0.311.544•Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni
0.311.544Multilateral International Treaty27 dic 2012
Concluso a New York il 31 maggio 2001
Approvato dall’Assemblea federale il 23 dicembre 20111
Strumento d’adesione depositato dalla Svizzera il 27 novembre 2012
Entrato in vigore per la Svizzera il 27 dicembre 2012
(Stato 17 gennaio 2025)
Preambolo
Gli Stati Parte del presente Protocollo,
consapevoli dell’urgenza di prevenire, combattere ed eliminare la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, dato che tali attività sono pregiudizievoli per la sicurezza di ogni Stato, di ogni regione e del mondo intero e costituiscono una minaccia per il benessere dei popoli, il loro sviluppo sociale ed economico e il loro diritto di vivere in pace;
convinti, pertanto, della necessità che tutti gli Stati prendano tutte le misure appropriate a tal fine, comprese le attività di cooperazione internazionale e altre misure a livello regionale e mondiale;
ricordando la risoluzione 53/111 dell’Assemblea generale del 9 dicembre 1998, con la quale l’Assemblea ha deciso di istituire un comitato intergovernativo ad hoc a composizione universale al fine di elaborare una convenzione internazionale generale contro la criminalità organizzata transnazionale e di esaminare l’elaborazione, tra gli altri, di uno strumento internazionale per combattere la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni;
considerando il principio della parità dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli sancito nello Statuto delle Nazioni Unite2e nella Dichiarazione relativa ai principi di diritto internazionale concernenti le relazioni amichevoli e la cooperazione fra gli Stati in conformità allo Statuto delle Nazioni Unite;
convinti del fatto che l’integrazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale3con uno strumento internazionale contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, sarà utile nel prevenire e combattere tale tipo di criminalità,
hanno convenuto quanto segue:
(1). Il presente Protocollo integra la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale. Esso è interpretato congiuntamente alla Convenzione. (2). Le disposizioni della Convenzione si applicano, mutatis mutandis, al presente Protocollo, salvo disposizione contraria. (3). I reati previsti conformemente all’articolo 5 del presente Protocollo sono considerati come reati previsti ai sensi della Convenzione.
Lo scopo del presente Protocollo è di promuovere, agevolare e rafforzare la cooperazione fra gli Stati Parte, al fine di prevenire, combattere ed eliminare la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni.
Ai fini del presente Protocollo:
ii) senza licenza o autorizzazione di un’autorità competente dello Stato Parte in cui ha luogo la fabbricazione o l’assemblaggio, oppure
iii) senza marcare, al momento della fabbricazione, le armi da fuoco in conformità all’articolo 8,
la licenza o l’autorizzazione per la fabbricazione di parti e di elementi è rilasciata in base alla legislazione interna;
e) «traffico illecito» indica l’importazione, l’esportazione, l’acquisizione, la vendita, la consegna, il trasporto o il trasferimento di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni dal territorio di uno Stato Parte o attraverso quest’ultimo verso il territorio di un altro Stato Parte, se uno dei due Stati interessati non lo autorizza conformemente alle disposizioni del presente Protocollo o se le armi da fuoco non sono munite di una marcatura conformemente all’articolo 8;
f) «rintracciamento» indica il controllo sistematico del percorso compiuto dalle armi da fuoco e, laddove possibile, delle loro parti, dei loro elementi e delle loro munizioni, dal fabbricante all’acquirente, al fine di aiutare le autorità competenti degli Stati Parte a individuare, controllare e analizzare la fabbricazione e il traffico illeciti.
(1). Il presente Protocollo contempla, salvo disposizione contraria, la prevenzione della fabbricazione e del traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni nonché le attività di indagine e il perseguimento penale dei reati di cui all’articolo 5, nel caso in cui tali reati siano di natura transnazionale e coinvolgano un gruppo criminale organizzato. (2). Il presente Protocollo non contempla le transazioni tra Stati o i trasferimenti ad opera di uno Stato nei casi in cui l’applicazione del Protocollo lede il diritto di uno Stato Parte di adottare, nell’interesse della sicurezza interna, misure conformi allo Statuto delle Nazioni Unite.
(1). Ogni Stato Parte adotta le misure legislative e di altro tipo necessarie per conferire il carattere di reato, laddove commessi intenzionalmente:
(2). Ogni Stato Parte adotta le misure legislative e di altro tipo necessarie per conferire il carattere di reato:
a) fatti salvi i concetti fondamentali del suo ordinamento giuridico, al tentativo di commettere un reato di cui al paragrafo 1 o alla partecipazione a un tale reato in veste di coautore o di complice; e
b) all’organizzazione, alla direzione, al favoreggiamento, all’incoraggiamento, all’agevolazione o al fatto di consigliare la commissione di un reato di cui al paragrafo 1.
(1). Fatto salvo l’articolo 12 della Convenzione, gli Stati Parte adottano, nella misura consentita dai loro ordinamenti giuridici interni, le misure necessarie per consentire il sequestro di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni che sono stati oggetto di fabbricazione o di traffico illeciti. (2). Gli Stati Parte adottano, nel rispetto dei loro ordinamenti giuridici interni, le misure necessarie per impedire che armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni che sono stati oggetto di fabbricazione o di traffico illeciti entrino in possesso di persone non autorizzate, confiscando e distruggendo tali armi, loro parti, elementi e munizioni salvo se è stato ufficialmente autorizzato un’altro tipo di eliminazione e a condizione che le armi da fuoco siano marcate e le modalità di eliminazione delle armi da fuoco e della munizione siano state registrate.
Ogni Stato Parte garantisce la conservazione, per un periodo di almeno dieci anni, delle informazioni sulle armi da fuoco e, laddove è appropriato e fattibile, su loro parti, elementi e munizioni necessari al fine di rintracciare e identificare le armi da fuoco e, laddove è appropriato e fattibile, loro parti, elementi e munizioni che sono stati oggetto di fabbricazione e traffico illeciti, nonché di prevenire e individuare tali attività. Le informazioni comprendono:
(1). Per identificare e rintracciare ogni arma da fuoco, gli Stati Parte:
(2). Gli Stati Parte incoraggiano i fabbricanti di armi da fuoco a elaborare misure per impedire che le marcature siano asportate o alterate.
Uno Stato Parte che secondo la sua legislazione interna non considera un’arma da fuoco disattivata come arma da fuoco, adotta le misure necessarie, compresa l’eventuale definizione di reati specifici, per prevenire la riattivazione illecita delle armi da fuoco disattivate conformemente ai seguenti principi generali:
(1). Ogni Stato Parte istituisce o mantiene un sistema efficace di licenze o autorizzazioni per l’esportazione e l’importazione, nonché di misure per il transito internazionale, applicabili al trasferimento di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni.
(2). Prima di rilasciare licenze o autorizzazioni di esportazione per spedizioni di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, ogni Stato Parte verifica che:
(3). La licenza o l’autorizzazione di esportazione e di importazione, nonché la documentazione di accompagnamento devono contenere almeno le informazioni sul luogo e la data di rilascio, la data di scadenza, il Paese d’esportazione, il Paese d’importazione, il destinatario finale, una descrizione e il quantitativo delle armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni e, in caso di transito, i Paesi di transito. Le informazioni contenute nella licenza di importazione devono essere fornite in anticipo agli Stati di transito.
(4). Lo Stato Parte importatore informa, su richiesta, lo Stato Parte esportatore della ricezione della spedizione di armi da fuoco, loro parti, elementi o munizioni.
(5). Ogni Stato Parte adotta, entro i limiti delle sue possibilità, le misure necessarie a garantire che le procedure per la concessione di licenze o autorizzazioni siano sicure e che l’autenticità delle licenze o delle autorizzazioni possa essere verificata e convalidata.
(6). Gli Stati Parte possono adottare procedure semplificate per l’importazione e l’esportazione temporanee e il transito di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, per fini legittimi e verificabili quali le attività di caccia, tiro sportivo, perizia, esposizione o riparazione.
Al fine di individuare, prevenire ed eliminare furti, perdite o sottrazione nonché la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, ogni Stato Parte adotta le misure appropriate:
(1). Fatti salvi gli articoli 27 e 28 della Convenzione, gli Stati Parte si scambiano, in conformità dell’ordinamento giuridico e amministrativo interno, informazioni pertinenti sui singoli casi specifici riguardanti in particolare fabbricanti, commercianti, importatori, esportatori e, possibilmente, trasportatori autorizzati di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni.
(2). Fatti salvi gli articoli 27 e 28 della Convenzione, gli Stati Parte si scambiano, in conformità dell’ordinamento giuridico e amministrativo interno, informazioni pertinenti riguardanti in particolare:
(3). Gli Stati Parte si comunicano o si scambiano, all’occorrenza, informazioni scientifiche e tecnologiche pertinenti, utili alle autorità di perseguimento penale per rafforzare reciprocamente le loro capacità di prevenire e individuare la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, per svolgere indagini e per perseguire penalmente le persone coinvolte in tali attività illecite.
(4). Gli Stati Parte cooperano per rintracciare le armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni che sono eventualmente stati oggetto di fabbricazione o traffico illeciti. Tale cooperazione comprende la risposta rapida degli Stati Parte, entro i limiti delle proprie possibilità, alle domande di assistenza per rintracciare tali armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni.
(5). Fatti salvi i principi dell’ordinamento giuridico interno o di qualsiasi accordo internazionale, ogni Stato Parte che riceve informazioni da un altro Stato Parte in virtù del presente articolo, comprese informazioni confidenziali concernenti transazioni commerciali, ne garantisce la riservatezza e rispetta tutte le restrizioni imposte all’utilizzo delle informazioni, qualora lo Stato Parte che le fornisce lo richieda. Se non è possibile mantenere la riservatezza, lo Stato Parte che ha fornito le informazioni deve esserne avvertito prima della loro divulgazione.
(1). Gli Stati Parte cooperano a livello bilaterale, regionale e internazionale per prevenire, combattere ed eliminare la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni. (2). Fatte salve le disposizioni dell’articolo 18 paragrafo 13 della Convenzione, ogni Stato Parte designa un’autorità nazionale o un organo centrale incaricato di mantenere i contatti con gli altri Stati Parte per le questioni inerenti al presente Protocollo. (3). Gli Stati Parte si adoperano per ottenere il sostegno e la cooperazione di fabbricanti, commercianti, importatori, esportatori, intermediari e trasportatori commerciali di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, al fine di prevenire e individuare le attività illecite di cui al paragrafo 1.
Gli Stati Parte collaborano tra di loro e, all’occorrenza, con le organizzazioni internazionali competenti, in modo da ottenere, su richiesta, l’istruzione e l’assistenza tecnica necessarie per potenziare le loro capacità di prevenire, combattere ed eliminare la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, compresa l’assistenza tecnica, finanziaria e materiale per le questioni di cui agli articoli 29 e 30 della Convenzione.
(1). Per prevenire e combattere la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, elementi e munizioni, gli Stati Parte che non lo hanno ancora fatto considerano la possibilità d’istituire un sistema per disciplinare le attività delle persone che svolgono le attività di mediazione. Questo sistema potrebbe comprendere una o più misure quali:
(2). Si raccomanda agli Stati Parte che hanno istituito un sistema d’autorizzazione in materia di mediazione in virtù del paragrafo 1, di indicare anche le informazioni sugli intermediari e sulle attività di mediazione quando si scambiano informazioni ai sensi dell’articolo 12, e di conservare tali dati conformemente all’articolo 7.
(1). Gli Stati Parte si impegnano a comporre in via negoziale le controversie relative all’interpretazione o all’applicazione del presente Protocollo. (2). Qualsiasi controversia tra due o più Stati Parte concernente l’interpretazione o l’applicazione del presente Protocollo che non può essere risolta in via negoziale entro un arco di tempo ragionevole, sarà oggetto di arbitrato se uno degli Stati Parte coinvolti lo richiede. Se dopo sei mesi dalla data della richiesta di arbitrato gli Stati Parte non riescono ad accordarsi sull’organizzazione dell’arbitrato, ognuno di essi può sottoporre la controversia alla Corte Internazionale di Giustizia presentando una richiesta conformemente allo Statuto della Corte. (3). Ogni Stato Parte può, al momento della firma, ratifica, accettazione o approvazione del presente Protocollo, o dell’adesione ad esso, dichiarare di non considerarsi vincolato dal paragrafo 2. Gli altri Stati Parte non sono vincolati dal paragrafo 2 nei confronti di ogni Stato Parte che abbia espresso tale riserva. (4). Ogni Stato Parte che ha espresso una riserva conformemente al paragrafo 3 può revocare in qualsiasi momento tale riserva mediante notifica al Segretario Generale delle Nazioni Unite.
(1). Il presente Protocollo è aperto alla firma di tutti gli Stati presso la sede delle Nazioni Unite a New York, a partire dal trentesimo giorno dalla sua adozione da parte dell’Assemblea Generale e fino al 12 dicembre 2002. (2). Il presente Protocollo è inoltre aperto alla firma delle organizzazioni regionali d’integrazione economica, a condizione che almeno uno Stato membro di una tale organizzazione abbia firmato il presente Protocollo conformemente al paragrafo 1. (3). Il presente Protocollo è soggetto a ratifica, accettazione o approvazione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Un’organizzazione regionale d’integrazione economica può depositare il proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione se almeno uno dei suoi Stati membri ha fatto altrettanto. In questo strumento di ratifica, accettazione o approvazione, l’organizzazione dichiara l’ambito della sua competenza con riferimento alle questioni disciplinate dal presente Protocollo. Essa informa anche il depositario in merito a ogni modifica rilevante dell’ambito della sua competenza. (4). Il presente Protocollo è aperto all’adesione di qualsiasi Stato o organizzazione regionale d’integrazione economica di cui almeno uno Stato membro è Parte del presente Protocollo. Gli strumenti di adesione sono depositati presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Un’organizzazione d’integrazione economica regionale dichiara, al momento della sua adesione, l’ambito della sua competenza con riferimento alle questioni disciplinate dal presente Protocollo. Essa informa anche il depositario in merito a ogni modifica rilevante dell’ambito della sua competenza.
(1). Il presente Protocollo entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di deposito del quarantesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, ma non prima dell’entrata in vigore della Convenzione. Ai fini del presente paragrafo, nessuno strumento depositato da un’organizzazione regionale d’integrazione economica è considerato integrativo degli strumenti depositati dagli Stati membri di tale organizzazione. (2). Per ogni Stato o organizzazione regionale d’integrazione economica che ratificherà, accetterà, o approverà il presente Protocollo o che vi aderirà dopo il deposito del quarantesimo strumento relativo, il presente Protocollo entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di deposito dello strumento da parte di tale Stato o organizzazione o alla data in cui il presente Protocollo entra in vigore ai sensi del paragrafo 1, se quest’ultima è successiva alla prima.
(1). Alla scadenza del quinto anno dall’entrata in vigore del presente Protocollo, ogni Stato Parte del Protocollo ha la facoltà di proporre un emendamento e di depositarne il testo presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Quest’ultimo comunica la proposta di emendamento agli Stati Parte e alla Conferenza delle Parti aderenti alla Convenzione al fine di esaminare la proposta e prendere una decisione in merito. Gli Stati Parte del presente Protocollo riuniti nella Conferenza delle Parti tentano di raggiungere un consenso su ogni emendamento. Nel caso in cui sia stato esaurito ogni tentativo in tal senso senza essere pervenuti a un accordo, per adottare l’emendamento, in ultima istanza, occorre un voto di maggioranza dei due terzi degli Stati Parte presenti alla Conferenza delle Parti e che esprimono il loro voto. (2). Le organizzazioni regionali d’integrazione economica, esercitano, in relazione a questioni di loro competenza, il proprio diritto di voto ai sensi del presente articolo con un numero di voti pari al numero dei loro Stati membri che sono Parte del presente Protocollo. Tali organizzazioni non esercitano il loro diritto di voto se i loro Stati membri esercitano il proprio e vice versa. (3). Un emendamento adottato ai sensi del paragrafo 1 è soggetto a ratifica, accettazione o approvazione da parte degli Stati Parte. (4). Un emendamento adottato ai sensi del paragrafo 1 entra in vigore per uno Stato Parte novanta giorni dopo la data di deposito presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione di tale emendamento. (5). Quando un emendamento entra in vigore, è vincolante nei confronti degli Stati Parte che hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolati da esso. Gli altri Stati Parte restano vincolati dalle disposizioni del presente Protocollo e degli emendamenti precedenti che hanno ratificato, accettato o approvato.
(1). Ogni Stato Parte può denunciare il presente Protocollo tramite notifica scritta al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Tale denuncia ha effetto un anno dopo la data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale. (2). Un’organizzazione regionale d’integrazione economica cessa di essere Parte del presente Protocollo quando tutti i suoi Stati membri lo hanno denunciato.
(1). Il Segretario Generale delle Nazioni Unite è nominato depositario del presente Protocollo. (2). L’originale del presente Protocollo, i testi in arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo facenti tutti ugualmente fede, è depositato presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite.
In fede di ciò , i sottoscritti plenipotenziari, all’uopo debitamente autorizzati dai rispettivi Governi, hanno sottoscritto il presente Protocollo.(Seguono le firme)
| Stati partecipanti | Ratifica Adesione (A) Dichiarazione di successione (S) | Entrata in vigore | ||
|---|---|---|---|---|
| Albania | 8 febbraio | 2008 A | 9 marzo | 2008 |
| Algeria* | 25 agosto | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Angola | 19 settembre | 2014 A | 19 ottobre | 2014 |
| Antigua e Barbuda | 27 aprile | 2010 A | 27 maggio | 2010 |
| Arabia Saudita* | 11 marzo | 2008 A | 10 aprile | 2008 |
| Argentina* | 18 dicembre | 2006 | 17 gennaio | 2007 |
| Armenia** | 26 gennaio | 2012 A | 25 febbraio | 2012 |
| Austria | 9 ottobre | 2013 | 8 novembre | 2013 |
| Azerbaigian* | 3 dicembre | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Bahamas* | 26 settembre | 2008 | 26 ottobre | 2008 |
| Barbados | 11 novembre | 2014 | 11 dicembre | 2014 |
| Belarus | 6 ottobre | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Belgio* | 24 settembre | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Benin | 30 agosto | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Bolivia* | 1° settembre | 2020 A | 1° ottobre | 2020 |
| Bosnia ed Erzegovina | 1° aprile | 2008 A | 1° maggio | 2008 |
| Brasile | 31 marzo | 2006 | 30 aprile | 2006 |
| Bulgaria | 6 agosto | 2002 | 3 luglio | 2005 |
| Burkina Faso | 15 maggio | 2002 | 3 luglio | 2005 |
| Burundi | 24 maggio | 2012 A | 23 giugno | 2012 |
| Cambogia | 12 dicembre | 2005 A | 11 gennaio | 2006 |
| Capo Verde | 15 luglio | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Ceca, Repubblica | 24 settembre | 2013 A | 24 ottobre | 2013 |
| Centrafricana, Repubblica | 6 ottobre | 2006 A | 5 novembre | 2006 |
| Cile | 17 giugno | 2010 A | 17 luglio | 2010 |
| Cina* | 19 dicembre | 2023 | 18 gennaio | 2024 |
| Hong Kong* | 19 dicembre | 2023 | 18 gennaio | 2024 |
| Macao* | 19 dicembre | 2023 | 18 gennaio | 2024 |
| Cipro | 6 agosto | 2003 | 3 luglio | 2005 |
| Comore | 4 giugno | 2021 A | 4 luglio | 2021 |
| Congo (Kinshasa) | 28 ottobre | 2005 A | 27 novembre | 2005 |
| Corea del Sud | 5 novembre | 2015 | 5 dicembre | 2015 |
| Costa d’Avorio | 25 ottobre | 2012 A | 24 novembre | 2012 |
| Costa Rica | 9 settembre | 2003 | 3 luglio | 2005 |
| Croazia | 7 febbraio | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| Cuba* | 9 febbraio | 2007 A | 11 marzo | 2007 |
| Danimarcaa | 4 febbraio | 2015 | 6 marzo | 2015 |
| Dominica | 17 maggio | 2013 A | 16 giugno | 2013 |
| Dominicana, Repubblica | 7 aprile | 2009 | 7 maggio | 2009 |
| Ecuador | 25 settembre | 2013 | 25 ottobre | 2013 |
| El Salvador* | 18 marzo | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Estonia | 12 maggio | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Eswatini | 24 settembre | 2012 | 24 ottobre | 2012 |
| Etiopia* | 22 giugno | 2012 A | 22 luglio | 2012 |
| Figi* | 19 settembre | 2017 A | 19 ottobre | 2017 |
| Finlandia* | 17 maggio | 2011 | 16 giugno | 2011 |
| Francia* | 28 febbraio | 2019 A | 30 marzo | 2019 |
| Gabon | 22 settembre | 2010 A | 22 ottobre | 2010 |
| Germania | 14 ottobre | 2021 | 13 novembre | 2021 |
| Ghana | 14 gennaio | 2014 A | 13 febbraio | 2014 |
| Giamaica | 29 settembre | 2003 | 3 luglio | 2005 |
| Grecia | 11 gennaio | 2011 | 10 febbraio | 2011 |
| Grenada | 21 maggio | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Guatemala* | 1° aprile | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Guinea-Bissau | 24 settembre | 2013 A | 24 ottobre | 2013 |
| Guyana | 2 maggio | 2008 A | 1° giugno | 2008 |
| Haiti | 19 aprile | 2011 A | 19 maggio | 2011 |
| Honduras | 1° aprile | 2008 A | 1° maggio | 2008 |
| India | 5 maggio | 2011 | 4 giugno | 2011 |
| Iraq | 23 maggio | 2013 A | 22 giugno | 2013 |
| Italia | 2 agosto | 2006 | 1° settembre | 2006 |
| Kazakistan | 31 luglio | 2008 A | 30 agosto | 2008 |
| Kenya | 5 gennaio | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| Kuwait | 30 luglio | 2007 A | 29 agosto | 2007 |
| Laos* | 26 settembre | 2003 A | 3 luglio | 2005 |
| Lesotho | 24 settembre | 2003 A | 3 luglio | 2005 |
| Lettonia | 28 luglio | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Libano | 13 novembre | 2006 | 13 dicembre | 2006 |
| Liberia | 22 settembre | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Libia | 18 giugno | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Liechtenstein* | 10 dicembre | 2013 A | 9 gennaio | 2014 |
| Lituania | 24 febbraio | 2005 | 3 luglio | 2005 |
| Lussemburgo | 9 maggio | 2022 | 8 giugno | 2022 |
| Macedonia del Nord | 14 settembre | 2007 A | 14 ottobre | 2007 |
| Madagascar | 15 settembre | 2005 | 15 ottobre | 2005 |
| Malawi* | 17 marzo | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| Mali | 3 maggio | 2002 | 3 luglio | 2005 |
| Marocco | 8 aprile | 2009 A | 8 maggio | 2009 |
| Mauritania | 22 luglio | 2005 A | 21 agosto | 2005 |
| Maurizio | 24 settembre | 2003 A | 3 luglio | 2005 |
| Messico | 10 aprile | 2003 | 3 luglio | 2005 |
| Moldova* | 28 febbraio | 2006 A | 30 marzo | 2006 |
| Mongolia | 27 giugno | 2008 A | 27 luglio | 2008 |
| Montenegro | 23 ottobre | 2006 S | 3 giugno | 2006 |
| Mozambico | 20 settembre | 2006 A | 20 ottobre | 2006 |
| Nauru | 12 luglio | 2012 | 11 agosto | 2012 |
| Nicaragua | 2 luglio | 2007 A | 1° agosto | 2007 |
| Nigeria | 3 marzo | 2006 | 2 aprile | 2006 |
| Norvegia | 23 settembre | 2003 | 3 luglio | 2005 |
| Oman | 13 maggio | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| Paesi Bassib | 8 febbraio | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| Curaçao | 13 marzo | 2024 | 13 marzo | 2024 |
| Palau | 27 maggio | 2019 A | 26 giugno | 2019 |
| Panama | 18 agosto | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Paraguay | 27 settembre | 2007 A | 27 ottobre | 2007 |
| Perù | 23 settembre | 2003 A | 3 luglio | 2005 |
| Polonia | 4 aprile | 2005 | 3 luglio | 2005 |
| Portogallo | 3 giugno | 2011 | 3 luglio | 2011 |
| Romania | 16 aprile | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Ruanda | 4 ottobre | 2006 A | 3 novembre | 2006 |
| Saint Kitts e Nevis | 21 maggio | 2004 A | 3 luglio | 2005 |
| Saint Vincent e Grenadine | 29 ottobre | 2010 A | 28 novembre | 2010 |
| São Tomé e Príncipe | 12 aprile | 2006 A | 12 maggio | 2006 |
| Senegal | 7 aprile | 2006 | 7 maggio | 2006 |
| Serbia | 20 dicembre | 2005 A | 19 gennaio | 2006 |
| Sierra Leone | 12 agosto | 2014 | 11 settembre | 2014 |
| Slovacchia | 21 settembre | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Slovenia | 21 maggio | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Spagna* | 9 febbraio | 2007 A | 11 marzo | 2007 |
| Sudafrica* | 20 febbraio | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Sudan | 4 ottobre | 2018 A | 3 novembre | 2018 |
| Svezia | 28 giugno | 2011 | 28 luglio | 2011 |
| Svizzera* | 27 novembre | 2012 A | 27 dicembre | 2012 |
| Tanzania | 24 maggio | 2006 A | 23 giugno | 2006 |
| Togo | 17 luglio | 2012 A | 16 agosto | 2012 |
| Trinidad e Tobago | 6 novembre | 2007 A | 6 dicembre | 2007 |
| Tunisia* | 10 aprile | 2008 | 10 maggio | 2008 |
| Turchia | 4 maggio | 2004 | 3 luglio | 2005 |
| Turkmenistan | 28 marzo | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| Ucraina | 4 giugno | 2013 A | 4 luglio | 2013 |
| Uganda | 9 marzo | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| Ungheria | 13 luglio | 2011 A | 12 agosto | 2011 |
| Unione europea* | 21 marzo | 2014 | 20 aprile | 2014 |
| Uruguay | 3 aprile | 2008 A | 3 maggio | 2008 |
| Venezuela* | 10 giugno | 2013 A | 10 luglio | 2013 |
| Zambia | 24 aprile | 2005 A | 3 luglio | 2005 |
| * Riserve e dichiarazioni. Le dichiarazioni degli Stati partecipanti sulle autorità centrali secondo l’art. 13 para. 2 del Prot. addizionale non sono elencate nel presente campo d’applicazione. ** Obbiezioni. Le riserve, le dichiarazioni ed obbiezioni non sono pubblicate nella RU, eccetto quelle della Svizzera. Il testo, in francese e inglese, può essere consultato sul sito Internet dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU):https://treaties.un.orgoppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna. | ||||
| a Il Prot. non si applica alla Groenlandia e alle Isole Faeröer. b Per il Regno in Europa. | ||||
| SvizzeraArt. 10 par. 2 lett. bIn assenza di opposizione al transito comunicata entro 30 giorni a decorrere dal giorno della domanda scritta di non opposizione al transito, lo Stato di transito consultato è ritenuto non essersi opposto e aver accordato tacitamente il transito.Art. 10 par. 3I dati concernenti gli Stati di transito non saranno menzionati sistematicamente nelle autorizzazioni di esportazione né nella corrispondente documentazione di accompagnamento, conformemente alla legislazione svizzera che non esige sempre tale menzione.Art. 13 par. 2L’autorità designata dalla Svizzera è l’Ufficio federale di polizia, Ufficio centrale armi, Nussbaumstrasse 29, CH-3003 Berna, telefono +41 31 324 54 00, fax +41 31 324 79 48, indirizzo mail zsw@fedpol.admin.ch. |
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