814.501.512•Ordinanza del DFI concernente la manipolazione di sorgenti radioattive sigillate in medicina
814.501.512OSRMDepartmental Ordinance1 gen 2018
(OSRM)
del 26 aprile 2017 (Stato 1° gennaio 2018)
Il Dipartimento federale dell’interno (DFI),
visti gli articoli 12 capoverso 4, 36 capoverso 2, 79 capoverso 5, 88, 91, 99 capoverso 2, 100 capoverso 3 e 102 dell’ordinanza del 26 aprile 20171
sulla radioprotezione (ORaP),
ordina:
Il fornitore deve allegare a ogni sorgente medica un certificato di sorgente, redatto dal fabbricante, contenente almeno i seguenti dati:
Qualora, in singoli casi, sussistano motivi particolari a causa di applicazioni speciali o innovazioni tecniche, lʼUFSP può autorizzare deroghe alle disposizioni tecniche della presente ordinanza, purché il richiedente o il titolare della licenza dimostri che la radioprotezione è garantita da misure adeguate.
| a. 0,02 mSv alla settimana: | nei luoghi dove persone non professionalmente esposte a radiazioni possono sostare per lungo tempo oppure senza che il titolare della licenza ne possa controllare la presenza; |
|---|---|
| b. 0,1 mSv alla settimana: | nei luoghi dove possono sostare solo persone professionalmente esposte a radiazioni o che non sono destinati ad una permanenza prolungata. |
Il perito in radioprotezione controlla che l’esecuzione della costruzione avvenga in maniera corretta, conformemente ai piani di costruzione relativi alla radioprotezione autorizzati.
Le sorgenti mediche non più utilizzate devono essere destinate alla riutilizzazione oppure smaltite come scorie radioattive conformemente alle disposizioni in materia.
Il corpo dei pompieri competente deve essere informato per scritto dal titolare della licenza su:
I pazienti trattati con sorgenti mediche devono essere ricoverati in stanze separate e convenientemente schermate, isolati dagli altri pazienti, se possono essere superate le dosi ambientali ammesse di cui all’articolo 7.
L’ordinanza del 15 novembre 200110sulle sorgenti radioattive in medicina è abrogata.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 2018.
(art. 1 cpv. 3)
PremessaI termini sono elencati in ordine alfabetico.
Tecnica radioterapeutica nella quale la distanza tra la sorgente medica primaria e il tessuto esposto a irradiazioni è inferiore a 10 cm. La sorgente medica è applicata sul corpo o nel corpo del paziente (terapia endocavitaria o interstiziale).
Esame condotto su un prodotto offerto o fornito, al fine di stabilire se, alla luce dell’applicazione prevista, alle specifiche tecniche e le esigenze in materia di sicurezza sono soddisfatte.
Dispositivi per la brachiterapia con sorgenti gamma emittenti azionati mediante telecomando manuale o automatico. Le sorgenti sono mosse e disposte in applicatori al fine di generare un’adeguata distribuzione spaziale di dose e, al termine di un periodo di tempo prestabilito, sono fatte rientrare automaticamente nel contenitore di conservazione.
Pianificazione, sorveglianza, controllo e correzione nella realizzazione di un prodotto oppure nello svolgimento di un’attività, allo scopo di soddisfare requisiti di qualità prefissati.
Dispositivi per la generazione di campi di irradiazione a raggi gamma per la teleterapia.
Irradiazione con dispositivo after-loading con il quale si applica nel punto dosimetrico di riferimento un’intensità di dose assorbita superiore a 12 Gy/h.
Irradiazione con dispositivo after-loading con il quale si applica nel punto dosimetrico di riferimento un’intensità di dose assorbita inferiore a 2 Gy/h.
Irradiazione con dispositivo after-loading con il quale si applica nel punto dosimetrico di riferimento un’intensità di dose assorbita compresa tra 2 e 12 Gy/h.
Locale nel quale è situato il quadro di comando e dal quale è possibile sorvegliare il paziente durante il trattamento.
Locale nel quale si procede all’applicazione terapeutica di radiazioni ionizzanti.
Sale d’aspetto, spogliatoi, archivi, magazzini, cantine non adibite a posti di lavoro fissi, servizi igienici, corridoi, scale, vani di ascensori, marciapiedi, strade, cantieri, prati, giardini.
Garanzia della funzionalità e della sicurezza di un dispositivo grazie all’adozione di misure preventive secondo le indicazioni del fabbricante.
Radiazione ionizzante all’interno del fascio primario. Questo è lo spazio delimitato dai raggi geometrici emessi dalla sorgente di radiazione primaria e la cui traiettoria lambisce i bordi efficaci dei dispositivi di diaframma.
Radiazione ionizzante generata dall’interazione della radiazione primaria con la materia.
Radiazione ionizzante generata dall’interazione della radiazione secondaria con la materia.
Radiazione ionizzante che attraversa le schermature previste per assorbire le radiazioni oppure per attenuarne l’intensità in misura tale da soddisfare i requisiti in materia di radioprotezione.
Il termine resistenza al fuoco è definito nelle prescrizioni antincendio (norme antincendio, direttive antincendio e disposizioni di controllo) dell’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio (AICAA). Il comportamento al fuoco dei materiali delle parti di costruzione è caratterizzato dalla durata della resistenza al fuoco. Questa è determinata dalla durata minima misurata in minuti durante la quale una parte di costruzione deve adempiere le esigenze richieste (classe di resistenza al fuoco REI 30 / REI 60 = durata di resistenza al fuoco ≥ 30 rispettivamente ≥ 60 minuti per: EI = parti di costruzione non portanti e delimitanti i locali, REI = parti di costruzione portanti e delimitanti i locali).
Sorgenti radioattive sigillate, applicate sull’uomo oppure sull’animale a scopo diagnostico o terapeutico. Le sorgenti sono inserite in unità di irradiazione oppure applicate manualmente sotto forma di aghi, fili, bastoncini, sferette, semi ecc.
Stanza speciale per pazienti degenti in ospedale nella quale si svolgono applicazioni terapeutiche di sorgenti mediche.
Tecnica radioterapeutica con impianti a raggi gamma nella quale la distanza tra la sorgente di radiazione primaria e il tessuto da irradiare è superiore a 10 cm.
Apparecchio contenente una o più sorgenti radioattive sigillate, utilizzato a scopo di irradiazione terapeutica (impianto di irradiazione a raggi gamma, dispositivo after-loading). Le sorgenti sono rinchiuse in un involucro schermato, con il quale restano meccanicamente collegate in ogni condizione d’esercizio.
Documento riassuntivo, riferito a un paziente specifico, delle applicazioni radioterapeutiche e dell’esposizione alle radiazioni.
(art. 8 cpv. 2)
La documentazione relativa alle misure edili di radioprotezione secondo l’articolo 14 deve contenere i seguenti dati:
Il carico d’esercizio indica il grado di utilizzazione del dispositivo after-loading. Esso è dato dal prodotto del numero possibile d’irradiazioni singole alla settimana per il valore medio della dose equivalente misurato alla distanza di 1 m dalla sorgente medica. Il dimensionamento della parte edile della radioprotezione deve essere calcolato in base al carico d’esercizio presumibile del dispositivo after-loading. I valori minimi del carico d’esercizio da assumere per il calcolo sono i seguenti:
Se sono previsti carichi d’esercizio più elevati, il dimensionamento delle schermature di radioprotezione deve essere adattato in conseguenza.
Le schermature delle stanze per terapia devono essere dimensionate in vista di un’occupazione permanente delle stesse.
3.1.1 Le misure edili di radioprotezione sono in linea di massima da attuare in maniera tale che i punti da proteggere siano sufficientemente protetti sia contro l’irradiazione diretta sia contro l’irradiazione indiretta.
3.1.2 La maggior parte delle superfici perimetrali dei locali è esposta principalmente a irradiazione diretta non attenuata. La loro schermatura è calcolata come indicato al numero 3.2, potendo trascurare l’irradiazione indiretta.
3.1.3 L’area di accesso al locale di irradiazione è tipicamente delimitata da una porta di accesso seguita da un labirinto. L’area di accesso può essere colpita in maniera determinante da entrambe le componenti di irradiazione e, se del caso, deve essere schermata come segue:
3.1.4 L’azione di entrambe le componenti di irradiazione sullo stesso punto da proteggere deve essere considerata impiegando, nel calcolo dei fattori di attenuazione secondo i numeri 3.2 e 3.3, valori ridotti per la dose ambientale ammessa, di modo che la loro somma non superi la dose ambientale ammessa secondo l’articolo 7.
Il fattore di attenuazioneF è il rapporto tra la dose ambientale misurata senza schermo e quella misurata con lo schermo. Il calcolo del fattore di attenuazioneF rispetto alla radiazione agente direttamente sul punto da proteggere avviene applicando la formula:
con:
F fattore di attenuazione rispetto all’irradiazione diretta
W A carico d’esercizio in mSv/settimana secondo il numero 2
H W dose ambientale ammessa secondo l’articolo 7 in mSv/settimana
a distanza tra la sorgente medica e il luogo da proteggere, in m, tenendo presente la distanza minima tra la posizione contrassegnata per il lettino del paziente ai sensi dell’articolo 10 capoverso 3 lettera a e il luogo da proteggere
a 0 distanza di riferimento (1 m)
Qualora vi sia una schermatura costituita da più schermature parziali consecutive con fattori di attenuazioneF 1,F 2, …,F n, il fattore di attenuazione complessivoF è dato dal prodotto dei singoli fattori di attenuazioneF 1∙F 2, … ∙F n.
Nel calcolare il fattore di attenuazioneF Srispetto alla radiazione diffusa (indiretta) si deve considerare solo il 10 per cento della radiazione diretta e utilizzare come parametro a la somma dia 1ea 2
con:
a 1 distanza media tra sorgente medica e i baricentri delle superfici diffuse interessate in m
a 2 distanza media tra i baricentri delle superfici diffuse interessate e il luogo da proteggere in m
Per il calcolo dello spessore delle schermature si applica la formula:
CAD = log (F )o log (F D)
con:
CAD numero di spessori di attenuazione ad un decimo mediante il quale si può determinare lo spessore della schermatura necessaria secondo la tabella 1
F ,F D fattori di attenuazione calcolati secondo i numeri 3.2 e 3.3, eventualmente utilizzando i valori ridotti per la dose ambientale ammessa secondo il numero 3 in caso di azione determinante di entrambe le componenti di irradiazione sullo stesso luogo da proteggere
log il logaritmo a base decimale
Tabella 1
Spessore di attenuazione ad un decimo per diversi nuclidi/materiali
| Materiale | Piombo | Vetro al piombo | Ferro | Calcestruzzo al bario | Calcestruzzo | Mattoni |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Densità in g/cm3 | 11,34 | Variabile,ρ | 7,8 | 3,2 | 2,3 | 1,4 |
| Co-60 | 4 cm | 47/ρ cm | 7 cm | 16 cm | 22 cm | 36 cm |
| Cs-137 | 2,1 cm | 32/ρ cm | 5,5 cm | 12 cm | 17 cm | 28 cm |
| Ir-192 | 1,7 cm | 25/ρ cm | 4,5 cm | 10 cm | 14 cm | 23 cm |
(art. 8 cpv. 2)
La documentazione relativa alle misure edili di radioprotezione secondo l’articolo 14 deve contenere i seguenti dati:
Il carico d’esercizio indica il grado di utilizzazione dell’unità di irradiazione. Il dimensionamento della parte edile della radioprotezione deve essere calcolato in base al carico d’esercizio presumibile. I valori minimi del carico di esercizio da assumere per il calcolo sono i seguenti:
Se sono utilizzati altri nuclidi o sono previsti carichi di esercizio più elevati, il carico di esercizioW Asi ottiene moltiplicando il numero settimanale d’irradiazioni singole previsto per la dose ambientale media relativamente al campo massimo di irradiazione e alla distanza di riferimentoa 0= 100 cm dalla sorgente medica.
3.1 Il fattore direzionaleU tiene conto della direzione del fascio di radiazione primaria in relazione alla misura edile di radioprotezione da definire. A questo scopo sono da considerare tutte le direzioni che il fascio di radiazione primaria può assumere nelle condizioni operative previste. 3.2 Per la protezione contro il fascio di radiazione primaria si assumeU = 1, quando è previsto l’impiego regolare del fascio di radiazione primaria nella direzione del luogo da proteggere. 3.3 Per la protezione dal fascio di radiazione primaria si assumeU = 0,1, quando il fascio è diretto verso il luogo da proteggere solo nel 10 per cento del tempo oppure nel caso di irradiazione dinamica. 3.4 Per la protezione contro la radiazione fotonica secondaria e contro la radiazione trasmessa, si assumeU = 1, indipendentemente dalla direzione del fascio di radiazione primaria. 3.5 Per la protezione contro la radiazione fotonica secondaria, riflessa dalle pareti colpite dalla radiazione primaria solo nel 10 per cento del tempo di esercizio, si assume, in deroga al capoverso precedente,U = 0,1.
Lo spessore delle schermature contro ciascuna componente dell’irradiazione agente sul luogo da proteggere si desume dal fattore di attenuazione di cui alle figure 1–4. Il calcolo del fattore di attenuazione delle misure edili di radioprotezione, contro ogni componente dell’irradiazione agente sul luogo da proteggere, si calcola con la seguente formula:
con:
F fattore di attenuazione
i indice che caratterizza la componente della radiazione in questione
W A carico di esercizio in mSv/settimana secondo il numero 2
U fattore direzionale secondo il numero 3
K i fattore di riduzione dell’intensità di dose secondo i numeri 4.2–4.6. Esso è il rapporto tra l’intensità di dose della radiazione da schermare sul luogo da proteggere e l’intensità di dose della radiazione primaria misurata alla distanzaa 0= 100 cm dalla sorgente
H W dose ambientale ammessa secondo l’articolo 7 in mSv/settimana
Se la radiazione colpisce obliquamente la parete, le misure edili di radioprotezione devono essere dimensionate come se la radiazione avesse un impatto perpendicolare sulla parete.
Per il calcolo del fattore di attenuazioneF Pdelle misure edili di radioprotezione contro la radiazione primaria si ricorre alla formula (1) di cui al numero 4.1.
Il fattore di riduzioneK Pè dato dalla formula:
con:
a 0 100 cm
a P distanza in cm tra il luogo da proteggere e la sorgente medica
Lo spessoreS Pdelle schermature si desume dalla figura 1 per Co-60 e dalla figura 2 per Cs-137 in funzione del fattore di attenuazioneF P.
Per il calcolo del fattore di attenuazioneF Tdelle schermature contro la radiazione trasmessa, quando l’impianto di irradiazione a raggi gamma si trova in posizione di emissione, si applica la formula (1) di cui al numero 4.1.
Il fattore di riduzioneK Tè dato dalla formula:
con:
g T= 5×10–3rapporto tra l’intensità di dose della radiazione trasmessa, misurata alla distanza dia 0= 100 cm dalla sorgente medica e con l’impianto di irradiazione a raggi gamma in posizione di emissione, e l’intensità di dose misurata sull’asse del fascio di radiazione primaria alla distanzaa 0= 100 cm dalla sorgente medica.
a 0 100 cm
a T distanza tra luogo da proteggere e sorgente medica.
Lo spessoreS Tdelle schermature si desume dalla figura 1 per Co-60 e dalla figura 2 per Cs-137 in funzione del fattore di attenuazioneF T.
Per il calcolo del fattore di attenuazioneF Sdelle schermature contro la radiazione secondaria si applica la formula (1) del numero 4.1.
Il fattore di riduzioneK Sda applicare alla radiazione secondaria emanante dai pazienti si calcola con la formula:
con:
A Max grandezza massima del campo alla distanza ao=100 cm dalla sorgente
A 0 100 cm2
gS valore massimo del rapporto tra l’intensità di dose della radiazione secondaria misurata alla distanza a1= 100 cm dal paziente e l’intensità di dose della radiazione primaria misurata per una grandezza di campo A0= 100 cm2ed alla distanza a0= 100 cm dalla sorgente, secondo la tabella 2
a 1 100 cm
a s distanza tra il luogo da proteggere e il punto di impatto del fascio di radiazione primaria.
Tabella 2
g Sin funzione del più piccolo angolo φsche la direzione del fascio di radiazione primaria può formare con la direzione che assume la radiazione emanante dal paziente nell’impatto con il luogo da proteggere
| φ | 20° | 30° | 40° | 50° | 60° | 70° | 80° | 90° | > 90° |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| g | 12 ∙ 10–4 | 9 ∙ 10–4 | 7 ∙ 10–4 | 5 ∙ 10–4 | 4 ∙ 10–4 | 3 ∙ 10–4 | 2 ∙ 10–4 | 2 ∙ 10–4 | 2 ∙ 10–4 |
Lo spessoreS s delle schermature si desume dalla figura 3 per Co-60 e dalla figura 4 per Cs-137 in funzione del fattore di attenuazioneF s.
Per il calcolo del fattore di attenuazioneF wdelle schermature contro la radiazione secondaria riflessa da pareti, pavimenti e soffitti (qui di seguito abbreviati con «pareti») si applica la formula (1) di cui al numero 4.1.
Il fattore di riduzioneK Wper la radiazione secondaria riflessa dalle pareti si calcola con la formula:
con:
A W sezione del fascio di radiazione primaria nel punto di impatto in condizioni di campo massimo e che non risulta coperto da altre schermature nella sua traiettoria in direzione del luogo da proteggere
A 1 100 cm2
g W valore massimo del rapporto tra l’intensità di dose della radiazione secondaria misurata alla distanzaa 1= 100 cm dal punto di impatto della radiazione primaria e l’intensità di dose della radiazione primaria per una sezione del fascio di radiazione primariaA 1= 100 cm2in questo stesso punto, secondo la tabella 3.
a 0 100 cm
a 1 100 cm
a Q distanza del punto di impatto della radiazione primaria dalla sorgente medica
a W distanza tra il luogo da proteggere e il punto di impatto del fascio di radiazione primaria
Tabella 3
g Win funzione del più piccolo angolo φwche può formare la direzione del fascio di radiazione primaria con la direzione in cui deve essere misurata la protezione contro la radiazione secondaria
| φ | 80° | 90° | > 110° |
|---|---|---|---|
| g | 2 ∙ 10–4 | 1 ∙ 10–4 | 0.6 ∙ 10–4 |
Lo spessoreS wdelle schermature contro la radiazione secondaria riflessa dalle pareti si ricava dalla seguente formula in funzione del fattore di attenuazioneF w:
| S | (6) |
|---|
con:
Z w spessore di attenuazione ad un decimo, secondo la tabella 4
F w fattore di attenuazione secondo il numero 4.4
Tabella 4
Spessore di attenuazione ad un decimo per la radiazione secondaria riflessa dalle pareti
| Materiale di schermatura | Piombo | Ferro | Calcestruzzo | Calcestruzzo al bario |
|---|---|---|---|---|
| Densità (g/cm3) | 11,3 | 7,8 | 2,3 | 3,2 |
| Spessore di attenuazione ad un decimoZ | 0,5 cm | 5 cm | 14 cm | 7 cm |
Per il calcolo del fattore di attenuazioneF T3delle schermature contro la radiazione terziaria si applica la formula (1) di cui al numero 4.1
Il fattore di riduzione per la radiazione terziaria si calcola secondo la formula:
con:KT=ATA1∙gT∙a22aT2∙(KS+KW)
A T3 sezione del punto d’impatto della radiazione secondaria con la parete non coperta da altre schermature nella direzione del luogo da proteggere
a 1 100 cm2
g T3 rapporto tra l’intensità di dose della radiazione terziaria misurata alla distanzaa 2= 100 cm dal punto di impatto della radiazione secondaria e l’intensità di dose della radiazione secondaria in detto punto di impatto per una superficie diffusa pari aa 1= 100 cm2
All’interno del campo di validità della presente ordinanza si assumeg T= 1 ∙ 10–4
a 2 100 cm
a T3 distanza del luogo da proteggere dal punto di impatto della radiazione secondaria
K S fattore di riduzione della radiazione secondaria secondo il numero 4.3, in cui per aSsi deve assumere la distanza tra l’origine della radiazione secondaria ed il punto di impatto da cui si diparte la radiazione terziaria.
K W fattore di riduzione per la radiazione secondaria secondo il numero 4.4, in cui pera Wsi deve assumere la distanza tra il punto di impatto della radiazione utile ed il punto di impatto della radiazione secondaria.
Lo spessoreS T3delle schermature di protezione contro la radiazione terziaria si ricava dalla seguente formula in funzione del fattore di attenuazioneF T3:
| S | (8) |
|---|
con:
Z T3 spessore di attenuazione ad un decimo secondo la tabella 5
F T3 fattore di attenuazione secondo il numero 4.1
Tabella 5
Spessore di attenuazione ad un decimo per la radiazione terziaria
| Materiale di schermatura | Piombo | Ferro | Calcestruzzo | Calcestruzzo al bario |
|---|---|---|---|---|
| Densità (g/cm3) | 11,3 | 7,8 | 2,3 | 3,2 |
| Spessore di attenuazione ad un decimoZ | 0,2 cm | 4 cm | 12 cm | 4 cm |
Figura 1
Fattori di attenuazioneF PeF Trelativi alle radiazioni primaria e trasmessa di Co-60 in funzione dello spessore, per diversi tipi di materiali schermanti
Figura 2
Fattori di attenuazioneF PeF Trelativi alle radiazioni primaria e trasmessa di Cs-137 in funzione dello spessore, per diversi tipi di materiali schermanti
Figura 3
Fattore di attenuazioneF s relativo alla radiazione diffusa di Co-60 e di Cs-137 in funzione dello spessore per i materiali: mattoni, calcestruzzo, calcestruzzo al bario e ferro, e in funzione dell’angolo di diffusione φs
Figura 4
Fattore di attenuazioneF s per la radiazione diffusa di Co-60 e di Cs-137 in funzione dello spessore di piombo e dell’angolo di diffusione φs
(art. 14 cpv. 1 lett. b)
La tabella di calcolo per i dispositivi after-loading deve contenere i dati riportati qui di seguito:
| Nuclide: | Attività: [GBq] | Carico d’esercizio W [mSv/sett.] | Piano: | ||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Denominazione dell’impianto: | Denominazione del locale: | Altezza del locale: | cm | ||||||||||||||||||
| a. | b. | c. | d. | d. | e. | e. | e. | f. | |||||||||||||
| Pos. | Area contigua | H [mSv/sett.] | Distanza | F | F | CAD necess. log(F) | Materiale | Massa volumica apparente [g/cm 3 ] | Spessore [cm] | CAD dispon. | Schermatura supplementare necessaria [cm] | Schermatura supplementare integrata [cm] | |||||||||
| Pavimento | |||||||||||||||||||||
| Soffitto |
Le tabelle di calcolo per gli impianti di irradiazione a raggi gamma devono contenere i dati qui di seguito:
| Nuclide: | Attività: [TBq] | Carico d’esercizio W [mSv/sett.] | Piano: | ||||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Denominazione dell’impianto: | Denominazione del locale: | Altezza del locale: | cm | ||||||||||||||||||||
| a. | b. | c. | d. | e. | f. | g. | h. | h. | h. | i. | |||||||||||||
| Pos. | Area contigua | H [mSv/sett.] | U | a [m] | K | F | Indice compon. irrad. | Densità di superficie [g/cm 2 ] | Materiale | Massa volumica apparente [g/cm 3 ] | Spessore [cm] | Densità di superficie disponibile [g/cm 2 ] | Schermatura supplementare necessaria [cm] | Schermatura supplementare integrata [cm] | |||||||||
| Pavimento | |||||||||||||||||||||||
| Soffitto |
(art. 26 cpv. 3, 27 cpv. 2, 31 cpv. 1)
Nella manipolazione di sorgenti mediche deve essere applicato regolarmente un programma di garanzia della qualità che disciplini i controlli e gli esami necessari, la loro periodicità e le responsabilità. Il titolare della licenza provvede affinché le sorgenti mediche siano sottoposte a un esame almeno una volta all’anno. Il programma di garanzia della qualità deve tenere conto almeno degli aspetti seguenti:
Per l’installazione e durante tutta la durata dell’esercizio delle unità di irradiazione deve essere applicato regolarmente un programma di garanzia della qualità. Il titolare della licenza provvede affinché l’unità di irradiazione sia sottoposta a un esame almeno una volta all’anno. Lo stato e la funzionalità dell’unità conformemente alle specifiche del produttore e alle norme nazionali e internazionali in materia devono essere esaminati da personale tecnico specializzato appositamente formato. In occasione di questo esame i livelli di riferimento devono essere controllati e, se del caso, determinati nuovamente.
Devono essere considerati i seguenti aspetti: a. Collaudo Prima di consegnare un’unità di irradiazione al gestore, il fornitore deve eseguire il collaudo. Durante quest’ultimo devono essere controllati i componenti rilevanti per la sicurezza e la dose con il coinvolgimento del fisico medico responsabile dell’esercizio. Un collaudo totale o parziale è sempre necessario anche in seguito a riparazioni e interventi, tenendo presente che i componenti o gli elementi in questione devono essere esaminati sotto la responsabilità del fisico medico. In occasione del collaudo devono essere determinati anche i livelli di riferimento per i successivi esami. b. Esecuzione degli esami Durante l’esecuzione degli esami occorre tenere conto dell’esperienza e dello stato della scienza e della tecnica. A tal fine sono determinanti: 1. i dati del fabbricante; 2. le norme nazionali e internazionali in materia, in particolare le CEI; 3. le raccomandazioni delle organizzazioni specialistiche nazionali e internazionali, in particolare della Società Svizzera di Radiobiologia e di Fisica medica (SSRFM11); 4. le guide dell’UFSP. I fornitori, i fabbricanti o le ditte specializzate che eseguono controlli di qualità su unità di irradiazione devono disporre di un’apposita autorizzazione dell’UFSP e di personale tecnico specializzato appositamente formato. Per punti specifici da esaminare, gli intervalli tra gli esami possono essere ridotti rispetto alle periodicità minime indicate. Gli intervalli e l’entità di manutenzione devono essere conformi alle disposizioni dell’ODmed12e sono stabiliti dal fabbricante.
RS 814.501 ↩
RS 812.213 ↩
Classe di resistenza al fuoco «EI» per le parti di costruzione non portanti, «REI» per le parti portanti. ↩
Questa direttiva antincendio (13–15i) e la relativa norma di protezione antincendio (1–15i) possono essere richieste allʼAssociazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio (AICAA), Bundesgasse 20, Casella postale, CH-3001 Berna oppure consultate gratuitamente su Internet al sito www.vkf.ch. ↩
Questa direttiva antincendio (13–15i) e la relativa norma di protezione antincendio (1–15i) possono essere richieste all’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio (AICAA), Bundesgasse 20, Casella postale, CH-3001 Berna oppure consultate gratuitamente su Internet al sito www.vkf.ch. ↩
RS 814.50 ↩
RS 941.210.5 ↩
RS 812.213 ↩
[RU 2001 2848] ↩
RS 812.213 ↩
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