Chi ha concluso un master in osteopatia deve essere in grado di:
- assumere la responsabilità professionale del processo osteopatico ed elaborare un protocollo di trattamento che tenga conto dei diversi aspetti biopsicosociali;
- in qualità di professionista di primo contatto, eseguire anamnesi ed esami clinici, e su queste basi decidere se sono indicati una diagnosi e un trattamento osteopatici o se la persona in cura debba essere indirizzata a un altro professionista;
- analizzare le capacità funzionali dell’organismo, porre una diagnosi osteopatica e definire l’approccio terapeutico volto a rafforzare o migliorare l’integrità strutturale e funzionale della persona in cura e applicare la terapia;
- illustrare il processo osteopatico attraverso informazioni adeguate sulle diverse manipolazioni osteopatiche e i relativi ambiti di applicazione;
- instaurare un rapporto basato sulla fiducia con la persona in cura attraverso una comunicazione chiara e adeguata al fine di sostenere efficacemente il processo osteopatico;
- verificare l’efficacia dei propri provvedimenti adottati secondo gli standard di qualità validi per l’osteopatia;
- individuare il fabbisogno di ricerca nell’ambito dell’osteopatia, partecipare alla risposta a quesiti di ricerca e, sulla base della propria esperienza clinica, promuovere l’efficace attuazione delle conoscenze nella prassi osteopatica;
- trasmettere conoscenze osteopatiche a membri di altre professioni e fornire il punto di vista osteopatico all’interno di team interprofessionali;
- contribuire allo sviluppo della professione dell’osteopata partendo dai bisogni che derivano dall’evoluzione della società e dai dati della ricerca.