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Numero d'incarto:
52.1997.292
Data decisione, Autorità:
16.12.1997, TRAM
Incarto n.
52.97.00292
Lugano
16 dicembre 1997
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo
Anastasi, presidente,
Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi
segretario:
Thierry
Romanzini, vicecancelliere
statuendo
sul ricorso 10 ottobre 1997 di
contro
la
comunicazione (n. E 436) 1° ottobre 1997 del Dipartimento delle istituzioni,
Sezione degli stranieri, di mancato rinnovo del permesso di dimora
letti
ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
che __________, cittadina
italiana nata il __________, è entrata in Svizzera il 15 settembre 1994,
stabilendosi a __________;
che a partire da quella data essa ha beneficiato di un
permesso di dimora annuale (tipo "B"), in seguito rinnovato, a scopo
di lavoro in qualità di tecnico multimediale presso la succursale di __________
della __________;
che il 1° ottobre 1997 il Dipartimento delle istituzioni,
Sezione degli stranieri - constatato in sostanza che la titolare sarebbe senza
lavoro dal gennaio 1996 beneficiando della prestazioni erogate
dall'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) - le ha comunicato il
mancato rinnovo del permesso di dimora al momento della scadenza prevista per
il 14 marzo 1998, ritenuto inoltre che non si evincerebbero concreti motivi
atti a concludere la sua impossibilità di rientrare in Italia;
che il 10 ottobre 1997 __________ è insorta contemporaneamente
sia davanti al Consiglio di Stato sia direttamente al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendo - previa concessione dell'effetto sospensivo -
l'annullamento della "decisione", l'audizione personale, il
riconoscimento del diritto di domicilio in Ticino in base al suo nuovo progetto
di attività lucrativa indipendente. Sostiene inoltre che il Consiglio di Stato,
quale vertice della pubblica amministrazione, non adempierebbe i requisiti per
statuire sulle controversie amministrative non essendo un tribunale indipendente
e libero di sindacare i fatti ed il diritto, donde la sua proposta di ricusa;
Considerato, in
diritto
che il 15 febbraio 1992 è entrato in vigore il nuovo art. 98a
della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) secondo cui i Cantoni
istituiscono autorità giudiziarie di ultima istanza cantonale nella misura in
cui le decisioni di quest'ultime siano direttamente impugnabili con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale (cpv.1), il diritto di ricorrere e
i motivi di ricorso dovendo essere garantiti almeno nella misura stabilita per
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cpv. 3);
che in applicazione di tale disposto, in materia di diritto
degli stranieri, nel Cantone Ticino è data la competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le
decisioni del Consiglio di Stato (cfr. art. 1 della Legge transitoria
d'applicazione dell'art. 98a della legge federale sull'organizzazione
giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del 12 marzo 1997);
che la relativa procedura è disciplinata dalla Legge
cantonale di procedura per le cause amministrative (Messaggio 27 novembre 1996
n. 4600 del Consiglio di Stato concernente l'adeguamento della legislazione
cantonale all'art. 98a della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria,
pag. 9);
che prima di entrare nel merito di una istanza o di un
ricorso l'autorità esamina d'ufficio la propria competenza (art. 3 PAmm);
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è
data giusta l'art. 60 PAmm nei casi previsti dalla legge contro decisioni di un
Dipartimento, di Commissioni speciali e del Consiglio di Stato (cpv. 1), mentre
contro le decisioni di un Dipartimento o di Commissioni speciali appellabili al
Tribunale cantonale amministrativo non è dato ricorso al Consiglio di Stato
(cpv. 2);
che il Dipartimento delle istituzioni ha già indicato che il
ricorso al Consiglio di Stato viene mantenuto, l'autorità giudiziaria quale
ultima autorità di ricorso in sede cantonale venendo istituita quale istanza
"in più" di quella prevista dalla legge (Messaggio citato, pag. 3);
che a seguito dell'ulteriore aggravio del Tribunale cantonale
amministrativo dovuto in virtù di questa nuova competenza e onde salvaguardarne
l'operatività, è stato giudicato opportuno rafforzare l'effetto filtrante dei
gradi di giurisdizione cantonale prevedendo sempre un'istanza ricorsuale
intermedia (Consiglio di Stato) anche in materia di diritti degli stranieri,
scartando così la possibilità di impugnare la decisione dipartimentale direttamente
al Tribunale cantonale amministrativo (Rapporto 21 febbraio 1997 della
Commissione della legislazione sul messaggio 27 novembre 1996 concernente
l'adeguamento della legislazione cantonale all'art. 98a della Legge federale
sull'organizzazione giudiziaria, pag. 4);
che le censure mosse dalla ricorrente sull'incompetenza del
Consiglio di Stato per statuire sul gravame sono pertanto infondate, il doppio
grado di giurisdizione non essendo lesivo dei propri diritti essendole comunque
garantita la possibilità di adire successivamente il Tribunale cantonale
amministrativo, sempre che la decisione dell'esecutivo cantonale sia
suscettibile di essere impugnata con ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale;
che in conclusione, il ricorso presentato avanti a questo Tribunale
va considerato irricevibile e va trasmesso d'ufficio all'autorità competente,
vale a dire il Consiglio di Stato (art. 4 cpv. 1 PAmm);
che, visto l'esito, il gravame non necessita ulteriore
disamina, le domande di effetto sospensivo e di ricusa divenendo in ogni caso
prive di oggetto;
che viste le particolarità
della fattispecie e il fatto che la ricorrente si è fondata, per proporre il
presente ricorso, su quanto dispone l'art. 98a OG, si rinuncia eccezionalmente
a prelevare una tassa di giustizia e ad incassare le spese di procedura (art.
28 PAmm);
visti gli art. 98a OG; art. 1 della Legge transitoria
d'applicazione dell'art. 98a della legge federale sull'organizzazione
giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del 12 marzo 1997; 3, 4 cpv.
1, 28 e 60 PAmm
dichiara e pronuncia:
- Il ricorso è irricevibile.
§. Gli atti sono trasmessi al Consiglio di Stato per competenza.
-
Non si prelevano né tasse né
spese.
-
Intimazione a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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