AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1997.51
Data decisione, Autorità: 24.04.1997, CDT
Incarto n. 80.97.00051
Lugano 24 aprile 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
Il segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 25 febbraio 1997
in materia di: IC/IFD 95/96
presentato da:
__________, __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Nella tassazione IC/IFD 1995-96 l’ Ufficio di tassazione di __________, dopo aver esaminato la documentazione contabile prodotta, esponeva d’ufficio a __________ un reddito aziendale di fr. 60’000.-- di media annua, a fronte di un reddito dichiarato di fr. 44’000.-- (cfr. notifica della tassazione del 21 ottobre 1996).
Con tempestivo reclamo del 7 novembre 1996 il contribuente contestava la valutazione effettuata dall’ Ufficio di tassazione e chiedeva la riduzione del reddito aziendale a fr. 44’000.--, come a dichiarazione.
Con decisione del 31 gennaio 1997 l’ Ufficio di tassazione confermava il reddito aziendale esposto al contribuente, aumentando tuttavia la deduzione in materia di IC per oneri passivi da fr. 2’400.-- a fr. 3’264.-- e concedendone una ulteriore per contributi di legge di fr. 6’000.--, con conseguente diminuzione del reddito imponibile da fr. 57’600.-- a fr. 50’736.-- per l’ IC. L’imponibile IFD, tenuto conto delle deduzioni ammissibili in quel contesto, veniva pure ridotto da fr. 58’050.-- a fr. 52’700.--.
L’ Ufficio di tassazione lamenta la carenza di documentazione presentata dal contribuente, segnatamente il carattere approssimativo del resoconto prodotto, come pure l’inclusione nelle spese aziendali di costi privati (cassa malati privata, premi previdenza vincolata, affitto privato, acquisto autovettura, viaggi di studio). Ciò non avvalorerebbe, secondo l’UT, le tesi esposte nel reclamo.
Con il presente tempestivo ricorso __________ contesta la decisione su reclamo dell’ Ufficio di tassazione considerandola ingiusta, in quanto non terrebbe conto degli effettivi guadagni realizzati nel biennio.
4.1
Sia l’art. 130 cpv. 2 LIFD sia l’ art. 204 cpv. 2 LT consentono all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. La legge precisa ancora che l’autorità deve effettuare una «valutazione coscienziosa».
La tassazione d’ufficio sostituisce quella ordinaria, che si fonda su di un esauriente accertamento dei fatti. La valutazione cui procede l’autorità fiscale si basa invece su considerazioni di verosimiglianza, il più possibile vicine alla verità (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 92 DIFD, p. 163).
I presupposti, in presenza dei quali si procede ad una tassazione per apprezzamento, sono stati definiti, sia dal legislatore federale sia da quello cantonale, in conformità alla giurisprudenza del Tribunale federale relativa all’abrogato Decreto concernente l’imposta federale diretta (DIFD) del 1940 (cfr. DTF 106 I b 314; STF II Corte di diritto pubblico del 5 settembre 1984 in re D. Me. cons. 3 a, non pubblicata).
La tassazione d’ufficio può quindi intervenire anche al termine della procedura d’accertamento, quando non sono chiariti o rimangono incerti i fatti essenziali per la determinazione degli elementi imponibili e quando i dati forniti dal contribuente sono insufficienti, oppure non suffragati o suffragati in modo non convincente da validi documenti probatori (cfr. Rep. 1984 p. 92, cons. 4 a).
Condizione imprescindibile per intraprendere una tassazione per apprezzamento è dunque l’incertezza delle circostanze di fatto, sia che essa sia determinata da una insoddisfacente collaborazione del contribuente sia che abbia un’altra causa, come per esempio l’inosservanza degli obblighi di collaborazione di un terzo obbligato (Zweifel, op. cit., p. 129; Känzig/Behnisch, op. cit., n. 9 ad art. 92 DIFD, p. 166).
4.2
Il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (cfr. art. 132 cpv. 3 LIFD; art. 204 cpv. 1 LT).
La nuova legge esige quindi che il contribuente provi la “manifesta inesattezza” della tassazione e che motivi il reclamo. Con ciò il legislatore ha introdotto nella legge un’inversione dell’onere della prova (Weidmann/ Grossmann/Zigerlig, Wegweiser durch das sanktgallische Steuerrecht, 4a ediz., Berna 1987, pp. 130 e 254; Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung, cit., p. 139; Richner/Frei/Weber/Brütsch, Zürcher Steuergesetz - Kurzkommentar, Zurigo 1994, n. 10 ad § 90 LT-ZH, p. 510). Per contestare con successo una tassazione d’ufficio, occorre, in altri termini, che siano rimosse le condizioni che l’avevano determinata, cioè le difficoltà nell’indagine per l’autorità di tassazione o l’incertezza circa i fatti. È necessario, in particolare, che il contribuente ponga in essere gli atti di collaborazione trascurati in precedenza. Se tale esigenza è adempiuta, rinasce anche l’obbligo per l’autorità fiscale di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire il vero.
4.3
Se il contribuente apporta la prova dell’inesattezza dell’ap-prezzamento effettuato, la tassazione d’ufficio è annullata e deve esserne intrapresa una “ordinaria” (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung, cit., p. 143). La tassazione d’ufficio apparirà infatti in ogni caso “manifestamente inesatta”, se è stato possibile accertare la vera situazione di fatto, nell’ambito della procedura di reclamo (Zweifel, Verfahrensgrundsätze, und Veranlagungsverfahren, in ASA 61, p. 437; Meister, Rechtsmit-telsystem der Steuerharmonisierung – Der Rechtsschutz nach StHG und DBG, Berna/Stoccarda/Vienna 1995, p. 144 s.).
Se invece la prova dell’inesattezza della tassazione non è stata portata, la tassazione d’ufficio rimane in linea di principio in vigore, mentre l’obbligo per l’autorità di tassazione di procedere ad indagini d’ufficio non rinasce. Ciò non toglie, tuttavia, che l’autorità di tassazione, facendo uso del proprio potere di ap-prezzamento, possa sottoporre ad una verifica la tassazione d’ufficio. Alla luce di una simile verifica, condotta sulla base degli atti, una tassazione per apprezzamento apparirà “mani-festamente inesatta”, quando la stima effettuata si sarà rivelata in contrasto coi fatti ed in particolare quando è evidente che essa si fonda su basi, su metodi o su strumenti di valutazione errati o comunque inconciliabili con la situazione del singolo caso (Zweifel, Verfahrensgrundsätze, op. cit., p. 437 s.; Meister, op. cit., p. 145).
Egli non è quindi in grado di dimostrare con altre prove la manifesta inesattezza della valutazione dell’ Ufficio di tassazione di Bellinzona.
La stessa, tutto ben considerato, regge non solo a un esame di merito, ma appare improntata a prudenza. Infatti, se si eliminano dalla distinta del 15 dicembre 1996 relativa alle spese degli anni 1993-94 le spese, cui non può essere riconosciuto carattere aziendale, vale a dire quelle menzionate dall’ Ufficio di tassazione nella motivazione della decisione su reclamo, si raggiunge un importo di ben oltre fr. 35’000.--, che, se aggiunto in media annua al reddito aziendale dichiarata raggiunge e fors’anche oltrepassa l’importo del reddito aziendale esposto in via valutativa al contribuente dall’ autorità fiscale. Correttamente, poi, essa ha concesso la deduzione di quelle spese non aziendali, che la legge consente (oneri assicurativi, contributi di legge).
I compensi, che il ricorrente afferma d’aver versato al suo più stretto collaboratore: quasi fr. 53’500.-- di media annua, rendono a loro volta sostenibile, ancorché in maniera del tutto indiretta, la valutazione del reddito aziendale del titolare, effettuata dall’ Ufficio di tassazione.
Non vi è quindi la prova, nel caso in esame, dalla manifesta inesattezza della valutazione d’ufficio dell’autorità fiscale, né vi sono motivi che in qualche modo possano indurre questa Camera a correggerla.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 200.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 280.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello
Il Presidente: Il Segretario:
Ultimo aggiornamento: 11.06.2026
| Informazioni legali | Requisiti minimi | Contatta il webmaster