0.104•Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale
0.104Multilateral International Treaty29 dic 1994
Conclusa a New York il 21 dicembre 1965
Approvata dall’Assemblea federale il 9 marzo 19931
Istrumento di adesione depositato dalla Svizzera il 29 novembre 1994
Entrata in vigore per la Svizzera il 29 dicembre 1994
(Stato 21 aprile 2022)
Gli Stati Parti della presente Convenzione,
Considerando che lo Statuto delle Nazioni Unite2è basato sui principi della dignità e dell’eguaglianza di tutti gli esseri umani, e che tutti gli Stati membri si sono impegnati ad agire, sia congiuntamente sia separatamente in collaborazione con l’Organizzazione, allo scopo di raggiungere uno degli obiettivi delle Nazioni Unite, e precisamente: sviluppare ed incoraggiare il rispetto universale ed effettivo dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione,
Considerando che la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo proclama che tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali per dignità e diritti e che ciascuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà che vi sono enunciate, senza alcuna distinzione di razza, colore od origine nazionale,
Considerando che tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge ed hanno diritto ad una uguale protezione legale contro ogni discriminazione ed ogni incitamento alla discriminazione,
Considerando che le Nazioni Unite hanno condannato il colonialismo e tutte le pratiche segregazionistiche e discriminatorie che lo accompagnano, sotto qualunque forma e in qualunque luogo esistano, e che la Dichiarazione sulla concessione dell’indipendenza ai Paesi ed ai popoli coloniali, del 14 dicembre 1960 (Risoluzione n. 1514 [XV] dell’Assemblea generale) ha asserito e proclamato solennemente la necessità di porvi rapidamente ed incondizionatamente fine,
Considerando che la Dichiarazione delle Nazioni Unite sul l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale del 20 novembre 1963 (Risoluzione n. 1904 [XVIII] dell’Assemblea generale) asserisce solennemente la necessità di eliminare rapidamente tutte le forme e tutte le manifestazioni di discriminazione razziale in ogni parte del mondo, nonché di assicurare la comprensione ed il rispetto della dignità della persona umana,
Convinti che qualsiasi dottrina di superiorità fondata sulla distinzione tra le razze è falsa scientificamente, condannabile moralmente ed ingiusta e pericolosa socialmente, e che nulla potrebbe giustificare la discriminazione razziale, né in teoria né in pratica,
Riaffermando che la discriminazione tra gli esseri umani per motivi fondati sulla razza, il colore o l’origine etnica costituisce un ostacolo alle amichevoli e pacifiche relazioni tra le Nazioni ed è suscettibile di turbare la pace e la sicurezza tra i popoli nonché la coesistenza armoniosa degli individui che vivono all’interno di uno stesso Stato,
Convinti che l’esistenza di barriere razziali è incompatibile con gli ideali di ogni società umana,
Allarmati dalle manifestazioni di discriminazione razziale che hanno ancora luogo in certe regioni del mondo e dalle politiche dei governi fondate sulla superiorità o sull’odio razziale, quali le politiche di «apartheid», di segregazione o di separazione,
Risoluti ad adottare tutte le misure necessarie alla rapida eliminazione di ogni forma e di ogni manifestazione di discriminazione razziale nonché a prevenire ed a combattere le dottrine e le pratiche razziali allo scopo di favorire il buon accordo tra le razze ed a costruire una comunità internazionale libera da ogni forma di segregazione e di discriminazione razziale,
Ricordando la Convenzione sulla discriminazione in materia di impiego e di professione adottata dall’Organizzazione internazionale del lavoro nel 195831) e la Convenzione sulla lotta contro la discriminazione in materia di insegnamento adottata nel 1960 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura,
Desiderosi di dare esecuzione ai principi enunciati nella Dichiarazione delle Nazioni Unite e relativi all’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale nonché di assicurare il più rapidamente possibile l’adozione di misure pratiche a tale scopo,
hanno convenuto quanto segue:
Gli Stati contraenti condannano in particolar modo la segregazione razziale e l’«apartheid» e si impegnano a prevenire, vietare ed eliminare sui territori sottoposti alla loro giurisdizione, tutte le pratiche di tale natura.
Gli Stati contraenti condannano ogni propaganda ed ogni organizzazione che s’ispiri a concetti ed a teorie basate sulla superiorità di una razza o di un gruppo di individui di un certo colore o di una certa origine etnica, o che pretendano di giustificare o di incoraggiare ogni forma di odio e di discriminazione razziale, e si impegnano ad adottare immediatamente misure efficaci per eliminare ogni incitamento ad una tale discriminazione od ogni atto discriminatorio, tenendo conto, a tale scopo, dei principi formulati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dei diritti chiaramente enunciati nell’articolo 5 della presente Convenzione, ed in particolare:
In base agli obblighi fondamentali di cui all’articolo 2 della presente Convenzione, gli Stati contraenti si impegnano a vietare e ad eliminare la discriminazione razziale in tutte le sue forme ed a garantire a ciascuno il diritto all’eguaglianza dinanzi alla legge senza distinzione di razza, colore od origine nazionale o etnica, nel pieno godimento dei seguenti diritti:
ii) il diritto di lasciare qualsiasi Paese, compreso il proprio, e di tornare nel proprio Paese,
iii) il diritto alla nazionalità,
iv) il diritto a contrarre matrimonio ed alla scelta del proprio coniuge,
v) il diritto alla proprietà di qualsiasi individuo, sia in quanto singolo sia in società con altri,
vi) il diritto all’eredità,
vii) il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione,
viii) il diritto alla libertà di opinione e di espressione,
ix) il diritto alla libertà di riunione e di pacifica associazione;
e) i diritti economici, sociali e culturali, ed in particolare:
i) i diritti al lavoro, alla libera scelta del proprio lavoro, a condizioni di lavoro eque e soddisfacenti, alla protezione dalla disoccupazione, ad un salario uguale a parità di lavoro uguale, ad una remunerazione equa e soddisfacente,
ii) il diritto di fondare dei sindacati e di iscriversi a sindacati,
iii) il diritto all’alloggio,
iv) il diritto alla sanità, alle cure mediche, alla previdenza sociale ed ai servizi sociali,
v) il diritto all’educazione ed alla formazione professionale,
vi) il diritto di partecipare in condizioni di parità alle attività culturali;
f) il diritto di accesso a tutti i luoghi e servizi destinati ad uso pubblico, quali i mezzi di trasporto, gli alberghi, i ristoranti, i caffè, gli spettacoli ed i parchi.
Gli Stati contraenti garantiranno ad ogni individuo sottoposto alla propria giurisdizione una protezione ed un mezzo di gravame effettivi davanti ai tribunali nazionali ed agli altri organismi dello Stato competenti, per tutti gli atti di discriminazione razziale che, contrariamente alla presente Convenzione, ne violerebbero i diritti individuali e le libertà fondamentali nonché il diritto di chiedere a tali tribunali soddisfazione o una giusta ed adeguata riparazione per qualsiasi danno di cui potrebbe essere stata vittima a seguito di una tale discriminazione.
Gli Stati contraenti si impegnano ad adottare immediate ed efficaci misure, in particolare nei campi dell’insegnamento, dell’educazione, della cultura e dell’informazione, per lottare contro i pregiudizi che portano alla discriminazione razziale e a favorire la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra le Nazioni ed i gruppi razziali ed etnici, nonché a promuovere gli scopi ed i principi dello Statuto delle Nazioni Unite, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e della presente Convenzione.
Viene istituito un Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale (qui appresso indicato «il Comitato») composto di diciotto esperti noti per il loro alto senso morale e la loro imparzialità, che vengono eletti dagli Stati contraenti fra i loro cittadini e che vi partecipano a titolo personale, tenuto conto di un’equa ripartizione geografica e della rappresentanza delle varie forme di civiltà nonché dei più importanti sistemi giuridici.
I membri del Comitato sono eletti a scrutinio segreto dalla lista di candidati designati dagli Stati contraenti. Ogni Stato contraente può designare un candidato scelto tra i propri cittadini.
La prima elezione avrà luogo sei mesi dopo la data di entrata in vigore della presente Convenzione. Almeno tre mesi prima della data di ogni elezione, il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite invia agli Stati contraenti una lettera per invitarli a presentare le proprie candidature entro un termine di due mesi. Il Segretario generale compila una lista per ordine alfabetico di tutti i candidati così designati, con l’indicazione degli Stati contraenti che li hanno designati, e la comunica agli Stati contraenti.
I membri del Comitato sono eletti nel corso di una riunione degli Stati contraenti, indetta dal Segretario generale presso la Sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. In tale riunione, ove il quorum è formato dai due terzi degli Stati contraenti, vengono eletti membri del Comitato i candidati che ottengono il maggior numero di voti e la maggioranza assoluta dei voti dei rappresentanti degli Stati contraenti presenti e votanti.
Le spese dei membri del Comitato, per il periodo in cui assolvono le loro funzioni in seno al Comitato sono a carico degli Stati contraenti.
Ogni Stato contraente può dichiarare in ogni momento di riconoscere al Comitato la competenza di ricevere ed esaminare comunicazioni provenienti da persone o da gruppi di persone sotto la propria giurisdizione che si lamentino di essere vittime di una violazione, da parte del detto Stato contraente, di uno qualunque dei diritti sanciti dalla presente Convenzione. Il Comitato non può ricevere le comunicazioni relative ad uno Stato contraente che non abbia fatto una tale dichiarazione.
Ogni Stato contraente che faccia una dichiarazione in base al paragrafo 1 del presente articolo può istituire o designare, nel quadro del proprio ordinamento giuridico nazionale, un organismo che avrà la competenza di esaminare le petizioni provenienti da individui o da gruppi di individui sotto la giurisdizione di detto Stato che si lamentino di essere vittime di una violazione di uno qualunque dei diritti enunciati nella presente Convenzione che abbiano esaurito gli altri ricorsi locali a loro disposizione.
La dichiarazione fatta in conformità del paragrafo 1 dei presente articolo, nonché il nome di ogni organismo istituito o designato ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo sono depositati dallo Stato contraente interessato presso il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che ne invia copia agli altri Stati contraenti. La dichiarazione può essere ritirata in qualsiasi momento mediante notifica indirizzata al Segretario generale, ma tale ritiro non influisce in alcun modo sulle comunicazioni delle quali il Comitato è già investito.
L’Organismo istituito o designato conformemente al paragrafo 2 del presente articolo dovrà tenere un registro delle petizioni e copie del registro certificate conformi saranno depositate ogni anno presso il Segretario generale per il tramite dei competenti canali, restando inteso che il contenuto delle dette copie non verrà reso pubblico.
Chi abbia rivolto una petizione e non riesca ad avere soddisfazione dell’Organismo istituito o designato conformemente al paragrafo 2 del presente articolo, ha il diritto di inviare in merito, entro sei mesi, una comunicazione al Comitato.
Il Comitato include nel proprio rapporto annuale un riassunto di tali comunicazioni e, ove occorra, un riassunto delle giustificazioni e delle dichiarazioni degli Stati contraenti interessati unitamente ai propri suggerimenti ed alle proprie raccomandazioni.
Il Comitato ha la competenza di adempiere le funzioni di cui al presente articolo soltanto se almeno dieci Stati parti della Convenzione sono legati da dichiarazioni fatte in conformità del paragrafo 1 del presente articolo.
In attesa che vengano realizzati gli obiettivi della Dichiarazione sulla concessione dell’indipendenza ai Paesi ed ai popoli coloniali, contenuta nella Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, in data 14 dicembre 1960, le disposizioni della presente Convenzione non limitano per nulla il diritto di petizione accordato a tali popoli da altri strumenti internazionali o dall’Organizzazione delle Nazioni Unite o dalle sue istituzioni specializzate.
Il Comitato include nei suoi rapporti all’Assemblea generale un riassunto delle petizioni e dei rapporti ricevuti dagli organi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, nonché i pareri e le raccomandazioni che gli sono stati richiesti dai summenzionati rapporti e petizioni.
Il Comitato prega il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di fornirgli tutte le informazioni riguardanti gli obiettivi della presente Convenzione, di cui esso disponga e relative ai territori citati al comma a) del paragrafo 2 del presente articolo.
Le disposizioni della presente Convenzione concernenti le misure da adottare per definire una controversia o per tacitare una lagnanza vengono applicate indipendentemente dalle altre procedure di definizione di vertenze o tacitazioni di lagnanze in materia di discriminazioni previste dagli strumenti costitutivi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e delle sue istituzioni specializzate o nelle Convenzioni adottate da tali organizzazioni, né vietano agli Stati contraenti di ricorrere ad altre procedure per la definizione di una controversia, in base agli accordi internazionali generali o particolari che li legano.
Ogni Stato contraente può denunciare la presente Convenzione mediante notifica inviata al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La denuncia avrà effetto un anno dopo la data in cui il Segretario generale ne avrà ricevuto notifica.
Ogni controversia tra due o più Stati contraenti in merito all’interpretazione o all’applicazione della presente Convenzione, che non sia stata definita mediante negoziati o a mezzo di procedure espressamente previste dalla detta Convenzione, sarà portata, a richiesta di una qualsiasi delle parti in controversia, dinanzi alla Corte internazionale dì giustizia perché essa decida in merito, a meno che le parti in controversia non convengano di definire la questione altrimenti.
Il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite informerà tutti gli Stati citati al paragrafo 1 dell’articolo 17 della presente Convenzione:
In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati dai rispettivi Governi, hanno firmato la presente Convenzione, che è stata aperta alla firma a New York, il 7 marzo 1966.Fatto a New York, il ventun dicembre millenovecentosessantacinque.(Seguono le firme)
| Stati partecipanti | Ratifica Adesione (A) Dichiarazione di successione (S) | Entrata in vigore | ||
|---|---|---|---|---|
| Afghanistan* | 6 luglio | 1983 A | 5 agosto | 1983 |
| Albania | 11 maggio | 1994 A | 10 giugno | 1994 |
| Algeria | 14 febbraio | 1972 | 15 marzo | 1972 |
| Andorra | 22 settembre | 2006 | 22 ottobre | 2006 |
| Angola | 2 ottobre | 2019 | 1° novembre | 2019 |
| Antigua e Barbuda* | 25 ottobre | 1988 S | 1° novembre | 1981 |
| Arabia Saudita* | 23 settembre | 1997 A | 23 ottobre | 1997 |
| Argentina | 2 ottobre | 1968 | 4 gennaio | 1969 |
| Armenia | 23 giugno | 1993 A | 23 luglio | 1993 |
| Australia* ** | 30 settembre | 1975 | 30 ottobre | 1975 |
| Austria* ** | 9 maggio | 1972 | 8 giugno | 1972 |
| Azerbaigian | 16 agosto | 1996 A | 15 settembre | 1996 |
| Bahamas* | 5 agosto | 1975 S | 10 luglio | 1973 |
| Bahrein* | 27 marzo | 1990 A | 26 aprile | 1990 |
| Bangladesh | 11 giugno | 1979 A | 11 luglio | 1979 |
| Barbados* | 8 novembre | 1972 A | 8 dicembre | 1972 |
| Belarus* | 8 aprile | 1969 | 8 maggio | 1969 |
| Belgio* ** | 7 agosto | 1975 | 6 settembre | 1975 |
| Belize | 14 novembre | 2001 | 14 dicembre | 2001 |
| Benin | 30 novembre | 2001 | 30 dicembre | 2001 |
| Bolivia | 22 settembre | 1970 | 22 ottobre | 1970 |
| Bosnia e Erzegovina | 16 luglio | 1993 S | 6 marzo | 1992 |
| Botswana | 20 febbraio | 1974 A | 22 marzo | 1974 |
| Brasile | 27 marzo | 1968 | 4 gennaio | 1969 |
| Bulgaria* | 8 agosto | 1966 | 4 gennaio | 1969 |
| Burkina Faso | 18 luglio | 1974 A | 17 agosto | 1974 |
| Burundi | 27 ottobre | 1977 | 26 novembre | 1977 |
| Cambogia | 28 novembre | 1983 | 28 dicembre | 1983 |
| Camerun | 24 giugno | 1971 | 24 luglio | 1971 |
| Canada* ** | 14 ottobre | 1970 | 13 novembre | 1970 |
| Capo Verde | 3 ottobre | 1979 A | 2 novembre | 1979 |
| Ceca, Repubblica | 22 febbraio | 1993 S | 1° gennaio | 1993 |
| Ciad | 17 agosto | 1977 A | 16 settembre | 1977 |
| Cile | 20 ottobre | 1971 | 19 novembre | 1971 |
| Cina* | 29 dicembre | 1981 A | 28 gennaio | 1982 |
| Hong Kong* | 10 giugno | 1997 | 1° luglio | 1997 |
| Macao | 19 ottobre | 1999 | 20 dicembre | 1999 |
| Cipro** | 21 aprile | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Colombia | 2 settembre | 1981 | 2 ottobre | 1981 |
| Comore | 27 settembre | 2004 | 27 ottobre | 2004 |
| Congo (Brazzaville) | 11 luglio | 1988 A | 10 agosto | 1988 |
| Congo (Kinshasa) | 21 aprile | 1976 A | 21 maggio | 1976 |
| Corea (Sud) | 5 dicembre | 1978 | 4 gennaio | 1979 |
| Costa Rica | 16 gennaio | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Côte d’Ivoire | 4 gennaio | 1973 A | 3 febbraio | 1973 |
| Croazia | 12 ottobre | 1992 S | 8 ottobre | 1991 |
| Cuba* | 15 febbraio | 1972 | 16 marzo | 1972 |
| Danimarca** | 9 dicembre | 1971 | 8 gennaio | 1972 |
| Dominica | 13 maggio | 2019 A | 12 giugno | 2019 |
| Dominicana, Repubblica | 25 maggio | 1983 A | 24 giugno | 1983 |
| Ecuador | 22 settembre | 1966 A | 4 gennaio | 1969 |
| Egitto* | 1° maggio | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| El Salvador | 30 novembre | 1979 A | 30 dicembre | 1979 |
| Emirati Arabi Uniti | 20 giugno | 1974 A | 20 luglio | 1974 |
| Eritrea | 31 luglio | 2001 A | 30 agosto | 2001 |
| Estonia | 21 ottobre | 1991 A | 20 novembre | 1991 |
| Eswatini | 7 aprile | 1969 A | 7 maggio | 1969 |
| Etiopia | 23 giugno | 1976 A | 23 luglio | 1976 |
| Figi | 11 gennaio | 1973 S | 10 ottobre | 1970 |
| Filippine | 15 settembre | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Finlandia** | 14 luglio | 1970 | 13 agosto | 1970 |
| Francia* ** | 28 luglio | 1971 A | 27 agosto | 1971 |
| Gabon | 29 febbraio | 1980 | 30 marzo | 1980 |
| Gambia | 29 dicembre | 1978 A | 28 gennaio | 1979 |
| Georgia | 2 giugno | 1999 A | 2 luglio | 1999 |
| Germania** | 16 maggio | 1969 | 15 giugno | 1969 |
| Ghana | 8 settembre | 1966 | 4 gennaio | 1969 |
| Giamaica* | 4 giugno | 1971 | 4 luglio | 1971 |
| Giappone* | 15 dicembre | 1995 A | 14 gennaio | 1996 |
| Gibuti | 30 settembre | 2011 | 30 ottobre | 2011 |
| Giordania | 30 maggio | 1974 A | 29 giugno | 1974 |
| Grecia | 18 giugno | 1970 | 18 luglio | 1970 |
| Grenada* | 10 maggio | 2013 | 9 giugno | 2013 |
| Guatemala | 18 gennaio | 1983 | 17 febbraio | 1983 |
| Guinea | 14 marzo | 1977 | 13 aprile | 1977 |
| Guinea equatoriale* | 8 ottobre | 2002 A | 7 novembre | 2002 |
| Guinea-Bissau | 1° novembre | 2010 | 1° dicembre | 2010 |
| Guyana* | 15 febbraio | 1977 | 17 marzo | 1977 |
| Haiti | 19 dicembre | 1972 | 18 gennaio | 1973 |
| Honduras | 10 ottobre | 2002 A | 9 novembre | 2002 |
| India* | 3 dicembre | 1968 | 4 gennaio | 1969 |
| Indonesia* | 25 giugno | 1999 A | 25 luglio | 1999 |
| Iran | 29 agosto | 1968 | 4 gennaio | 1969 |
| Iraq* | 14 gennaio | 1970 | 13 febbraio | 1970 |
| Irlanda* | 29 dicembre | 2000 | 28 gennaio | 2001 |
| Islanda | 13 marzo | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Israele* | 3 gennaio | 1979 | 2 febbraio | 1979 |
| Italia* ** | 5 gennaio | 1976 | 4 febbraio | 1976 |
| Kazakstan | 26 agosto | 1998 A | 25 settembre | 1998 |
| Kenya | 13 settembre | 2001 A | 13 ottobre | 2001 |
| Kirghizistan | 5 settembre | 1997 A | 5 ottobre | 1997 |
| Kuwait* | 15 ottobre | 1968 A | 4 gennaio | 1969 |
| Laos | 22 febbraio | 1974 A | 24 marzo | 1974 |
| Lesotho | 4 novembre | 1971 A | 4 dicembre | 1971 |
| Lettonia | 14 aprile | 1992 A | 14 maggio | 1992 |
| Libano* | 12 novembre | 1971 | 12 dicembre | 1971 |
| Liberia | 5 novembre | 1976 A | 5 dicembre | 1976 |
| Libia* | 3 luglio | 1968 A | 4 gennaio | 1969 |
| Liechtenstein | 1° marzo | 2000 A | 31 marzo | 2000 |
| Lituania | 10 dicembre | 1998 | 9 gennaio | 1999 |
| Lussemburgo | 1° maggio | 1978 | 31 maggio | 1978 |
| Macedonia del Nord | 18 gennaio | 1994 S | 17 settembre | 1991 |
| Madagascar* | 7 febbraio | 1969 | 9 marzo | 1969 |
| Malawi | 11 giugno | 1996 A | 11 luglio | 1996 |
| Maldive | 24 aprile | 1984 A | 24 maggio | 1984 |
| Mali | 16 luglio | 1974 A | 15 agosto | 1974 |
| Malta* | 27 maggio | 1971 | 26 giugno | 1971 |
| Marocco* | 18 dicembre | 1970 | 17 gennaio | 1971 |
| Marshall, Isole | 11 aprile | 2019 A | 11 maggio | 2019 |
| Mauritania | 13 dicembre | 1988 | 12 gennaio | 1989 |
| Maurizio | 30 maggio | 1972 A | 29 giugno | 1972 |
| Messico** | 20 febbraio | 1975 | 22 marzo | 1975 |
| Moldova | 26 gennaio | 1993 A | 25 febbraio | 1993 |
| Monaco* | 27 settembre | 1995 A | 27 ottobre | 1995 |
| Mongolia* | 6 agosto | 1969 | 5 settembre | 1969 |
| Montenegro | 23 ottobre | 2006 S | 3 giugno | 2006 |
| Mozambico* | 18 aprile | 1983 A | 18 maggio | 1983 |
| Namibia | 11 novembre | 1982 A | 11 dicembre | 1982 |
| Nepal* | 30 gennaio | 1971 A | 1° marzo | 1971 |
| Nicaragua | 15 febbraio | 1978 A | 17 marzo | 1978 |
| Niger | 27 aprile | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Nigeria | 16 ottobre | 1967 A | 4 gennaio | 1969 |
| Norvegia** | 6 agosto | 1970 | 5 settembre | 1970 |
| Nuova Zelanda** | 22 novembre | 1972 | 22 dicembre | 1972 |
| Oman | 2 gennaio | 2003 A | 1° febbraio | 2003 |
| Paesi Bassi** | 10 dicembre | 1971 | 9 gennaio | 1972 |
| Pakistan | 21 settembre | 1966 | 4 gennaio | 1969 |
| Palestina | 2 aprile | 2014 A | 2 maggio | 2014 |
| Panama | 16 agosto | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Papua Nuova Guinea* | 27 gennaio | 1982 A | 26 febbraio | 1982 |
| Paraguay | 18 agosto | 2003 | 17 settembre | 2003 |
| Perù | 29 settembre | 1971 | 29 ottobre | 1971 |
| Polonia* | 5 dicembre | 1968 | 4 gennaio | 1969 |
| Portogallo | 24 agosto | 1982 A | 23 settembre | 1982 |
| Qatar | 22 luglio | 1976 A | 21 agosto | 1976 |
| Regno Unito* ** | 7 marzo | 1969 | 6 aprile | 1969 |
| Anguilla | 7 marzo | 1969 | 6 aprile | 1969 |
| Rep. Centrafricana | 16 marzo | 1971 | 15 aprile | 1971 |
| Romania* ** | 15 settembre | 1970 A | 15 ottobre | 1970 |
| Ruanda | 16 aprile | 1975 A | 16 maggio | 1975 |
| Russia* | 4 febbraio | 1969 | 6 marzo | 1969 |
| Saint Kitts e Nevis | 13 ottobre | 2006 A | 12 novembre | 2006 |
| Saint Lucia | 14 febbraio | 1990 S | 22 febbraio | 1979 |
| Saint Vincent e Grenadine | 9 novembre | 1981 A | 9 dicembre | 1981 |
| Salomone, Isole | 17 marzo | 1982 S | 7 luglio | 1978 |
| San Marino | 12 marzo | 2002 | 11 aprile | 2002 |
| Santa Sede | 1° maggio | 1969 | 31 maggio | 1969 |
| Seicelle | 7 marzo | 1978 A | 6 aprile | 1978 |
| Senegal | 19 aprile | 1972 | 19 maggio | 1972 |
| Serbia | 12 marzo | 2001 S | 27 aprile | 1992 |
| Sierra Leone | 2 agosto | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Siria* | 21 aprile | 1969 A | 21 maggio | 1969 |
| Slovacchia | 28 maggio | 1993 S | 1° gennaio | 1993 |
| Slovenia | 6 luglio | 1992 S | 25 giugno | 1991 |
| Somalia | 26 agosto | 1975 | 25 settembre | 1975 |
| Spagna** | 13 settembre | 1968 A | 4 gennaio | 1969 |
| Sri Lanka | 18 febbraio | 1982 A | 20 marzo | 1982 |
| Stati Uniti* | 21 ottobre | 1994 | 20 novembre | 1994 |
| Sudafrica | 10 dicembre | 1998 | 9 gennaio | 1999 |
| Sudan | 21 marzo | 1977 A | 20 aprile | 1977 |
| Suriname | 15 marzo | 1984 S | 25 novembre | 1975 |
| Svezia** | 6 dicembre | 1971 | 5 gennaio | 1972 |
| Svizzera* | 29 novembre | 1994 A | 29 dicembre | 1994 |
| Tagikistan | 11 gennaio | 1995 A | 10 febbraio | 1995 |
| Tanzania | 27 ottobre | 1972 A | 26 novembre | 1972 |
| Thailandia* | 28 gennaio | 2003 A | 27 febbraio | 2003 |
| Timor–Leste | 16 aprile | 2003 A | 16 maggio | 2003 |
| Togo | 1° settembre | 1972 A | 1° ottobre | 1972 |
| Tonga* | 16 febbraio | 1972 A | 17 marzo | 1972 |
| Trinidad e Tobago | 4 ottobre | 1973 | 3 novembre | 1973 |
| Tunisia | 13 gennaio | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Turchia* | 16 settembre | 2002 A | 16 ottobre | 2002 |
| Turkmenistan | 29 settembre | 1994 A | 29 ottobre | 1994 |
| Ucraina* | 7 marzo | 1969 | 6 aprile | 1969 |
| Uganda | 21 novembre | 1980 A | 21 dicembre | 1980 |
| Ungheria* | 4 maggio | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Uruguay | 30 agosto | 1968 | 4 gennaio | 1969 |
| Uzbekistan | 28 settembre | 1995 A | 28 ottobre | 1995 |
| Singapore* | 27 novembre | 2017 | 27 dicembre | 2017 |
| São Tomé e Príncipe | 10 gennaio | 2017 | 9 febbraio | 2017 |
| Venezuela | 10 ottobre | 1967 | 4 gennaio | 1969 |
| Vietnam* | 9 giugno | 1982 A | 9 luglio | 1982 |
| Yemen* | 18 ottobre | 1972 A | 17 novembre | 1972 |
| Zambia | 4 febbraio | 1972 | 5 marzo | 1972 |
| Zimbabwe | 13 maggio | 1991 A | 12 giugno | 1991 |
| * Riserve e dichiarazioni. ** Obiezioni. Le riserve e dichiarazioni ed obiezioni non sono pubblicate nella RU, eccetto le riserve e dichiarazioni della Svizzera. Il testo, francese ed inglese, può essere consultato sul sito Internet dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU):http://treaties.un.orgoppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna. | ||||
| Svizzera 5a) Riserva all’articolo 4:La Svizzera si riserva il diritto di adottare le misure legislative necessarie all’applicazione dell’articolo 4 tenuto debitamente conto della libertà di opinione e di associazione, segnatamente formulate nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.b) Riserva all’articolo 2 capoverso 1 lettera a:La Svizzera si riserva il diritto di applicare le proprie disposizioni legali concernenti l’ammissione degli stranieri sul mercato del lavoro svizzero.Dichiarazione in virtù dell’art. 14.La Svizzera riconosce, in applicazione dell’articolo 14 paragrafo 1 della Convenzione, la competenza del Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale (CERD) a ricevere ed esaminare le comunicazioni ai sensi della disposizione summenzionata, sempreché il Comitato esamini le comunicazioni che promanano da una persona o da un gruppo di persone unicamente qualora si sia assicurato che il medesimo oggetto non è esaminato o non è stato esaminato nel quadro di un’altra procedura d’inchiesta o di conciliazione internazionale.Algeria MoldovaAndorra MonacoArgentina MontenegroAustralia NorvegiaAustria PalestinaAzerbaigian PanamaBelgio Paesi BassiBolivia PerùBrasile PoloniaBulgaria PortogalloCile Repubblica CecaCipro Repubblica di CoreaCosta Rica RomaniaDanimarca RussiaEcuador San MarinoEl Salvador SenegalEstonia SerbiaFinlandia SlovacchiaFrancia SloveniaGeorgia SpagnaGermania SudafricaIrlanda SveziaIslanda SvizzeraItalia TogoKazakstan UcrainaLiechtenstein UngheriaLussemburgo UruguayMacedonia del Nord VenezuelaMaltaMaroccoMessico |
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