Appeal inadmissible against denial of private security authorization

52.2001.279Outro Tribunal5 de fev. de 2002Inadmissible

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The applicant challenged the State Council's confirmation of the refusal to authorize him for private security work. The cantonal administrative court held that no statute granted it jurisdiction over appeals against such refusals under the Lapis regime, so the State Council's decision was final and the appeal inadmissible. The court added that, even on the merits, the refusal would be sustainable given the applicant's prior conviction for attempted fraud and obstruction of justice. Because the lower decision incorrectly stated the available remedy, no court fee was imposed.

Sumário Omnilex

Art. 3, 55 cpv. 3, 60 PAmm; art. 8 Lapis: appellate jurisdiction of the cantonal administrative court exists only where the legislature expressly provides it. Under the enumerative system, in the absence of a statutory remedy a decision of the State Council is final, even if it affects legitimate interests. An erroneous indication of a remedy in the challenged decision cannot create jurisdiction, but may justify relief from court fees under art. 28 PAmm. As to the merits, art. 8 cpv. 2 Lapis allows refusal of authorization where the applicant lacks sufficient guarantees of reliability, in particular because of relevant intentional convictions (consid. 2-3).

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AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 52.2001.279

Data decisione, Autorità: 05.02.2002, TRAM

Incarto n. 52.2001.00279

Lugano 5 febbraio 2002

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

segretaria:

Tamara Merlo, vicecancelliera

statuendo sul ricorso 27 luglio 2001 di

__________ patr. da: avv. __________

contro

la decisione 10 luglio 2001, no. 3357, del Consiglio di Stato, che ha confermato la decisione 28 maggio 2001 della Sezione dei permessi e immigrazione, con la quale ha negato l'autorizzazione all'esercizio dell'attività privata di sorveglianza;

viste le risposte:

  • 13 agosto 2001 della Sezione dei permessi e dell'immigrazione;

  • 22 agosto 2001 del Consiglio di Stato;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto, in fatto

A. Il 4 maggio 2001 la __________ ha richiesto l'autorizzazione per assumere __________ in qualità di agente di vigilanza privato. Con decisione 7 maggio 2001, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Ufficio dei permessi, ha respinto detta istanza in virtù dell'art. 8 della Legge sulle attività private di investigazione e sorveglianza (Lapis), a causa dei precedenti penali di __________. Dall'istruttoria svolta era infatti emerso che il ricorrente, in data 18 marzo 1998, era stato condannato con DAP 310/1998 alla pena di 15 giorni di detenzione, sospesa condizionatamente per un periodo di prova di due anni, siccome riconosciuto colpevole di tentata truffa e di sviamento della giustizia.

B. Con decisione 10 luglio 2001, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di __________ avverso la decisione della Sezione dei permessi e dell'immigrazione, confermando il mancato rilascio dell'autorizzazione. Il Governo ha ritenuto che i precedenti ascritti all'insorgente fossero tali da non consentire una valutazione positiva, avuto riguardo alla particolarità della professione di agente privato.

C. Contro il predetto giudizio governativo, __________ insorge ora innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che la richiesta autorizzazione gli sia rilasciata. Ai fini del giudizio, non appare necessario riassumere le argomentazioni del ricorrente. Il Consiglio di Stato e la Sezione dei permessi e dell'immigrazione hanno chiesto la reiezione dell'impugnativa.

Considerato, in diritto

  1. Prima di entrare nel merito di un'istanza o di un ricorso, l'autorità esamina d'ufficio la propria competenza (art. 3 PAmm). Il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è dato soltanto nei casi previsti dalla legge, contro decisioni di un dipartimento, di commissioni speciali e del Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1 PAmm).

La deducibilità per ricorso di una decisione al Tribunale cantonale amministrativo è quindi regolata secondo il cosiddetto sistema enumerativo e non per clausola generale: nel silenzio della legge che disciplina la materia del contendere, il provvedimento dell'autorità inferiore, anche se lesivo di legittimi interessi, sfugge pertanto alla giurisdizione del Tribunale cantonale amministrativo (Rep. 1968, pag. 204, cons. 3; Borghi, Giurisprudenza amministrativa ticinese, N. 465). Di conseguenza, le decisioni del Consiglio di Stato sono definitive, se la legge non prevede il ricorso al Tribunale amministrativo o al Gran Consiglio (art. 55 cpv. 3 PAmm).

  1. 2.1. La decisione impugnata si fonda sulla Legge sulle attività private di investigazione e sorveglianza dell'8 novembre 1976 (RL 1.4.3.1). In concreto, nessuna norma di legge prevede la possibilità di impugnare sino al Tribunale amministrativo la decisione con cui il Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Ufficio permessi, rifiuta l'autorizzazione per l'esercizio delle suddette attività in applicazione dell'art. 8 Lapis (cfr. anche art. 23 Lapis). Di conseguenza, il ricorso si palesa irricevibile per difetto di competenza del Tribunale cantonale amministrativo a conoscere le contestazioni mosse dall'insorgente avverso la risoluzione governativa, la quale risulta pertanto essere definitiva (art. 55 cpv. 3 PAmm).

2.2. Alla detta conclusione non osta evidentemente il fatto che nell'impugnato giudizio il Consiglio di Stato abbia indicato a torto, quale rimedio di diritto, il ricorso a questo Tribunale: la competenza delle autorità è infatti stabilita dalla legge (art. 2 PAmm). L'erronea indicazione del rimedio di diritto esperibile contenuta nel giudizio impugnato permette tuttavia al ricorrente di essere sollevato dal pagamento della tassa di giudizio (art. 28 PAmm).

  1. Il presente ricorso andrebbe comunque respinto nel merito qualora questo Tribunale fondasse la propria competenza sull'art. 6 n. 1 CEDU. Infatti l'art. 8 cpv. 2 Lapis prescrive che l'autorizzazione sia negata a chi è stato condannato per reati intenzionali e la cui pena non è ancora stata cancellata dal casellario giudiziale e a chi, per i suoi precedenti, non presenta sufficienti garanzie per un corretto adempimento delle sue attività. Pertanto non è insostenibile ritenere, come fa il Consiglio di Stato nell'impugnata decisione, che colui il quale si è reso colpevole di un reato come quello per cui è stato condannato il ricorrente, non offra garanzie sufficienti - ad appena tre anni dalla suddetta condanna - per il corretto svolgimento della professione di agente privato.

Visti gli art. 1 segg. Lapis; 2, 3, 28, 31, 55, 60 PAmm;

dichiara e pronuncia:

  1. Il ricorso è irricevibile.

  2. Non si preleva una tassa di giudizio.

  3. Intimazione a:

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

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Questão jurídica principal

Whether the cantonal administrative court had jurisdiction to hear the appeal against the State Council's confirmation of the permit refusal.

Decisão extraída

The appeal was not within the court's jurisdiction because no statute provided an appeal to the administrative court against this type of permit refusal; the State Council's decision was therefore final.

Fundamentação extraída

Cantonal administrative review follows an enumerative system. In the absence of a statutory appeal route, even an adverse administrative decision is not reviewable by the court. The legal remedy indication in the challenged decision could not create jurisdiction.

Questão jurídica principal

Whether the denial of authorization for private security activity was unlawful on the merits.

Decisão extraída

The court stated that, even if it had jurisdiction, the appeal would fail because the applicant's prior intentional criminal conviction justified doubting his reliability for the profession.

Fundamentação extraída

Article 8 Lapis requires refusal where the applicant has intentional criminal convictions not yet deleted from the record or otherwise lacks sufficient guarantees for proper performance; a conviction only three years earlier for attempted fraud and obstruction of justice could support the negative assessment.

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