AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1996.46
Data decisione, Autorità: 10.05.1996, CDT
Incarto n. 80.96.00046
Lugano
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Andrea Pedroli vicecancelliere
statuendo sul ricorso del 29 febbraio 1996
in materia di: IC/IFD 93/94
presentato da:
__________, __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Con decisione del 26 settembre 1994, l' Ufficio di tassazione di __________ notificava ai coniugi __________ , domiciliati a __________ () la tassazione IC/IFD 1993-94, valida per il periodo dal 1° gennaio 1993 al 17 febbraio 1994, durante il quale erano stati domiciliati a __________. Al reddito del lavoro del marito, commisurato in fr. 48'241.– in media annua, conformemente alla dichiarazione fiscale, l'autorità di tassazione aveva aggiunto un reddito d'altra fonte di fr. 100'000.– in media annua. La motivazione allegata alla decisione spiegava trattarsi di un importo aggiunto, in considerazione della sproporzione esistente fra le spese sostenute nel periodo di computo ed i redditi dichiarati.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione con reclamo allo stesso Ufficio, chiedendo una tassazione corretta ed allegando copia di un avviso di accredito bancario, da cui risultava che il signor __________ aveva ricevuto dal signor __________ un importo di fr. 150'000.– in data 16 gennaio 1991. L'autorità di tassazione si rivolgeva allora ai contribuenti, con lettera del 29 novembre 1995, invitandoli a precisare, entro il 20 dicembre, a quale titolo avessero ricevuto l'importo in questione e quale uso ne avessero fatto, allegando l'estratto del conto bancario stesso. Lo scritto si concludeva con l'avvertenza che, in caso di inosservanza dell'invito, l' Ufficio di tassazione avrebbe proceduto ad infliggere loro una multa ed a dichiarare irricevibile il reclamo.
Con scritto del 27 dicembre 1995, __________ precisava che i 150'000 franchi erano stati versati da investitori della Svizzera tedesca, per conto dei quali egli aveva fondato la __________ SA, da lui diretta ed amministrata.
L' Ufficio di tassazione dichiarava irricevibile il reclamo con decisione del 22 gennaio 1996, non essendo stato rispettato il termine attribuito ai reclamanti per produrre la documentazione richiesta.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ contesta la decisione dell'autorità fiscale, chiedendo lo stralcio del reddito d'altra fonte. Fa notare di avere debitamente provato la provenienza dell'importo servito a finanziare la fondazione della __________ SA.
Diritto applicabile
4.1.
Con l'entrata in vigore della nuova legge tributaria, il 1° gennaio 1995, la legge tributaria del 28 settembre 1976 è stata abrogata (art. 324 cpv. 1 LT 1994), anche se rimane applicabile alle tassazioni riferite ai periodi fiscali precedenti l'entrata in vigore della nuova legge, con riserva peraltro delle disposizioni transitorie (art. 324 cpv. 2 LT 1994).
Per quanto attiene ai rimedi giuridici, vi è una disposizione transitoria, la quale prevede che contro le tassazioni notificate prima dell'entrata in vigore della nuova legge sono applicabili i rimedi di diritto e la procedura del diritto precedente (art. 317 LT 1994). Alle decisioni di tassazione notificate a partire dal 1° gennaio 1995, dunque, si applicano le norme in materia di reclamo e di ricorso contenute nella nuova legge tributaria, anche se si tratta di tassazioni relative a periodi fiscali precedenti (Allidi, Procedura, disposizioni penali e diritto transitorio, in: AA.VV., La riforma della legge tributaria, Lugano 1995, pp. 17 e 28).
4.2.
La nuova legge federale sull'imposta federale diretta, da parte sua, si limita a stabilire che «è abrogato il decreto del Consiglio federale del 9 dicembre 1940 concernente la riscossione di un'imposta federale diretta» (art. 201 LIFD), senza che una norma transitoria riservi l'applicazione del diritto previgente alle tassazioni cresciute in giudicato prima del 1° gennaio 1995, data scelta dal Consiglio federale, incaricato dall'art. 221 cpv. 2 LIFD di determinare l'entrata in vigore della nuova legge. Nel diritto amministrativo, d'altronde, vige il principio per cui in materia procedurale si applicano a tutte le questioni pendenti le nuove norme nel procedimento dinanzi all'autorità adìta, a prescindere dal fatto che la fattispecie si sia realizzata prima o dopo l'entrata in vigore della nuova legge (Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, VI ediz., Basilea 1986, p. 106; Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrechts, Basilea 1992, vol. I, p. 127; Moor, Droit administratif, vol. I, II ediz., Berna 1994, p. 171; DTF 113 Ia 412; inoltre CDT n. 80.95.00099 del 28 agosto 1995 in re N. e L. R.).
Le disposizioni procedurali della LIFD trovano pertanto applicazione a tutti gli atti di procedura posti in essere a partire dal 1° gennaio 1995, con la sola eccezione delle norme che si rivelano più svantaggiose per il contribuente (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 515; v. anche StE 1995 B 110 n. 5).
4.3.
Nella fattispecie, la notifica della tassazione risale al 26 settembre 1994 e la procedura di reclamo si è aperta con il gravame del 5 ottobre 1994.
Per l'imposta cantonale, la procedura di reclamo era dunque disciplinata dalle norme procedurali della legge tributaria abrogata.
Quanto all'imposta federale diretta, la richiesta di documentazione inoltrata dall'autorità fiscale al reclamante, in data 29 novembre 1995, menzionava correttamente quale diritto applicabile la nuova legge sull'imposta federale diretta, quale diritto allora già in vigore.
5.1.
Il reclamo deve essere motivato in fatto e in diritto, indicare le prove e contenere una proposta. Se un reclamo non soddisfa questi requisiti, un termine ragionevole é impartito al reclamante per adeguarvisi, con la comminatoria d'irricevibilità (cfr. art. 176 cpv. 1 LT 1976).
L'autorità fiscale non può respingere un reclamo, adducendo l'assenza di documentazione, senza aver soddisfatto questa norma procedurale (cfr. CDT del 4 settembre 1978 in re Ga.; inoltre CDT n. 16 del 29 gennaio 1981 in re G.D.).
Scaduto infruttuoso il termine assegnato, il reclamo è dichiarato irricevibile. Irrilevante è il fatto che il contribuente abbia prodotto la documentazione o parte di essa dopo la scadenza del termine o dopo l'intimazione della decisione su reclamo (cfr. CDT n. 16 del 29 gennaio 1981 in re G.D.).
5.2.
La procedura di reclamo in materia di imposta federale diretta è disciplinata in modo notevolmente diverso dalla nuova legge.
5.2.1.
Il decreto concernente l'imposta federale diretta (DIFD) richiedeva, analogamente alla legge tributaria cantonale, che il reclamo contro la notifica della tassazione indicasse chiaramente le proposte del reclamante, i fatti a sostegno e le prove (cfr. art. 101 cpv. 1 prima frase DIFD). Il reclamante doveva produrre in allegato al reclamo i documenti in suo possesso (cfr. art. 101 cpv. 1 seconda frase DIFD). Reclami generici e non oggettivamente motivati non venivano presi in considerazione (cfr. art. 101 cpv. 2 DIFD).
La circostanza che il contribuente non producesse la documentazione non era comunque di per sè motivo d'irricevibilità del gravame, purché quest'ultimo fosse motivato in fatto e in diritto e contenesse una proposta (cfr. CDT n. 165 del 12 giugno 1987 in re. F.F., cons. 4). Di conseguenza, il mero fatto che il contribuente non producesse i mezzi di prova non giustificava un rifiuto di entrare nel merito del gravame (Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, p. 240).
5.2.2.
Diversamente da quanto previsto dal DIFD, per la LIFD il reclamo non deve neppure più essere motivato (art. 132 LIFD). Tale innovazione è correlata alla semplificazione introdotta nella notificazione della tassazione, in relazione alla quale è stabilito che le modificazioni rispetto alla dichiarazione d'imposta devono essere comunicate al contribuente ma non devono più essere motivate (art. 131 cpv. 2 LIFD). Nel reclamo, è dunque sufficiente che il contribuente manifesti la volontà di impugnare una decisione di tassazione (Zweifel, Verfahrensgrundsätze und Veranlagungsverfahren, in ASA 61 p. 436; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 418 s.).
5.3.
Ne conseguirebbe che, mentre è ineccepibile la decisione dell' Ufficio di tassazione di rifiutarsi di entrare nel merito del reclamo in materia di imposta cantonale, per il fatto che è la stessa legge tributaria a consentire all'autorità di prevedere una comminatoria in tal senso, nella richiesta di informazioni, più discutibile sarebbe la stessa decisione, quando si tratta dell'imposta federale diretta. Infatti, come visto, si giustificherebbe tutt'al più una decisione su reclamo che confermi la tassazione impugnata.
5.4.
Si noti che, secondo il Tribunale federale, la prova dell'inesattezza di una tassazione d'ufficio può essere offerta dal contribuente non solo nella procedura di reclamo, ma anche in quella di ricorso. Infatti, entrambi i rimedi giuridici sono caratterizzati dalla piena cognizione che spetta alle autorità che ne sono investite. Con la, pur tardiva, ripresa della collaborazione da parte del contribuente che si è dapprima lasciato tassare d'ufficio, l'autorità di reclamo o di ricorso può dunque servirsi degli stessi mezzi d'indagine che spettano all'ufficio in sede di tassazione. Della circostanza che il contribuente non abbia ottemperato (tempestivamente) ai suoi obblighi di collaborazione si può tener conto in sede di attribuzione delle spese giudiziarie (RF 44/1989 p. 438).
Quanto all'imposta cantonale, con una sentenza del 1993 (RDAT I-1994 p. 336) la Camera di diritto tributario ha esteso i princìpi vigenti in materia di imposta federale diretta anche all'imposta cantonale, affermando il principio per cui il contribuente può riprendere la collaborazione anche in sede di ricorso. Ciò impone di interpretare la comminatoria di irricevibilità che l'autorità di tassazione inserisce nella richiesta di documentazione che essa indirizza al contribuente, allorché quest'ultimo interpone un reclamo contro la tassazione d'ufficio senza peraltro indicare i mezzi di prova necessari, nel senso che la conseguenza, prospettata per il caso in cui l'invito di produrre la documentazione richiesta venga disatteso, consista non già nella vera e propria dichiarazione di irricevibilità – che precluderebbe la facoltà di ricorrere alla Camera di diritto tributario – bensì in una mera conferma della tassazione impugnata, senza ulteriori atti istruttori. In tal modo, l'autorità di ricorso potrebbe entrare nel merito di un eventuale successivo ricorso, accompagnato dalla produzione di mezzi di prova atti a dimostrare l'inesattezza della tassazione d'ufficio (cfr. anche CDT n. 290 del 12 dicembre 1994 in re R.D., in RDAT I-1995 n. 4t).
5.5.
Se si ammette che il contribuente il quale, avendo rifiutato di collaborare con l'autorità fiscale, si è lasciato sottoporre a tassazione d'ufficio, possa poi riprendere la collaborazione precedentemente negata nel corso della procedura di ricorso, lo stesso varrà, a maggior ragione in un caso come quello in esame, in cui il contribuente ha ottemperato solo parzialmente al proprio obbligo di fornire i chiarimenti richiestigli.
La decisione impugnata, con la quale l' Ufficio di tassazione ha dichiarato «irricevibile» il reclamo del contribuente viene dunque considerata come una decisione di reiezione nel merito.
6.1.
L'imposizione di un reddito d'altra fonte di fr. 100'000.– in media annua è stata decisa dall'autorità fiscale alla luce delle risultanze di una verifica fiscale svolta nel 1994 dall'ispettore dell'Ufficio di tassazione delle persone giuridiche (UTPG) presso la __________ SA di __________, ditta amministrata dal ricorrente. Nel citato rapporto, infatti, si rilevava che la disponibilità di denaro di quest'ultimo era insufficiente a far fronte alle spese di una famiglia di tre persone, nel biennio 1991/92. A ciò doveva ancora aggiungersi il problema del finanziamento, da un lato, dell'acquisto del goodwill e dell'inventario della ditta stessa e, dall'altro, dell'aumento di capitale della società.
Sulla base di tali indicazioni, l' Ufficio di tassazione di __________ ha effettuato un calcolo del dispendio, aggiungendo alle spese già considerate dall'ispettore dell'UTPG un ulteriore importo di fr. 150'000.–, per l'acquisto del goodwill (fr. 80'000.–) e dell'inventario (fr. 20'000.–) e per l'aumento del capitale sociale (fr. 50'000.–).
Con il reclamo del 5 ottobre 1994, il contribuente ha tuttavia prodotto copia di un avviso di accredito bancario di fr. 150'000.-. Da tale documento risulta che, in data 16 gennaio 1991, il ricorrente ha ricevuto dal signor __________, domiciliato nel Canton __________, un importo di fr. 150'000.–. Per meglio chiarire la provenienza e la destinazione di tale somma di denaro, l' Ufficio di tassazione ha chiesto al signor __________ un estratto del conto bancario utilizzato per il versamento citato ed ulteriori informazioni circa l'impiego dei 150'000 franchi.
Non avendo ricevuto risposta nel termine attribuito al reclamante, l'autorità di tassazione ha confermato la decisione impugnata, rifiutandosi in tal modo di considerare l'esistenza del debito con il signor __________.
6.2.
Secondo l'art. 33 LT 1976 il reddito di un contribuente deve corrispondere almeno al tenore di vita suo e delle persone al cui sostentamento provvede.
Tocca al contribuente provare come egli abbia sopperito alle spese determinate dal suo tenore di vita facendo capo al consumo di redditi non imponibili o di sostanza (art. 33 cpv. 2 LT 1976).
Questa Camera, per costante giurisprudenza, ha quindi sempre considerato legittimo integrare i redditi dichiarati dal contribuente con un reddito d'altra fonte fino a un valore che corrisponda al suo tenore di vita, nel caso in cui i redditi dichiarati apparissero manifestamente insufficienti al mantenimento del contribuente e della sua famiglia (cfr.sent. CDT n. 67 del 22 febbraio 1983 in re R.; sent. CDT n. 105 del 19 aprile 1983 in re Z.).
6.3.
La Camera di diritto tributario ha nuovamente rivolto al ricorrente l'invito a produrre la documentazione richiestagli dall' Ufficio di tassazione, attribuendogli un termine improrogabile di dieci giorni.
In data 25 marzo 1996, il ricorrente ha trasmesso alla Camera due scritti del creditore __________:
• un conteggio degli interessi scaduti il 15 gennaio 1992, cioè un anno dopo la stipula del contratto di mutuo;
• una lettera del 26 febbraio 1993, con cui __________ chiede a __________ il rimborso della somma prestata e della seconda e terza rata di interessi, per complessivi fr. 168'437.50.
Di fronte a simili documenti, la Camera ha chiesto alla Divisione delle contribuzioni di accertare presso l'autorità di tassazione competente se il signor __________ abbia dichiarato l'esistenza del credito in questione. L' Ufficio di tassazione di __________ (__________) ha confermato, in data 11 aprile 1996, che __________ aveva dichiarato l'esistenza, il 1° gennaio 1993, di un credito di fr. 150'000.– nei confronti di __________, ed aveva pure indicato l'avvenuto incasso degli interessi di fr. 15'000.– nel corso del 1991.
Tali accertamenti permettono di modificare la tassazione impugnata come segue:
a) in primo luogo, ai debiti privati esistenti il 1° gennaio 1993 si aggiunge un importo di fr. 150'000.–;
b) in secondo luogo, le deduzioni vengono incrementate di fr. 15'000.– (fr. 7'500.– in media annua), corrispondenti agli interessi passivi pagati;
c) infine, deve essere rivisto il calcolo del dispendio:
1991
1992
salario
61'083
35'400
affitto locale a SA
5'400
prelevamento
1'500
– oneri sociali
– 1'317
– premi assicurativi
– 4'575
– 5'110
– affitto
– 24'400
– 24'400
– imposte
– 3'000
– 26'603
– interessi passivi a
– 15'000
differenza
12'791
– 13'813
Come si vede, le uscite nel biennio superano le entrate, prima ancora di considerare le spese per il sostentamento della famiglia. Per queste ultime si prendono in considerazione le indicazioni contenute nelle tabelle dei minimi di esistenza agli effetti del diritto delle esecuzioni, redatte periodicamente dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello: in base alle tabelle del 1° luglio 1990 e del 1° aprile 1992, appare adeguata un'aggiunta di fr. 1'200.– mensili per i coniugi e di fr. 170.– per la figlia. Ne risulta un importo di fr. 16'440.– in media annua. In tale somma non rientrano, tuttavia, spese per vacanze né per il mantenimento di automobili o per l'acquisto di beni voluttuari.
Appare pertanto più che prudenziale l'aggiunta di un reddito d'altra fonte di fr. 20'000.– in media annua.
Il ricorso è dunque parzialmente accolto. Nell'attribuzione della tassa di giustizia e delle spese deve comunque essere tenuto presente il fatto che il ricorso alla Camera è stato determinato in gran parte dalla mancata collaborazione del contribuente con l'autorità di tassazione. Proprio per casi come questo la legge stabilisce espressamente che la tassa di giustizia e le spese di procedura davanti alla Camera di diritto tributario sono poste totalmente o parzialmente a carico del ricorrente vincente se questi, conformandosi agli obblighi che gli incombevano, avrebbe potuto ottenere soddisfazione già nella procedura di tassazione o di reclamo oppure ha ostacolato con raggiri l'inchiesta della Camera (art. 231 cpv. 2 LT 1994; cfr. anche art. 185 LT 1976 e 144 cpv. 2 LIFD).
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD, 185 LT 1976 e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
§ Di conseguenza, la decisione su reclamo del 22 gennaio 1996 è riformata nel senso che il reddito d'altra fonte è ridotto a fr. 20'000.– e sono ammessi in deduzione un importo di fr. 150'000.– dalla sostanza (debiti privati) e di fr. 7'500.– dal reddito (interessi passivi privati).
a. nella tassa di giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 380.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994, art. 184 cpv. 3 LT 1976).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
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