AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.2001.301
Data decisione, Autorità:
11.02.2002, CEF
Incarto n.
15.2001.00301
Lugano
11 febbraio
2002
EC/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente
Pellegrini e Rusca
segretario:
Cassina, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 8 novembre 2001 di
patr. dall'avv. __________
Contro
l’operato
dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano nell’ambito dell’esecuzione dei sequestri
n. __________ promossi contro il ricorrente da
__________;
viste le osservazioni:
-
22
novembre 2001 della Confederazione Svizzera, Berna, dello Stato del Cantone
Ticino, Bellinzona, del Comune di __________;
-
23 novembre 2001 __________, Lugano,
-
26 novembre 2001 dell’UE di Lugano;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A. Con
tre decreti 17 ottobre 2001 l’Amministrazione dell’imposta federale diretta del
Cantone Ticino per la Confederazione Svizzera, la Divisione delle Contribuzioni
Ufficio esazione e condoni per il Comune di __________ e per lo Stato del
Cantone Ticino hanno sequestrato fino a concorrenza dei crediti in esecuzione a
favore della Confederazione Svizzera di fr. 1'130'000.-- oltre interessi al
4.5% dal 18.10.2001 (sequestro n. __________), a favore del Comune di Camorino
di fr. 1'750'000.-- oltre interessi al 4.5% dal 18.10.2001 (sequestro n.
__________) e a favore dello Stato del Cantone Ticino di fr. 1'750'000.-- oltre
interessi al 4.5% dal 18.10.2001 (sequestro n. __________) contro __________:
-
“nell’appartamento
locato al signor __________ tutti i beni mobili, suppellettili domestiche,
oggetti di valore, denaro contante, quadri, sculture, nulla escluso intestato o
appartenente al signor __________;
-
nell’autorimessa
o nei posteggi tutte le auto di proprietà del debitore sequestrato
immatricolate a suo nome o a nome della __________ (società delle quali il
signor __________ detiene il capitale azionario – DTF 102 III 165) o intestate
alla __________ di __________ ed in particolare:
-
Ferrari
412, no telaio __________, modello 01.88, di colore nero, targata __________,
oppure targa __________;
-
Ferrari
412, no telaio __________, modello 0.86, di colore grigio, targata __________,
oppure targa __________;
-
Jeep
Grand Cherokee, no telaio __________, modello 01.97, colore nero, non
immatricolata, oppure __________;
-
Land
Rover, Rangerover 4.6, no telaio __________, modello 09.00, colore verde, non
immatricolata, oppure targa __________;
-
Volvo
V70, no telaio __________, modello 01.01, colore blu, targata __________,
oppure targa __________;
-
Jaguar
XJ 5.3 C, no telaio __________, modello 01.79, colore blu, non immatricolata,
oppure targa professionale __________;
-
Ferrari
275 GTS, no telaio __________, modello 06.66, colore gialla, targata
__________, oppure targa __________;
-
Ferrari
365 GTC, no telaio __________, modello 06.69, colore nero, targata __________,
oppure targa __________;
-
Jaguar
3.8 Litre, mark 2, no telaio __________, modello 12.63, colore marrone,
__________, oppure targa __________;
-
Ferrari
365 GTB, __________, modello 09.69, colore giallo, __________, oppure targa
__________;
-
Motoveicolo
Honda, VF 750 C, no. telaio __________, modello 8.94, colore rosso, __________;
-
alla
__________ (ed in tutte le sue succursali secondo la sentenza BlSchK 2000 p.
142): tutti gli averi, somme, titoli, crediti, pagamenti in uscita, valori,
beni di ogni tipo, che si trovino su conti, depositi, relazioni bancarie,
“tesori”, oppure in cassette di sicurezza, dei quali il debitore sia titolare,
comunque nulla escluso intestato e/o appartenente al debitore o di cui ne sia
l’avente di diritto economico;
-
alla
__________, (ed in tutte le sue succursali secondo la sentenza BlSchK 2000 p.
142): tutti gli averi, somme, titoli, crediti, pagamenti in uscita, valori,
beni di ogni tipo, che si trovino su conti, depositi, relazioni bancarie,
“tesori”, oppure in cassette di sicurezza, dei quali il debitore sia titolare,
comunque nulla escluso intestato e/o appartenente al debitore o di cui ne sia
l’avente di diritto economico, oppure tutto quanto intestato alla ,
di cui il signor __________ è detentore del pacchetto azionario ().
B. Lo
stesso giorno l’UE di Lugano ha eseguito i decreti di sequestro.
C. Il
17 ottobre 2001 l’Ufficio esazione e condoni ha liberato dai sequestri i beni
mobili trovantisi presso l’appartamento del debitore alla __________.
D. Con
scritto 17 ottobre 2001 __________ ha comunicato all’UE di Lugano che
__________ è titolare di una relazione bancaria con un saldo debitore di CHF
2'327'340.04, valuta 30 settembre 2001 e che a nome di società di cui il
sequestrato può economicamente disporre, esistono le seguenti due relazioni:
-
119.371
__________, con un saldo creditore al 30 settembre 2001 di CHF 6'886.82;
-
105.035
__________, con un saldo creditore al 30 settembre 2001 di CHF 783.28.
E. Con decreto 19 ottobre 2001 la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, ha sequestrato fino a concorrenza del credito in esecuzione di fr.
2'332'917.45 oltre accessori su istanza della __________ contro __________:
-
“presso
la __________ (ed in tutte le sue succursali): tutti gli averi, somme, titoli,
crediti, pagamenti in uscita, diritti valori, beni di ogni tipo, che si trovino
su conti, depositi, relazioni bancarie, “tesori”, oppure in cassette di
sicurezza, dei quali il debitore sia titolare, comunque nulla escluso intestato
e/o appartenente al debitore o di cui ne sia l’avente diritto, oppure tutto
quanto intestato alla __________, di cui il signor __________ è detentore del
pacchetto azionario;
-
nell’appartamento
alla __________: tutti i beni mobili di ogni tipo, suppellettili domestiche,
oggetti di valore, denaro contante, quadri, sculture, nulla escluso intestato o
appartenete al signor __________;
-
nell’autorimessa
o nei posteggi attinenti all’appartamento locato al debitore: tutte le auto di
proprietà del debitore sequestrato immatricolate a suo nome o a nome
__________, o della __________ (società delle quali il signor __________ il
capitale azionario) o intestate alla __________ ”.
F. Il
22 ottobre 2001 l’UE di Lugano ha eseguito il decreto di sequestro della
Pretore.
G. Con
scritto 25 ottobre 2001 la __________ ha comunicato all’UE di Lugano che i
sequestri n. __________ hanno avuto esito positivo limitatamente all’importo di
USD 1'214'772.
H. Il
26 ottobre 2001 l’UE di Lugano ha notificato al debitore tutti e quattro i
verbali di sequestro.
I. Con tempestivo ricorso 8 novembre 2001 __________ ha chiesto “di
poter disporre di fr. 5'100.-- mensili durante la procedura di accertamento
fiscale”, atteso che:
“negli
scorsi giorni, il ricorrente ha ottenuto l’assicurazione da parte dell’Ufficio
esazione e condoni, come anche dell’Ufficio federale per le procedure speciali,
in merito allo svincolo dei conti bancari intestati alla società __________
potendo in questo modo garantire lo stipendio ai dipendenti, tra cui se stesso.
Tuttavia questa misura è assolutamente insufficiente a garantire lo stipendio
del signor __________ oltre il corrente mese, in quanto sui conti bancari non
vi sono che poche migliaia di franchi, mentre in precedenza la società riusciva
a sopravvivere grazie ai cospicui contributi apportati dal titolare, che
provvedeva a garantire una costante linea di credito attingendo ai propri conti
privati, oggi bloccati da sequestro”;
-
“secondo
quanto prescritto dall’art. 275 LEF, gli art. da 91 a 109 LEF concernenti il
pignoramento si applicano anche alla procedura di sequestro. Nel caso che ci
occupa, ciò significa che, nonostante il signor __________ sia oggetto di una
procedura di sequestro ex art. 271 ss. LEF, egli beneficia tuttavia di quanto
disposto dagli art. 92 e 93 LEF. Nell’emissione dei decreti di sequestro
concernenti la procedura di accertamento fiscale di cui sono oggetto la società
__________, non sono stati eseguiti i necessari accertamenti da parte
dell’autorità sequestrante per quanto concerne ciò che serve al ricorrente per
il suo sostentamento giusta l’art. 93 LEF. Infatti bloccando società, conti
bancari e tutti i suoi averi, il ricorrente è stato privato perfino del minimo
vitale in palese violazione degli art. 92 e 93 LEF”;
-
- “in
applicazione degli art. 92 e 93 LEF, al signor __________ deve essere data la
possibilità di poter disporre di una somma di denaro sufficiente al suo
sostentamento secondo i principi del diritto svizzero. L’Autorità cantonale di
vigilanza ha elaborato una tabella per il calcolo del minimo d’esistenza agli effetti
del diritto esecutivo. Secondo questa tabella al debitore deve essere
consentito di disporre mensilmente di fr. 1'100.--. A questi vanno aggiunti i
contributi per i suoi obblighi di mantenimento nei confronti della figlia, la
quale ha 7 anni. Il ricorrente, in passato, si è impegnato a versare i
contributi per il mantenimento della figlia. Più precisamente possiamo dire che
egli ha un obbligo di due milioni di lire italiane mensili nei confronti della
propria figlia __________. (…) L’importo minimo di fr. 1'100.- al mese previsti
dalla CEF non comprende le spese d’alloggio. Il ricorrente ha in locazione un
appartamento a __________ che gli costa mensilmente un milione di lire
italiane. (…) Inoltre il qui ricorrente signor __________, attualmente necessita
di un alloggio anche in Ticino, oltre a quello in Italia, in quanto, essendo
coinvolto nella complessa presente procedura, necessita di numerose consulenze
con i suoi legali e la sua presenza in Ticino in questo particolare periodo è,
per forza di cose, piuttosto assidua. L’appartamento in oggetto comporta per il
ricorrente una spesa fissa di fr. 1'400.-- al mese. Al riguardo di questo
appartamento, chiediamo a codesto lod. Giudice di riconoscere perlomeno le
indennità di viaggio in auto tra __________ e __________ per tre giorni alla
settimana (per un totale di km 600) nell’ipotesi in cui si decida di non
includere nel computo del minimo vitale l’importo di fr. 1'400.--“;
-
“Al
fine di garantire una dignitosa esistenza e la continuazione del lavoro del
signor ________ all’interno delle proprie società chiediamo a questa lod.
Camera di concedere al ricorrente di poter disporre di un importo minimo di fr.
5'100.-- al mese da sbloccare dal conto corrente presso la __________ di cui al
decreto di sequestro n. __________”.
L. Con
scritti 16 novembre risp. 21 novembre 2001 l’Ufficio esazione e condoni ha
chiesto all’UE di “svincolare dai sequestri del 17 ottobre 2001 operati nei
confronti del signor ________” il conto n. __________ e il conto n. __________
presso la __________. Il 16 novembre risp. il 27 novembre 2001 l’UE di Lugano
ha comunicato tali decisioni alla __________.
M. Il
22 novembre 2001 la __________ ha comunicato all’UE di Lugano che il sequestro
n. __________ è risultato fruttuoso limitatamente all’importo di USD 1'020'131,
rilevando che tale relazione è già stata oggetto di sequestro nell’ambito dei
decreti __________.
N. Con
osservazioni 22 novembre 2001 la Confederazione Svizzera, lo Stato del Cantone
Ticino e il Comune di __________ hanno postulato la reiezione del gravame
rilevando che con i sequestri essi non volevano sequestrare delle relazioni
bancarie di pertinenza della __________: per questo motivo quindi i creditori
hanno già richiesto il dissequestro di tali beni.
A mente
dei creditori l’asserzione secondo cui la __________ in passato riusciva a
sopravvivere grazie ai cospicui contributi del titolare non sarebbe suffragata
da alcun giustificativo: inoltre il ricorrente, prima delle procedure di
sequestro poteva disporre dei suoi beni come meglio credeva, ora invece questa
sua disponibilità verso gli impegni societari è in palese contrasto con i
diritti acquisiti con le procedure di sequestro dai suoi creditori personali.
Gli
osservanti hanno rilevato che “il minimo vitale del signor ________ è garantito
dalla sua attività alle dipendenze della __________ (i cui sequestri sono stati
revocati) e dalle altre attività collaterali (artista, auto d’epoca ….)”.
O. Con osservazioni 23 novembre 2001 __________ ha evidenziato che
nessuna delle allegazioni ricorsuali è documentata, ad esempio non sarebbe dato
a sapere se “il contributo di Lit. 2'000'000 a favore della figlia __________ è
un obbligo statuito giudizialmente e se tale importo è stato nel passato
effettivamente corrisposto”. Anche le spese per pigione per l’appartamento
presso il suo domicilio in Italia andrebbero documentate.
La
creditrice contesta la possibilità di riconoscere, nel calcolo del minimo
vitale, delle spese per un appartamento in Ticino o delle spese di trasferta da
__________ a __________ “per permettere al debitore escusso di incontrare tre
volte la settimana il proprio legale”.
L’osservante
asserisce che nell’ambito di pignoramenti concernenti debitori all’estero, la
determinazione del fabbisogno deve far riferimento ai costi effettivi presso il
domicilio estero e in concreto tenere conto del minor costo della vita in
Italia.
P. Con
osservazioni 26 novembre 2001 l’UE di Lugano ha postulato la reiezione del
gravame evidenziando che le argomentazioni contenute nello stesso non sono
suffragate da alcun documento.
Considerato
in diritto:
- Come
evidenziato alla narrativa fattuale sub L. con scritti 16 novembre risp. 21
novembre 2001 l’Ufficio esazione e condoni ha chiesto all’UE di Lugano di
svincolare dai sequestri il conto n. __________. Il 16 novembre risp. il 27
novembre 2001 l’UE di Lugano ha comunicato tali decisioni alla banca.
Essendo
state queste due relazioni bancarie dissequestrate, oggetto del contendere
risulta essere la questione della limitata sequestrabilità della relazione
bancaria presso la __________ e intestata, secondo le asserzioni del
ricorrente, alla __________.
a) Per l’art. 248 cpv. 1 primo periodo della Legge Tributaria del 21
giugno 1994 (in seguito: LT), se il debitore d’imposta o di multa non ha
domicilio in Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati,
l’autorità fiscale può chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia
accertata definitivamente, delle garanzie, impregiudicato il diritto di
chiedere il sequestro. Secondo l’art. 249 LT la decisione di richiesta di
garanzia è parificata al decreto di sequestro ex art. 274 LEF e il sequestro è
eseguito dal competente ufficio di esecuzione, atteso tuttavia che contro la
decisione dell’autorità fiscale non è ammessa l’opposizione al sequestro ex art.
278 LEF. L’art. 251 cpv. 2 LT stabilisce inoltre che il sequestro o la garanzia
possono essere estesi anche all’imposta comunale.
b) Anche l’art. 169 della Legge federale sull’imposta federale
diretta del 14 dicembre 1990 (in seguito: LIFD) prevede che se il contribuente
non ha domicilio in Svizzera o se il pagamento dell’imposta sembra compromesso
l’autorità fiscale può chiedere delle garanzie. Per l’art. 170 LIFD la
decisione di richiesta di garanzia è inoltre parificata al decreto di sequestro
ex art. 274 LEF e il sequestro è eseguito dal competente ufficio di esecuzione
(cpv. 1), atteso che anche in materia di richiesta di garanzie ex LIFD non è
ammessa l’opposizione al sequestro ex art. 278 LEF (cpv. 2).
c) Per l’art. 272 cpv. 1 LEF il sequestro viene concesso dal giudice
del luogo in cui si trovano i beni se il creditore rende verosimile l’esistenza
di un credito non garantito da pegno, di una causa di sequestro ex art. 271
cpv. 1 n.1-5 nonché di beni appartenenti al debitore. Prima di concedere il
sequestro il giudice esamina in particolare, sulla base dei soli elementi
addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza
dei presupposti (materiali) del sequestro di cui all’art. 272 LEF. Il giudice
incarica poi dell’esecuzione del sequestro l’ufficiale o altro funzionario o
impiegato a cui comunica il decreto di sequestro (art. 274 LEF), il quale
procederà in applicazione analogica delle norme da 91 a 109 LEF concernenti il
pignoramento (art. 275 LEF). Contro l’errata esecuzione del decreto di
sequestro ad opera dell’organo esecutivo - in violazione cioè delle norme sul
pignoramento - è data la facoltà di ricorso ex art. 17 LEF all’autorità
cantonale di vigilanza (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. II, Zurigo
1997/1999, n.5, 8 ad art. 275 LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997,
§51 n.76, p.421).
-
Se l’autorità di sequestro concede
per errore un sequestro benché ne manchino gli elementi essenziali, l’Ufficio
di esecuzione è tenuto, in linea di principio, ad eseguire comunque il decreto.
Il potere d’esame dell’organo esecutivo è infatti assai limitato se raffrontato
a quello del giudice del sequestro, atteso che al primo non è possibile la
verifica delle condizioni di merito da cui dipende la concessione del
sequestro, salvo casi limite dove la nullità del decreto di sequestro è
manifesta: in tal caso l’organo d’esecuzione deve rifiutare l’esecuzione del
sequestro con provvedimento suscettibile di ricorso ex art.17 LEF all’autorità
di vigilanza (DTF 114 III 89 cons.2a; Hans
Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.III,
n.11ss. ad art. 275 LEF; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
op.cit., n.2ss. ad art. 275 LEF; Amonn/Gasser,
op. cit., §51 n.49 e 50, p.416; Betrand Reeb,
Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II,
p.487). Egli deve invece verificare sempre la regolarità formale del decreto di
sequestro nel senso che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF,
ritenuto che carenze o formulazioni insufficienti avranno come conseguenza la
non esecuzione del sequestro (cfr. DTF 107 III 37; Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.76, p.421; Reiser, op.cit., n.12 ad art. 275 LEF; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour
dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.384 s.).
-
In
relazione ai beni da sequestrare il Tribunale federale -anche per supplire alla
carenza di efficaci mezzi di difesa contro il decreto di sequestro sotto
l’imperio del vecchio diritto- ha in particolare ammesso il rifiuto
dell’esecuzione di un decreto - rispettivamente il ricorso ex art. 17 LEF
contro la sua eventuale esecuzione - quando i beni ivi indicati non esistono
(DTF 107 III 37, 105 III 141 e 80 III 87), quando i beni sono impignorabili
(DTF 107 III 37, 106 III 106, 76 III 35), quando i beni si trovano fuori della
giurisdizione del circondario di esecuzione (DTF 107 III 37, 80 III 126 e 75
III 26 cons.1), quando per ammissione stessa del creditore o per evidenza
manifesta i beni appartengono a un terzo (DTF 109 III 124 cons. 6,106 III
88,105 III 114 cons.4, 104 III 58-59 cons.3), quando per ammissione stessa del
creditore o per evidenza manifesta i beni appartengono a uno Stato estero e si
riferiscono a fatti ex iure imperii (DTF 108 III 109), quando il sequestro è
stato ottenuto in violazione del principio della buona fede (DTF 112 III 51,
108 III 104s. e 120 s., 107 III 38105 III 18).
-
Dal 1° gennaio 1997, con l’entrata in vigore della revisione
parziale della LEF del 16 dicembre 1994, contro il decreto di sequestro è data
a chi è toccato nei suoi diritti la via dell’opposizione ex art. 278 cpv.1 LEF:
in tal caso il giudice (del sequestro) sottopone il decreto di sequestro a un
nuovo esame, dando agli interessati la possibilità di esprimersi e di addurre
fatti nuovi (art. 278 cpv.2 LEF). Con l’opposizione si possono contestare sia
l’esistenza dei presupposti (materiali) della concessione del sequestro
(verosimiglianza del credito non garantito da pegno, della causa di sequestro
invocata, dell’esistenza dei beni indicati rispettivamente della loro
appartenenza al debitore) che la regolarità della procedura di concessione del
sequestro (carenza di presupposti processuali, violazione di trattati
internazionali) che altri motivi di nullità del sequestro (cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.68
p.419s.; Reiser, op.cit. n.8s. ad
art. 278 LEF; Reeb, op.cit.,
p.477). La decisione sull’opposizione può essere a sua volta impugnata entro
dieci giorni all’autorità giudiziaria superiore (art.278 cpv.3 primo periodo
LEF) - nel Cantone Ticino alla Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio
dell’appello (art. 22 LALEF e art.14 e 22 lett.c LOG), rispettivamente, in caso
di valore inferiore agli 8’000.-- franchi , alla Camera di cassazione civile
con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF e art. 5, 13 e 22 lett.b LOG).
L’introduzione dell’istituto dell’opposizione - con possibilità di ricorso -
contro il decreto di sequestro permette di ridefinire il campo di applicazione
del ricorso ex art.17 LEF, riservandolo in sostanza - salvi i casi di manifesta
nullità - alla verifica formale del decreto di sequestro e alle censure
propriamente connesse all’esecuzione del provvedimento da parte
dell’organo esecutivo (Reeb, op.cit.,
p.477; Reiser, op.cit. n.14s. ad art.
275 LEF).
-
Giusta
l’art. 170 cpv. 2 LIFD, non è ammessa l’opposizione ex art. 278 LEF contro la
decisione di richiesta di garanzie emanata dall’autorità cantonale fiscale e
parificata, in virtù dell’art. 170 cpv. 1 LIFD, al decreto di sequestro ex art.
274 LEF. I diritti fiscali cantonali prevedono la stessa regolamentazione in
materia di imposte dirette (cfr. art. 249 LT). La limitazione di potere di
cognizione dell’ufficio di esecuzione vale tuttavia pure rispetto a questi tipi
di decreti di sequestro, visto che possono essere contestati con ricorso di
diritto amministrativo davanti al Tribunale federale, entro trenta giorni dalla
notificazione (cfr. art. 169 cpv. 3 LIFD), il quale gode di un pieno potere di
cognizione (cfr. art. 104 lett. c OG) e potrebbe quindi esaminare anche la
questione della titolarità dei diritti sequestrati (cfr. FF 1991 III
123-124, ad n. 208.7 i.f.). Lo stesso vale per il diritto cantonale: infatti,
il diritto fiscale del Cantone Ticino prevede un ricorso alla Camera di diritto
tributario del Tribunale di appello (art. 248 cpv. 3 LT).
-
Con
il gravame il ricorrente ha chiesto di poter disporre durante la procedura di
accertamento fiscale di fr. 5'100.-- mensili, “da sbloccare dal conto corrente
presso la __________, Lugano, intestato alla società __________ ”, asseverando
che il dissequestro dei conti presso la __________, intestati alla __________ e
alla __________ non sarebbe misura sufficiente a garantirgli lo stipendio oltre
il corrente mese, in quanto sui conti bancari vi sono pochi soldi, mentre in
precedenza le società riuscivano a sopravvivere grazie ai cospicui contributi
apportati dal titolare, che provvedeva a garantire una costante linea di
credito attingendo ai propri conti privati, oggi bloccati da sequestro.
Bloccandogli tutti i suoi conti privati, il ricorrente sarebbe pertanto stato
privato del minimo vitale.
a) Giusta
l’art. 275 LEF all’esecuzione del sequestro si applicano per analogia gli
articoli da 91 a 109 LEF concernenti il pignoramento. Per l’art. 93 cpv. 1 LEF
ogni provento del lavoro, gli usufrutti e il loro prodotto, le rendite
vitalizie e gli alimenti, le pensioni e le prestazioni di qualsiasi tipo
destinate a risarcire una perdita di guadagno o una pretesa derivante dal
diritto al mantenimento, segnatamente le rendite e le indennità che non sono
impignorabili giusta l’art. 92, possono essere pignorati in quanto, a giudizio
dell’ufficiale, non siano assolutamente necessari al sostentamento del debitore
e della sua famiglia;
b) Ogni
provento del lavoro può essere pignorato per la parte eccedente il minimo di
esistenza dell’escusso (cfr. art. 93 cpv. 1 LEF). Questa regola, che va
applicata d’ufficio, è anche applicabile in materia di esecuzione del sequestro
(cfr. art. 275 LEF; Reiser,
op. cit., n. 65 ad art. 275; Pierre-Robert Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 11 ad art. 93);
c) Per
“provento del lavoro” si intende ogni prestazione, in denaro o in natura,
costituente la retribuzione di un lavoro personale, svolto sia quale dipendente
che quale indipendente (cfr. Georges Vonder
Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol.
II, n. 3 ad art. 93; Gilliéron,
op. cit., n. 26 ad art. 93, con rif.). In particolare ricadono pure sotto
questa nozione le somme effettivamente percepite o dovute al gerente di una
società anonima (cfr. DTF 85 III 44-45). Invece i frutti naturali e civili
(pigioni, affitti) di fondi che sono proprietà dell’escusso non rispondono alla
definizione di “provento del lavoro” e nemmeno sono da considerare quali
“prodotti” di “usufrutti” (recte: capitali) ai sensi dello stesso art. 93 cpv.
1 LEF (cfr. DTF 94 III 11-12); l’ufficio deve comunque prelevare da essi
quanto sia necessario al sostentamento del debitore e della sua famiglia (cfr. DTF
64 III 106-107; Vonder Mühll,
op. cit., n. 6 ad art. 93; Gilliéron,
op. cit., n. 46 ad art. 93), importo che viene calcolato conformemente alle
regole sviluppate in base all’art. 93 LEF (cfr. DTF 94 III 15-16; Gilliéron, op. cit., n. 14-15 ad art.
103). Ciò vale anche per i redditi, interessi e dividendi di diritti
patrimoniali mobiliari pignorati o sequestrati, quando l’intero patrimonio
dell’escusso è stato pignorato o sequestrato (cfr. DTF 64 III 105-107;
83 III 111; Gilliéron, op.
cit., n. 16 ad art. 103).
d) In
concreto appaiono sequestrati tutti i beni patrimoniali del ricorrente: visti
gli importi delle pretese vantate dai creditori sequestranti è del resto
probabile che se esistessero indizi concreti dell’esistenza di altri diritti
patrimoniali anche questi sarebbero stati sequestrati.
e) All’UE
di Lugano va quindi ordinato il calcolo del minimo di esistenza di ________
tenendo conto che il suo domicilio è in Italia e la riconsiderazione dei
provvedimenti impugnati, tenuto conto di tutti i redditi conseguiti dal
ricorrente, in particolare dei redditi che lo stesso, come asserito con
osservazioni 22 novembre 2001 dalla Confederazione Svizzera, dallo Stato del
Cantone Ticino e dal Comune di __________, percepirebbe per la sua attività
presso la __________ (i cui sequestri sono stati revocati) e per altre attività
collaterali (artista, auto d’epoca).
I
provvedimenti impugnati vanno tuttavia confermati fino alla loro
riconsiderazione, in funzione del carattere cautelare dei sequestri.
Se
necessario alla copertura del minimo di esistenza di ________, l’ufficio darà
ordine alla __________ di mettere a disposizione del ricorrente, ogni mese,
l’importo impignorabile accertato nella decisione di riconsiderazione,
attingendo ai redditi, ma non all’importo capitale, dei conti sequestrati.
- Ne
consegue l’accoglimento parziale del gravame di _________.
Sulle
tasse occorre ricordare che ‑ benché la gratuità della procedura sia
contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso
secondo l'art. 17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette
Sandoz-Monod, Commentaire de
la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 ad art.
81, p. 804) ‑ siffatto principio è stato codificato per espressa volontà
del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF
125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62
cpv. 2 OTLEF).
Richiamati
gli art. 17, 92, 93, 271, 272, 274, 275, 278 LEF, 169, 170 LIFD; 248, 249, 251
cpv. 2 LT; 5, 13, 14, 22 LOG; 22 LALEF; 61 e 62 OTLEF,
pronuncia:
- Il ricorso 8 novembre 2001 di __________, è accolto parzialmente.
1.1. Le
diffide 17 ottobre 2001 e 22 ottobre 2001 emesse dall’UE di Lugano nei
confronti della ________ e della _____________ in esecuzione dei decreti di
sequestro n. _____________ sono confermate.
1.2. L’incarto
è retrocesso all’UE di Lugano affinché proceda alla riconsiderazione dei
provvedimenti impugnati nel senso del considerando 8. e).
-
Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
-
Intimazione:
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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