AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1997.32
Data decisione, Autorità: 23.07.1997, CDT
Incarto n. 80.97.00032
Lugano 23 luglio 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
Il segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 17 febbraio 1997
in materia di: IC/IFD 95/96
presentato da:
__________, __________ di __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
La comunione ereditaria era proprietaria, tra l'altro, di due beni immobili, la part. n. __________ RFP di __________ (abitazione, portico, stalla e giardino, di complessivi mq 877) e la part. n. __________ RFP di __________ (apiario e prato, di complessivi mq 4680).
In virtù del contratto di divisione ereditaria a __________ veniva attribuita la part. n. __________ di __________ e la part. n. __________ RFP di __________, di complessivi mq 185, costituita mediante frazionamento della part. n. __________ e, meglio, distaccando da quest'ultima la stalla, il portico e il giardino). La parte residua della part. n. __________, di complessivi mq 692, veniva attribuita a __________, che concedeva alla madre un diritto d'abitazione vita natural durante sull'appartamento al piano terreno e una servitù d'uso di un posto macchina.
Quale contropartita per l’attribuzione in proprietà esclusiva dell'abitazione, __________ si assumeva l'intero onere ipotecario di fr. 80'300.-- gravante la part. n. __________ prima del frazionamento e si impegnava a versare a ognuno degli altri tre membri della comunione ereditaria, la madre __________, il fratello __________ e la sorella __________ un importo di fr. 72'500.-- ciascuno. __________, dal canto suo, pagava agli altri tre membri fr. 5'000.-- ciascuno per l'attribuzione della part. n. __________ di __________, nata dal frazionamento della part. n. __________ e la part. n. __________ di __________. Per la concessione del diritto d'abitazione sull'appartamento al piano terreno della part. n. __________ di proprietà della figlia __________ e della servitù personale d'uso di un posteggio, __________ si impegnava a versare alla figlia un importo mensile di fr. 400.--.
(reddito 1993 fr. -.- + reddito 1994 fr. 6'000.--) x 8/12 = fr. 4'000.–
(cfr. notifica della tassazione IC/IFD 1995-96 del 18 dicembre 1995).
L'esposizione del reddito d'altra fonte di fr. 2'000.-- di media annua è poi stata confermata in sede di reclamo, con decisione del 27 gennaio 1997, in cui si argomenta che a norma delle disposizioni previste dagli art. 21 cpv. 2 LT e 22 cpv. 3 DIFD il valore locativo, in presenza di un diritto d'abitazione acquistato a titolo oneroso, è imponibile nella misura del 60%.
Sia l'Amministrazione federale delle contribuzioni sia la Divisione cantonale delle contribuzioni chiedono nelle loro ispettive osservazioni del 6 maggio 1997 rispettivamente del 10 giugno 1997 la reiezione del ricorso. Degli argomenti sviluppati dalle autorità fiscali federali e cantonali verrà detto in seguito, per quanto necessario.
Secondo gli articoli 21 cpv. 1 lett. b LIFD e 20 cpv. 1 lett. b LT 1994 è imponibile il valore locativo di immobili o di parti di essi che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito.
Gli articoli 22 cpv. 3 LIFD e 21 cpv. 3 LT 1994 dispongono invece che i proventi da rendite vitalizie e altri proventi periodici da diritti d'abitazione, usufrutti o vitalizi sono imponibili nella misura del 60 per cento se le prestazioni su cui poggia la pretesa sono state fornite esclusivamente dal contribuente. Le stesse norme precisano poi che alle prestazioni del contribuente sono equiparate le prestazioni dei congiunti e che lo stesso vale per le prestazioni di terzi se il contribuente ha acquisito la pretesa per devoluzione d'eredità, legato o donazione.
4.2.
È evidentemente importante stabilire quali casi di usufrutto e di abitazione rientrino nel campo di applicazione delle due diverse disposizioni legali, giacché a dipendenza di tale delimitazione si decide se il valore di un usufrutto o di un diritto di abitazione debba sottostare all'imposizione integrale oppure ad un'imposizione limitata al 60%.
4.3.
È allora opportuno ricordare quale sia la ratio dell'imposizione agevolata dei redditi da fonte previdenziale.
Fino al 1954 l'imposta federale diretta (allora imposta per la difesa nazionale) prevedeva l'imposizione integrale delle rendite presso il beneficiario e la deduzione dal reddito imponibile del debitore. Con l'entrata in vigore del decreto federale concernente l'esecuzione dell'ordinamento finanziario per gli anni dal 1955 al 1958 (RU 1954 pag. 1376), che ha introdotto nel Decreto concernente l'imposta federale diretta il nuovo art. 21bis, si è però voluto alleggerire l'onere fiscale sugli introiti derivanti da assicurazioni di rendite e di capitali non suscettibili di riscatto (cfr. la circolare del giugno 1955 emanata dell'Amministrazione federale delle contribuzioni, in: ASA 23 pag. 514 segg.). Lo sgravio è stato voluto per evitare che i contribuenti, una volta maturato il diritto alla rendita, si trovassero a pagare appieno l'imposta sul reddito per entrate assimilabili in parte più o meno grande, dal profilo economico, a rimborsi di capitale (FF 1954 pag. 853 in fondo; art. 21bis DIFD; cfr. STF del 15 giugno 1990 in re S. SA; Känzig, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. I, Basilea 1982, pp. 347 ss. e 476 s.).
Nel progetto di nuova legge sull'imposta federale diretta, presentato nel 1983, il Consiglio federale aveva però suggerito di abbandonare il sistema descritto a favore del c.d. "sistema vodese", consistente nella deduzione integrale di premi e contributi e nell'imposizione integrale delle rendite (Zuppinger/Böckli/Locher/Reich, Steuerharmonisierung, Berna 1984, p. 84 s.). Il Parlamento ha peraltro preferito ritornare al sistema tradizionale dell'imposizione di quella parte di ogni rendita che si presenta quale vero e proprio reddito (art. 22 cpv. 3 LIFD, art. 7 cpv. 2 LAID). Il legislatore ticinese si è adeguato a tale decisione del legislatore federale.
4.4.
Dunque, le nuove legislazioni federale e cantonale sull'imposta sul reddito prevedono che le rendite da fonti previdenziali siano imposte solo nella misura di 3/5, a condizione però che «le prestazioni su cui poggia la pretesa [siano] state fornite esclusivamente dal contribuente». Proprio perché i premi e i contributi non sono a carico del solo beneficiario, non rientrano nel campo di applicazione di tali disposizione né le rendite AVS/AI né le prestazioni delle istituzioni di previdenza professionale; al contrario, le stesse leggi prevedono per tali redditi l'imposizione integrale (art. 22 cpv. 1 LIFD e art. 21 cpv. 1 LT 1994). Per il 1° e il 2° Pilastro vige peraltro il principio della deducibilità integrale dei contributi.
4.5.
L'aspetto più innovativo della nuova disciplina legislativa delle rendite è rappresentato dall'estensione del suo ambito di applicazione: la regola dell'imposizione agevolata è ora applicabile, oltre che alle vere e proprie rendite previdenziali, anche ai diritti di abitazione ed agli usufrutti. È vero infatti che la natura giuridica di tali diritti differisce sostanzialmente da quella della rendita vitalizia, se solo si pensa che quest'ultima ha un mero carattere obbligatorio e si fonda su un contratto, mentre l'usufrutto e l'abitazione sono diritti reali limitati; tuttavia, dal punto di vista economico, presentano tali analogie da giustificare un uguale trattamento fiscale. Al momento in cui viene costituito l'usufrutto (o il diritto di abitazione) su un immobile, infatti, il diritto di utilizzarlo viene trasferito ad un terzo per un certo lasso di tempo, durante il quale al proprietario resta solo la «nuda proprietà». Il valore dell'immobile diviene allora molto inferiore per il proprietario, mentre il diritto che è attribuito all'usufruttuario assume un vero e proprio valore patrimoniale. La suddivisione del valore dell'immobile, operata al momento della costituzione, non rimane costante, ma evolve continuamente: col trascorrere degli anni, tende a spostarsi nuovamente in direzione dello stato primitivo. La nuda proprietà tende così a perdere la sua iniziale "nudità", mentre il diritto d'uso dell'usufruttuario perde progressivamente valore (Locher, Besteuerung von Renten und rentenähnlichen Rechtsverhältnissen in der Schweiz, in SJZ 87/1991 pp. 185 e 188-191).
4.6.
In quali casi dunque il diritto di usufrutto e quello di abitazione sarebbero assoggettati all'imposizione agevolata prevista dagli articoli 22 cpv. 3 LIFD e 21 cpv. 3 LT? Non sempre, ovviamente, poiché altrimenti si vuoterebbe di significato la disposizione di cui agli articoli 21 cpv. 1 lett. b LIFD e 20 cpv. 1 lett. b LT 1994, secondo cui è imponibile il valore locativo di immobili o di parti di essi che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito. Proprio quest'ultima precisazione («usufrutto ottenuto a titolo gratuito») permette di identificare il discrimine tra i campi di applicazione delle due diverse discipline: l'imposizione al 100% sarà riservata agli usufrutti ottenuti a titolo gratuito, mentre quella al 60% varrà per gli usufrutti ottenuti a titolo oneroso (cfr. Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, pp. 90 s. e 96; di diverso avviso Locher, op. cit., p. 209).
Nel caso in esame, la ricorrente faceva parte con i figli __________, __________ e __________ della comunione ereditaria fu __________, che è stata sciolta il 7 aprile 1993.
In quell'occasione, la part. n. __________ RFP di __________, dopo frazionamento, veniva attribuita a __________, che si assumeva l'intero onere ipotecario e il versamento di un importo di fr. 72'500.-- a ciascuno degli altri tre membri dell'invisa, cioè alla madre e agli altri due fratelli. Contestualmente __________ concedeva alla madre __________ un diritto d'abitazione vita natural durante sull'appartamento al piano terreno e una servitù d'uso di un posto macchina contro un canone mensile di fr. 400.--.
In discussione è il trattamento fiscale del diritto di abitazione e del relativo canone.
5.2.
L'usufrutto e il diritto di abitazione possono essere concessi a titolo gratuito o a titolo oneroso.
Il corrispettivo per la costituzione di un usufrutto a titolo oneroso è rappresentato perlopiù da una prestazione unica, più raramente da prestazioni periodiche.
5.3.
Esprimendosi in un recente giudizio sull'usufrutto a titolo gratuito, questa Camera (CDT n. ..__________ dell' 11 ottobre 1996 in re L. e B. Da.) ha rilevato che, nel caso dell'usufrutto gratuito, bisogna distinguere due eventualità:
• il diritto reale può essere attribuito gratuitamente ad una persona che fino ad allora non aveva alcun diritto: non vi è allora alcun trasferimento di proprietà dell'immobile gravato;
• oppure il proprietario può riservarsi il diritto reale al momento in cui trasferisce – a titolo gratuito o oneroso – la proprietà dell'immobile.
Se, nella prima ipotesi, la gratuità dell'usufrutto è pacifica, nel secondo questa Camera ha stabilito che il proprietario, che si riserva un usufrutto o un' abitazione al momento in cui trasferisce - a titolo gratuito o oneroso - la proprietà di un immobile, non acquista un diritto reale a titolo oneroso. Infatti, al momento del trasferimento, l' immobile è già gravato dall' usufrutto o dal diritto di abitazione, sicché il proprietario che aliena l' oggetto non trasferisce all' acquirente il diritto reale che egli stesso si è riservato. Secondo la giurisprudenza di questa Camera, è dunque imponibile al 100% il valore di un usufrutto che un padre si è riservato al momento di donare la casa ai figli (CDT n. ..__________ dell' 11 ottobre 1996 in re L. e B. Da., consid. 5).
5.4.
Nel presente caso, invece, il problema, anche se presenta talune analogie con la fattispecie precedentemente giudicata da questa Camera, è quello del diritto d'abitazione a titolo oneroso, poiché la ricorrente ha pattuito il diritto d'abitazione con la figlia __________ contro il versamento di un canone mensile di fr. 400.--.
__________ non si è infatti riservata, come nel caso precedentemente giudicato da questa Camera il diritto d'abitazione, ma lo ha pattuito solo dopo lo scioglimento della comunione ereditaria, dopo aver ottenuto dalla figlia un compenso di importo identico a quello ricevuto dagli altri suoi due figli.
Assodato che in concreto __________ ha concesso il diritto di abitazione alla madre a titolo oneroso e, meglio, dietro versamento di un importo mensile di fr. 400.-- oltre alle spese normalmente a carico dell’inquilino, si tratta di stabilire se esso rientri nell'ipotesi prevista dall'art. 22 cpv. 3 LIFD e l'art. 21 cpv. 3 LT, vale a dire se esso debba essere imposto nella misura del 60%.
6.2.
Orbene, come si è detto, il corrispettivo per la costituzione di un usufrutto a titolo oneroso è rappresentato di regola da una prestazione unica, più raramente da prestazioni periodiche.
In caso di attribuzione di un diritto di abitazione a titolo oneroso mediante pagamento di una prestazione unica – evenienza che per altro non è data nel caso in esame – la situazione risulta chiara e non dà luogo a discussione. Attenzione differenziata merita invece la seconda ipotesi. Occorre in altre parole chiedersi se ogni pagamento periodico dia luogo a imposizione giusta i citati articoli 22 cpv. 3 LIFD e 21 cpv. 3 LT.
6.3.
La risposta va cercata nella ratio della norma.
Come già ricordato al consid. 4.3 l'alleggerimento dell'onere fiscale sugli introiti derivanti da assicurazioni di rendite e di capitali non suscettibili di riscatto era stato voluto, vigente il DIFD, per evitare che i contribuenti, una volta maturato il diritto alla rendita, si trovassero a pagare appieno l'imposta sul reddito per entrate assimilabili in parte più o meno grande, dal profilo economico, a rimborsi di capitale.
La LIFD ha confermato tale ordinamento. Infatti il Parlamento, contrariamente all'avviso dell'Esecutivo federale, ha inteso continuare a imporre quale reddito solo quella parte di ogni rendita che si presenta quale vero e proprio reddito (art. 22 cpv. 3 LIFD, art. 7 cpv. 2 LAID).
6.4
Se ne deve necessariamente dedurre che la prestazione periodica fornita per ottenere il versamento di una rendita vitalizia o del provento periodico da diritto d'abitazione deve precederla. In altre parole, la componente di capitale, che viene rimborsata con il versamento della prestazione periodica, deve già essere stata corrisposta (Agner/Jung/Steinmann, op. cit., p. 96).
6.5.
Orbene, nel caso in esame questa Camera non intravede alcuna componente di rimborso del capitale nel versamento mensile di fr 400.-- da parte della ricorrente alla figlia __________ per l’appartamento di due locali, cucina e servizi sito a pianterreno dell’abitazione di __________.
L’argomento sviluppato dall’AFC nelle proprie osservazioni del 6 maggio 1997 non convince. Vero è che __________ faceva parte con i tre figli della comunione ereditaria del defunto marito e che come tale era proprietaria comune del bene di . Il che potrebbe far ritenere che essa si sia riservata un diritto d’abitazione vita natural durante sull’appartamento sito a pianterreno della casa di __________ e quindi far apparire la presente fattispecie analoga a quella già decisa da questa Camera in CDT n. .. dell’ 11 ottobre 1996.
Questa interpretazione non convince, poiché, come già si è rilevato, __________ è stata estromessa dalla comunione ereditaria, al pari degli altri due figli __________ e __________, ricevendo significativamente da __________ il medesimo importo e non un importo ridotto, in cui fosse stato computato il valore del diritto d’abitazione. Dal contratto di divisione ereditaria non risulta che per la concessione del diritto d’abitazione da parte della figlia alla madre vi siano stati compensi in capitale.
In simili condizioni, questa Camera ritiene che la reale situazione è quella descritta dalla ricorrente. Dopo essere stata liquidata dalla figlia, essa ha continuato ad abitare nell’appartamento sito al pianterreno della casa di __________ pagando il canone di locazione e le relative spese. In questo contesto, non sono ravvisabili nelle prestazioni periodiche delle componenti di rimborso di capitale. Per la ricorrente il diritto d’abitazione iscritto a RF costituisce, una garanzia supplementare, di natura reale.
6.6.
Come afferma Känzig, anche se con riferimento all’art. 21 cpv. 1 lett. b DIFD, “das Wohnrecht kann auf einem entgeltlichen Rechtsgeschäft beruhen. Dann liegt ihm ein Mietvertrag zu Grunde”, con la conseguenza che “der Grundeigentümer hat die Leistungen des Wohnberechtigten als Einkommen aus unbeweglichem Vermögen zu versteuern” e che “für den Wohnberechtigten stellt der Mietwert der Wohnung kein Einkommen dar, weil er für ihn - wie der Mietwert einer gemieteten Wohnung für den Mieter - kein Reinvermögenszugang ist” (Känzig, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 308).
A conclusione analoga nella sostanza, ma decisamente meno praticabile dal profilo concreto giunge anche Ruf, che considera
imponibile al proprietario la prestazione periodica e al titolare del diritto il valore locativo, ritenuto che egli potrà nondimeno dedurre il canone periodicamente versato al proprietario, come pure le spese di gestione e manutenzione (cfr. Ruf, Die wehrsteuerrechtliche Behandlung des Wohnrechtes, in ASA 49 p. 409 e s.).
Locher, dal canto suo, considera che un diritto d'abitazione contro prestazioni periodiche abbia sempre alla base un contratto di locazione e che pertanto, in linea di principio, basterebbe l'annotazione del negozio obbligatorio a RF (art. 261b cpv. 1 CO; art. 71 cpv. 1 ORF; Lachat/Micheli, Le nouveau droit de bail, Losanna 1992, p. 304 e s.) per ottenere gli stessi effetti senza dover procedere alla costituzione della servitù personale (cfr. Locher, op. cit., p. 187).
6.7.
In simili condizioni, il reddito d’altra fonte di fr. 2’000.– di media annua esposto alla ricorrente va stralciato. Il reddito della sostanza derivante dalla locazione, assistita da diritto d’abitazione, dell’appartamento di due locali al pianterreno della casa di __________ va integralmente esposto – come d’altronde risulta essere avvenuto – alla proprietaria dell’immobile.
6.8.
A titolo del tutto abbondanziale si vuol rilevare che nella partita fiscale dei coniugi __________ ed __________, presa visione del contratto di divisione ereditaria prodotto da __________, l' Ufficio di tassazione ha adottato la medesima soluzione cui è giunta nel presente giudizio questa Camera, imponendo alla proprietaria l'intero canone di locazione incassato dal 1° maggio al 31 dicembre 1994 (fr. 3'200.--) in media annua (fr. 1'600.--).
6.9.
La fondatezza di tale soluzione - sia rilevato a titolo ancor più abbondanziale - risulta indirettamente confermata dal fatto che, se __________ dovesse rinunciare al diritto d'abitazione e continuare ad abitare il proprio appartamento quale inquilina della figlia, la soluzione non potrebbe essere se non la stessa cui è giunta questa Camera, con l'ulteriore avvertenza che la rinuncia per così dire anticipata al diritto d'abitazione non farebbe nascere nessuna pretesa di restituzione verso la figlia proprietaria dell'immobile, poiché per l'acquisto del diritto non è stata versata alcuna controprestazione in capitale.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
§ Di conseguenza, la decisione su reclamo del 27 gennaio 1997 è riformata nel senso che è stralciato il reddito d’altra fonte di fr. 2’000.-- di media annua.
Non si prelevano né tassa di giustizia né spese.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
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