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tamente legate l'una all'altra, ma devono essere valutate dif- ferentemente. La regolamentazione trasparente degli acqui- sti pubblici, in particolare la procedura di aggiudicazione e la parità di trattamento tra gli offerenti, è ancorata nell'articolo indicante lo scopo della legge federale sugli acquisti pubblici. Il Consiglio federale terrà senz'altro debitamente conto di questi principi nell'ambito della futura ordinanza d'esecu- zione assicurando quindi che ai fini della presentazione delle offerte sia garantita la parità di trattamento tra le differenti re- gioni della Svizzera.
La richiesta dell'interpellante di distribuire equamente le commesse federali nelle regioni linguistiche della Svizzera e di prestare particolare attenzione alle regioni periferiche eco- nomicamente più deboli non è invece compatibile con la legge federale sugli acquisti pubblici e con l'Accordo Gatt su- gli appalti pubblici.
L'ordinanza relativa alla legge federale sugli acquisti pubblici è attualmente in elaborazione a livello di amministrazione. La procedura di consultazione, della durata di tre mesi, do- vrebbe essere avviata dal Dipartimento federale delle fi- nanze ancora prima delle vacanze estive.
La procedura di aggiudicazione si basa sull'Accordo Gatt del 15 aprile 1994 sugli appalti pubblici, che ha lo scopo di strut- turare in maniera trasparente per gli offerenti le commesse pubbliche di forniture, di servizi e di costruzioni.
Il committente è obbligato a mettere a pubblico concorso le commesse che superano determinati valori limite. La pubbli- cazione avviene in un organo che deve ancora essere desi- gnato dal Consiglio federale e che sia facilmente accessibile ad un vasto pubblico in tutte le regioni della Svizzera.
Per le forniture e i servizi il bando di concorso deve apparire almeno in due lingue ufficiali mentre per le commesse edili basta la lingua ufficiale del luogo della costruzione. Il Gatt ri- chiede inoltre che sia allegato un riassunto del bando di con- corso in una delle lingue ufficiali del Gatt, vale a dire fran- cese, inglese o spagnolo, qualora la prevista commessa non sia pubblicata in lingua francese. Questo modo garantisce che tutti gli offerenti interessati possano annunciarsi a un bando pubblico indipendentemente dalla loro ubicazione. In occasione della redazione del bando di concorso il commit- tente deve prestare particolare attenzione alle lingue del pa- ese. Esso è inoltre libero, a seconda dei casi, di pubblicare ulteriori bandi sui quotidiani e sulla stampa specializzata, se ciò contribuisce a migliorare la situazione di mercato.
Per le aggiudicazioni mediante trattativa privata, i commit- tenti possono contattare direttamente un offerente unica- mente nei casi descritti esaustivamente dall'Accordo Gatt, nei quali la procedura libera e quella selettiva non sono con- venienti (ad esempio per estrema urgenza, per motivi di diritti d'autore, per acquisti successivi ed operazioni a termine). Vi- sto che nell'ambito dell'aggiudicazione mediante trattativa privata il servizio degli acquisti non è tenuto a creare un'am- pia situazione concorrenziale, il Consiglio federale discipli- nerà rigidamente ed esaustivamente i casi di applicazione di questa procedura. Anche in questa procedura i servizi degli acquisti saranno invitati a non arrecare pregiudizi oppure a procurare vantaggi a singole regioni linguistiche. Parallela- mente alla procedura di consultazione sul progetto d'ordi- nanza, il Consiglio federale è disposto a valutare in che mi- sura la proposta dell'interpellante può - in certi casi - conci- liarsi con le procedure d'aggiudicazione mediante trattativa privata.
L'ordinanza d'esecuzione della legge sugli acquisti pubblici disciplinerà anche le aggiudicazioni delle commesse che non raggiungono i valori limite fissati nell'articolo 6 di questa legge. Il progetto che sarà tra poco posto in consultazione prevede l'introduzione di una «procedura di invito» che non impone l'obbligo del bando pubblico ma secondo la quale il
committente inviterà direttamente gli offerenti idonei a pre- sentare offerte. Se possibile il committente è tenuto a racco- gliere almeno tre offerte. Qualora la situazione lo consenta, dovrà creare una vasta situazione di concorrenza. Egli dovrà contattare offerenti che gli sembrano idonei a soddisfare le esigenze collegate con l'acquisto in questione. Nella misura del possibile il committente prenderà in considerazione offe- renti di tutte le regioni del paese affinché possano presentare un'offerta.
La procedura aperta e quella selettiva sarebbero pure ipotiz- zabili sotto i valori limite imposti dal Gatt, sempre che la pro- porzionalità sia rispettata in rapporto alle spese d'ammini- strazione.
Secondo la versione attuale del progetto d'ordinanza, allo scopo di realizzare un mercato interno svizzero verrà esami- nata la possibilità di statuire l'obbligo della pubblicazione per opere edili il cui valore è inferiore al valore limite del Gatt. Conclusione
Nell'ambito della procedura d'aggiudicazione, con l'ordi- nanza d'esecuzione in fase di elaborazione, il Consiglio fede- rale sostiene una politica di informazione il più possibile tra- sparente, affinché possano essere presentate offerte da tutte le regioni linguistiche e sia garantita una concorrenza leale tra i tanti possibili offerenti. Il Consiglio federale è tuttavia dell'opinione che l'aggiudicazione delle commesse pubbliche debba seguire coerentemente il principio della concorrenza. L'equa distribuzione delle commesse federali fra tutte le re- gioni linguistiche deve essere il risultato di meccanismi tra- sparenti d'aggiudicazione e non del privilegio accordato ad una regione piuttosto che a un'altra. Questo trattamento pri- vilegiato non sarebbe in effetti compatibile con il principio della libera concorrenza e con le disposizioni del Gatt.
Erklärung des Interpellanten: teilweise befriedigt Déclaration de l'interpellateur: partiellement satisfait
95.3152
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Derivate Effektenmärkte. Gesellschaftspolitische Beurteilung
Marchés des dérivés et politique sociale
Wortlaut der Interpellation vom 23. März 1995
Auch wenn sich vor einiger Zeit Bundesrat und WAK mit dem Derivatgeschäft (Bericht von Nationalbank und Eidgenössi- scher Bankenkommission) befasst haben, kommt die Lan- desbehörde nicht darum herum, im Zusammenhang mit dem spektakulären Fall der britischen Merchant-Bank Barings einmal öffentlich zu diesen neuartigen Finanzmärkten Stel- lung zu nehmen.
Welche volkswirtschaftliche und gesellschaftspolitische Be- deutung misst sie dem rasant expandierenden Derivatge- schäft auf den internationalen Finanzmärkten zu, und welche Folgerungen zieht sie im Hinblick auf eine sinnvolle zivile Re- gelung dieses bis heute kaum analytisch fassbaren techno- logischen Finanzbereichs? Dieses Problem stellt sich in der Schweiz zurzeit besonders dringlich, weil wir daran sind, wegweisende innen- und aussenpolitische Entscheide im Hinblick auf Wandel von einem Produktionsplatz hin zu ei- nem Dienstleistungs- und hier wiederum zu einem Finanz- platz zu fällen. Vor diesem Hintergrund möchte der Bundes- rat zu folgenden Fragen Stellung nehmen:
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a. den anderen Bereichen der Finanzmärkte;
b. der Realwirtschaft, von der es sich immer mehr abkoppelt; c. den institutionellen Anlegern mit öffentlicher Verantwor- tung (Pensionskassen, Wohlfahrtsorganisationen, Lokalver- waltungen u. a. m.);
d. der sozialen Verteilungsproblematik?
Wie beurteilt der Bundesrat die systemimmanenten Stabi- litätsprobleme des Derivatgeschäftes, und was folgert er po- litisch daraus?
Was denkt der Bundesrat über den Stand und die Entwick- lung der im Derivathandel verwendeten Informations-, Ana- lyse-, Kontroll- und Interventionsinstrumente auf den ver- schiedenen Systemebenen?
Wo sieht der Bundesrat allenfalls einen öffentlichen Hand- lungsbedarf aufgrund seiner staatspolitischen Verantwor- tung; wie sieht seine entsprechende Steuerungsphilosophie aus?
Wie und durch wen informiert sich der Bundesrat über die stetigen Umwälzungen bei der Konstruktion der Derivatpro- dukte, der Handelspraktiken, des Rechtsetzungsbedarfs und der Märkte?
Wie beurteilt der Bundesrat den Ausbildungsstand des im derivaten Bereich tätigen Personals? Wie gedenkt er die Qualität der Aus- und Fortbildungsstandards sicherzustel len?
Welche Vorstellungen hat der Bundesrat gegenüber dem allfälligen Verhalten der Nationalbank im Falle eines gravie- renden Marktversagens eines schweizerischen «big play- ers»?
Wie stellt sich der Bundesrat zur Tatsache der Aufgliede- rung der Marktteilnehmer mit unterschiedlichen Verpflichtun- gen und Bedingungen (Banken/Finanzinstitute und Industrie- und Handelsunternehmungen) sowie zur Tatsache, dass heute ein grösserer Teil des Derivatgeschäftes ausserbörs- lich (OTC) gehandelt wird?
Was meint der Bundesrat zur Tatsache, dass die nam- haften schweizerischen Grossbanken die in diesem relativ jungen und schwer abschätzbaren Geschäftsbereich welt- weit als Broker und Eigenhändler führenden Häuser sind?
Texte de l'interpellation du 23 mars 1995
Bien que le Conseil fédéral et la CER du Conseil national aient récemment traité des marchés des dérivés (rapport de la Banque nationale et de la Commission fédérale des ban- ques), les autorités ne pourront éviter de donner un avis offi- ciel sur ces nouveaux marchés financiers, en relation avec le cas spectaculaire de la banque britannique Barings.
Que signifie pour ces autorités, au plan économique et so- cial, l'expansion foudroyante des dérivés sur les marchés fi- nanciers internationaux, et quelles conclusions en tirent-el- les, si elles envisagent de réglementer en droit civil ce do- maine financier technologique qu'il est difficile aujourd'hui d'appréhender? Ce problème est particulièrement d'actualité en Suisse, puisque nous sommes en train de prendre des options décisives en politique intérieure et extérieure, notre économie de production se transformant progressivement en une économie de services et, précisément, de services finan- ciers. Je prie le Conseil fédéral de répondre aux questions suivantes:
Que signifie pour lui, au plan économique et social, l'ex- pansion foudroyante des produits dérivés sur les marchés fi- nanciers?
Quels sont pour lui les liens principaux entre le développe- ment des marchés dérivés et
a. les autres secteurs des marchés financiers;
b. l'économie, dont ils s'éloignent de plus en plus;
c. les investisseurs institutionnels ayant une responsabilité dans le domaine public (caisses de pension, organisations de prévoyance sociale, collectivités locales, etc.);
d. la problématique de la répartition sociale?
Que pense-t-il des problèmes de stabilité inhérents aux marchés dérivés, et quelles conclusions politiques en tire-t-il?
Que pense-t-il de l'état et de l'évolution des instruments d'information, d'analyse, de contrôle et d'intervention utilisés sur les marchés dérivés aux différents niveaux du système? 5. Sur quels points pense-t-il qu'il est nécessaire d'agir offi- ciellement en vertu de sa responsabilité politique? Quelle est, en la matière, sa philosophie en ce qui concerne la direc- tion de l'Etat?
Comment le Conseil fédéral s'informe-t-il des change- ments constants qui affectent la création des dérivés, les pra- tiques sur le marché, les lacunes de la législation et les mar- chés eux-mêmes? De quelle source tient-il ses informations? 7. Que pense-t-il du degré de formation des personnes tra- vaillant dans le secteur des dérivés? Que compte-t-il faire pour assurer la qualité de la formation et du perfectionne- ment?
Quelle serait, de l'avis du Conseil fédéral, l'attitude de la Banque nationale si jamais un «grand spéculateur» suisse provoquait une grave perturbation du marché?
Que pense le Conseil fédéral, d'une part, du fait que les participants au marché aient des obligations et des condi- tions différentes (banques/instituts financiers et entreprises industrielles et commerciales) et, d'autre part, du fait que la majeure partie des dérivés sont traités actuellement hors bourse (OTC: produits traités de gré à gré)?
Que pense-t-il du rôle de premier plan joué par les gran- des banques suisses renommées en tant que courtiers et pour leur propre compte dans ce secteur relativement nou- veau et difficile à évaluer?
Mitunterzeichner - Cosignataires: Baumann Stephanie, Bo- rel François, Bundi, Caspar-Hutter, Danuser, de Dardel, Haering Binder, Hafner Ursula, Hämmerle, Herczog, Hu- bacher, Jeanprêtre, Jöri, Leemann, Leuenberger Ernst, Marti Werner, Meyer Theo, Rechsteiner, Ruffy, Strahm Rudolf, Tschäppät Alexander, Vollmer, Züger (23)
Schriftliche Begründung - Développement par écrit
Die kürzliche Krise der renommierten britischen Merchant- Bank Barings hatte - im Unterschied zu früheren vergleich- baren Vorkommnissen (Bank of Credit and Commerce BCCI, Metallgesellschaft u. a. m.) - einen öffentlichen Signal- und Diskussionseffekt. Die rasante, kaum erfassbare Entwick- lung neuer und kombinierbarer derivater Finanzprodukte durch ein wissenschaftlich-mathematisches Financial engi- neering verbunden mit systematischem Marketing führte zu selten gesehenen Marktexpansionen, deren weitreichende Konsequenzen kaum abzuschätzen sind. Dabei konnten die Finanztransaktionen aus der weltweit ausgebauten Telema- tik und den neuen Börsentechniken Nutzen ziehen. Das Vo- lumen, der Wert, die Komplexität und die Geschwindigkeit des derivaten Geschäftes haben heute Dimensionen er- reicht, dass die Versuche, das Geschäft in den Bereichen des Risikomanagements und der Rechtsetzung in den Griff zu bekommen, der Entwicklung hintennach hinken. Es geht hier um die gesellschaftliche Einbindung einer Finanztechno- logie, die im Unterschied zu anderen Technologiefragen (Biotechnologie) öffentlich-politisch noch kaum ein Thema ist. Die Tatsache, dass der Umgang mit diesen neuen abge- leiteten Produkten immer weniger der systematischen Absi- cherung von Devisen-, Zins- und anderen Risiken dient, son- dern dank ihrer Hebelwirkung (Leverage) mit relativ gerin- gem Kapitaleinsatz überproportionale Gewinne oder Verlu- ste verspricht und damit spekulativen Charakter annimmt, muss neben der Wirtschaft auch die Politik auf den Plan ru- fen.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 6. Juni 1995 Rapport écrit du Conseil fédéral
du 6 juin 1995
Ein grosser Teil der derivaten Produkte ist standardisiert und wird an den unterschiedlichen internationalen Börsen wie der Soffex oder der Liffe gehandelt. In der Schweiz fallen diese Instrumente in den Geltungsbereich des Bundesgesetzes über die Börsen und den Effektenhandel. Eine Gefahr ber-
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gen die nichtstandardisierten Finanzderivate, die sogenann- ten OTC («over the counter») gehandelten Finanzderivate, die zwischen den einzelnen Institutionen direkt ausgehandelt und deshalb nur schwer erfasst werden können. In der fol- genden Antwort verstehen wir unter dem Begriff Finanzderi- vate sowohl standardisierte wie auch OTC-Derivate.
Einleitend sollte zum Fall Barings folgendes angefügt wer- den: Die Barings Brothers Bank war eine Merchant-Bank und mit Blick auf die von ihr getätigten Geschäfte im Vergleich zu den Schweizer Banken völlig unterkapitalisiert. Obwohl sie Vermögen in der Höhe von mehreren Milliarden Pfund ver- waltete, umfasste ihr Eigenkapital knapp 500 Millionen Pfund (etwa 1 Milliarde Schweizerfranken). (Im schweizerischen Vergleich war die Barings Bank gemessen an ihrem Eigen- kapital etwa so gross wie die Neue Aargauer Bank. Die drei Schweizer Grossbanken haben zusammen eine Bilanz- summe von 750 Milliarden Schweizerfranken. Dem gegen- über stehen offene Derivatkontrakte mit einem Wiederbe- schaffungswert von 138 Milliarden Schweizerfranken.) Zu- dem haben bei der Barings Bank alle elementaren Aufsichts- mechanismen versagt. Das interne Kontrollsystem wurde vernachlässigt. Grundlegende Prinzipien der Überwachung auf Stufe der Geschäftsleitung sind umgangen worden. In der Schweiz wurde bis heute erst ein Fall mit einem nen- nenswerten Schaden bekannt, der aus dem falschen Einsatz von Finanzderivaten herrührte: derjenige der Pensionskasse von Landis & Gyr. Im gleichen Zeitraum jedoch hatten ver- schiedene Institute grosse Einbussen im herkömmlichen Kreditgeschäft, vor allem bei den Hypotheken. Solche führ- ten bekanntlich auch zum Zusammenbruch der Spar- und Leihkasse Thun. Weitere Fälle, die direkt oder indirekt vom Hypothekarmarkt betroffen waren und ihre Selbständigkeit verloren haben, sind die Volksbank, die Neue Aargauer Bank sowie die Solothurner Kantonalbank. Gerade beim Hypothe- kar- und Zinsgeschäft wurden vielfach Verluste erzielt, weil die entsprechenden Risikopositionen nicht mit Derivaten ab- gesichert wurden. Aufgrund des effektiv erlittenen Schadens für die Wirtschaft der Schweiz nimmt sich derjenige aus den Finanzderivaten bisher eher bescheiden aus.
Zur gesellschafts- und wirtschaftspolitischen Auswirkung der Finanzderivate verweisen wir auf die Studie der Schwei- zerischen Nationalbank (SNB), die im Quartalsheft «Geld, Währung und Konjunktur», Nr. 4, Dezember 1994, veröffent- licht wurde. Zusammenfassend können hier die folgenden Grundaussagen des Berichtes aufgeführt werden: Durch ei- nen massvollen Einsatz der Finanzderivate können Risiken günstiger verteilt werden. In diesem Sinne tragen die Finanz- derivate zur Wohlfahrt bei. Die Marktentwicklung der Finanz- derivate hat in ihrer Wirksamkeit keinen wesentlichen Ein- fluss auf die Geldpolitik.
a. Im Dienstleistungssektor hat sich über die Erschlies- sung der Finanzderivate eine engere Verknüpfung des Ban- ken- und des Versicherungsgeschäftes ergeben. Finanzderi- vate können von ihrer Einsatzmöglichkeit her als Versiche- rungsgeschäfte auf herkömmlichen Finanzinstrumenten de- finiert werden. Zudem hat sich in den letzten Monaten eine verstärkte Konsolidierung dieser Märkte ergeben, nicht zu- letzt auch durch das Engagement von Versicherungen bei Derivathäusern (ein Beispiel: die Schweizer Rückversiche- rungs-Gesellschaft erwarb einen Anteil an Credit Suisse Financial Products).
b. Vom Ausbau und der Stärkung des Finanzplatzes Schweiz profitieren in erster Linie die Banken und Versiche- rungen. Ein starker Finanzplatz hilft über seine Finanzie- rungskraft aber auch der einheimischen Industrie. Die Indu- strie kann über günstige Investitionen und Finanzierungen ihre Produktion erweitern und innovative Alternativen erar- beiten.
c. Privatwirtschaftliche institutionelle Anleger werden an ih- ren Leistungen im freien Markt gemessen und in der Regel auch nach diesen Kriterien ausgesucht. Im Gegensatz hierzu stehen die institutionellen Anleger mit öffentlicher Verantwor- tung, die durch die Betroffenen nicht frei ausgewählt werden. So ist der Arbeitnehmer an die Pensionskasse seines Arbeit- gebers gebunden und der Steuerzahler von den Leistungen
der Lokalverwaltung direkt betroffen. Finanzderivate als In- strumente des Risikomanagements werden sowohl von pri- vatwirtschaftlichen wie auch von institutionellen Anlegern mit öffentlicher Verantwortung eingesetzt. Sie bilden eine nützli- che Ergänzung zur Bewirtschaftung der Anlageportfolios. Vernünftig eingesetzt, sichern und optimieren sie die Rendite bei den Aktien- und den Zinsanlagen. Im Bereich des Cash- managements helfen sie, kurzfristige Lücken in der Finanzie- rung zu schliessen und die Mittelaufnahme zu optimieren, in- dem sie Risiken und Kosten senken. In diesem Sinne profi- tiert im Resultat auch der Versicherte oder der Steuerzahler. d. Die soziale Verteilung wird durch die Finanzderivate nur indirekt beeinflusst. Indem beispielsweise Banken bei der Refinanzierung ihre Hypothekarportfolios besser gegen vola- tile Zinsen absichern können, wird es Mietern und Eigen- heimbesitzern ermöglicht, von den stabileren Konditionen im Hypothekenmarkt zu profitieren. Die OTC-Märkte der Fi- nanzderivate sind auf Institutionen einer gewissen Grösse li- mitiert. In der Regel haben nur kapitalmarktfähige Unterneh- men und Banken mit entsprechendem Eigenkapital Zugang zu diesen Märkten.
Empirische Untersuchungen zur Problematik einer mögli- chen destabilisierenden Einwirkung der Finanzderivate auf die Finanzmärkte haben ergeben, dass durch die Möglichkeit des Einsatzes solcher Instrumente die Preisvolatilität auf den Finanzmärkten eher abnimmt. Finanzderivate wirken aus dieser Sicht stabilisierend auf die Wirtschaft. Es besteht zur- zeit kein Bedarf zur Marktregulierung von seiten des Bundes- rates. Auch die Nationalbank, zu deren Aufgabe es gehört, über eine stabilitätsorientierte Geldpolitik Krisen auf dem Fi- nanzmarkt vorzubeugen, sieht zurzeit keinen Handlungsbe- darf bezüglich der Derivatmärkte (siehe hierzu die entspre- chenden Ausführungen im Bericht der SNB). Um allfällige sy- stemimmanente Probleme frühzeitig erkennen zu können, braucht es eine verbesserte Transparenz der Märkte. In die- sem Sinne sind die geltenden Rechnungslegungsvorschrif- ten zu überprüfen (siehe hierzu auch die Ausführungen zu Frage 9). Eine enge Zusammenarbeit mit den internationa- len Organisationen (vgl. die Ausführungen zu den Fragen 4 und 6) muss ausserdem gewährleistet sein, damit die auf in- ternationaler Ebene erarbeiteten Erkenntnisse und ein dar- aus entstehender Regulierungsbedarf im lokalen Markt um- gesetzt werden können.
Institutionen, die Finanzderivate einsetzen, sind selber verantwortlich, dass die interne Überwachung und die Kon- trolle der Handelstätigkeiten und des Risikomanagements sowie die Berichterstattung auf allen Ebenen lückenlos funk- tioniert und den gesetzlichen Vorschriften entspricht. Sie ha- ben in diesem Sinne auch die entsprechenden internen Infor- mationssysteme bereitzustellen und zu überwachen. Die Überwachung der Derivattätigkeit der Banken, Anlagefonds und ab nächstem Jahr der Effektenhändler und Börsen er- folgt über die EBK als Aufsichtsbehörde und über die von ihr anerkannten Revisionsgesellschaften. Über die Mitarbeit bei neuen Gesetzen und deren Revision sowie durch ihre Richt- linien kann die EBK genügend effizient auf die Entwicklungen der Märkte reagieren. Die Bankenaufsicht hat vermehrt bei den Banken zu prüfen oder prüfen zu lassen, dass das Risi- komanagement und das interne Kontrollsystem den Minimal- anforderungen genügen. Diese Anforderungen sind in den «Richtlinien für das Risikomanagement im Derivativge- schäft» des Basler Ausschusses für Bankenaufsicht zusam- mengefasst. Der Fall Barings hat zudem die Wichtigkeit der Eigenmittel aufgezeigt. Die schweizerischen Eigenmittelvor- schriften wurden kürzlich den Empfehlungen des Basler Aus- schusses zur Unterlegung der Kreditrisiken angepasst. Ne- ben dem Kreditrisiko ist aber auch dem Markt- und Positions- risiko auf den Handelsbeständen der Banken adäquat Rech- nung zu tragen. Entsprechende Empfehlungen werden vom Basler Ausschuss zurzeit ausgearbeitet und im Verlauf die- ses Jahres vorliegen. Bei der Umsetzung dieser Empfehlun- gen ist eine eventuelle Erhöhung der Eigenmittelanforderun gen für die Schweizer Banken zu überprüfen. Diese sollten allenfalls strenger als die Mindestempfehlungen des Basler Ausschusses gestaltet werden (Ergänzung der Amtsberichte
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Interpellation Theubet
der SNB und der EBK; Brief an den Präsidenten der WAK vom 10. März 1995). Eine analoge Aufsicht über die Pensi- onskassen geschieht über das Bundesamt für Sozialversi- cherung (wir verweisen hier auf die Antwort des Bundesrates auf die Interpellation Strahm Rudolf 95.3020 vom 25. Januar 1995: Risikoreiche Finanzmarktgeschäfte von Pensionskas- sen). Zur Problematik der Rechnungslegung verweisen wir auf die Ausführungen zu Frage 9.
Neben den bestehenden Vorschriften des Banken- und des Börsenrechtes besteht kein unmittelbarer Handlungsbe- darf zu einer ergänzenden rechtlichen Regelung der Finanz- derivate. Wir verweisen hier auch auf die Ausführungen zur Frage 8 unten.
Der Bundesrat wird von den verschiedenen zuständigen Stellen der Verwaltung, von der SNB und der EBK über die Entwicklung auf den Märkten und die international getroffe- nen Massnahmen informiert. Diese Institutionen nehmen Einsitz in internationalen Gremien, die die Entwicklung im Derivatbereich ständig verfolgen und einen allfälligen regu- latorischen Handlungsbedarf in ihren Arbeiten prüfen. Es sind dies die Bank für Internationalen Zahlungsausgleich (insbesondere der Basler Ausschuss für Bankaufsicht), die losco (International Organization of Securities Commis- sions), das Comite des marchés financiers der OECD sowie die Zehnergruppe (G-10). Daneben bestehen zusätzlich auch Kontakte der Verwaltung zu den Banken und den Deri- vathäusern.
Der Ausbildungsstand bei den Schweizer Banken wird durch das wirtschaftliche Umfeld geprägt. Nur mit Personal, das über eine Ausbildung verfügt, die dem aktuellen Stand der Wissenschaft angepasst ist, können heute die entspre- chenden Resultate erwirtschaftet und die Stellung im Finanz- markt gehalten bzw. verbessert werden. Die Konkurrenz auf dem Finanzmarkt sichert den im Markt geforderten Ausbil- dungsstand. Banken gehören heute in der Schweiz zu den grössten Berufsausbildern. Sie helfen bei der Besetzung ei- ner grossen Anzahl von Stellen in der Industrie und in Han- delsfirmen.
Vom Versagen eines Marktes wird dann gesprochen, wenn dieser nicht zur Optimierung der Wohlfahrt beitragen kann bzw. diese durch die Entwicklung des Marktes sogar gefährdet würde. Die SNB ist verantwortlich für das Gesamt- system und nicht für den Einzelfall. Es liegt in der Zuständig- keit der EBK, sicherzustellen, dass die Banken genügend Ei- genkapital ausweisen, damit die Märkte entsprechend ohne Störung funktionieren können. Ein Einstehen einer staatli- chen Institution im Krisenfall ist sehr gefährlich. Das System wird dadurch nicht gerettet, sondern es werden zusätzliche Probleme geschaffen. Gerade die Entwicklungen nach den Schwierigkeiten der Barings Bank zeigten, dass der Markt nicht zusammenbricht, sondern mit solchen Schwierigkeiten umgehen kann. Hätte die Bank of England eingegriffen, würde die Gefahr bestehen, dass Banken im Vertrauen auf das Handeln ihrer Zentralbank oder einer staatlichen Institu- tion ihr eigenes Risikomanagement vernachlässigen, indem sie dieses nicht mehr laufend überprüfen und den Entwick- lungen des Marktes entsprechend verbessern.
Das Hauptproblem der Finanzderivate liegt in der richtigen Erfassung, Beurteilung und Kontrolle der mit diesen Instru- menten verbundenen Risiken. Die Rechnungslegungsvor- schriften für Banken, welche mit dem Inkrafttreten des Bun- desgesetzes über die Börsen und den Effektenhandel grund- sätzlich auch für die Effektenhändler gelten werden, wurden mit Wirkung auf den 1. Februar 1995 neu überarbeitet (siehe auch die Richtlinie der EBK zu den Rechnungslegungsvor- schriften vom 14. Dezember 1994, RRV-EBK). Sie verlan- gen eine transparente Berichterstattung über die Geschäfts- tätigkeit mit Finanzderivaten. Für die an der Börse kotierten Industrie- und Handelsunternehmen wird das neue Kotie- rungsreglement Mindestanforderungen an die Rechnungsle- gung auch bezüglich derivativer Finanzinstrumente festle- gen. Der Bundesrat wird die Frage der Rechnungslegungs- vorschriften des OR und des Banken- und Börsenrechts im Rahmen der Motion WAK-NR 94.3483, Risiken der Finanz- derivate, im Detail beantworten.
An der Börse werden nur standardisierte Produkte gehan- delt, die nicht allen individuellen Bedürfnissen entsprechen können. Deshalb werden ausserbörslich Finanzderivate an- geboten, die auf die spezifischen Bedürfnisse massge- schneidert sind. Bei diesen OTC-Derivaten sind im Gegen- satz zu den börsengehandelten Produkten insbesondere das Kredit- und das Abwicklungsrisiko zu beachten. Dabei ist je- doch zu berücksichtigen, dass sich als Gegenpartei im OTC- Geschäft nur Institutionen mit bestem Rating qualifizieren. Dies hat dazu geführt, dass viele der führenden Häuser spe- zielle, mit einer starken Eigenmittelbasis ausgestattete Deri- vatgesellschaften gegründet haben.
Erklärung des Interpellanten: teilweise befriedigt Déclaration de l'interpellateur: partiellement satisfait
95.3063
Interpellation Theubet Eidgenössisches Gestüt. Station Peu-Claude Haras fédéral. Station du Peu-Claude
Wortlaut der Interpellation vom 3. Februar 1995 Die Folgen, welche die Umgestaltung des Eidgenössischen Gestüts Avenches für die Fohlenaufzuchtstation Peu-Claude haben könnte, beunruhigen die Züchter im Jura. Diese be- fürchten vor allem, dass durch die Redimensionierung eine der nützlichsten Tätigkeiten zugunsten der Pferdezucht in den Freibergen schwer beeinträchtigt wird. Grosse Vorbe- halte bestehen auch gegenüber einer Privatisierung der In- frastrukturen, denn eine solche Änderung hätte Produktions- zwänge zur Folge.
Eine genauere Information über die Zukunft des Eidgenössi- schen Gestüts und namentlich über das, was für die Fohlen- aufzuchtstation Peu-Claude vorgesehen ist, würde es den in- teressierten Kreisen ermöglichen, die erforderlichen Mass- nahmen zu treffen, um diese Station und ihre Aufgabe zu er- halten.
Ich bitte deshalb den Bundesrat, uns über seine Absichten zu informieren und uns namentlich zu sagen, ob er sich an die Bestimmungen von Artikel 40 der Pferdezuchtverordnung zu halten gedenkt.
Texte de l'interpellation du 3 février 1995
Les conséquences que pourrait avoir le réaménagement du Haras fédéral d'Avenches sur la station d'élevage de pou- lains du Peu-Claude ne manquent pas d'inquiéter les éle- veurs jurassiens. Ceux-ci craignent surtout que le redimen- sionnement de cette institution ne porte un coup fatal à l'une des activités les plus utiles exercées en faveur de l'élevage chevalin aux Franches-Montagnes. L'éventualité de la priva- tisation d'une partie des infrastructures du haras suscitent également de grandes réserves, vu les impératifs de produc- tion auxquels un tel changement de statut serait soumis.
Des précisions quant à l'avenir du Haras fédéral et, plus par- ticulièrement, sur ce qui est envisagé pour la station du Peu- Claude permettraient aux milieux concernés de prendre les mesures nécessaires au maintien de cette dépendance et de sa mission.
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Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
16
Séance
Seduta
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Datum 23.06.1995 - 08:00
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