AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
90.1994.153
Data decisione, Autorità:
28.06.1995, TPT
Incarto n.
90.94.00153
Lugano
28 giugno 1995
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale della
pianificazione del territorio
composto
dai giudici:
Efrem Beretta, presidente,
Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca
Il
segretario
Fiorenzo Gianinazzi
visto
il ricorso del 9 settembre 1991 di
__________, ____________________,
rappr.
da: avv. __________. __________, __________ __________,
contro
la risoluzione governativa 20 agosto 1991 che approva
alcune varianti del PR di __________;
viste le osservazioni 31
marzo 1992 del Consiglio di Stato e quelle 5 novembre 1991 del Municipio di
__________,
letti ed esaminati gli
atti,
esperiti i necessari accertamenti,
r i t e n u t o
in fatto
a. __________
__________ è proprietario del mappale nr. __________RFP di __________, sul
quale sorge la sua casa d'abitazione.
b. Il PR di __________ è
stato approvato in data 8 febbraio 1983 ed escludeva il sedime dalla zona
edificabile. Nella seduta del 17 maggio 1990 il Consiglio comunale ha adottato
una serie di varianti concernenti il piano del traffico e quello delle
attrezzature ed edifici pubblici. Una delle varianti prevede l'ampliamento di
un posteggio (da 5 a 23 stalli) in corrispondenza della proprietà __________.
c. Con gravame 27
agosto 1992 __________ __________ ha impugnato la variante innanzi al Consiglio
di Stato. In via principale ne ha chiesto l'annullamento, in via subordinata ha
proposto un minor ampliamento del posteggio (sulla base di una proposta già
respinta dal Municipio di __________).
A sostegno delle domande ricorsuali
l'insorgente ha sottolineato il grave pregiudizio economico di cui sarebbe
vittima, ha invocato il carattere sproporzionato delle dimensioni del posteggio
e le immissioni che questo originerebbe, ha lamentato la violazione del
principio della proporzionalità.
d. Con l'impugnata
risoluzione il Consiglio di Stato ha approvato le varianti e respinto
l'impugnativa. Avverso le argomentazioni ricorsuali, l'autorità di approvazione
ha indicato che un posteggio per 23 vetture non è sproporzionato rispetto ai
bisogni della parte alta del territorio comunale.
e. Dissentendo
integralmente da tale decisione il soccombente adisce il TPT chiedendo
l'annullamento della variante. A sostegno delle sue domande ripropone, in
sostanza, le argomentazioni avanzate in prima sede. Lamenta inoltre una lesione
del diritto costituzionale di essere sentiti (vista la scarna motivazione della
risoluzione governativa) e invoca la necessità di una perizia.
f. Nelle sue
osservazioni il Municipio di __________ chiede la reiezione del gravame. Alla
medesima conclusione giunge il Consiglio di Stato.
g. Il 27 aprile 1993 è
stato esperito il sopralluogo in contraddittorio. All'occasione si è deciso di
sospendere la procedura sino all'attribuzione dei gradi di sensibilità di
rumore.
h. Il Consiglio di Stato
ha approvato in data 22 giugno 1994 l'art. 25bis NAPR di __________, con il
quale vengono attribuiti i gradi di sensibilità.
i. Il 22 novembre
1994, su richiesta del Tribunale, il Municipio di __________ ha fornito una
"verifica dei posteggi nel nucleo di __________ e nelle aree sul suo
immediato contorno". La verifica conclude che, malgrado la realizzazione
dei posteggi previsti dal PR, resterà un saldato negativo di circa 160 posti
auto, in particolare durante la stagione estiva quando alla domanda residente
si sovrappone quella turistica.
l. La Sezione della
pianificazione urbanistica (SPU) si è espressa al riguardo della verifica
allestita dal comune con osservazioni 10 gennaio 1995. Nelle medesime ha
confermato la validità delle ubicazioni previste nel PR per i posteggi.
Inoltre, la SPU, dopo aver
consultato la Sezione protezione aria e acqua e la Sezione dei trasporti, ha
rilevato che il fabbisogno teorico previsto dal comune (2 posti auto per
famiglia o nucleo famigliare per complessivi 400 posti) è eccessivo. Al
riguardo nelle osservazioni si precisa come
"corrisponda
maggiormente alle emergenti necessità in tema di contenimento del traffico
motorizzato privato, adottare un parametro che si aggiri sui 1,5 posti auto per
famiglia; ciò condurrebbe ad un fabbisogno comunale di 300 p. Questo valore tra
l'altro rispecchia quello medio comunale dedotto dall'Annuario statistico
ticinese (Comuni 1994) che si riferisce al rapporto fra i nuclei famigliari
residenti a __________ e gli autoveicoli immatricolati (...). A conferma di
quanto detto sopra vi comunichiamo che dai dati in nostro possesso, relativi
alla zona insediativa di __________, abbiamo potuto dedurre l'estensione della
SUL del nucleo in oggetto; essa ammonta a ca. 22'000 mq.
Tenendo conto del valore
minimo di dimensionamento consigliato dalla norma VSS n. 641'400 edita
dall'Unione dei professionisti svizzeri della strada (...), che è fissato a 1
p. per ogni 80 mq. di SUL (più il 10% per ospiti), possiamo affermare che i
quantitativo minimo di posteggi teorico occorrente per il nucleo di __________
ammonterebbe anche in questo caso a ca. 300 unità. Questo valore risulta
inferiore del 25% rispetto a quello calcolato dal Municipio di __________.
Dedotti i posteggi disponibili (100), i quali comprendono pure la parte messa a
disposizione dall'autosilo comunale, e quelli previsti per il nucleo (140) che
rileviamo dalla verifica del Municipio, in questo caso vi sarebbe un ammanco di
60 p.
Evidentemente questi ca.
300 p. rappresentano un valore teorico; esso deve servire come base per la
determinazione di un fabbisogno che meglio tenga conto delle specificità del
comune. Infatti occorre tener presente dei fattori che possono incidere in
misura non indifferente sulla valutazione quali il grado di allacciamento ai
trasporti pubblici, la situazione ambientale e la particolare funzione che
devono svolgere tali posteggi."
Sulla scorta di queste
considerazioni la SPU conclude che il fabbisogno effettivo di posteggi non è di
400 ma di 300 unità. Secondo la SPU la riduzione dei posti auto disponibili
dovrebbe essere attuata non eliminando l'uno o l'altro dei posteggi previsti
dal PR, ma riducendone la dimensione.
m. ________ _____________
non ha inoltrato né delle osservazioni alla verifica del fabbisogno di posteggi
allestita dal comune né un allegato conclusionale.
c o n s i d e r a t o
in diritto
- A norma dell’art. 38
LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al TPT entro 30
giorni dalla notificazione.
L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), i proprietari dei fondi la cui situazione è stata modificata
dalla decisione del Consiglio di Stato (cpv. 4 lett. c).
Il disposto va
interpretato alla luce dell’art. 33 cpv. 3 lett. a LPT che impone al diritto
cantonale di garantire la legittimazione a ricorrere almeno nella stessa misura
di quella prevista per il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale.
Ciò premesso, il presente
ricorso, inoltrato nel termine di legge, è tempestivo.
La legittimazione ricorsuale
dell'insorgente è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT.
- Il comune gode di
autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).
L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv.
3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle
autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i
loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire
il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Non può
però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non
poggi su alcun criterio oggettivo o sia manifestamente insostenibile. Deve al
contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i
principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non
danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal
comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento
giuridico, questi invocherà invano la lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia
226 seg. consid. 2a; A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren
bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 segg., in part. 55).
Il TPT non dispone,
contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in
applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una
modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la
violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione
di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento
giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di
una norma essenziale di procedura) e contro l’accertamento inesatto o
incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT).
- Giusta l'art. 22quater
cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.) i Cantoni devono allestire dei piani
d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una
razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT.
Secondo quest'ultima legge
la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto PR
- viene adottato, secondo le indicazioni del PD (art. 6 segg., 26 cpv. 2 LPT),
sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1 cpv. 1 2a frase, 2
cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica
(art. 33 seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina
l'uso ammissibile del suolo (art. 14 segg. LPT): rende vincolante verso i
privati detto ordinamento oltre che il contenuto del PD (art. 21 cpv. 1 LPT).
- Per prassi costante
del Tribunale federale una restrizione di diritto pubblico della proprietà è
compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 22ter Cost. solo
se si fonda su di una base legale (che deve essere chiara ed esplicita quando
la limitazione è particolarmente grave, DTF 114 Ia 117 consid. 3), è
giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio
della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e
dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (DTF 10 febbraio
1992 in re Micheli, consid. 5b; DTF 115 Ia 29 consid. 4, 114 Ia 249 consid. 5a,
114 Ia 337 consid. 2, 113 Ia 364 consid. 2).
Nella fattispecie il
problema della violazione della garanzia della proprietà quale istituto non si
pone. I problemi espropriativi esulano invece da questa procedura.
-
Ai sensi dell’art.
26 LALPT, un PR si compone di un rapporto di pianificazione, di
rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un programma di
realizzazione. Le rappresentazioni grafiche comprendono (art. 28 LALPT) i piani
del paesaggio, delle zone, del traffico, delle attrezzature e costruzioni di
interesse pubblico e il piano indicativo dei servizi pubblici. In particolare
esse fissano la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto
pubblici e privati con la precisazione delle linee di arretramento, le vie
ciclabili e pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici (art. 28 cpv. 2 lett. p
LALPT). La base legale del vincolo all’esame è quindi data.
-
La SPU ha ricalcolato
il fabbisogno di posteggi a __________ valutandolo in 300 posti macchina contro
i 400 previsti dal comune. Lo scarto è del 33% in più rispetto al fabbisogno
effettivo.
Con ciò è provato che
nell’insieme i posteggi previsti dal PR sono eccessivi, ma non è ancora dato
sapere quali di essi sono singolarmente superflui o, meglio, quali sono
effettivamente necessari. Non è segnatamente dimostrato che per soddisfare il fabbisogno
ridotto rispetto alle errate previsioni del piano occorra far capo in tutto o
in parte ai posteggi qui contestati.
Non è pertanto provato
l’interesse pubblico al discusso vincolo e di conseguenza il Consiglio di Stato
non poteva lecitamente approvarlo. Il Consiglio di Stato avrebbe invece dovuto
rinviare gli atti al Comune affinché allestisse una nuova variante in cui i
posteggi fossero ridistribuiti tenuto conto dell’effettiva necessità e di
un’ubicazione corretta.
Nella misura in cui approva
il vincolo in contestazione la risoluzione governativa dev’essere annullata e
con essa il vincolo medesimo.
Per questi motivi,
dichiara
e pronuncia
- Il ricorso é accolto.
§)
Di conseguenza la decisione impugnata è annullata e con essa
il vincolo gravante il fondo del ricorrente.
-
Non si prelevano spese né
tasse di giustizia. Il Comune verserà al ricorrente fr. 1'200.-- di ripetibili.
-
Intimazione: -
- Municipio di _______
- Consiglio di Stato, __________
- Sezione pianificazione urbanistica, ____________
Tribunale
della pianificazione del territorio
Il
presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster