AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
90.1999.41
Data decisione, Autorità:
03.05.2000, TPT
Incarto n.
90.1999.00041
Lugano
3 maggio 2000
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale della pianificazione del territorio
composto dai giudici:
Efrem Beretta,
presidente,
Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca
Il segretario
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 2 luglio 1999 di
- __________ __________ __________,
- __________ __________ __________,
__________,
1.,2. avv.
__________. __________, __________ __________,
contro
il decreto 29 marzo 1999 del Gran Consiglio, che
approva il Piano generale della galleria di __________, strada principale
, __________ -
viste le osservazioni 14 settembre 1999 dei
Servizi generali del Dipartimento del territorio e le osservazioni di stessa
data del Municipio di __________;
letti ed esaminati gli atti;
esperiti i necessari accertamenti;
ritenuto
in fatto
a. Con
decreto legislativo del 29 marzo 1999 il Gran Consiglio ha approvato il piano
generale (PG) per la costruzione della galleria di __________, strada
principale , __________ – __________ in territorio di __________ e
__________ __________ /.
Il progetto prevede la costruzione di una galleria bidirezionale lunga 1675 m
sulla strada cantonale , tra il portale sud della galleria di
circonvallazione di __________ e la zona chiamata __________ __________ in
territorio di __________ __________ /.
Il PG è stato pubblicato presso le cancellerie dei due comuni dal
____________________ al __________ __________ 1999.
b. Preso atto
che il portale ovest verrà a posizionarsi a meno di 100 m dall’Albergo
__________, i proprietari __________ __________ e __________ __________
__________ insorgono in questa sede contro il PG sollevando una serie di
censure che vanno dalla denuncia di inesattezza e incompletezza degli
accertamenti, segnatamente dello studio di impatto ambientale (EIA), che lascia
planare ambiguità e incertezze sugli effetti negativi che l’opera avrà
sull’attività dell’albergo e sulla stessa possibilità di continuarne
l’esercizio, in particolare nella fase di cantiere del progetto,
all’insufficienza, deducibile già dagli scarsi atti pubblicati, delle misure
previste per attenuare le ricadute ambientali ed economiche dell’intervento.
”Sussisterebbe … un abuso di apprezzamento, in particolare all’impatto
dell’opera sull’Albergo __________. La gravita della situazione in cui verrà a
trovarsi questo complesso alberghiero si può desumere unicamente estrapolando
dai diversi atti alcuni fatti incontestabili, senza però che l’Autorità
Cantonale si sia preoccupata di affrontare in modo chiaro questo elemento
importante, che è in diretta connessione con l’opera.” (ric. pag. 7)
Carenze messe in evidenza dall’analisi critica”, studio commissionato
dai ricorrenti allo studio d’ingegneria __________ __________, Preonzo e
rassegnato il 10.6.1999, integrato da una nuova proposta che postula il
prolungamento di ca. 280 m della galleria e presenta il relativo progetto (variante
alternativa).
I ricorrenti chiedono in via principale l’adozione di questa variante; in
via subordinata che il __________ venga completato indicando le immissioni
foniche provocate dall’opera nella fase di cantiere, con menzione e rappresentazione
dettagliata dei limiti di immissione relativi ai tre stadi: “zero”
(senza opera), iniziale e infine futuro (opera in esercizio).
Dovrà pure essere trattato e descritto in modo esauriente il “coinvolgimento
nel cantiere” dell’Albergo __________, con una presa di posizione sulla sua
eventuale chiusura durante i lavori.
Protestate spese e ripetibili.
c. Nelle sue
osservazioni il Comune di __________ __________ /__________ definisce eccessivi
i timori esternati dai ricorrenti e infondata la critica di imprecisione degli
accertamenti, adeguati alle esigenze di un EIA di prima fase.
Largamente esagerato, poi, l’assunto ricorsale che i disturbi provocati dal
cantiere affliggeranno l’albergo per un periodo di 5 – 6 anni.
Il Municipio conviene per contro coi ricorrenti sulla necessità, ribadita con
fermezza, di limitare nella misura del possibile le immissioni. I piani,
silenti in proposito, devono essere completati.
d. Il
Consiglio di Stato respinge nelle sue osservazioni le critiche ricorsali.
Il PG pubblicato fornisce le indicazioni richieste con un grado di precisione
ed esaustività confacente a questa fase progettuale. “In concreto sono state
certamente ossequiate le indicazioni tecniche dell’art. 11 LStr con la
pubblicazione dei Piani tecnici della galleria, della relazione tecnica nonché
le esigenze dettate dall’art. 9 LPAmb e dalla necessità di garantire la
necessaria coordinazione formale e materiale con l’EIA ed il relativo Rapporto.
L’EIA di 1° fase correlata al PG ha permesso di debitamente accertare e
ponderare tutti gli interessi in gioco, segnatamente quelli legati alla
pianificazione del territorio e all’impatto ambientale. Cita a conferma il
preavviso positivo dell’UFAFP sull’indagine preliminare e sull’EIA di 1°. fase,
cui va attribuito valore di perizia. “ (pag. 8).
Quanto alla carenza di varianti lamentata dai ricorrenti il Consiglio di
Stato controbatte
che nel quadro dell’indagine preliminare sono state passate in rassegna diverse
alternative che andavano dal mantenimento dello status quo, all’allargamento e
sistemazione del tratto stradale Cantonaccio Moscia, a diverse versioni della
galleria. E’ risultata preferibile la soluzione qui avversata, il cui studio è
quindi stato perfezionato predisponendo l’EIA col relativo Rapporto (RIA). Ciò
non avrebbe avuto senso per le varianti scartate. Tra queste l’allungamento
della galleria.
Il Consiglio di Stato prende quindi posizione sui singoli temi sollevati dal
ricorso esponendo i motivi per cui le conseguenze paventate dai proprietari
dell’albergo sono da considerare eccessive quando non del tutto infondate. Così
la temuta soppressione, temporanea o definitiva, di posteggi.
Circa i disagi causati dai lavori e l’incompatibilità con l’esercizio
alberghiero il Consiglio di Stato precisa che non vi saranno 5 anni “di
cantiere” “ma unicamente 1 anno e mezzo circa di inconvenienti contenuti
e solo a partire dal terzo anno di cantiere.” La chiusura dell’albergo “è
di conseguenza evitabile e sarà da trattare, nella misura in cui ne
ricorreranno i presupposti, fra i quali quello di causalità, in ambito
espropriativo.”
Il Consiglio di Stato conclude chiedendo il rigetto del ricorso.
e. I
ricorrenti riaffermano in replica la lacunosità degli accertamenti, in
particolare del RIA, e stigmatizzano il tentativo del Governo di minimizzare
gli influssi negativi del cantiere.
I rumori, le vibrazioni, le polveri, la congestione del traffico determineranno
situazioni insopportabili, inconciliabili con l’attività dell’albergo. Tant’è
che lo stesso RIA ne ipotizza la chiusura durante i lavori.
Ma pure nella fase di esercizio l’opera stradale comporterà inconvenienti molto
più gravi di quanto sembra voler ammettere il Consiglio di Stato.
I ricorrenti riaffermano di conseguenza la richiesta di giudizio espressa nel
ricorso, in particolare quo all’adozione della variante.
f. Nell’udienza
del 25 ottobre 1999 l’istruttoria è dichiarata chiusa.
Le parti si riconfermano nelle proprie allegazioni e domande rinunciando al
dibattimento finale e a presentare conclusioni.
considerato
in
diritto
- Competenza,
legittimazione ricorsale
La
competenza del TPT è data dai combinati disposti degli art. 13 LStra e 49 cpv.
1 LALPT.
Il primo
dichiara applicabile ai piani generali delle strade (PG) la procedura prevista
dalla LALPT per i piani di utilizzazione cantonali (PUC); il secondo dà ricorso
al TPT contro la decisione del Gran Consiglio che approva il PUC, e quindi il
PG.
Per il
rimando dell’art. 13 LStr la legittimazione ricorsuale dell’insorgente trova
fondamento nell’art. 49 cpv. 3 lett. c LALPT: non fa dubbio infatti che i
proprietari dell’Albergo __________ abbiano un interesse degno di protezione ad
opporsi ad un’opera accusata di seriamente pregiudicarne l’attività.
- Potere
cognitivo del TPT
Giusta l’art.
49 cpv. 2 LALPT non solo è dato ricorso al TPT contro la violazione del
diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e
l’accertamento inesatto o incompleto di fatti rilevanti, ma è pure ammesso
censurare l’inadeguatezza del provvedimento pianificatorio.
Al TPT
compete quindi pure il sindacato dell’opportunità.
Questo
pieno potere di cognizione, che esorbita dal campo solitamente riservato
all’azione giudiziaria, va tuttavia esercitato con la dovuta discrezione e
oculata misura.
Lo stesso
TF quando pure ha libera cognizione di fatto e di diritto fa uso di questa
libertà con prudente ritegno, specie dovendo dirimere questioni con forte
valenza tecnica o connotazione locale, dove le conoscenze degli specialisti, risp.
delle autorità del posto costituiscono spesso un insostituibile background.
Né va
tenuta in sottordine la considerazione che l’autorità decidente, in caso il
legislativo cantonale, assume con la sua decisione una responsabilità politica
che il tribunale non ha né può avere.
Se ora
poniamo mente al peso che le questioni tecniche hanno nella presente vertenza
ed alla pregnanza politica delle scelte pianificatorie fatte da Governo e
Parlamento, il riserbo è d’obbligo.
- Piano
generale: caratteristiche e portata
I Piani
generali, secondo l’art. 11 LStr, “concretano gli indirizzi della
pianificazione cantonale dei trasporti.” Essi “indicano in particolare: il
tracciato delle strade, con le opere principali, comprese quelle di protezione
esterna, gli allacciamenti e, se del caso, gli accessi ai fondi; le linee di
arretramento o di allineamento delle costruzioni; le attrezzature d’importanza
cantonale o regionale destinate al traffico veicolare, quali posteggi, aree di
servizio, centro di manutenzione e di polizia, posti doganali e centri per il
traffico pesante.”
I Progetti definitivi,
giusta l’art. 19 LStr, “precisano i particolari tecnici dell’opera,
quali l’ assetto, lo sviluppo planimetrico e altimetrico, gli impianti
accessori e la protezione esterna; essi indicano inoltre le linee di
arretramento o di allineamento.”
Mentre a norma dell’art.
13 LStr i PG seguono la procedura prevista per i piani di utilizzazione
cantonali (PUC), l’art. 22 LStr, dispone che “per la procedura di approvazione
dei progetti definitivi e di espropriazione è applicabile la legge di
espropriazione.”
Con l’avvertenza,
fondamentale, che “non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi con l’
approvazione dei piani generali, e in particolare sul principio
dell’espropriazione” (art. 22 cpv. 2 LStr).
Il Tribunale di
espropriazione decide in via definitiva le domande intese ad ottenere modifiche
dei progetti definitivi ed approva gli stessi, al più tardi contestualmente
alla decisione di immissione in possesso (art. 22 cpv. 3 LStr).
Risulta da questa
ripartizione funzionale e procedurale il ruolo chiaramente preponderante del PG
nella definizione dell’opera e nella decisione di realizzarla.
Nella seconda fase possono
essere oggetto di contestazione, da dirimersi dal Tribunale espropriativo solo
modifiche del progetto definitivo e non se ciò comporti modifiche del PG.
Poiché dunque la pubblica
utilità, il principio dell’espropriazione, sono stabiliti con il PG e non
possono essere sindacati nella procedura successiva (progetto definitivo), è di
importanza fondamentale che tutti gli accertamenti decisivi, determinanti per
la valutazione dell’opera, della sua giustificazione, della sua compatibilità
con le esigenze ambientali siano assunti in questa prima fase.
Si pone in questo contesto
il tema dell’esame dell’impatto ambientale.
(cfr. ca. l'ammissibilità
di procedure successive di autorizzazione, “nachlaufende Bewilligungsverfahren”:
DTF 22.12.1998, in re Métrailler consid. 8 d/aa; 124 II 146 consid. 2c/aa, 293 consid.
19b p. 335; 121 II 378 consid. 6b).
- Esame
d’impatto ambientale - EIA
4.1. Base
legale
“Prima di
decidere della pianificazione, costruzione o trasformazione di impianti che
possono gravare notevolmente l’ambiente, l’autorità ne esamina il più presto
possibile la compatibilità con le esigenze ecologiche; il Consiglio federale
designa questi impianti.” Così, testualmente, l’art. 9 LPAmb.
Il
Consiglio federale ha dato seguito al mandato emanando l’Ordinanza concernente
l’esame dell’impatto sull’ambiente (OEIA), il cui articolo primo statuisce che
i progetti per gli impianti figuranti nell’allegato dell’ordinanza sono
sottoposti all’esame dell’impatto sull’ambiente di cui al citato art. 9 LPAmb.
Sotto il
capitolo 1 Trasporti, il N. __________ assoggetta all’esame le
strade principali, costruite con il contributo della Confederazione; il N.
__________ le altre strade a grande traffico e altre strade principali.
In
concreto la Galleria appartiene alla prima categoria (contributi della
Confederazione) e adempie peraltro anche i requisiti della seconda (strada a
grande traffico).
E’ dunque
astretta all’obbligo dell’EIA.
4.2. Procedura
Secondo l’art.
5 OEIA l’esame d’impatto ambientale è condotto dall’autorità che, nel quadro
della procedura d’autorizzazione, approvazione o concessione, decide circa il
progetto. E’ la cosiddetta autorità decisionale.
La procedura
decisiva nel cui quadro va svolto l’esame è determinata dall’allegato dell’OEIA.
Per gli impianti di cui ai N. __________ e __________ è designata dal diritto
cantonale.
Il
requisito minimo, giusta l’art. 5 cpv. 3 OEIA, è che la procedura “permetta un
esame tempestivo e circostanziato”. Con l’avvertenza che se per
determinati impianti i Cantoni prevedono un piano particolareggiato che
consenta un simile esame (piano regolatore di dettaglio), “la relativa
procedura pianificatoria vale quale procedura decisiva” (art. 5 cpv. 3
ultima frase OEIA).
Se poi
l’allegato o il diritto cantonale prevedono un esame ripartito in diverse fasi
procedurali (esame plurifase), l’art. 6 OEIA prescrive che lo si protragga
“fintanto che l’impatto sull’ambiente non sia accertato nella misura necessaria
per la decisione corrispondente.”
Nel Canton
Ticino la prassi ha adottato questa soluzione, nell’attesa che la procedura
decisiva sia definita nel Regolamento di applicazione della LPAmb, tuttora
inesistente.
L’EIA è
effettuata in due fasi, la prima in relazione al PG, la seconda al progetto
definitivo. Il TF ha convalidato tale procedimento nella sentenza 19 agosto
1998 WWF e LLCC c. GC e Comuni di __________, __________, __________,
confermata nella sentenza 13 gennaio 1999 in re __________ c. gli stessi
resistenti.
Non
potrebbe essere diversamente: in un regime che articola in due fasi la
procedura di approvazione delle strade e assegna un ruolo principale e
determinante alla prima riservando alla seconda la precisazione dei dettagli
tecnici, la procedura decisiva non può essere ravvisata in nessuna
singolarmente delle due, tanto meno nella seconda; a prescindere se e in quale
delle due si concretizzi un piano particolareggiato ai sensi dell’art. 5 cpv. 3
OEIA.
Procedura
decisionale è quella complessiva, strutturata in PG e progetto definitivo.
4.2.1. Arduo,
certamente, in una procedura plurifase è stabilire il grado di densità accertativa
da raggiungersi nei singoli stadi e segnatamente il grado di approfondimento
esigibile dall’EIA di prima fase. In quale misura occorre dare esauriente
risposta già in sede di PG ai quesiti riguardanti la tutela dell’ambiente; fino
a che punto la verifica può essere rimandata alla seconda fase?
In
proposito giova considerare che il PG, equiparabile nelle grandi linee ad un
piano regolatore (per la precisione a un piano d’utilizzazione cantonale), può
raggiungere già a quello stadio un considerevole grado di dettaglio.
Per
giunta, con la sua adozione la pubblica utilità dell’opera è riconosciuta e non
può più essere rimessa in discussione col progetto definitivo. Né in questa
procedura possono ancora discutersi i punti decisi dal PG.
Questo
carattere pregiudiziale che gli va riconosciuto (cessato l’interregno della
norma transitoria dell’art. 56 a LStr sulla cui base le cennate sentenze del TF
avevano definito più che altro fattuale questa pregiudizialità) esige un
accertamento circostanziato degli elementi propri a giudicare la conformità
ecologica dell’opera in progettazione, e in genere a valutarne la fattibilità.
Se
l’accertamento di questioni vitali viene scaricato alla successiva fase il
rischio è che si scopra solo allora un’incompatibilità ambientale sfuggita al
precedente EIA e che non vi si possa rimediare in quella sede, non essendovi
ammesse modifiche rilevanti del PG.
Il
progetto definitivo, che, pur conforme al PG, non rispetti le esigenze ecologiche
non potrà essere approvato e non potrà neppure essere modificato, qualora ciò
comporti una modifica del PG, se non previa variante del PG stesso. Questa
dovrà seguire la relativa procedura di adozione.
D’altra parte non può essere sottaciuto che l’esigenza di verificare
compiutamente la compatibilità ambientale del PG si urta con la necessità di
non rallentare oltre misura la procedura, appesantendo il piano con dettagli
che è compito di un progetto definitivo precisare e che solo in quell’ambito
possono essere conosciuti e valutati.
L’esperienza
insegna che diversi di questi punti non possono essere definiti già allo stadio
del PG. Certe misure costruttive od operative (disposizioni di cantiere, misure
fiancheggiatrici, ecc.)
atte a
ridurre l’impatto ambientale possono essere messe a fuoco e adottate solo in
quest’ultima fase.
Non si
può dilazionare l’esame principale fino a quel momento: oltre che
circostanziato l’esame dev’essere tempestivo (art. 5 OEIA).
(v. in
tema DTF 124 II 293 consid. 24b pag. 343).
4.2.2. Sia detto per
inciso che qualche snellimento si potrebbe ottenere, de lege ferenda, togliendo
al PG la funzione di leader conferitagli dal regime attuale. Farne una tappa
interna (con ampia informazione e possibilità di osservazioni estesa a WWF e Cie.,
ma niente ricorso), - con un EIA, già a questo stadio o semplicemente un esame
della compatibilità ecologica meno formale -, riservando la decisione
sull’opera alla fase finale, sulla base di un EIA che abbracci approfonditamente
tutti gli aspetti del problema. Ricorso al TPT per il progetto, al Tribunale di
espropriazione per i problemi espropriativi. O (utopia visionaria?) a un
Tribunale del Territorio, competente in materia di pianificazione territoriale,
espropriazione, edilizia, contributi di miglioria.
Ciò
semplificherebbe sensibilmente le cose e toglierebbe di mezzo la grande
incertezza circa la ripartizione dell’accertamento nelle due procedure,
questione quasi insolubile che darà sempre a discutere senza che spesso le si
possa dare risposte del tutto convincenti.
Ma
torniamo all’ordinamento vigente. Il cantone ha scelto, anche se non l’ha
ancora ancorato nel Regolamento, la via della doppia fase e a questa soluzione
dobbiamo attenerci, malgrado le difficoltà applicative che ne discendono.
- Situazione
concreta
Prima di
passare all’esame delle censure ricorsali, contestanti in primo luogo gli
accertamenti della fattispecie, conviene illustrare nelle grandi linee il
progetto contestato.
5.1. Caratteristiche
essenziali del progetto
Tra l’uscita a sud della Galleria di __________ (__________) e
l’Albergo __________ la litoranea (via __________) è tortuosa e stretta, il
fondo stradale irregolare, deformato e con molti rappezzi (v. rel. tecnica,
pag. 1). La roccia sovrastante la strada, geologicamente instabile, è stata
teatro di innumerevoli cadute di massi e costituisce tuttora, malgrado i
numerosi interventi di consolidamento, una reale minaccia.
Gli studi effettuati hanno portato a privilegiare una soluzione in galleria che
risolvesse in una il problema del traffico e della sicurezza. Ne è nato il PG
in disamina. Il progetto consta di una galleria bidimensionale di 1675 m con un
portale est a ca. 300 m dall’uscita sud della Galleria di __________ ed un
portale ovest a meno di 100 m dall’Albergo __________.
La strada litoranea tra i due portali verrà bloccata completamente e declassata
a strada di servizio, con una piazza di giro alla punta est. Vi sarà ricavata
una pista ciclabile e pedonale.
In prossimità del portale ovest un semisvincolo permetterà l’entrata a
__________ per chi proviene da __________. Dalla litorale non sarà invece
possibile inserirsi sulla __________ in direzione . Il raccordo è
unicamente previsto in direzione __________ -. Chi, dunque, dalla
litorale vuole recarsi a __________ deve prima raggiungere __________ - o
attraverso la nuova e vecchia Galleria o salendo la strada della collina che
collega __________ ad __________ (riservata ai confinanti) – e da lì (ri)prendere
la __________ in senso inverso.
La
velocità di progetto è di 80 km/h in galleria, ma dovrà essere limitata ai
portali: per la curva relativamente stretta a quello est, per l’immissione dei
veicoli provenienti da __________ in sua prossimità a quello ovest. (pag. 9)
5.2. Esecuzione
del progetto
5.2.1. Cantieri
Il
cantiere principale sarà situato al portale est della galleria, da dove
avverrà lo scavo.
E’
prevista inizialmente la fresatura di un cunicolo pilota del diametro di circa
4 m che verrà quindi allargato a profilo pieno tramite brillamento. Durante
l’intera costruzione della galleria si intende lavorare con due turni. Il
materiale di risulta verrà trasportato via strada (lungo la __________,
attraverso le gallerie del __________ e della __________ __________) fino al
deposito finale in zona __________ dove servirà al rialzamento di terreni in
zona industriale di interesse cantonale, esposti a frequenti inondazioni. (pag.
9)
Le
infrastrutture di cantiere vere e proprie si troveranno al portale est.
A quello
ovest saranno depositati i materiali necessari alla costruzione del semi-svincolo,
con eventualmente la creazione di una zona di cantiere secondaria limitata alle
esigenze di quest’opera e alla fabbricazione dei manufatti del portale.
5.2.2. Ventilazione
Come è
d’uso per gallerie da 1 a 2 km è prevista una ventilazione longitudinale, con
ventilatori a getto montati nella calotta.
Tenuto
conto di un traffico di punta di 1500 veicoli all’ora e assumendo un flusso
congestionato e uguale nelle due direzioni di marcia, è previsto un numero di
10 ventilatori (6 nei primi 400 m dal portale est e 4 negli ultimi 300 m prima
di quello ovest) propri a garantire una velocità d’aria di 8.5 m/s in caso di
incendio.
Per
motivo di costi il cunicolo di fuga, di norma richiesto per gallerie di questa
lunghezza con ventilazione longitudinale, viene sostituito con due locali
rifugio in concomitanza delle nicchie di sosta. (p. 18)
5.2.3. Organizzazione
dei lavori
Durante i
lavori bisogna mantenere agibile la strada litoranea, in quanto unica via di
collegamento tra __________ e __________, con un carico giornaliero di 10.000
veicoli.
Per lo
scavo è previsto un solo attacco; dal portale est. Data la mancanza di spazio
per la realizzazione delle aree di cantiere, gli automezzi pesanti entreranno
in galleria dove verranno caricati di inerti.
Durata
dei lavori 6 anni ca.
Questa,
nelle grandi linee, la descrizione dell’opera contestata.
- Censure
di carente accertamento
6.1. I ricorrenti
accusano di superficialità e lacunosità gli accertamenti e stigmatizzano la
“grande ambiguità e incompletezza degli atti pubblicati”: “solo accenni evasivi
e contradditori, menzioni generiche e possibiliste nei documenti pubblicati.”
In
particolare censurano che nel messaggio al Gran Consiglio del 22.12.98, alla
loro obiezione che l’attività dell’albergo non sarà più possibile durante il
cantiere, il Consiglio di Stato abbia risposto evasivamente: “sarà oggetto
di ulteriori approfondimenti nello sviluppo del progetto e nella fase
espropriativi”.
Rilevano
che nel RIA a pag. 38, al capitolo I.. “Effetti del progetto nella fase di
costruzione”, è menzionata la possibilità di chiusura dell’Albergo durante il
periodo dei lavori. “Ciò significa, affermano, che durante 5 anni l’albergo
verrebbe chiuso e utilizzato in parte quale area di cantiere”. Osservano
tuttavia che “Si tratta dell’unica traccia di questa ipotesi, che non è
menzionata né nella relazione tecnica, né in altra sede (messaggio o rapporto
del Consiglio di Stato, rispettivamente del Gran Consiglio). “
“Nella
Relazione tecnica, a pag. 21, là dove si parla della gestione dei materiali,
discariche ed aree di installazione, si accenna alla possibilità che al portale
ovest, a dipendenza dell’esito delle trattative con il proprietario
dell’Albergo __________ e di due altri privati coinvolti, vengano occupati i
posteggi momentaneamente non utilizzati. Risulterebbe da questo cenno che
l’albergo si troverebbe pertanto in pieno cantiere.”
Il fatto che nel preventivo generale alla voce “espropri indennità e
dissodamento” figuri l’importo di fr. 2.500.000 significa, a mente dei
ricorrenti, che “lo Stato non ha nessuna intenzione di procedere all’esproprio
della loro proprietà cosicché essi dovranno pensare di continuare a fare gli
albergatori nel mezzo di un cantiere che dura 5 anni. L’altra ipotesi è quella
di chiudere l’albergo per cinque anni e riaprirlo poi, dopo aver perso tutta la
clientela, ad opera compiuta. “
E’ inoltre lamentata la “creazione di una ciclopista che toglierà dei posteggi
davanti all’albergo e la realizzazione di una mensola in corrispondenza del
sub. B della part. __________. Anche i PP situati sull’altro lato della strada
sulle part. __________ e __________verranno toccati. Le possibilità di
parcheggio, vitali per questo albergo decentralizzato, verranno così
sensibilmente ridotte.”
I
ricorrenti concludono: “Davanti a questa ambiguità del PG, che pone i
proprietari dell’albergo __________ in una situazione di assoluta incertezza
riguardo al loro presente e futuro, vanno avanzate pesanti critiche all’opera
così come è stata allestita e pubblicata.”
“La
gravità della situazione in cui verrà a trovarsi questo complesso alberghiero
si può desumere unicamente estrapolando dai diversi atti fatti incontestabili,
senza però che l’Autorità Cantonale si sia preoccupata di affrontare in modo
chiaro questo elemento importante che è in diretta connessione con l’opera.
I
ricorrenti ravvisano “abuso del potere di apprezzamento, in relazione alla
completa mancanza di uno studio che si riferisca in particolare all’impatto
dell’opera sull’Albergo __________.”
Dacciò la
richiesta di annullamento del PG e la presentazione di un progetto alternativo
che i ricorrenti hanno commesso all’ing. __________ (analisi critica e nuova
proposta, giugno 1999).
6.2. Il Consiglio
di Stato respinge l’accusa negando per cominciare che sia prevista la
soppressione di posteggi. In effetti, come meglio vedremo nella disanima delle
censure di merito su questo tema, questo timore non appare fondato; più
verosimile è invece che l’uso dei posteggi sia ostacolato, come i ricorrenti
affermano in replica, dalla presenza della ciclopista, ma l’inconveniente non
pare di eccessivo momento.
D’altra
parte dipende dai ricorrenti se, laddove occorre il loro accordo, alcuni
posteggi potranno essere temporaneamente occupati.
In
generale, quali siano i disturbi che il cantiere dapprima e l’esercizio poi
provocheranno presumibilmente all'albergo possono essere almeno in grosso
desunti dagli atti anche laddove non sono specificati per rapporto ad esso. Per
il resto la loro determinazione e la loro incidenza sull’attività dell’albergo
verrà affinata in sede di progetto definitivo. E’ in quella sede che la
questione dell’espropriazione va affrontata (art. 22 LStr). Difficile oltre che
intempestivo azzardare ora previsioni più precise.
In queste
circostanze è pur vero che le preoccupazioni dei ricorrenti non possono tutte
essere fugate; lo stato di incertezza in cui versano è senz’altro
comprensibile.
I
ricorrenti non sanno se il cantiere avrà tali ripercussioni sull’esercizio
alberghiero da decretarne la chiusura e semmai per quanto tempo. Solo nel
momento di massimo disagio? Un anno e mezzo, come pronostica il PG?. O per tutta
la durata dei lavori? E quanto tempo trascorrerà tra la crescita in giudicato
del PG, quella del progetto definitivo e infine la messa in esercizio
dell’opera? Che strategia aziendale adottare in questo clima di incertezza:
dare l’avvio ad un programma di ammodernamento della struttura (i proprietari
sono anziani); intavolare trattative per la cessione dell’albergo, ma chi vi si
vorrà invischiare con la prospettiva di un cantiere di 5-6 anni? Chiudere
l’albergo per 5 anni e riprendere a goodwil 0?
Insomma,
il problema esiste ed è ben vero che le prese di posizione dell’autorità
governativa (ma anche del Comune di __________) tendono piuttosto a
banalizzarlo. Ma, si torna a dire, le effettive ripercussioni potranno essere
valutate in sede espropriativa, nel quadro del progetto definitivo, non in
questa.
Il
quesito avrebbe già ora rilevanza se fosse ipotizzabile un’indennità
espropriativa di tale entità da sovvertire i termini del raffronto con le altre
soluzioni, facendo della variante contestata la più onerosa tra quelle
esaminate, così da non poterne giustificare la scelta.
L’ipotesi
è però lungi dall’essere plausibile.
Prospettabile
in concreto è un’espropriazione formale dei diritti di vicinato. Va tenuto
presente che se la strada dovesse effettivamente generare immissioni eccessive
(non evitabili o solo a un prezzo sproporzionato) i proprietari dell’albergo
non potrebbero difendersene con l’azione di diritto privato, prevista dall’art.
679 CC nell’ambito dei rapporti di vicinato (art. 684 CC).
L’interesse
pubblico dell’opera è prevalente e, trattandosi di un impianto pubblico per il
quale l’autorità ha il diritto di espropriazione, al diritto di vicinato
soppresso verrebbe a sostituirsi l’indennità espropriativa.
La
giurisprudenza federale pone però una triplice condizione: il danno dev’essere
speciale, imprevedibile e grave. La prima è data se le immissioni superano i
limiti previsti dalla legislazione federale in materia di protezione
dell’ambiente. (DTF 122 II 349 consid. 4 b) e c) pag. 353 ss; 121 II 317 consid. 4 pag. 325 ss; 119 Ib 348 consid.
5b pag. 356). In concreto è previsto che ciò possa verificarsi in situazioni
straordinarie; non nella normalità dei casi.
Mentre l’imprevisibilità
non pone dubbio, la gravità è più difficile da valutare. Non va dimenticato che
l’albergo sorge in una posizione sfavorevole. E’ costruito sulla costa, a lato
e al disotto della strada cantonale e subisce già oggi i disagi del traffico
intenso che affligge quest’arteria, locale e internazionale in una.
L’esercizio
della galleria non apporterà secondo i calcoli un peggioramento degno di nota
dell’impatto fonico. Quello atmosferico dipenderà dalle condizioni
meteorologiche. Se ci sarà la solita turbolenza (rimescolamento dell'aria) al
portale ovest, non vi saranno problemi di rilievo che invece potranno sorgere
nei momenti di ristagno dell’aria. Il fenomeno si verifica soprattutto
d’inverno quando il traffico è sensibilmente ridotto, ma allora l’albergo è
chiuso.
Diversa è
la situazione durante la costruzione. Qui gli inconvenienti saranno più
incisivi, ma che lo siano addirittura al punto da imporre per un certo tempo la
chiusura dell’albergo o da ridurne sensibilmente la redditività non può essere
stabilito già in questa fase. Nulla consente comunque di ritenere che il
pregiudizio possa comportare un indennizzo corrispondente alla perdita
dell’intera clientela o peggio alla chiusura definitiva dell’albergo.
6.3. In
definitiva va tenuto presente che la scelta della variante è avvenuta valutando
tutta una serie di fattori, tecnici e di costo; quali, nelle alternative che
comportano un allungamento del tunnel (come quella proposta dal ricorso), la
necessità di dotare la galleria di un camino di ventilazione e di un cunicolo
di fuga o l’instabilità geologica della roccia sovrastante la litoranea nella
soluzione che ne prevede l’allargamento e sistemazione, col corollario di un
disastroso impatto paesaggistico.
Va poi considerato che lo spostamento del portale significa spostare i disagi
dall’albergo ad altri insediamenti, con le relative pretese espropriative in
prospettiva.
6.4. Sempre a
proposito di accertamenti e della loro distribuzione nelle due fasi, può essere
istruttivo, conoscere le indicazioni formulate dall’UFAFP nel preavviso 29
ottobre 1998.
Questi
gli aspetti che dovranno, secondo l’ufficio, essere compiutamente determinati
con il rapporto di impatto ambientale (RIA) relativo al progetto definitivo.
a) Misure
di moderazione del traffico su Via __________ e di miglioramento della rete dei
trasporti pubblici
b) Informazioni
su ulteriori sistemazioni della litoranea tra il __________ __________ e la
frontiera con l’Italia (per permettere all’UFAFP di collaborare con le autorità
cantonali “al fine di trovare la soluzione migliore ai problemi del traffico
dal punto di vista dello sviluppo sostenibile”).
c) Rielaborazione
del progetto di sistemazione generale dei portali secondo le raccomandazioni
dell’Ufficio e tenuto conto della perizia della Commissione federale della
protezione della natura e del paesaggio. Con completamento del capitolato d’oneri
relativo al progetto definitivo.
d) Approfondimento
nell’ambito del RIA di 2.a fase dell’analisi relativa all’inquinamento
dell’aria, ritenuta insufficiente (ma, si noti, con riferimento al portale est
e non a quello ovest, che qui interessa!). Il capitolato d’oneri relativo al
progetto definitivo dovrà essere completato nel senso che “le concentrazioni di
NO2 nei dintorni del portale est vanno calcolate quantitativamente e
possibilmente rappresentate graficamente.”
e) Inserimento
nel capitolato d’oneri relativo al progetto definitivo di un capitolo che
illustri qualitativamente la compatibilità delle vibrazioni generate durante la
fase di costruzione con le prescrizioni sulla protezione dell’ambiente. E’
proposto l’uso a titolo indicativo dei valori limite previsti dalla norma DIN
4150-2. Qui come in materia di rumori l’UFAFP sostiene le osservazioni
formulate dalla Sezione protezione aria e acqua.
f) Completamento
del capitolato d’oneri relativo al progetto esecutivo attraverso l’elaborazione
di un piano per l’aerazione in caso di incidente rilevante e pianificazione
degli interventi in caso di incidenti dovuti a prodotti chimici.
g) Presentazione
nell’ambito del RIA relativo al progetto definitivo di un (vero) compenso in
natura per il dissodamento previsto. Dissodamento per il quale l’UFAFP rilascia
il preavviso favorevole “sempre che vengano rispettate le condizioni relative
alla protezione della natura e del paesaggio”.
6.5. Come si
vede, lo stesso UFAFP ritiene che spetti al RIA di 2.a fase chiarire diversi
aspetti non ancora delucidati o non in misura sufficiente nel quadro del PG.
Alcune
richieste dell’ufficio sono peraltro già state soddisfatte nell’attuale fase.
Segnatamente
la modifica dei portali, sulla base della perizia della Commissione federale
per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP) del 26 novembre 1998, che
aveva severamente criticato il progetto per il suo scorretto inserimento nel
paesaggio.
Anche per
le critiche mosse al riguardo da privati e soprattutto dal comune di __________
__________ /__________, è stato eliminato il sovrappasso che scavalcava il
portale ovest.
- Censure
di merito
7.1. Preso
posizione in questa sede sulle censure riguardanti l’accertamento conviene
passare all’esame di quelle contestanti nella sostanza l’opera in discussione.
Attraverso questa disanima sarà anche possibile dare una più approfondita
risposta alle prime laddove le prese di posizione toccano entrambi gli aspetti
(accertamenti e soluzione di merito). Conviene ora esaminare punto per punto i
temi controversi, mettendo a raffronto la posizione critica dei ricorrenti con
la soluzione proposta dal PG e la sua difesa da parte del Consiglio di Stato
criticata a sua volta in replica dai primi.
Per ogni
tema esporremo dapprima la soluzione del PG, faremo seguire le censure
ricorsali, le controargomentazioni del Consiglio di Stato e infine la replica
dei ricorrenti. Per ultimo il giudizio puntuale del TPT.
I. Traffico
indotto, posteggi, durata cantiere
Secondo
il PG
a) durante
la costruzione:
Per lo
scavo in trincea del portale est sono previsti 38 autocarri al giorno, per lo
scavo del cunicolo pilota, 70; per l’allargo con esplosivi: 100.
L’aumento
del traffico generato dal trasporto di materiali inerti è di ca. l’1% alla
Galleria di __________ e dello 0,5% alla Mappo __________
b) durante
l’esercizio:
La
galleria potrà avere un effetto sul traffico, a livello locale, migliorando la
sicurezza del traffico, non la velocità o la lunghezza del percorso.
L’evoluzione
del traffico dipenderà non dalla sua costruzione ma, semmai, da fattori
economici e turistici.
Ricorso
I
ricorrenti deducono da quanto precede che l’Albergo __________, distante
da 60 e 100 m dal portale, “sarà affiancato per 5-6 anni ad un cantiere al
di fuori del comune sia per l’importanza dell’opera, sia per l’intensità
giornaliera del lavoro (e conseguentemente delle immissioni). (si veda analisi
doc. D pag. 6).“
A ciò
contribuirà il lavoro in due sciolte nonché l’ipotizzata “occupazione dei
posteggi dell’albergo, quale area per le installazioni logistiche”.
“Al
portale ovest si prevede di evacuare una quantitativo di mc 4.000 di materiale
di scavo (rel. tecnica, pag. 21). Vi sarà per tutta la durata un cantiere nelle
vicinanze dell’albergo (con l’ipotesi implicita che esso vi sia integrato), con
un’attività continua (dalle 07 alle 23.00) ed intensa.”
Con un
aumento del traffico pesante a 100 autocarri/giorno “nel momento massimo dell’allargo
della galleria con esplosivo (analisi doc. D pag. 7).”
I
documenti pubblicati implicano dunque l’impossibilità per i ricorrenti di
continuare la loro attività di albergatori durante i 5.6 anni di apertura del
cantiere della galleria. (pag. 8)
Osservazioni
Il
Consiglio di Stato nega la soppressione temporanea
e tanto meno definitiva dei posteggi. Non lo saranno né quelli lato lago
né quelli ricavati, a monte, nella roccia. Verrà occupata unicamente l’area di
proprietà cantonale.
Nella
parte finale del mapp. __________, dove il marciapiede subisce un improvviso
restringimento, verrà formata una mensola destinata a completare il marciapiede
stesso e ad accogliere la pista ciclabile. Questa mensola sporgerà sul tetto
della costruzione (sub B) senza recarle particolare disturbo. Lì non ci sono
comunque posteggi da sopprimere.
Il
Consiglio di Stato nega parimenti che la costruzione della Galleria possa avere
ripercussioni di qualche rilievo sull’evoluzione del traffico. Si avrà
unicamente “un miglioramento locale relativo alla sicurezza del traffico più
che alla velocità ed alla lunghezza del percorso”.
Risanamento
puntuale, dunque, e non primo passo per un collegamento veloce all’autostrada
__________ -__________ __________.
Quanto
alla durata dei lavori il programma è organizzato in modo da limitare al
minimo indispensabile i disturbi all’attività alberghiera. La maggior parte dei
lavori verrà svolta a partire dal portale est. Fino al termine del secondo
anno, al portale ovest non sarà eseguito praticamente alcun lavoro. La
fresatura del cunicolo pilota avverrà da est e così l’allargamento a mezzo
esplosivo. Il trasporto del materiale verrà fatto direzione __________.
Durante
la fase di allargo, che durerà circa un anno e mezzo, al portale ovest
verrà posato un ventilatore, munito di un silenziatore “idoneo a rientrare
nei limiti dei valori stabiliti dall’OIF”.
In
definitiva “non saranno 5 anni ‘di cantiere’, ma unicamente 1 anno e
mezzo circa di inconvenienti contenuti e solo a partire dal terzo anno di
cantiere.”
Replica
I
ricorrenti definiscono non credibile l’affermazione che il cantiere non
eserciterà influssi particolari sull’albergo. “Se si intende mantenere
attiva la litoranea, l’unica area di cantiere che potrà essere utilizzata sarà
la corsia est-ovest a ridosso del portale, all’interno della quale dovranno
coesistere mezzi di cantiere, installazioni ecc.” E vi si dovranno pure
realizzare i manufatti del portale, completare i lavori preliminari, ecc. “Il
tutto a ridosso dell’Albergo.”
Eccessivo,
ai loro occhi, l’ottimismo del Governo a proposito del traffico.
Durante
il cantiere il traffico (10.000 veicoli al giorno)
sarà ostacolato dai lavori.
“Nelle
immediate vicinanze dell’albergo sarà in funzione un sistema semaforico, con
conseguenti colonne di autovetture, disagi e rumori durante tutto il periodo
lavorativo, per 24 ore/giorno.”
Durante
l’esercizio il miglioramento del tracciato
comporterà necessariamente un aumento della velocità e quindi un maggior
inquinamento fonico. Si aggiunga l’aumento delle immissioni dovute alle
continue manovre delle vetture che utilizzeranno lo svincolo per __________.
“Non
si può pertanto equiparare la situazione attuale di questo albergo, con quella
futura, rappresentata da una immediata vicinanza dell’esercizio con una
galleria semi-autostradale, svincolo, preselezioni, ecc.”
Circa la durata
del cantiere i ricorrenti osservano che secondo il RIA essa è di 6 anni e
non di 5 - 5 e ½, come nell’allegato 1 del PG.
Nel fatto
che il RIA non escluda una possibile chiusura dell’albergo i ricorrenti leggono
implicita l’ammissione che “le immissioni potranno risultare insopportabili
e non compatibili con l’attività dello stesso.” e insistono
sull’oggettiva impossibilità “di gestire un albergo dove all’esterno si
trova un cantiere, con traffico di autocarri, colonne di macchine, con rumori e
vibrazioni, aria irrespirabile, ecc.”
Nelle
osservazioni del Dipartimento, avvertono, si rispecchia ancora una volta “la
volontà di minimizzare la portata delle immissioni”.
TPT
Su questo
tema abbiamo già espresso la nostra presa di posizione a proposito
dell’accertamento.
Il
problema va risolto nella tappa successiva (progetto definitivo e relativo
EIA).
Qui basta
rendersi conto che le ripercussioni sull’albergo, nella misura in cui sono già
ora pronosticabili, non appaiono di tale gravità da mettere in discussione il
PG. Non vi sono elementi sufficienti per giustificare l’abbandono di questa
soluzione a favore di quella proposta dai ricorrenti sulla base di uno studio
necessariamente affrettato.
Ad
esempio l’inconveniente delle macchine che provenienti dal litorale vogliono
immettersi sulla cantonale direzione __________ - e quindi devono aspettare col
motore acceso che si liberi un varco - è limitato nella sua gravità dal numero
ridotto di macchine interessate.
Stessa
cosa per quelle che dalla cantonale si immettono attraverso lo svincolo sulla
parte declassata della litoranea (residenti, amici, fornitori ).
Anche la maggiore
velocità - e conseguentemente il maggiore inquinamento fonico delle macchine
in uscita dal portale ovest rispetto alla situazione attuale - non appare tale
da incidere in modo rilevante sulla valutazione complessiva. Oggi il flusso del
traffico è irregolare, con frenate e accelerazioni improvvise, talvolta lunghi
arresti (a motore acceso) determinate dalla drastica strozzatura che interviene
a 100 m a est dell’albergo. E v’è sempre la possibilità di attuare misure
fiancheggiatrici, in prima linea la limitazione della velocità, che l’UFAFO
vuole sia già prevista con l’EIA di 2.a fase. Questa sarà necessariamente
ridotta, in prossimità del portale ovest, per tener contro dell’uscita in curva
dal tunnel e dello sbocco, appena prima del portale, della litoranea per le
macchine dirette ad est.
Che dire
poi del rischio che la litoranea assuma in misura accentuata la funzione di
collegamento tra l’autostrada svizzera __________ e l’italiana __________
-__________? Il problema, ancora allo stato embrionale, non va sottovalutato e
potrebbe acquisire accresciuta attualità con la realizzazione della superstrada
sul __________ di __________.
Comprensibile
la richiesta dell’UFAFP che nel RIA di 2.a fase vuole vengano fornite
informazioni di massima sulle future sistemazioni dell’ultimo tratto della
litoranea, fino al confine con l’Italia. Questo per poter collaborare già in
ambito pianificatorio generale con le autorità cantonali “al fine di trovare la
soluzione migliore ai problemi del traffico dal punto di vista dello sviluppo
sostenibile.”
Per ora
il rischio che la strada serva da scolmatore e dirotti parte del traffico dalla
__________ alla __________ -__________ è più che altro teorico. La premessa è
non solo che si realizzino la direttissima, la Galleria e la sistemazione della
residua tratta svizzera; rimane ancora da risistemare gran tratti della parte
italiana. Il tutto non è impresa da poco e richiederà parecchio tempo..
II. Stato
dell’aria
Secondo
il PG
A)
nella fase di costruzione
a) silice, polveri
L’emissione di silice attraverso
il getto di calcestruzzo può
salire a 120 g/h contro il limite di 25
stabilito dall’OIAT .
Per il
resto non è previsto il superamento dei valori limite.
“L’uso
di un depolverizzatore durante il getto di calcestruzzo comporterebbe
verosimilmente il rientro nei limiti fissati dall’O per quanto attiene alle
emissioni di polveri.
Nonostante
l’insufficiente conoscenza del tenore di quarzo del calcestruzzo usato per il
rivestimento della galleria si può invece affermare che il limite di emissione
oraria di silice verrebbe superato anche con l’uso di un depolverizzatore.
La sua concentrazione rientrerebbe però comunque nei limiti previsti dalla
legge, v. Fig. 5.1-2. Allo stadio attuale di progetto si ritiene che l’uso di
un depolverizzatore sia indispensabile almeno per filtrare i tappi di sfumo.”
b)
emissioni generate dai macchinari di cantiere.
Le
emissioni di NOx generate dai macchinari di cantiere sono stimate
nell’ordine di 1,49 t/anno nel momento di massima attività dei cantieri.
“Si
tratta di emissioni da non sottovalutare, se raffrontate con le emissioni
attuali di 3 t/anno per km all’altezza della Galleria di __________ (v. All.
5.1). Si propone quindi l’uso di filtri sulle macchine diesel.
Durante
la fase di costruzione, perlomeno nel momento di massima attività dei cantieri
(ca. 1,5 anni) si potrebbe verificare il superamento del limite di 30 µg NOx/mc
nelle immediate vicinanze dei cantieri.
Date
le buone condizioni dell’igiene dell’aria e alla favorevole situazione
meteorologica nel comparto di studio le emissioni di NOx generate dalle
attività di cantiere sono comunque ritenute sopportabili dal profilo
ambientale.
Per
quanto concerne invece le emissioni di polveri si ritiene opportuno l’uso
di un depolverizzatore almeno durante le fasi di brillamento per filtrare i
tappi di sfumo.”
B) durante la
fase di esercizio
La messa
in galleria della strada litoranea comporta il passaggio da un’emissione
lineare a una tendenzialmente puntiforme, e quindi a una concentrazione delle
emissioni all’altezza della galleria e a una diminuzione delle emissioni lungo
la litoranea.
Premesso
che i ventilatori entrano in funzione generalmente solo in casi eccezionali, ad
es. in caso di formazione di colonna in galleria o d’incendio, se la
ventilazione è tutta diretta verso uno dei due portali (caso peggiore), si
verificherebbe in quella zona un aumento pari a ca. 4 volte le emissioni
attuali di NOx (v. All. 5.1).
Va
tuttavia considerato che la situazione dei venti nel comparto (…) favorisce il
rimescolamento degli strati d’aria inquinati (v. Cap. 5.1.2.1); ciò dovrebbe
riportare in breve tempo la situazione dell’igiene dell’aria ai livelli
normali.
Non è
comunque da escludere, nelle vicinanze di questo portare un superamento almeno
temporaneo del valore limite di 30 µg/mc fissato dall’OIAt.
Conclusione
“La
fase di cantiere apporta un carico rilevante di sostanze inquinanti.
Sono quindi auspicate misure che possano ridurre il carico ambientale
prodotto dal cantiere, in modo particolare per quanto concerne l’ottimizzazione
delle attività di cantiere e l’uso di filtri sulle macchine
diesel.”
Ricorso
Durante
la fase di cantiere l’attività dell’Albergo __________ è compromessa dai
seguenti fattori:
· polveri e NOx oltre i limiti OIAt
per oltre 15 mesi
· due sciolte con di conseguenza
lavoro durante la fase notturna
· ventilatore in funzione per quasi 3
anni a ridosso dell’albergo
· inconvenienti di carattere generale
per la presenza di un cantiere nelle immediate vicinanze (sporcizia … );
Durante
la fase d’esercizio l’attività dell’Albergo __________ è compromessa dal
peggioramento della qualità dell’aria al di sopra dei limiti legali.
L’accumulo
di immissioni nocive e di polveri durante la fase del cantiere non
lascia spazio alcuno all’ipotesi di mantenere in funzione l’attività
alberghiera. (pag. 8 in basso)
Ma anche
a lavori finiti il “peggioramento della qualità dell’aria comporterà fino a
circa 4 volte le emissioni attuali di NOx (RIA, pag. 20). Lo stesso RIA non
esclude in alcuni periodi il superamento dei limiti OIAt.” (cfr.
conclusioni ap. 3 analisi doc. D)
Osservazioni
Il
Consiglio di Stato torna a precisare che la ventilazione è di tipo
longitudinale naturale e che il ricorso ai ventilatori è riservato a situazioni
particolari (colonne in galleria, incendi).
Il tema è
stato esaminato dal RIA di 1.a fase “in maniera sufficiente alle esigenze
dell’adozione del PG, come attestato dall’UFAFP nell’ambito del suo preavviso
obbligatorio 29.10.1998 pag. 5 e della competente Sezione aria e acqua,
preavviso riassuntivo del 3.6.1998.”
Va
inoltre tenuto presente che “le correnti d’aria presenti nella zona del
portale favoriscono il rimescolamento degli strati d’aria e la diluizione delle
sostanze inquinanti (cfr. RIA pag. 20 pto. 5.1.2.1).”
Le
polveri saranno ridotte entro i limiti dell’OIAt mediante l’uso di un depolverizzatore;
le polveri fini tramite appositi filtri per macchinari diesel (cfr. RIA pagg.
22/23 pto 5.1.3.1. e pag. 24 pto. 5.1.3.3).
Replica
I
ricorrenti ripropongono l’affermazione, contenuta nel RIA (cpv. 5.1.4 a pag.
25), che in caso di ventilazione completa verso uno dei portali “si
verificherebbe in quella zona un aumento pari a circa 4 volte delle emissioni
attuali di NOx. Non è comunque da escludere un superamento almeno temporaneo
del valore limite di NOx fissato dall’OIAt.”
Ciò
comporterà un degrado anche della qualità dell’aria, “elemento non certo
trascurabile per la sensibilità connessa con un esercizio pubblico destinato a
soggiorni turistici di riposo.”
TPT
Abbiamo
visto a proposito degli accertamenti che questo tema richiede un ulteriore
approfondimento, come afferma lo stesso UFAFP, che chiede di provvedervi col
RIA di 2.a fase. Certo non può non sorprendere l’ammissione che i dati
meteorologici siano stati assunti telefonicamente.
Ad ogni
modo, quali siano le misure principali da prendere è già indicato nell’attuale
RIA. Non in tutte le circostanze esse potranno riportare l’inquinamento entro i
valori legali, ma i momenti di superamento sono verosimilmente l’eccezione.
Ciò non
toglie che la presenza di un portale a così poca distanza dall’albergo è certo
disdicevole per una simile struttura turistica. Ma neppure una strada
intasata, afflitta da frequenti code soprattutto in certi periodi della
giornata (pendolari) le fa da cornice ideale.
Il
problema comunque sussiste e le sue ripercussioni vanno valutate con la dovuta
precisione col progetto definitivo.
III. RUMORI
Piano
Generale
Premessa:
le emissioni foniche sono state valutate rispetto a due edifici posti a monte
della zona del portale ovest (v. RIA pag. 36/37).
Il PR del
Comune di __________ /__________, sottoposto per esame preliminare al
Dipartimento, assegna a questa zona il grado di sensibilità II. L’UPR osserva
nel preavviso del 25.5.98 che i gradi devono figurare nel RIA relativo al
progetto definitivo. Se non fosse possibile provvedervi tempestivamente
l’attribuzione dovrà intervenire caso per caso. Nella presente sede (PG) possiamo
partire dal presupposto che alla zona interessata dal PG verrà definitivamente
assegnato il grado di sensibilità II, perfettamente corrispondente alla sua
destinazione residenziale, e ciò consente di verificare se i valori
pronosticati rientrano nei limiti stabiliti dall’OIF per quel grado di
sensibilità al rumore.
Un grado
di sensibilità più basso non è concepibile.
A)
senza progetto
Di giorno
i valori calcolati (con il programma SLIP3.0) sono di ca. 55 dB(A) e di 45 dB(A)
di notte. I volumi di traffico sono quelli riportati al cap. 4.2.1. La velocità
è stata fissata a 60 km/h.
“I
valori limite per zone con grado di sensibilità 2 sono quindi rispettati (sono
quasi rispettati anche i valori di pianificazione).”
Nella
zona tra i due portali, dove gli edifici realizzati a monte sono più vicini
alla strada, la situazione attuale è evidentemente peggiore. Senza la
realizzazione del progetto la situazione evolverà in funzione delle
oscillazioni del traffico totale e di quello pesante in particolare.
B)
con progetto
a)
fase di costruzione
Al
portale ovest si riscontreranno problemi in fase di allargo con esplosivi.
Vale l’art.
4 OIF (durata del cantiere meno di 5 anni) e quindi va rispettato il principio
di prevenzione: “le emissioni foniche sono da limitarsi nella maggior
misura possibile dal punto di vista tecnico e sopportabile sotto il profilo
economico, in modo che il benessere fisico della popolazione colpita non sia
sensibilmente disturbato.”
Secondo il
RIA il fatto che:
· nel capitolato d’appalto saranno introdotte
posizioni riferite ai tipi di macchinari (omologati e avanzati per quel che
concerne l’abbattimento delle emissioni), ai periodi di lavoro (diurno per
cantieri esterni) e durata giornaliera dell’esercizio delle macchine (spegnimento
in caso di fermo prolungato)
· gli edifici residenziali posti entro un
raggio di 100 m dai cantieri sono solo tre al portale ovest e tre al portale
est.
· questi edifici sono destinati
all’abitazione secondaria:
· l’Albergo __________ potrebbe essere chiuso
durante il periodo dei lavori; consente di affermare che gli effetti dell’uso
dei macchinari di cantiere siano definiti come tollerabili e conformi alle
esigenza dell’art. 4 OIF.
Mentre al
portale est il ventilatore è in posizione ben schermata e potrebbe non
necessitare di un silenziatore, più critica è la situazione del ventilatore al
portale ovest, nella fase di allargo con esplosivo. Si propone quindi già
sin d’ora di munirlo di silenziatore in modo da rispettare i valori limite di
immissione ad una distanza di 100 m ca. (stabili residenziali più vicini se
l’Albergo __________ è chiuso durante i lavori).
b)
fase di esercizio
Per
attenuare le immissioni nei comparti dei portali, i primi 50 m di galleria (da
ambo i lati) saranno rivestititi di pannelli fonoassorbenti, come già la
galleria del __________.
In ogni
caso, al portale est la modifica della conformazione del terreno (dovuta alle
opere progettate) non ingenera modifiche percettibili della propagazione delle
immissioni foniche in prossimità di stabili residenziali.
“La
stessa cosa di può dire anche per il portale ovest dato che le modifiche
apportate al progetto fanno sì che non vi sia più arretramento degli esistenti
muri posti a monte della litoranea, appena fuori la galleria.”
Conclusioni
RIA, pag. 40: “Complessivamente le immissioni
generate dal progetto sono minori di quelle registrate attualmente dato che il
traffico viene messo in galleria. Durante il cantiere vi saranno alcuni disagi,
mitigati dai silenziatori posti sul ventilatore al portale ovest e
dall’osservanza delle prescrizioni federali in materia (che saranno introdotte
nei capitolati di appalto).” Si consideri inoltre il rivestimento coi pannelli
fonoassorbenti.
“In
questo modo, le immissioni future saranno uguali a quelle attuali (a parità di
velocità e quantità di traffico).”
Ricorso
E’
ribadito che lo stesso RIA riconosce a più riprese “la possibilità di una
chiusura dell’Albergo durante la fase di cantiere, ammettendo implicitamente
che le immissioni dovute al cantiere sono insopportabili.”
Inoltre,
le emissioni delle macchine di cantiere e dei ventilatori sono ritenuti
tollerabili secondo l’OIF unicamente ipotizzando la chiusura dell’albergo.
Ad essi
si aggiunge il rumore dei brillamenti e i disagi indotti dal cantiere, il
traffico ostacolato, le colonne di traffico, ecc. Se contiamo pure la
prossimità del semisvincolo di accesso alla zona di __________: “l’impatto
fonico a livello d’esercizio risulterà … più elevato rispetto alla situazione
odierna.”
E così. “dopo
una chiusura di sei anni, l’albergo si ritroverebbe a dover riaprire in una
situazione chiaramente peggiore rispetto a quella attuale.”
Osservazioni
In
materia di cantieri l’unica normativa vigente è la Direttiva n. 4 emanata
dall’Ufficio federale dei trasporti in collaborazione con l’UFAFP. A partire da
una durata della fase di costruzione di 5 anni, i cantieri devono essere
considerati come impianti fissi permanenti e sottostare all’allegato 6 OIF. In
concreto si applica quindi il principio di prevenzione generale dell’art.
4 OIF.
A questo
scopo nella fase di cantiere è previsto l’impiego di un ventilatore
munito di silenziatore atto a contenere le immissioni foniche nei limiti
legali.
D’altra
parte “l’ubicazione dell’Albergo __________ al di sotto del piano stradale
costituisce … una protezione supplementare contro l’inquinamento fonico.”
Replica
I
ricorrenti obiettano che l’impatto del cantiere “deve essere considerato
nella sua relazione con l’albergo e soprattutto con i clienti. La clientela
arriva all’albergo dall’esterno. L'impatto del rumore sul cliente esiste quindi
indipendentemente dal fatto che poi nelle camere più basse questo rumore possa
essere inferiore. Il danno economico del cantiere prima e dell’opera in seguito,
è dovuto al fatto che la clientela viene scoraggiata a soggiornare
nell’albergo, proprio per l’impatto che il cantiere e l’opera hanno su di
essa.”
E’ messo
di nuovo in evidenza che il silenziatore di cui dev’essere munito il
ventilatore consente sì, secondo il RIA, di mantenere i valori di immissione
regolamentari, ma solo ad una distanza di almeno 100 m. L’Albergo __________ è
invece situato ad una distanza inferiore.
TPT
In fase
di esercizio non si prevede un significativo peggioramento dell’impatto
sonoro. “Solo l’edificio ubicato presso il portale ovest subisce un netto
aumento del carico fonico”. Così avverte nel suo preavviso l’Ufficio
prevenzione dei rumori (UPR), che suggerisce alcuni provvedimenti puntuali
quali l’insonorizzazione delle finestre dei locali sensibili ai rumori ed
eventualmente l’innalzamento del parapetto prospiciente la casa.
Il
provvedimento più importante è però il rivestimento fonoassorbente, proposto a
titolo eventuale dall’UPR e previsto incondizionatamente dal PG, da applicarsi
per una profondità di 50 m alle due estremità del tunnel.
Più
delicata la situazione durante la fase di cantiere. Preso atto che nel
raggio di 100 m intorno ai cantieri sono ubicate 6 abitazioni tra cui un
albergo, l’UPR ritiene indispensabile considerare nella fase esecutiva (e non,
si noti, già nel PG) le Direttive federali sul rumore dei cantieri.
In
effetti il capitolato d’oneri relativo al RIA di 2.a fase prescrive che se ne
tenga conto (v. RIA, Aggiornamento, pag. 58/59).
Fondamentale,
tra i provvedimenti raccomandati dall’UPR, è l’applicazione ai ventilatori
installati all’estremità ovest del tunnel di un silenziatore che permetta di
rispettare i limiti legali per rapporto agli edifici residenziali siti entro un
raggio di 100 m dai cantieri. Sono in tutto tre, avverte l’UPR, se l’Albergo è
chiuso.
Fondamentale,
tra i provvedimenti raccomandati dall’UPR, è l’applicazione ai ventilatori
installati all’estremità ovest del tunnel di un silenziatore che permetta di
rispettare i limiti legali per rapporto agli edifici residenziali siti entro un
raggio di 100 m dai cantieri. Sono in tutto tre, avverte l’UPR, se l’Albergo è
chiuso.
Il
preavviso pone questa chiusura tra le circostanze proprie a rendere “tollerabili
e conformi alle esigenze dell’art. 4 OIF” “gli effetti dell’uso dei macchinari
di cantiere.”.
I
ricorrenti parrebbero dedurne che se l’albergo rimane aperto la vicinanza del
cantiere lo esporrebbe a immissioni sonore intollerabili. Dacciò la necessità
di chiuderlo.
Questa
deduzione urta però contro il fatto che l’albergo si trova a una distanza
maggiore dal portale degli altri 3 edifici. Ora se già nei loro confronti la
posa dei silenziatori consente di rispettare i limiti legali, a fortiori avrà
questo effetto sull'albergo, più lontano dei primi dalla fonte inquinante.
Non si
può quindi dedurre dal preavviso UPR che i rumori del cantiere impongano la
chiusura dell’albergo.
Come si è
detto più volte, è nell’ambito del progetto definitivo e della correlata procedura
espropriativa che si dovrà determinare più esattamente l’inquinamento e le sue
ripercussioni.
Si terrà
conto in quell’occasione dell’effetto deterrente che la presenza di un cantiere
di quell’importanza può avere sulla clientela. Si consideri per la stessa
occasione che una simile situazione non è del tutto infrequente (specie in
ambito urbano dove cantieri e alberghi fanno spesso buon vicinato) E’ però
innegabile che per una struttura spiccatamente turistica, insediata sulla riva
del lago, la circostanza può avere risvolti più negativi.
In chiave
positiva è invece interpretabile il ricupero alla circolazione pedonale e
ciclistica di una lunga tratta della litoranea, a partire da pochi passi
dall’albergo. Oggi tentare di percorrere a piedi la costiera è impresa poco
meno che suicidale.
Tutto ben
considerato le conclusioni del RIA sembrano attendibili. Spetta al progetto
definitivo e per cominciare al relativo EIA precisare i termini del problema e
predisporre le misure atte a ridurre l’impatto sonoro dovuto alla Galleria.
IV. Vibrazioni
Piano
generale
Premessa:
Normative applicabili: VSS Vereinigung Schweizerischer Strassenfachleuten
(1922) Schweizer Norm SN 640 312° - Erschütterungen;
Erschütterungseinwirkung auf Bauwerken.
Valori
limite espressi in m/s (velocità) e in Hz (frequenza) allo scopo di evitare
danni alle strutture delle opere adiacenti.
Nessuna
norma svizzera prescrive i limiti a tutela delle persone. Soccorre a questo fine la disposizione del "Deutsches
Institut für Normung" (1922), Deutsche Norm DIN 4150 Teil 2 –
Erschütterungen im Bauwesen; Einwirkungen auf Menschen in Gebäuden.
I. Fase
costruzione
A. prima dell’inizio lavori
Occorre assumere i seguenti provvedimenti:
· prova a futura memoria
· allestimento in collaborazione con
uno specialista di un piano relativo alla posa di apparecchi sismografi.
L’esperto dovrà essere in grado di valutare la tecnica di scavo adottata
dall’impresa, nonché di porvi eventuali correzioni
· misurazioni di vibrazioni a futura
memoria inerenti al traffico attuale
· informare la popolazione e le
autorità comunali sui lavori che si prevede di eseguire, indicando i controlli
che si intende allestire e il tipo di sorveglianza che verrà adottata.
B. durante i lavori
Scavo
delle trincee di approccio. Scavo in roccia tramite esplosivo. Sistema di
controllo presso le abitazioni adiacenti e su ev. massi instabili. Dosaggio
dell’esplosivo per ogni singolo numero di tempaggio e ad ogni modo brillamenti
di prova.
Cunicolo
pilota
Il RIA
rende attenti sulla necessità di adottare tecniche di brillamento adeguate.
“Le
vibrazioni indotte sulle adiacenza dall’utilizzo di una fresa vengono spesso
sottovalutate. Esse benché di minore ampiezza rispetto a quelle generate da
brillamenti risultano continue. Esiste quindi la possibilità che pure esse
risultino dannose per le adiacenze e in particolare per le persone all’interno
di edifici (la rotazione della fresatrice può provocare sulle persone, dal
punto di vista psicologico, dei disturbi non indifferenti.”
“L’eventuale
contenimento di queste vibrazioni risulta comunque molto problematico (le
esperienze in materia sono molto limitate). Quale prova a futura memoria
sarebbero comunque da prevedere, nei pressi dei portali, alcune misurazioni
puntuali.”
Allargo
del cunicolo pilota
Tramite
esplosivo. Le misurazioni saranno necessarie esclusivamente nei pressi dei
portali.
Quando
l’allargamento si avvicinerà al portale ovest, le misurazioni dovranno
cominciare ad una distanza di ca. 350 – 400 m dal portale. Ciò dovrebbe
permettere, in previsione dell’avvicinamento del fronte di scavo agli edifici
più prossimi all’asse della galleria, di ottimizzare la tecnica del
brillamento. Pure questi brillamenti dovranno avvenire, in linea di
massima, a determinati orari fissi (noti alla popolazione).
“Visto
che la sezione di scavo sarà abbastanza importante (cfr. sopra) riteniamo
giustificato procedere all’allargo del cunicolo pilota, in particolare nelle
vicinanze dei portali, in due ben distinte fasi.”
FASE
A – scavo della calotta
La
lunghezza dei fori dovrebbe essere di ca. 1.0 – 1,5 m al massimo.
“Prevediamo
che quantitativi di esplosivo di ca. 1,5 . 2.0 kg. per singolo numero di tempaggio
dovrebbero essere realistici. Pure qui è consigliato l’impiego di detonatori
elettrici delle serie 250 e 500 ms.”
FASE
B – scavo dello strozzo
Lo
strozzo potrà essere scavato in una seconda fase, a ca. 50 – 60 m di distanza e
contemporaneamente alla fase A. L’impiego di quantitativi di esplosivo di ca.
1,8 – 2.2 kg per numero di tempaggio dovrebbero risultare realistici.
Per quel
che concerne il posizionamento del cunicolo pilota proponiamo di prevederlo
tangente alla calotta della galleria.
II.
Fase di esercizio
Le
vibrazioni indotte dal traffico che transiterà in galleria non dovrebbero
porre, dal punto di vista delle vibrazioni, problemi particolari.
CONCLUSIONI
Le
analisi hanno permesso di definire le misure e le modalità di lavoro atte a
ridurre gli eventuali problemi causati dalle vibrazioni in fase di cantiere.
L’entità reale del disturbo provocato dalle vibrazioni andrà tuttavia valutata
mediante misurazioni sul campo durante i lavori.
Ricorso
I dati a
disposizione sono pochi. Le vibrazioni saranno avvertite per almeno 4-5 mesi e
aumenteranno man mano che ci si avvicina al portale.
“E’
essenziale disporre di dati quantitativi “in quanto nel caso in cui le
vibrazioni si rivelassero superiori a quelle indicate dalla norma DIN4150-2,
risulterebbero di conseguenza incompatibili con l’attività dell’ Albergo
__________.”
La durata
giornaliera dei lavori è inconciliabile con l’attività di un albergo.
Ora,
tutti questi dati non figurano nei doc. del PG e “non sono
stati posti in relazione con i forti interessi di carattere privato di cui (i
ricorrenti) sono portatori, quali titolari di un albergo.”
Osservazioni
del Consiglio di Stato
Oltre
alle misure indicate nel RIA si potrà verificare nella fase esecutiva se vi
saranno effettivamente immissioni superiori ai valori previsti dalle normative.
Se sì, occorrerà predisporre delle misure mitigative supplementari.
“A 400
m dal portale ovest, per limitare l’intensità delle cariche e di conseguenza
delle vibrazioni, si prevede di procedere all’allargo della sezione mediante
brillamento in 2 fasi (minor carica). I brillamenti avverranno inoltre ad orari
determinati e conosciuti ai confinanti, in modo da limitare il disturbo.”
Replica
E’
nuovamente sottolineata la carenza del RIA “in quanto mancano indicazioni
riguardo ai valori-limite che si intendono rispettare.”
Saranno
determinanti i valori misurati presso l’Albergo __________ secondo la norma
__________.
TPT
L’ultima
pretesa combacia con la proposta del Consiglio di Stato. Sono previste diverse
misure atte a ridurre per quanto possibile le vibrazioni e le loro conseguenze.
Alcune verranno imposte coi capitolati d'appalto altre assunte in fase di
costruzione a dipendenza delle situazioni contingenti.
Sembra
comunque escluso fin d'ora che le immissioni possano essere contenute al
disotto della soglia di nocività in tutte le fasi della costruzione.
Che,
sommate agli altri disturbi, esse possano ostacolare l’attività dell’albergo è
innegabile. Difficile dire ora se possono comportarne la chiusura, almeno nel
periodo caldo dei lavori.
Il
giudizio in merito nella fase successiva. Il problema è essenzialmente
espropriativo e non può essere risolto in questa sede.
V.
PAESAGGIO
Piano
generale
Il
rapporto è stato aggiornato nel dicembre 1998 per tener conto delle osservazioni
contenute nel preavviso UFAFP del 29 ottobre 1998 e delle osservazioni
scaturite dalla procedura di consultazione dei Comuni e degli enti interessati.
I
manufatti ai portali (vedi cap. 5.8) sono quindi stati modificati in modo da
soddisfare le esigenze di un corretto inserimento naturalistico e
paesaggistico, in consonanza con le indicazioni della perizia della Commissione
federale.
La
conseguenza è che lo svincolo al portale ovest non permette più di proseguire
verso __________, in provenienza dalla litoranea (declassata a strada di
quartiere).
Conclusioni
(pag. 46)
A seguito
delle sostanziali modifiche del progetto (che hanno eliminato il sovrappasso
previsto inizialmente sopra il portale ovest e rinunciato a rifare,
uniformandolo, il sistema degli attuali muri di sostegno) “i manufatti sono
ora disegnati in modo da intaccare il meno possibile la roccia nuda o i
terrazzamenti con muri a secco esistenti. Non si tratta quindi di un
intervento di ricostruzione (antropica) del paesaggio, ma di un intervento con
incidenza minima e di salvaguardia dell’esistente, con predisposizione alla ricolonizzazione
da parte di essenze naturali autoctone (e rare).
Ricorso
Secondo i ricorrenti, invece “l’opera stradale, ed in particolare
il portale ovest sconvolgerà e deturperà i valori paesaggistici della riviera
in cui è inserito l’Albergo __________. L’offerta turistica ne sarà talmente
svalutata da impedire una attività alberghiera. In caso contrario l’azienda,
ora fiorente, sarebbe destinata in poco tempo al fallimento.”
Osservazioni
del Consiglio di Stato
E’
riaffermato che su richiesta dell’UFAFP e della Commissione federale per la
protezione della natura e del paesaggio il progetto è stato ridimensionate e
che ne è conseguito un notevole miglioramento dell’impatto.
TPT
Non può
essere negato che il portale viene a posizionarsi proprio in corrispondenza
dello sperone roccioso di __________ __________, coperto da una vegetazione
lussureggiante di notevole interesse naturalistico. L’impatto sul paesaggio è
indubbiamente pesante, malgrado il provvidenziale intervento dell’Ufficio e
della Commissione federali (latitante la nostra commissione delle bellezze
naturali), che hanno fatto sopprimere l’orrenda bretella scavalcante il
portale.
Certo, qualsiasi
intervento costruttivo di questa importanza in un paesaggio già vistosamente
aggredito eppure carico ancora di una sua forza selvaggia (sarà il magnetismo
di questo "triangolo delle __________ "?) non può che apparire
problematico. E’ però illusorio credere che spostare il portale più a ovest
cambi la sostanza delle cose. Dove l’ha previsto l’ing. __________ è più
nascosto, in un corrugamento della montagna, il che limita opportunamente
l’impatto ma è lungi dal sopprimerlo. Molto più evidente in termini
paesaggistici è il vantaggio che la soluzione in Galleria offre rispetto
all’allargamento della litoranea. Questo avrebbe comportato opere murarie di
sostegno, lato lago, grandemente deturpanti, prolungando il brutale snaturamento
della costa perpetrato all’insenatura del __________, all’uscita dell’omonima
Galleria.
In
definitiva le critiche ricorsali appaiono eccessive e ad ogni modo una cosa è
certa: il portale progettato non comporta un degrado del paesaggio tale da
rendere necessaria la chiusura (che in ipotesi sarebbe definitiva)
dell’albergo.
- Allungamento
galleria
Abbiamo
così passato in rassegna i principali punti in contestazione.
Rimane da
affrontare, in quanto non già toccato in quell'ambito, il tema della soluzione
alternativa proposta dai ricorrenti (progetto __________).
Questa
allunga di ca. 280 m la galleria in roccia, spostando il portale ovest in una
zona meno sensibile sotto il profilo paesaggistico e naturalistico.
Ricordiamo
che nell’indagine preliminare del luglio 1997 erano state esaminate diverse
varianti in galleria (“lunga, corta, con diverse possibilità di svincoli ai
portali”). La preferenza è stata data all’attuale soluzione . L’UFAFP nel suo
preavviso del 6 novembre 1997 l’ha definita “ottimale sotto tutti gli
aspetti.”
Il merito
principale del progetto __________ è il ricupero ambientale di un’ulteriore
tratta della litoranea, restituendola alla fruizione di pedoni e ciclisti, con
significativo ampliamento della passeggiata panoramica sulla costiera. L’Albergo
ne sarebbe il principale beneficiario.
E’
evidente che più lunga è la galleria e più aumenta l’area riscattata dal
traffico. L’ideale sarebbe di tagliar fuori interamente la litoranea e sbucare
dal tunnel dopo __________. Soluzione non tanto avveniristica se un giorno si
volesse rompere l’isolamento della regione e creare quel collegamento con la
vicina autostrada italiana che oggi fa paura e che in realtà solo soluzioni
radicali possono rendere ambiente-compatibile. Ma è musica dell’avvenire.
Torniamo
alla versione __________ che non ha trovato adesione segnatamene, ma non solo,
per i maggiori costi che avrebbe comportato. Si tratta segnatamente della
necessità di provvedere la galleria di una ventilazione verticale col relativo
camino, di costruire un cunicolo di fuga per il caso di incendio o di altri
incidenti.
La
generica osservazione dei ricorrenti, in replica, che anche la Galleria qui
contestata dovrebbe esserne dotata visto i clamorosi incidenti capitati di
recente nei trafori stradali, non trova eco nel preavviso dell’UFAFP che non
pone simili condizioni.
D’altra
parte l’indicazione in 8 milioni del costo aggiuntivo non è confortata da
calcoli precisi né avrebbe potuto esserlo per il carattere ancora assai
sommario del progetto e la conseguente mancanza di un’analisi circostanziata
delle componenti di costo. Si pensi solo alle sorprese che possono riservare
gli aspetti geologici in una regione dalla tettonica travagliata come la
nostra.
Il
Consiglio di Stato parla nella sua risposta della necessità di entrare
abbastanza in profondità nella roccia al fine di evitare per quanto possibile
il tritume dello strato più esterno della montagna.
Non vi è
ragionevole motivo, tutto sommato, di ritenere che il maggior costo della
variante sia compensato dal risparmio delle indennità espropriative altrimenti
dovute all’Albergo (niente operazione a somma zero).
Sul piano
della funzionalità va peraltro considerato, a titolo abbondanziale, che il
fatto di inglobare l’albergo nella tratta stradale declassata riservata ai
residenti, potrebbe aumentare notevolmente il numero delle macchine facenti
capo al comparto, compromettendo un equilibrio già oggi precario. Se già con la
soluzione del PG l’immissione sulla cantonale in direzione __________ è difficoltosa
e non scevra di pericolo, ben più lo sarà se a tentare questa operazione si
presenterà un numero sensibilmente maggiore di macchine. E l’allungamento della
tratta significa maggior distanza da percorrersi da un capo all’altro e quindi,
oltre al maggior disagio per chi deve recarsi ad __________ e parte dal capo
opposto, vale a incrementare la circolazione veicolare in una tratta che
idealmente dev'esserne sgombra.
Tutto ben
considerato non appaiono motivi sufficienti per sostituire la soluzione prevista
dal PG con quella proposta dai ricorrenti.
- Considerazioni
conclusive
Abbiamo
passato in rassegna i diversi punti del PG contestati dai ricorrenti e in via
di sintesi concludiamo con un giudizio assolutorio.
E' esatto
che diversi punti, e non necessariamente di scarso rilievo, devono essere
approfonditi nella successiva fase del progetto definitivo. Li abbiamo
segnalati nel quadro dei considerandi, come già, prima di noi, l'UFAFP e prima
ancora diversi uffici cantonali, in prima linea l'Ufficio protezione aria ed
acqua.
Condividiamo
il preavviso finale dell'ufficio federale, costatando che il capitolato d'oneri
per il RIA di 2.a fase è stato integrato nel RIA concernente il PG,
conformemente alle proposte dell'UFAFP.
E' con
l'invito, che vale condizione, a darvi seguito che l'UFAFP ha espresso
preavviso positivo al PG. Se il progetto definitivo non dovesse tenerne conto l'UFAFP
lo preavviserà negativamente e la Confederazione negherà i suoi,
irrinunciabili, sussidi. Né peraltro v'è motivo di credere che il Consiglio di
Stato lo adotterà, se viziato da tali carenze. Rimane semmai riservato il
controllo giudiziario.
E' in
quella seconda fase che i ricorrenti potranno pienamente far valere le loro
ragioni, specie quelle di natura espropriativa, fondandosi su una base
conoscitiva che sarebbe impossibile o comunque eccessivo voler conseguire già
in questa sede.
In
definitiva, malgrado i punti inesplorati e le zone d'ombra il Gran Consiglio ha
potuto giustamente approvare il PG anziché rinviarlo al Consiglio di Stato per
ulteriori approfondimenti. E' infatti ragionevole assumere che il progetto
definitivo completerà il quadro in modo da potersi compiutamente accertare la
conformità ambientale dell'opera e l'assunzione delle misure atte a garantirla.
Per
quanto è qui possibile prevedere non risulterà a fine procedimento che la
Galleria __________ -__________ non doveva essere approvata neppure allo stadio
di PG e dia quindi luogo a variante o più radicalmente a rinuncia.
Per questi motivi,
dichiara e pronuncia
-
Il ricorso
é respinto.
-
Le spese
di giudizio sono poste a carico dei ricorrenti in misura di fr. 1'000.--.
-
Intimazione: -
Consiglio di Stato, Bellinzona
- Sezione pianificazione urbanistica, Bellinzona
Tribunale della pianificazione del territorio
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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