AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.1995.82
Data decisione, Autorità:
21.04.1997, CEF
Incarto n.
15.95.00082
Lugano
21 aprile 1997/B/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Zali
segretario:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo
sul ricorso 25 marzo 1994 di
rappr.
dal __________
Contro
l’operato
dell’Ufficio esecuzione di Lugano e meglio contro i verbali di pignoramento
emessi nelle esecuzioni n. __________, __________, __________ e __________ del
15 marzo 1994 promosse dal ricorrente contro
viste le osservazioni: -
17 aprile 1994 dell’avv. __________
29 aprile 1994 dell’UE di Lugano
completata l’istruttoria;
ritenuto
in fatto
A. Il __________ procede
contro __________ per l’incasso di diversi crediti d’imposta.
B. Il 15 marzo 1994 l’UE
di Lugano ha emesso quattro attestati di carenza di beni non avendo potuto
procedere ad un pignoramento di salario e non avendo accertato presso il
debitore beni pignorabili. Dai verbali di pignoramento risulta che l’escusso,
interpellato in merito all’appartenenza ad 81 consigli di amministrazione, ha
dichiarato che si tratta di società di famiglia. Nella maggior parte la sua
prestazione è gratuita.
Per le altre società,
delle quali è amministratore, si è messo a disposizione gratuitamente per
assicurare il lavoro amministrativo delle società __________ e __________,
appartenenti ai suoi figli. L’avv. __________ ha dichiarato di non possedere
nessuna azione delle società menzionate. Fiscalmente non ha mai indicato, né
dichiarato onorari derivanti dalle suddette società. Da 20 vige tra lui e sua
moglie il regime della separazione dei beni. Egli abita in casa d’affitto ed il
contratto di locazione è intestato alla moglie. Riceve una rendita AVS di Fr.
2’700.-- al mese. Non possiede alcun bene pignorabile.
C. Contro i predetti
provvedimenti si è tempestivamente aggravato il __________ contestando l’esito
dei pignoramenti. Secondo il ricorrente l’UE avrebbe agito con superficialità
accontentandosi delle evasive dichiarazioni dell’escusso in merito alla sua
posizione di consigliere di amministrazione in 81 società, di cui dovrebbe
possedere almeno un’azione. Egli è inoltre titolare di uno studio legale e
commerciale a Lugano, dal quale verosimilmente dovrebbe trarre profitto.
D. Delle osservazioni dell’UE
di Lugano e dell’avv. __________ si dirà se del caso, in seguito.
E. Interrogato
formalmente in due occasioni (cfr. verbali 6 marzo 1995 e 18 giugno 1996)
l’avv. __________ ha dichiarato di disporre regolarmente solo dell’AVS che
ammonta a ca. Fr. 35’000.--/36’000.-- all’anno per coniugi. Delle 81 società di
cui è amministratore non trae alcun reddito. Si tratta di società immobiliari,
delle quali non possiede azioni. Se riuscisse a perfezionare qualche vendita,
potrebbe incassare la commissione, ciò dipende tuttavia dal mercato
immobiliare, che è precario. Tra entrate e uscite alcune società sono positive,
altre in difficoltà. Il 1. gennaio 1993 ha smesso dl lavorare, per cui ha
chiesto per il biennio 1993/94 la tassazione intermedia. Dalla sua attività di
avvocato, che era minima, percepiva un onorario complessivo di ca. Fr. 5’000.--
all’anno. Non ha mai avuto uno studio in senso proprio. L’uffico in via
__________ è affittato già da anni dalla __________, di cui uno dei suoi figli
è proprietario economico, ed egli può disporre di un ufficio. Fino al 1.
gennaio 1993 riceveva uno stipendio dalla __________ di ca. Fr. 80’000.--
all’anno. Poi è subentrato suo figlio __________. Il contratto di locazione per
l’appartamento di __________, dove abita, è intestato alla moglie, con la quale
vige da 20 anni la separazione dei beni. E` sempre stata chiesta la tassazione
separata. Non possiede automobili.
Considerato
in diritto
-
Nel procedere al
sequestro o al pignoramento del reddito, le autorità d’esecuzione sono tenute
ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione
del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno
suo e della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2, 108 III 12 cons. 3, 106 III
13 cons. 2, 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle
successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto
mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
-
Dal verbale interno
per le operazioni di pignoramento steso dall’UE di Lugano e sottoscritto
dall’escusso, emerge che l’avv. __________ ha dichiarato che le indicazioni ivi
contenute sono esatte. Interrogato formalmente due volte dalla scrivente
Camera, dopo essere stato richiamato all’obbligo di dire la verità ed essere
stato ammonito sulle conseguenze penali di una falsa dichiarazione, egli ha
dichiarato quanto esposto nella narrativa fattuale sub D, ossia che non
percepisce alcun reddito dalle 81 società di cui è amministratore e che non
possiede nessuna azione. Dal 1. gennaio 1993 ha smesso di lavorare e da quella
data non riceve più dalla __________ il salario di Fr. 80’000.--. L’ufficio in
via __________ gli è messo a disposizione __________, già da anni.
L’appartamento in cui abita è stato preso in locazione dalla moglie, con la
quale da oltre 20 anni vive sotto il regime della separazione dei beni. D’altro
canto i coniugi __________ vengono tassati separatamente, per cui il reddito
indicato sulle dichiarazioni fiscali risp. sulle tassazioni prodotte agli atti,
non può, di fronte all'esito degli interrogatori, essere semplicemente
attribuito all’avv. __________ quale suo reddito. Risultando pertanto un
introito limitato alla rendita AVS di ca. Fr. 2’700.-- al mese per coniugi e
non potendosi determinare beni patrimoniali pignorabili, l’UE di Lugano ha
correttamente proceduto all’emissione dei 4 attestati di carenza di beni in
oggetto.
L’accertamento d’ufficio
dei fatti avviene infatti nei limiti delle allegazioni delle parti e di quanto
emerge oggettivamente dagli atti. In caso di dubbio sulla vericidità di tali
dichiarazioni e della documentazione prodotta dal debitore, il ricorrente deve
adire le vie penali, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in
tal senso, pur dovendo dar atto al __________ che vi sono non pochi elementi di
sospetto sulla situazione reddituale dell'escusso.
- Il ricorso 25 marzo
1994 del __________ va quindi respinto.
Non si prelevano spese (art.
61 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 17 e 93 LEF
pronuncia
-
Il ricorso 25 marzo
1994 del __________ è respinto.
-
Non si prelevano
spese e non si assegnano indennità.
-
Contro questa
decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e dei
fallimenti del Tribunale federale, 1000 Losanna 14, in conformità dell’art. 19
LEF.
-
Intimazione: -
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di
vigilanza
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster