0.451.43•Convenzione sulla diversità biologica
0.451.43Multilateral International Treaty19 feb 1995
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}Conclusa a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992
Approvata dall’Assemblea federale il 28 settembre 19941
Istrumento di ratificazione depositato dalla Svizzera il 21 novembre 1994
Entrata in vigore per la Svizzera il 19 febbraio 1995
(Stato 19 ottobre 2021)
Preambolo
Le Parti contraenti,
Consapevoli del valore intrinseco della diversità biologica e del valore della diversità dei suoi componenti ecologici, genetici, sociali, economici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi e estetici;
Consapevoli altresì dell’importanza della diversità biologica per l’evoluzione ed ai fini della preservazione dei sistemi di mantenimento della vita nella biosfera;
Affermando che la conservazione della diversità biologica è una preoccupazione comune dell’umanità;
Ribadendo che gli Stati hanno diritti sovrani sulle loro risorse biologiche;
Ribadendo anche che gli Stati sono responsabili della conservazione della loro diversità biologica e dell’utilizzazione durevole delle loro risorse biologiche;
Preoccupate per il fatto che la diversità biologica è in fase di depauperazione a causa di talune attività umane;
Consapevoli della generale insufficienza di informazioni e di cognizioni concernenti la diversità biologica, nonché della necessità di sviluppare con urgenza i mezzi scientifici, tecnici ed istituzionali atti a fornire il know‑how di base necessario all’elaborazione di misure appropriate ed alla loro attuazione;
Notando che è d’importanza vitale anticipare, prevenire e colpire le cause della diminuzione o di una depauperazione rilevante della diversità biologica alla fonte;
Notando altresì che laddove esista la minaccia di una riduzione rilevante o di una depauperazione della diversità biologica, l’assenza di esaurienti certezze scientifiche non dovrebbe essere invocata al fine di dilazionare misure volte ad evitare tale minaccia o a minimizzarne gli effetti;
Notando inoltre che l’esigenza fondamentale per la conservazione della diversità biologica consiste nella conservazionein situ degli ecosistemi e degli habitat naturali e nel mantenimento e nella ricostituzione delle popolazioni di specie vitali nei loro ambienti naturali;
Notando inoltre che i provvedimentiex situ , preferibilmente nel Paese di origine, hanno anch’essi un ruolo importante da svolgere;
Riconoscendo la stretta e tradizionale dipendenza di molte comunità indigene e locali dalle risorse biologiche sulle quali sono fondate le loro tradizioni, nonché l’opportunità di ripartire in maniera equa i benefici derivanti dall’uso di conoscenze, innovazioni e prassi tradizionali attinenti alla conservazione della diversità biologica ed all’uso durevole dei suoi componenti;
Riconoscendo inoltre il ruolo fondamentale che le donne svolgono nella conservazione e nell’uso durevole della diversità biologica e ribadendo la necessità di una completa partecipazione delle donne, a tutti i livelli, alle decisioni politiche relative alla conservazione della diversità biologica ed alla loro attuazione;
Sottolineando l’importanza e la necessità di promuovere la cooperazione internazionale, regionale e mondiale tra gli Stati e le organizzazioni intergovernative ed il settore non governativo per la conservazione della diversità biologica e l’uso durevole dei suoi componenti;
Riconoscendo che le nuove risorse finanziarie e supplementari che saranno erogate, ed un accesso soddisfacente alle tecnologie pertinenti potrà avere un’importanza determinante sulla capacità a livello mondiale di far fronte alla depauperazione della diversità biologica;
Riconoscendo inoltre che sono necessari particolari mezzi per far fronte alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo, in particolare la fornitura di nuove risorse finanziarie e supplementari, ed un accesso appropriato alle tecnologie pertinenti;
Notando al riguardo le particolari condizioni dei Paesi meno progrediti e dei piccoli Stati insulari;
Riconoscendo che sono necessari investimenti sostanziali per conservare la diversità biologica, da cui ci si attende che producano una vasta gamma di benefici ambientali, economici e sociali;
Riconoscendo che lo sviluppo economico e sociale e lo sradicamento della povertà sono le prime fondamentali priorità dei Paesi in via di sviluppo;
Consapevoli che la conservazione e l’uso durevole della diversità biologica sono della massima importanza per far fronte alle esigenze alimentari, sanitarie e altre della popolazione mondiale in continuo aumento, per il qual fine è essenziale sia il poter avere accesso alle risorse genetiche ed alla tecnologia, sia la loro ripartizione;
Notando in ultima analisi che la conservazione ed un uso durevole della diversità biologica rafforzeranno le amichevoli relazioni esistenti tra gli Stati e contribuiranno alla pace per l’umanità;
Desiderando rafforzare e integrare le intese internazionali esistenti per la conservazione della diversità biologica e l’uso durevole dei suoi componenti;
Determinate a conservare ed usare in maniera durevole la diversità biologica a vantaggio delle generazioni presenti e future,
hanno convenuto quanto segue:
Gli obiettivi della presente Convenzione, da perseguire in conformità con le sue disposizioni pertinenti, sono la conservazione della diversità biologica, l’uso durevole dei suoi componenti e la ripartizione giusta ed equa dei benefici derivanti dall’utilizzazione delle risorse genetiche, grazie ad un accesso soddisfacente alle risorse genetiche ed un adeguato trasferimento delle tecnologie pertinenti in considerazione di tutti i diritti su tali risorse e tecnologie, e grazie ad adeguati finanziamenti.
Ai fini della presente Convenzione:
L’espressione*«biotecnologia»* significa ogni applicazione tecnologica che si avvale di sistemi biologici, di organismi viventi o di loro derivati, per realizzare o modificare prodotti o procedimenti per un uso specifico.
L’espressione*«condizioni in situ»* significa le condizioni in cui le risorse genetiche esistono negli ecosistemi e negli habitat naturali e, nel caso di specie addomesticate o coltivate, negli ambienti nei quali hanno sviluppato le loro proprietà caratteristiche.
L’espressione*«conservazione ex situ»* significa la conservazione di elementi costitutivi della diversità biologica fuori dal loro ambiente naturale.
L’espressione*«conservazione in situ»* significa la conservazione degli ecosistemi e degli habitat naturali ed il mantenimento e la ricostituzione delle popolazioni vitali di specie nel loro ambiente naturale e, nel caso di specie addomesticate e coltivate, nell’ambiente in cui hanno sviluppato le loro proprietà caratteristiche.
L’espressione*«diversità biologica»* significa la variabilità degli organismi viventi di ogni origine, compresiinter alia gli ecosistemi terrestri, marini ed altri ecosistemi acquatici, ed i complessi ecologici di cui fanno parte; ciò include la diversità nell’ambito delle specie, e tra le specie degli ecosistemi.
L’espressione*«ecosistema»* significa un complesso dinamico formato da comunità di piante, di animali e di micro‑organismi e dal loro ambiente non vivente, le quali grazie alla loro interazione, costituiscono un’unità funzionale.
L’espressione*«specie addomesticata o coltivata»* significa le specie il cui processo di evoluzione è stato influenzato dall’uomo per far fronte alle sue esigenze.
L’espressione*«habitat»* significa il luogo o tipo di sito dove un organismo o una popolazione esistono allo stato naturale.
L’espressione*«materiale genetico»* significa il materiale di origine vegetale, animale, microbico o altro, contenente unità funzionali dell’eredità.
L’espressione*«organizzazione regionale di integrazione economica»* significa un’organizzazione costituita da Stati sovrani di una data regione alla quale gli Stati membri hanno trasferito competenza su questioni regolamentate dalla presente Convenzione e che è stata debitamente autorizzata in conformità con le sue procedure interne a firmare, ratificare, accettare, approvare detta Convenzione o ad aderirvi.
L’espressione*«Paese di origine delle risorse genetiche»* significa il Paese che possiede tali risorse genetiche in condizioniin situ .
L’espressione*«Paese fornitore di risorse genetiche»* significa il Paese che fornisce risorse genetiche estratte da fontiin situ , comprese le popolazioni di specie selvatiche e addomesticate o prelevate presso fontiin situ , originarie o meno di tale Paese.
L’espressione*«risorse biologiche»* include le risorse genetiche, gli organismi o loro componenti, popolazioni o ogni altro componente biotico degli ecosistemi aventi un uso o valore attuale o potenziale per l’umanità.
L’espressione*«risorse genetiche»* significa il materiale genetico avente valore effettivo o potenziale.
L’espressione*«tecnologia»* include la biotecnologia.
L’espressione*«uso durevole»* significa l’uso dei componenti della diversità biologica secondo modalità e ad un ritmo che non comportino una depauperazione a lungo termine, salvaguardando in tal modo il loro potenziale a soddisfare le esigenze e le aspirazioni delle generazioni presenti e future.
L’espressione*«zona tutelata»* significa un’area geograficamente delimitata, designata o regolamentata e gestita in modo tale da conseguire obiettivi di conservazione specifici.
In conformità con lo Statuto delle Nazioni Unite e con i principi del diritto internazionale, gli Stati hanno il diritto sovrano di sfruttare le loro risorse in conformità con le loro politiche ambientali, ed hanno il dovere di fare in modo che le attività esercitate nell’ambito della loro giurisdizione o sotto il loro controllo non causino danni all’ambiente in altri Stati o in zone che non dipendono da nessuna giurisdizione nazionale.
Fatti salvi i diritti degli altri Stati e salvo quanto diversamente stabilito nella presente Convenzione, le disposizioni della presente Convenzione si applicano a ciascuna Parte contraente:
Ciascuna Parte contraente, nella misura del possibile e come opportuno, coopererà con le altre Parti contraenti, direttamente o se del caso tramite le Organizzazioni internazionali competenti nei settori che non dipendono dalla sua giurisdizione nazionale ed in altri settori di interesse reciproco, in vista della conservazione e dell’uso durevole della diversità biologica.
Ciascuna Parte contraente in conformità con le sue particolari condizioni e capacità:
Ciascuna Parte contraente nella misura del possibile e come appropriato, in particolare ai fini degli Articoli 8 a 10:
Ciascuna Parte contraente, nella misura del possibile e come appropriato:
Ciascuna Parte contraente, nella misura del possibile e come opportuno, ed innanzitutto ai fini di integrare i provvedimenti per la conservazionein situ :
Ciascuna Parte contraente, nella misura del possibile e come appropriato:
Ciascuna Parte contraente, nella misura del possibile e come appropriato, adotterà misure razionali dal punto di vista economico e sociale che agiscano come incentivi per la conservazione e l’uso durevole dei componenti della diversità biologica.
Le Parti contraenti, in considerazione delle particolari esigenze dei Paesi in via di sviluppo:
Le Parti contraenti:
Ciascuna Parte contraente, ad intervalli che saranno determinati dalla Conferenza delle Parti, presenterà alla Conferenza delle Parti rapporti sui provvedimenti che ha adottato in vista dell’attuazione delle disposizioni della presente Convenzione e sulla loro efficacia nel perseguire gli obiettivi della presente Convenzione.
La presente Convenzione sarà aperta a Rio de Janeiro alla firma di tutti gli Stati e di ogni organizzazione di integrazione economica regionale dal 5 giugno 1992 fino al 14 giugno 1992 e presso la Sede centrale delle Nazioni Unite a New York dal 15 giugno 1992 al 4 giugno 1993.
Nessuna riserva sarà effettuata alla presente Convenzione.
A patto che sia stata interamente ristrutturata in conformità con le esigenze dell’Articolo 21, la Struttura globale ambientale del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, del Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite e della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo sarà la struttura istituzionale menzionata all’Articolo 21 a titolo interinale, per il periodo intercorrente tra l’entrata in vigore della presente Convenzione e la prima riunione della Conferenza delle Parti, oppure fino a quando la Conferenza delle Parti non decida quale struttura istituzionale sarà designata in conformità con l’Articolo 21.
Il Segretariato che dovrà essere fornito dal Direttore esecutivo del programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente sarà il Segretariato di cui all’Articolo 24, paragrafo 2, su una base interinale per il periodo tra l’entrata in vigore della presente Convenzione e la prima riunione della Conferenza delle Parti.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite assumerà le funzioni di Depositario della presente Convenzione e di qualsiasi suo protocollo.
L’originale della presente Convenzione i cui testi in lingua araba, cinese, francese, inglese, russa e spagnola sono parimenti autentici, saranno depositati presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite.
In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato la presente Convenzione.Fatto a Rio de Janeiro il 5 giugno milienovecentonovantadue.(Seguono le firme)
1. Gli ecosistemi e gli habitat: contenenti un’elevata diversità, un vasto numero di specie endemiche o minacciate, o zone desertiche; frequentati da specie migratorie; di importanza sociale, economica, culturale o scientifica; o che sono rappresentativi, unici o associati a processi evolutivi di base o ad altri processi biologici.
2. Specie e comunità che sono: minacciate, affini selvatiche di specie addomesticate o coltivate; aventi un valore medicinale, agricolo o di altro carattere economico, o un’importanza sociale, scientifica o culturale; o un’importanza per la ricerca vertente sulla conservazione e l’uso prolungato della diversità biologica, come gli indicatori delle specie.
3. Tipi di genomi e geni di importanza sociale, scientifica o economica.
La Parte ricorrente notificherà al Segretariato che le Parti deferiscono una controversia ad arbitrato in conformità con l’articolo 27. La notifica dovrà enunciare l’argomento che è oggetto dell’arbitrato ed includerà in particolare gli articoli della Convenzione o del Protocollo, la cui interpretazione o attuazione è messa in causa. Se le Parti non si sono accordate per quanto riguarda l’oggetto della controversia prima della nomina del Presidente del Tribunale, il Tribunale arbitrale determinerà l’oggetto della controversia. Il Segretariato inoltrerà l’informazione in tal modo ricevuta a tutte le Parti contraenti alla presente Convenzione o al protocollo interessato.
Il Tribunale arbitrale pronuncerà la sua decisione in base alle disposizioni della presente Convenzione, a tutti i protocolli pertinenti ed al diritto internazionale.
A meno che le Parti alla controversia non decidano diversamente, il Tribunale arbitrale determinerà il suo Regolamento interno.
Il Tribunale arbitrale, dietro richiesta di una delle Parti raccomanderà misure essenziali di protezione interinali.
Le Parti alla controversia agevoleranno il lavoro del Tribunale arbitrale utilizzando in particolare ogni mezzo a loro disposizione:
Le Parti e gli arbitri hanno l’obbligo di proteggere la riservatezza di qualsiasi informazione che essi ricevono a titolo riservato durante il procedimento del Tribunale arbitrale.
A meno che il Tribunale arbitrale non determini diversamente a causa di particolari circostanze del caso, i costi del tribunale saranno sostenuti in parti uguali dalle Parti alla controversia. Il Tribunale manterrà una documentazione di tutte le sue spese, e ne fornirà un estratto conto finale alle Parti.
Ogni Parte contraente che ha un interesse di natura giuridica nell’oggetto alla controversia che può essere pregiudicato dalla decisione nel caso, può intervenire nel procedimento con il consenso del Tribunale.
Il Tribunale può giudicare e decidere in merito a controricorsi direttamente collegati con l’oggetto della controversia.
Le decisioni sia di procedura che di sostanza del Tribunale arbitrale saranno adottate a maggioranza dei suoi membri.
Se una delle Parti alla controversia non compare dinanzi al Tribunale arbitrale o non assume la propria difesa nel procedimento, l’altra Parte può chiedere al Tribunale di continuare la procedura e di pronunciare il lodo arbitrale: l’assenza di una Parte o la sua mancanza di difesa non costituirà un ostacolo allo svolgimento del procedimento. Prima di pronunciare la decisione definitiva, il Tribunale arbitrale deve accertarsi che il ricorso è fondato sia per quanto riguarda il merito che da un punto di vista giuridico.
Il Tribunale pronuncerà la sua decisione definitiva entro cinque giorni dalla data alla quale è interamente costituito a meno che non ritenga necessario prorogare il termine per un periodo al massimo di cinque mesi.
La decisione definitiva del Tribunale arbitrale sarà limitata all’oggetto della controversia ed enuncerà le motivazioni sulle quali si fonda. Esso conterrà i nomi dei membri che hanno partecipato e la data della decisione definitiva. Ogni membro del Tribunale può allegare un’opinione separata o dissidente alla decisione finale.
Il lodo arbitrale sarà vincolante per le Parti alla controversia. Essa sarà inappellabile a meno che le Parti alla controversia non abbiano convenuto in anticipo di far eventualmente ricorso ad una procedura di appello.
Ogni controversia che possa eventualmente sorgere tra le Parti alla controversia per quanto riguarda l’interpretazione o le modalità di attuazione della decisione finale potrà essere sottoposta dall’una o dall’altra Parte, o da entrambe, per decisione al Tribunale arbitrale che ha pronunciato detta decisione.
Una Commissione di conciliazione sarà istituita dietro richiesta di una delle Parti alla controversia. La Commissione, a meno che le Parti non decidano diversamente, sarà costituita da cinque membri, due nominati da ciascuna Parte interessata ed un Presidente selezionato di comune accordo da tali membri.
Nelle controversie tra più di due Parti, le Parti aventi lo stesso interesse nomineranno i loro membri della Commissione di comune accordo. Se due o più Parti hanno interessi diversi, o se sono in disaccordo sul fatto di avere o meno gli stessi interessi, essi nomineranno i loro membri separatamente.
Se le Parti non procedono alla nomina entro due mesi dalla data della richiesta di creare una Commissione di conciliazione, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, se richiesto in tal senso dalla Parte che ha presentato la richiesta, procederà ad effettuare queste nomine entro un successivo periodo di due mesi.
Se il Presidente della Commissione di conciliazione non è stato selezionato entro due mesi dal membro della Commissione designato più di recente, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, se richiesto in tal senso da una Parte, designerà un Presidente entro un successivo periodo di due mesi.
La Commissione di conciliazione adotterà le sue decisioni con un voto di maggioranza dei suoi membri. Essa determinerà la sua procedura, a meno che le Parti alla controversia non decidano diversamente di comune accordo. Essa formulerà una proposta per la risoluzione della controversia, che le Parti esamineranno in buona fede.
Ogni disaccordo sul fatto che la Commissione di conciliazione abbia o meno competenza sarà deciso dalla Commissione.
| Stati partecipanti | Ratifica Adesione (A) Dichiarazione di successione (S) | Entrata in vigore | ||
|---|---|---|---|---|
| Afghanistan | 19 settembre | 2002 | 18 dicembre | 2002 |
| Albania | 5 gennaio | 1994 A | 5 aprile | 1994 |
| Algeria | 14 agosto | 1995 | 12 novembre | 1995 |
| Andorra | 4 febbraio | 2015 A | 5 maggio | 2015 |
| Angola | 1° aprile | 1998 | 30 giugno | 1998 |
| Antigua e Barbuda | 9 marzo | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Arabia Saudita | 3 ottobre | 2001 A | 1° gennaio | 2002 |
| Argentina* | 22 novembre | 1994 | 20 febbraio | 1995 |
| Armenia | 14 maggio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Australia | 18 giugno | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Austria* | 18 agosto | 1994 | 16 novembre | 1994 |
| Azerbaigian | 3 agosto | 2000 | 1° novembre | 2000 |
| Bahamas | 2 settembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Bahrein | 30 agosto | 1996 | 28 novembre | 1996 |
| Bangladesh | 3 maggio | 1994 | 1° agosto | 1994 |
| Barbados | 10 dicembre | 1993 | 10 marzo | 1994 |
| Belarus | 8 settembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Belgio | 22 novembre | 1996 | 20 febbraio | 1997 |
| Belize | 30 dicembre | 1993 | 30 marzo | 1994 |
| Benin | 30 giugno | 1994 | 28 settembre | 1994 |
| Bhutan | 25 agosto | 1995 | 23 novembre | 1995 |
| Bolivia | 3 ottobre | 1994 | 1° gennaio | 1995 |
| Bosnia e Erzegovina | 26 agosto | 2002 A | 24 novembre | 2002 |
| Botswana | 12 ottobre | 1995 | 10 gennaio | 1996 |
| Brasile | 28 febbraio | 1994 | 29 maggio | 1994 |
| Brunei | 28 aprile | 2008 A | 27 luglio | 2008 |
| Bulgaria | 17 aprile | 1996 | 16 luglio | 1996 |
| Burkina Faso | 2 settembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Burundi | 15 aprile | 1997 | 14 luglio | 1997 |
| Cambogia | 9 febbraio | 1995 A | 10 maggio | 1995 |
| Camerun | 19 ottobre | 1994 | 17 gennaio | 1995 |
| Canada* | 4 dicembre | 1992 | 29 dicembre | 1993 |
| Capo Verde | 29 marzo | 1995 | 27 giugno | 1995 |
| Ceca, Repubblica | 3 dicembre | 1993 | 3 marzo | 1994 |
| Ciad | 7 giugno | 1994 | 5 settembre | 1994 |
| Cile* | 9 settembre | 1994 | 8 dicembre | 1994 |
| Cina | 5 gennaio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Hong Kong | 9 maggio | 2011 | 9 maggio | 2011 |
| Macao | 15 dicembre | 1999 | 20 dicembre | 1999 |
| Cipro | 10 luglio | 1996 | 8 ottobre | 1996 |
| Colombia | 28 novembre | 1994 | 26 febbraio | 1995 |
| Comore | 29 settembre | 1994 | 28 dicembre | 1994 |
| Congo (Brazzaville) | 1° agosto | 1996 | 30 ottobre | 1996 |
| Congo (Kinshasa) | 3 dicembre | 1994 | 3 marzo | 1995 |
| Corea (Nord) | 26 ottobre | 1994 | 24 gennaio | 1995 |
| Corea (Sud) | 3 ottobre | 1994 | 1° gennaio | 1995 |
| Costa Rica | 26 agosto | 1994 | 24 novembre | 1994 |
| Côte d’Ivoire | 29 novembre | 1994 | 27 febbraio | 1995 |
| Croazia | 7 ottobre | 1996 | 5 gennaio | 1997 |
| Cuba* | 8 marzo | 1994 | 6 giugno | 1994 |
| Danimarca | 21 dicembre | 1993 | 21 marzo | 1994 |
| Dominica | 6 aprile | 1994 A | 5 luglio | 1994 |
| Dominicana, Repubblica | 25 novembre | 1996 | 23 febbraio | 1997 |
| Ecuador | 23 febbraio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Egitto | 2 giugno | 1994 | 31 agosto | 1994 |
| El Salvador | 8 settembre | 1994 | 7 dicembre | 1994 |
| Emirati Arabi Uniti | 10 febbraio | 2000 | 10 maggio | 2000 |
| Eritrea | 21 marzo | 1996 A | 19 giugno | 1996 |
| Estonia | 27 luglio | 1994 | 25 ottobre | 1994 |
| Eswatini | 9 novembre | 1994 | 7 febbraio | 1995 |
| Etiopia | 5 aprile | 1994 | 4 luglio | 1994 |
| Figi | 25 febbraio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Filippine | 8 ottobre | 1993 | 6 gennaio | 1994 |
| Finlandia | 27 luglio | 1994 | 25 ottobre | 1994 |
| Francia* | 1° luglio | 1994 | 29 settembre | 1994 |
| Gabon | 14 marzo | 1997 | 12 giugno | 1997 |
| Gambia | 10 giugno | 1994 | 8 settembre | 1994 |
| Georgia* | 2 giugno | 1994 A | 31 agosto | 1994 |
| Germania | 21 dicembre | 1993 | 21 marzo | 1994 |
| Ghana | 29 agosto | 1994 | 27 novembre | 1994 |
| Giamaica | 6 gennaio | 1995 | 6 aprile | 1995 |
| Giappone | 28 maggio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Gibuti | 1° settembre | 1994 | 30 novembre | 1994 |
| Giordania | 12 novembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Grecia | 4 agosto | 1994 | 2 novembre | 1994 |
| Grenada | 11 agosto | 1994 | 9 novembre | 1994 |
| Guatemala | 10 luglio | 1995 | 8 ottobre | 1995 |
| Guinea | 7 maggio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Guinea equatoriale | 6 dicembre | 1994 A | 6 marzo | 1995 |
| Guinea-Bissau | 27 ottobre | 1995 | 25 gennaio | 1996 |
| Guyana | 29 agosto | 1994 | 27 novembre | 1994 |
| Haiti | 25 settembre | 1996 | 24 dicembre | 1996 |
| Honduras | 31 luglio | 1995 | 29 ottobre | 1995 |
| India | 18 febbraio | 1994 | 19 maggio | 1994 |
| Indonesia | 23 agosto | 1994 | 21 novembre | 1994 |
| Iran | 6 agosto | 1996 | 4 novembre | 1996 |
| Iraq | 28 luglio | 2009 A | 26 ottobre | 2009 |
| Irlanda* | 22 marzo | 1996 | 20 giugno | 1996 |
| Islanda | 12 settembre | 1994 | 11 dicembre | 1994 |
| Isole Cook | 20 aprile | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Isole Marshall | 8 ottobre | 1992 | 29 dicembre | 1993 |
| Israele* | 7 agosto | 1995 | 5 novembre | 1995 |
| Italia* | 15 aprile | 1994 | 14 luglio | 1994 |
| Kazakstan | 6 settembre | 1994 | 5 dicembre | 1994 |
| Kenya | 26 luglio | 1994 | 24 ottobre | 1994 |
| Kirghizistan | 6 agosto | 1996 A | 4 novembre | 1996 |
| Kiribati | 16 agosto | 1994 A | 14 novembre | 1994 |
| Kuwait | 2 agosto | 2002 | 31 ottobre | 2002 |
| Laos | 20 settembre | 1996 A | 19 dicembre | 1996 |
| Lesotho | 10 gennaio | 1995 | 10 aprile | 1995 |
| Lettonia* | 14 dicembre | 1995 | 13 marzo | 1996 |
| Libano | 15 dicembre | 1994 | 15 marzo | 1995 |
| Liberia | 8 novembre | 2000 | 6 febbraio | 2001 |
| Libia | 12 luglio | 2001 | 10 ottobre | 2001 |
| Liechtenstein* | 19 novembre | 1997 | 17 febbraio | 1998 |
| Lituania | 1° febbraio | 1996 | 1° maggio | 1996 |
| Lussemburgo | 9 maggio | 1994 | 7 agosto | 1994 |
| Macedonia del Nord | 2 dicembre | 1997 A | 2 marzo | 1998 |
| Madagascar | 4 marzo | 1996 | 2 giugno | 1996 |
| Malawi | 2 febbraio | 1994 | 3 maggio | 1994 |
| Malaysia | 24 giugno | 1994 | 22 settembre | 1994 |
| Maldive | 9 novembre | 1992 | 29 dicembre | 1993 |
| Mali | 29 marzo | 1995 | 27 giugno | 1995 |
| Malta | 29 dicembre | 2000 | 29 marzo | 2001 |
| Marocco | 21 agosto | 1995 | 19 novembre | 1995 |
| Mauritania | 16 agosto | 1996 | 14 novembre | 1996 |
| Maurizio | 4 settembre | 1992 | 29 dicembre | 1993 |
| Messico | 11 marzo | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Micronesia | 20 giugno | 1994 | 18 settembre | 1994 |
| Moldova | 20 ottobre | 1995 | 28 gennaio | 1996 |
| Monaco | 20 novembre | 1992 | 29 dicembre | 1993 |
| Mongolia | 30 settembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Montenegro | 23 ottobre | 2006 S | 3 giugno | 2006 |
| Mozambico | 25 agosto | 1995 | 23 novembre | 1995 |
| Myanmar | 25 novembre | 1994 | 23 febbraio | 1995 |
| Namibia | 16 maggio | 1997 | 14 agosto | 1997 |
| Nauru | 11 novembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Nepal | 23 novembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Nicaragua | 20 novembre | 1995 | 18 febbraio | 1996 |
| Niger | 25 luglio | 1995 | 23 ottobre | 1995 |
| Nigeria | 29 agosto | 1994 | 27 novembre | 1994 |
| Niue | 28 febbraio | 1996 A | 27 maggio | 1996 |
| Norvegia | 9 luglio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Nuova Zelanda | 16 settembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Oman | 8 febbraio | 1995 | 9 maggio | 1995 |
| Paesi Bassi* | 12 luglio | 1994 | 10 ottobre | 1994 |
| Aruba | 4 giugno | 1999 | 4 giugno | 1999 |
| Curaçao | 4 giugno | 1999 | 4 giugno | 1999 |
| Parte caraibica (Bonaire, Sant’Eustachio e Saba) | 4 giugno | 1999 | 4 giugno | 1999 |
| Sint Maarten | 4 giugno | 1999 | 4 giugno | 1999 |
| Pakistan | 26 luglio | 1994 | 24 ottobre | 1994 |
| Palau | 6 gennaio | 1999 A | 6 aprile | 1999 |
| Palestina | 2 gennaio | 2015 A | 2 aprile | 2015 |
| Panama | 17 gennaio | 1995 | 17 aprile | 1995 |
| Papua Nuova Guinea* | 16 marzo | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Paraguay | 24 febbraio | 1994 | 25 maggio | 1994 |
| Perù | 7 giugno | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Polonia | 18 gennaio | 1996 | 17 aprile | 1996 |
| Portogallo* | 21 dicembre | 1993 | 21 marzo | 1994 |
| Qatar | 21 agosto | 1996 | 19 novembre | 1996 |
| Regno Unito* | 3 giugno | 1994 | 1° settembre | 1994 |
| Caimane, Isole | 3 giugno | 1994 | 1° settembre | 1994 |
| Georgia del Sud e Isole Sandwich del Sud | 27 marzo | 2015 | 27 marzo | 2015 |
| Gibilterra | 3 giugno | 1994 | 1° settembre | 1994 |
| Isole Falkland | 29 giugno | 2016 | 29 giugno | 2016 |
| Jersey | 3 giugno | 1994 | 1° settembre | 1994 |
| Man, Isola di | 8 maggio | 2012 | 8 agosto | 2012 |
| Sant’Elena e dipendenze (Ascension e Tristan da Cunha) | 3 giugno | 1994 | 1° settembre | 1994 |
| Vergini britanniche, Isole | 3 giugno | 1994 | 1° settembre | 1994 |
| Rep. Centrafricana | 15 marzo | 1995 | 13 luglio | 1995 |
| Romania | 17 agosto | 1994 | 15 novembre | 1994 |
| Ruanda | 29 maggio | 1996 | 27 agosto | 1996 |
| Russia | 5 aprile | 1995 | 4 luglio | 1995 |
| Saint Kitts e Nevis | 7 gennaio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Saint Lucia | 28 luglio | 1993 A | 29 dicembre | 1993 |
| Saint Vincent e Grenadine | 3 giugno | 1996 A | 1° settembre | 1996 |
| Salomone, Isole | 3 ottobre | 1995 | 1° gennaio | 1996 |
| Samoa | 9 febbraio | 1994 | 10 maggio | 1994 |
| San Marino | 28 ottobre | 1994 | 26 gennaio | 1995 |
| São Tomé e Príncipe | 29 settembre | 1999 | 28 dicembre | 1999 |
| Seicelle | 22 settembre | 1992 | 29 dicembre | 1993 |
| Senegal | 17 ottobre | 1994 | 15 gennaio | 1995 |
| Serbia | 1° marzo | 2002 | 30 maggio | 2002 |
| Sierra Leone | 12 dicembre | 1994 A | 12 marzo | 1995 |
| Singapore | 21 dicembre | 1995 | 20 marzo | 1996 |
| Siria | 4 gennaio | 1996 | 3 aprile | 1996 |
| Slovacchia | 25 agosto | 1994 | 23 novembre | 1994 |
| Slovenia | 9 luglio | 1996 | 7 ottobre | 1996 |
| Somalia | 11 settembre | 2009 A | 10 dicembre | 2009 |
| Spagna | 21 dicembre | 1993 | 21 marzo | 1994 |
| Sri Lanka | 23 marzo | 1994 | 21 giugno | 1994 |
| Sudafrica | 2 novembre | 1995 | 31 gennaio | 1996 |
| Sudan del Sud | 17 febbraio | 2014 A | 18 maggio | 2014 |
| Sudan* | 30 ottobre | 1995 | 28 gennaio | 1996 |
| Suriname | 12 gennaio | 1996 | 11 aprile | 1996 |
| Svezia | 16 dicembre | 1993 | 16 marzo | 1994 |
| Svizzera* | 21 novembre | 1994 | 19 febbraio | 1995 |
| Tagikistan | 29 ottobre | 1997 A | 27 gennaio | 1998 |
| Tanzania | 8 marzo | 1996 | 6 giugno | 1996 |
| Thailandia | 31 ottobre | 2003 | 29 gennaio | 2004 |
| Timor-Leste | 10 ottobre | 2006 | 8 gennaio | 2007 |
| Togo | 4 ottobre | 1995 | 2 gennaio | 1996 |
| Tonga | 19 maggio | 1998 A | 17 agosto | 1998 |
| Trinidad e Tobago | 1° agosto | 1996 | 30 ottobre | 1996 |
| Tunisia | 15 luglio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Turchia | 14 febbraio | 1997 | 15 maggio | 1997 |
| Turkmenistan | 18 settembre | 1996 A | 17 dicembre | 1996 |
| Tuvalu | 20 dicembre | 2002 | 20 marzo | 2003 |
| Ucraina | 7 febbraio | 1995 | 8 maggio | 1995 |
| Uganda | 8 settembre | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Ungheria | 24 febbraio | 1994 | 25 maggio | 1994 |
| Unione europea (UE)* | 21 dicembre | 1993 | 21 marzo | 1994 |
| Uruguay | 5 novembre | 1993 | 29 novembre | 1993 |
| Uzbekistan | 19 luglio | 1995 A | 17 ottobre | 1995 |
| Vanuatu | 25 marzo | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Venezuela | 13 settembre | 1994 | 12 dicembre | 1994 |
| Vietnam | 16 novembre | 1994 | 14 febbraio | 1995 |
| Yemen | 21 febbraio | 1996 | 21 maggio | 1996 |
| Zambia | 28 maggio | 1993 | 29 dicembre | 1993 |
| Zimbabwe | 11 novembre | 1994 | 9 febbraio | 1995 |
| * Riserve e dichiarazioni. Le riserve e le dichiarazioni non sono pubblicate nella RU, eccetto quelle della Svizzera. Il testo, in francese e inglese, può essere consultato sul sito internet dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU): https://treaties.un.org/ > Enregistrement et Publication > Recueil des Traités des Nations Unies oppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna. | ||||
| Svizzera ^2^La Svizzera desidera ribadire l’importanza che attribuisce al trasferimento di tecnologia e alla biotecnologia allo scopo di garantire la protezione e l’uso durevole della diversità biologica. Il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale rappresenta un elemento essenziale dell’attuazione delle politiche di trasferimento di tecnologia e di co‑investimento.Per la Svizzera il trasferimento di tecnologia e l’accesso alla biotecnologia, quali sono stati definiti nel testo della Convenzione sulla diversità biologica, si effettuano conformemente all’articolo 16 della suddetta Convenzione e nel rispetto dei principi e delle regole di protezione della proprietà intellettuale, segnatamente degli accordi multilaterali e bilaterali firmati o negoziati dalle Parti contraenti della presente Convenzione.La Svizzera incentiva il ricorso al meccanismo di finanziamento stabilito dalla Convenzione per promuovere il trasferimento volontario dei diritti di proprietà intellettuale detenuti dagli operatori svizzeri, segnatamente per quanto riguarda il rilascio di licenze, mediante decisioni e meccanismi commerciali classici, assicurando in ogni caso una protezione appropriata ed efficace dei diritti di proprietà. |