811.212.1•Ordinanza del DFI concernente l’accreditamento dei cicli di studio secondo la LPSan
811.212.1Departmental Ordinance1 feb 2020
del 13 dicembre 2019 (Stato 1° febbraio 2020)
Il Dipartimento federale dell’interno (DFI),
visto l’articolo 10 dell’ordinanza del 13 dicembre 20191
sulle competenze professionali sanitarie (OCPSan),
ordina:
La presente ordinanza fissa gli standard che concretizzano le competenze secondo la legge federale del 30 settembre 20162sulle professioni sanitarie (LPSan).
La presente ordinanza entra in vigore il 1° febbraio 2020.
(art. 3 cpv. 2 lett. a)
Il ciclo di studio deve trasmettere ai laureandi le competenze secondo la LPSan4e l’OCPSan.
2.1 Il ciclo di studio trasmette ai laureandi le conoscenze, le abilità e le capacità in cure infermieristiche che li rendono in grado di offrire una consulenza, un accompagnamento e un trattamento qualificati a persone di ogni gruppo di età in diversi contesti (stazionario, ambulatoriale, a domicilio), segnatamente nei campi:
2.2 Il ciclo di studio in cure infermieristiche, fondandosi su conoscenze scientifiche e di pratica clinica nel settore specialistico, trasmette vaste conoscenze, capacità e abilità, segnatamente nei seguenti settori:
a. anamnesi, diagnostica e rilevamento del fabbisogno;
b. fissazione degli obiettivi terapeutici con le persone in cura e i loro familiari;
c. pianificazione ed esecuzione degli interventi infermieristici;
d. garanzia della continuità delle cure nelle transizioni tra diverse offerte di cura;
e. individuazione e gestione adeguata dei fattori di rischio, delle complicanze e delle situazioni d’emergenza, adozione di provvedimenti di mantenimento in vita adeguata alla situazione;
f. offerta di sostegno e consulenza alle persone in cura e ai loro familiari, inclusa la trasmissione delle conoscenze specifiche e le necessarie istruzioni;
g. verifica dell’efficacia degli interventi infermieristici secondo standard di qualità;
h. conduzione di colloqui e strutturazione della relazione terapeutica con le persone in cura e i loro familiari;
i. trasmissione di conoscenze e istruzione di professionisti con altre qualifiche nell’ambito delle cure infermieristiche o professionisti di altri gruppi professionali, incluse la supervisione e l’assunzione della responsabilità del processo di cura;
j. collaborazione interprofessionale e promozione del punto di vista specifico delle cure infermieristiche;
k. deontologia professionale e obblighi professionali nonché prescrizioni regolamentari da parte delle istituzioni;
l. riconoscimento delle esigenze di ricerca in cure infermieristiche, partecipazione alla risoluzione di quesiti di ricerca, inclusa la trasposizione nella pratica delle eventuali nuove conoscenze scientifiche acquisite.
2.3 Moduli di formazione pratica clinica:
a. sono parte integrante del ciclo di studio in cure infermieristiche moduli di formazione pratica clinica conformi alle disposizioni delle pertinenti direttive dell’Unione europea; in questi moduli gli studenti sono a diretto contatto con persone in cura e sono formati da professionisti; i moduli di formazione pratica clinica coprono diversi settori delle cure infermieristiche;
b. i praticantati si svolgono in istituti o organizzazioni del sistema sanitario e sono organizzati in modo che gli studenti siano integrati nell’istituto o nell’organizzazione e possano assumersi responsabilità consone alle loro competenze e facoltà.
2.4 La collaborazione tra le scuole universitarie e gli istituti o le organizzazioni in cui gli studenti svolgono il praticantato è regolamentata. Sono oggetto della regolamentazione in particolare i diritti e i doveri dei partner della formazione nonché le competenze da acquisire durante il praticantato.
Si verifica periodicamente che il ciclo di studio trasmetta ai laureandi le competenze secondo la LPSan e l’OCPSan e, ove necessario, sia ottimizzato.
(art. 3 cpv. 2 lett. b)
Il ciclo di studio deve trasmettere ai laureandi le competenze secondo la LPSan5e l’OCPSan.
2.1 Il ciclo di studio trasmette ai laureandi le conoscenze, le abilità e le capacità in fisioterapia che li rendono in grado di offrire una consulenza, un accompagnamento e un trattamento qualificati a persone di ogni gruppo di età in diversi contesti (strutture stazionarie e ambulatoriali, studi privati), segnatamente nei campi:
2.2 Il ciclo di studio in fisioterapia, fondandosi su conoscenze scientifiche e di pratica clinica nel settore specialistico, trasmette vaste conoscenze, capacità e abilità, segnatamente nei seguenti settori:
a. diagnostica e prognostica: ricorso a metodi basati su colloqui e test, esecuzione di analisi funzionali, motorie e del dolore;
b. fissazione degli obiettivi fisioterapici con la persona in cura tenendo conto delle sue risorse;
c. pianificazione ed esecuzione dei trattamenti fisioterapici: utilizzo di tecniche manuali, facilitazione del movimento ed elementi di allenamento terapeutico, sostegno nel cambiamento del comportamento motorio le persone affette da limitazioni fisiche acute o croniche, eventualmente con l’ausilio di tecnologie di supporto al movimento;
d. sostegno del processo fisioterapico attraverso la consulenza e la comunicazione verbale, non verbale e tattile;
e. verifica dell’efficacia degli interventi fisioterapici secondo standard di qualità;
f. trasmissione di conoscenze e di referti alle persone in cura;
g. trasmissione di conoscenze a professionisti del proprio e di altri gruppi professionali;
h. collaborazione interprofessionale e promozione del punto di vista fisioterapico;
i. deontologia professionale e obblighi professionali nonché prescrizioni regolamentari da parte delle istituzioni;
j. individuazione del fabbisogno di ricerca in fisioterapia, partecipazione alla risposta a quesiti di ricerca, inclusa la trasposizione nella pratica delle eventuali nuove conoscenze scientifiche acquisite.
2.3 Moduli di formazione pratica clinica:
a. sono parte integrante del ciclo di studio in fisioterapia moduli di formazione pratica clinica che corrispondano almeno a 40 crediti ECTS6; in questi moduli gli studenti sono a diretto contatto con le persone in cura e vengono formati da professionisti; i moduli di formazione pratica clinica coprono diversi ambiti della fisioterapia;
b. i praticantati in fisioterapia si svolgono in istituti o organizzazioni del sistema sanitario, dei servizi sociali, dello sport e negli studi privati di fisioterapia; i praticantati sono organizzati in modo che gli studenti vengano integrati nell’istituto o nell’organizzazione e possano assumersi responsabilità consone alle loro competenze e facoltà.
2.4 La collaborazione tra le scuole universitarie e gli istituti o le organizzazioni in cui gli studenti svolgono il praticantato è regolamentata. Sono oggetto della regolamentazione in particolare i diritti e i doveri dei partner della formazione nonché le competenze da acquisire durante il praticantato.
Si verifica periodicamente che il ciclo di studio trasmetta ai laureandi le competenze secondo la LPSan e l’OCPSan e, ove necessario, sia ottimizzato.
(art. 3 cpv. 2 lett. c)
Il ciclo di studio deve trasmettere ai laureandi le competenze secondo la LPSan7e l’OCPSan.
2.1 Il ciclo di studio trasmette ai laureandi le conoscenze, le abilità e le capacità in ergoterapia che li rendono in grado di offrire una consulenza, un accompagnamento e un trattamento qualificati a persone di ogni gruppo di età in diversi contesti (istituti, studi privati, nella sfera vitale delle persone in cura), segnatamente nei campi:
2.2 Il ciclo di studio in ergoterapia, fondandosi su conoscenze scientifiche e di pratica clinica nel settore specialistico, trasmette vaste conoscenze, capacità e abilità, segnatamente nei seguenti settori:
a. esame clinico e analisi dell’occupazione delle persone in cura nel contesto sociale, culturale, spaziale, temporale e istituzionale;
b. scelta, pianificazione ed esecuzione degli interventi ergoterapici volti a promuovere l’autonomia delle persone in cura, individuazione e utilizzo delle risorse disponibili, scelta e adattamento degli ausili, allestimento dell’ambiente;
c. conduzione di colloqui e strutturazione della relazione terapeutica, presa delle decisioni d’intesa con le persone in cura;
d. verifica dell’efficacia degli interventi ergoterapici secondo standard di qualità;
e. trasmissione di conoscenze ergoterapiche alle persone in cura e al loro entourage e sostegno nella relativa attuazione;
f. trasmissione di conoscenze ergoterapiche a professionisti del proprio gruppo professionale e di altri;
g. collaborazione interprofessionale e promozione del punto di vista ergoterapico;
h. deontologia professionale e obblighi professionali nonché prescrizioni regolamentari da parte delle istituzioni;
i. individuazione del fabbisogno di ricerca in ergoterapia, partecipazione alla risoluzione di quesiti di ricerca, inclusa la trasposizione nella pratica delle eventuali nuove conoscenze scientifiche acquisite.
2.3 Moduli di formazione pratica clinica:
a. sono parte integrante del ciclo di studio in ergoterapia moduli di formazione pratica clinica che corrispondano almeno a 30 crediti ECTS; in questi moduli gli studenti sono a diretto contatto con le persone in cura e vengono formati da professionisti; i moduli di formazione pratica clinica coprono diversi campi dell’ergoterapia;
b. i praticantati in ergoterapia si svolgono in istituti o organizzazioni del sistema sanitario, dei servizi sociali o in studi privati di ergoterapia; sono organizzati in modo che gli studenti vengano integrati nell’istituto o nell’organizzazione e possano assumersi responsabilità consone alle loro competenze e facoltà.
2.4 La collaborazione tra le scuole universitarie e gli istituti o le organizzazioni in cui gli studenti svolgono il praticantato è regolamentata. Sono oggetto della regolamentazione in particolare i diritti e i doveri dei partner della formazione nonché le competenze da acquisire durante il praticantato.
Si verifica periodicamente che il ciclo di studio trasmetta ai laureandi le competenze secondo la LPSan e l’OCPSan e, ove necessario, sia ottimizzato.
(art. 3 cpv. 2 lett. d)
Il ciclo di studio deve trasmettere ai laureandi le competenze secondo la LPSan8e l’OCPSan.
2.1 Il ciclo di studio trasmette ai laureandi le conoscenze, le abilità e le capacità che li rendono in grado di operare in qualità di levatrici in diversi contesti (istituti, studi privati, a domicilio), segnatamente coprendo tutti i campi della consulenza, dell’accompagnamento e dell’assistenza della donna, del bambino e della famiglia in ogni fase della gravidanza, del parto, del puerperio e dell’allattamento sino alla fine del primo anno di vita del bambino.
2.2 Il ciclo di studio di levatrice, fondandosi su conoscenze scientifiche e di pratica clinica nel settore specialistico, trasmette vaste conoscenze, capacità e abilità, segnatamente nei seguenti settori:
2.3 Moduli di formazione pratica clinica:
a. sono parte integrante del ciclo di studio di levatrice moduli di formazione pratica clinica conformi alle disposizioni delle pertinenti direttive dell’Unione europea; in questi moduli gli studenti sono a diretto contatto con le persone in cura e vengono formati da professionisti; i moduli di formazione pratica clinica coprono diversi ambiti dell’ostetricia;
b. i praticantati di levatrice si svolgono in istituti o organizzazioni del sistema sanitario; sono organizzati in modo che gli studenti vengano integrati nell’istituto o nell’organizzazione e possano assumersi responsabilità consone alle loro competenze e facoltà.
2.4 La collaborazione tra le scuole universitarie e gli istituti o le organizzazioni in cui gli studenti svolgono il praticantato è regolamentata. Sono oggetto della regolamentazione in particolare i diritti e i doveri dei partner della formazione nonché le competenze da acquisire durante il praticantato.
Si verifica periodicamente che il ciclo di studio trasmetta ai laureandi le competenze secondo la LPSan e l’OCPSan e, ove necessario, sia ottimizzato.
(art. 3 cpv. 2 lett. e)
Il ciclo di studio deve trasmettere ai laureandi le competenze secondo la LPSan9e l’OCPSan.
2.1 Il ciclo di studio trasmette ai laureandi le conoscenze, le abilità e le capacità in alimentazione e dietetica che li rendono in grado di offrire una consulenza, un accompagnamento e un trattamento qualificati a persone di ogni gruppo di età in diversi contesti (istituti, studi privati, a domicilio), segnatamente nei campi:
2.2 Il ciclo di studio in alimentazione e dietetica, fondandosi su conoscenze scientifiche e di pratica clinica nel settore specialistico, trasmette vaste conoscenze, capacità e abilità, segnatamente nei seguenti settori:
a. anamnesi, diagnostica e rilevamento del fabbisogno;
b. pianificazione, scelta e realizzazione di interventi in considerazione di fattori fisiologici, fisiopatologici, psicologici e sociali;
c. trasmissione a singole persone e a gruppi di popolazione di conoscenze sull’impatto delle derrate alimentari e delle abitudini alimentari sulla salute;
d. consulenza a singole persone, gruppi di popolazione e istituzioni e trasmissione delle istruzioni necessarie per metterli nelle condizioni di adottare un’alimentazione adeguata alla loro situazione e di modificare il proprio comportamento alimentare;
e. verifica dell’efficacia dei provvedimenti di alimentazione e dietetica secondo standard di qualità;
f. conduzione di colloqui e strutturazione della relazione terapeutica con le persone in cura;
g. trasmissione di conoscenze ai professionisti del proprio o di altri gruppi professionali, anche guidandoli nell’attuazione;
h. collaborazione interprofessionale e promozione del punto di vista della terapia nutrizionale;
i. deontologia professionale e obblighi professionali nonché prescrizioni regolamentari da parte delle istituzioni;
j. individuazione del fabbisogno di ricerca in alimentazione e dietetica, partecipazione alla risposta a quesiti di ricerca, inclusa la trasposizione nella pratica delle eventuali nuove conoscenze scientifiche acquisite.
2.3 Moduli di formazione pratica clinica:
a. sono parte integrante del ciclo di studio in alimentazione e dietetica moduli di formazione pratica clinica che corrispondano almeno a 25 crediti ECTS; in questi moduli gli studenti sono in diretto contatto con le persone in cura e vengono formati da professionisti; i moduli di formazione pratica clinica coprono diversi ambiti del campo professionale dell’alimentazione e della dietetica;
b. i praticantati in alimentazione e dietetica si svolgono in istituti o organizzazioni del sistema sanitario, dei servizi sociali o in studi privati del campo professionale dell’alimentazione e della dietetica; sono organizzati in modo che gli studenti vengano integrati nell’istituto o nell’organizzazione e possano assumersi responsabilità consone alle loro competenze e facoltà.
2.4 La collaborazione tra le scuole universitarie e gli istituti o le organizzazioni in cui gli studenti svolgono il praticantato è regolamentata. Sono oggetto della regolamentazione in particolare i diritti e i doveri dei partner della formazione nonché le competenze da acquisire durante il praticantato.
Si verifica periodicamente che il ciclo di studio trasmetta ai laureandi le competenze secondo la LPSan e l’OCPSan e, ove necessario, sia ottimizzato.
(art. 3 cpv. 2 lett. f)
Il ciclo di studio deve trasmettere ai laureandi le competenze secondo la LPSan10e l’OCPSan.
2.1 Il ciclo di studio trasmette ai laureandi le conoscenze, le abilità e le capacità in optometria che li rendono in grado di offrire una consulenza, un accompagnamento e un trattamento qualificati a persone di ogni gruppo di età in diversi contesti (istituti, studi privati, aziende optometriche), segnatamente nei campi:
2.2 Il ciclo di studio in optometria, fondandosi su conoscenze scientifiche e di pratica clinica nel settore specialistico, trasmette vaste conoscenze, capacità e abilità, segnatamente nei seguenti settori:
a. metodi di indagine optometrica per rilevare lo stato visivo e oculare;
b. interpretazione dei risultati e riconoscimento delle alterazioni dell’organo della vista e delle anomalie rispetto alla norma fisiologica;
c. comprensione delle relazioni tra patologie sistemiche e salute oculare;
d. spiegazione dei risultati dell’esame alle persone in cura;
e. consulenza alle persone in cura relativamente alle possibilità di migliorare lo stato visivo ed eventualmente fornitura di ausili visivi;
f. consulenza alla persona in cura relativamente alle possibilità di salvaguardare la salute oculare, indirizzandola allo specialista competente in caso di sospetto di una malattia;
g. conduzione di colloqui e strutturazione della relazione terapeutica;
h. verifica dell’efficacia dei provvedimenti optometrici secondo standard di qualità;
i. trasmissione di conoscenze optometriche a professionisti del proprio e di altri gruppi professionali;
j. deontologia professionale e obblighi professionali, prescrizioni legali e regolamentari e provvedimenti precauzionali.
2.3 Moduli di formazione pratica clinica:
a. sono parte integrante del ciclo di studio in optometria moduli di formazione pratica clinica che corrispondano almeno a 20 crediti ECTS; in questi moduli gli studenti sono a diretto contatto con le persone in cura e vengono formati da professionisti; i moduli di formazione pratica clinica coprono diversi ambiti nell’intero campo dell’optometria;
b. i praticantati in optometria si svolgono in istituti o organizzazioni del sistema sanitario o in aziende optometriche private; sono organizzati in modo che gli studenti vengano integrati nell’istituto o nell’organizzazione e possano assumersi responsabilità consone alle loro competenze e facoltà.
2.4 La collaborazione tra le scuole universitarie e gli istituti o le organizzazioni in cui gli studenti svolgono il praticantato è regolamentata. Sono oggetto della regolamentazione in particolare i diritti e i doveri dei partner della formazione nonché le competenze da acquisire durante il praticantato.
Si verifica periodicamente che il ciclo di studio trasmetta ai laureandi le competenze secondo la LPSan e l’OCPSan e, ove necessario, sia ottimizzato.
(art. 3 cpv. 2 lett. g)
Il ciclo di studio deve trasmettere ai laureandi le competenze secondo la LPSan11e l’OCPSan.
2.1 Il ciclo di studio trasmette ai laureandi le conoscenze, le abilità e le capacità in osteopatia che li rendono in grado di offrire una consulenza, un accompagnamento e un trattamento qualificati a persone di ogni gruppo di età e in tutte le condizioni di vita in diversi contesti (istituti e studi privati), segnatamente nei campi:
2.2 Il ciclo di studio in osteopatia, fondandosi su conoscenze scientifiche e di pratica clinica nel settore specialistico, trasmette vaste conoscenze, capacità e abilità, segnatamente nei seguenti settori:
a. anamnesi, diagnostica, analisi delle capacità funzionali dell’organismo utilizzando strumenti o metodi convalidati;
b. riconoscimento dei limiti dell’osteopatia, ove necessario indirizzando la persona in cura ad altri professionisti;
c. scelta dell’approccio terapeutico appropriato, pianificazione ed esecuzione delle opportune manipolazioni osteopatiche;
d. spiegazione delle diverse manipolazioni osteopatiche e del loro ambito di applicazione fornendo informazioni alle persone in cura;
e. verifica dell’efficacia delle manipolazioni osteopatiche secondo standard di qualità;
f. conduzione di colloqui e strutturazione della relazione terapeutica con le persone in cura;
g. collaborazione interprofessionale, trasmissione di conoscenze osteopatiche ad altri gruppi professionali e promozione del punto di vista osteopatico;
h. deontologia professionale e obblighi professionali, riconoscimento dei limiti dell’osteopatia rispetto ad altri settori specialistici nonché prescrizioni regolamentari da parte delle istituzioni;
i. individuazione del fabbisogno di ricerca in osteopatia, partecipazione alla risposta a quesiti di ricerca, inclusa la trasposizione nella pratica delle eventuali nuove conoscenze scientifiche acquisite.
2.3 Moduli di formazione pratica clinica:
a. sono parte integrante del ciclo di studio in osteopatia moduli di formazione pratica clinica che corrispondano almeno a 40 crediti ECTS; in questi moduli gli studenti sono a diretto contatto con le persone in cura e vengono formati da professionisti; i moduli di formazione pratica clinica coprono diversi ambiti del campo dell’osteopatia;
b. la formazione pratica clinica in osteopatia si svolge interamente o parzialmente sotto forma di praticantato in istituti o organizzazioni del sistema sanitario o dei servizi sociali oppure in studi privati di osteopatia; i praticantati sono organizzati in modo che gli studenti vengano integrati nell’istituto o nell’organizzazione e possano assumersi responsabilità consone alle loro competenze e facoltà.
2.4 La collaborazione tra le scuole universitarie e gli istituti o le organizzazioni in cui gli studenti svolgono il praticantato è regolamentata. Sono oggetto della regolamentazione in particolare i diritti e i doveri dei partner della formazione nonché le competenze da acquisire durante il praticantato.
Si verifica periodicamente che il ciclo di studio trasmetta ai laureandi le competenze secondo la LPSan e l’OCPSan e, ove necessario, sia ottimizzato.
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