.
-
è in parte venuto meno agli obblighi di rettificare le opere eseguite sul suo
fondo, sanciti dalla transazione che ha stipulato con il vicino. Alcuni degli
interventi previsti non sono stati eseguiti o non sono ancora stati realizzati
in modo conforme alle condizioni della transazione. Il ricorrente versa quindi
in una situazione analoga a quella di un costruttore gravato da un provvedimento
di ripristino, che si rende inadempiente, dando seguito soltanto in parte
all'ordine di demolire o rettificare determinate opere.
Il ricorrente ha inoltre impedito al
resistente di esercitare la servitù di condotta pattuita in sede di transazione
giudiziale.
4.1. Con una prima decisione del 22
ottobre 2001, il municipio ha accertato che i lavori eseguiti dal ricorrente
non erano pienamente conformi alle condizioni della transazione. Ha tuttavia ritenuto
che le modifiche apportate fossero di poco conto, accettabili dal punto di vista
estetico, rispettose delle NAPR e non lesive di interessi pubblici o privati
particolari. Gli ha quindi imposto di eseguire ancora i seguenti lavori:
-
chiusura in muratura intonacata e a filo
facciata dell'apertura con vetrocemento eseguita abusivamente a lato della
porta di accesso alla rimessa sotterranea;
-
completamento del piano della soletta sopra la costruzione sotterranea
con la posa di lastre di granito incollate sul betoncino esistente;
-
completamento dell'intonaco del parapetto della terrazza sopra la
costruzione sotterranea, posa delle copertine e delle stanghe nei carasch;
anche la parte di costruzione sotterranea verticale sporgente dal terreno dovrà
essere intonacata."
La decisione,
impugnata da __________ davanti al Consiglio di Stato, sottointende che,
eseguendo questi interventi, il ricorrente sarebbe da considerare pienamente
adempiente.
4.2. Con
successiva decisione del 12 novembre 2001, l'autorità comunale ha poi imposto
al resistente di allacciarsi al fondo di un altro vicino. Anche questo provvedimento
è stato dedotto davanti al Consiglio di Stato.
- Ricorso A
Con il primo dei due giudizi qui in esame,
il Consiglio di Stato ha annullato la decisione 22 ottobre 2001, rinviando gli
atti al municipio affinchè diffidi inappellabilmente il ricorrente a dare compiutamente
seguito agli impegni assunti con la transazione, rettificando esattamente nei
termini fissati dall'accordo le opere eseguite nell'ambito del riattamento
della casa, di cui è usufruttuario.
5.1. Il giudizio governativo impugnato può
essere senz'altro condiviso nella misura in cui disattende l'eccezione di
carenza di legittimazione passiva, sollevata dal ricorrente per sottrarsi agli
obblighi personalmente assunti con la transazione giudiziale. Nella sua qualità
di usufruttuario, il ricorrente aveva facoltà di disporre del fondo per
eseguire i lavori previsti dalla domanda di costruzione che ha inoltrato al
municipio nel 1995. Era pure abilitato ad assumere gli impegni fissati dalla
transazione che ha dato luogo al presente procedimento. Non può, evidentemente,
pretendere ora di non esser tenuto a darvi seguito.
5.2. Il giudizio censurato può essere
condiviso anche nella misura in cui nega che, eseguendo gli ulteriori
interventi imposti dal municipio, il ricorrente sarebbe da considerare
pienamente adempiente.
In effetti, la transazione imponeva fra
l'altro al ricorrente di:
·
tagliare l'angolo
del tetto che sporge sull'abitazione del resistente ad una distanza di 5 cm
dalla trave salendo in linea retta in direzione del colmo che rimarrà immutato
(punto 6);
il ricorrente
ha soltanto smussato l'angolo su una lunghezza di 120 cm; non ha quindi
adempiuto correttamente l'obbligo assunto.
5.3. La
decisione governativa impugnata va infine confermata nella misura in cui annulla
l'ordine impartito dal municipio al ricorrente di completare l'intonaco del parapetto
della terrazza sopra la costruzione sotterranea, posando le copertine e le stanghe
nei carasch. La transazione prevedeva in effetti di:
·
costruire verso la
strada e lungo la scaletta un parapetto in sasso non più alto di 90 cm verso la
strada e 60 cm verso la scala (punto 8);
il ricorrente
ha iniziato a costruire un parapetto in mattoni BKS alto 70 cm, sormontato da carasch
in sasso alti 45 cm, destinati a sorreggere il parapetto in legno;
il municipio,
con la decisione impugnata dal vicino __________, gli ha imposto di intonacarlo
e di posare le copertine ed il parapetto (stanghe) nei carasch;
la decisione
non può essere confermata, poiché avalla una modifica, che almeno nella misura
in cui ammette l'impiego di mattoni BKS, si scosta palesemente dall'obbligo
fissato dalla transazione.
5.4. Il
giudizio in esame non può invece essere condiviso nella misura in cui nega,
senza alcuna riserva, che gli altri due interventi (chiusura della finestra in
vetrocemento e completamento della soletta), imposti dal municipio, adempiano
gli obblighi assunti dal ricorrente con la transazione. Né può essere condiviso
nella misura in cui nega implicitamente che gli ulteriori interventi attuati
dal ricorrente adempiano le altre condizioni dell'accordo giudiziale.
In effetti, la transazione imponeva al
ricorrente di:
·
ridurre la porta
dell'autorimessa sotterranea alla larghezza di 1 m, chiudendo in muratura la
porzione restante verso la casa ed applicando una porta in legno (punto 1);
il ricorrente ha
ridotto la porta a 90 cm; la differenza di 10 cm rientra nei limiti di una
ragionevole tolleranza; lo scopo della rettifica, da questo profilo, è stato raggiunto;
il ricorrente ha
però realizzato un'apertura di cm 30 x 130 in vetrocemento non prevista dalla
transazione;
il municipio, con
la decisione impugnata dal vicino __________, gli ha imposto di chiuderla con
muratura intonacata; non v'è motivo di annullare questa ingiunzione, che è atta
a perfezionare l'adempimento dell'obbligo fissato dal punto 1 della transazione;
·
completare la
costruzione sotterranea con una copertura in cemento armato ricoperta di lastre
in beola (punto 2);
il ricorrente non
ha ancora terminato il lavoro;
il municipio, con la decisione impugnata dal vicino __________, gli ha
imposto di completare la soletta posando le lastre di granito; trattandosi
anche in questo caso di un'ingiunzione atta a perfezionare l'adempimento
dell'obbligo assunto dal ricorrente, non v'è motivo di annullarla;
·
realizzare il
ballatoio smussando l'angolo in modo che disti al massimo 80 cm dall'angolo
della casa del resistente (punto 4);
il ricorrente ha eliminato il ballatoio tranne una campata di 200 cm
tra la canna fumaria e il corpo scale; ha quindi onorato l'impegno assunto;
·
terminare il corpo
scale intonacando le pareti (punto 5);
il corpo scale è stato portato a termine; la transazione su questo
punto è stata adempiuta;
·
eliminare il grill
che aveva iniziato a costruire verso la strada (punto 9);
il grill è stato eliminato e trasformato in una bucalettere; non v'è
motivo per soffermarsi ulteriormente su questo punto;
·
pulire la canna
fumaria (punto 7);
la canna fumaria è stata pulita;
- 6.1.
Riassumendo, degli otto obblighi (1, 2, 4 - 9), assunti con la transazione, il
ricorrente ne ha adempiuti quattro pienamente (4, 5, 7, 9) e quattro
parzialmente (1, 2, 6, 8):
oggetto
adempimento
1 porta rimessa
parziale
2 copertura costruzione sotterranea
parziale
4 ballatoio
si
5 corpo scale
si
6 sporgenza tetto
parziale
7 canna fumaria
si
8 parapetto
parziale
9 grill
si
La
decisione 22 ottobre 2001 del municipio qui in esame può essere confermata,
siccome conforme al diritto, per quanto riguarda l'adempimento degli obblighi
di cui ai punti 1, 2, 4, 5, 7 e 9 della transazione. Non può invece essere
tutelata, in quanto lesiva del diritto, per quanto riguarda l'adempimento
dell'impegno di cui al punto 8 (parapetto verso la strada), che, a torto, l'autorità
comunale considera conforme alla transazione, rispettivamente dell'obbligo
sancito dal punto 6 (sporgenza del tetto), sul quale il municipio, pure a
torto, sorvola.
6.2. Il primo dei due giudizi del Consiglio
di Stato, che annulla integralmente la decisione municipale e rinvia gli atti all'autorità
comunale affinchè diffidi il ricorrente ad ossequiare alla lettera la
transazione, va quindi riformato, circoscrivendo l'annullamento della decisione
impugnata all'ordine di intonacare il parapetto e limitando il rinvio agli
obblighi della transazione riguardanti la rettifica del tetto (punto 6) e l'esecuzione
del parapetto (punto 8). Entro questi limiti, ritenuto che le contestazioni relative
alla revoca dell'ordine di sospendere i lavori di costruzione del parapetto
sono superate dal presente giudizio, il ricorso A va parzialmente accolto.
- Ricorso B
Con secondo giudizio, il Consiglio di Stato
ha annullato la decisione 12 novembre 2001, con cui il municipio ha ordinato a
__________ di allacciarsi alla canalizzazione di un altro vicino (__________).
Gli atti sono stati rinviati al municipio affinché imponga al ricorrente di
ripristinare la condotta soppressa in ossequio alla transazione 24 ottobre
1997, di cui si è detto a più riprese.
Entrambe le parti hanno onorato gli impegni
assunti al punto 3 della transazione. Il resistente __________, realizzando materialmente
il raccordo con il canale che passa sul fondo del ricorrente __________.
Quest'ultimo, tollerando invece le opere eseguite dal vicino sul suo terreno.
La transazione, su questo specifico punto, è stata pertanto eseguita. Già per
questo motivo, non v'è più alcuno spazio - se mai c'è stato - per un intervento
dell'autorità amministrativa volto ad ottenere l'esecuzione forzata
dell'accordo giudiziale. Non spetta dunque al municipio, ma al giudice civile,
analogamente sollecitato dal resistente, rimuovere semmai l'impedimento
all'esercizio del diritto di servitù frapposto dal ricorrente (art. 737 cpv. 3
CC).
Anche se per motivi diversi da quelli
indicati dal Consiglio di Stato, il giudizio impugnato va pertanto confermato
nella misura in cui annulla l'ordine impartito dal municipio al resistente di
raccordarsi allo scarico del vicino __________. Va per contro annullato nella
misura in cui trasmette gli atti al municipio affinché diffidi __________ a
ripristinare la canalizzazione soppressa.
Entro questi limiti, anche il secondo
ricorso B va parzialmente accolto.
- La tassa
di giustizia è suddivisa fra il ricorrente ed il resistente proporzionalmente
al rispettivo grado di soccombenza. Il ricorrente rifonderà al resistente
un'indennità per ripetibili analogamente commisurata.
Per questi motivi,
visti gli art. 1, 16, 21, 45 LE; 18, 27, 28, 31, 43,
46, 49, 60, 61, 65 PAmm;
dichiara
e pronuncia:
- Il ricorso
A è parzialmente accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 12 marzo 2002 (n. 1173) del
Consiglio di Stato è annullata e riformata nel senso che:
1.2. la decisione 22 ottobre 2001 del municipio
di __________ è:
·
confermata limitatamente all'obbligo di chiudere
l'apertura della finestra in vetrocemento e di completare il piano della
soletta sopra la costruzione sotterranea;
·
annullata limitatamente all'ordine di intonacare
il parapetto della terrazza sopra la costruzione sotterranea.
1.3. gli atti sono rinviati al municipio affinchè
diffidi inappellabilmente il ricorrente, a eseguire il parapetto della terrazza
ed a rettificare il tetto secondo le modalità fissate dai punti 6 ed 8 della
transazione, entro un termine di 60 giorni, con l'avvertenza che, in caso di
inadempienza, i lavori saranno eseguiti direttamente dal comune a sue spese e
con la comminatoria dell'applicazione dell'art. 292 CP.
- Il ricorso
B è parzialmente accolto.
§. Di conseguenza, il dispositivo n. 1.2. della decisione
12 marzo 2002 (n. 1174) del Consiglio di Stato è annullato.
-
La tassa
di giustizia e le spese di fr. 1'200.-- sono poste a carico del ricorrente in
ragione di fr. 800.-- e del resistente per la differenza.
-
Il
ricorrente verserà al resistente fr. 400.-- a titolo di ripetibili.
-
Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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